At Home with Olaf

La Grande Pandemia

Il 2020 passerà alla storia come uno degli anni più catastrofici per il genere umano. L’epidemia globale causata dal COVID-19 costringe l’intera popolazione terrestre a ritirarsi fra le mura domestiche, causando gravi danni all’economia mondiale. Il distanziamento sociale necessario ad allentare il tasso di contagio nuoce in particolar modo al settore dell’intrattenimento che si vede costretto a rinunciare a qualsiasi forma di assembramento. Eppure, sebbene i cinema e i teatri siano costretti a rimanere chiusi, gli artisti non si fermano e attraverso la grande rete trovano il modo di esprimere la propria verve, alleviando le pene di un’umanità depressa e prigioniera. Il primo paese ad essere colpito dalla pandemia dopo la Cina, ovvero l’Italia, produce alcuni dei contenuti domestici più indimenticabili, tirando fuori il meglio dai propri umoristi. La striscia quotidiana di Leo Ortolani, la serie animata di Zerocalcare, il TG umoristico di Maccio Capatonda sono esempi eccellenti di questa narrazione da quarantena.

Al suo arrivo negli USA, il virus crea grossi problemi alla stessa Disney Company che si ritrova costretta a fermare le riprese delle proprie produzioni, a rinviare le proprie uscite cinematografiche e a chiudere parchi e crociere. Eppure, in questa situazione nera i Walt Disney Animation Studios trovano il modo di fare la loro parte, dando il via ad un progetto molto particolare che accompagnerà il loro pubblico durante i giorni più duri della pandemia. L’animatore Hyrum Osmond, supervisore del pupazzo di neve Olaf ai tempi del primo Frozen (2013) decide di riprendere il personaggio, per renderlo protagonista di una ventina di brevissimi sketch umoristici da distribuire quotidianamente sui diversi canali social dello studio. Questa serie di vignette, intitolata At Home with Olaf, ha la particolarità di essere stata interamente realizzata tra le mura domestiche. Buona parte dei mini episodi che la compongono vedono accreditato il solo Osmond, insieme a Josh Gad che si è occupato di doppiare il tenero protagonista, anche lui direttamente da casa.

Lo Scrigno delle Venti Perle

Sebbene in passato The Disney Compendium abbia scelto criteri di inclusione che non portassero ad elencare materiali promozionali o animazioni troppo brevi, si è scelto di inserire ugualmente in cronologia i ventuno sketch di At Home with Olaf, a dispetto della loro durata molto risicata. Molte fra queste vignette non superano il minuto, eppure la loro impressionante resa artistica e l’intento lodevole alla base sono risultati degni di attenzione. Abbiamo scelto quindi di analizzarli in blocco, come se facessero parte di un unico reel.

1. Fun with Snow (6/4/2020, Hyrum Osmond). Olaf gioca a palle di neve e per errore lancia la testa di uno dei suoi fratellini. Il primo sketch setta lo standard dell’intera miniserie: la gag è molto semplice, l’inquadratura rimane fissa e lo scenario è la foresta di Frozen II. Josh Gad si limita a dei semplici vocalizzi che sottolineano la natura candida e infantile del personaggio. Il fratellino di Olaf viene dritto dritto dal cortometraggio Frozen Fever (2015).

2. Alone in the Forest (7/4/2020, Hyrum Osmond). Lo scenario è riciclato dall’episodio precedente, ma questa volta Olaf si esibisce in una buffa versione della Danza della Fata Confetto, tratta dallo Schiaccianoci di Tchaikovsky. Simpatico e suggestivo, più che una vera e propria gag va preso come un raffinato esercizio di stile.

3. Fishin’ (8/4/2020, Hyrum Osmond). Olaf pesca un pesciolino solo per potergli dare un caldo abbraccio e lasciarlo andare. Terzo e ultimo corto ambientato sul laghetto ghiacciato, fa onore alla personalità ingenua e stralunata del pupazzo, ed è anche il primo del lotto a presentare una performance vocale di Gad un po’ più strutturata.

