Rugged Bear

Arriva Humphrey!

Dopo aver messo per anni Paperino a confronto con dispettosi animaletti di piccola taglia, come Cip e Ciop e Buzz-Buzz, negli anni 50 inizia a farsi strada un diverso tipo di sensibilità, decisamente più dissacrante. Sempre più spesso troveremo contrapposti ai personaggi Disney degli animali ben più grossi e “feroci”, i cui comportamenti ridicoli metteranno in burletta lo stesso stereotipo che vorrebbero incarnare. Il coyote Bent-Tail e il puma Louie sono un esempio perfetto di questa decostruzione del minaccioso predatore, tuttavia il punto di arrivo di questa evoluzione umoristica è senza dubbio l'orso Humphrey. Il personaggio in questione è sicuramente una delle più felici creazioni dello studio, e nel corso del decennio avrà modo di apparire in sei cortometraggi, quattro dei quali al fianco di Paperino e due addirittura da solo. L'umorismo di Humphrey è interamente basato sulla sua mimica, assolutamente esagerata e alla continua ricerca di effetti comici via via più estremi. Si tratta di un orso goffo, infantile e sgraziato, fondamentalmente un perdente incapace di integrarsi completamente nemmeno nella sua dimensione privata, il parco di Brownstone. Sarà lì che lo ritroveremo più avanti, agli ordini del ranger Ocarina, figura paternalista che più e più volte metterà in luce la natura di disadattato del povero orso. Rugged Bear è il cortometraggio di esordio per Humphrey, ma per adesso la dimensione del parco di Brownstone è ancora di là da venire.

Sulla Scia di Mary Blair...

Siamo di fronte ad una bomba comica di rara potenza: in piena stagione della caccia Humphrey si nasconde dentro un cottage, senza sapere che appartiene a Paperino, qui nel ruolo di cacciatore. Per sfuggire a morte certa, si sostituisce ad un tappeto di pelle d'orso, ritrovandosi poi a doversi fingere inanimato per tutto il tempo in cui Donald abiterà la casetta. Chiaramente questa situazione sarà una fonte inesauribile di gag estreme che giocheranno con le frustrazioni del povero orso: lo vedremo infatti finire in lavatrice, venir bruciacchiato dal fuoco senza avere la possibilità di strillare, e subire deformazioni grottesche di ogni tipo. C'è spazio pure per un tocco surreale, quando alla fine si scoprirà che il tappeto che Humphrey ha rimpiazzato per tutti quei mesi era a sua volta un orso vero. Il cortometraggio è piuttosto notevole anche per il suo particolare stile grafico. A causa della crisi che sta investendo il mercato degli short, gli artisti escogitano soluzioni visive bizzarre, senza aver paura di ricorrere a stilizzazioni estreme. Gli scenari di Rugged Bear risentono molto dello stile naif di Mary Blair, pittrice e concept artist che aveva impostato il look di molti film Disney negli anni precedenti, e per certi versi sembrano anticipare l'approccio geometrico che invece avrà il suo successore Eyvind Earle. Nessuno dei due artisti però sembra esser stato coinvolto nella produzione del corto, per quanto certe influenze si avvertano, rendendolo ancora più prezioso.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Rugged Bear
  • Anno: 1953
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Jack Hannah
  • Storia: ,
  • Musica: Oliver Wallace
  • Animazione: Bob Carlson, Volus Jones, George Kreisl

Credits

Nome Ruolo
Al Bertino Storia
Bob Carlson Animazione
Dave Detiege Storia
Walt Disney Produttore
Yale Gracey Layout
Jack Hannah Regista
Ray Huffine Fondali
Volus Jones Animazione
George Kreisl Animazione
Oliver Wallace Musica