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[WDAS #56] Oceania

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Valerio » lunedì 02 gennaio 2017, 16:53

C'è anche da dire che da quando hanno trovato il sistema base per fare l'umana gnocca in CGI e sono costretti di volta in volta ad alterarlo per non clonarne il modello è chiaro che sfruttino ogni occasione per creare differenze. E l'etnia è un'ottima occasione.
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Zampe di Gallina » martedì 03 gennaio 2017, 16:50

Valerio ha scritto:C'è anche da dire che da quando hanno trovato il sistema base per fare l'umana gnocca in CGI e sono costretti di volta in volta ad alterarlo per non clonarne il modello è chiaro che sfruttino ogni occasione per creare differenze. E l'etnia è un'ottima occasione.

Vero. Anche perché le tracce di quel modello (con gli occhioni molto espressivi e le palpebre movimentate, unita ad un senso di simpatica imbranataggine che porta a movimenti talvolta frenetici) si vedono moltissimo in Rapunzel, Anna, Judy Hopps e Vaiana.
La cosa porta anche a similitudini caratteriali d'insieme.
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Mister Mxyzptlk » mercoledì 04 gennaio 2017, 00:12

Visto. E' veramente un gran bel film che non ha una virgola fuori posto, trama solida, personaggi interessanti e ben sviluppati, canzoni molto gradevoli e orecchiabili (specie quella di Maui), è un viaggio bellissimo attraverso la cultura e la mitologia polinesiana, tanto da far venir voglia di approfondire di più su questi popoli. Però per quanto mi sia piaciuto, non mi ha fatto strappare i cappelli all'estremo e nemmeno c'è quella voglia di rivederlo più volte come con Ralph o Zootopia. I casi sono due: o dopo i pareri entusiastici di tutti avevo aspettative troppo alte o sto diventando troppo vecchio e cinico per emozionarmi con la formula di un film che speravo davvero di amare alla follia. Però, ehi, non c'è assolutamente nulla di cui lamentarsi, dopotutto, mi sono goduto un ottimo film Disney fatto con i controfiocchi.

L'animazione merita un discorso a parte, è a dir poco eccezionale e strabiliante, da Rapunzel continuano a fare passi da gigante nello stilizzare la figura umana in CGI (ancora troppe case d'Animazione, capita anche alla Pixar, sono sempre lì, lì per sfociare nell'Uncanny Valley) pur mantenendo credibilità nell'anatomia, la protagonista in particolare è curata in maniera quasi maniacale, sotto questo aspetto. Si tratta di finezze che vanno ben oltre l'idea di trasferire un disegno 2D in CGI. Insomma se prima trovavo la tecnica al computer bella da vedere ma che mi faceva sempre pensare con nostalgia al 2D, questi ultimi film non me la stanno davvero facendo mancare, anzi, non riesco a immaginare un Moana fatto con un'altra tecnica, nonostante i concept fossero molto belli. Magari fra una decina d'anni questa animazione sarà già invecchiata, ma poco mi importa, sinceramente.

Il doppiaggio italiano è sostanzialmente buono, ma ha i suoi alti e i suoi bassi. Purtroppo le canzoni rendono meglio in lingua originale, sopratutto "You're Welcome", Vidale ha un tono davvero troppo acuto. Nel parlato però non ci sono problemi tranne che con Raphael Gualazzi (il granchione), quest'ultimo se la cava anche molto bene nella parte cantata, ma quando parla rovina un po' tutta l'atmosfera e anche le battute (specialmente la gag degl'occhi).
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Scissorhands » giovedì 05 gennaio 2017, 00:39

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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Capitano Amelia » venerdì 13 gennaio 2017, 23:20

