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[WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » giovedì 19 novembre 2009, 13:36

Sì, e lo fanno sin dagli anni 30 con le Silly Simphony in cui la Cicala viene accolta dalla formica, in cui Cappuccetto Rosso si allea coi porcellini, e si prosegue con Pinocchio, Sirenetta, Gobbo, Hercules e le loro storie stravolte. Lol, non utilizziamo due pesi e due misure solo perché certe cose le abbiamo assimilate da piccoli mentre altre ce le siamo scoperte dopo e quindi siamo più protettivi.
Con HP, LOTR facciamo le pulci perché partono come adattamenti del fenomeno libresco, con Disney non ha senso perché si presume che se ne siamo fan è perché ne conosciamo a prescindere il metodo. Certo, a uno che Disney non lo conosce mi guarderei dal propinarglielo senza prima mettere in chiaro qualche cosetta sull'infedeltà.
Poi lol parlassimo di un caso limite come i sovracitati capirei anche, ma stiamo parlando della presunta infedeltà del PIANETA del Tesoro. Lo sai che la Disney ha realizzato un live action che presumo sia molto più fedele? In caso guardati quello e chiediti se fosse il caso realizzarne la copia animata.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 19 novembre 2009, 15:01

La Disney ha realizzato anche "L'Isola del Tesoro dei Muppet" in cui c'è il miglior Long John Silver che io abbia visto, interpretato da un Tim Curry in stato di grazia.

Io mi chiedo solo se ha senso usare due pesi e due misure con la Disney "perchè lei stravolge da sempre".
Immaginati l'adattamento Disney di un libro che tu adori, in cui viene stravolto un elemento fondamentale.
Come ti dicevo, io non avrei mai accettato un lieto fine in Gnomeo & Juliet, e so che se fosse stato realizzato in Disney ci sarebbe stato.
Poi io per primo ho apprezzato il PIANETA del Tesoro, Hercules con i gospel, il Genio di Aladdin che è l'elemento più anacronistico che ci sia. Però c'è una differenza tra il cambiare il setting di un'opera e cambiarne lo spirito: necessitando di una suddivisione bianco e nero abbastanza netta, Long John Silver è un personaggio forse troppo ambiguamente "grigio" per gli standard Disney, quindi si è preferito spostarlo più verso il "bianco".

Accetteremmo un film animato Disney di "Harry Potter e il Calice di Fuoco" in cui alla fine Cedric torna solo senza un braccio?
Ma sì, dai, tanto è un film Disney e se l'hanno fatto è perchè loro reinventano.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » giovedì 19 novembre 2009, 15:21

Evidentemente commenti in modo troppo superficiale. Fermati a pensare un attimo: la Disney farebbe mai un adattamento di Harry Potter e il Calice di Fuoco? Innanzitutto parte sempre adattando un certo tipo di materiale: o fiabesco e quindi assai modificabile, o letterario e inflazionato e quindi che ne ha viste di cotte e di crude: Harry Potter è troppo un fenomeno per essere preso in considerazione. Lo sarebbe stato fra molti anni se non avesse avuto tutto il successo che ha avuto. E se la Disney avesse fatto Harry Potter non avrebbe certo fatto il Calice di Fuoco, e comunque non ci sarebbe stato neanche Cedric Diggory, ci sarebbe stato probabilmente un film unico per tutti e sette i libri, preso un po' dall'uno e un po' dall'altro. Ci sarebbe stato Silente, sicuramente Voldemort e forse anche Hagrid. Ma la resa finale sarebbe stata così diversa, così alternativa dall'originale che non verrebbe neanche messa a confronto se non come vaga ispirazione. E quindi non darebbe neanche fastidio.

