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[WDAS # 1] Biancaneve e i Sette Nani

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS # 1] Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Valerio » lunedì 30 gennaio 2006, 02:57

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Non ci si può accingere a commentare Biancaneve e i Sette Nani senza una massiccia dose di ansia da prestazione. Il primo lungometraggio di animazione della storia è infatti l'Apice del processo evolutivo compiuto da Walt nel decennio che già aveva visto, sempre per opera sua, il vittorioso ingresso del sonoro e del colore.
La Follia di Walt, come veniva all'epoca chiamato il progetto Biancaneve, era forse la scommessa più rischiosa che gli studios avevano fatto: se Biancaneve avesse fatto flop non sarebbero più esistiti gli studi Disney. Non appariva minimamente pensabile, e ancor meno credibile, che uno spettatore potesse resistere seduto più di un'ora a guardare dei disegni animati. Oltre ad essere ritenuto esteticamente stressante, nessuno poteva concepire una simile durata per uno spettacolo esclusivamente umoristico. La geniale intuizione di Walt stette nel mettere in discussione il principio per cui cartone = umorismo , decidendo di conferire al suo film una massiccia dose di drammaticità. Sbalorditivo il modo in cui la recitazione di Biancaneve e i Sette Nani sia stata nobilitata e resa credibile da quest'espediente, riuscendo a eludere il rischio-ridondanza che tanto avrebbe nocciuto all'illusione scenica.
C'è però da dire che, sebbene si noti un grandissimo lavoro compiuto per rendere sufficientemente realistiche le figure della protagonista e del Principe, i personaggi migliori del film rimangono i nani, figure umoristiche e caricaturali, autentica manna per gli animatori di allora, specializzati proprio in questo. E' proprio durante una delle loro scene che paradossalmente il realismo raggiunge il suo massimo: quando ci viene mostrato Brontolo, il personaggio con più spessore, fissare il letto di morte di Biancaneve con un'espressione distrutta.
L'elevato numero di canzoni presenti in Biancaneve e i Sette Nani suggerisce l'enorme importanza data da Walt alla musica. Le scene cantate oliano alla perfezione gli ingranaggi della storia aiutando a farla procedere, e allo stesso tempo giustificando una maggior libertà espressiva nelle scene più movimentate. Walt se ne avvale intelligentemente creando una serie di espedienti volti a mimetizzare questi momenti senza far sentire troppo allo spettatore lo stacco tra cantato e parlato. Ecco quindi Bluddle-Uddle-Um-Dum, scenetta comica del lavaggio dei nani, venire introdotta gradualmente da una serie di battute ritmate, e la telecamera allontanarsi di frequente da Biancaneve per non inquadrarla troppo spesso nel poco naturale atto di cantare. L'espediente funziona in With a Smile and a Song, Whistle While You Work e soprattutto nella canzone principale del film Some Day My Prince Will Come, creando quindi i primissimi casi di cantato fuoricampo della storia dell'animazione, tecnica che sarebbe stata usata massicciamente negli ultimi film degli studios come Tarzan e Lilo & Stitch. Il terzo espediente usato per contrabbandare una canzone è quello che la "giustifica" all'interno della storia, sfruttando un momento in cui è legittimo pensare che un personaggio stia cantando: è il caso di The Silly Song, spettacolino che i nani improvvisano per Biancaneve. Il duetto tra Biancaneve e il Principe, I'm Wishing/One Song, e la simpatica Dig-Dig/Heigh-Ho, che sarebbe diventata il brano più celebre del film, infine mostrano come si possano creare sequenze musicali "doppie" accostando due brani distinti ma presentati senza soluzione di continuità, così da ridurre al minimo il problema dell'inserimento di troppe canzoni, che vengono in questo modo recepite come un blocco unico dalla mente dello spettatore. Ci sarebbero state anche You're Never too Old to be Young, una variante della tirolese dei nani, e Music in Your Soup, già animata ma tagliata perchè superflua alla storia. Biancaneve e i Sette Nani è infatti valorizzato da un montaggio eccellente che fa risaltare la concisione della sceneggiatura. La pignoleria di Walt ebbe di che scatenarsi tagliando ogni sequenza, anche brevissima, che secondo lui potesse rallentare la narrazione e incrinare l'illusione.
Venne ricompensato. Non solo Biancaneve salvò gli studios dalla bancarotta coprendo totalmente le sue spese ma ebbe un successo senza precedenti e impresse una svolta alla storia dell'animazione condannando il cortometraggio a un lento ma inesorabile declino. Walt non sarebbe più riuscito a ripetere un simile colpaccio fino a Cenerentola, che sarebbe uscita solo tredici anni dopo, collezionando nel frattempo tiepidi successi quando non pesanti flop. Questi personaggi-simbolo sarebbero poi stati riutilizzati nei fumetti da artisti italiani del calibro di Federico Pedrocchi, Guido Martina e Romano Scarpa, che con personaggi come il Mago Basilisco e Re Arbor avrebbero contribuito non poco alla crescita di questa dimensione fantasy. Nell'animazione non avrebbero però più fatto capolino, se si escludono spot e special televisivi, a causa della mancata partecipazione di Cucciolo a Fantasia e della petizione che negli USA ha bloccato la produzione del relativo cheapquel.
E' un peccato che di recente lo stereotipo che fa coincidere animazione e umorismo sia stato bellamente riportato a galla dai film della corrente dreamworksiana come Madagascar e Shark Tale, e seguito paradossalmente dalla stessa Disney con The Wild, annullando allegramente tutto ciò per cui Walt aveva lottato in quel lontano 1937.
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Messaggioda Valerio » lunedì 30 gennaio 2006, 05:08

