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[Scrittura Mista] Il Drago Riluttante

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[Scrittura Mista] Il Drago Riluttante

Messaggioda Valerio » martedì 21 marzo 2006, 02:07

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Quando nel 1985 venne ufficializzata la tanto discussa lista dei Classici vennero tacitamente enunciate alcune regole ben precise che escludevano da questo conteggio i film a scrittura mista che contenevano un quantitativo d'animazione inferiore al 50%. Tuttavia il logo dei classici continua ad essere riportato nella custodia della maggior parte di questi film, per testimoniarne l'importanza. E' però un peccato che i primi due film di questa breve serie non siano oggi presenti sul mercato italiano e che per poterli ripubblicare in America abbiano dovuto essere inclusi nella collana dei Treasures, curata da Leonard Maltin. Mi riferisco a Il Drago Riluttante e Victory Through Air Power, inseriti rispettivamente in Behind the Scenes at the Walt Disney Studio e On the Front Lines, volumi pieni di materiale di repertorio, utile per presentare al pubblico due film che altrimenti apparirebbero abbastanza ostici, e che molto difficilmente vedremo da noi.
Il perchè tuttavia venga considerato ostico un film come Il Drago Riluttante è poco chiaro. Questo lungometraggio altro non è che un allegro documentario celebrativo sugli studios Disney che venne girato nel 1941, per celebrare il trasloco degli studios, da poco ultimato. Protagonista del film è Robert Benchley, un comico di quegli anni, che viene suo malgrado spedito dalla moglie agli studios per proporre a Walt Disney di realizzare un cartone animato tratto dalla fiaba di Kenneth Graham (lo stesso de Il Vento tra i Salici) Il Drago Recalcitrante, libro assai apprezzato dalla consorte. All'ingresso degli studios Benchley trova ad accoglierlo un noiosissimo addetto alla sicurezza, dai cui tediosi discorsi Benchley cercherà ad ogni modo di sfuggire, finendo per ritardare sempre più l'ora del suo incontro con Disney. Questo però lo porterà in giro per i reparti, dove avrà modo di imbattersi in coloristi, doppiatori, animatori, tecnici e addetti di vario genere che avranno modo di insegnargli il mestiere. Intendiamoci, l'andamento non è affatto didascalico, e se si può muovere una critica al film è proprio quella di non approfondire più di tanto l'argomento. Ma in fin dei conti il principio Disney dell'edutainment viene pienamente rispettato, e ai tecnicismi si preferiscono le gag, favorite anche dall'atteggiamento sempre molto distaccato di Benchley e dal suo approccio profano alle cose che lo renderà più volte oggetto delle bonarie burle degli artisti Disney.
Una particolarità del film è quello di essere in bianco e nero soltanto fino a un certo punto. Il colore prorompe solamente quando Benchley visiterà l'omonimo reparto, e da quel momento in poi rimarrà fino alla fine. Per quanto riguarda invece le sequenze animate, di complete o pseudotali ne esistono solo tre, tutto il resto che si vede non sono altro che brevissime sequenze che focalizzano su futuri lavori, che di lì a poco sarebbero usciti nelle sale. Il reparto effetti sonori, ad esempio, mostrerà alcune sequenze inedite col treno Casey Jr. di Dumbo in cui il treno antropomorfo Casimiro verrà coinvolto in una serie di gag. Vista la sua collocazione verso i primi minuti di film, la sequenza è in bianco e nero e si conclude col treno "comicamente" sfasciato. la sala di doppiaggio offrirà invece un comico siparietto che coinvolgerà Florence Gill e Clarence Nash, voci rispettivamente di Chiquita e Paperino. E lo stesso Paperino prenderà a tutti gli effetti vita, questa volta a colori, nel reparto animazione in cui si può avere una brevissima preview di Old MacDonald Duck, cortometraggio che di lì a poco sarebbe realmente uscito. In questa breve scena Paperino si anima sul foglio per spiegare a Benchley i principi base dell'animazione. Un'altra brevissima scena con un Bambi spaventato che scappa a nascondersi nella foresta è invece inserita nella sequenza in cui Benchley visita il reparto effetti e apprende i segreti della Multiplane Camera. Tutto questo materiale rimarrà un esclusiva di questo lungometraggio e costituirà una sorta di teaser per i futuri film Disney. Le sequenze in questione sono da intendersi quindi come prove di animazione e non troveranno posto all'interno dei rispettivi prodotti finiti. Per trovare invece sequenze animate un po' più corpose è necessario far trascorrere i primi venti minuti, e lasciare che Benchley si inoltri nel reparto storyboard...

