I Racconti dello Zio Tom

Narrare in Live Action

Sin dalla fine degli anni 30 Walt Disney aveva mostrato un certo interesse verso il corpus di favole scritte da Joel Chandler Harris e narrate dal fittizio Uncle Remus, in cui il protagonista era l'astuto Fratel Coniglietto. Aggiudicatosi i diritti dagli eredi di Harris, Walt pensò bene di portare quelle storie sul grande schermo utilizzando la scrittura mista, tecnica che lo accompagnava sin dagli albori col ciclo delle Alice Comedies, e che era stata usata con gran soddisfazione anche ne I Tre Caballeros (1945). In particolare, Walt voleva che a narrare le storie nei panni dello Zio Remo (Tom da noi) ci fosse un attore in carne ed ossa, per creare lo stacco necessario tra il mondo reale e quello animato dalla sua fantasia. Molti furono i racconti presi in considerazione, ma solo tre vennero selezionati per entrare a far parte del progetto, la cui forma definitiva fu quella di un lungometraggio a tecnica mista.

Il primo film Disney interamente live action, Treasure Island (1950), sarebbe arrivato solo quattro anni dopo, ma nel frattempo Song of the South segnava per Walt il battesimo ideale con questa nuova forma di spettacolo. A dire il vero, si trattava già della terza pellicola a scrittura mista realizzata dallo studio. Tuttavia, i primi due film appartenenti a questo filone, The Reluctant Dragon (1941) e Victory Through Air Power (1943), non raccontavano realmente una storia, ma avevano un'impronta documentaristica più o meno marcata. Si può dire quindi che sia stato proprio con Song of the South che Disney iniziò ad occuparsi di cinema live action in termini puramente narrativi, mettendo in secondo piano l'amata animazione. Per l'occasione Walt scritturò Bobby Driscoll e Luana Patten, i due attori bambini che da quel momento in poi sarebbero stati coinvolti in tutte le produzioni di punta dello studio. Walt rimase inoltre folgorato dalla recitazione di James Baskett, che aveva fatto un provino per doppiare una farfalla animata, e decise di dargli proprio il ruolo dello Zio Remo. Sua sarebbe stata anche la voce di Comare Volpe.

Un Carismatico Cantastorie

Song of the South è ambientato in Georgia durante l'Era della Ricostruzione, il periodo della storia americana immediatamente successivo alla Guerra di Secessione. Il protagonista è il piccolo Johnny (Bobby Driscoll), che si trasferisce nella piantagione della nonna insieme alla madre, separandosi per un certo periodo dal padre che lavora come giornalista ad Atlanta. Ad aiutarlo ad affrontare questa difficile situazione familiare è proprio il saggio e carismatico Zio Remo, un ex schiavo nero, che grazie alle sue storie di Fratel Coniglietto diventerà una figura di riferimento per il bambino. I tre segmenti animati, con le loro argute morali, svolgeranno un ruolo fondamentale nella vicenda, rivelandosi a dir poco formative per Johnny. Song of the South costituisce inoltre un ottimo esempio di quello che nelle intenzioni iniziali di Walt avrebbe dovuto essere il proprio cinema live action: si tratta infatti di una pellicola perfettamente in equilibrio fra dramma e commedia, aulica e divertente allo stesso tempo, impreziosita inoltre da una robusta anima musicale.

Sin dai tempi della sua uscita il film ha suscitato però diverse polemiche. Nel corso dei decenni il dissenso è cresciuto a tal punto da trasformare la pellicola in un motivo di vergogna per la stessa Disney Company, che ha preferito non rieditarlo in dvd e blu-ray. Alla base della controversia ci sarebbe il fatto che i rapporti fra i neri e i loro ex padroni vengono riletti in chiave positiva, mostrando un'immagine idilliaca e dunque distorta di quella che era invece la situazione delle campagne all'indomani della Guerra di Secessione. Per queste ragioni, Song of the South viene ad oggi ritenuta una pellicola negazionista, e di conseguenza offensiva per gli afroamericani. Sebbene sia indubbiamente vero che alla piantagione si respira un clima disteso, è evidente che non ci fosse alcuna intenzione da parte di Disney di negare alcunché. L'impronta spensierata data al film non faceva altro che riflettere la visione ottimista e un po' ingenua tipica di Walt, il cui unico interesse era quello di portare sullo schermo personaggi e vicende positive.

