Recensioni

Matana, Blu Tramonto e il 2021 di Ortolani

Ma quanta roba che produce, signor Ortolani!

Dopo un 2020 così variegato e multiforme che mi è toccato fare una grossa rece cumulativa, ecco che il 2021 si rivela solo un pelo meno ricco, ma comunque ricco. E rieccomi qui di nuovo, con tutte le ortolanate ben disposte sul tavolo della cucina, a chiedermi dove cavolo abbia trovato Leo il tempo di tirar fuori tutte queste pagine di fumetto in così poco tempo. Che gli altri fumettisti ci mettono minimo un anno per produrre una graphic novel e lui in un anno ti produce la graphic novel, una serie a fumetti, un progettino extra, una cosa mezza riciclata dal passato e mezza no e magari anche qualche stuzzichino.

Ed è interessante notare come Leo stia lavorando in modo diverso per editori diversi, trovando un modo differente di produrre per ognuno di loro, a seconda delle loro specificità. Che significa che stargli dietro può essere un bel casino per il fedele lettore, mica no. Ma il Sollazzo alla fedeltà è abituato, che tanto negli anni ne abbiamo viste di ogni, ci siamo fatti cornificare da paperi, topi e Pokémon, quindi un Leo che corre di qua e di là ci spaventa zero.


Rango (Panini)

Ecco, Rango è la prima cosa da considerare. Un sottile volumetto con una storiella “nuova” che poi così nuova non è. E infatti non è altro che la messa in volume di una storia che Leo aveva fatto pubblicare, spezzettandola in episodi, tempo fa sul Gigante… e che a sua volta non era altro che il remake aggiornato di un fumettino di gioventù che Leo aveva realizzato per i cavoli suoi. In pratica lo stesso identico iter editoriale de Il Cercatore, altro reperto di gioventù remakeato e uscito in volume l’anno scorso dopo una breve tappa sul Gigante. Qua e là un po’ di acerbità permangono, ma rimane tutto molto godibile. La considero nuova però, dato che è la prima volta che il pubblico se la può godere nella sua giusta sede. Che, no, non poteva certo essere il Gigante, edizione per la quale – eh già! – non nutro forti simpatie. 


Matana (Panini)

Sei albi, pochissime pagine l’uno, dei sottobicchieri stile western in omaggio e l’implicita promessa che poi tutto questo verrà raccolto in un volumetto unico. Insomma, stesso formato dello Star Rats dell’anno scorso, ormai il pattern è chiaro. E se non lo fosse abbastanza, da notare il fatto che questi numeri proseguono quella stessa numerazione, sotto la dicitura “Il Mondo di Rat-Man #6-12”. Tecnicismi editoriali che ci dicono qualcosa, ovvero che Panini ha difatto aperto una nuova testata che permette a Leo di riprendere il suo vecchio cast e costruirci elseworld a profusione. E’ una cosa positiva? Uhm. Vero è che Brakko, Cinzia e Rat sono figure parecchio universali, riciclabili e questo lo notavamo anche in passato, dato l’elevato numero di parodie di cui venivano resi protagonisti. Ma d’altra parte declinarli in mille salse ha l’effetto collaterale di depotenziare la loro identità “ufficiale”, che perde così di significato, specie ora che è tutto finito. E di interferire con il discorso fatto a più riprese da Leo sul lasciare andare i personaggi, per non far loro del male. D’altra parte ancora, avere finalmente una sede apposita per far sfogare la creatività caotica di Leo, facendo passare il messaggio che parodie/elseworld/roba fuori continuity fanno parte di un pacchettone a sé mi sembra un concetto… ordinato. E “ordine” è la parola del momento, dato che siamo in vista di una nuova edizione di Rat-Man che pare raccoglierà solo le storie “in continuity” in pratici omnibus. Speriamo che a questo corrisponda anche una collana parallela che raccolga anche tutto il resto, dato che ai tempi di Rat-Man Collection, con alcune n-logie parodiche pubblicate dentro la saga e altre come speciali non ci si capiva davvero una fava secca. E di questo ne riparliamo fra qualche riga. Ma com’è Matana, al di là di tutte queste pippe editoriali? Oh, io l’ho trovato bellissimo. Divertente, ispirato, ben ritmato. Divertente perché, eh bé, è Leo. Ispirato perché finalmente vedi lo stile di Leo rispecchiare le atmosfere western alla Sergio Leone, lasciando da parte il feticcio dei comics del tempo che fu. Ben ritmato perché Leo qui ha libertà e se la gode tutta, dando alle sue pagine un taglio cinematografico, una regia raffinatissima e un comparto visivo unico. Bianchi, neri, inchiostri, tratteggi, dettagli e senso di vuoto. C’è tutto, ed è un tutto che sa di nuovo, pur essendo molto classico. Promosso!


