La Bella e la Bestia

Da Londra a New York

La Bella e la Bestia è uno dei più celebri e apprezzati lungometraggi del cosiddetto “Rinascimento Disneyano”. Pochi sanno però che l'idea di adattare la celebre fiaba francese ha radici molto più lontane, e che fu lo stesso Walt a prenderla svariate volte in considerazione. Il progetto tornò in auge alla fine degli anni 80, quando l'animazione Disney stava attraversando una fase transitoria. La company era stata da poco riconquistata da Roy Disney, Frank Wells e Michael Eisner, e dopo il tremendo flop di Taron e la Pentola Magica c'erano fortissimi dubbi sul fatto che l'animazione Disney potesse avere un futuro. Intenzionato a fare spazio per la produzione di film live action, Eisner aveva infatti spostato la divisione animazione a Glendale, in una sorta di baraccopoli da usare come sistemazione provvisoria, in attesa di decidere il da farsi. La decisione di realizzare le parti animate di Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? a Londra negli uffici di Richard Williams venne presa per iniziare ad esplorare nuove opportunità produttive, pensando di affidare d'ora in poi l'animazione Disney a realtà esterne. Anche La Bella e la Bestia avrebbe dovuto essere inizialmente realizzato a Londra con la regia di Williams, ma quest'ultimo rifiutò, preferendo dedicarsi al suo The Thief and the Cobbler e indirizzando la Disney verso il suo amico Richard Purdum. La Bella e la Bestia fu il primo film animato Disney ad essere sceneggiato in modo tradizionale, alla maniera dei live action: Linda Woolvertoon scrisse infatti la sceneggiatura ancor prima che il film passasse alla tradizionale fase di storyboard.

Purdum lavorò a lungo alla sua versione del film, ambientata nella Francia ottocentesca e senza l'ausilio di canzoni. Ma in quei mesi uscì nelle sale La Sirenetta e il suo grande successo convinse la company che l'animazione Disney poteva tornare in pista, puntando nuovamente sul musical. Jeffrey Katzenberg fece allora pressioni in tale direzione a Purdum, il quale però rifiutò di scendere a compromessi e lasciò il progetto. La Disney dovette quindi rinunciare alla fondazione di uno studio satellite a Londra, riportando la produzione del film su suolo statunitense. Il produttore Don Hahn affidò La Bella e la Bestia al duo di registi Gary Trousdale e Kirk Wise, dato che l'altra celebre coppia, John Musker e Ron Clements, era reduce dalle fatiche della Sirenetta. Per realizzare la colonna sonora vennero chiaramente riconfermati Alan Menken e Howard Ashman (il quale svolse anche il ruolo di produttore esecutivo), perché creassero qualcosa con la stessa vena creativa del loro recente successo. Ashman, che stava proprio in quel periodo lavorando anche ad Aladdin, sapeva di essere malato di AIDS, e che non gli rimaneva molto da vivere. Per venire incontro ai suoi problemi di salute, la preproduzione del film venne spostata a New York, dove lui risiedeva, così da far passare ad Howard nel modo più creativo possibile gli ultimi giorni della sua vita.

Rompere una Maledizione

La Bella e la Bestia era un film molto difficile da realizzare: una cupa storia d'amore tra una ragazza e un mostro, ambientata in un castello maledetto. Un'idea a prima vista veramente troppo angosciante e claustrofobica per il cinema d'animazione disneyano, e di sicuro non una di quelle che avrebbe avuto un grande impatto sul pubblico. A New York, al cospetto di Ashman, il film venne dunque riprogettato, e si pensò bene di risolvere questo problema conferendo alla maledizione quell'appeal tipicamente disneyano. Ispirandosi ad una trasposizione live action francese del 1946, La Belle et la Bete di Jean Cocteau, nella quale era presente un pretendente malvagio della protagonista e in cui il castello era popolato da oggetti incantati, si pensò bene di trapiantare questi elementi nel film Disney. Venne così concepita la figura ironica di Gaston, ma soprattutto i personaggi di Lumiére, Tockins, Mrs. Bric e gli altri oggetti del castello, dando loro quindi una personalità precisa e il ruolo di contrappunto comico. Queste si rivelarono ben presto scelte vincenti: la cupezza dell'ambientazione venne in questo modo stemperata parecchio, e il film si dimostrò quindi maggiormente digeribile per il grande pubblico.

