I Tre Caballeros

Il Film di Paperino

I Tre Caballeros è il secondo dei due film latinoamericani, frutto di quella politica di buon vicinato che il governo USA voleva instaurare con i paesi del Sud, durante la guerra. All'inizio degli anni 40 infatti, Disney era stato inviato in America Latina insieme ad una parte del suo staff. L'idea era quella di sfruttare la buona nomea di Walt per rinsaldare i rapporti tra i due continenti, e impedire che i paesi meridionali cadessero nell'orbita dell'Asse. Possiamo oggi ritrovare una cronaca dettagliata di quella “vacanza” all'interno del documentario Walt Y El Grupo (2008), in cui è possibile notare la calorosa accoglienza che venne riservata ai suoi artisti. Numerosi furono gli spunti e le ispirazioni scaturite in quei giorni febbrili: ne nacque una manciata di cortometraggi a tema, la maggior parte dei quali andò a rifluire all'interno di Saludos Amigos (1943). La pellicola era strutturata come una sorta di “diario di viaggio”, in cui le riprese live action si alternavano con i quattro segmenti animati che componevano il programma. Cosa ancor più importante, faceva il suo ingresso trionfale nel mondo Disney il pappagallo brasiliano José Carioca, ospite e amico di Paperino.

Qualche anno dopo venne messo in produzione un nuovo film, che potesse far da “sequel” a Saludos Amigos, raccogliendo un secondo set di episodi. Ci si sarebbe inoltre focalizzati sul Messico, che era appena stato la meta di un secondo viaggio compiuto da Walt, insieme alla moglie e ad alcuni membri dello staff. Surprise Package (questo il titolo di lavorazione) era però una pellicola molto diversa dalla precedente: non un package film dalla struttura tradizionale, ma una collezione di sequenze musicali, legate tra loro in modo fantasioso e non schematico. Cosa ancor più bizzarra, il collante di tutto era Paperino, protagonista per la prima volta in assoluto di un intero lungometraggio incentrato su di sé. Il pretesto narrativo era il compleanno del papero, in occasione del quale a fargli visita sarebbero arrivati vecchi e nuovi personaggi, per riportarlo nel magico continente visitato anni prima. Per l'occasione venne messa insieme un'imponente colonna sonora, ricca di famosi brani locali e musica preesistente, arricchita però da nuovi testi scritti in lingua inglese dal compositore dello studio Ray Gilbert. Ancora una volta Clarence Nash e gli altri doppiatori vennero chiamati a interpretare i loro personaggi in diverse lingue (tra cui l'italiano) per rendere ancor più internazionale questa produzione.

The Cold-Blooded Penguin

La natura astratta de I Tre Caballeros si esprime attraverso i suoi fondali indefiniti e surreali. Le sequenze di raccordo si svolgono infatti all'interno di stanze rosso porpora e prive di qualsivoglia punto di riferimento, in cui a spiccare sono unicamente Paperino e i suoi amici. Nella scena introduttiva Donald riceve un enorme pacco dall'America Latina, all'interno del quale trova altri tre pacchetti più piccoli. Nel primo di questi c'è un proiettore, con un filmino intitolato Aves Raras, ovvero “uccelli rari”. È il pretesto per proporre un paio di segmenti animati a tema aviario, ricalcando quindi nella prima parte della pellicola la struttura di un classico package film. Il primo episodio di quelle che vanno probabilmente considerate “giacenze” del viaggio del '41 è la buffa storia del freddoloso pinguino Pablo, insoddisfatto della sua vita al Polo Sud e desideroso di emigrare ai tropici.

È chiaramente l'occasione per portare lo spettatore a seguire il suo viaggio lungo la costa dell'America del Sud, mostrando immagini di romantiche isolette e stupende vedute di città lontane, avvistate col cannocchiale. Si tratta di un segmento molto umoristico, specialmente nella parte in cui vediamo i fallimentari tentativi di Pablo di abbandonare il polo, salutato da un flemmatico comitato d'addio in costante diminuzione. Da notare inoltre l'apparizione di Re Nettuno, in una versione aggiornata rispetto al modello visto nella Silly Symphony del 1932, e il cameo in lontananza di Robinson Crusoe, identico invece alla versione a fumetti tratteggiata da Floyd Gottfredson in una storia a strisce del 1939. Il narratore è ancora una volta Sterling Holloway, ormai una colonna dello studio, che l'anno precedente aveva già ricoperto lo stesso ruolo in un altro short latinoamericano a tema aviario: The Pelican and the Snipe (1944), perfettamente intercambiabile con questo.