Magari non ha senso usare due pesi e due misure, e le rielaborazioni estetiche Disney sono un qualcosa di sbagliato a prescindere. Forse è così. Però allora è anche sbagliato accorgercene solo quando ci fa comodo e si vanno a toccare particolari di opere che amiamo (che poi lol CHE particolari, direi che un Silver troppo poco grigio non è NIENTE in confronto al finale del Gobbo, o a Giunone buona in Hercules), ma è preferibile - come fanno alcuni - rinnegare in toto la filosofia Disney che si poggia da sempre su questa pratica.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 19 novembre 2009, 15:40

Grrodon ha scritto:Evidentemente commenti in modo troppo superficiale. Fermati a pensare un attimo: la Disney farebbe mai un adattamento di Harry Potter e il Calice di Fuoco? Innanzitutto parte sempre adattando un certo tipo di materiale: o fiabesco e quindi assai modificabile, o letterario e inflazionato e quindi che ne ha viste di cotte e di crude

Bè, era in lavorazione un adattamento un film su Romeo e Giulietta.
Ok, erano nani da giardino, e quel cambiamento mi sarebbe stato bene.
Certo, quella storia ne ha passate di cotte e di crude, Baz Luhrman l'ha trasformata in una storia moderna in cui Montecchi e Capuleti si sfidano in sparatorie. E mi sta bene, è un ottimo esperimento. Ma nessuno si è mai sognato di fare una versione cinematografica con un lieto fine, ma sappiamo benissimo che Disney non avrebbe mai realizzato un film in cui entrambi i protagonisti MUOIONO.
E' questo che intendo come differenza tra il cambiamento di setting e il cambiamento dello spirito alla base dell'opera. Nani va bene, lieto fine non credo che avrei potuto accettarlo.

Grrodon ha scritto:Magari non ha senso usare due pesi e due misure, e le rielaborazioni estetiche Disney sono un qualcosa di sbagliato a prescindere. Forse è così. Però allora è anche sbagliato accorgercene solo quando ci fa comodo e si vanno a toccare particolari di opere che amiamo (che poi lol CHE particolari, direi che un Silver troppo poco grigio non è NIENTE in confronto al finale del Gobbo, o a Giunone buona in Hercules), ma è preferibile - come fanno alcuni - rinnegare in toto la filosofia Disney che si poggia da sempre su questa pratica.

No, però c'è da riflettere su questo giudizio "sporcato" dalla consuetudine che noi abbiamo assimilato fin da bambini.
Prendiamo Robin Hood. Film carino, non è tra i miei Classici preferiti ma mi piace e da piccolo l'avrò visto chissà quante volte. Poi da ragazzo leggo il romanzo di Dumas e scopro lo struggente finale in cui muoiono sia Robin che Marion (esempio simile a quello che facevo sopra con Romeo & Juliet): scena meravigliosa, emozionantissima, che arricchisce non poco tutta la storia. E' come se mancasse un pezzo, la versione Disney è più semplice e per certi versi più banale, troppo simile a molte altre storie. Il film continuo ad apprezzarlo, ma per certi versi è un po' un'occasione mancata.
Insomma, la Disney ogni tanto ha saputo osare da questo punto di vista e ha raccolto pareri positivi: la morte di Mufasa, il modo in cui Frollo esprime i suoi bollori per Esmeralda, il recente prologo di Up... Mi spiace che spesso questo coraggio non ci sia e si percorra un sentiero più scontato.
Forse è anche per questo che i pareri superficiali catalogano i film Disney come "per bambini" quando magari noi sappiamo che c'è di più, ma osare di più potrebbe aiutare a togliersi di dosso questo "bollo".
La Pixar, oltre a fare bei film, da questo punto di vista ci prova un po' di più ad osare e il risultato è che per Up e Wall-E ho sentito un passaparola tra coetanei e tra adulti che non mi sembra di ricordare per nessun altro film Disney.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » giovedì 19 novembre 2009, 16:11

Punto primo eviterei il reiterato esempio di Gnomeo e Juliet, che è un film di cui si è parlato troppo rispetto ai dati concreti che avevamo. A dire il vero ne sapevamo solo il titolo, e il coinvolgimento di Elton John. In un periodo in cui tralaltro c'erano forti sconquassi. Attualmente il film non è cancellato, l'ha solo ereditato la Miramax che lo sta facendo. Ma penso che da qui in poi non ci sia più alcun coinvolgimento con la Disney se non molto indirettamente.

