Recensioni

Doctor Who – La Prima Stagione in Blu-ray Disc

Per anni i fan si sono lamentati delle edizioni DVD di Doctor Who in Italia: mentre in Inghilterra i cofanetti uscivano infarciti di contenuti speciali, da noi c’erano soltanto gli episodi puri e semplici, e spesso anche con suddivisioni illogiche degli special natalizi.

Con Il Giorno del Dottore le cose sono iniziate a cambiare: non solo il DVD conteneva degli extra, ma per la prima volta era stato prodotto anche in Blu-Ray Disc. La cosa ha evidentemente avuto buoni riscontri, visto che successivamente è uscito il blu-ray 3D e, lo scorso novembre, finalmente… il cofanetto della prima stagione in Blu-Ray Disc!

Dico subito che il prodotto si presenta molto bene: una slip-case con apertura laterale contiene un cofanetto “a libriccino”, con i 4 dischi serigrafati e una foglietto che spiega quali episodi e quali contenuti speciali ciascun disco contiene. Esatto, contenuti speciali: il principale vantaggio di avere la serie su disco blu è proprio quella di poter finalmente fruire con i sottotitoli italiani di tutti quei bei approfondimenti, extra, interviste etc. che finora ci sono sempre stati negati.

Certo, anche il fatto di avere una migliore qualità audio e soprattutto video è un upgrade, ma considerando che la prima stagione è del 2005 la differenza qualitativa si nota, certamente, ma fino ad un certo punto a mio avviso. O meglio, diciamo che proprio il fatto di vedere gli episodi in altra definizione permette di vedere alcune imperfezioni della pellicola. Ma resta sempre una qualità visiva superiore a quanto si era abituati.

Fruendo del cofanetto, ne ho approfittato per rivedere questi primi 13 episodi, che non avevo più ripreso in mano dopo la prima visione. La magnificenza di quanto è venuto dopo mi ha sempre fatto relegare, nella memoria, questa prima stagione a qualcosa di necessario ma non esaltante: questo ripasso mi ha fatto ricredere!

Ci sono episodi davvero molto buoni, emotivamente molto forti e con grande dose di avventura. Gli intrecci sono solidi, le avventure trascinanti. Ci sono alcune puntate che mi hanno lasciato poco, come la doppia sugli Slitheen e Boom Town, ma per il resto tutti gli altri si sono riconfermati dell’intrattenimento molto valido. Sì, privo di una continuity intricata e ferrea, e con poche sottotrame con cui giocare e intersecare… ma l’essenza della serie c’è tutta: il Dottore, la sua compagna di viaggio, alieni e pericoli tra il passato, il presente e il futuro, sulla Terra o nello spazio. Non si potrebbe chiedere di meglio.

Christopher Eccleston è un Dottore formidabile, e poterlo ridire dopo aver amato Tennant, Smith e anche Capaldi non è cosa da poco.

Trovo che la prima stagione sia perfettamente riuscita: genuina, senza troppe velleità, in fondo era un esperimento, un azzardo e occorreva essere lineari. Eppure, anche così, Russel T Davies confeziona una continuity blanda ma ben presente, che lega in modo unitario i 13 episodi, con un doppio finale scoppiettante.

Infine, la cosa interessante di vedere questa stagione dopo aver visto Il Giorno del Dottore sta nel trovare i segni della Guerra del Tempo sul suo volto. Ci credete che sono riuscito a fare il collegamento tra il giubbotto del War Doctor con quello di pelle (consunta, peraltro) di Eccleston? Il look casual del Nono Dottore acquista un ben altro significato, quello del reduce. Fantastic!

Passando ai contenuti speciali, c’è roba davvero interessante. Innanzitutto una bella intervista a Eccleston, registrata pochi giorni dopo la fine delle riprese della stagione. Si nota infatti, da alcuni accenni, che l’attore sta per andare a sostenere con gli altri membri del team una conferenza stampa di presentazione del primo episodio e si vede che l’intervistatore ignora la rigenerazione del Dottore alla fine del tredicesimo episodio.

