Topolino nella Valle Infernale

Comincia l’Avventura

Dopo la prima run, piuttosto pasticciata, ambientata in un’anonima isola misteriosa, il King Features Syndicate si ritiene soddisfatto del personaggio di Topolino ma richiede che la striscia acquisisca un’impostazione differente, spiccatamente avventurosa e dal ritmo serrato. Rimasto senza l’apporto di Ub Iwerks, Walt si mette all’opera in coppia con Win Smith su questa seconda lunghissima sequenza, destinata a durare molti mesi. Lo spunto di partenza mescola insieme un gran numero di topoi classici: l’eredità di un lontano parente, una miniera d’oro nel selvaggio west, un aiutante misterioso, un complotto ordito da un bieco azzeccagarbugli, ingredienti destinati a tormentare il giovane protagonista per molto tempo. Il cambio di passo si avverte sin dalla prima striscia, in cui il registro si fa più serio e la narrazione ambiziosa. Topolino e Minni ricevono dall'avvocato Silvestro Lupo (Sylvester Shyster) la notizia della morte del ricco zio Mortimer Mouse, e di una sostanziosa eredità.

Vengono introdotti anche Clarabella e Orazio, dopo la loro prima apparizione in The Plow Boy (1929), che qui perdono immediatamente le loro caratteristiche zoologiche, per farsi caricature di due distinguibili tipologie umane: una petulante e logorroica pettegola e uno spaccone ruvido e presuntuoso. Memorabili sono i commenti sferzanti che Topolino riserva loro, vergati da un Disney piuttosto ispirato. Sarà questo il canto del cigno del Walt sceneggiatore, che assorbito dai suoi altri impegni manageriali e artistici, cercherà dopo poche settimane di sbolognare il ruolo a Smith, dando inizio a una serie di attriti che porteranno all’abbandono del disegnatore e all’entrata in scena di Floyd Gottfredson. Il momento del passaggio di testimone tra i due artisti è la striscia del 5 maggio 1930, mentre dal 19 maggio Gottfredson si occuperà anche della sceneggiatura.

West, Canaglie e Avvocati

Oltre a Orazio e Clarabella, esordiscono qui i due cattivi ricorrenti di questi primi anni di avventure. Il mellifluo e spregiudicato Lupo, uno dei nemici più “realistici” di Mickey, viene presentato come avvocato truffaldino, ma nelle storie successive perderà questa connotazione, abbandonando la carriera forense per ricoprire il ruolo di manigoldo tout-court. Il suo scagnozzo Pietro Gambadilegno (Peg Leg Pete) inizia ora la sua carriera fumettistica ma nel giro di pochi anni passerà da semplice sgherro di Lupo a minaccia autonoma. La versione stranamente “in forma” che troviamo qui è l’evoluzione combinata del rattone con arto ligneo apparso in Alice Solves the Puzzle (1925) e di quel “Tom Cat”, la figura felina antagonista dei primissimi corti di Topolino. Il suo odio verso Mickey nasce qui, a partire da un'intrigante passeggiata forzata nel deserto, che li mette per la prima volta nella condizione di interagire tra loro senza intermediari.

Dopo una prima parte suggestiva e misteriosa, ispirata al corto The Haunted House (1929) e ambientata in una casa cupa e claustrofobica - memorabile la scena di una Minni terrorizzata alla vista di un Mickey impiccato, abile stratagemma di Gambadilegno per intimidirla - l’avventura torna in spazi aperti, dove rimarrà per molti mesi. È l'America del West che Gottfredson si diverte a mostrarci con vignette ampie e panoramiche, utilizzando tratteggi e retini a seconda della situazione. Una sequenza in treno, in parte ricalcata su Mickey's Choo Choo (1929), ci porta alle praterie desertiche e alla Death Valley del titolo, scenario principe dei futuri capolavori western di John Ford e di John Huston.

La Valle della Mortimer

Come si è visto, l’arrivo nella Death Valley mostra come Gottfredson, aiutato dal punto di vista grafico per qualche striscia da Roy Nelson, Jack King e Hardie Gramatky, abbia iniziato ad evolvere la serie. Ma anche la sceneggiatura, sebbene un po’ troppo dilatata, mantiene un discreto ritmo. Lupo e Gambadilegno tallonano Topolino e Minni ingannando un manipolo di cowboy, mentre il misterioso e nerovestito “The Fox” aiuta i due topi, costituendo il leitmotiv della vicenda. Un lungo inseguimento a cavallo si conclude con Topolino in cima a una pericolosa cascata. Qui Gottfredson gestisce con sapienza la suspence della striscia e, dosando la tensione, tiene in scacco il lettore per oltre una settimana, intervallando la narrazione con le vicende di Minni rinchiusa in prigione.

Formidabile anche, come accennato in precedenza, il primo scontro serrato con Gambadilegno, che si trova ammanettato a Topolino e quasi morto di sete nel terribile deserto. Scene forti presentate con leggerezza disneyana: vale la pena confrontare The Cactus Kid , placido corto di ambientazione western, con questa scatenata avventura. La storia si risolve con lo svelamento dell’identità della Volpe e il ritorno nelle tranquille campagne. Il cambio di marcia è decisamente avvenuto, con un'avventura matura e nemici seri. Ma a volte la sceneggiatura risulta in bilico tra gag un po' stantie, alcune situazioni ripetute più e più volte e una risoluzione finale che tradisce una certa improvvisazione da parte del team. Da qui in poi la narrazione, affidata ad un unico artista, si farà più solida e compatta: Gottfredson ha trovato la chiave giusta e sta ingranando. È buffo pensare che l'incarico affidatogli da Walt avrebbe dovuto essere temporaneo, quando invece si rivelerà lungo quasi mezzo secolo.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

di Amedeo Badini Confalonieri - Il fumetto è sempre stato la sua grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico gli ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il suo primo campo, ma non disdegna sortite e passeggiate in territori vicini. Scrive di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per il Papersera.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Mickey Mouse in Death Valley
  • Anno: 1930
  • Durata:
  • Storia: ,

Credits

Nome Ruolo
Walt Disney Storia
Floyd Gottfredson Disegni; Storia
Jack King Disegni
Win Smith Disegni