Blu Tramonto (Feltrinelli)

Blu tramonto : Ortolani, Leo: Amazon.it: Libri

Leo come Kimball. Sul serio, i passi compiuti in questo trittico spaziale sono gli stessi compiuti da Ward Kimball nella sua trilogia scientifica presente nel ciclo disneyano Tomorrowland. Che poi sono le tre frontiere a cui rivolgiamo la nostra immaginazione quando pensiamo in termini cosmici. Un volume sullo spazio, poi uno sulla luna e infine uno su Marte. Eccolo il pezzo forte di quest’anno, un librone che porta a compimento il percorso. Bello lungo, così lungo che davvero ti chiedi da dove esca e come sia stato possibile. La parte didattica è ancora una volta presente, anche se il tono è molto poco didattico e parecchio umoristico, inoltre è limitata ad una manciata di pagine che scandiscono ben altro. E il ben altro è una bella storia d’amore, fra un ammasso di batteri senzienti che hanno preso la forma di una donna e… un Rat-Man futuristico. O almeno credo che sia un Rat-Man, dato che l’aspetto è quello, mentre della maschera vien detto che la indossa per compiacere la gente e nient’altro. Insomma, Leo ormai non si pone nemmeno più il problema. E questo è bene o è male? Vedi sopra. La storia è… dolce. Tanto. In un paio di punti mi sono pure commosso, e direi che quindi è stato tempo ben speso. 


Non pervenuto il volumetto estivo con le storie inedite dal Gigante, il che significa che molto probabilmente sono finite. Non pervenuti altri progettoni per Bao. Non pervenuta nessuna altra raccolta di materiale Covid e direi che va bene anche così (però così quelle prime tre o quattro vignette dei primi giorni del coprifuoco rimarranno nel limbo, a meno di una versione enhanced – ma anticlimatica – del primo libro). Pervenuto invece il volume a colori che racchiude la miniserie di Star Rats dell’anno scorso. Ma a questo punto penso che ci voglia un bell’omnibus con anche il materiale precedente.

La nuova edizione da libreria di Rat-Man - Fumettologica

E dato che siamo in vena di letterine a Babbo Natale ecco i miei tre desideri per il Leo del 2022:

 1. Che l’edizione definitiva in volumoni di Rat-Man possa essere così ordinata, logica e ben curata da permettere a lettori vecchi e nuovi di avere un punto di vista nuovo e definitivo sulla saga. 

2. Che faccia “scuola” permettendo di fare lo stesso anche per la produzione parodica e non in continuity. Insomma – per continuare il discorso fatto sopra – che possa essere un preludio ad un nuovo modo di raccogliere la roba di Leo, più “tematico” e meno legato a dove una storia era apparsa in origine (Leo infatti piazzava parodie dentro e fuori la sua testata ammiraglia, RMC, a seconda di come evolveva la sua scaletta di lavoro, senza una vera logica interna).

3. Che dopo tutto questo si possa finalmente avere il vero e proprio Leo post Rat-Man. E che una volta liberatosi da legacci, fantasmi, faccende in sospeso inizi qualcosa di davvero nuovo e diverso. Che non poggi più su vecchi personaggi, antiche trame, bozze e ricicli, tizi con le orecchie da topo, omini che dicono padrune, elseworld, spin-off, parodie, multiversi ed esercizi di stile.


Che inizi l’epoca del Leo 2.0. Noi siamo qua, pronti ad accoglierlo.

Matana: la parodia western di Leo Ortolani - Metropolitan Magazine