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Baby Weems
Per quanto non sia ben chiaro se sia giusto o meno intendere come animata una sequenza che ancora non lo è, è innegabile che Baby Weems costituisca una storia a sè. Le immagini scorrono staticamente sullo schermo, talvolta con dei rudimentali effetti di animazione, ma il doppiaggio c'è e la storia raccontata è molto interessante. Sicuramente rientra a pieno titolo nella tipologia degli short disneyani fuori serie, con personaggi non standard. Lo stile è oltremodo caricaturale e umoristico, e la storia - che ha un che di Walshiano - traccia un arco narrativo ben preciso. E' la storia di Baby Weems un neonato nato con un intelligenza fuori misura che tra un pannolino e l'altro indice conferenze e mette in ridicolo addirittura Albert Einstein diventando una star di prima grandezza. Ovviamente le gag sono spassosissime, e vedono i suoi poveri genitori venir messi da parte da un mondo ansioso di privarli del pargolo. Ovviamente tutto questo nasconde una critica sociale e una condanna alle mode, che come tali poi si rivelano passeggere. Un gioiellino, nato con l'ingrato compito di dover rimanere incompleto. Ma ovviamente erano altri tempi, la studio Disney traboccava di idee e sprecarne una così non pesava di certo.

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Come Andare a Cavallo (How to Ride an Horse)
Giunto in uno studios dove vengono animati Pippo e Pluto, è l'occasione per mostrare un esempio di cortometraggio appena completato. How to Ride an Horse non si differenzia affatto da un qualsiasi cortometraggio How To di Pippo, serie che va ricordato a quel tempo era appena nata, e non stupisce quindi la scelta di distribuirlo da solo nel 1950, scelta senz'altro molto più giustificata dei mille altri spezzoni di film a episodi in quegli anni distribuiti come cortometraggi, in barba al rigore filologico. Il corto in questione si concentra sui tentativi di Pippo di darsi all'ippica con la consueta voce seriosa che commenta quanto avviene su schermo. Una formula sempreverde e naturalmente vincente, che fa perdonare lo stile della prima parte, un po' spoglio, ma dovuto all'illusione di star sfogliando un manualetto tecnico. Il cortometraggio nel film viene proiettato all'interno di un piccolo macchinario completo di credits iniziali e finali.

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Il Drago Riluttante
E' nella sala di proiezione che Robert Benchley incontra finalmente Walt Disney, che neanche a farlo apposta si sta accingendo a visionare l'ultimo lavoro del suo team...che (coincidenza!) altro non è che Il Drago Riluttante.
Dura 28 minti il segmento che dà il nome al film. Questa perla chiude logicamente lo spettacolo, andando a simboleggiare il prodotto finito. Il Drago Riluttante è la geniale storia di un ragazzino alle prese con un drago e un cavaliere che piuttosto che combattere tra loro preferiscono passare il tempo a comporre frivole e insensate poesie. Un umorismo sopraffino, a tratti tendente al ridicolo, valorizza questo piccolo capolavoro dell'animazione Disneyana, andando a concludersi con un "finto combattimento", espediente umoristico che avrebbe poi avuto largo seguito in futuro. Il divertimento che questo gioiellino sa offire include alcune tra le poesie più delirose che si possano comporre come Ode a un Piccolo Pasticcino a Testa in Giù e Rosso Ravanello. Questa dissacrante parodia dell'abitudine medioevale di comporre poesia dozzinale a scopo dilettantesco, è uscita in Italia a solo nell'omonima vhs della serie I Miniclassici, che all'inizio degli anni 90 aveva la barbara abitudine di editare i più importanti segmenti dei film a episodi come se si trattasse di mediometraggi creati ad hoc. E' tuttavia una fortuna che in questo modo si sia avuta la possibilità di riscoprire un capolavoro altrimenti destinato all'oblio.

Neanche a farlo apposta, la Disney è sempre un passo avanti sembra voler dire il lungometraggio. Una forzatura non indifferente che indispettirà non poco la moglie di Benchley, che nell'ultima brevissima scena sgriderà il marito, reo di aver perso tempo e di essersi fatto soffiare l'idea. Ma il comico non la starà neanche a sentire, e rimirando le caricature e le piccole opere d'arte con cui gli artisti lo hanno omaggiato zittirà la moglie con un paperinesco "Oh, pfui!". E' una fortuna che qui in Italia la notte del 25 dicembre 2006 grazie a Studio Universal siamo potuti venire in possesso di un versione quasi italiana del lungometraggio. Dico quasi perchè la versione andata in onda è in lingua originale sottotitolata in Italiano, almeno fino alla sequenza del Drago, il cui audio italico è stato preso di peso dalla serie I Miniclassici. A dire il vero avrebbero potuto utilizzare anche l'audio italiano di How to Ride an Horse, ma accontentiamoci di questa strenna natalizia, dato che le speranze di vedere una versione doppiata di questo lungometraggio sono ormai pressocchè nulle, visto il triste destino che i Treasure stanno avendo persino in patria.
Ultima modifica di Valerio il lunedì 29 gennaio 2007, 00:36, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Francesco F » sabato 26 agosto 2006, 22:18

Vistolo ho. M'è arrivato il Walt Disney Treasures "Behind the scenes at the Walt Disney Studio - A Glimps Behind The Studio Magic", titolo pomposo per del materiale non numeroso :P Ma succulento...