Le Molte Forme della Bellezza

A La Bella e la Bestia lavorarono alcuni dei migliori artisti della seconda generazione di animatori Disney. A distinguersi fra tutti ancora una volta fu il grandissimo Glen Keane, che supervisionò il personaggio della Bestia. Già in passato Glen si era ritrovato ad animare figure minacciose e imponenti (Rattigan, Sykes) o ricche di capelli, piume e peli (Ariel, Marahute), ma con l'ambiguo protagonista di questo nuovo film l'eccellente animatore diede prova della sua bravura immedesimandosi totalmente col personaggio. Anni dopo Glen avrebbe spiegato che disegnare la scena in cui la Bestia tornava umano fu per lui un momento epifanico: per realizzarlo nel modo giusto Keane prese ispirazione dall'arte sacra, dalla pittura rinascimentale e soprattutto dalla scultura. L'essere umano avrebbe dovuto definirsi emergendo da quell'informe pelliccia, assurgendo ad un nuovo piano di esistenza, e il senso filosofico della scena venne reso in modo perfetto.

Un altro grande animatore Disney, Andreas Deja, si occupò di realizzare il villain del film. Quel pallone gonfiato di Gaston venne tratteggiato in modo da dargli appeal, non rinunciando però a dei tratti caricaturali che lo rendessero sgradevole. Gaston fu per Deja un vero e proprio successo, e da quel momento in poi l'animatore venne assegnato preferibilmente ai cattivi, realizzando negli anni successivi i personaggi di Jafar e Scar. Animatori all'epoca emergenti come Nik Ranieri, Will Finn e David Pruiksma si occuparono rispettivamente di Lumiére, Tockins e Mrs. Bric, gli oggetti principali fra i tanti presenti nel castello. La protagonista invece venne supervisionata da James Baxter, all'epoca uno dei più valenti animatori Disney. Non fu però l'unico animatore importante ad occuparsene, dato che il personaggio passò anche tra le mani di Mark Henn, che ne seguì l'animazione nella succursale di Florida, aperta da poco tempo. Questo nel film si sente, e infatti Belle non sempre è a modello, dimostrando qualche problema di coordinazione tra le due unità. L'inesperienza del reparto d'animazione dell'epoca risulta tuttavia palese anche solo osservando il design e l'animazione di molti dei personaggi di sfondo, tra cui gli abitanti del villaggio di Belle. L'aspetto di molti di essi è poco curato e approssimativo, ma fortunatamente questo non pesa troppo sul risultato finale.

La Bella e la Bestia fu il secondo lungometraggio Disney, dopo Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, a fare uso del sistema CAPS, brevettato dalla Pixar. Questo sistema di inchiostrazione, colorazione e composizione digitale delle immagini permetteva di dare all'animazione una resa visiva ancora migliore, favorendo l'uso di effetti speciali. Del film viene spesso ricordata infatti la scena del ballo, sulle note del tema principale, in cui la telecamera si sposta liberamente all'interno di un salone del tutto tridimensionale. La questione della resa cromatica del film è invece stata a lungo dibattuta a causa delle tre differenti versioni in cui il film è stato editato nel corso degli anni. Alla sua uscita il film presentava infatti una colorazione molto cupa e tendente al marrone che venne mantenuta anche nelle edizioni in vhs dell'epoca. Nel 2002 il film venne restaurato in occasione della proiezione in sale Imax e della successiva edizione in dvd, e in quell'occasione assunse una nuova colorazione, in cui a spiccare erano i colori più tenui come il rosa o il giallo. Infine nel 2010 il film venne restaurato una terza volta per essere rieditato al cinema in stereoscopia e successivamente in Blu-Ray. Questa terza versione presenta colorazioni più sature rispetto alla seconda e più brillanti rispetto alla prima, e la cosa ha creato una certa confusione nel pubblico. A risolvere la querelle intervenne lo stesso Don Hahn spiegando che la versione del 1991 non corrispondeva realmente alla volontà degli autori, a causa di alcuni problemi nella trasposizione su pellicola dei file digitali, che aveva alterato la gamma cromatica. Quest'ultima versione del film è quindi l'unica a mostrarci l'opera nella sua forma corretta come venne originariamente intesa.