Pensavo che non sarebbe mai accaduto ma il momento tanto atteso è giunto, e finalmente sono arrivato all'origine. Il progetto può quindi dirsi concluso positivamente.
Ringrazio tutti coloro che l'hanno incoraggiato, quelli che hanno risposto a questi miei thread con apprezzamenti, precisazioni e obiezioni o molto semplicemente chiunque si sia preso la briga di leggerli.
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Pacuvio » lunedì 30 gennaio 2006, 11:58

Grrodon ha scritto:La Follia di Walt, come veniva all'epoca chiamato il progetto Biancaneve, era forse la scommessa più rischiosa che gli studios avevano fatto: se Biancaneve avesse fatto flop non sarebbero più esistiti gli studi Disney. Non appariva minimamente pensabile, e ancor meno credibile, che uno spettatore potesse resistere seduto più di un'ora a guardare dei disegni animati. Oltre ad essere ritenuto esteticamente stressante, nessuno poteva concepire una simile durata per uno spettacolo esclusivamente umoristico.


A questo proposito vorrei aggiungere qualche cosetta: dato il pessimismo generale che c'era in giro, prima di finire il film Walt lascio' la societa' di distribuzione "United Artist" per passare alla "RKO". Costo previsto cinquecentomila dollari, costo definitivo quasi due milioni...
Il coraggio di Disney pero' viene premiato, visto che alla prima incasso' ben otto milioni di dollari! "Una somma fenomenale" scrisse Bob Thomas nella sua biografia di Walt, "se si considera che in media un biglietto di cinema costava, negli USA del 1938, ventitre' "cents", e una grossa percentuale degli spettatori era composta di bambini che ne pagavano dieci..."

Infine, e' importante ricordare che nel 1939 il film ottenne anche un Oscar speciale che consisteva in una statuetta normale circondata da sette Oscar nani... :)

Mi unisco anch'io ai complimenti per l'ottimo lavoro svolto, complimenti Grrodon! :wink:
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda DeborohWalker » lunedì 30 gennaio 2006, 15:55

Grrodon ha scritto:[...nessuno poteva concepire una simile durata per uno spettacolo esclusivamente umoristico...


Peccato che ora molti film d'animazione lo siano, e questi film sono pure quelli che riscuotono più successo...
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Curiosità sul film

