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[Scrittura Mista] Come D'Incanto

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » lunedì 22 ottobre 2007, 22:26

Le canzoni ci saranno e saranno di Menken. Per il 2d dovrai aspettare il 2009.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » venerdì 26 ottobre 2007, 18:31

Ed ecco il Menken inedito!!!!!!!!!!!!!!!

Sul Disney dvd forum le hanno trovate ed adesso beccatevi l'intera OST di Enchanted (le canze cantate presumibilmente nel film devono essere le prime tre tracce, il resto devono essere o strumentali o titoli di coda)
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda LBreda » venerdì 26 ottobre 2007, 19:47

Copincollo dal mio blog, aggiungendo che ero con il nostro Direttore Editoriale Elik ^_^

Ho visto, nell'ambito della Festa del Cinema di Roma, il prossimo Classico Disney (uscirà a dicembre) in anteprima mondiale. Il titolo è Enchanted (in italiano sarà Come d'Incanto). Fa un certo effetto vedere un Classico Disney prima degli americani.

Il film era in italiano con i sottotitoli inglesi. Avrei preferito il contrario, per un'anteprima, soprattutto per le canzoni.

Ma passiamo al film.

Il soggetto, che qui non spoilero, è un interessante incrocio tra la storia d'amore fiabesca (tipica di molti classici) e la commedia moderna. E il risultato, in cui non speravo troppo, è sorprendentemente molto buono. La sceneggiatura fila molto bene per tutto il film, con il giusto ritmo, ed è divertente (a tratti, direi, esilarante) e coinvolgente. Peccato per la parte iniziale, in animazione a due dimensioni, estremamente compressa. Sì, forse è voluto, considerando che la velocità con cui tutto accade è utile ai fini del racconto, ma potevano dare più respiro.

Passiamo alla fotografia/animazione. Il film ha una parte iniziale di animazione a due dimensioni (ah, che nostalgia...) per poi passare rapidamente al film vero e proprio, con intermezzi animati. Mi à piaciuta moltissimo la maniera in cui sono realizzati i passaggi tra film e animazione, che non fanno minimamente sentire lo stacco tra le due tecniche. Fantastica anche una variazione (che qui non spoilero) sul tema del libro ad inizio film, ottimamente gestita anche a fine film.

Ed ora il capitolo attori. Molto bravi i due protagonisti Amy Adams e Patrick Dempsey (lei era presente) e bravina anche la bimba. Non male anche i due co-protagonisti (il principe [James Marsden] e il servo [Timothy Spall]), ma meno dei protagonisti. Gli altri sono fondamentalmente di contorno, ma sono in generale tutti piuttosto bravi come presenza scenica, quasi venissero dal teatro, cosa in effetti fondamentale in questo film.

A questo punto direi che posso passare alla colonna sonora. Il film punta molto su questo, e riesce. La musica è bella ed orecchiabile, e ricorda altre colonne che hanno fatto storia. I brani cantati, se non erro, sono quattro. Due molto belli, uno un po' strano nella maniera in cui è inserito, ma sicuramente bello e supportato da una fantastica scena da musical, e uno romantico/classico, perfetto per il momento ma non di altissimo livello. Dando un'occhiata ogni tanto ai sottotitoli, deduco che i testi originali sono molto, molto più belli, ma si sa che tradurre una canzone non è facile.

Difetti del film sono lo scarso sfruttamento di un personaggio (lo scoiattolino) molto divertente e caratterizzabile, e il finale con parti in computer grafica decisamente sotto il livello del resto del film. Ma non rovinano abbastanza il tutto da non farmi godere lo spettacolo.

Insomma, un film non eccellente ed esaltante quanto lo è stato Ratatouille, ma assolutamente bello e non deludente. Lo rivedrò appena esce.
Ultima modifica di LBreda il sabato 27 ottobre 2007, 10:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Francesco F » venerdì 26 ottobre 2007, 19:58

secondo i miei calcoli, le canze dovrebbero essere 4, e il tuo link è fortemente gradito dato che una di esse mi ravana in testa da appena l'ho sentita.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Francesco F » venerdì 26 ottobre 2007, 20:30

Questa è la tracklist:

le prime quattro sono le canzoni originali cantate nel film, la quinta è la canzone pop dei titoli di coda... spero per lui che non sia Alan Menken il compositore di quest'ultima...
Ciliegina sulla torta la famosa "That's amore" di Dean Martin, interpretata qui da James Marsden.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda DeborohWalker » venerdì 26 ottobre 2007, 23:55

Evito di ascoltarmi le canzoni, preferendo godermele per la prima volta durante il film...

LBreda ha scritto:Ed ora il capitolo attori. Molto bravi i due protagonisti Amy Adams e Patrick Dempsey (lei era presente) e bravina anche la bimba. Non male anche i due co-protagonisti (il principe [James Marsden] e il servo Timothy Spall]), ma meno dei protagonisti. Gli altri sono fondamentalmente di contorno...


Tutto sto commento per gli attori, e neanche una riga per la Sarandon, che già dal trailer intuisco essere grandiosaa??!?! :grrr:
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Francesco F » venerdì 26 ottobre 2007, 23:57

perchè c'è più animazione tradizionale che scene di Susan Sarandon, nel film :P
E non eccelle particolarmente (poi è brutto il suo trucco, secondo me, ma me ne intendo poco...)
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda LBreda » sabato 27 ottobre 2007, 10:09

DeborohWalker ha scritto:Tutto sto commento per gli attori, e neanche una riga per la Sarandon, che già dal trailer intuisco essere grandiosaa??!?! :grrr:

Fa parte dei personaggi di "contorno".