4. Leaves (9/4/2020, Hyrum Osmond). L’ultima foglia di una betulla si stacca dal ramo e scopriamo che Olaf le ha contate scrupolosamente tutte. L’umorismo inizia ad esulare dal semplice slapstick, aumenta la quantità di parlato e ci si concede per la prima volta un cambio di inquadratura. Lo scenario del laghetto ghiacciato viene messo da parte, pur rimanendo la foresta di Frozen II.

5. Sleep (10/4/2020, Hyrum Osmond). Olaf dorme all’ombra di una betulla in un prato fiorito, e biascica parole sconnesse nel sonno. Probabilmente il più povero e meno significativo dello stock.

6. Birthday (14/4/2020, Hyrum Osmond). L’appuntamento con Olaf riprende dopo tre giorni di pausa, e da qui in poi il cartello dei credits mostrerà un maggior numero di nomi coinvolti nella produzione. La vignetta questa volta si svolge in interni e ci mostra Olaf che fraintende completamente il senso del suo regalo di compleanno. Pur trattandosi di un progetto all’insegna del minimalismo, il valore produttivo è molto alto. In pochi secondi viene comunicato lo stato d’animo di Olaf lavorando di fino sul movimento delle sue pupille e rendendo la recitazione comunicativa e penetrante. La lezione di Norman Ferguson e la capacità di dare vita ad un personaggio dando l’illusione che sia in grado di pensare è stata ben appresa dalla nuova generazione di animatori.

7. Pumpkin (15/4/2020, Louaye Moulayess). Lo scenario questa volta è lo stesso campo di zucche visto in Frozen II all’inizio di Some Things Never Change. Olaf ne intaglia una creandosi così una testa alternativa. Per la prima volta non troviamo nei credits Osmond all’animazione, ma il testimone viene passato ad un collega.

8. Brush (16/4/2020, Ivan Oviedo). Olaf si lava i denti, o meglio il dente, in modo buffo. Da questo momento in poi, se escludiamo un altro contributo di Moulayess e due di Osmond, ogni cortometraggio sarà animato da artisti sempre diversi, ognuno a casa propria e sempre in totale autonomia. Formula, durata e inquadrature varieranno maggiormente, come in questo caso in cui vediamo Olaf ripreso a mezzobusto.

9. Hide and Seek (17/4/2020, Adam Strick). Olaf e famiglia giocano a rimpiattino... nascondendosi tutti nello stesso posto. Tornano per la seconda volta i fratellini nati in Frozen Fever e lo scenario è lo stesso visto in Sleep.

10. Gymnastics (20/4/2020, Brent Homman). Dopo due giornate di pausa, la serie torna con una gag in cui Olaf tenta di fare esercizi alla sbarra finendo per deformarsi. Ci ritroviamo nuovamente nella Foresta Incantata durante l’autunno, e la vignetta si concede un brusco cambio di inquadratura, pur non uscendo dai soliti binari minimalisti propri della serie.

11. Music Time (21/4/2020, Darrin Butters). Olaf trova un modo creativo per suonare il tema di Old MacDonald Had a Farm usando più strumenti contemporaneamente. Altra vignetta statica e ambientata in interni. La mimica di Olaf è straordinaria e riflette l’ingenuità e il sense of wonder di un neonato nella stanza dei giocattoli.

12. Sunrise (22/4/2020, Doug Bennet). Olaf attende il sorgere del sole come se si trattasse di uno spettacolo cinematografico. A parte un cambio di inquadratura mentre lo vediamo mettere gli occhiali da sole, la scenetta è volutamente statica e giocata sull’attesa e sul progressivo cambio di illuminazione.

13. Swing (23/4/2020, Michael Franceschi). Una gag slapstick di Olaf sull’altalena. Una regia più dinamica del solito, ma soprattutto un ottimo lavoro sul personaggio, che non perde il suo genuino entusiasmo nemmeno dopo essere andato incontro a incidenti e deformazioni.

14. Candy (24/4/2020, Jess Morris). Olaf cerca di raggiungere un barattolo di caramelle in cima ad uno scaffale. Il setting sembrerebbe essere la capanna di Oaken, mentre l’umorismo è ancora una volta slapstick e giocato su un dinamico alternarsi di inquadrature.

