Broken Toys

Storia di Giocattoli

Dopo la breve pausa dell'anno precedente, un cortometraggio natalizio torna a chiudere trionfalmente il 1935, allineandosi ai passati capolavori quali Mickey's Good Deed (1932), Santa's Workshop (1932) e The Night Before Christmas (1933). La vicenda in questione non è tratta da una fiaba o da una leggenda popolare ma è completamente originale, e vede un gruppo di giocattoli abbandonati in una discarica tentare di rimettersi in sesto, per tornare ad essere apprezzati dai bambini. L'idea alla base di Broken Toys è assolutamente vincente, dal momento che riesce a far partecipare emotivamente lo spettatore al problema dei protagonisti. Inoltre, l'operazione di autoriparazione cui i personaggi si sottopongono dà l'occasione agli animatori di cimentarsi con uno dei loro principali cavalli di battaglia: quello humor “meccanico”, basato sul fai-da-te e sull'intelligente riciclo di oggetti, qui destinati ad usi assai poco convenzionali. Capiterà quindi di vedere dei soldatini sostituire i propri moncherini con delle matite e di trovare un pupazzo taglia forte intento a donare parte della sua imbottitura a chi ne è rimasto sprovvisto.

L'Ammiccamento ad Hollywood

Il momento più alto del cortometraggio è però la delicatissima operazione che viene fatta su di una bambolina che ha perso i suoi occhi e a cui vengono trapiantati due azzurri bottoni. La scena ha un sapore solenne e pur trattando un tema così delicato riesce a non scadere mai nel cattivo gusto, emozionando e divertendo lo spettatore. Negli anni 30 erano frequenti i cortometraggi disneyani come Mickey's Gala Premier (1934), Mickey's Polo Team (1936), Mother Goose Goes Hollywood (1938) o The Autograph Hound (1939), in cui gli animatori di Walt inserivano omaggi e caricature delle principali star del cinema. A curare il design di questi personaggi era il bravissimo Joe Grant, che ritroviamo anche in questo Broken Toys. Buona parte dei giocattoli protagonisti del cortometraggio è infatti ricalcata su attori famosi dell'epoca: il flemmatico burattino nero altri non è che quel Stephan Fetchit che avevamo trovato anche in Who Killed Cock Robin?, mentre l'arcigno Jack-In-The-Box ha il volto di Ned Sparks. La bambola di stoffa bisognosa di imbottitura è Zasu Pitts mentre il burbero W. C. Fields presta il volto al giocattolo simile ad Humpty Dumpty, anticipando il ruolo che assumerà pochi anni dopo proprio in Mother Goose Goes Hollywood. Non è chiaro invece a chi possa riferirsi il bambolotto marinaio protagonista del corto, che trascina i suoi compagni nel suo progetto di restauro.

Dal Bosco dei Cento Acri alla Stanza di Andy

I dialoghi in rima di Broken Toys fanno in gran parte riferimento a tormentoni e caratterizzazioni tipiche degli attori tirati in ballo. La natura hollywoodiana del cortometraggio non ne compromette tuttavia la godibilità presso un pubblico moderno, e infatti Broken Toys si regge benissimo sulle sue gambe, grazie all'azzeccatissima trama e alle intelligenti trovate, senza bisogno di ammiccamenti di alcun tipo. La presenza tutto sommato gratuita e non necessaria delle celebrità del momento finisce comunque per renderlo leggermente più datato rispetto ad altri cortometraggi affini, che paradossalmente facevano di Hollywood il loro unico punto focale. La colonna sonora del cortometraggio è scritta da Albert Hay Malotte, che a partire da Cock O' the Walk si sarebbe occupato per alcuni anni della musica di alcune Silly Symphony. Il tema degli oggetti malconci e abbandonati dagli esseri umani sarebbe più volte tornato in pista tempo dopo, in cortometraggi come Susie, the Little Blue Coupé e Little House, entrambi del 1952. Invece la storia d'amore tra Disney e il mondo dei giocattoli avrebbe avuto nei decenni successivi uno sviluppo considerevole. Negli anni 60 Walt avrebbe portato il pubblico nel Bosco dei Cento Acri, abitato da Winnie the Pooh e la sua compagnia di animali di pezza. A far convergere entrambi questi filoni avrebbe invece pensato anni dopo la Pixar di John Lasseter con la trilogia di Toy Story, trattando una volta per tutte e nel miglior modo possibile il tema dei giocattoli abbandonati.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Broken Toys
  • Anno: 1935
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Ben Sharpsteen
  • Storia: , ,
  • Animazione: Jim Algar, Alice Ardell, Art Babbit, Johnny Cannon, George Drake, Dick Huemer, Grim Natwick, Woolie Reitherman, J. Topete, Bill Tytla, Bob Wickersham, Marvin Woodward, Cy Young

Credits

Nome Ruolo
Jim Algar Animazione
Alice Ardell Animazione (Aunt Jemima, Zasu Pitts)
Art Babbit Animazione
Johnny Cannon Animazione
Pinto Colvig Storia
Walt Disney Produttore
George Drake Animazione
Otto Englander Storia
Joe Grant Progettazione Personaggi
Dick Huemer Animazione
Larry Morey Storia
Grim Natwick Animazione
Woolie Reitherman Animazione
Ben Sharpsteen Regista
J. Topete Animazione (Ner Sparks, Cop)
Bill Tytla Animazione
Bob Wickersham Animazione
Marvin Woodward Animazione
Cy Young Animazione