Mi spiego:

Narissa, il suo personaggio, compare, anche durante il film, quasi solo in versione animata. La Sarandon si vede solo per pochi minuti (forse un paio o poco più, se non ricordo male) appena entrata nel mondo reale. E pur recitando benino (riesce a tenere da sola la scena, e ci riesce bene, ma la cosa è più legata alla mimica che alla recitazione vera e propria), non è poi così grandiosa. Il suo personaggio ricompare poi in altre due versioni (una è quella ovvia da strega) che con la Sarandon c'entrano poco.

Tutt'altra cosa, invece, Adams e Dempsey che riescono a rendere, rapidamente e in maniera naturalissima, il gap tra il mondo reale e quello delle fiabe. E non è cosa facile, a mio avviso.

Ah, e concordo con Elik, il trucco della Sarandon poteva essere meglio. Molto caricato e perfetto per il teatro, ma per nulla cinematografico. Sembrava finta.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Francesco F » sabato 27 ottobre 2007, 15:12

LBreda ha scritto:Ah, e concordo con Elik, il trucco della Sarandon poteva essere meglio. Molto caricato e perfetto per il teatro, ma per nulla cinematografico. Sembrava finta.

e ci potrebbe pure stare, dato che hanno la scusa "è una parodia/citazione/caricatura di tutto il mondo delle favole". il problema è che a me è proprio piaciuta poco. Un altro problema del film, secondo me, è che è molto poco spettacolare (forse anche per colpa della regia, di un Kevin Lima che non dà il suo meglio nel live action), mentre se lo fosse stato avrebbe reso il finale (che nelle intenzioni è pura azione) non così deludente come invece è stato.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » lunedì 19 novembre 2007, 02:31

Guardate qua c'è Menken che strimpella il piano e fornisce una piccola preview delle musiche del film. Sembra starsi divertendo come un pazzo a suonarle! :asd:
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Francesco F » lunedì 19 novembre 2007, 09:48

argh, ma spoilera una delle scene più rotfl del film! non ascoltarlo con attenzione, senti solo le canzoni :P

argh2, ma non suona "So close"! -_-
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » venerdì 07 dicembre 2007, 18:11

Entusiasmi

<Valerio> sto per vedere Enchanted!!!!!
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda LBreda » venerdì 07 dicembre 2007, 22:21

Qui a Roma lo danno in relativamente pochissimi cinema, tra i quali non figura il mio preferito. Bah.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » venerdì 07 dicembre 2007, 23:17

Oh, che incanto!
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda camera9 » sabato 08 dicembre 2007, 13:40

LBreda ha scritto:Qui a Roma lo danno in relativamente pochissimi cinema, tra i quali non figura il mio preferito. Bah.


Io mi aspettavo lo facessero in un multisala vicino casa mia, invece credo che dovrò farmi accompagnare in macchina.E per vederlo dovrò aspettare pure qualche giorno visto che è periodo di compiti in classe.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Lightning » sabato 08 dicembre 2007, 15:34

Un classico Disney fatto film live-action.
Questo è il commento che più viene spontaneo dopo aver visto "Come D'Incanto".
Tutto ricorda la lunga tradizione dei classici d'animazione Disney: la narrazione, l'atmosfera, la storia d'amore, musiche & canzoni, per non parlare delle continue citazioni. Da Biancaneve a La Bella e La Bestia passando per Dumbo... solo per citarne alcuni... ci mancavano solo Taron e La Pentola Magica e Cicken Little. Anzi pensandoci bene forse non mancavano affatto.
Detto cosi' l'originalità potrebbe sembrare scarsa ma l'innovazione di questo film sta proprio nella rivisitazione in chiave ironica di tutti i temi ricorrenti nei Classici, rivisitazione molto divertente e ben fatta, che occupa tutta la parte centrale del film e che scorre via velocemente tanto che non ci si accorge di essere già arrivati alla parte finale.
Recitazione ottima di tutti gli attori ma soprattutto della principessa Giselle (Amy Adams) che sembrava trovarsi davvero a proprio agio nel ruolo, non facile, che le è stato assegnato.
Unici difettucci, a mio parere, sono nella figura del servo, solo abbozzata, tanto che non si capisce bene perchè alla fine decide di ribellarsi alla regina e forse nel cambiamento della principessa Giselle un pò troppo repentino e poco realistico.
Ah dimenticavo le musiche, come molti di voi sanno, sono di un grande come Alan Menken... e si sente.
"L'umanità deve porre fine allo spoiler, o lo spoiler porrà fine all'umanità."

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Messaggioda DeborohWalker » domenica 09 dicembre 2007, 02:56