Era dal 2009 che la coppia Musker/Clements non dirigeva un film e mi ha fatto piacere vedere che anche nel loro cambio di tecnica non hanno tradito il loro stile, ricco di leggerezza e comicità (d'altronde parliamo di coloro che da elementi come una donna che fa un patto con il diavolo e un uomo che desidera divenire immortale ne hanno tratto un film comico). Per quanto ritenga che il loro apice lo abbiano toccato con quei due Classici estremamente sottovalutati che sono "Il pianeta del tesoro" e "La principessa e il ranocchio", anche questo "Moana" si ascrive alla perfezione allo stile dei film di Ron e John, trattandosi di una scanzonata storia di formazione in cui stavolta la protagonista si ritrova ad affrontare un viaggio che la porta ad interrogarsi su chi sia davvero sè stessa, scissa com'è fra il desiderio di responsabilità e quello di irresponsabilità. Tematiche in realtà già affrontate in altri Classici a dir la verità, qui non c'è la stessa innovazione di "Zootopia" che si è rivelato essere un film sul conflitto fra "maggioranza" e "minoranza", inoltre la sceneggiatura è più lineare rispetto a quella dei Classici che lo precedono però un sacco di elementi fra cui gli aspetti mitologici ed etnici (i tatuaggi in Polinesia, in alcuni popoli, vengono tutt'ora fatti come li fanno vedere nel film) di cui è pregno fanno passare ciò in secondo piano. L'animazione dei WDAS è eccellente come al solito, anzi hanno decisamente superato la Pixar in questa tecnica, dagli ambienti che portano avanti il "non photo-realistic rendering" sino, addirittura, alle comparse dal design superbo che battono persino le già eccellenti comparse di "Big hero 6". Ovviamente il piatto forte sono i due protagonisti del viaggio, Moana e Maui le cui animazioni e design sono eccezionali: in particolare a me è piaciuto che Maui sia stato caratterizzato come un autentico uomo muscoloso, un aspetto fisico che si è visto pochissimo in un Classico. Inoltre di lui ho adorato la genialata di farlo interagire con una sua versione tatuata in 2D, animata da Eric Goldberg. Anche a livello psicologico si è fatto un ottimo lavoro con Moana e Maui che hanno delle ottime personalità assolutamente credibili, in particolare il semidio che mi ha colpito molto nonostante il suo atteggiamento estremamente presuntuoso. Mitiche le sue battute come quella del "sacrificio umano" o quando sfotte Moana definendola una "principessa" (frecciatina anche al marchio ?)... Forse si poteva evitare quella di twitter, un pò troppo stonata per il contesto. Riguardo le spalle animali il maialino Pua l'ho trovato inutile, mentre il gallo Hei Hai si è rivelato più riuscito di quanto mi aspettassi, mi ha fatto ridere un sacco, e non è risultato forzato. Della colonna sonora si possono dire solo encomi perchè l'ho trovata la migliore dei Classici usciti in questi ultimi anni, vi dico solo che non salto neanche un brano come mi capita con altre colonne sonore, cosa che mi capita con pochi altri Classici. Il team musicale ha fatto davvero un ottimo lavoro. Di tutte le canzoni mi soffermo solo su un paio perchè è di queste che ho più cose da dire che ripetere solo "capolavoro"... :P Di "You're Welcome" la coreografia è proprio geniale, con quegli inserti 2D a valorizzarla mentre "Shiny" non l'ho trovata così stonata nella narrazione, anzi porta avanti la storia come ogni brano Disney deve essere. Un peccato che un pò della magnificenza della colonna sonora si perda nella versione italiana, inferiore rispetto a quella originale per quanto si sia fatto un adattamento più decente del solito tranne che per "Where you are" che è stata mal adattata. Inoltre la talent scelta per doppiare Moana nel canto, Chiara Grispo, con il suo canto un pò troppo dolce e sottotono non ha la stessa potenza della doppiatrice originale...
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Don Homer » domenica 29 gennaio 2017, 16:40

La canzone di Tamatoa è palesemente un Big Lipped Alligator Moment XD

Pero si è orecchiabile a modo suo XD
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Zampe di Gallina » lunedì 30 gennaio 2017, 19:59

Don Homer ha scritto:La canzone di Tamatoa è palesemente un Big Lipped Alligator Moment XD

Non del tutto, dai. :D
Il personaggio è preannunziato (forshadowed) almeno tre volte.
- Si parla dei mostri marini che impedirono la navigazione
- Si vede nel racconto iniziale e nei tappetoni della capanna di nonna Tala
- Si vede sui tatuaggi di Maui ("ti raccontano il meglio di me").
E non solo: vanno apposta a cercarlo! Non ci finiscono addosso per errore.
Maui va apposta a Lalotai per recuperare il suo uncino.
Perché se Maui avesse avuto il suo uncino fin da subito Vaiana avrebbe rischiato di non far nulla fin dall'inizio.
Vaiana non avrebbe potuto abbattere i kakamora dimostrando il suo valore perché Maui li avrebbe sconfitti da solo.
Così come Tamatoa, in cui tutti si aspettavano che recuperato l'amo Maui facesse il disastro, e invece è stata l'astuzia di Vaiana a prevalere. E così Vaiana scopre il passato di Maui e si capisce che Maui deve tornare in forma...
E di Tamatoa si ricordano poi "non sono stato neanche in grado di sconfiggere quel granchio"
Senza parlare della riapparizione nei titoli di coda.

Vero, la canzone è un big lipped animator moment.
Però chiede ai protagonisti (e al pubblico) se è piaciuta la canzone rompendo le quarte pareti e dimostrandosi consapevole dello strano effetto che la sua canzone avrebbe causato... :D

Capitano Amelia ha scritto:Per quanto ritenga che il loro apice lo abbiano toccato con quei due Classici estremamente sottovalutati che sono "Il pianeta del tesoro" e "La principessa e il ranocchio"