Br'er Rabbit Runs Away

La prima delle tre favole animate dello Zio Remo viene raccontata a Johnny nella sua prima notte alla piantagione, per distoglierlo dai suoi propositi di fuga. Il piccolo desidera infatti ricongiungersi con il padre, e per ammansirlo Remo finge di volersene andare anche lui. Si tratta chiaramente di un uso vincente della psicologia inversa, e infatti nella storia narrata Fratel Coniglietto decide di lasciare la sua casa per andare in cerca di fortuna, salvo poi pentirsene dopo un incontro con il suo nemico per eccellenza, Comare Volpe. La sequenza dura otto minuti ed è introdotta dal bellissimo numero musicale Zip-a-Dee-Doo-Dah, in cui vediamo lo Zio Remo muoversi allegramente nel suo mondo animato di fantasia, interagendo con molti animali parlanti, prima di lasciar spazio a Fratel Coniglietto.

In questo primo segmento viene inoltre lanciato un seme che germoglierà nei prossimi due episodi, andando a creare una sorta di labile continuity interna: per trarsi d'impaccio Fratel Coniglietto sfrutta infatti la dabbenaggine del flemmatico Compare Orso, finendo per attirarsi le sue antipatie e inimicandoselo per sempre. Dal punto di vista grafico Song of the South offre moltissimo: le atmosfere naturalistiche sono straordinarie, e l'animazione dei personaggi è tanto espressiva quanto elaborata. Buona parte dei nine old men lavora sulla pellicola, ma tra loro spicca il talento di Milt Kahl che si occupa sia di Fratel Coniglietto che di Comare Volpe, regalando a quest'ultimo una gamma di espressioni e movenze davvero sconvolgenti.

Br'er Rabbit and the Tar Baby

Con i suoi dodici minuti di durata, Fratel Coniglietto e il Pupazzo di Pece è il segmento animato più lungo del trittico. Questo episodio centrale è anche la più celebre tra le favole di Fratel Coniglietto e nel film viene narrato a Johnny e al suo nuovo amico Toby, un ragazzino nero che si aggira per la piantagione, per insegnare loro come sfruttare a proprio vantaggio una situazione particolarmente incresciosa. Come la precedente, anche questa sequenza è introdotta da un numero musicale, How Do You Do?, nel quale vediamo lo Zio Remo interagire con Fratel Coniglietto, rimproverandolo bonariamente di non aver ancora messo la testa a posto. Il personaggio è infatti una simpatica canaglia, dall'atteggiamento spavaldo, scanzonato e irresponsabile.

La vicenda è incentrata sul piano di Comare Volpe e Compare Orso per vendicarsi del loro nemico, attirandolo in una trappola. I due sfruttano la natura impicciona e attaccabrighe del coniglio, spingendolo ad azzuffarsi con un pupazzo fatto di pece e facendolo rimanere irrimediabilmente impelagato nella sostanza collosa. Molto interessante è la scelta di interrompere momentaneamente la sequenza animata, facendo credere ai due bambini che la storia si concluda con la vittoria di Comare Volpe, salvo poi riprendere la narrazione per raccontarne il vero finale. Fratel Coniglietto ovviamente si salverà usando il suo talento manipolatorio, e questo avrà delle ripercussioni sulla trama principale, portando lo Zio Remo ad essere accusato dalla madre di Johnny di raccontare storie diseducative.

Br'er Rabbit's Laughing Place

La terza e ultima favola è anche la più breve di tutte. Dura infatti soltanto cinque minuti, e viene raccontata a Johnny e alla sua amichetta Ginny (Luana Patten), per consolarli dopo una festa di compleanno andata storta. Nella storia questa volta non è presente lo Zio Remo, ma si inizia in medias res, una scelta decisamente originale: Fratel Coniglietto è infatti già prigioniero dei suoi due nemici e deve giocarsi il tutto per tutto pur di non finire in pentola. L'unico modo per cavarsela è far leva ancora una volta sull'ottusità di Compare Orso, promettendogli di portarlo in un posto speciale, chiamato Trastuliolà (Laughing Place) dove, secondo Fratel Coniglietto, si crepa dalle risate.