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I film d'animazione in 2D sono morti, almeno per il grande pubblico occidentale. La Disney attua così un intelligente operazione di rivalutazione del genere d'animazione, spiegando quale sia la magia e l'importanza delle "favole per bambini" Disney, e nel farlo riesce a realizzare un gran bel film.
Come D'Incanto non è "un film d'animazione girato in live action" o un opera auto-ironica, come dice chiunque, ma ha qualcosa in più; è una riflessione su due mondi contrapposti, le favole e la realtà, la speranza e la disillusione, i sogni e il materialismo, il cuore e il cervello.
La storia mette lo spettatore di fronte al fascino della fantasia, ormai repressa e disprezzata nella frettolosa società odierna; la perdità dell'ingenuità è una fenomeno che affligge la Disney stessa, dato che ormai sempre prima i ragazzi snobbano il cartone considerandolo infantile, per dimostrarsi superiori a quelle favolette.
Ma basteranno i due enormi occhioni dell'entusiasta principessa Giselle per far cambiare idea a un avvocato divorzista (e ai suoi clienti), facendo riflettere il pubblico in sala, anche quello presente soloperchè il film è in live action e non animato, che c'è sempre bisogno di qualcuno che racconti le favole.
La parte animata è un ritorno al disegno tradizionale Disney: nessuna novità o particolarità per queste sequenze, ma la novità risiede nel potersi godere nuovamente il disegno tradizionale, rinfrescando la memoria sull'universo narrativo che verrà deriso e analizzato nella restante parte del film.
Buona la recitazione, in particolare di James Marsden nei panni del ridicolo principe azzurro iper-stereotipizzato, e l'interpretazione di Susan Sarandon della più classica delle streghe cattive. (A tal proposito ho sentito in un'intervista la Sarandon che diceva che il suo personaggio è un cattivo diverso da tutti quelli che si sono visti finora, ma evidentemente non ha capito nulla di che film stava facendo...)

Ciò che rovina questo film è l'adattamento italiano. La doppiatrice italiana di Giselle a mio parere è troppo ebete, mentre sentendo la voce originale vi è un equilibrio che non stona per nulla; nelle canzoni però da' il peggio di sè, utilizzando una voce vibrata, degna della sigla di Lady Oscar cantata dai Cavalieri del Re. Ma il vero scempio sono le canzoni; sono uscito dal cinema decisamente deluso dall'opera di Menken, ma andandomi ad ascoltare le canzoni originali, mi sono dovuto ricredere. Le canzoni in inglese sono davvero belle, evidentemente in italiano sono state storpiate, un po' dai cantanti neanche lontanamente paragonabili agli attori originari, un po' per i testi non all'altezza.
True Love's Kiss mi è parso un biglietto da visita un po' scarso, e il testo italiano ha tolto il ruolo fondamentale che nel brano aveva il "bacio del vero amore", fondamentale ai fini della trama, perdendo così una profondità di signficato.
Happy Working Song mi è parsa ridicola, e non in senso buono, le parole mi suonavano male e in certi casi erano cacofoniche o incastrate in malo modo.
That's How You Know, l'unica che in sala mi fosse veramente piaciuta, riascoltata in versione originale si rivela essere comunque dieci spanne sopra alla versione tradotta. E sinceramente mi aspettavo qualcosa in più anche dalle scene di massa della coreografia.
So Close non ha un minimo della poesia che ha cantata da Patrick Dermsey, e più che dal testo direi che qui è penalizzata dalla voce del cantante.
Insomma, capisco la posizione di chi uscito dalla sala ha detto "Ci sono troppe canzoni"; bè, non penso che con film come Aladdin o il Re leone avrebbero avanzato la stessa lamentela, il problema è che le canzoni italiane non risultano così naturali come invece è nella versione in inglese, risultando forzate.
L'ho trovata una caduta di stile non indifferente, dato che le canzoni Disney italiane le ho sempre trovate allo stesso livello qualitativo delle originali, essendo a volte leggermente inferiori, a volte leggermente superiori, ma non arrivando mai a compromettere la visione del film come mi è successo in questo caso. Nulla da eccepire invece sulla colonna sonora che si sente per tutto il resto del film, davvero meravigliosa, composta in ogni singolo istante da melodie che ricordano vagamente ora questo, ora quel brano pescato da un qualsiasi film Disney.
Non so a cosa sia dovuto ciò: forse gli adattatori si sono disabituati a trasformare in Italiano le canzoni italiano, o semplicemente non gli hnno prestato la stessa attenzione dei film animati, pensando che l'attrattiva del film era altro, e non erano così fondamentali.

Comunque il film è davvero la manna dal cielo per i Sollazzatori e i Disneyomani, queste sono alcune delle citazioni trovate se qualcuno ne ha trovate altre, aggiunga pure:
- Il libro pop-up all'inizio del film è una versione moderna del libro che c'è all'inizio dei primi film Disney
- I titoli di testa (solo nella versione americana, grrr) hanno lo stesso carattere di quelli della Bella Addormentata nel Bosco)
- Edward balla con Nathaniel in modo simile a come il principe Filippo balla con suo padre ne La Bella Addormentata nel Bosco
- Il troll indossa un vestito formato da pezzi dei vestiti di Aurora, Cenerentola e Biancaneve, e come orecchini ha le conchiglie di Ariel
- Nella camera di Giselle c'è una rosa sotto una cupola di vetro
- Giselle ed Edward cavalcano verso il tramonto, come alla fine di Biancaneve e i sette nani
- Gli animali che aiutano Giselle sono presi dai vari film con le principesse Disney
- La carrozza con cui Giselle va al matrimonio ricorda la zucca di Cenerentola
- Un ranocchio salta e viene coperto da una corona di schiuma, evidente riferimento al futuro Principe Ranocchio
- Narissa si trasforma in un drago, come Malefica ne La Bella Addormentata nel bosco
- Narissa trasformata in vecchina è una citazione della strega di Biancaneve, così come le mele avvelenate che cerca di dare a Giselle
- Il pozzo per esprimere i desideri è preso da Biancaneve
- La coppia che sta divorziando si chiama Banks, come i genitori in Mary Poppins
- Nella scena in cui gli animali puliscono la casa, il riflesso di Giselle nelle bolle è un omaggio a Cenerentola
- La donna che da' da mangiare ai piccioni potrebbe essere un rimando a Mary Poppins
- Quando Giselle fissa l'acquario, si sente la musica della Sirenetta
- Giselle sbuca cantando da una collina, come Belle
- La recita nel parco mette in scena Raperonzolo
- Edward parla con la televisione come se fosse lo specchio magico, citazione da La Bella Addormentata nel Bosco
- Nella soap opera che Edward guarda, si sente la canzone della bella e la Bestia, e la scenografia ricorda quella della scena in cui Belle benda la Bestia
- Il ristorante Bella Notte è un omaggio a Lilli e il Vagabondo
- Mentre Giselle racconta la sua versione di Cappuccetto Rosso, su una sedia si vede una bambola di belle con gli occhiali da sole
- Al ballo, gli sguardi di Robert e Giselle sulla scalinata si trovano in modo simile a quanto avviene tra Cenerentola e il Principe Azzurro
- La scena del ballo tra Giselle e Robert ricorda quella della bella e la Bestia, per il costume indossato da Robert, alcuni movimenti di camera, e la canzone cantata da un personaggio presente sul posto ma non in scena
- L'inquadratura in cui la mela cade dalla mano di Giselle è stata riprodotta in modo identico a Biancaneve
- La spada al ballo infilata nel pavimento potrebbe essere un riferimento alla Spada nella roccia
- Giselle perde la sua scarpetta come Cenerentola
- La scena sul tetto ricorda molto il combattimento finale tra Gaston e Bestia

