Topolino e il Mistero dell'Uomo Nuvola

Topolino, Pippo e… Setter

Interpellato in merito, durante un’intervista, Gottfredson disse che Il Mistero dell’Uomo Nuvola era stata la sua preferita fra le storie scritte durante gli anni ruggenti di Mickey. Non è difficile da credere, dal momento che la lunga avventura (quattro mesi!) che introduce il Dottor Enigm (Einmug) rappresenta ancora oggi una delle vette del fumetto disneyano, un racconto assolutamente ispirato e dai toni profetici. Dopo lo scontro con i sette fantasmi, Paperino esce definitivamente di scena e Pippo subentra come spalla preferenziale di Mickey, soppiantando Orazio, Musone e Minni. E’ la prima volta che li vediamo agire insieme come migliori amici, senza la distrazione di un gruppo più grande o di altri comprimari. Il Dippy pazzerello, inaffidabile e ridanciano ha lasciato il posto al flemmatico e assorto Goofy, e Gottfredson si diverte un mondo a gestire il personaggio, utilizzando un umorismo un po’ più stralunato e filosofico.

Tutto questo occupa il primo mese di strisce in cui vediamo i due solcare i cieli a bordo del nuovo aeroplano che Topolino ha acquistato con i soldi della precedente ricompensa. Poi la svolta: i due incontrano un uomo in grado di guidare un’automobile tra le nuvole, e con il supporto del Capitano Setter, lo seguono fino alla sua dimora, un’isola nel cielo. Particolarmente d’impatto la striscia in cui oltre le nubi si svelano le radici sospese nel vuoto, con una prospettiva obliqua che aumenta la tridimensionalità dello spazio. Gottfredson impiega diverse strisce per venire a capo del fenomeno, ma soprattutto utilizza il Capitano Setter in un ruolo maggiormente attivo, svelandone le competenze scientifiche attraverso un linguaggio molto tecnico e coinvolgendolo in prima persona nell’indagine.

L’Inferno Atomico del Dr. Enigm

Dopo aver vagliato l’ipotesi che dietro il mistero ci sia una fonte d’energia a base di radio, Ted Osborne e Floyd Gottfredson mettono al centro di tutto l’energia atomica, celebrandone il potenziale e sottolineandone il pericolo, che già nel 1936 iniziava a intuirsi. Sono numerose le strisce ricche di macchinari e di spiegazioni tecniche sul movimento degli atomi e sul loro potenziale latente: la serie è rivolta principalmente al pubblico adulto dei quotidiani, e così la realtà si riversa nel fumetto senza edulcorazioni di sorta. Il celebre scrittore di fantascienza Ray Bradbury scrisse a Gottfredson per complimentarsi riguardo l’accuratezza dell’ambientazione, nonostante il maestro dello Utah abbia ammesso di essersi inventato tutto. La scienza atomica nel 1936 è ancora un’idea dal potenziale felice, ma Topolino ne rivela tutte le possibili storture attraverso questo nuovo personaggio, il dott. Enigm. Parodia di Einstein, come si evince dal nome e dall’accento tedesco, lo scienziato è impaurito all’idea che la sua formula possa cadere in mani altrui, siano americane o straniere.

Si tratta di uno dei personaggi più riusciti mai creati da Gottfredson: burbero e stravagante, ma con un rigido codice morale, Enigm è a tratti una figura quasi ostile, sebbene la storia suggerisca che questa sua chiusura nasca dalla consapevolezza della propria ingenuità. Topolino e il capitano Setter sembrano ben più ottimisti del dottore, desiderosi di mettere le mani sulla sua formula. Ma quando anche Gambadilegno entra in scena, a bordo di un aeroplano dalle ali di pipistrello - ispirato direttamente al corto The Mail Pilot (1933) - lo spazio per i compromessi finisce. Il nemico di Topolino viene qui caratterizzato alla perfezione, e sembra che Gottfredson provi un genuino piacere a esplorarne ogni angolatura: Pietro è sfacciato nel fingersi redento, poi assume una connotazione edonista e infantile, infine si rivela in tutta la sua violenta cattiveria, ingaggiando con Topolino la lotta più lunga della sua carriera fumettistica.

Le Legnate di Gamba

Nel climax della vicenda Gottfredson dà sfoggio di tutta la sua abilità grafica dando vita a vignette magistrali, colorate di grigio attraverso un sapiente uso del retino tipografico. Ma è la sensazione di movimento e la plasticità delle sue figure a rimanere impressa: Pietro si ubriaca, Topolino gli salta addosso mentre è legato ad una sedia, i due svengono, poi lottano con tutti i mezzi a disposizione e in diverse condizioni di gravità. In un paio di occasioni Topolino salva Pietro, il quale lo ripaga col tradimento, e così via per ben tre settimane di azione serratissima. Nel frattempo, un inquietante conto alla rovescia è partito e l’isola rischia di precipitare, come dimostra il tratto stesso di Gottfredson che non esita a deformare le architetture e creare distorsioni grafiche per sottolineare il senso di disfacimento e il pericolo incombente. Ed è disarmante vedere il rassegnato Enigm quasi speranzoso che l’autodistruzione funzioni, e il suo pesante fardello scompaia dalle spalle.

Topolino, come sempre positivo e ottimista, vede traballare la sua fiducia nella scienza e alla fine si convince del pericolo dell’energia atomica, rimangiandosi insieme al capitano Setter ogni aspirazione patriottica. Per il militare, questa sarà l’ultima apparizione nelle strisce di Gottfredson. Dopo esser stato una figura di supporto per ben sei lunghe avventure, Setter viene messo da parte definitivamente, congedandosi dai lettori con una storica striscia in cui stringe la mano a Topolino promettendo di dimenticare l’accaduto. Rispunterà in future avventure solo per mano di altri autori europei, desiderosi di riprendere questo tassello dell’universo gottfredsoniano. Lo stesso vale per Enigm, il quale verrà tuttavia recuperato prima da Romano Scarpa e in seguito dal suo continuatore Casty, nella loro opera di prosecuzione dell’epopea di Gottfredson. Lo scienziato tedesco riapparirà infatti a partire dalla scarpiana Topolino e la Dimensione Delta (1959) in qualità di padre putativo di Atomino Bip Bip, un atomo ingrandito “due birilliardi di volte”. Nel frattempo il disastro di Hiroshima e Nagasaki sarà già avvenuto, dando retroattivamente un sapore decisamente amaro alle parole da lui pronunciate tanti anni prima.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

di Amedeo Badini Confalonieri - Il fumetto è sempre stato la sua grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico gli ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il suo primo campo, ma non disdegna sortite e passeggiate in territori vicini. Scrive di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per il Papersera.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Island in the Sky
  • Anno: 1936
  • Durata:
  • Storia: ,

Credits

Nome Ruolo
Floyd Gottfredson Disegni; Storia
Ted Osborne Storia