Compositori da Operetta

La Bella e la Bestia segna il grande ritorno degli studios al musical dopo la brevissima parentesi rappresentata da Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri. I geniali Howard Ashman e Alan Menken, che già avevano dimostrato estrema versatilità conciliando ne La Sirenetta sonorità reggae e quella sensibilità tipica di Broadway, ricorrono qui ad uno stile ancora differente: l'operetta. Per Ashman si tratta di una delle opere più sentite, e non è un caso quindi che dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta poco tempo prima dell'uscita del film, si sia voluto inserire una dedica in fondo ai titoli di coda: “Al nostro amico Howard, che diede voce a una sirena e l'anima a una bestia. Ti saremo sempre grati”.

  • Belle - Già da questo primo delizioso brano emerge la teatralità de La Bella e la Bestia. La sequenza è infatti un perfetto esempio di happy village song, cioé canzone corale che delinea lo scenario di partenza, e di I want song, che serve invece a caratterizzare la protagonista, spiegando la sua personalità, le sue motivazioni e ciò che la rende diversa dal resto del villaggio. Menken si è ispirato a Mozart nella stesura della canzone e l'uso del clavicembalo nell'orchestrazione rimanda alla musica del 700 senza però far perdere di modernità e originalità il brano. Più tardi, come da tradizione menkeniana, ne avremo una ripresa breve ma di maggiore intensità, il cui staging è ispirato alla sequenza di apertura del film musicale Tutti Insieme Appassionatamente (The Sound of Music).
  • Gastòn - La villain song della situazione ha una connotazione più ironica che mai. In questo elogio che viene fatto di Gastòn dai suoi numerosi leccapiedi della taverna si nasconde in realtà una presa in giro piuttosto pungente del machismo e dei tipici atteggiamenti servili e adulatori ad esso collegati. Si tratta sicuramente di una delle sequenze più brillanti dell'intero film. Il finale originale della canzone contiene una coda in cui Letont cercava, con difficoltà, di fare lo spelling della parola G-A-S-T-O-N. A questa versione, presente nella prima edizione americana delle colonna sonora, si preferì la soluzione più concisa usata nel film.
  • Be Our Guest - Questo festoso numero musicale che gli oggetti del castello inscenano durante la cena, dà modo alle spalle umoristiche principali, e in special modo Lumiére, di mettersi in luce nel miglior modo possibile con coreografie ispirate ai numeri musicali ideati negli anni 30 da Busby Berkeley. La sequenza è stata animata col supporto della succursale di Florida e inizialmente era stata scritta per essere inserita durante la permanenza al castello di Maurice, padre di Belle. Ripensarla, rendendo Belle la spettatrice, si rivelò un'idea vincente per riportare il focus della narrazione su di lei.
  • Something's There - Con questa deliziosa sequenza musicale viene descritto il passaggio del tempo al castello e il progressivo evolversi del rapporto tra i due protagonisti. È una delle scene più sentite e che nel corso degli anni si è dimostrata capace di connettersi maggiormente con il pubblico, dando modo a tutti i personaggi principali di mettersi in mostra. Strutturalmente parlando, questa canzone ha il difficile compito di far da ponte verso il successivo momento musicale del film. È famoso l'aneddoto di Howard Ashman che telefonicamente, durante una sessione di registrazione, suggerí all'interprete di Belle, Paige O'Hara, di eseguire la ripresa del tema di Belle, imitando Barbra Streisand: questo spiega la piccola variazione melodica che corrisponde nel testo a “New, and a bit al-A-rming”.
  • Human Again - La storia dietro questo brano è una delle più complesse di sempre. Scartato ai tempi della realizzazione del film, Human Again dovette cedere il passo a Something's There, che ne usurpò in tutto e per tutto il ruolo. Con qualche modifica la canzone venne però inserita nel musical teatrale ispirato al lungometraggio, riscuotendo un tale successo che nel 2002 si pensò bene di animare la sequenza e inserirla una volta per tutte anche nel film. Il risultato fu controverso: undici anni di evoluzione nell'animazione si sentivano, e lo stacco stilistico era netto. La sequenza conteneva alcune gag meno riuscite assieme ad altre scene veramente d'impatto, come il momento poetico in cui Belle insegna alla Bestia a leggere, animato talmente bene da far sfigurare le versioni originali dei personaggi. Human Again dava ariosità allo scenario altrimenti claustrofobico del film, e approfondiva alcuni personaggi di sfondo come l'armadio, il dvd inoltre permetteva allo spettatore di vedere il film sia in versione originale che estesa, creando quindi un precedente che avrebbe portato a fare operazioni di questo tipo anche con Il Re Leone e Pocahontas. Benché oggi questi atti revisionistici siano stati rinnegati dalla company, non è chiara la posizione ufficiale riguardo a Human Again, presente nell'edizione standard del blu ray, ma non nella versione stereoscopica.
  • Beauty and the Beast - Si tratta della scena madre del film, accompagnata dal brano musicale che ne porta il titolo, e in grado di descrivere perfettamente il senso della storia. La sua fama è dovuta a principalmente a due fattori: la resa visiva tridimensionale della sala da ballo, in grado all'epoca di stupire il pubblico, e la dolcezza del brano in questione. La doppiatrice di Mrs. Bric, Angela Lansbury, non si aspettava certo di dover essere lei a cantarlo, ma la sua interpretazione convinse tutti, rendendo Beauty and the Beast la più dolce e romantica delle ninna nanne.
  • The Mob Song - La canzone con cui Gastòn fomenta i popolani ad andare ad attaccare il castello, puntando verso il climax del film, come spiega Menken, venne inserita per equilibrare la struttura da musical data alla pellicola. La scena è sicuramente d'impatto e costituisce una sorta di “lato b” più oscuro dell'happy village song in apertura.