Ah, per chi volesse metto qui il video musicale di Ever, Ever After, nel quale compare un altro po' di 2D realizzato dalla Disney per l'occasione. Magari può interessare, visto quanto poco 2D ci siamo goduti ultimamente...
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Valerio » domenica 09 dicembre 2007, 19:59

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Sembra che la storia si stia ripetendo. Se negli anni 80 la Disney era stata colpita a morte dal flop di Taron e la Pentola Magica, per risalire lentamente con Basil l'Investigatopo e Oliver & Co. e ritornare in grande stile con La Sirenetta, pare che in questo nuovo secolo questi stessi ruoli si stiano riproponendo: abbiamo infatti avuto il pasticciato Chicken Little, la lenta ripresa coi Robinson, a cui seguirà Bolt (anch'esso un film di cani!) e infine The Princess and the Frog, l'opera che sancirà il definitivo ritorno del 2d ai Walt Disney Animation Studios, ad opera dello stesso duo di registi che lavorò ad Ariel: John Musker & Ron Clements. In questo riproporsi di ruoli e situazioni pure Come D'Incanto trova un suo corrispettivo, e cioè il film a scrittura mista del 1988 Chi Ha incastrato Roger Rabbit, che col suo voler omaggiare mezzo secolo di storia dell'animazione, proponendo uno scontro tra un mondo fantastico e uno ben più cinico, riuscì a fornire un antipasto assai appagante delle meraviglie che di lì a poco sarebbero uscite dalla Disney. Questo nuovo antipasto però, alla luce del momentaneo abbandono del 2d e del suo ritorno in pompa magna che stiamo tutti attendendo, assume una luce completamente nuova. L'animazione tradizionale dei Walt Disney Animation Studios, storicamente la migliore sulla piazza, non era più stata vista nelle sale cinematografiche da Mucche alla Riscossa. In seguito avremmo avuto quel delizioso piccolo sprazzo che è La Piccola Fiammiferaia, residuo insieme a Lorenzo, Destino e Uno per Uno di quel Fantasia che mai fu completato, ma si trattava pur sempre di assaggi, di contentini in attesa di un futuro dalle tinte meno fosche. Futuro che benchè si stia profilando all'orizzonte, va atteso ancora per un paio d'anni, gustandosi nel frattempo il delizioso prologo animato di questo film. Prologo che proprio in virtù della particolarissima situazione degli studios, non è stato animato, come ci si aspetterebbe, a Burbank. La mancanza di attrezzature necessarie a creare animazione tradizionale, ha creato un problema logistico non indifferente alla nuova gestione lasseteriana, che per quanti buoni intenti potesse avere si è dovuta comunque confrontare con i disastri causati da Eisner. La soluzione è stata quella di selezionare uno studio esterno col quale collaborare utilizzandone le attrezzature: la scelta è caduta sullo studio di James Baxter, un signor animatore messosi recentemente in proprio, ma con alle spalle un'esperienza non indifferente sia in campo Disney (Belle, Rafiki e Quasimodo sono suoi prodotti!) che in campo Dreamworks.
Con l'invio da parte dei WDAS, poi, di fior fior di artisti come Mark Henn e Andreas Deja, si è venuta a creare un'inedita alleanza tra i due studi, e il problema logistico è stato risolto, giusto in tempo perchè ai WDAS si potesse riattivare la strumentazione necessaria per lavorare al nuovissimo cortometraggio di Pippo. Il risultato di questa collaborazione è visibile in lungo e in largo nel prologo che precede l'arrivo di Giselle nella New York live action, in una breve sequenza finale e in tante piccole scene collocate a metà in cui viene mostrata l'accanita ricerca di Giselle da parte di Narissa, la cattiva del film. Lo stile utilizzato è - per la stessa natura del film - quanto di più stereotipato si possa desiderare per rendere bene l'idea del mondo delle favole. L'apporto di Deja, Henn e Baxter ai personaggi umani si nota, e quest'ultimo specialmente deve essersi divertito un mondo ad animare Giselle ed Edward, visto che ogni loro movenza è un virtuosismo grafico. Baxter esaspera espressioni, fa sciogliere i volti, fa quanto di meglio si possa desiderare per trasmettere il potenziale di quella che si pensava essere una tecnica cinematografica morta e sepolta. Riesce a far sentire la differenza proprio esagerando l'espressività, da sempre cavallo di battaglia del 2d, ma che del 3d invece era stata la principale croce. Alla magnificenza delle persone però si contrappone il character design degli animaletti amici di Giselle, sicuramente meno ricercato o ispirato, ma che si presume possa rientrare pienamente in quell'aria stereotipizzante che si voleva ottenere. Una nota la meritano anche gli sfondi, veramente molto belli, ricchi d'atmosfera e colorati ottimamente.