La "trama" di questo film ve l'ha già raccontata grrodon, quindi io passo a sottolineare quanto questo film potesse essere interessante, all'epoca, se ci fosse stato qualcuno a cui interessasse come si facevano i film (numero che credo fosse abbastanza esiguo, su scala mondiale ma anche nazionale americana :P-
Ovviamente, nel 2006, dopo una scorpacciata abnorme di dietrolequinte, making of, di 14dischi del Signore degli Anelli, di edizioni doppiodisco, di canali televisivi monotematici sul cinema, ecc..., ovviamente niente di quanto c'è in "Il drago riluttante" riesce a stupire. A parte, per me, il mondo degli effetti sonori artigianali (non per niente ho adorato quello spezzone sul treno Casimiro, dove vengono appunto mostrati tutti i marchingegni che generano una varietà assurda di rumori).
Mediocri, ma non fastidiose, le gag di Benchley che si perde negli studios, entrando in $porte_a_caso, inseguito da un ligio commesso che ha il compito di portarlo dal Grande Capo :P

Baby Weems è un proto-corto molto divertente, riguardante un bambino che appena nato già parla perfettamente. La stampa lo assedia, e i suoi genitori non riescono a vederlo neanche per un istante. Il bambino diventa un caso mediatico, e quando si ammala, la sua degenza viene seguita in ogni angolo del mondo (ROTFL l'enorme termometro applicato sulla torre eiffel (se non sbaglio) che segnala in tempo reale la temperatura del povero piccolo :D). Divertenti anche le scene dove i genitori del piccolo cullano una radio, da dove ascoltano le notizie sul loro figlio :P

Piccola correzione su quello che dice Grrodon qui sopra. Quando Benchley ammira in anteprima il corto di Pippo How to ride an horse, non è ancora in sala proiezione con Walt Disney. Con zio Walt ammirerà il mediometraggio finale che da il titolo a tutta l'opera. Non che sia di fondamentale importanza per la fruizione di questo film, eh :P

E per finire, Il Drago Riluttante è davvero un ottimo cartone, sia per i due personaggi divertenti e bizzarri, il drago e il cavaliere Sir Giles, sia per il serio ragazzino mediatore fra i due. E' un peccato non averlo mai visto da bambino questo film. La "riluttanza" del drago e la sua sensibilità artistica sono davvero delle prove di umorismo da manuale, guarnite dalle poesie e dai dialoghi in rima nell'ultima parte, quando il drago finalmente si convince a combattere (per finta).


Insomma, il mediometraggio finale è decisamente un grande classico Disney da non perdere. Tutto ciò che lo contorna per confezionare il lungometraggio non è indispensabile, ma comunque una bella testimonianza d'epoca, e soprattutto testimonianza di quanto la gente fosse sconvolta dall'arrivo di un genio come Walt Disney e volesse sapere come riusciva a realizzare le sue Magie e a incantare i grandi e i bambini di tutto il mondo.
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Messaggioda Valerio » sabato 02 settembre 2006, 18:32

Cioè, per una volta non hai stroncato il vecchiume. Ma io, dopo Traumatica, sposo pure te!
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Messaggioda Valerio » sabato 09 dicembre 2006, 02:08

Oddio, non sembra neppure vero. Però si dà il caso che lo sia.
Ebbene pare che Studio Universal, il canale satellitare, abbia dato inizio a una rassegna Disney che da qui a Natale ci mostrerà una Silly Simphony al giorno. E pare che la sera di Natale trasmettano questo lungometraggio, con un 'introduzione fatta da Roy Disney. Disperavo che una cosa simile sarebbe mai potuta accadere e invece...
Ora resta da capire se lo proietteranno sottotitolato o andranno a cercare l'obliato e mai più usato doppiaggio italiano. Stay Tuned, e iniziate a puntare i videoregistratoriperchè potrebbe essere un ottimo regalo di Natale...
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Messaggioda Valerio » lunedì 29 gennaio 2007, 00:39

Benissimo, lo proiettarono (sottotitolato in parte) e io lo vidi e registrai. E quindi adesso qua sopra trovate la recensione, quella vera.
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Messaggioda DeborohWalker » lunedì 29 gennaio 2007, 02:27

Quando lo proiettarono!?!?