La Bella e la Bestia ebbe un tale successo che divenne il primo lungometraggio animato a generare un musical di Broadway ad esso ispirato. A comporre materiale aggiuntivo per questa versione estesa della colonna sonora venne chiamato ancora una volta Alan Menken, che trasformò in canzoni effettive un gran numero di brani strumentali del film. Tra i pezzi più indimenticabili si ricordano Home e If I Can't Love Her, intenso brano che dà voce al tormento interiore della Bestia, elemento che purtroppo nel film non viene mai messo in musica.

Effetti Collaterali

I risultati non straordinari di Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, comparati al successo de La Bella e la Bestia convinsero la company che ciò che il pubblico degli anni 90 voleva era tornare ai musical, specialmente di stampo fiabesco. La Sirenetta aveva riaperto una strada che era rimasta sbarrata sin dai tempi de La Bella Addormentata, e La Bella e la Bestia fu lo scatto definitivo che avrebbe proiettato gli studios verso un decennio indimenticabile. Chiaramente un tale successo spinse Eisner a puntare su questo prodotto sempre di più. E sebbene il musical di Broadway sia stato sicuramente una conseguenza positiva di tale successo, ce ne furono anche di pacchiane, come ad esempio la trasmissione televisiva Sing Me a Story with Belle in cui una conduttrice nei panni di Belle presentava al pubblico alcuni vecchi corti Disney. Ma la conseguenza più sgradevole furono i prodotti della Disney Television che arrivarono di lì a poco: la macchina dei “cheapquel” si era infatti attivata e La Bella e la Bestia ne fu ovviamente colpito.