Messaggioda hector » sabato 04 febbraio 2006, 01:39

Come promesso a Grrodon ecco le note al film che ho raccolto quasi un anno fa:
[1] I titoli di testa segnarono un primato nel 1937 essendo i più lunghi mai realizzati per un film, anche se non tutti gli addetti ai lavori trovarono posto nel lungo elenco. I titoli di testa e di coda originale contenevano il marchio RKO, che distribuì il film nel 1937 enelle successive riedizioni del 1944 e del 1952. Tali titoli vennero sostituiti nel 1958, usando una grafica simile, poiché dopo il 1953, anno di fondazione della Buena Vista, Disney cominciò a distribuire lui stesso i propri film.
[2]Il libro che si apre per introdurre lo spettatore alla storia è un elemento ricorrente di molte trasposizioni realizzate da Disney e verrà ripreso, oltre che in fiabe classiche quali Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, anche ne Le avventure di Ichabod e Mr.Toad, Il principe e il povero e La spada nella roccia.
Nel film Biancaneve viene presentata come orfana. In diversi libri pubblicati fin dal 1937, invece, viene descritta la madre di Biancaneve intenta a ricamare vicino alla finestra, durante una nevicata. Ad un tratto si punge il dito e lascia cadere una goccia di sangue sulla neve che assume un colore roseo. Ispirata da tale colore la regina desidera un figlia con la pelle candida come la neve e decide di chiamarla Biancaneve. Poco dopo la regina avrà una figlia, lasciandola però orfana.
[3] L’effetto speciale dello specchio magico è stato ottenuto usato un vetro ondulato che deforma il viso del mago dello specchio. Woolie Reitherman impiegò molto tempo per animare il viso nello specchiò e per ottenere una perfetta simmetria ne animò una metà e poi ricalcò l’altra metà ricalcandola da retro del foglio da disegno. Rimase un po’ scosso quando nel film vide che tale simmetria è distrutta a causa della distorsione prodotta dal vetro ondulato.
Il personaggio dello specchio verrà riutilizzato negli anni a venire, sostituendo però il viso animato con il viso di un attore, Hans Conried, in special televisivi quali One Hour in Wonderland (1950), Our Unsung Villains (1956), All About Magic (1957), Magic and Music (1958).
Il commento musicale di questa scena, così come quelle della trasformazione e della fuga della strega, fu affidato a Leigh Harline che si dimostrò abilissimo nell’arte dell’orchestrazione. E’ molto suggestivo l’effetto prodotto dagli archi assieme al vibrafono: contribuisce a descrivere la dimensione parallela e irreale dalla quale provengono le parole del mago dello specchio.
[4]La canzone “I’m wishing”, sulla partitura originale ha una strofa non presente nel film dove è usato solo il ritornello. Il personaggio di Biancaneve creò molti problemi agli animatori che volevano ottenere una animazione fluida e realistica. Diversi cortometraggi vennero realizzati per provare l’animazione di figure e di visi femminili: The goddess of Spring (1934)(Persefone), Cookie Carnival (1935) (la ragazza Pandizucchero), Broken Toys (1936) (la bambolina cieca). Si può notare inoltre la somiglianza tra una delle prime versioni di Biancaneve e la Cappuccetto Rosso di The Big Bad Wolf (1934).
[5]Anche la canzone “One Song”, aveva una strofa non usata nel film. La figura del principe sarebbe dovuta essere più presente e partecipe, ma le difficoltà incontrate nell’animarlo portarono alla progressiva riduzione delle scene in cui era coinvolto. L’incontro tra Biancaneve e il principe sarebbe dovuto essere più spiritoso e movimentato. Se ne trova testimonianza nella sequenza in formato storyboard inserito nel dvd e nella trasposizione a fumetti pubblicata nel 1937 quasi in concomitanza con l’uscita del film. Le vignette di tale versione possono essere trovate o nella galleria dedicata al Merchandise nel DVD, o nel volume Le grandi favole a fumetti edito da Mondadori nel 1987, oltre che in alcune ristampe di cui una uscita allegata con Il Messaggero alla fine degli anni 80 e l’altra edita da Mondadori sempre negli anni 80.
[6]Sempre facendo riferimento alla trasposizione a fumetti, che di certo risentì delle decisioni che venivano presene nel reparto animazione, la regina prima di dare al cacciatore l’ordine di uccidere Biancaneve, fa catturare il principe e lo fa rinchiudere nelle prigioni del castello.
Il cacciatore nei fumetti si chiama Humbert.
[7]Nella colonna sonora relativa a questa sequenza, composta da Paul Smith, il rullo dei timpani contribuisce a creare tensione e il suono dei corni in sordina descrive l’avvicinamento silenzioso ma minaccioso del cacciatore.
La scena della fuga nella foresta sarebbe dovuta essere più lunga. Addirittura, in un primo momento si pensò di far compiere a Biancaneve un viaggio attraverso luoghi incantati quali la palude dei mostri, la terra all’incontrario, la valle del sonno (presa in prestito dal romanzo Il mago di Oz).
[8]La canzone “With a smile and a song” è accorciata nel film rispetto alla versione pubblicata su spartiti. L’effetto dei riflessi nell’acqua è ottenuto attraverso l’uso di un vetro ondulato, stesso espediente che si vedrà usato in Bambi (1942). Questo effetto speciale così come anche l’uso della camera a piani multipli venne sperimentato nel cortometraggio The old mill(1937).
[9]Responsabile dei numerosi dettagli presenti nella casetta dei nani è l’artista europeo Albert Hurter. Questi, giunto allo studio nel 1932, si specializzò nella antropomorfizzazione di oggetti inanimati. Spesso le iperboli umoristiche dei suoi schizzi hanno ispirato gli artisti e gli animatori.
[10]La canzone “Whistle while you work” è accorciata rispetto alla partitura. La sequenza degli animali che aiutano Biancaneve è stata distribuita come filmato educativo nel 1978, in pellicola 16mm, col titolo Snowwhite: A Lesson In Cooperation.
[11]Dopo la distribuzione del film a Disney vennero richiesti più film con i sette nani, così come tempo addietro erano stati chiesti più film con i tre porcellini a causa della grande popolarità del cortometraggio Three Little Pigs (1933). Il successo di tali personaggi fu determinato dalla loro caratterizzazione psicologica: essi nelle fiabe originali erano davvero poco differenziati, mentre Disney riuscì a migliorarli dotandoli di una personalità ben precisa. Disney non amava ripetersi, e se effettivamente vennero prodotti tre nuovi cortometraggi con i tre porcellini, che non bissarono il successo del primo, questo non accadde per i sette nani, i quali furono riutilizzati solo in alcuni filmati a basso costo a scopo pubblicitario o propagandistico. Alcune parti della sequenza della miniera sono state riciclate nel cortometraggio bellico Seven Wise Dwarfs(1941), così come alcune animazioni della marcia sono state usate, su fondali differenti, nel cortometraggio bellico All togheter(1942). Un altro cortometraggio sponsorizzato con protagonisti i sette nani, che spiegano come difendersi dalla minaccia della malaria, venne distribuito qualche anno dopo: The Winged Scourge.