E' con l'arrivo del live action che si entra nel vivo della narrazione. E quello che poteva sembrare un classico film d'animazione si trasforma in una commedia sentimentale, forse un po' di genere, ma talmente brillante e intelligente da lasciare senza fiato. E qui entrano in gioco la bravura degli attori, in special modo di Amy Adams e James Marsden, che riescono a portare all'estremo il contrasto tra la loro svagatezza e il cinismo del mondo che li circonda. Ogni loro movenza, ogni loro espressione, ogni minima battuta di dialogo trasuda stile e amore verso il paradosso e la pantomima tanto cara a Walt Disney. Sono momenti di grande cinema quelli che li vedono volteggiare trasognati in mezzo a persone che non capiscono minimamente il loro repertorio di stereotipi. E benchè il film, compiuto il grande salto dall'animazione al live action, torni indietro molto di rado, la nostalgia verso una regia tipica dell'animazione si avverte pochissimo. Questo si deve alla bravura di Kevin Lima, già autore di In Viaggio con Pippo e Tarzan, che riesce a dare alla sua New York un taglio assolutamente magico e di classe. Per quanto non manchino i bassifondi e le scene cittadine, questa non è più la New York xerox, di Oliver & Co., sudicia fino al midollo, ma un regno in cui predominano il blu del cielo stellato, il verde di Central Park e l'oro dei ristoranti e le sale da ballo. Un luogo magicamente idealizzato che non può che far accrescere l'impressione di essere davanti a un lungometraggio d'animazione (dove tutto è al servizio di un'estetica ben precisa) girato però in live action.
In questo frangente aiuta parecchio anche la colonna sonora, firmata da quel Dio di Alan Menken. Menken stavolta riesce nella dura impresa di tenere il piede in dieci scarpe, senza sacrificarsi minimamente. La sua musica riesce a commentare alla perfezione tanto le sequenze animate quanto quelle live action, per giunta mantenendo uno stile unitario. Ogni minimo giro di note che compone la colonna sonora è sia una parodia che un sentito omaggio alle ben note colonne sonore dei film Disney del passato, e - cosa ancor più incredibile in una tal situazione - riesce ad avere persino una propria individualità. Ma la cosa più importante, è che il film rientra a pieno titolo nella tradizione dei musical a scrittura mista di cui fanno parte Pomi D'Ottone, Elliott, Mary Poppins e via dicendo, serbando una cinquina di canzoni scritte da Menken e dal paroliere Stephen Schwartz. Di queste cinque, quelle che si fanno maggiormente notare per il loro impianto citazionistico sono le prime tre: True Love's Kiss apre il film. E lo apre in senso stretto visto che l'introduzione musicale si ha già dal logo della Walt Disney Pictures col suo nuovissimo castello, che scopriamo grazie a una veloce zoomata contenere in una sala il libro pop-up che racconta la storia di Enchanted. La canzone, che serve a presentare Giselle e il suo mondo di sogni è un chiaro riferimento a I Wonder e Once Upon a Dream da La Bella Addormentata nel Bosco, a A Dream is a Wish Your Heart Makes da Cenerentola e specialmente alla grande capostitipite di tutte le canzoni d'amore Disney, quel Someday My Prince Will Come che costituiva il cuore di Biancaneve e i Sette Nani. E il debito è evidente sin dalle primissime note, in cui Giselle si rivolge agli animaletti duettando con loro uno scambio di battute ritmato che porta poi alla canzone vera e propria. Ma poi la predilezione citazionistica per Biancaneve prosegue alla grande quando entra in scena il principe Edward, che col suo vocione sembra parafrasare il cantato del Principe in I'm Whising. Non sono solo Biancaneve, Cenerentola e Aurora però i riferimenti di Menken in questa sua magnifica opera: per la seconda canzone, Happy Working Song sembra essersi rifatto al secondo grande periodo della storia Disneyana, quello xerox dominato dalle allegre melodie dei Fratelli Sherman. In particolare lo spirito è quello che si respira in A Spoonful of Sugar, solo caricaturizzato al massimo. Siamo nella fase del film di massimo straniamento in cui Giselle sembra ancora totalmente fuori dal mondo e la regia, più che attingere a modelli di musical live action, ricalca esattamente lo stile