Punto secondo non farei l'esempio di Robin Hood come occasione mancata per fare il tragedione. Casomai prenderei il Gobbo, la Sirenetta, esempi classici e molto azzeccati. Non manca alcun pezzo per come l'opera è stata concepita, anzi. Si tratta di un film allegro e scanzonato, con animali mattacchioni, buffonate come se piovesse, di certo non un film concepito in maniera seria. Si tratta di una parodia e come tale non ha alcun senso farci troppi ragionamenti, visto anche che gli studios in quel periodo erano in fase giuliva e scanzonata.

Punto terzo io non direi che in Disney non si osa. Non parlo solo di morte di Mufasa, di mamma di Bambi e di altri solitissimi esempi, faccio comodamente anche l'esempio del CUCCIOLO di gorilla, figlio di Kala e Kerchack, che nei primi minuti di film dopo aver fatto un paio di cose pucciose viene SBRANATO, e quindi UCCISO da Sabor. Ma potrei anche additare il "quanti messaggeri ci vogliono per recapitare un messaggio?" di Shan Yu, più discreto ma agghiacciante. Non direi proprio quindi che l'animazione Disney soffra dei tabù di cui si va dicendo (che invece sono ben presenti nel fumetto), al massimo farei un "critica" più mirata. Ovvero punterei il dito sul fatto che in Disney la tragicità possa essere mostrata, sì, ma solo all'inizio o nel mezzo. Non alla fine, e questo per una questione puramente culturale: la matrice alla base è puramente positiva, ottimista. Sono film positivi che tendono al bello, al buono, al felice - discorso estendibile anche alla Pixar, dove Ellie muore, ma lo fa all'inizio e da anziana - e il motivo va ricercato nella formazione stessa di Walt Disney in piena Grande Depressione. Sono lì che nascono i valori dell'Americano positivista, e sono valori che ci portiamo dietro ancora oggi perché penetrati nel dna di questi artisti, nel loro modo di procedere.
Visto che si vuole fare tanto gli studiosi quando si parla di Miyazaki o Takahata, rinvenendo i motivi di certi comportamenti strani dei personaggi o di certi passaggi oscuri delle trame nella base culturale degli autori, non capisco perché non si possa fare lo stesso con Disney e inquadrarlo nella sua filosofia di base.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 19 novembre 2009, 16:41

Esatto, il discorso sulla tragedia all'inizio io non lo considererei, perché difficilmente riesci ad affezionarti ai personaggi in così poco tempo, spesso quelle scene più che una svolta tragica della vicenda sono un tappeto di costruzione emotiva del personaggio, che ne spiega il comportamento futuro.
Anche Mufasa segue questo filone, considerando però che il Re Leone ha quasi metà del film che "costruisce" l'infanzia di Simba per poi mostrarcelo adulto. Mamma di Bambi, uguale. E, anche se l'impatto è differente, pure per Ellie è così.

Sono sempre stato affascinato dalla frase "Per ogni risata dev'esserci una lacrima" di Walt Disney.
Però sembra che sia stata seguita in modo abbastanza didascalico seguendo l'ordine "Prima la lacrime, poi la risata".

Insomma, per avere un lieto fine non deve per forza andare TUTTO bene al 100%, qualcosa che va storto potrebbe esserci e forse sarebbe anche un briciolo più realista, si potrebbe inserire nello stesso finale la risata E la lacrima.
Tornando al Pianeta del Tesoro, trovo perfetto l'addio del personaggio di Long John Silver, per com'era gestito all'interno del film temevo qualcosa di peggio. Però se "L'Isola del Tesoro" è considerata LA storia piratesca per eccellenza, forse è più sensato rimanerle fedele nello spirito, e uno degli elementi più azzeccati nella scrittura di Stevenson è proprio l'ambiguità di Silver.

