Recensioni

Luna 2069

Da quando Leo Ortolani ha concluso il suo impegno con il mensile di Rat-Man sembra aver incrementato notevolmente la sua produzione, diramandola in lungo e in largo attraverso una moltitudine di progetti ed editori diversi. Uno di questi è stato C’è Spazio Per Tutti, un grosso librone edito da Panini e sponsorizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana che un paio d’anni fa creò il precedente del primo Ortolani didattico. O meglio, didattico solo in parte. C’erano molte pagine in cui, con il suo tono semiserio, Leo raccontava la storia della conquista spaziale, intervallandola però con una narrazione vera e propria che vedeva Rat-Man a bordo della ISS insieme al corrispettivo fumettistico dell’astronauta Paolo Nespoli. Sebbene qua e là la porzione didattica tendesse a “mangiare spazio” a quella prettamente narrativa, quest’ultima sfoderava il suo asso nella manica verso la fine, quando Leo si cimentava in uno dei suoi voli pindarici fatti di metafore visive e poetica dolceamara. 


Due anni esatti dopo, l’esperimento si ripete. Stesso “fumettiere”, stesso argomento, stessi sponsor ma un diverso editore: Feltrinelli Comics. Ortolani questa volta riduce sensibilmente la porzione didattica per dare spazio alla trama vera e propria. Il che è comprensibile, dato che stavolta si affronta solo parte dell’argomento, la conquista lunare. Inoltre, dopo l’esperienza con la graphic novel Cinzia, edito da Bao, si percepisce un certo desiderio da parte di Leo di giocare con il formato, godendosi tutta la libertà che un libro può fornire: molte le pause, molte le tavole quasi totalmente nere, molti i momenti in cui il lettore può percepire la regia dell’autore semplicemente sfogliando le pagine. E graficamente Leo continua il suo percorso di assoluta eccellenza. Non bisogna farsi ingannare dal solito suo complesso del muso da scimmia: Ortolani si rivela sempre più bravo nella gestione degli inchiostri, dei contrasti, dei tratteggi. Evocativo, ipnotico e visivamente sontuoso, il suo tratto è ormai decisamente vicino a quello di un altro maestro del fumetto: sua maestà Jeff Smith.


Il protagonista della storia questa volta è Fortunato, l’alter ego dell’astronauta Luca Parmitano, che si imbarca insieme a Mister Mask, un imprenditore che altri non è che l’ennesimo alter ego di Rat-Man, per un allunaggio postadato al 2069. Leo coglie l’occasione per parlare di viaggi nello spazio e nel tempo e soprattutto per creare una proiezione di quello che sarà il rapporto fra l’uomo e lo spazio fra cinquant’anni. Ma soprattuttissimo Leo ci parla del difficile equilibrio tra lavoro e famiglia, mettendo in scena i dilemmi dell’astronauta e scavando dentro di lui. Ancora una volta la nostalgia, il rimpianto, la paura… e una coraggiosa scelta di campo, che può risultare un azzardo in un volume sponsorizzato ma che francamente non stupisce affatto se si conosce l’autore e quella che è stata la sua crescita come uomo negli ultimi tre lustri. Insomma, un volume magari meno ambizioso ma più spontaneo e sentito rispetto al precedente.


Ennesima ottima prova per Leo, quindi. Però rimane il desiderio di conoscerlo veramente questo Leo del dopo Rat-Man. Perché di materiale ne è stato prodotto tanto, veramente tanto, e pure di qualità. Ma senza mai allontanarsi troppo dal suo vecchio repertorio, e senza nemmeno mai avvicinarcisi a tal punto da dargli una continuazione organica. Tra storie che lambiscono il mondo di Rat-Man, in cui il cast è quello e allo stesso tempo non è quello, tra confusionari elseworld, tracimanti alter ego, racconti in costume, in continuity leggera o excursus di matrice autobiografica, l’impressione è che le rotte artistiche di Leo siano al momento tuttora ancorate ad un’orbita precisa dalla quale sarebbe davvero interessante vederlo sganciarsi.

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