Il Paese della Ninna Nanna

Sogno d'Infanzia

Non esiste probabilmente in tutta la filmografia disneyana un cortometraggio più suggestivo di Lullaby Land, ennesimo traguardo artistico di uno studio in stato di grazia. Dopo aver trasposto fiabe, leggende e filastrocche popolari, gli artisti Disney si spostano in un territorio inedito, creando da zero un mondo magico legato all'immaginario infantile. Basterebbe questo a rendere Lullaby Land una parentesi curiosa e interessante, ma gli artisti si spingono molto oltre e scelgono di dare a questa tematica un taglio onirico. Abbinare il mondo dell'infanzia a quello dei sogni, due elementi che riconducono l'essere umano ai suoi momenti di massima vulnerabilità, si rivela senza dubbio una scelta vincente. Il risultato è un cortometraggio capace di toccare corde particolari, suscitando nello spettatore adulto fascino, nostalgia, serenità e disagio, e mischiando così in modo sapiente tutto questo in un cocktail davvero incisivo.

Percorrendo una Trapunta

Il punto di partenza è la culla di un neonato, a cui la mamma sta cantando la celebre ninna nanna Rock-A-Bye Baby. Una transizione ci porta a seguire il piccolo in questo suo lento sprofondare nel sonno. Non si tratta di un semplice sogno, ma della rappresentazione, dai tempi opportunamente dilatati, della fase intermedia tra la veglia e il sonno profondo, in cui l'immaginazione del bambino si lascia trasportare dalle parole della madre verso un mondo fantastico. Il paese in cui si ritrova è visivamente incredibile e mescola sapientemente elementi provenienti dal mondo infantile, con altri tipicamente associati al sonno. Il terreno su cui il piccolo si muoverà è fatto di soffice trapunta, e ovunque sono presenti stranissimi alberi i cui frutti sono biberon, sonaglini e barattoli di talco. Addirittura il suo cane di pezza, che gli vediamo stringere prima di addormentarsi, in questo mondo prende vita per accompagnarlo nel viaggio.

Il Giardino Proibito

Dopo l'ingresso nel Paese della Ninna Nanna i due protagonisti assistono ad una parata di oggetti, tutti in qualche modo collegati alla primissima infanzia, ma appartenenti alla sfera pratica, quelli di cui il bambino fa un uso prevalentemente passivo: seggioloni, vasini da notte, pannolini, spille da balia e bottiglie di olio di ricino. Seguendoli il piccolo giunge nel Giardino Proibito, una zona normalmente interdetta ai bambini. È qui che i toni del cortometraggio diventeranno più sinistri: in quest'area si trovano infatti gli utensili appuntiti come forbici, chiodi, coltellini, tenaglie e cavatappi, molto pericolosi per un neonato. Sono presenti anche oggetti particolarmente fragili come gli orologi, mentre dalle fontane sgorga inchiostro, che viene bevuto da gigantesche penne stilografiche, tutti elementi cui normalmente i bambini non accedono, per il rischio di combinare disastri. Siamo nel mondo degli adulti, così come lo percepisce un bambino, spaventoso e nel contempo attraente. Il quadretto è veramente incisivo, e non potrà non colpire la fantasia di chiunque, mentre la musica di conseguenza si adegua, assumendo un tono più inquietante.

Dal Babau a Sandman

Lullaby Land è infatti un gioiello anche dal punto di vista musicale. Oltre alla già citata Rock-A-Bye Baby, il cortometraggio presenta frequenti strofe cantate da un coro, che descrivono le aree di questo paese onirico, con un andamento melodioso e affascinante. La canzone che accompagna i primi passi in questo mondo, Lullaby Land of Nowhere, è opera del bravissimo Frank Churchill, mentre quella che risuona nel giardino proibito, In the Land of Mustn't Touch, è stata scritta da Leigh Harline e Larry Morey. Alcuni personaggi avranno però anche un numero musicale di presentazione: è il caso della Dance of the Bogey Man, sempre di Harline e Morey, che accompagna l'entrata in scena degli degli Oogie Boogie Men, equivalenti anglosassoni del nostro Babau, un terzetto di esseri buffi ma inquietanti, che si sprigionano dal fumo di alcuni fiammiferi inavvertitamente accesi dal bambino nel Giardino Proibito. La loro presenza costituirà il climax del cortometraggio e metterà in fuga il piccolo, che verrà accolto da un altro importantissimo personaggio della cultura popolare, il mago Sandman. Questa figura positiva e benevola entrerà in scena cantando dolcemente la famosa Ninna Nanna di Brahms, e con la sua magica sabbia porrà fine al viaggio del bambino, addormentandolo e facendolo quindi passare alla fase successiva di questa sua odissea: quella di un sonno profondo e senza sogni.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Lullaby Land
  • Anno: 1933
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Wilfred Jackson
  • Musica: Frank Churchill, Leigh Harline, Larry Morey
  • Animazione: Art Babbit, George Drake, Dick Huemer, Bob Kuwahara, Ed Love, Ham Luske, Louie Schmidt, Leonard Sebrig, Roy Williams, Marvin Woodward

Credits

Nome Ruolo
Art Babbit Animazione
Frank Churchill Canzoni ("Lullaby Land of Nowhere"); Musica
Walt Disney Produttore
George Drake Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Leigh Harline Canzoni ("In the Land of Mustn't Touch", "Dance of the Bogey Man"); Musica
Hugh Hennesy Layout
Ferdinand Huzsti Horvath Layout
Dick Huemer Animazione
Wilfred Jackson Regista
Bob Kuwahara Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Ed Love Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Ham Luske Animazione
Larry Morey Canzoni ("Lullaby Land of Nowhere", "In the Land of Mustn't Touch", "Dance of the Bogey Man")
Charles Philippi Layout
Louie Schmidt Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Leonard Sebrig Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Roy Williams Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)
Marvin Woodward Animazione (Ben Sharpsteen's Crew)