Le Follie dell'Imperatore

Il Regno del Sole

Dopo il grande successo de Il Re Leone, il team produttivo responsabile di quell'epocale lungometraggio venne messo a lavorare su un nuovo film, un musical ambientato nell'America precolombiana: Kingdom of the Sun. Si trattava di una reinterpretazione de Il Principe e il Povero di Mark Twain, con contaminazioni da La Maschera di Ferro di Alexandre Dumas. In esso il giovane sovrano dell'impero Inca Manco, si scambiava di posto con il coetaneo Pacha, suo sosia. La malvagia Yzma scopriva però l'inghippo e trasformava Manco in un lama, manipolando Pacha allo scopo di impadronirsi del sole e ottenere l'eterna giovinezza. Era una storia dai toni molto drammatici, e con una fortissima componente musical. Le canzoni inoltre sarebbero state scritte da Sting. Il progetto però subì numerose disavventure produttive, che la moglie di Sting avrebbe denunciato nel documentario da lei diretto The Sweatbox. In quegli anni i dirigenti non avevano infatti le idee chiare sulla direzione da prendere: i film della seconda metà degli anni 90 non stavano dando i risultati sperati, per cui si tentarono nuove strade, inaugurando il nuovo millennio all'insegna della sperimentazione e della diversificazione produttiva. Kingdom of the Sun venne quindi rielaborato completamente, perdendo la sua connotazione drammatica, e trasformandosi in una commedia fortemente umoristica, il cui nuovo titolo, The Emperor's New Groove, avrebbe dovuto richiamare la fiaba di Andersen I Vestiti Nuovi dell'Imperatore. Il regista Roger Allers lasciò quindi il posto a Mark Dindal, e tutto il lavoro di Sting venne messo da parte. Non sapremo mai se tutto questo sia stato un bene o un male, né se il parere negativo della dirigenza su Kingdom of the Sun avesse un fondamento, fatto sta che The Emperor's New Groove sarebbe diventato uno dei film più rivoluzionari mai prodotti dagli studios.

La Frontiera Umoristica

Le Follie dell'Imperatore racconta la storia dell'arrogante imperatore Kuzko (nuovo nome di Manco), trasformato in lama dall'infida consigliera Yzma, e redento ad opera del bonario Pacha, ora un corpulento contadino di mezz'età. Il loro viaggio assieme costituirà la spina dorsale del primo lungometraggio animato Disney incentrato quasi esclusivamente sull'umorismo. La comicità è da sempre un'arma a doppio taglio, capace di rendere gradevole ogni prodotto, ma difficilmente in grado di reggere narrazioni di ampio respiro, eppure in questo caso l'esperimento è riuscito. Il film percorre elegantissimamente questo pericoloso binario, regalandoci una serie incessante di trovate sparate a raffica senza che il ritmo ne esca compromesso. Merito di una scrittura di alta qualità, di doppiatori all'altezza e di un team di animatori ispiratissimi, che dimostrano un'impeccabile padronanza espressiva. Lo humor utilizzato copre diverse tipologie: è presente quello di natura verbale, il paradosso, la caricatura, il nonsense, la parodia e una buona dose di sano slapstick alla Tex Avery, che contamina l'ottima animazione Disney con divertentissimi influssi warneriani.

Mentre nel decennio appena concluso l'animazione Disney aveva cercato di mantenersi in equilibrio tra i generi, è con Le Follie dell'Imperatore che ci si addentra quindi in un campo più specifico, e si dà il via all'alternanza tra commedie e avventure che caratterizzerà il periodo immediatamente successivo dell'animazione disneyana. Molto presto altri studi di animazione come Dreamworks e Blue Sky sceglieranno di puntare tutto sull'umorismo, dando il via alla stagione delle ammiccanti commedie in CGI, colme di riferimenti alla cultura pop e di trovate a breve data di scadenza. Le Follie dell'Imperatore non è affatto il capostipite di questa tendenza, bensì un'insuperata lezione di comicità, che fa della raffinatezza la sua bandiera. Una bomba comica e un “Cartoon” con la C maiuscola, che porta verso nuove frontiere l'arte della personality animation.

