Victory Through Air Power

La Teoria di Seversky

Dopo l'attacco giapponese alla base navale di Pearl Harbor, avvenuto il 7 dicembre 1941, gli Stati Uniti entrarono istantaneamente in guerra. Gli studi Disney furono letteralmente requisiti dal governo e trasformati in uno strumento di propaganda: vennero così prodotti molti filmati d'addestramento, pubblicità progresso, e animazioni sponsorizzate atte a promuovere l'acquisto di buoni di guerra e a non sprecare preziose materie prime. La propaganda bellica non si limitò a monopolizzare questo particolare ambito produttivo, ma filtrò anche all'interno della cosiddetta animazione d'intrattenimento: nei tradizionali cortometraggi disneyani troviamo infatti moltissimo materiale a tema, basti pensare al ciclo di Paperino soldato, al divertentissimo Der Fuehrer's Face o al drammatico Education for Death. Fra queste produzioni “spontanee” troviamo anche Victory Through Air Power, un lungometraggio documentaristico che rappresenta un unicum nella filmografia disneyana. Si tratta di un film in cui animazione e live action convivono, e dunque viene comunemente annoverato come seconda pellicola a scrittura mista, dopo The Reluctant Dragon (1941).

Il lungometraggio è un adattamento dell'omonimo libro uscito nel 1942 e scritto da Alexander P. de Seversky, ufficiale russo naturalizzato statunitense. Walt Disney rimase a dir poco folgorato dal volume, in cui si teorizzava che l'unico modo possibile di vincere la guerra in corso sarebbe stato ricorrere a una forte aviazione strategica, costituita da bombardieri a lungo raggio. All'epoca la guerra era ancora ben lungi dall'essere vinta, e Walt ritenne di importanza fondamentale produrre un film che potesse illustrare queste teorie nel miglior modo possibile. La scelta suscitò chiaramente molte perplessità intorno a lui, tuttavia a Disney ciò non importava: questa volta l'obiettivo principale non era l'impatto sul pubblico o il risultato al box-office, bensì permettere che tali idee potessero circolare e raggiungere le persone giuste. Il tradizionale distributore dello studio, la RKO, non intendeva occuparsi di un film dalle potenzialità commerciali tanto ridotte, e così Walt ricorse alla United Artists per portare la pellicola sul grande schermo. Come presentatore delle sequenze in live action venne chiamato lo stesso Seversky, che avrebbe potuto finalmente spiegare la sua teoria da un “pulpito” d'eccezione: il cinema Disney.

La Storia dell'Aviazione

Il film si apre con una dedica al generale Billy Mitchell, scomparso sette anni prima. L'ufficiale era stato uno dei più tenaci propugnatori della costituzione di una forza aerea da guerra indipendente, ma la sua figura era stata ingiustamente infangata e le sue idee irrise. Seversky, che l'aveva conosciuto bene, era invece del tutto in sintonia con tali teorie, e tramite il suo libro aveva tentato nuovamente di sdoganarle, riscattando la memoria di Mitchell. La prima sequenza del lungometraggio è un'accurata retrospettiva sulla storia dell'aviazione, interamente animata. Sembra fosse in lavorazione da tempo, ben prima di essere integrata all'interno di Victory Through Air Power, e questo probabilmente spiega la presenza di alcune concessioni alla commedia. Si comincia chiaramente con gli esperimenti dei fratelli Orville e Wilbur Wright, condotti nell'indifferenza generale. È proprio a loro due che si deve la fornitura all'esercito del primo aereo nato per scopi militari, facendo nascere di fatto l'aviazione come oggi la conosciamo. Si prosegue parlando degli idrovolanti ed elencando le prime trasvolate continentali e non, e ci si sofferma su Calbraith Perry Rodgers, che riuscì ad attraversare gli Stati Uniti, pur con molte soste e incidenti lungo il percorso.

La parte più divertente è sicuramente quella che descrive il raffreddarsi dei rapporti tra Francia e Germania durante la Prima Guerra Mondiale, mostrandoci due aviatori, incaricati di fare voli d'osservazione, che iniziano a darsi battaglia passando dai dispetti più infantili... all'invenzione della mitragliatrice. Il punto di tutta la questione è che tale conflitto venne notevolmente sveltito proprio grazie allo sviluppo di un'aviazione militare. Tuttavia la guerra finì prima che ci si rendesse pienamente conto della portata di tale invenzione, non aiutando a cancellare del tutto la diffidenza per questo nuovo mezzo. Successivamente si parla delle imprese aviatorie più recenti, tra cui viene chiaramente annoverata la prima trasvolata oceanica, compiuta da Charles Lindbergh. Infine, si parla del conflitto in corso e di come i primi storici traguardi dell'uomo in questo campo ci appaiano poca cosa oramai, dati i progressi compiuti. Durante l'intera dissertazione i tecnicismi non mancano, e siamo sicuramente lontani anni luce dalle analoghe retrospettive firmate da Ward Kimball per la serie Tomorrowland. Eppure, questo primo segmento sulla storia dell'aviazione è di sicuro la porzione di film maggiormente fruibile per lo spettatore comune, e non stupisce che negli anni successivi sia stata l'unica ad essere estrapolata e mostrata in televisione.