15. Adventure (27/4/2020, Justin Weber). Dopo due giorni di pausa la serie ritorna con un episodio più ambizioso, come si vede dalla durata che per la prima volta supera ampiamente il minuto. All’inizio vediamo il corpo di Olaf mentre vaga alla ricerca della propria testa, percorrendo vari scenari, molti dei quali già visti nella serie. Dopo molti giorni la ricerca ha successo e allo spettatore viene svelato tramite un salto indietro nel tempo cosa sia veramente accaduto. Degno di nota per il suo voler costruire una piccola narrativa sia pur in un contenitore limitato, il corto rimette in scena la lucertolina Bruni, lo spirito elementale del fuoco visto in Frozen II. Particolarmente divertente nel suo nonsense è il racconto che Olaf fa a Bruni mentre aspetta di essere ritrovato, di cui lo spettatore coglie solo un piccolo stralcio.

16. Pink Lemonade (28/4/2020, Hyrum Osmond). Olaf si trasforma in una sorta di granita, assumendo il colore della bibita che ha appena bevuto. L’autore è nuovamente il creatore della serie Hyrum Osmond, che firmerà anche l’episodio finale. Si torna a un tipo di umorismo più semplice, basato sulle gag fisiche e sulle reazioni ingenue del tenero protagonista. Alla fine lo sentiamo chiamare Anna, la quale rimane comunque fuoriscena.

17. Doggies (29/4/2020, Tony Chau). Olaf alle prese con alcuni cani da slitta. Stupisce l’utilizzo di figure animate leggermente fuori dal repertorio del franchise di Frozen, data l’alta qualità del design e dell’animazione dei due cani. Si percepisce da parte degli artisti una cura e una sensibilità che vanno ben oltre i limiti di questo format.

18. Hobbies (30/4/2020, Louaye Moulayess). Olaf si lancia giù da un dirupo, come se fosse uno slittino vivente, cercando di raggiungere una pigna per la propria collezione. Secondo corto di Moulayess, unico altro artista “ricorrente” nella serie dopo Osmond. A un passo dalla conclusione, la formula è diventata decisamente più libera: regia dinamica, frequenti cambi di inquadratura e uno stacco temporale alla fine.

19. Ice (1/5/2020, Trent Correy). Il primo maggio la serie viene portata a termine con il rilascio in contemporanea degli ultimi due episodi. Il diciannovesimo però è una vera e propria sorpresa, dal momento che viene realizzato interamente in animazione tradizionale. Non era mai successo prima, né alla cosa viene data rilevanza, facendo intendere che lo studio potrebbe star entrando in una fase tecnicamente “fluida”. L’autore, Trent Correy, già regista del cortometraggio Drop (2019), si diverte a deformare Olaf e a darne una versione stilizzata e stralunata, sfruttando le capacità espressive della linea, mentre ce lo mostra nell’atto di scivolare da un pendio a bordo di un cubo di ghiaccio.

20. Sounds (1/5/2020, Hyrum Osmond). La doppietta finale vede inoltre il ritorno del creatore del progetto Hyrum Osmond che pone la sua firma sull’ultimo corto della serie. Olaf gioca con una trombetta e interagisce con un’anatra e dei pulcini, i cui modelli vengono direttamente da For the First Time in Forever nel primo Frozen. E’ il corto dal maggior minutaggio, anche se la durata non dipende solo dall’entità della gag, ma anche dai credits, che questa volta si prendono i loro tempi ringraziando gli spettatori e dando una maggior closure al progetto.