L'Arte dei Cartoni Animati

Graficamente parlando, Le Follie dell'Imperatore è basato sulla stilizzazione e il minimalismo. Gli scenari sono una festa per gli occhi: cromaticamente vivaci e ricchi di appeal, ma allo stesso tempo spogli e essenziali, valorizzano il cosiddetto “staging”, cioè la messinscena dell'azione, facendola risaltare al massimo, in piena armonia geometrica e senza distrazioni visive.

Per quanto riguarda i personaggi, sono le caricature spigolose a caratterizzare il cast. Gli animatori si sono sbizzarriti a ritrarre i protagonisti basandoli sulle fattezze fisiche dei loro doppiatori originali, adottando un approccio cartoon all'ennesima potenza. Kuzko, sia in forma umana che in versione lama, è stato supervisionato dal bravissimo Nik Ranieri (Lumiére, Ade, Charlotte), mentre a dare “corpo” e carisma a Pacha, caricaturizzando il suo simpaticissimo interprete John Goodman, è stato quel genio di Bruce Smith (Kerchack, Facilier, Pimpi), capace di assicurare al buon contadino una presenza scenica e una gamma di espressioni invidiabile. Il buffo Kronk è stato animato da Tony Bancroft (Pumbaa), mentre per la cattivissima Yzma, basata sulla sua doppiatrice Eartha Kitt, è stato scelto Dale Baer (Simba, Alameda Slim, Uffa), che ha potuto dare prova di tutta la sua abilità, divertendosi a caratterizzarla in modo comicamente folle.

La recitazione di ognuno di questi personaggi rende bene l'idea di cosa possa succedere quando si ha un gruppo di artisti di incredibile valore e li si lascia liberi di sbizzarrirsi, mettendo tutta la loro arte al servizio di un prodotto in grado di divertire chi lo fa, oltre che il normale pubblico.

Una Doccia Fredda per Sting

Quando comunicarono per telefono a Sting e famiglia che tutto il lavoro fatto per Kingdom of the Sun era stato archiviato per sempre, il cantante non ne fu affatto felice. Ma purtroppo erano queste le nuove disposizioni: gli anni 90 erano ormai finiti e la formula musical, tanto amata negli anni del rinascimento disneyano, aveva ormai abbandonato i cuori del pubblico. Per i progetti sperimentali che da quel momento in poi gli studios avrebbero varato si sarebbero trovate nuove soluzioni musicali, ma per il momento Emperor's New Groove non avrebbe fatto uso di canzoni. Le strumentali sarebbero però state composte da uno scatenato John Debney, che in Disney aveva già avuto modo di lavorare a Soccermania e a Runaway Brain e che cinque anni dopo si sarebbe occupato di Chicken Little. Tuttavia qualche rimasuglio del lavoro di Sting nel film è rimasto, anche se si tratta di canzoni scritte successivamente alla svolta umoristica, e per questo motivo composte con una certa riluttanza e assai meno ispirate:

  • Perfect World - Il film si apre con una canzone spiritosa, che presenta in modo brillante il protagonista Kuzko, mostrandocelo impegnato a “governare” l'impero, comportandosi come una rockstar. Curiosamente il cantante del pezzo è Tom Jones, che viene anche caricaturizzato nel personaggio dell'uomo sigla. Non si tratta di un brano troppo memorabile, se non per le trovate visive.
  • My Funny Friend and Me - È la canzone dei titoli di coda, che Sting, come già aveva fatto Phil Collins, canta in diverse lingue. È una lenta ballata che racconta del rapporto di amicizia nato tra Kuzko e Pacha, ma anche questa canzone si rivela un po' monotona e musicalmente non troppo brillante.