Tra tutti i nani quello che ebbe più successo fu Cucciolo: la sua caratterizzazione era stata approfondita e studiata a tal punto che tutti i tentativi di trovare una voce che si adattasse al personaggio fallirono, poiché l’attore di turno finiva sempre per distruggere, con la propria interpretazione, tale caratterizzazione. Si decise alla fine di non farlo parlare e di accentuarne l’aspetto pantomimico. Per questa ragione probabilmente, in un primo momento, prima che la scelta definitiva cadesse su Topolino, si pensò a Cucciolo come protagonista della sequenza L’Apprendista Stregone(1940), dove, non essendoci dialogo, ma solo musica, era importante avere un personaggio che riuscisse ad esprimersi al massimo solo attraverso la gestualità e la mimica.
[14]La scena in cui i nani discutono per decidere se ospitare Biancaneve oppure no era un po’ più lunga e conteneva una obiezione di Brontolo, che contribuiva ad approfondirne l’aspetto psicologico, peraltro già abbastanza analizzato nel resto del film.La scena fu animata a matita ma poi eliminata ed è presente nel DVD.
[15]Subito dopo la scena dei nani che si lavano ci sarebbe dovuta essere la famosa sequenza della zuppa, con la canzone “Music in your soup”. Tale sequenza venne completamente animata a matita da Ward Kimball, ma poi scartata. Nel programma televisivo del 1958, The Plausibile Impossibile, Disney presentò per la prima volta al pubblico tale versione incompleta della sequenza. La scena si conclude con una gag in cui Cucciolo, preso a calci dai nani, riesce finalmente ad espellere il cucchiaio che aveva ingoiato mentre mangiava la zuppa e il sapone che aveva ingoiato mentre si lavava nella sequenza precedente. Nella versione definitiva invece non si sa che fine abbia fatto il sapone ingoiato da Cucciolo! La scena della zuppa è presente nel DVD in versione originale, tuttavia ne esiste una versione doppiata in italiano dall’attrice che prestò la voce a Biancaneve nel primo doppiaggio italiano, Rosetta Calavetta. Tale doppiaggio fu eseguito in occasione dell’adattamento italiano di The Plausibile Impossibile.
[16]Nella versione originale la regina scopre che il cuore chiuso nello scrigno non è di Biancaneve ma di un maiale (pig): Nel primo doppiaggio italiano del 1938, si tratta di un capretto, mentre nel doppiaggio del 1972 invece si tratta di un cinghiale. Il primo doppiaggio, di sapore più arcaico donava una atmosfera particolare al film. Fu sostituito nel 1972 con voci più moderne, senza tuttavia tradire la versione originale. Frammenti del doppiaggio italiano del 1938, sono stati usati spesso nei dischi. Nella raccolta pubblicata negli anni ottanta Il magico mondo di Walt Disney, le canzoni ‘Io spero’ e ‘Il mio amore un di verrà’, sono tratte dal primo doppiaggio e contengono frammenti di dialogo rispettivamente tra la regina e lo specchio e tra Biancaneve e i nani.
In un libro che narrava la fiaba, secondo la versione disneyana, era presente un particolare non mostrato nel film: la regina, dopo aver scoperto di essere stata ingannata, "divenne livida di rabbia e sollevando il suo braccio, scagliò lo scrigno contro lo specchio, frantumandolo in mille pezzi. Una piccola risata irruppe da ogni piccola scheggia di vetro e crebbe sempre più fino a che le sue orecchie furono assordite da quella risata beffarda". Non è chiaro se tale particolare fosse stato discusso durante la produzione o sia una invenzione dell'autore del libro.
[17]Gli effetti speciali della sequenza della trasformazione furono provati nel cortometraggio The worm turns(1937). Gli animatori si ispirarono alla metamorfosi di Dottor Jekyl e Mr. Hide. Durante una riunione si racconta che la doppiatrice originale della regina visti i disegni della strega si tolse la dentiera e provò a fornire la voce anche alla vecchia: le venne così assegnata anche la parte di ques’ultima.
[18]Originariamente erano state prese in considerazione altre canzoni per la festa nella casetta. Le prime proposte riguardavano brani popolari quali “Little Brown Jug”, “Three Blind Mice”, “Frère Jacques”, Scorland’s Burning”, “The Old Oaken Bucket”. In seguito si optò per una canzone originale “The Lady in the Moon”. In questa si narra di come gli animali del bosco divennero rivali a causa della ‘donna che viveva nella luna’ a cui ognuno voleva dedicare la propria serenata. Ogni nano avrebbe dovuto interpretare uno degli animali mostrando nel frattempo la propria personalità. Al termine della canzone si scopre che la signora che viveva nella luna era in realtà un lui, e si racconta si come alla fine tutti gli animali sorrisero per il malinteso tornando di nuovo amici. Questo brano venne in seguito rimpiazzato dalla canzone “You’re never too old to be young”, la quale venne poi sostituita definitivamente da “The Dwarfs’ Yodel Song”. Le canzoni “You’re never too old to be young” e “Music in our soup” furono comunque usate nell’LP The seven dwarfs and Their Diamond Mine. Mentre “The Dwarfs’ Yodel Song” fu inserita in un album assieme ad una nuova canzone intitolata “Doin’ The Dopey”.
[19]La canzone “Someday My Prince Will Come”, aveva originariamente una strofa non inserita nel film, che Barbara Streisand ha voluto recuperare per la sua versione inserita nel DVD in coda al film. Una prima versione di questa canzone era stata concepita come una sorta di sogno in cui Biancaneve fantastica un incontro tra lei e il principe in un mondo fantastico tra le nubi e le stelle. Poi si decise che era più importante mostrare le reazioni dei nani ai fini di un maggior approfondimento dei personaggi. Porzioni di animazione di queste sequenza sono state usate, su fondali differenti, nello speciale televisivo From all of us to all of you(1958).
[20] In una riunione si discussero i contenuti della preghiera di Biancaneve; una proposta, poi abbandonata, era quella che Biancaneve chiedesse al Signore di distogliere la regina dai suoi propositi, mostrando così che la principessa non era in collera con la matrigna. In questo modo però forse Biancaneve sarebbe risultata troppo buonista ed eccessivamente sdolcinata.
Non si voleva che Cucciolo sembrasse stupido, tuttavia ne vennero accentuati gli aspetti fanciulleschi e istintivi e si raggiunse un efficace compromesso: raffigurarlo come umano con comportamenti canini.
[21]La sequenza, che si apre con la strega che immerge la mela nel veleno, era preceduta da una sequenza completata della strega al calderone mentre prepara il veleno , inserita nel DVD.