Nelle risposte di Eccleston si nota come non sia mai stato un grande fan della serie, e viene confessato che ha accettato la parte essenzialmente perché c’era Davies come showrunner. Poi gli interessava anche smarcarsi dall’etichetta di “ruoli seri” che la sua carriera gli stava appioppando. Nonostante ciò non ne è venuto fuori una persona distaccata, senza passione: si vedeva invece che si era applicato, che aveva studiato e che si era immedesimato nel mood narrativo di Doctor Who. Si evince dalle sue risposte in merito allo sforzo di accontentare sia i vecchi fan che i bambini con la sua interpretazione, sulle sue spiegazioni sulla filosofia del personaggio e della serie… insomma, una chiacchierata interessante.

Interessanti sono anche i vari spezzoni che spiegano la realizzazione degli effetti speciali: quello sulla distruzione del covo del cattivo nel primo episodio, oppure la spiegazione di come è stata effettuata la scena sulla distruzione dei Big Ben. O ancora, il modo in cui sono state effettuate le riprese di Rose appena ad un pallone di sbarramento nel Bambino Vuoto.

Ci sono anche delle specie di video-diari: uno molto stupido (ma divertente!) diBillie Piper che se la gira per il set con una telecamera in mano e fa domande importunando tutti, un altro invece molto più appassionante con Mark Gatiss, che racconta l’evoluzione del suo soggetto per il terzo episodio (I Morti Inquieti, quello con Charles Dickens). Seguiamo insieme allo sceneggiatore i cambiamenti nella trama, le nuove idee, quelle bocciate dal team di autori, il tutto attraverso entusiasmi e avvilimenti a seconda di come procedeva il lavoro. Bello, e Gatiss spiega bene.

In generale poi cercava di esserci un piccolo “dietro le quinte” per ciascun episodio, partendo magari dall’analisi di un determinato elemento.

E ho gradito molto l’intervista a John Barrowman, nella quale spiega perfettamente il personaggio che interpreta, il capitano Jack Hartness. Scopriamo che l’attore ama visceralmente questo personaggio, che ha riversato gran parte di sé stesso nei modi di Jack e che avrebbe tanto voluto una serie parallela dedicata al capitano! Be’, presto sarebbe stato accontentato! Mi ha fatto piacere trovare tanti punti di contatto tra il carattere dell’attore e quello del personaggio interpretato, Barrowman è simpaticissimo e si vede che mette la passione nel suo lavoro.

Si rivelano infine ricchi di informazioni, peraltro ben strutturate, gli extra del quarto disco: sono tutti sotto il nominativo di Doctor Who Confidential ciascuno è lungo dai 10 ai 20 minuti, e affrontano vari aspetti della serie in generale e di alcuni episodi particolari. Sono narrati da Simon Pegg!

Riportare Indietro il Dottore è per esempio un efficace mini-documentario che spiega le fasi tramite cui si è arrivati alla “riesumazione” della serie e alla delineazione delle caratteristiche di questo re-start.

C’è poi un capitolo dedicato alla descrizione di Rose e all’importanza che ha questa companion nella vita del Nono Dottore e nella ripresa della serie, e un utile approfondimento sui Dalek: le scelte sull’aspetto che dovevano avere, su come renderli e su quanta importanza dar loro.

Il Confidential prosegue con un’analisi del Tardis, anche attraverso le parole del designer che ne ha curato l’aspetto, con uno speciale sui termini pseudo-scientifici che si sono sentiti nella serie e con i dietro le quinte di Il Padre di Rose e del doppio episodio finale.

In sostanza, tantissimi mini documentari intenti a sviscerare ogni più piccolo aspetto della serie, spesso tramite la viva voce dei protagonisti stessi (Davies, Eccleston, la Piper, i responsabili degli effetti speciali, degli stunt, delle scenografie etc.), e permettono da una parte di scoprire le idee dietro alla scrittura, alla realizzazione e all’interpretazione dei vari episodi e della stagione nel suo complesso, dall’altro servono anche come approfondimento generale sul personaggio, sulla storia cinquantenaria dello show e sulle caratteristiche che haDoctor Who e il Dottore stesso.

Ci si immerge moltissimo e assai piacevolmente nell’intero progetto, ed è un’immersione deliziosa.

La DNC ha rivelato sulla sua pagina Facebook che i cofanetti delle stagioni successive in Blu-Ray Disc sono in lavorazione. Spero che l’ottimo lavoro fatto con questo prodotto sia eguagliato nei prossimi, e che abbia un buon riscontro di vendite perché certamente se lo merita!

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