Tre delle canzoni scartate da Kingdom of the Sun sarebbero state tuttavia rese note e inserite nel cd della colonna sonora: Walk the Llama Llama, One Day She'll Love Me e la canzone che avrebbe dovuto essere di Yzma, Snuff Out the Light.

Un Modesto Incasso

Le Follie dell'Imperatore viene ad oggi considerato un cult, eppure all'epoca non diede al botteghino risultati esaltanti. Non un flop drammatico come Atlantis e Treasure Planet, ma certamente una leggera delusione, per una Disney che credeva di aver imboccato la strada giusta per riconquistare il pubblico. Probabilmente il problema fu la cattiva nomea che anno dopo anno stava distruggendo il marchio Disney agli occhi di un pubblico sempre più disorientato dalla diversificazione produttiva. L'emergere di nuove realtà come la Pixar e l'uscita sul grande schermo di lungometraggi prodotti dalla Disney Television avevano avuto un certo peso nell'inquinare la percezione del pubblico e far perdere la tradizione dell'appuntamento fisso. Far uscire più di un Classico animato all'anno, con intervalli di sei mesi fra l'uno e l'altro stava inoltre saturando il mercato, e questo avrebbe portato gli anni successivi a situazioni anche peggiori.

Tuttavia la dirigenza non si lasciò abbattere e scelse di puntare ugualmente su questo film, mungendolo per quanto possibile. Venne infatti realizzato il consueto “cheapquel” direct to video firmato DisneyToon Studios, Le Follie di Kronk, e persino la bizzarra serie televisiva The Emperor's New School. Il regista Mark Dindal invece, archiviato l'Imperatore, iniziò a lavorare al suo secondo lungometraggio, quel Chicken Little che avrebbe però inaugurato la fase più controversa della storia degli studios, quella in cui gli animatori avrebbero perso il controllo della loro stessa arte.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Emperor's New Groove
  • Anno: 2000
  • Durata:
  • Produzione: Randy Fullmer, Don Han, Patricia Hicks
  • Regia: Mark Dindal
  • Soggetto: ,
  • Sceneggiatura:
  • Storia: , , , , , ,
  • Basato su: Kingdom of the Sun di Roger Allers, Kingdom of the Sun di Matthew Jacobs
  • Musica: John Debney, David Hartley, Sting
  • Supervisione dell'Animazione: Dale Baer, Tony Bancroft, Sandro Lucio Cleuzo, Brian Ferguson, Doug Frankel, James Lopez, Dominique Monfery, Nik Ranieri, Bruce W. Smith