Pur trattandosi della solita beffa ai danni dei suoi due persecutori, il concetto di Laughing Place, inteso come quel piccolo luogo che raggiungiamo dentro di noi quando ci sentiamo felici, non rimarrà circoscritto alla parte animata ma sarà risolutivo per l'intera vicenda, lasciando una traccia indelebile all'interno della filosofia disneyana. Anche questa volta è presente una canzone a tema, Everybody Has a Laughing Place, e come di consueto l'episodio presenta dei fondali veramente straordinari. La direzione artistica delle sequenze animate è di Ken Anderson, il quale segue le indicazioni di colore della bravissima Mary Blair, stella emergente dello studio, che acquisirà un peso crescente nell'estetica disneyana.

I Canti del Sud

La colonna sonora di Song of the South è davvero ricca. Accanto alle ben note canzoni che accompagnano le sequenze animate, sono infatti presenti anche molti brani cantati dal coro di voci nere Hall Johnson Choir, che spaziano dal blues allo spiritual. Gli autori dei singoli pezzi sono vari, e verranno dunque indicati tra parentesi. Per quanto riguarda le strumentali, Disney affida al collaudato Paul J. Smith la colonna sonora delle parti animate, mentre quelle live action a Daniele Amfitheatrof; entrambi furono però coordinati dal direttore musicale Charles Wolcott. È bene ricordare che questa lavorazione “separata” riguarderà anche la sceneggiatura e, soprattutto, la regia del film: i segmenti con Fratel Coniglietto verranno affidati a Wilfred Jackson mentre il resto della storia verrà dato in mano ad un regista già avvezzo ai film con attori: Harve Foster.