Guarda caso, qualche anno dopo per fare "La Maledizione della Prima Luna" viene ricalcata pari pari la struttura de "L'Isola del Tesoro": c'è il ragazzetto per bene orfano che si ritrova a bordo di una nave pirata, c'è l'attacco iniziale dei pirati all'osteria/villa Swann, c'è l'isola del finale con tesoro leggendario, ci sono i marinai parrucconi che ci mettono le navi, c'è il pirata ambiguo che spalleggia il protagonista...
Jack Sparrow però è davvero come Long John Silver, forse anche meglio; al di là di tutte le sue fantastiche stramberie di Depp, non si sa mai da che parte stia Jack Sparrow e per quale obiettivo stia agendo, ti aspetti veramente che in un qualunque momento possa tradire i suoi compagni o la fazione per cui sta operando in un determinato momento, solamente per un suo tornaconto personale. Come risultato il personaggio è pienamente riuscito, le folle l'hanno adorato ed è riuscito ad avere un impatto sul pubblico paragonabile a quello che Long John Silver aveva avuto all'epoca della pubblicazione del romanzo.
Il Long John Silver animato invece fa gli occhi buoni a Jim, si vede che è affezionato a lui ed è una sorta di chioccia; sappiamo che non potrebbe mai fargli male e questo concetto viene ripetuto in più inquadrature (quasi per rassicurare lo spettatore) e il risultato è che il personaggio è meno affascinante di quanto avrebbe potuto essere.

Certo, è un personaggio reinventato dalla Disney, ma è una reinvenzione meno efficace dell'originale.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Icnarf » giovedì 19 novembre 2009, 18:46

Ma dai Debby credi davvero che le folle avrebbero sbavato per il Silver disneyano se fosse stato più Grigio?
Non puoi fare paragoni con Sparrow per due semplici motivi: rappresenta non solo una novità furba e strampalata ma è anche interpretato dall'attore preferito da grandi e piccini...

Altro fattore: il Pianeta del Tesoro è un racconto sull'adolescenza, il viaggio piratesco è anche una sorta di metafora; Silver doveva risultare più chioccioso del 20% perchè altrimenti sarebbe stato assurdo proporlo come figura paterna.


Sto povero film, un gioiello e quasi a nessuno è piaciuto, manca solo chi si lamenta per l'assenza dei fiumi di Rum presenti nel romanzo...
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda DeborohWalker » venerdì 20 novembre 2009, 00:19

Icnarf ha scritto:Altro fattore: il Pianeta del Tesoro è un racconto sull'adolescenza, il viaggio piratesco è anche una sorta di metafora; Silver doveva risultare più chioccioso del 20% perchè altrimenti sarebbe stato assurdo proporlo come figura paterna.


Eh, il mio dubbio riguarda anche questo: anche l'Isola del Tesoro è un racconto sull'adolescenza, ma sotto questo punto di vista la crescita di Jim risulta migliore con un Long John Silver meno chioccia.
Altrimenti non è adolescenza, ma infanzia nella quale sei protetto e coccolato.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda DeborohWalker » venerdì 13 maggio 2011, 19:13

Per la serie "nulla è originale", potrebbe essere interessante rintracciare questo.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Tyrrel » venerdì 20 maggio 2011, 10:27

In alternativa, si può recuperare quest'altro:

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http://www.sergiobonellieditore.it/auto ... &subnum=0#

Ok, non c'è un pianeta ma una stazione orbitante, ma sempre nello spazio ci si trova.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Vito » martedì 10 gennaio 2012, 02:50

Un film che ho parecchio rivalutato. Sarà che l'ho visto direttamente nel salotto del sommo Grrodon, e che ho recentemente letto l'opera originale di Stevenson, ma i difetti avuti alla prima visione sono quasi del tutto spariti.

Non è che sia un film perfetto, ma senza dubbio rimane un gran lavoro, emozionante e spettacolare come poche altre pellicole Disney. La pecca che impedisce a Treasure Planet, per me, di entrare nell'Olimpo dei Classiconi è la mancanza di personaggi di spessore, di quelli che ti ci affezioni. Lasciando perdere l'OTTIMO Silver, veramente eccellente, il resto del cast non brilla particolarmente, finendo per ottenere una bella storia raccontata da personaggi un po' pacco.