Originariamente, come si evince anche dalla versione a fumetti, la strega recandosi nelle prigioni, non incontra lo scheletro proteso verso la brocca d’acqua, ma il principe rinchiuso in una cella o, secondo gli storyboard, incatenato ad una colonna. Si prende gioco di lui dicendogli che non riuscirà mai a salvare Biancaneve. Secondo alcuni storyboard apre addirittura un condotto per far allagare la prigione e far morire il principe annegato mentre lei va via. C’era addirittura una sequenza in cui la regina danzava per il principe incatenato, assieme a degli scheletri. Quest’ultima sequenza non fu inserita perché con l’evoluzione del personaggio della regina, da caricatura a figura realistica, una simile scena non sarebbe stata in linea con la psicologia del personaggio. Analogamente le sequenze col principe vennero eliminate a causa delle già menzionate difficoltà incontrate nell’animarlo.
La regina scopre che la mela stregata ha come antidoto il primo bacio d’amore. Questo elemento, assente nella fiaba originale e preso in prestito da La bella addormentata, fu per la prima volta introdotto in una versione cinematografica della fiaba del 1913. In questa versione i nani erano interpretati da bambini. La prima trasposizione cinematografica della fiaba risale al 1910, è di origine francese e si intitola Little Snowdrop. Altre due versioni vennero realizzate successivamente, una distribuita dalla Educational Films e l’altra, del 1916, interpretata da Marguerite Clark Quest’ultima fu la versione che Disney vide da giovane e che lo ispirò.
Durante la preparazione della mela la musica cambia tono man mano che la mela muta il suo aspetto fino a farsi rossa e invitante.
[22]In una versione preliminare i nani, dopo aver lasciato Biancaneve si recano alla miniera. Qui prima ha luogo una riunione nella quale decidere cosa regalare alla principessa: ognuno fa delle proposte puntualmente bocciate, fino a quando Pisolo non propone un letto. Nella sequenza successiva i nani costruiscono il letto per Biancaneve e proseguono fino a quando gli animali non li interrompono chiedendo soccorso per Biancaneve in pericolo. Tali sequenze furono parzialmente animate e sono tra le scene eliminate del Dvd.
[24]Nella sequenza in cui gli animali corrono verso la miniera dei nani per avvisarli del pericolo è usata un efficace tecnica di montaggio che mostra l’evolversi di più vicende contemporanee, detta montaggio parallelo. Tale espediente aumenta la tensione e il ritmo della scena. Le azioni presenti nella versione definitiva sono la corsa degli animali appunto e la strega che inganna Biancaneve. A queste si sarebbe dovuta aggiungere la galoppata del principe che, liberatosi grazie all’aiuto di alcuni uccellini, dopo uno scontro con le guardie del castello, riesce a fuggire sul suo cavallo anch’egli diretto verso la casetta nell’intento di soccorrere la principessa. Questa sequenza è rimasta nella prima versione a fumetti.
[25]La drammaticità della scena è sottolineata, oltre che dalla musica, anche da un cambio repentino delle condizioni meteorologiche: la pioggia improvvisa, lo schianto delle folgori. Un espediente simile si può notare nella sequenza del Tiroannosaurus Rex in Fantasia (1940), solo per citare un esempio. La rabbia contro l’azione della strega non è espressa solo attraverso le reazioni dei nani e degli animali, ma anche attraverso l’accanimento degli elementi della natura. La folgore che fa precipitare la strega nel vuoto è quasi un intervento divino. I protagonisti non si macchiano della colpa di omicidio poiché è la provvidenza a punire la regina.
Nella fiaba originale la regina viene invece costretta a danzare con scarpe di ferro rovente fino alla morte durante le nozze di Biancaneve, ma questo probabilmente sembrò ai realizzatori un atteggiamento spietato da parte di personaggi che per tutto il film sono pervasi da un profondo senso di umanità, di comprensione e di altruismo. Nella versione cinematografica disneyana la morte non viene nemmeno mostrata esplicitamente, la si lascia solo intendere ed è simboleggiata, eventualmente, dalla presenza degli avvoltoi.
Quella della regina comunque è una morte su cui le successive versioni a fumetti getteranno non pochi dubbi. Il personaggio della strega ovvero quello di Grimilde, il nome attribuito alla regina nei fumetti, era troppo importante per essere abbandonato. Pertanto, tralasciando di spiegare in che modo la strega si sia salvata, molte storie a fumetti vedranno di nuovo la regina all’azione assieme al suo specchio magico e ai filtri magici ai quali ricorrerà nuovamente per sortilegi e metamorfosi.
[26]La sequenza dei nani al capezzale di Biancaneve commosse profondamente il pubblico. Una scena simile si ha ne La bella addormentata nel bosco, ma non suscita le stesse reazioni nello spettatore. Come sottolineato da Nunziante Valoroso, nonostante l’analogia tra le due situazioni, queste si differenziano sostanzialmente per un aspetto fondamentale. Il pianto dei nani è dovuto alla disperazione poiché essi pensano di aver perso per sempre Biancaneve, mentre il pianto delle fate è dovuto alla rabbia per non essere riuscite ad evitare la maledizione di Aurora, che però ai loro occhi non è defunta, ma solo addormentata. Dunque le fate sanno che Aurora non è persa per sempre; i nani invece credono che nessuno potrà restituire loro la adorata principessa e per questo non si danno pace. Credo che la reazione più coinvolgente sia quella di Cucciolo: per tutto il film ha giocherellato mostrando il suo lato più buffo e vederlo così disperato è profondamente toccante. L’azione di Cucciolo che si appoggia alla spalla di Dotto per piangere era leggermente più lunga e preceduta da alcuni secondi di animazione aggiuntivi: durante una proiezione di prova il pubblicò reagì alla mimica di Cucciolo in maniera divertita. Si capì che quell’animazione non funzionava e rischiava di distruggere il pathos e l’atmosfera della sequenza; venne perciò tagliata.
[27]Alla fine Biancaneve saluta i nani baciandoli sul capo, come già aveva fatto durante il film, ma ne dimentica uno: Pisolo.
La colonna sonora si conclude con la ripresa del tema “Someday My Prince Will Come” eseguito dal coro; la ripresa corale del tema musicale principale sarà un elemento ricorrente nelle trasposizioni disneyane delle fiabe e verrà recuperata da Alan Menken nei suoi commenti musicali, a partire da La sirenetta (1989).
Nell’orchestrazione sono presenti le campane che simboleggiano il matrimonio tra i due protagonisti innamorati.
Nella favola originale dei fratelli Grimm, la regina si reca da Biancaneve per ucciderla per ben tre volte. Prima si serve di una cinta stregata che si stringe attorno alla vita di Biancaneve così forte da bloccarle il respiro. Poi avvelena un pettine che non appena tocca i capelli della fanciulla la fa cadere svenuta. Infine ricorre alla mela. Inizialmente Disney pensò di utilizzare sia il pettine che la mela. L’unico indizio presente nella versione definitiva circa la sequenza del pettine è il fermaglio per capelli raffigurato nel libro che si chiude alla fine del film.