Per prima cosa si pensò di mettere in produzione una serie televisiva ispirata al film. C'era però un problema molto grosso: uno dei motivi del grande apprezzamento de La Bella e la Bestia erano gli oggetti incantati, che al termine della storia tornavano giustamente umani, invalidando quindi la loro stessa iconicità. L'unica strada per riaverli in forma di oggetti, senza tirare in ballo una seconda maledizione, era ambientare i prodotti derivativi all'interno del periodo passato da Belle nel castello, decisamente troppo ristretto per imbastire una serie televisiva, che venne quindi abortita in corso di produzione. I pochi episodi prodotti vennero montati insieme nello scadente lungometraggio fittizio Il Mondo Incantato di Belle. Uscì poi in un secondo tempo il “cheapquel ufficiale” La Bella e la Bestia – Un Magico Natale, che a dispetto di una cornice ambientata al presente, raccontava ancora una volta fatti che si presumevano essere avvenuti in precedenza, preservando l'iconicità dei personaggi. Una sequenza animata con protagonista Belle venne infine realizzata in occasione dell'uscita di un ciclo di dvd della linea Disney Princess Enchanted Tales, ma il progetto venne abortito e questo materiale rimase inedito, lasciando finalmente il classico d'animazione sul piedistallo da cui non sarebbe mai dovuto essere spostato.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Beauty and the Beast
  • Anno: 1991
  • Durata:
  • Produzione: Howard Ashman, Don Han, John Lasseter, Sarah McArthur
  • Regia: Gary Trousdale, Kirk Wise
  • Sceneggiatura:
  • Storia: , , , , , , , , , ,
  • Basato su: La Belle et la Bete di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont
  • Musica: Howard Ashman, Alan Menken
  • Supervisione dell'Animazione: Ruben Azama Aquino, James Baxter, Linda Bel, Andreas Deja, Russ Edmonds, Will Finn, Greg Griffith, Mark Henn, Glen Keane, David Pruiksma, Nik Ranieri, James R. Tooley, Chris Wahl