Credits

Nome Ruolo
Kevin Adams Layout
Cent Alantar Layout (Paris)
Pierre Alary Animazione (Paris)
Tim Allen Animazione (Kuzko)
Roger Allers Storia Originale (Kingdom of the Sun)
Stephen Anderson Supervisione Storia
Sunny Apinchapong Supervisione Fondali
Sean Applegate Effetti d'Animazione
Rasoul Azadani Layout
Dale Baer Animatore principale (Yzma)
Gordon Baker Effetti d'Animazione
James Baker Animazione (Kuzko)
Thomas Baker Supervisione Pianificazione Scene
Tony Bancroft Animatore principale (Kronk)
Jared Beckstrand Animazione (Pacha)
David Block Animazione (Kronk)
Philip S. Boyd Supervisione Cleanup (Florida)
Justin Brandstater Supervisione Fondali
Michael Cadwallader Jones Effetti d'Animazione
Christophe Cahrbonnel Supervisione Cleanup (Paris)
Jennifer Cardon-Klein Animazione (Kuzko)
Thomas Cardone Direzione Artistica
Sandro Lucio Cleuzo Animatore principale (Theme Song Guy, Waitress, Old Man, Official, Maidens)
Karen Comella Supervisione Ink & Paint
Aliza Corson Chameides Effetti d'Animazione
Trish Coveney-Rees Layout
Fred Craig Layout
Coralie Cudot-Lissillour Direzione di Produzione (Paris)
Bob Davies Animazione (Kronk)
VincentMassy De La Chesneraye Layout (Paris)
John Debney Musica
Andreas Deja Sviluppo Visivo Preliminare (Yzma)
Patrick Delage Animazione (Paris)
Eric Delbecq Animazione (Paris)
Mark Dindal Regista; Soggetto
Robert Espanto Domingo Animazione (Yzma)
Marc Eoche-Duval Animazione (Paris)
Paul Felix Production Design
Colbert Fennelly Effetti d'Animazione
Brian Ferguson Animatore principale (Chaca, Bucky)
Jazno Francoeur Effetti d'Animazione (Florida)
Doug Frankel Animatore principale (Chicha)
Natalie Franscioni-Karp Supervisione Fondali
Randy Fullmer Produttore
Tom Gately Animazione (Pacha)
Billy George Layout
Miguel Gil Supervisione Fondali
Thierry Goulard Animazione (Paris)
Don Hall Storia
Don Han Produttore Esecutivo
David Hancock Animazione (Pacha)
David Hartley Canzoni
Brad Hicks Supervisione Fondali
Patricia Hicks Produttore Associato
Anthony Ho Wong Animazione (Pacha)
Matthew Jacobs Storia Originale (Kingdom of the Sun)
Carl Jones Supervisione Fondali
Clay Kaytis Animazione (Pacha)
Sang-Jin Kim Animazione (Kuzko)
Bert Klein Animazione (Pacha)
Dorse Lanpher Supervisione agli Effetti d'Animazione
James Lopez Animatore principale (Tipo)
William Lorencz Supervisione Fondali
Jerry Loveland Supervisione Fondali
Dan Lund Effetti d'Animazione
Mauro Maressa Supervisione Effetti Speciali
Tod C. Marsden Direzione di Produzione
Stephen McDermott Effetti d'Animazione (Florida)
Kelly McGraw Supervisione Fondali
David "Joey" Mildenberger Supervisione agli Effetti d'Animazione
Gregory C. Miller Supervisione Fondali
Mark Mitchell Animazione (Kuzko)
Dominique Monfery Animatore principale (Paris)
Borja Montoro Cavero Animazione (Paris)
Joseph C. Moshier Progettazione Personaggi
Antonio Navarro Layout
John Norton Storia
Joe Oh Animazione (Kuzko)
Jamie Oliff Animazione (Kuzko)
Vera Pacheco Supervisione Cleanup
Catherine Poulain Animazione (Paris)
Mark Pudleiner Animazione (Kuzko)
Jeff Purves Layout
Nik Ranieri Animatore principale (Kuzco)
Jeff R. Ranjo Storia
Loic Rastout Layout (Paris)
Dan Read Supervisione Fondali
David Reynolds Sceneggiatura
Leonard Robledo Supervisione Fondali
Bruce W. Smith Animatore principale (Pacha)
Marc Smith Animazione (Kuzko)
Chad Stewart Animazione (Yzma)
Colin Stimpson Direzione Artistica
Sting Canzoni
Michael Stocker Animazione (Kronk)
George Tailor Supervisione Fondali
J. C. Tran-Quang-Thieu Animazione (Paris)
Raffaello Vecchione Maquette
Phillip Vigil Effetti d'Animazione
Doug Walker Layout
Stevie Wermers Storia
Andreas Wessel-Therhorn Animazione (Kuzko)
Tony West Effetti d'Animazione (Florida)
Kelly Wightman Storia
Chris Williams Soggetto; Storia
Theresa Wiseman Animazione (Pacha)
Thomas Woodington Supervisione Fondali
Phil Young Animazione (Kuzko)
Jerry Yu Ching Animazione (Kuzko)