animato, permettendosi notevoli virtuosismi bizzarri e parecchie zoomate sulle gag degli animali che aiutano Giselle nel riordino. Chiaramente, benchè musicalmente siamo più vicini al periodo xerox, anche qui la fonte visiva è ancora Biancaneve. E idealmente si potrebbe dire che la terza canzone, That's How I Know è invece quella più rappresentativa del musical Disney anni 90, di cui lo stesso Menken insieme ad Ashman è stato fautore. L'intera sequenza a Central Park è esaltantissima, e visivamente parlando paga non poco il tributo ai lungometraggi in scrittura mista del periodo xerox, ricordando parecchio sia Portobello Road di Pomi D'Ottone e Manici di Scopa che svariate sequenze di Elliott il Drago Invisibile e Mary Poppins, ma le sonorità stavolta ci riportano più a brani come Under the Sea, con l'uso iniziale di bonghi e calypso e il crescendo continuo del coro.
C'è poi la quarta canzone, So Close, un buon tema d'amore, che tuttavia non raggiunge i livelli delle altre, pur presentando a metà della sua durata un intenso momento strumentale, puramente Menkeniano e a dir poco da pelle d'oca. La sequenza ad ogni modo, ambientata dopo la parziale normalizzazione di Giselle, presenta il cantato in maniera assolutamente diegetica, ma non per questo meno citazionosa visto che stavolta tocca a La Bella e la Bestia essere omaggiata sia nei movimenti di macchina che nei costumi della sequenza. Il film si conclude con Happily Ever After, purtroppo la più debole delle cinque, forse proprio a causa della sua natura pop, sequenza che però, visivamente parlando ha il pregio di offrire frequenti inserti animati che ci mostrano il finale della vicenda.
Finale che si potrebbe criticare definendolo troppo veloce e con una Sarandon parecchio sacrificata, difettucci che tuttavia non intaccano più di tanto l'immenso valore di tutto il resto (resto che viene intaccato molto di più dalla gag con lo scoiattolo che fa la cacca, elemento di disturbo che sembra più che altro un sabotaggio). Ma per un elemento poco convincente c'è tanto altro che invece non solo convince ma esalta, affascina, incanta. Uno è anche il citazionismo estremo di cui è pervasa tutta la pellicola: tutta la filmografia disneyana viene più o meno omaggiata, a volte mostrandone una sequenza in una tv (è il caso di Bongo e i Tre Avventurieri), altre volte facendoci sentire uno stralcio di colonna sonora (gli Elefanti Rosa di Dumbo), molto spesso riprendendone pari pari alcune scene. la maggior parte dei nomi (persino nel caso delle comparse) hanno a che vedere con Classici o film misti del passato, e addirittura pare che uno dei vecchietti della sequenza a Central Park sia uno spazzacamino di Mary Poppins.
Insomma Come D'Incanto è un continuo virtuosismo narrativo, registico, recitativo, grafico e compositivo. Una meraviglia che pare sia stata in lavorazione da parecchio tempo se si pensa che i primi rumor circolavano già nel web ad inizio 2001, e che da lì in poi la Disney avrebbe subito un tracollo totale. Eppure in tutto questo il progetto non è mai stato abbandonato completamente, benché per lunghi periodi non se ne sia più parlato o sia stato messo provvisoriamente nel cassetto. E non è dato sapere quando ci sia stata la spinta che l'ha velocemente rimesso in piedi e portato a compimento. Certo, sarebbe bello poterla far coincidere con l'arrivo della nuova illuminatissima gestione, e visti i tempi brevi che ci sono voluti per girarne la parte live action, e realizzarne la breve parte animata, la si potrebbe benissimo pensare così. Quel che è certo è che il momento migliore per uscire non poteva essere che questo, con il mondo intero ormai del tutto disabituato all'idea di una fiaba in animazione. Serviva proprio Enchanted, col suo essere a metà strada tra un film animato che più classico non si può e una commedia romantica live action, per risanare il sense of wonder comune, colpito a morte da troppi film in 3d volutamente "disincantati". E invece stavolta è il film a fare il quadruplo gioco col pubblico, fingendo a momenti di stare dalla sua parte, e colpendolo a tradimento in altri, rivelandosi in tutta la sua Disneyanità, in una continua alternanza tra incanto e disincanto, sottile parodia e raffinatissimo omaggio. Il compromesso che ci voleva insomma per traghettare un pubblico abbrutito dal presente verso i fasti di un futuro radioso.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda hector » lunedì 10 dicembre 2007, 00:00