I Am With You

Una manciata di giorni dopo la fine di At Home with Olaf, viene distribuito online un nuovo filmato a tema. Questo ultimo colpo di coda giunge inaspettato e si rivela davvero interessante tanto per la forma quanto per il contenuto. A differenza delle precedenti vignette, qui si sfiorano i tre minuti di durata, l’opera è preceduta dal logo ufficiale dei WDAS e accompagnata da titoli di coda più articolati, come se fosse un normale cortometraggio animato. Questa volta il riferimento all’emergenza sanitaria si fa più esplicito, e all’inizio infatti vediamo Olaf osservare dal balcone del palazzo di Arendelle la piazzetta del paese, ormai svuotata. Fa un certo effetto vedere l’attualità filtrare all’interno del mondo fittizio di Frozen, ma il tutto è condotto con sufficiente vaghezza, con delicatezza e gusto. Olaf è ritratto come un tenero bambino sconsolato, che decide di usare uno dei suoi bottoni di carbone per scrivere una lettera al mondo e affidarla alle cure di Zefiro, lo spirito elementale dell’aria.

21. I Am With You. La grande sorpresa è il coinvolgimento inaspettato dei coniugi Lopez, che decidono di partecipare al progetto scrivendo appositamente una canzone da far cantare a Josh Gad. Un testo delicato, dolce e pieno di speranza, che gli artisti WDAS trasformano in una cartolina augurale da donare al pubblico che ha seguito At Home with Olaf giorno per giorno. Sulle note di questo nuovo brano viene infatti costruito un bellissimo montaggio di sequenze tratte dall’intera filmografia dello studio. Ecco nell’ordine i film da cui sono tratte le immagini della clip: On Ice, Alice nel Paese delle Meraviglie, Le Avventure di Winnie the Pooh, La Principessa e il Ranocchio, Lilli e il Vagabondo, Zootropolis, Tarzan, Rapunzel, Ralph Spaccatutto, La Spada nella Roccia, Moana, Lilo e Stitch, Big Hero 6, Il Re Leone, Frozen, La Carica dei 101, Pocahontas, Dumbo, La Bella e la Bestia, Hercules e Cenerentola.

Questo dolcissimo epilogo viene diretto da Dan Abraham e vede all’animazione Hyrum Osmond, Louaye Moulayess, Trent Correy e Michael Franceschi. Curato in ogni dettaglio, I Am With You si rivela un regalo prezioso per il pubblico in tempo di crisi e fa un servizio ottimo al personaggio di Olaf, valorizzandone la figura e facendone percepire la vulnerabilità attraverso delle pennellate strategiche. Ma soprattutto fa un gran servizio anche alla percezione generale dei Walt Disney Animation Studios che, sfruttando la mascotte di Frozen come loro testimonial, possono in realtà mettere orgogliosamente in mostra il meglio della loro mercanzia, comunicando al pubblico la ricchezza e la vastità del loro decennale patrimonio artistico.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: At Home with Olaf
  • Anno: 2020
  • Durata:
  • Regia: Dan Abraham, Doug Bennet, Darrin Butters, Tony Chau, Trent Correy, Michael Franceschi, Brent Homman, Jess Morris, Louaye Moulayess, Louaye Moulayess, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Ivan Oviedo, Adam Strick, Justin Weber
  • Cast: Josh Gad
  • Musica: Kristen Anderson-Lopez
  • Animazione: Dan Abraham, Doug Bennet, Darrin Butters, Tony Chau, Trent Correy, Trent Correy, Michael Franceschi, Michael Franceschi, Brent Homman, Jess Morris, Louaye Moulayess, Louaye Moulayess, Louaye Moulayess, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Hyrum Osmond, Ivan Oviedo, Adam Strick, Justin Weber

Credits

Nome Ruolo
Dan Abraham Regista; Animazione
Kristen Anderson-Lopez Canzoni
Doug Bennet Regista; Animazione
Darrin Butters Regista; Animazione
Tony Chau Regista; Animazione
Trent Correy Regista; Animazione; Animazione
Michael Franceschi Regista; Animazione; Animazione
Josh Gad Cast (Olaf (voce))
Brent Homman Regista; Animazione
Jess Morris Regista; Animazione
Louaye Moulayess Regista; Regista; Animazione; Animazione; Animazione
Hyrum Osmond Regista; Regista; Regista; Regista; Regista; Regista; Regista; Regista; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione; Animazione
Ivan Oviedo Regista; Animazione
Adam Strick Regista; Animazione
Justin Weber Regista; Animazione