Eyes in Outer Space

Una Chiosa per Tomorrowland

Eyes in Outer Space rappresenta un'appendice ideale per il progetto Tomorrowland, che era stato ospitato dal 1955 al 1957 all'interno del programma antologico Disneyland. La sua destinazione questa volta non è la televisione bensì il grande schermo, ed è diverso anche il formato, che prevede una durata inferiore alla mezz'ora. Disney lo fa registrare come special cartoon, tuttavia l'animazione presente al suo interno è veramente esigua, e le finalità del mediometraggio sono strettamente divulgative. Inoltre, il fatto che come produttore e regista figuri ancora una volta Ward Kimball dimostra quanto Eyes in Outer Space sia stato realizzato nella stessa vena del ciclo spaziale di qualche anno prima. Il tema questa volta sono i satelliti artificiali, e come questi possano aiutarci a tenere sotto controllo il tempo atmosferico. L'argomento era all'epoca molto attuale, dato che l'Unione Sovietica aveva da pochissimo lanciato nello spazio il primo satellite artificiale, lo Sputnik (1957).

Il Meteo del Tempo che Fu

La featurette si apre mostrandoci alcune riprese live action che anticipano i temi del film: immagini di razzi che partono per lo spazio e di catastrofi naturali causate da uragani e altre tempeste. Una voce spiega come il tempo atmosferico sia una parte importante della nostra vita, e per esporre meglio il concetto viene introdotto un gustosissimo segmento animato in puro stile Kimball, che affronta l'argomento dal punto di vista puramente antropologico. Con l'uso dell'animazione limitata scopriamo come il maltempo ci metta di malumore e viceversa, come il freddo ci rallenti o il caldo ci renda nervosi, e in alcuni casi addirittura criminali. Si passa poi alla sequenza più divertente di tutte, in cui Kimball prende in giro i modi retrogradi con cui gli anziani amano fare previsioni, affidandosi ad antiquati almanacchi, a dicerie e persino a superstizioni. Vediamo un vecchietto sciorinare proverbi totalmente inventati, che diventano sempre più assurdi scena dopo scena, finendo addirittura per danneggiarlo. Si tratta di uno sketch di soli due minuti, ma esilaranti e incivisi come poche altre cose.

Il Viaggio di una Goccia

Finito lo spazio riservato all'umorismo più dissacrante, si passa a illustrare il ciclo vitale di una goccia d'acqua, utile a spiegare il funzionamento del tempo atmosferico. Anche questa volta viene usata l'animazione ma in modo completamente diverso: vediamo infatti delle sagome stilizzate, colorate con uno stile che ricorda molto i pastelli a cera usati dai bambini. Una goccia presente in una pozzanghera viene riscaldata dal sole, evapora e raggiunge le nuvole, dove torna a condensarsi e precipita di nuovo giù in forma liquida o, nel caso della grandine, in versione solida. Ancora una volta l'edutainment disneyano fa totalmente centro, usando delle immagini accattivanti per spiegare il concetto nel modo migliore. La dissertazione inoltre avviene in rima e a ritmo di jazz, facendola assomigliare ad una divertente sequenza musicale. Purtroppo la componente animata di Eyes in Outer Space si esaurisce qui, e nella seconda parte il programma farà invece uso prevalentemente di live action.

Il Meteo Oggi

La terza sequenza del mediometraggio è strettamente divulgativa. L'animazione è presente in forma di effetti speciali o tramite schemi dimostrativi, ma a prevalere sono le riprese dal vivo. Si parla del ruolo del sole e dei suoi effetti sul nostro pianeta. Viene inoltre spiegato come si formano le tempeste, e il modo in cui si possa riuscire a prevederle, osservando il movimento delle nuvole. Questa parte è in realtà una digressione sul ruolo del meterologo, di cui viene analizzata attentamente la professione. Si passano in rassegna gli strumenti oggi in loro possesso per svolgere il proprio lavoro, come le mongolfiere e altre attrezzature analoghe. Infine si spiega come i satelliti possano essere in grado di supportarli, diventando in futuro i nostri “occhi sullo spazio”. L'ottimismo di Walt è presente anche questa volta, e nel finale del film non manca infatti una ricostruzione ipotetica di come si pensa potranno andare le cose in futuro, esattamente come accadeva al termine di ogni episodio di Tomorrowland.

Sconfiggere la Tempesta

La parte finale dura una decina di minuti, e ci mostra come un giorno l'uomo riuscirà a prevenire i disastri atmosferici, dichiarando guerra agli uragani. Quest'ultima ricostruzione viene realizzata completamente in live action, esattamente come era avvenuto al termine di Man and the Moon. In quello che possiamo considerare senza mezzi termini un filmato sci-fi, vediamo un gruppo di uomini monitorare il tempo da un ipotetico centro meterologico mondiale. Grazie alle competenze fornite loro dai satelliti, gli scienziati del domani riusciranno ad alterare la composizione e il moto delle nuvole, impedendo una catastrofe naturale. Per quanto sulla carta la cosa appaia interessante, la messinscena non lo è allo stesso modo, e appare fin troppo lenta e datata per un pubblico moderno. Si può dire che Eyes in Outer Space rappresenti l'anello debole del progetto Tomorrowland, che trova qui la sua effettiva conclusione. Fino alla fine della sua vita Walt avrebbe però continuato a fantasticare sul futuro, varando progetti come Epcot, e ispirando molti artisti a sognare con lui. Svariati omaggi a questi suoi sforzi si possono ritrovare nel corto Fun with Mr. Future (1982), nel lungometraggio animato Meet the Robinsons (2007), e soprattutto nel bellissimo Tomorrowland – A World Beyond (2015), lungometraggio Disney in live action diretto dal geniale Brad Bird.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Eyes in Outer Space
  • Anno: 1959
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney, Ward Kimball
  • Regia: Ward Kimball
  • Storia: ,
  • Cast: Paul Frees
  • Musica: George Bruns
  • Animazione: Chuck Downs, Fred Hellmich, Art Stevens, Julius Svendsen

Credits

Nome Ruolo
William Bosche Storia
John Brandt Layout
George Bruns Musica
Walter Castle Fotografia
Carroll Clark Direzione Artistica
Walt Disney Produttore
Chuck Downs Animazione
John W. Dunn Storia
Paul Frees Cast
Fred Hellmich Animazione
Homer Jonas Layout
Ward Kimball Produttore; Regista
Irving P. Krick Consulente scientifico
Kendall O'Connor Layout
Jon Frederic Stanton Fotografia
Art Stevens Animazione
Julius Svendsen Animazione