Cronaca di Guerra

Conclusa la retrospettiva storica, il film entra nella sua parte centrale. Viene presentato Severksy, ripercorrendone la biografia per sommi capi, sottolineando i suoi meriti militari e alcuni aneddoti della sua vita, tra cui la perdita di una gamba e la grande amicizia con il suo mentore Billy Mitchell. Successivamente è lui a prendere la parola, rimproverando il grave errore commesso nel prendere sottogamba le parole del povero Mitchell. L'ufficiale spiega che, se si vuole vincere la guerra, non è il caso di sprecare risorse investendo su tattiche militari obsolete, ma di concentrare tutto sull'aviazione. Seversky fa dunque un excursus di una decina di minuti in cui ripercorre per sommi capi i momenti chiave di questo secondo conflitto mondiale. Ci si avvale nuovamente dell'animazione disneyana, che qui acquisisce un taglio drammatico e decisamente più realistico, mostrando aerei, navi e paesaggi sconvolti dalle esplosioni.

All'inizio Seversky illustra l'errore in cui gli stati europei sono incappati, affidandosi a quelle che credevano essere tattiche vincenti. La Francia infatti, dati gli ottimi risultati conseguiti durante la Prima Guerra Mondiale grazie alle trincee, aveva puntato ogni risorsa sulla “Linea Maginot”, venendo facilmente espugnata dagli aerei di Hitler. L'Inghilterra invece aveva riposto fiducia sulla propria forza navale, anch'essa del tutto inefficace contro il nemico, ma era comunque riuscita a tenergli testa dopo aver ripiegato sulla Royal Air Force, di qualità superiore a quella tedesca. Seversky passa poi a illustrare la contromossa avversaria che, nel tentativo di tagliare i rifornimenti all'Inghilterra, spostò le sue attenzioni sul Mar Mediterraneo, conquistando Creta. Infine, si arriva al tristemente famoso attacco di Pearl Harbor, in cui i Giapponesi, senza alcuna dichiarazione di guerra, assaltarono la base navale hawaiiana, riproducendo fedelmente le strategie militari di Hitler e fornendo all'America un buon motivo per entrare in guerra.

Strategie a Lungo Raggio

Esaurito ogni preambolo, si arriva al punto di tutta la questione: le tattiche militari teorizzate da Seversky. L'ultima mezz'ora del film fa infatti uso di schemi, frecce e diagrammi, e talvolta anche di ottima animazione, per illustrare al meglio le sue parole. Il senso del discorso sta nel fatto che, sebbene gli Stati Uniti costituiscano una macchina da guerra formidabile, pagano lo scotto di essere lontani dal teatro degli avvenimenti. Lungo il tragitto verso il fronte, buona parte dei rifornimenti bellici vengono irrimediabilmente perduti a causa dei sottomarini nemici, in grado di affondare le navi trasportatrici. La Germania invece, essendo il centro nevralgico del conflitto, paradossalmente ne trae vantaggio, perché funziona come una ruota compatta in grado di rifornirsi (e autoripararsi) facilmente. Solo con l'aviazione è possibile aggirare la linea del fronte, bombardando direttamente il fulcro della ruota. Il punto di forza del Giappone è invece la sua vastissima zona d'influenza, che rende molto difficile riuscire ad avvicinarcisi, fondando delle basi militari nelle zone circostanti.

L'unico modo per aggirare il problema è investire sulla costruzione di bombardieri a lungo raggio, capaci quindi di operare dalle basi più distanti, come quella in Alaska, già in mano agli USA. Viene a questo punto fatta una disamina di questa avanzatissima tipologia di aereo da guerra, mostrando come sia dotato di mitragliatrici in grado di sparare in ogni direzione, senza dover perdere tempo a mettersi nella corretta posizione. Inoltre, il bombardiere a lungo raggio è in grado di trasportare bombe sofisticatissime, dotate di razzi che si accendono prima della detonazione e persino in grado di esplodere provocando terremoti. Concentrare i propri sforzi sulla costruzione di aerei del genere non solo è l'unico modo per vincere il conflitto, ma è un qualcosa che i nemici non possono permettersi di fare, dovendo destinare buona parte delle loro risorse al controllo dei paesi soggiogati. È inutile dire che tutta quest'ultima parte risulta a dir poco infruibile per uno spettatore moderno, il quale difficilmente manterrà alta l'attenzione durante l'intera dissertazione militare di Seversky.