Ancora qualche curiosità
· Prima di Biancaneve, Disney prese in considerazione altri racconti: Alice in wonderland (Lewis Carrol), Rip Van Winkle (Washinton Irving) e Babes in Toyland (Victor Herbert) . Di ciascuno di questi realizzò una propria versione negli anni successivi.
· Probabilmente uno dei primi intenti fu quello di usare il soggetto di Biancaneve per una Silly Symphony, ma la versione della fiaba realizzata dai fratelli Fliescher, una parodia in verità, con protagonista Betty Boop, Snowwhite (1933), aveva messo in luce come un cortometraggio fosse inadatto, a causa della durata ridotta, a raccontare tutte le vicende narrate nella fiaba.
· Nei primi tempi di lavorazione ci si riferiva a Biancaneve con il titolo “The Feature Symphony”: tale nome sottolineava l’analogia con le Silly Symphonies e quindi l’importanza che la musica avrebbe avuto nel progetto.
· Un secondo appellativo meno accattivante posseduto dal film è stato “La follia di Disney”, attribuito da coloro che non credevano nel progetto e sostenevano che a causa di questo Disney avrebbe dovuto dichiarare bancarotta.
· L’attrice e ballerina Marjoire Belcher, meglio nota come Marge Champion, fece da modella sia per Biancaneve che per la Fata Turchina in Pinocchio: questo spiega la forte somiglianza tra i due personaggi. Precedentemente la stessa aveva posato per Persefone.
· Inizialmente l’aspetto dei nani era piuttosto grottesco e sgradevole. Per una strana coincidenza fu proprio con queste caratteristiche che nel 1940, ad opera di Nino Pagot, vennero disegnati i Sette Nani Cattivi, concepiti dagli sceneggiatori italiani Federico Pedrocchi ed Enrico Mauro come antagonisti dei sette nani, nella storia a fumetti I sette nani cattivi contro i sette nani buoni.
· Nel cortometraggio “Billposters”(1940), Paperino e Pippo sono alle prese con la professione di attacchino. Sullo sfondo si intravedono alcuni manifesti sbiaditi che riproducono un viso somigliante a Biancaneve.
· Quando malefica muore ne la bella addormentata il suo urlo è quello della strega di biancaneve che precipita nel vuoto.
· Nello speciale televisivo This is your life, Donald (1960) Biancaneve e i sette nani sono tra i personaggi che festeggiano gli anni di Paperino.
· Nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” sono state inserite alcune animazioni riprese da “Biancaneve e i sette nani” relative alla marcia dei nani e all’incontro tra Biancaneve e la strega (nella sequenza in cui Eddie arriva a Cartunia) e alla scena in cui Brontolo mostra la lingua a Biancaneve (nella sequenza conclusiva in cui i personaggi di Cartunia scoprono il cadavere del giudice Morton).
· Nel 1939 durante la cerimonia di consegna degli Oscar, Shirley Temple premiò Walt Disney con un riconoscimento speciale per la realizzazione di Biancaneve: un Oscar a grandezza naturale affiancato da sette Oscar in miniatura.
· In occasione della Notte degli Oscar del 1992, Biancaneve in versione animata premiò il miglior cortometraggio animato, vestita con un bell’abito azzurro. In quella occasione si riferì a se stessa con la battuta: “…io, che di soggetti corti me ne intendo…”.