Dove??

E soprattutto, marrano, perchè non ci hai avvertito?
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Messaggioda Valerio » lunedì 29 gennaio 2007, 02:40

Perchè ho deciso di tenermi il Disney tutto per me!

Leggi due post più su (ora sono tre).
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Messaggioda DeborohWalker » lunedì 29 gennaio 2007, 15:25

Ah, ochei.

Parabola, quindi non disponibile al sottoscritto
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Messaggioda Valerio » lunedì 29 gennaio 2007, 16:08

Forse qualcuno però l'ha messo su emule...
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda Francesco F » domenica 20 luglio 2008, 12:12

Ho visto che sulla pagina di Wikipedia sono elencati i doppiatori italiani delle parti live-action di questo film. Siccome Studio Universal (che adesso non esiste più oO) a suo tempo mandò la versione in lingua originale (solo per le parti live-action), mi domando... è davvero esistito da qualche parte il doppiaggio italiano di questo "documentario"? E perché Studio Universal non mandò quello, invece di fare un miscuglio?
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 05 febbraio 2009, 00:08

Al Future Film Festival questo film è stato proiettato in un cinema, come si sono prodigati ben di ricordare all'inizio, per la prima volta in assoluto in Italia, e probabilmente anche l'ultima.
Assistere alla visione di un film sapendo che ha una tale importanza "storica", cinematograficamente parlando, è sicuramente un valore aggiunto; peccato che a un evento simile fosse presente solo una ventina di persone...

Come già detto da Elik, il film perde interesse per uno spettatore dei nostri anni, sommerso da contenuti extra e making of dei film; ben diversa era la situazione nel 1941, dato che Il Drago Riluttante nasce proprio per far fronte alle numerose richieste che Walt Disney riceveva per visitare gli studios, e le pressanti domande su come si potessero realizzare i film animati.
Le parti in live action, pur se datate come informazioni date e come umorismo, sono carine; ho apprezzato la colonna sonora nella quale sono presenti canzoni di altri film animati Disney riproposte in versione strumentale.
Carino il passaggio dal bianco e nero al colore, che ripropone il meccanismo utilizzato ne Il Mago di Oz due anni prima.
Baby Weems è un simil-corto interessante, divertente nella scrittura e nella realizzazione, particolare nelle animazioni che riescono molto gradualmente a passare dalla staticità dello storyboard all'animazione vera e propria, così da far comprendere a un pubblico che non aveva idea di come si realizzassero i cartoon come in realtà fosse solamente una sequenza di immagini proposte in rapida sequenza.
Il corto di Pippo fa il suo dovere, particolarmente buffo il cavallo che si sganascia dal ridere.
Bello Il Drago Riluttante e azzeccati i personaggi; il drago mi ha ricordato per l'aspetto e la voce il dinosauro Denver, mentre nella sua canzone mi è sembrato di sentire diversi frammenti comuni al "Buon Non Compleanno" del Cappellaio Matto.
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda Valerio » giovedì 05 febbraio 2009, 01:14

Ma in che lingua l'hanno proiettato?
Perchè quando passò sul satellite era tutto in inglese sottotitolato meno il segmento del Drago che era nell'italiano del doppiaggio fatto per la vhs che lo proponeva come mediometraggio indipendente.
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda DeborohWalker » giovedì 05 febbraio 2009, 01:34

Tutto in inglese, era una pellicola mandata direttamente dalla Disney americana.
Poi c'erano i sottotitoli, su un pannello orizzontale montato sotto lo schermo appositamente per il Festival.
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda Valerio » mercoledì 12 maggio 2010, 12:56

-Sistemata la recensione del drago, e aggiunte nuove cose alla rece del corto di Pippo.
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda Donald Duck » martedì 29 giugno 2010, 14:32

Su Wikipedia c'è scritto che questo lungometraggio è uscito in Italia nel 1951, ma come è possibile ciò se nell'Inferno di Topolino, che è del '49 (e anche del '50, vabbé), compare il drago?

Poi, il doppiaggio italiano non è stato più usato perché troppo polveroso cercare in dei vecchi bauli o perché si è perso?
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Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Re: Disney: Il Drago Riluttante

Messaggioda Valerio » martedì 29 giugno 2010, 14:46

Mah, non ho mai troppo capito. Bisogna considerare in tutto questo anche l'uscita del film in versione mediometraggio eh.
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