Credits

Nome Ruolo
Tim Allen Animazione (Gaston)
Roger Allers Storia (Special Edition); Supervisione Storia
Tony Anselmo Animazione (Wardrobe)
Kelly Asbury Storia; Sviluppo Visivo
Howard Ashman Canzoni; Produttore Esecutivo
Barry Atkinson Fondali (Special Edition)
Rasoul Azadani Layout
Ruben Azama Aquino Animatore principale (Maurice)
Hans Bacher Production Design
Doug Ball Fondali
Tony Bancroft Animazione (Cogsworth)
James Baxter Animatore principale (Belle)
Jeff Beazley Layout (Special Edition)
Linda Bel Supervisione all'Animazione 3D
Mitchell Guintu Bernal Supervisione Layout (Special Edition)
Aaron Blaise Animazione (Beast); Animazione (Special Edition)
Geefwee Boedoe Animazione (Beast)
Dave Bossert Supervisione agli Effetti d'Animazione
Dan Boulos Animazione (Mrs. Potts, Chip)
Réjean Bourdages Animazione (Lumiere)
David Burgess Animazione (Gaston)
Wayne Carlisi Animazione (Special Edition)
Michael Cedeno Animazione (Belle); Animazione (Special Edition); Sviluppo Visivo
Brenda Chapman Storia
Jim Coleman Fondali
Karen Comella Supervisione Ink & Paint
Barry Cook Supervisione Effetti Speciali (Florida)
Lorna Cook Animazione (Belle)
Fred Craig Layout
Bob Davies Animazione (Belle)
Ron De Felice Fondali (Special Edition)
Anthony De Rosa Animazione (Beast); Animazione (Special Edition)
Andreas Deja Animatore principale (Gaston)
Gregory Alexander Drolette Fondali
Ken Duncan Animazione (Belle)
Russ Edmonds Animatore principale (Philippe); Animazione (Special Edition)
John Emerson Fondali
Thom Enriquez Layout
Rick Farmiloe Animazione (Lefou)
Will Finn Animatore principale (Cogsworth)
Randy Fullmer Supervisione Effetti Speciali
Raul Garcia Animazione (Special Edition)
Mac George Layout (Special Edition)
Ed Ghertner Supervisione Layout
Edward L. Ghertner Direzione Artistica (Special Edition)
Miguel Gil Fondali (Special Edition)
Jean Gillmore Sviluppo Visivo
Dean Gordon Fondali; Supervisione Fondali (Special Edition)
Joe Grant Sviluppo Visivo
Lennie Graves Animazione (Lefou)
Greg Griffith Supervisione all'Animazione 3D
Joe Haidar Animazione (Gaston); Animazione (Special Edition)
Don Han Produttore
Kevin Harkey Storia; Storia (Special Edition)
Mark Henn Animatore principale (Belle - Florida); Animazione (Special Edition)
Jim Hillin Supervisione CG
Ron Husband Animazione (Gaston); Animazione (Special Edition)
Broose Johnson Animazione (Beast)
Mark Kausler Animazione (Maurice); Animazione (Special Edition)
Glen Keane Animatore principale (Beast); Animazione (Special Edition)
Lisa Keene Supervisione Fondali
Tia Kratter Fondali
Doug Krohn Animazione (Belle)
Brad Kuha Animazione (Beast)
Dave Kupczyk Animazione (Special Edition)
Michael Kurinsky Fondali (Special Edition)
Dorse Lanpher Supervisione agli Effetti d'Animazione
John Lasseter Produttore Esecutivo (3D Edition)
Larry Leker Layout
Robert Lence Storia
Jeanne-Marie Leprince de Beaumont Storia Originale (La Belle et la Bete)
Kevin Lima Sviluppo Visivo
Christy Maltese Fondali
Lorenzo Martinez Layout
Barbara Massey Fondali (Special Edition)
Burny Mattinson Storia
Sarah McArthur Produttore Associato
Brian McEntee Direzione Artistica
Alan Menken Canzoni; Musica
Gary Mouri Layout (Special Edition)
Mark Myer Supervisione agli Effetti d'Animazione
Kevin Nelson Layout (Special Edition)
Mike Nguyen Animazione (Belle)
Sue C. Nichols Sviluppo Visivo
Tin O'Donnel Direzione di Produzione (Florida)
Cynthia Overman Animazione (Maurice)
Vera Pacheco Supervisione Cleanup
Bill Perkins Layout
Philip Phillipson Fondali
Brian Pimental Storia; Storia (Special Edition)
Ruben Procopio Supervisione Cleanup (Florida); Maquette
Dave Pruiksma Animazione (Special Edition)
David Pruiksma Animatore principale (Mrs. Potts, Chip)
Joe Ranft Storia
Nik Ranieri Animatore principale (Lumiere); Animazione (Special Edition)
Daniel Read Fondali (Special Edition)
Chris Sanders Storia
Christopher Sanders Sviluppo Visivo
John Sanford Supervisione Storia (SpecialEdition)
Terry Shakespeare Sviluppo Visivo
Tom Shannon Layout
Mel Shaw Production Design
Michael Show Animazione (Cogsworth)
Tom Sito Animazione (Beast)
Richard John Sluiter Supervisione Fondali (Florida)
Dan St. Pierre Layout
Robert E. Stanton Fondali
David P. Stephan Animazione (Lumiere)
Barry Temple Animazione (Lumiere); Animazione (Special Edition)
Maryann Thomas Fondali (Special Edition)
Kenny Thompkins Maquette
James R. Tooley Supervisione all'Animazione 3D
Marshall Toomey Supervisione Cleanup (Special Edition)
Donald Towns Fondali
Gary Trousdale Regista
Christophe Vacher Fondali (Special Edition)
Chris Wahl Animatore principale (Lefou)
Billa Waldman Animazione (Special Edition)
Diana Walerman Fondali
Robert Walker Supervisione Layout (Florida)
Larry White Animazione (Wolves)
Tanya Wilson Layout
Kirk Wise Regista
Ellen Woodbury Animazione (Maurice)
Tom Woodington Fondali
Bruce Woodside Storia
Linda Woolverton Sceneggiatura
Angelique N. Yen Direzione di Produzione (Special Edition)
Phil Young Animazione (Mrs. Potts, Chip); Animazione (Special Edition)