Il punto debole del Pianeta del tesoro è quanto debole sia il tutto rispetto al rapporto padre-figlio (che è fenomenale).
I punti deboli de La principessa e il ranocchio sono molteplici:
- il contesto pericoloso afroamericano (non ricordavano di non aver mai dvdizzato zio Tom?)
- un ambiente paludoso poco ispirante (e molto tendente alle battute sullo sporco)
- la principessa che trasformandosi in rana diventa meno attrattiva per alcune fasce di pubblico
- la scena coi cacciatori di rane
Detto questo credo che La principessa e il ranocchio sia stato performativo per Frozen. Tiana è la "sorella più grande", disillusa rispetto alle fiabe con un occhio di riguardo al pubblico di età più avanzata, Charlotte è invece più ingenua e giovane amante dei film Disney. Solo che la prima offre problemi di identificazioni a certe fasce di età, mentre la seconda è troppo parodizzata per effettuare operazioni di riconoscimento. Così basta render più dura Tiana (con un potere potente capace di farla ricordare, visto che Tiana è una tosta ma in mezzo al tutto la cosa passa un po' in secondo piano) e darle un lato identificabile, metterle la corona sulla testa e metterle un lato represso di cui liberarsi al posto del duro lavoro vince tutto. E rendere Charlotte, la romantica sognatrice, un personaggio più carino e più sbadato, ma più protagonistizzato. Visto che ci siamo facciamole anche sorelle e approfondiamo di più il rapporto tra loro. Ed ecco Elsa ed Anna.
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Pangur Ban » domenica 28 maggio 2017, 19:42

Ri-visto ieri. L'ho visto una prima volta la settimana scorsa ma ho aspettato una seconda per un commento. In breve, la coppia Moana/Maui prosegue sullo stesso sentiero già percorso dalle coppie protagoniste dei recenti classici. Cambia lo scenario, cambiano le motivazioni del viaggio, ma abbiamo a che fare con lo stesso tipo di personaggi principali e secondari, dunque anche i genitori, gli anziani, le bestie-mascotte e gli zuccherosi neonati da prologo che fanno gridare: "Viva Erode!" :P
Eppure mi è piaicuto molto e già lo rivedrei una terza volta. Merito di quel paio di canzoni che acchiappano subito, più le altre che migliorano ascolto dopo ascolto (in lingua originale). Merito delle caratterizzazioni e di una formula che non porta nula di nuovo ma non tradisce. Merito delle sopraccigia di Moana (che siano di insegnamento a milioni di donne occidentali che inspiegabilmente se le sradicano).

Domanda: The Rock quante volte avrà cantato "You’re Welcome" in studio prima di riuscirgli così bene? :D

La scena in cui Moana comincia a ripetere: "We were voyagers! We were voyagers!" mi ha ricordato quella in cui Rapunzel dice: "I've got a person in my closet!"





Invece quando si sente in imbarazzo con il suino si comparta come Judy di Zootopia.

La Disney, oltre a citare se stessa sia con battute ("If my name was Sebastian...") che con camei (Maui che si trasforma nella renna Sven), prende di peso elementi di altri suoi film e in certi casi li migliora: il gallo Heihei infatti è più divertente della gavia Becky secondo me :D

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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Pangur Ban » lunedì 29 maggio 2017, 20:05

Dal libro della Chronicle:

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Ron Clements e John Musker visti scherzosamente da David Pimentel. :D

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Deduco che secondo un'idea scartata, avrebbe dovuto comparire la nonna di Maui. Hina, che nella mitologia polinesiana è la madre (o la sorella?) di Maui ed effettivamente è la guardiana del mondo sotterraneo.

A proposito di quando Maui si vanta di aver allungato le giornate, la leggenda dice che: "Hina protestava perchè il sole si muoveva troppo veloce nel cielo e le giornate erano troppo corte per poter sbrigare tutte le faccende nell'isola dove viveva. così il figlio Maui si nascose dietro una roccia sul più alto picco della montagna dell'isola e quando il sole frettolosamente passò lo catturò con una fune, rilasciandolo solo dietro promessa di andare più lento."

"How Far I'll Go" in 24 lingue:

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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Zampe di Gallina » mercoledì 07 giugno 2017, 07:38

Ringrazio per l'immagine di Hina. L'avevo intravista ma non ero più riuscito a recuperarla.
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Re: [WDAS #56] Oceania

Messaggioda Vii » lunedì 18 dicembre 2017, 12:09

Ho visto con molto ritardo Moana, in lingua originale, e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Una storia semplice, ma ben gestita, piacevolmente raccontata, animata benissimo. Moana e una ragazza stupenda e credibile, mentre Maui e semplicemente buffo, istrionico, amorevole. Il film utilizza bene le canzoni, davvero belle: tutto funziona con precisione e cura. Mi sono divertito, e sinceramente non avevo molta fiducia nel film. Bravi quei draghi di musker and Clements, che superano ampiamente Frozen. Intriganti le idee lanciate e solo suggerite, la migliore quella dell'esercito dell'esercito di noci di cocco, magnifico.

Menzione speciale per heihei, personaggio assolutamente folle e destabilizzante, inutile nella sua assusrdita quindi fondamentale.
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