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[WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Bramo » domenica 07 febbraio 2010, 18:42

Segnalo un post dal blog di Luca Boschi che parla del film, dei suoi guadagni, di confronti con guadagni del passato... direi interessante, il tutto: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.c ... il-3d.html
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » domenica 21 febbraio 2010, 20:29

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La Principessa e il Ranocchio doveva essere il film della rinascita. Una rinascita architettata e voluta da John Lasseter, che con l'intenzione di tornare all'animazione tradizionale per rilanciare la Disney nel mondo delle fiabe classiche, nello stile dei musical anni '90, si è praticamente posto come ultimo avamposto del vecchio modo di concepire l'animazione, in un mondo ormai quasi completamente svenduto alle commedie in 3D. Dopo la parentesi CGI, rimasuglio dell'imposizione eisneriana che devastò gli ultimi resti di Disneyanità all'inizio del nuovo secolo, ecco tornare l'animazione con la quale tutto iniziò, quella realizzata a mano, al ritmo di 24 disegni al secondo. La prima sfida era quella di riunire un team creativo ormai da troppo tempo disperso: John Musker e Ron Clements dopo la cancellazione del progetto Fraidy Cat , una sorta di giallo hitchcockiano, erano pressocché scomparsi dalle scene, ma il buon vecchio John memore che la rinascita anni 90 era avvenuta proprio grazie alla loro Sirenetta, pensò bene di reclutarli e metterli alla regia del lungometraggio. Vennero riacquistate le attrezzature, i tavoli da disegno e quant'altro servisse a rimettere in moto la produzione, animatori compresi: Glen Keane era ancora impegnato a progettare la tecnica 3d con resa pittorica di Rapunzel (oggi Tangled) quindi non partecipò al progetto, ma in compenso ecco di nuovo artisti del calibro di Mark Henn, o Andreas Deja che rifiutatosi di cambiare tecnica era passato a lavorare per i Toon Studios, e persino Eric Goldberg che all'epoca volava di fiore in fiore prestando i suoi servizi a vari studios di animazione. Ovviamente serviva la musica, che era sinonimo di Alan Menken, che salvo il blitz con Mucche alla Riscossa e Come D'Incanto, ormai non batteva un chiodo dai tempi di Hercules, dedicandosi ai musical teatrali: Menken, annunciato in un primo tempo, venne però assegnato a Rapunzel mentre al suo posto subentrava una vecchia conoscenza pixariana: il jazzistico Randy Newman, con un certo sconcerto da parte dei fan. Il motivo era presto detto: ogni rinascita Disney aveva visto, sì, un principessa ad aprire le danze, ma aveva portato anche una certa dose di innovazioni. Pur essendo questa essenzialmente una marcia indietro rispetto alla svolta CGI di quattro anni prima, il film non doveva però dimenticare i progressi fatti nel campo della narrazione. E in questi anni era stata la Pixar a fare progressi nel campo delle trame, che infrangendo qualsiasi regola del cinema d'animazione avevano portato sempre una certa varietà tematica e imprevedibilità sceneggiatoria. Ecco quindi la favola del principe ranocchio venir essenzialmente trasformata e collocata in un setting assolutamente inedito e poco sfruttato, e cioè la New Orleans dell'età d'oro del Jazz. Una grande idea, che avrebbe conferito alla storia un fascino inedito e una certa originalità di fondo, rompendo schemi e stereotipi fiabeschi a cui il titolo avrebbe potuto far pensare. Ed è chiaro che Newman era particolarmente adatto ad interpretare le musiche di un mondo in cui le sue stesse radici artistiche affondavano.