Nella bibliografia che segue sono riportati solo alcuni dei i testi sui quali è possibile reperire informazioni sul film e sui personagi.
Bibliografia
Snow White and the Seven Dwarfs & The Making of the classic film-Richard Hollis, Brian Sibley
Disney Animation: The illusion of life – Frank Thomas, Ollie Johnston
The musical world of Walt Disney – David Tietyen
The making of Walt Disney’s Masterpiece – Jim Fanning (allegato alla vhs inglese)
Walt Disney: Hollywood’s Dark Prince –Marc Eliot
The Disney Treasures – Robert Tyeman
The Music of Disney-A legacy in Song – David J.Fisher
The Music Behind The Magic – Steve Hochman
The Art of Walt Disney – Christopher Finch
The wonderful world of Disney Television – Bill Cotter
Kinder- und Hausmarchen – Jacob & Wilhelm Grimm
Le grandi favole a fumetti – a cura di Ernesto Traverso, introduzione di Piero Zanotto
I maestri disney n.29 – Lidia Cannatella, Luca Boschi, Alberto Becattini
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Messaggioda Valerio » sabato 04 febbraio 2006, 03:14

Non ho parole. Ho solo uno smile: Immagine
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Messaggioda RoM » venerdì 24 marzo 2006, 01:31

Terminato nel 1937 dopo tre anni di lavoro, il primo lungometraggio di Disney, curato da David Hand nel ruolo di regista supervisore, segna un fondamentale passo in avanti per il cinema d'animazione; non solo per la durata del film, ma anche, e soprattutto, per una struttura più articolata e l'apertura a una maggior gamma di registri narrativi di quanto si fosse visto finora in animazione.
Tra le prime sfide che si prospettarono agli artisti di Disney, vi fu la difficoltà di approccio al disegno realistico della figura umana (difficoltà che portarono a limitare la parte del principe). L'animazione di Biancaneve si basò su riprese dal vero di un'attrice, ma Hamilton Luske, il principale animatore del personaggio, decise di non riprodurre pedissequamente le riprese fotografiche, dando a Biancaneve delle proporzioni modificate (la testa più grande, il busto più corto) rispetto ai canoni anatomici realistici.
Sul personaggio di Biancaneve si sono sprecati stati parecchi luoghi comuni: sarebbe un personaggio piatto, passivo, ecc.... Di fatto, se Biancaneve può sembrare tale all'inizio del film, una volta giunta alla casa dei nani sfodera un attivismo notevole: quasi una personificazione del positivismo del new deal rooseveltiano, porterà ordine e organizzazione nel mondo sregolato dei nani.
I sette nani (su cui lavorò un nutrito gruppo di animatori capeggiato da Fred Moore e Bill Tytla) sono il vero punto di forza del film, le figure in cui maggiormente si sbizzarrisce l'abilità degli artisti di Disney nel caratterizzare i personaggi. Dopo aver valutato diverse proposte, furono infine delineati i sette personaggi definitivi, ognuno con la sua personalità, mettendone in particolare evidenza tre: Dopey (in Italia ribattezzato, molto liberamente, Cucciolo), un clown folle e surreale, lo scorbutico Grumpy (Brontolo), e Doc (Dotto), il dislessico leader del gruppo; meno rilievo hanno Sleepy (Pisolo), il nano che cade sempre addormentato, Sneezy (Eolo), il nano che starnutisce, Bashful (Mammolo), il nano timido, e Happy (Gongolo), il nano che fa numero.
La regina costituì un'ulteriore prova per lo staff di Disney: il personaggio più "orrorifico" visto fino ad allora in un disegno animato; cupa e algida nel suo aspetto originario, che ricorda le fattezze di Joan Crawford, grottesca e ributtante dopo la sua trasformazione in vecchia, non ha mancato di terrorizzare generazioni di bambini.
La durata ben maggiore rispetto a un cortometraggio implicava per forza di cose una struttura più complessa, che Disney gestì con estrema minuzia; la successione delle scene e l'alternanza dei vari registri narrativi furono attentamente calibrati, i tempi limati eliminando impietosamente tutto ciò che poteva nuocere al ritmo del film.
Biancaneve e i Sette Nani fu proiettato per la prima volta nel dicembre 1937 al Carthay Circle Theater di Hollywood; l'accoglienza della platea fu entusiasta. Il successo mondiale del film fu eclatante, dimostrando quanto le potenzialità del cinema d'animazione non si esaurissero in cortometraggi di pochi minuti.
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Messaggioda Valerio » venerdì 24 marzo 2006, 01:38

Precisazione, non mi sembra che Gongolo faccia più di tanto numero, il più inutile mi sembra Pisolo, tanto che è l'unico nano che alla fine del film non viene baciato.
Altro nano che seppur ben caratterizzato non è che abbia un grande ruolo è Mammolo, mentre Eolo si distingue per non avere una caratteristica che ne identifichi la personalità, ma un solo difetto "tecnico". E questo lo ha limitato.
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Messaggioda RoM » venerdì 24 marzo 2006, 12:01

Pisolo fa poco, è vero, ma comunque la sua caratteristica peculiare viene comunque fuori. Idem per Eolo, che ha almeno due momenti da protagonista (quando i nani esplorano la casa e alla fine della canzone dei nani), e per Mammolo. La happyness/gongolosità di Gongolo resta appena accennata; quello che fa nel film, tipo presentare Cucciolo a Biancaneve, è più che altro funzionale alla caratterizzazione degli altri personaggi.
È interessante notare come i nani meno caratterizzati siano proprio quelli che facevano parte del primo nucleo originariamente proposto nel 1934.
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Messaggioda Valerio » venerdì 24 marzo 2006, 12:12

RoM ha scritto:La happyness/gongolosità di Gongolo resta appena accennata; quello che fa nel film, tipo presentare Cucciolo a Biancaneve, è più che altro funzionale alla caratterizzazione degli altri personaggi.