The Flying Gauchito

Conclusa la storia del pinguino, non inizia immediatamente il secondo episodio, ma è presente un breve interludio animato in cui vengono passate in rassegna le più bizzarre specie di uccelli presenti nella foresta amazzonica. Si tratta di una parentesi veramente speciale, in cui il narratore si rivolge direttamente a Paperino, presentandogli i vari animali mentre sono protagonisti di gag surreali e brillanti. È questo il contesto in cui viene presentato il primo dei due nuovi personaggi del film, ovvero l'uccello Aracuan. Questo schizofrenico tipetto ricopre il ruolo di disturbatore all'interno della pellicola, e in più di un'occasione spunterà a sorpresa spostando l'azione sui binari della demenzialità più totale. Dopo questo mockumentary, inizia quindi il segmento successivo, The Flying Gauchito, ultimo residuo di quei materiali rimasti nel cassetto dopo l'uscita di Saludos Amigos.

La voce fuoricampo di un anziano gaucho delle pampas racconta una sua storia di gioventù, portando in scena una versione infantile di sé stesso. Il “gauchito” in questione trova sulle montagne un incredibile esemplare di asinello alato, e decide di addestrarlo per vincere con l'inganno una competizione, durante una fiera di paese. Si tratta sicuramente di un episodio simpatico, dotato di una vena umoristica tendente al demenziale. Non manca però una componente tenera, data la forte amicizia che si svilupperà fra “Gauchito” e “Burrito”. Sebbene qua e là il narratore risulti un po' invasivo, è interessante il modo in cui a più riprese rompe la quarta parete, interagendo direttamente con il sé stesso bambino. Da notare inoltre che alcune animazioni presenti nella scena della fiera riproducono fedelmente le riprese live action già viste in Saludos Amigos, nelle sequenze argentine che precedevano El Gaucho Goofy.

Baìa

Concluso il filmino Aves Raras, il lungometraggio cambia decisamente struttura, e da questo momento in poi non abbandonerà più Paperino, rendendolo protagonista di tutte le successive sequenze, in una variopinta fantasia musicale. Il secondo regalo è un magico libro pop-up dal quale esce José Carioca, personaggio che, dopo il suo esordio in Saludos Amigos, aveva conosciuto una grandissima fortuna sia in America Latina sia negli USA, guadagnandosi seduta stante un ciclo di belle tavole domenicali per i quotidiani. In men che non si dica José invita Paperino a visitare Baìa, uno dei posti più incantevoli di tutto il Brasile, omesso però nella pellicola precedente. Sarà proprio il magico libro a costituire il portale che i due amici sfrutteranno per giungere nella bella città.

  • Bahia (Ary Barroso, 1938) - Come ogni brano del film che seguirà, Baìa non è altro che una cover di un'opera preesistente, Na Baixa do Sapateiro, scritto da Ary Barroso, compositore anche della straordinaria Aquarela do Brasil usata nel finale di Saludos Amigos. La canzone accompagna una poetica digressione, in cui un trasognato José descrive le bellezze del luogo, mentre sullo schermo scorrono pittoresche immagini della città al tramonto. A dispetto del suo ritmo lento si tratta di una sequenza davvero suggestiva.
  • Have You Been to Bahia? (Dorival Caymmi, 1941) - Si tratta di un breve stacchetto musicale a ritmo di samba, in cui vediamo José trasformarsi e moltiplicarsi per creare il clima surreale necessario a trascinare Paperino tra le pagine del libro pop-up.
  • Pandeiro & Flute (Benedito Lacerda) - Non è chiaro se questo allegro brano strumentale sia stato composto per il film o fosse preesistente. A bordo di uno stilizzato trenino fucsia Paperino e José arrivano a destinazione, malgrado i tentativi di sabotaggio attuati dal folle Aracuan, che ancora una volta gioca il ruolo di comico disturbatore. La sequenza è però una delle più interessanti, dato che vede l'apporto di Mary Blair. La pittrice aveva accompagnato Walt nel suo viaggio ed era rimasta affascinata dall'arte locale, adottando nel suo lavoro uno stile a tinte piatte e ricco di contrasti, con un intensivo uso del colore nero. Gli sfondi della sequenza la dicono lunga su quanto tali suggestioni si fossero ormai radicate nella sua arte.
  • Os Quindins de Yayá (Ary Barroso, 1941) - Il cuore dell'intera sequenza brasiliana è rappresentato da questo festoso numero musicale a scrittura mista, in cui Paperino e José si ritrovano a danzare per le strade di Bahìa, insieme ad Aurora Miranda. Sorella della celebre Carmen, la cantante interpreta qui il ruolo di Yayà, venditrice di dolcetti corteggiata dall'intero paese. Nell'ottica di avvicinare le due Americhe, si decide così di puntare moltissimo sulle bellezze locali, motivo per cui Paperino continuerà a rimanere vittima del fascino di tutte le successive ospiti in carne ed ossa. Siamo di fronte al più complesso impiego della scrittura mista, sin dai tempi delle Alice Comedies, e ad uno dei picchi qualitativi nella storia di questa tecnica. Alcuni momenti come il combattimento fra galli le cui ombre si trasformano in ballerini umani, oppure la città che prende vita, non possono certo lasciare indifferenti. La sequenza è trascinante, ben ritmata e molto divertente, decisamente una delle migliori di tutto il film. Va segnalato che è una delle poche canzoni ad essere lasciata in portoghese, senza alcun testo inglese da parte di Ray Gilbert, e che ad un certo punto viene brevemente interrotta da un uomo che canta una strofa di Pregões Cariocas (Braguinha, 1931).