  • Song of the South (Sam Coslow, Arthur Johnston) - La canzone che accompagna i titoli di testa è molto melodica, e riesce a calare lo spettatore nelle calde atmosfere del film, offrendo un delicato affresco del romantico sud. I credits vengono arricchiti da straordinari artwork decorativi simili a stampe antiche da cui spuntano Fratel Coniglietto e soci. La resa è la stessa che avranno quarant'anni dopo i titoli di testa di Mickey's Christmas Carol (1983).
  • That's What Uncle Remus Said (Eliot Daniel, Hy Heath, Johnny Lange) - L'allegro coretto dei neri della piantagione che Johnny sente nella notte in cui decide di fuggire rappresenta il suo primo contatto con il mondo dello Zio Remo. La canzone infatti parla di lui e delle sue fiabe sugli animali, che raccontano di come fu che il leopardo ricevette il suo manto a chiazze o il cammello le sue gobbe.
  • Zip-a-Dee-Doo-Dah (Allie Wrubel, Ray Gilbert) - Si tratta del pezzo più celebre della pellicola, un inno alla spensieratezza che dà inizio alla tradizione disneyana dei ritornelli fatti di parole inventate, portata avanti in futuro dai Fratelli Sherman. Come si è visto, la canzone introduce la prima sequenza animata, mostrandoci lo Zio Remo muoversi in un coloratissimo mondo animato. Zip-a-Dee-Doo-Dah avrebbe fatto vincere al film un Oscar per la miglior canzone, e sarebbe poi diventata uno dei simboli della Disney, ripresa anche in alcuni cortometraggi come Soup's On (1948) e Man's Best Friend (1952).
  • Who Wants to Live Like That? (Ken Darby, Foster Carling) - È una breve filastrocca che Zio Remo canticchia tra sé e sé, celebrando lo stile di vita dell'opossum, schivo e refrattario a cacciarsi nei guai. Per quanto possa sembrare di poco conto, è grazie a questi piccoli particolari che il personaggio ne esce caratterizzato alla perfezione.
  • Let the Rain Pour Down (Ken Darby, Foster Carling) - Ispirato al tradizionale blues Midnight Special, di cui viene ripresa e rielaborata la melodia, è il secondo dei cori intonati dai neri della piantagione, di ritorno a casa dopo una giornata passata a lavorare nei campi. Si tratta di un brano bellissimo, che esprime il loro stile di vita, improntato alle cose semplici di tutti i giorni e alla gratitudine per essere ancora su questa terra. La canzone avrà più tardi nel film un reprise assai più lento e malinconico.
  • How Do You Do? (Robert MacGimsey) - La canzone che introduce la seconda sequenza animata viene scritta sulla falsariga di Zip-a-Dee-Doo-Dah e, pur non avendo la stessa incisività, funziona molto bene nel suo contesto. È una canzone che parla... del salutarsi con educazione, e il suo scopo è riportare in scena Fratel Coniglietto, mostrandoci il suo lato più scavezzacollo.
  • Sooner or Later (Charles Wolcott, Ray Gilbert) - È il brano scherzoso cantato da Zia Tempy (Hattie McDaniel) per prendere bonariamente in giro lo Zio Remo, abituato a bussare alla sua porta mentre sta cucinando per elemosinare qualcosa. L'attrice aveva già interpretato la governante Mammy in Via col Vento (1939) e torna qui in un ruolo analogo. Il siparietto tra lei e Remo è caldo e suggerisce una forte complicità fra i due.
  • Everybody's Got a Laughing Place (Allie Wrubel, Ray Gilbert) - La frizzante canzone del “Trastulliolà” è quella che accompagna la terza sequenza animata. Non si tratta certo di un brano molto lungo, cosa che si può dire anche dell'intero segmento. La sua importanza però non è trascurabile, dato che introduce il concetto di Laughing Place, invitando lo spettatore a cercarsi il proprio posto speciale in cui esser felice.
  • All I Want (Ken Darby) - L'ultimo coro intonato dai neri della piantagione è ancora una volta ispirato ad un brano tradizionale, che viene qui rielaborato e arricchito di un nuovo testo. Si tratta di una cantilena funebre che viene intonata per Johnny, quando l'intera piantagione teme per la sua vita. Si tratta chiaramente di un canto religioso, il cui scopo è far da sfondo mentre in primo piano i personaggi reagiscono all'accaduto.
  • Zip-a-Dee-Doo-Dah - Reprise (Allie Wrubel, Ray Gilbert) - Sebbene nel film siano presenti numerosi reprise dei brani principali, questo va considerato a parte dato che fornisce alla vicenda un'ulteriore sequenza musicale animata. Davanti allo sguardo esterrefatto di Remo, nella scena conclusiva i bambini si ritrovano faccia a faccia con Fratel Coniglietto e con tutto il suo entourage, per un finale corale in cui l'intero scenario si trasforma lentamente in un fondale disegnato. Si tratta sicuramente di una chiosa insensata e non necessaria per la vicenda principale, ma utile a fornire un congedo anche alla componente animata del film, portandola a fondersi con la realtà.

Il Film Proibito

I Racconti dello Zio Tom, data l'altissima qualità dell'animazione, la profondità della storia e l'ottima colonna sonora, è ad oggi uno dei film più caldi e pittoreschi della filmografia disneyana. La pellicola fu un successo al botteghino, che convinse Walt a proseguire su questa strada, portando sullo schermo anche Tanto Caro al Mio Cuore (1949). Oltre all'Oscar per Zip-Ah-Dee-Dooh-Dah, la pellicola se ne aggiudicò uno onorario per la superba interpretazione di James Baskett, vero e proprio mattatore della vicenda. Fratel Coniglietto, Compare Orso e Comare Volpe divennero importantissimi esponenti del pantheon disneyano, proseguendo la loro carriera con successo nei fumetti. Un anno prima dell'uscita del film venne infatti dedicata loro una tavola domenicale per i quotidiani, Uncle Remus and His Tales of Br'er Rabbit, che proseguì indisturbata per quasi trent'anni, chiudendo i battenti solo nel 1972. Contemporaneamente, venne avviata una produzione a fumetti anche per i comic book, di qualità non certo minore. I tre segmenti animati che componevano la pellicola vennero successivamente estrapolati per essere ripresentati all'interno della serie tv antologica Disneyland. Il più importante “monumento” al film rimane comunque il dark ride Splah Mountain, attrazione presente ancora oggi in quasi tutti i parchi disneyani.