L'Aquila e la Piovra

Diversamente da molte altre pellicole divulgative prodotte in seguito da Disney, Victory Through Air Power si dimostra quindi assolutamente di nicchia e del tutto focalizzato sul proprio messaggio, senza nemmeno divagazioni umoristiche che possano alleggerire l'esperienza. La breve sequenza animata che chiude il lungometraggio è però qualcosa di stupefacente, e riscatta non poco l'esperienza. Concluso il discorso di Seversky, si immagina di metterne in pratica le parole, mostrandoci un ipotetico attacco aereo al Giappone, partito proprio da una base in Alaska. Giunti allo scontro, l'aviazione americana viene trasfigurata in un'aquila, mentre la flotta giapponese diventa un'enorme piovra che, con i suoi tentacoli, stritola le isolette vicine. Il combattimento fra i due animali dura pochissimo ma tocca vertici di epicità mai raggiunti prima in una produzione disneyana: il montaggio è frenetico, l'uso della luce e del colore formidabile, e la potenza evocativa di queste immagini non può non rimanere stampata nella memoria di chiunque ami l'animazione. L'autore di questo sbalorditivo finale è Bill Tytla, uno dei più grandi artisti di sempre, già animatore del demone Chernabog in Fantasia (1940).

Come previsto, Victory Through Air Power fu un flop al botteghino, ma Walt dopotutto non si aspettava niente di diverso. Secondo un'altra scala di valutazione, il film fu invece il più grande successo nella storia dello studio. Winston Churchill infatti lo vide e ne rimase folgorato, tanto che alla Conferenza di Québec insistette perché lo vedesse anche Franklin Delano Roosevelt. Il presidente ne richiese a Walt una copia e, una volta vista la pellicola, si convinse che Seversky aveva ragione, e decise di investire sui bombardieri a lungo raggio. Walt Disney era riuscito dunque a svolgere un ruolo attivo, e per certi versi risolutivo, all'interno del conflitto. Il film rappresentò inoltre per lo studio il primo tentativo di produrre animazione di stampo divulgativo, genere che avrebbe predominato nel decennio successivo. Opere straordinarie come Donald in Mathmagic Land (1959), il ciclo di Tomorrowland o le miniserie intitolate al Grillo Parlante, si rivelarono esperimenti assai più riusciti del documentario bellico di tanto tempo prima, riuscendo ad insegnare e divertire al tempo stesso, e risultando ancor oggi fresche e universali.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Victory Through Air Power
  • Anno: 1943
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: H.C. Potter
  • Storia: , , , , ,
  • Musica: Edward Plumb, Paul J. Smith, Oliver Wallace
  • Supervisione dell'Animazione: David Hand

Credits

Nome Ruolo
Ed Aardal Animazione
James Algar Regista sequenze
Dick Anthony Fondali
Bob Blanchard Fondali
Nino Carbe Fondali
Claude Coats Fondali
Tom Codrick Direzione Artistica
William Cottrell Storia
Don Da Gradi Direzione Artistica
Al Dempster Fondali
Walt Disney Produttore
Hugh Fraser Animazione
Clyde Geronimi Regista sequenze
Don Griffith Direzione Artistica
David Hand Animatore principale
T. Hee Storia
Bill Herwig Direzione Artistica
Ray Huffine Fondali
Richard Irvine Direzione Artistica
Oliver M. Johnston Jr. Animazione
Bill Justice Animazione
Natalie Kalmus Colore / Styling
Karl Karpe Direzione Artistica
Dan Keefe Direzione di Produzione
Ward Kimball Animazione
Jack Kinney Regista sequenze
John Lounsbery Animazione
John McManus Animazione
Josh Meador Animazione
Perce Pearce Storia
Erdman Penner Storia
Charles Philippi Direzione Artistica
Edward Plumb Musica
Elmer Plummer Direzione Artistica
H.C. Potter Regista (Scenes with Mayor Seversky)
Ray Rennahan Fotografia
José Rodriguez Storia
George Rowley Animazione
Herbert Ryman Direzione Artistica
John Sibley Animazione
Paul J. Smith Musica
Joe Stahley Fondali
George Stallings Storia
Harvey Toombs Animazione
Bill Tytla Animazione
Oliver Wallace Musica
Marvin Woodward Animazione