La Pinata e Quel che Paperino vi Trovò

Dopo la parentesi brasiliana, I Tre Caballeros cambia nuovamente impostazione, trasformandosi in una celebrazione del Messico. Il paese non era stato omaggiato all'interno di Saludos Amigos, e recupera con gli interessi divenendo l'oggetto della seconda parte del film. All'apertura del terzo pacchetto si sprigiona infatti una fantasia musicale, analoga alla sequenza di Fantasia (1940) in cui facevamo conoscenza con “la colonna sonora”. Successivamente entra in scena Panchito Pistoles, rappresentante del Messico e “terzo caballero”. Si tratta di un turbolento galletto, orgoglioso della sua terra e pronto a celebrarla con canti, balli e colpi di pistola. Questo suo incontenibile entusiasmo nasceva dalla volontà di fare buona impressione con i messicani, contraddicendo lo stereotipo che li vede come persone pigre che pensano solo a fare la “siesta”.

Sebbene non venga mostrata immediatamente, il “vero” terzo regalo che Panchito ha in serbo per Paperino è una pinata, contenitore di sorprese e chiave d'accensione per il loro viaggio nelle zone più caratteristiche del Messico. Va detto che da questo punto in poi il film perde parecchio mordente, rivelandosi privo di una solida struttura in grado di incasellare i numeri musicali in modo funzionale. Questi infatti si susseguiranno senza soluzione di continuità, disorientando lo spettatore e confondendosi in una massa informe di musica e immagini. Nell'analisi che segue, verranno elencate le varie sequenze, musicali e non, nel tentativo di operare una netta distinzione fra i diversi numeri del programma.