Infine, non si può certo dimenticare il ritorno di Fratel Coniglietto e soci all'interno di Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? (1988), nel quale ritroviamo buona parte del cast del film... incluso il pupazzo di pece. Considerata la sua importanza all'interno dell'eredità disneyana, è un vero peccato che a partire dagli anni 80 la Company abbia deciso di disconoscere il lungometraggio, sospendendo le sue riedizioni cinematografiche e impedendone l'uscita in vhs negli Stati Uniti. Un destino migliore attendeva il film negli altri paesi (tra cui l'Italia), che ebbero modo di conoscerlo in videocassetta, ma ben presto, col passaggio ai formati successivi come il dvd e il blu-ray, ogni eccezione venne meno e la sua uscita divenne un miraggio per chiunque. Lo stesso Bob Iger dichiarò che la Disney Company non aveva alcun interesse a riproporre Song of the South al pubblico e che, per evitare di incorrere nelle ben note controversie, la pellicola sarebbe stata definitivamente archiviata. Non è certo un'affermazione strana se si guarda alle attuali politiche dell'azienda, sottese ad andare sul sicuro, accattivandosi il pubblico del domani senza curarsi di tramandare il proprio patrimonio. E se guardiamo al mercato home video, il cui declino è ormai palese, ci sono tutti i presupposti perché questa situazione sia permanente.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Song of the South
  • Anno: 1946
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney, Perce Pearce
  • Regia: Harve Foster, Wilfred Jackson
  • Storia: , , ,
  • Basato su: e Joel Chandler Harris
  • Cast: James Baskett, Anita Brown, Bobby Driscoll, Mary Field, Gene Holland, Johnny Lee, Glenn Leedy, Hattie McDaniel, Georgie Nokes, Luana Patten, Erik Rolf, Nick Stewart, Ruth Warrick, Lucile Watson
  • Musica: Daniele Amfitheatrof
  • Supervisione dell'Animazione: Les Clark, Marc Davis, Ollie Johnston, Milt Kahl, Eric Larson, John Lounsbery

Credits

Nome Ruolo
Hal Ambro Animazione
Daniele Amfitheatrof Musica
Ken Anderson Direzione Artistica
Philip Barber Direzione Artistica
James Baskett Cast (Uncle Remus / Br'er Fox)
Mary Blair Colore / Styling
Anita Brown Cast (Maid)
Jack Campbell Animazione
Brad Case Effetti d'Animazione
Joel Chandler Harris Storia Originale
Les Clark Animatore principale
Claude Coats Fondali
Al Coe Animazione
Marc Davis Animatore principale
Al Dempster Fondali
Walt Disney Produttore
Harold Doughty Direzione Artistica
Bobby Driscoll Cast (Johnny)
Perry Ferguson Direzione Artistica
Mary Field Cast (Mrs. Favers)
Harve Foster Regista
Blaine Gibson Effetti d'Animazione
Hugh Hennesy Direzione Artistica
Gene Holland Cast (Joe Favers)
Ray Huffine Fondali
Ralph Hulett Fondali
Ub Iwerks Effetti Speciali
Wilfred Jackson Regista
Ollie Johnston Animatore principale (Br'er Rabbit, Br'er Bear and Br'er fox in "Br'er Rabbit Runs Away")
Milt Kahl Animatore principale (Br'er Rabbit, Br'er Bear and Br'er fox in "Br'er Rabbit and the Tar Baby")
Hal King Animazione
Rudy Larriva Animazione
Eric Larson Animatore principale
Johnny Lee Cast (Br'er Rabbit)
Glenn Leedy Cast (Toby)
John Lounsbery Animatore principale
Don Lusk Animazione
Brice Mack Fondali
Tom Massey Animazione
Murray McClellan Animazione
Hattie McDaniel Cast (Aunt Tempy)
Joshua Meador Effetti d'Animazione
Georgie Nokes Cast (Jake Favers)
Cliff Nordberg Animazione
Ken O'Brien Animazione
Luana Patten Cast (Ginny)
Perce Pearce Produttore Associato
Bill Peet Storia
Charles Philippi Direzione Artistica
Maurice Rapf Storia
Erik Rolf Cast (John)
George Rowley Effetti d'Animazione
Vernon Stallings Storia
Ed Starr Fondali
Nick Stewart Cast (Br'er Bear)
Harvey Toombs Animazione
Ruth Warrick Cast (Sally)
Lucile Watson Cast (Granmother)
Ralph Wright Storia