Sì certo lo è, eppure sembra quasi che ci sia stata una cura maggiore nella sua caratterizzazione pittusto che in quella di Pisolo (e oserei dire di Mammolo).
Mammolo infatti tutto ciò che fa segue un po' lo stereotipo del timidone mentre Gongolo esprime la sua gongolosità in modi sempre originali. Anche il suo presentare Cucciolo a Biancaneve è, oltre che funzionale al film, funzionale anche alla sua caratterizzazione, irruente ed egocentrica. Poi vabbè c'è anche la scena in cui tutti mostrano a Biancaneve le mani sporche e lui tenta la furbata di strofinarsele sulla giacca, che secondo me è geniale.
Insomma, non mi si tocchi Gongolo, divento cattivo :P
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Messaggioda Pacuvio » venerdì 24 marzo 2006, 23:03

Pero' non puo' essere un caso che quando alla gente viene posta la domanda di elencare i nomi dei nani (un classico) quello che non si ricorda mai e' quasi sempre Gongolo...
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Messaggioda Valerio » sabato 27 gennaio 2007, 17:58

Una piccola chicca offerta da Nunziante Valoroso (aka Nunval). sei minuti tratti dal primo doppiaggio di Biancaneve del 1938. Notare come questo doppiaggio sia più o meno simile a quello odierno del 72 per quanto riguarda i nani, e diversissimo per Biancaneve e Grimilde. Notare un'impronta più rimata che dà al tutto un sapore ancora più arcaico.
Next: la versione coi sottotitoli in Polonio :asd:
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Messaggioda camera9 » giovedì 06 settembre 2007, 16:24

Un capolavoro.

C'è un personaggio su cui vorrei porre una questione: Grimilde in versione strega cattiva.Più volte ho avuto l'impressione che fosse il cattivo più spaventoso di tutti i film della Disney.Io da piccolo ne avevo una paura matta.
Ma ho conosciuto gente che da piccolo si rifiutava di rivedere il film una seconda volta per timore di ritrovarsi nello schermo la strega.Avete conosciuto anche voi qualcuno che sia arrivato a un eccesso come questo?
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Messaggioda hector » lunedì 17 settembre 2007, 20:08

Mia cugina finoai 3/4 anni era terrorizzata da biancaneve e i sette nani, immagino proprio a causa della strega e del carattere 'dark' del film.
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Rebo » domenica 15 novembre 2009, 17:50

Ecco, ora io avrei voluto arrivare qui tutto tronfio proclamando "è già mio", ma...

http://www.dvdweb.it/index.mv?125820212 ... +IMP100755

Ma 199 € + spedizione sono tanti... Tanti...
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Francesco F » domenica 15 novembre 2009, 22:29

In effetti quella è l'edizione da prendere... ma 200 euro è troppo. Ma invidierò per tutta la vita i fortunati possessori di quelle spille.
Io mi limiterò all'edizione Blu-ray Disc, cosa che dovrebbero fare comunque tutti data la presenza anche della copia DVD inclusa nel prezzo.
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Rebo » martedì 17 novembre 2009, 17:34

Comprandolo da Amazon.com costa 117 euro spedizione compresa! E' GIA' MIO!

(Aahhh, che liberazione...)
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Francesco F » martedì 17 novembre 2009, 18:51

ma ehm... e la regione del Blu-ray Disc? Hai un lettore region A?

Comunque anche 117 euro è troppo per me (con tale cifra avrei recuperato il prezioso Platinum in DVD di 10 anni fa ;_;). Ma i miei calcoli dicono che da amazon.com, spese incluse, costerebbe anche meno, 111 euro :P (il tasso di conversione l'ho preso da un acquisto (Ultimate Watchmen... bulleròmmene altrove :D) fatto pochi minuti fa su amazon.com)
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Rebo » martedì 17 novembre 2009, 19:21

Mai stata un problema, la regione: ho "truccato" da tempo il lettore del mio pc. Considera che ci vedo pure BD giapponesi... :D

Sì, i 117 volendo possono essere anche meno: è che ho scelto l'"expedited shipping", che costa qualche euro in più.
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Re: Classico Disney # 1: Biancaneve e i Sette Nani

Messaggioda Francesco F » martedì 17 novembre 2009, 19:59

Rebo ha scritto:Mai stata un problema, la regione: ho "truccato" da tempo il lettore del mio pc. Considera che ci vedo pure BD giapponesi... :D

Sì, i 117 volendo possono essere anche meno: è che ho scelto l'"expedited shipping", che costa qualche euro in più.

No, contavo proprio la expedited shipping (6.99$ + 2.99$ per pezzo = 7 euro). Se l'hai comprato oggi devono essere 111 euro. Se no la matematica è esplosa, il 2012 è vicino, e la mia laurea non varrà più niente (non che adesso valga chissaché...)

Cmq... aaaah, hai il lettore nel pc allora no problem. Anche se per una cosa come Biancaneve dovresti preferire l'edizione italiana, per il doppiaggio, per vederla anche sulla grossa tv (se l'hai, o cmq l'avrai). Per i BD giapponesi è l'unica, ovviamente, ma per Biancaneve...
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