  • The Three Caballeros (Manuel Esperon, 1941) - Questa straordinaria canzone accompagna la scena in cui il gruppetto composto da Paperino, José e Panchito si compatta, formando il terzetto del titolo. La canzone originariamente si intitolava Ay, Jalisco, No Te Rajes! e faceva parte della colonna sonora dell'omonimo film messicano del 1941. Il compositore venne coinvolto direttamente da Walt e il pezzo venne tradotto come gli altri da Gilbert, diventando uno dei momenti più felici di tutto il film, graziato da un'animazione davvero strepitosa.
  • Las Posadas - Questa brevissima sequenza di un minuto non è un numero musicale, ma un monologo di Panchito volto a illustrare la tradizione natalizia messicana conosciuta come Las Posadas, che vede un gruppo di bambini simulare il viaggio di Maria e Giuseppe alla ricerca di un ricovero. La scena non è animata, ma consiste in una carrellata di acquerelli di Mary Blair incentrati su un gruppo di bambini, anticipando ciò che vent'anni dopo la pittrice realizzerà per l'attrazione It's a Small World (1964).
  • Mexico (Charles Wolcott, 1945) - Questo romantico inno alla sua terra natìa viene cantato da Panchito mentre sullo schermo scorrono alcuni quadretti a tema realizzati dagli artisti dello studio. Si tratta dell'unica canzone non preesistente, ma scritta appositamente per il film. Il brano diventò una vera hit, rimanendo in cima alle classifiche dei pezzi più ascoltati di quegli anni. Venne riutilizzato nel corto Pluto's Blue Note (1947).
  • Jarabe Pateño (Jonás Yeverino Cárdenas, 1900) - Concluse le presentazioni, inizia il viaggio del terzetto a bordo di un magico serape, che li porterà a usare il libro come portale per visitare le località scelte da Panchito, di nuovo per mezzo della scrittura mista. La prima è Patzcuaro, in cui i tre si faranno coinvolgere in una famosa danza locale. È da qui in poi che il film inizierà a mostrare le sue falle strutturali.
  • Lilongo (Felipe “El Charro” Gil, 1938) - La seconda tappa è a Veracruz, dove si assiste a un secondo numero di danza, analogo a quello di Patzcuaro, e quindi inevitabilmente ridondante. Questa volta però il terzetto parteciperà attivamente alla festa, integrandosi con lo scenario, e Paperino si ritroverà ancora una volta a subire il fascino della ballerina di turno, Carmen Molina, esibendosi in una danza che metterà in luce i virtuosismi dell'animazione disneyana. Si tratta dunque di una sequenza assai migliore rispetto a Patzcuaro, rendendo di fatto “inutile” nell'economia del film il numero precedente.
  • Acapulco - La terza tappa del viaggo è la spiaggia di Acapulco, dove Paperino diventerà protagonista di un buffo sketch in cui lo vediamo rincorrere le bagnanti. Non si tratta di una sequenza musicale, ma di un semplice siparietto umoristico, che sarebbe tuttavia rimasto scolpito nella memoria collettiva.
  • You Belong to My Heart (Agustín Lara, 1941) - L'ultima tappa di questa rassegna è Città del Messico, dove Paperino si prenderà la sua ennesima cotta, questa volta per la cantante Dora Luz, chiamata qui a reinterpretare un brano di Augustìn Lara, Solamente una Vez. Senza mezzi termini si tratta del momento più alto dell'intera parentesi messicana, affascinante e ancora molto fresco. Anche questo brano sarebbe stato riutilizzato all'interno dello short Pluto's Blue Note.
  • Donald's Surreal Reverie - Da qui in poi il film degenera fortemente, e viene meno ogni struttura. Le sequenze sfociano le une nelle altre in un gigantesco pastiche senza né capo né coda. La scena in questione vede Paperino farsi inebriare dall'amore per Dora Luz, tanto da cadere in una sorta di follia onirica nella quale le note di You Belong to My Heart si mescolano con quelle di The Three Caballeros, con José e Panchito che agiscono da disturbatori.
  • La Zandunga (Tradizionale) - L'ubriachezza di Paperino inizia a diradarsi con il penultimo numero musicale della scaletta, il tradizionale La Zandunga, ballato ancora una volta da Carmen Molina. Paperino danza tra i fiori, in una sequenza rilassante ma fondamentalmente poco necessaria nel quadro generale.
  • Jesuita en Chihuahua (Quirino Mendoza Y Cortés, 1916) - C'è tempo per un'ultima danza, la famosa Cactus Polka, inno della Rivoluzione Messicana, che Paperino danza ancora insieme alla Molina, mentre tra loro due si intromette un esercito di cactus dotati di vita propria. È visivamente una sequenza maestosa, ma arriva un po' troppo tardi e soprattutto dopo che lo spettatore ha dovuto assistere a un gran numero di numeri musicali analoghi, per cui ne esce peggio di quanto meriti.

Il film si interrompe piuttosto bruscamente, con una brevissima sequenza in cui Paperino, José e Panchito giocano a fare la corrida, innescando un eccitante climax, che tuttavia appare fin troppo improvvisato per essere assimilato a dovere. I Tre Caballeros tradisce quindi una certa difficoltà da parte dello staff nel riuscire a dare una forma convincente a un progetto tanto insolito, i cui eccessi finiscono per saturare lo spettatore, impedendogli di apprezzarne appieno le qualità.

Don Rosa Rompe il Voto

I Tre Caballeros uscì nelle sale americane nel 1945, ma venne mostrato in anteprima a Città del Messico l'anno precedente. Walt si aspettava ottimi incassi, così com'era stato per Saludos Amigos, ma il film venne recepito freddamente in USA e in generale si rivelò una delusione al botteghino. Un terzo film latinoamericano, Cuban Carnival, avrebbe dovuto aggiungere al terzetto il galletto Pancho, ma venne immediatamente accantonato. Sebbene il programma diplomatico disneyano avesse trovato qui la sua fine, i personaggi nati in questi film sarebbero apparsi anche successivamente. L'uccello Aracuan tornò in scena nello short Clown of the Jungle (1948), e insieme a José e Paperino partecipò alla sequenza Blame it on the Samba de Lo Scrigno delle Sette Perle (1948), sorta di ideale appendice per il progetto. Il folle pennuto conobbe inoltre alcuni impieghi secondari sia nell'animazione della Disney Television, sia nei fumetti prodotti in Brasile, dove venne inserito nella compagnia di adolescenti di Paperetta Yé Yé.