E come d’incanto, la Disney si è ridestata

“Come D’incanto” è stato una gioia per gli occhi, per le orecchie e per il cuore.
Durante questi anni di preparazione e realizzazione del film, l’attesa si è fatta sempre più pressante. Non si sapeva tuttavia cosa ci avrebbe aspettato nelle sale: un film che prendendo spunto dal genere fiabesco ne realizzasse una parodia se non addirittura una sorta di presa in giro oppure la celebrazione di un genere cinematografico e narrativo? La Disney ha scelto la seconda opzione e con questo gioiello ha riportato in auge la fiaba classica mostrando sullo schermo in che modo essa dal mondo parallelo della fantasia può essere trasferita alla comune, caotica e frettolosa realtà quotidiana che sembrerebbe non lasciare spazio per certi valori quali la meraviglia e lo stupore (Wonder), la riscoperta delle cose semplici (Simple Things) e i buoni sentimenti (Heart). Lo spunto narrativo è semplice e classico: una umile ragazza e un valoroso principe si innamorano. La perfida matrigna non può però accettare di vedersi soffiare il regno sotto il naso dall’ultima arrivata e così fa di tutto per mandare all’aria le imminenti nozze. Quale potrebbe essere il modo migliore per sbarazzarsi della ragazza? Una mela avvelenata? Forse questo espediente potrebbe funzionare, ma, come per ogni cattiva che si rispetti, la malvagità spinge sempre alla ricerca della punizione più dolorosa e cosa c’è di peggio di spedire la ragazza in un posto terribile dove i sogni non diventano mai realtà, il nostro grigio mondo, per la precisione, la cinica New York?
Giselle è interpretata magistralmente da Amy Adams che ne è riuscita a coglierne alla perfezione l’aria trasognata e la tenera ingenuità restituendo al pubblico un personaggio convincente ed emozionante. Ottimo anche il resto del cast con James Marsden nella calzamaglia del principe Edward, aitante cavaliere dalla indubbia prestanza fisica ma dalla discutibile vivacità intellettiva, con Patrick Dempsey nei panni di un abile avvocato divorzista provato dalle delusioni della vita che ha dimenticato il significato della speranza e con la veterana Susan Sarandon che interpreta la regina Narissa con glaciale autorevolezza (tanto che non sarebbe dispiaciuto potersela godere sullo schermo per qualche scena in più).
Per Walt Disney la musica ha rappresentato da sempre il supporto ideale per la narrazione di una storia e così in questo film la musica è tornata ad essere protagonista grazie alla colonna sonora di Alan Menken (“La sirenetta”, “La bella e la bestia”, “Aladdin”, “Pocahontas”, “Il gobbo di notredame”, “Hercules”, “Gli strilloni”, “Mucche alla riscossa”, “King David” tanto per limitarsi ai musical teatrali e cinematografici, animati e live-action, realizzati per Disney) e alle canzoni dello stesso Menken e di Stephen Schwartz (“Pocahontas” e “Il gobbo di Notredame” per la Disney, “Il principe d’Egitto” per la Dreamworks, e, a teatro, il musical “Wicked” di cui in “Come D’Incanto” si scorge il cartellone).
La canzone “True Love’s Kiss” è un chiaro omaggio alle principesse, in particolare modo a Biancaneve; si ispira a “With a smile and a song” nella introduzione, a “Someday My Prince will come” nel concetto e nello stile e a “I’m wishing” nell’intermezzo vocalizzato. Introduce lo spettatore nel mondo della fiabe riproponendone i clichè caratteristici: la ragazza innamorata e sognante, il principe coraggioso, il mostro cattivo e minaccioso, gli amici animali con saltellanti cerbiatti, scattanti scoiattoli e cinguettanti uccellini. Il secondo brano “Happy Working Song” fa da eco alle diverse sequenze presenti nei film disney in cui i personaggi per qualche motivo sono impegnati nel rimettere in ordine una casetta come in “Biancaneve e i sette nani” o “La bella addormentata nel bosco”, una stanza da letto come in “Mary Poppino” o un intero castello come ne “La bella e la bestia”. Il brano è allegro e gioioso e viene reso comico non solo dalla sequenza in cui una improbabile impresa di pulizie costituita da insetti, topi e piccioni riassetta un appartamento nel bel mezzo di New York, ma anche dalle esasperate evoluzioni canore di Giselle caratterizzate da agili saltelli melodici con intervalli di sesta, ottava e undicesima disseminati con ostinazione nel brano. “That’s how I know” è puro musical: con questo brano corale, arricchito da una spettacolare coreografia nel bel mezzo del Central Park, Giselle cerca di far capire a ritmo di reggae quanto sia importante esternare i propri sentimenti. “So Close” è un lento ballabile, una sorta di valzer moderno, che accompagna i protagonisti nella sequenza in cui tutti capiscono per la prima volta ciò che davvero desiderano. L’epilogo è infine accompagnato dalla canzone pop “Ever ever after” anche essa adattata in italiano come gli altri brani.
Tutta la parte animata è realizzata in modo magistrale e non si limita alla sola introduzione, anche se la maggior parte delle scene animate sono logicamente concentrate all’inizio del film. L’utilizzo dell’animazione Computer Generated è riservato alle scene dal vivo dove permette di dare vita soprattutto agli animali, allo scoiattolo Pick e al drago, anche se qualche piccola incursione è presente anche nelle scene animate con tecnica tradizionale.
E’ superfluo ricordare le numerose citazioni a film del passato sia Disney che non, tra cui “La sirenetta” nella scena dell’acquario (con “Part of Your World” in sottofondo e Jodi Benson, voce originale di Ariel, che interpreta la segretaria dell’ufficio legale), “La bella e la bestia” (con il tema omonimo in chiave minore) e “Bongo e i tre avventurieri” di cui viene mostrato uno stralcio, nella scena in cui Edward sta guardando un film in tv, “The sound of music” durante la canzone “That’s how i know” quando Giselle corre sul prato, “King Kong” nella battaglia finale sul grattacielo. La coppia di clienti dello studio legale inoltre fa di cognome Banks, proprio come i genitori di Jane e Michael in “Mary Poppins”. Una piccola curiosità per i fan di Menken è che il titolo del libro scritto da Pick, “Silence isn’t golden” rievoca “Silence is golden”, titolo di brano scritto da Menken e Ashman per Ursula ma scartato dalla versione finale de “La sirenetta”.
La proiezione del film in sala è stata piacevole e supportata da un pubblico folto, partecipe ed entusiasta. All’inizio, mi è sembrata molto efficace la transizione dal logo del castello alla prima sequenza del film: una rapida carrellata in avanti trasporta lo spettatore all’interno della torre principale del castello di Disneyland in cui è custodito, su un leggio, il libro di “Enchanted”, da cui prende vita la storia, che è narrata da Julie Andrews nella versione originale. Interessante il modo in cui l’idea del libro che si schiude per introdurre la storia è stata rielaborata così da trasformare il classico libro miniato in un libro pop-up.
Anche i titoli di coda sono stati realizzati con un raffinato gusto per la citazione: oltre alle principesse tra cui Biancaneve, Cenerentola e Ariel si è potuto scorgere un evidente richiamo a “La spada nella roccia”.
In fondo ai titoli di coda è possibile inoltre notare una simpatica curiosità: solitamente i diritti relativi alla produzione dei film Disney nel Regno Unito sono sempre gestiti in maniera differenziata rispetto al resto del mondo; per Enchanted è stata creata la Andalasia Production che prende spunto dal nome della terra di origine di Giselle.
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Re: Disney: Come D'Incanto