Comunque è un peccato che il film goda di così scarso successo, perché il sapore da live action avventuroso mi è sembrato assai più riuscito del pur buono Atlantis.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » martedì 10 gennaio 2012, 03:25

Se Jim non ha spessore allora quale protagonista maschile Disney dovrebbe averne?
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Vito » martedì 10 gennaio 2012, 03:30

Sì è vero, Jim è un bel personaggio ma cmq poca roba confronto a Silver. Ma lui è il protagonista, io parlavo un po' più di tutto il contorno, veramente dimenticabile.
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Re: Classico Disney #43: Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » martedì 10 gennaio 2012, 03:34

Amelia è estetica, Doppler come personaggio umoristico non ci fa una gran figura ma è veramente notevole come mixi questo suo lato goffo da spalla comica con quello più "genitoriale" all'inizio, e anche la madre è un bellissimo personaggio.
Concordo che i pirati, Morph e Ben siano invece poca roba.
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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Zenox » mercoledì 19 dicembre 2012, 08:30

Sinceramente ero poco sicuro su questo film, ma poi dopo aver letto l'isola del tesoro ho deciso di dargli una chance e devo dire che lo adorato, la caratterizzazione dei personaggi è fenomenale e nonostante l'ambientazione futuristica, ricalca a pieno moltissime scene del libro che avevo letto di recente, -quella di Jim che ascolta per caso nel barile di mele l'ammutinamento dei pirati, o quella dell'incontro tra Jim e Silver,dello lo scambio della mappa per la salvezza dei feriti-, Silver è perfetto, come lo sono immaginato dal libro qui lo ricalca bene e Jim è sicuramente è uno dei protagonisti maschili DIsney più venuti beni e ho adorato la capitana Amelia.
Peccato il suo flop, sicuramente a suo tempo la disney aveva confuso il suo pubblico con l'idea di fare un classico romanzo in chiave futuristica.
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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Eddy » mercoledì 08 gennaio 2014, 18:00

Il mio più grande problema con questo film è con Jim. Se da un lato mi piace come il personaggio viene raccontato dalla scoperta della mappa in poi, non riesco a passare sopra il suo design:
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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda brigo » mercoledì 08 gennaio 2014, 21:51

Eddy ha scritto:Il mio più grande problema con questo film è con Jim. Se da un lato mi piace come il personaggio viene raccontato dalla scoperta della mappa in poi, non riesco a passare sopra il suo design:
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continuo a cercare di spingere in su quel maledetto naso!


Il design di Jim può non piacere a tutti, ma quell'immgine è un fake. Per avere il naso un po' più in su basta vedere il film originale.
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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Eddy » mercoledì 08 gennaio 2014, 22:27

brigo ha scritto:quell'immgine è un fake

Mh, può darsi che nella ricerca ne abbia trovata una dove era stato modificato, l'avevo scelta effettivamente perché qui è esasperato. Dovrei rivedere la scena. Però...

brigo ha scritto:Per avere il naso un po' più in su basta vedere il film originale.

...brigo non m'hai convinto
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EDIT: E non è che non mi piaccia, è sbagliato proprio.
Ultima modifica di Eddy il mercoledì 08 gennaio 2014, 23:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda brigo » mercoledì 08 gennaio 2014, 23:24

Io parlavo dell'immagine postata, dove evidentemente il naso è stato abbassato rispetto all'immagine originale del film.
Se poi a non piacere è il personaggio originale, be', avevo specificato che il design può non essere a tutti di gradimento, ci mancherebbe.

EDIT: sbagliato non saprei, sicuramente è una scelta stilistica.

RI-EDIT: che poi, a pensarci bene... :P

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Re: [WDAS #43] Il Pianeta del Tesoro

Messaggioda Valerio » mercoledì 08 gennaio 2014, 23:58

Bisogna tenere conto del fatto che nel 90% del film, prima del climax finale in cui avviene la sua maturazione, Jim mantiene una mascherina nera sugli occhi che gli migliora la fisionomia, evidenziando un po' di più il naso. E' un simbolo di insicurezza, ma crea un appeal formidabile.
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