Panchito non tornò più a sparare sul grande schermo, ma si dovette accontentare di alcune apparizioni nelle più recenti serie televisive. Particolarmente interessante fu la sua carriera nei fumetti: poco prima dell'uscita del film venne presentato al pubblico tra le pagine del comic book Walt Disney's Comics and Stories con una breve storiella di dieci pagine, in cui lo vedevamo intento a corteggiare Chiquita (Clara Cluck). Inoltre, il ciclo di tavole domenicali con protagonista José venne istantaneamente rimpiazzato da quello intitolato a Panchito, in cui il galletto vestiva i panni del romantico caballero solitario, su testi di Bill Walsh e disegni di Paul Murry. La carta stampata offrì poi al terzetto svariate occasioni per ricompattarsi. Celebre fu il coevo adattamento del film ad opera di Walt Kelly, o il cameo dei tre nel capolavoro di Guido Martina e Angelo Bioletto L'Inferno di Topolino (1949). Vale la pena inoltre citare il loro ritorno in scena tutto nostrano ne I Tre Caballeros e la Guerra dei Juke-Box (1963), firmata dai Fratelli Barosso e Giovan Battista Carpi. Infine, non si può fare a meno di ricordare il fondamentale apporto di Don Rosa, che rese protagonisti questi personaggi di due storie molto complesse, The Three Caballeros Ride Again (2000) e The Magnificent Seven (Minus 4) Caballeros (2005), rompendo così il suo “voto” di lavorare solo su creazioni di Carl Barks.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Three Caballeros
  • Anno: 1945
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Norman Ferguson, Clyde Geronimi, Jack Kinney, Bill Roberts, Harold Young
  • Storia: , , , , , , , , ,
  • Cast: Almirante, Joaquin Garay, Frank Graham, Sterling Holloway, Dora Luz, Aurora Miranda, Carmen Molina, Clarence Nash, José Oliveira, Fred Shields
  • Musica: Ray Gilbert, Edward H. Plumb, Paul J. Smith, Charles Wolcott
  • Animazione: Bob Carlson, Les Clark, Ollie Johnston, Bill Justice, Milt Kahl, Ward Kimball, Hal King, Eric Larson, John Lounsbery, Fred Moore, Milt Neil, Don Patterson, John Sibley, Frank Thomas, Harvey Toombs, Marvin Woodward

Credits

Nome Ruolo
Edwin Aardal Effetti d'Animazione
Almirante Cast
Ken Anderson Supervisione Artistica
Mary Blair Supervisione Artistica
James Bodero Storia
Homer Brightman Storia
Bob Carlson Animazione
Les Clark Animazione
Claude Coats Fondali
Del Connell Storia
Robert Cormack Supervisione Artistica
William Cottrell Storia
Don Da Gradi Layout
Al Dempster Fondali
Walt Disney Produttore
Norman Ferguson Direzione di Produzione; Regista
Joaquin Garay Cast (Panchito)
Clyde Geronimi Regista
Ray Gilbert Canzoni
Yale Gracey Layout
Frank Graham Cast (Narrator)
John Hench Layout
Hugh Hennesy Layout
Sterling Holloway Cast (Prof. Holloway)
Ray Huffine Fondali
Richard Irvine Supervisione Artistica
Ub Iwerks Effetti Speciali
Ollie Johnston Animazione
Bill Justice Animazione
Milt Kahl Animazione
Ward Kimball Animazione
Hal King Animazione
Jack Kinney Regista
Eric Larson Animazione
John Lounsbery Animazione
Dora Luz Cast (Mexico Girl)
Joshua Meador Effetti d'Animazione
Aurora Miranda Cast (The Brazilian Girl)
Carmen Molina Cast (Mexico Girl)
Fred Moore Animazione
Clarence Nash Cast (Donald Duck)
Milt Neil Animazione
José Oliveira Cast (José Carioca)
Don Patterson Animazione
Bill Peet Storia
Charles Philippi Layout
Edward H. Plumb Musica
Elmer Plummer Storia
Ray Rennahan Fotografia
Art Riley Fondali
Bill Roberts Regista
George Rowley Effetti d'Animazione
Herbert Ryman Layout
Ted Sears Storia
Fred Shields Cast (Narrator)
John Sibley Animazione
Paul J. Smith Musica
McLaren Stewart Layout
Ernest Terrazas Storia
Frank Thomas Animazione
Harvey Toombs Animazione
Roy Williams Storia
Charles Wolcott Musica
Marvin Woodward Animazione
Ralph Wright Storia
Harold Young Regista