Messaggioda Ilaria » martedì 11 dicembre 2007, 18:33

Ho visto "Come d'incanto" ieri sera e sono uscita dal cinema... incantata! :gh:
Globalmente il film mi ha entusiasmato, emoziato in un modo che non credevo possibile. Ero sicura che il film mi sarebbe piaciuto, ma immaginavo *così* tanto!
Già i titoli di testa scritti col carattere della Bella Addormentata mi hanno addolcito. L'inizio animato nel più classico stile Disney mi ha commosso e portato un'ondata di nostalgia. La storia-lampo "damigella in pericolo, principe che la salva, e, nella loro ottica, vivranno per sempre felici e contenti" mi ha fatto ridere. La vicenda prosegue e io scopro con piacere che Giselle è una "principessa" deliziosa. Non fanciullina indifesa, ma neanche wonder woman. Ingenua, delicata, ma decisa. Adorabile.
La storia si snoda e prosegue, in un mare di citazioni e momenti forse per me dolceamari. Vedere Giselle con tutto il suo entusiasmo, in una moderna, cinica e quanto mai realistica New York mi ha fatto chiedere quanti spettatori vedranno quello che ho visto, quanti guarderanno dolcemente Giselle e la sua vita da fiaba persino nella realtà, e quanti invece vedranno questo film solo come, appunto, una favoletta per i bambini... Mi ha fatto riflettere sulla mia passione per i film Disney (e non) spesso non capita e considerata da molti infantile. Girando su diversi blog di splinder, ho letto qualche post dedicato a "Come d'incanto", scritti per lo più da adolescenti. E' piaciuto -sorprendendoli- a tutti, ma le motivazioni per cui sono andati a vederlo erano il tale o tal'altro attore, era il fatto che fosse film, mentre per me l'attrattiva maggiore era la classica animazione Disney all'inizio, era l'apparente inconciliabilità tra fiaba e realtà. La Disney tornerà al 2D e questo rende me, voi e altri appassionati nostalgici euforici. Ma i nuovi giovani? Loro sapranno (vorranno) essere affascinati, sognare, anche se non sono più bambini?

Chiudo questa piccola parentesi e torno al film. Ho trovato Amy Adams perfetta per Giselle, in alcune espressioni era veramente identica alla sua controparte animata, forse in alcune circostanze ha esagerato un po' con la mimica delle mani, ma niente di preoccupante.

Mi ha strappato un sorriso il ballo in cui [mini spoiler, potete leggerlo tranquillamente per me] Giselle, per l'unica volta che sarebbe stata "normale" con i suoi vestiti autoconfezionati, è andata a indossare un "normale" abito elegante (che poi per me era proprio brutto). Non so se fosse voluto, ma in quella scena a me è sembrata molto più Amy Adams e molto meno Giselle...non so se avete capito che intendo

Il principe Edward a me è piaciuto un sacco e devo dire che ci sono rimasta un po' male per lo scambio delle coppie finale. Insomma, ok, lui è il classico principe, un po' superficiale, ma sembrava davvero innamorato di Giselle. Sembrava cercarla per salvarla, non per soddisfare il suo coraggio e il suo status. Già dal ballo inizia a diventare antipatico, e non ho gradito molto l'innamoramento di Nancy. Mi sarebbe piaciuto forse di più che Giselle fosse stata una sorta di Mary Poppins per Robert e Nancy e che avesse magari svegliato il suo principe. Non so, opinioni.

Nathaniel l'ho trovato insipido e macchiettistico in modo sbagliato. Mi è piaciuto solo nel ristorante e per via dei suoi mille trasformismi. Temo però che sia colpa dell'attore, in quanto anche nella saga di Harry Potter (è sempre lui che interpreta Codaliscia, no?) è eccessivamente caricaturale.

La regina Narissa è splendida in versione animata, mi ricorda vagamente Izma delle Follie dell'imperatore, non so nemmeno io perchè, forse anche per le piante del giardino sagomate a sua immagine. Solo che mi è piaciuta tanto in versione animata, quanto poco in versione reale. Susan Sarandon secondo me ha esagerato, concordo con chi ha detto che sembrava finta. Così come finto e assolutamente poco entusiasmante è stato il drago. Tanto fisicamente quanto per le sue battute. Però è una parte così piccola che non intacca lo splendore dell'intero film.

Le canzoni le ho amate. E devo dire che non ho trovato il doppiaggio italiano così deludente come diceva Deboroh. Forse giusto Happy Working Song è un po' forzata, ma That's How You Know secondo me è perfetta e molto bene adattata.

Leggendo in giro ho riscontrato qualche critica per il lieto fine o la prevedibilità degli eventi. Beh, non sono critiche adatte a un film Disney. Rimmarei molto più delusa nel non trovarlo, il lieto fine!

Concludendo, penso che andrò molto presto a rivedere questo film e non posso che ritenermi molto speranzosa per il futuro del cinema d'animazione Disney! :ciao:

ps: all'inizio è presente un'altra citazione da Biancaneve. Quando Giselle deve mettere gli occhi alla sua personalissima statua del suo principe (che volendo potrebbe essere citazione essa stessa della statua di Eric nella Sirenetta), guarda dentro i due diamanti azzurri proprio come fa Cucciolo nella miniera ;)
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