America di inizio secolo, jazz, vodoo, e atmosfera lacustre erano quindi un cocktail vincente, originale, frizzante e culturale in cui ambientare la storia di Tiana (in un primo momento Maddy, ma poi cambiato per evitare polemiche razziste), cameriera ossessionata dal lavoro col sogno di aprire un ristorante, e Naveen, principe farfallone e lavativo, due personalità forti, realistiche e soprattutto attuali che avrebbero contribuito a svecchiare non poco l'idea artificiosa di principe e principessa che si temeva un princess movie avrebbe potuto portare con sé. Nel film però non c'è solo questo, perchè oltre ad allacciarsi alla tradizione anni 90, viene allegramente tirata in ballo anche la commedia animalesca anni '60 in stile Libro della Giungla: Tiana e Naveen infatti, trasformati in rane a causa del maleficio dello stregone voodoo Facilier, si ritrovano a passare dalle ville borghesi cittadine alle paludi del bayou per spezzare l'incantesimo, ed è quindi l'occasione per inserire alcuni irresistibili comprimari animaleschi nel più puro stile Disney come l'alligatore jazzista Louis e la lucciola Ray, vera e propria sorpresa del film, che con la sua sottotrama poetica e struggente saprà conferire al lungometraggio un elemento inedito nel panorama Disneyano. La cosa bella è che queste spalle animalesche, a differenza che nelle opere della concorrenza, non stanno lì solo per far presenza e far ridere, ma hanno un ruolo attivo nella storia, aiutano i protagonisti, appaiono buffi e simpatici senza però coprirsi di ridicolo o cadere nel pecoreccio. E non solo loro ma anche i personaggi umani come l'amica viziata Charlotte, suo padre o il valletto di Naveen si collocano nell'affresco complessivo in maniera perfetta, con un gioco di ruoli a incastro che è il primo sintomo di come la storia sia stata scritta con intelligenza, genuinità e tanto tanto mestiere, senza ovviamente rinunciare ad uno storytelling semplice e ben chiaro, cifra stilistica dell'universalità Disneyana. C'era bisogno di storie migliori, non era un problema di tecnica, sostengono i creativi Pixar nel documentario The Pixar Story, e infatti ora che l'antico metodo è stato riesumato appaiono ancor più goffi i tentativi degli scorsi anni di inserire a forza nei rispettivi (pur validi) film i personaggi di Fiocco e Rocco, di B.E.N., Zini e compagnia poco divertente. Con le idee giuste, dei buoni intenti e una direzione artistica ben salda e con il completo controllo della situazione si ottiene così un film ottimo, per niente pasticciato, e che pur facendosi portatore di morali nuove, non rinuncia alla tradizionale iconografia Disneyana da sogno americano incarnata dalla Stella della Sera, quella stessa Evangeline a cui il Grillo Parlante nel 1940 diceva di rivolgersi con quella positività di fondo da "tu impegnati e poi vedrai".
E veniamo al comparto grafico. E' tornato il 2d e quindi l'arte Disney si può finalmente esprimere al meglio, con la tecnica che ha praticamente inventato ed evoluto nel corso dei decenni. Però è anche vero che siamo nuovamente agli inizi, e sebbene gli animatori abbiano potuto scaldarsi le ossa grazie alle animazioni presenti in Come D'Incanto e Pippo e l'Home Theatre, c'è ancora qualcosa da ricostruire in termini di team per tornare ai complessi virtuosismi grafici di un Gobbo, di un Tarzan o di un Pianeta del Tesoro. Ciò che però il film offre è comunque spettacolare, e lo si vede specialmente in alcuni personaggi come il capolavoro di stilizzazione Ray e quella specie di virtuosismo continuo che è Facilier, lo stregone voodoo, che ad ogni battuta o movimento trasuda carisma e un'estetica sofisticatissima. Lawrence il maggiordomo, che graficamente sembra una copia del Nathaniel di Enchanted, poteva invece essere curato un po' di più, come anche il design di Tiana in versione ranocchia, piuttosto distante dalla maestria con cui Henn la ritrae da umana. Lo stesso vale per Mama Odie, personaggio concettualmente irresistibile ma che, dato che il suo autore è il grande Andreas Deja, ha un design un po' inferiore alle aspettative. Ottimo invece Gran Papà LeBouff, caricaturale ma simile per stile allo Zeus di Hercules, e assai simpatica la pur schizofrenica Charlotte, che dona al film un brio irresistibile. Eccellenti le colorazioni, i fondali e le musiche di Newman, che pur non essendo d'impatto quanto quelle di Menken riescono ad sposarsi molto bene con le atmosfere, riuscendo a costituire piuttosto un contraltare moderno allo stile dei fratelli Sherman. Ad un primo ascolto magari diranno poco ma successivamente catturano parecchio l'attenzione e non escono più dalla testa. La prima canzone è Down in New Orleans un perfetto esempio di happy village song, in cui vengono presentati un po' tutti i personaggi e la situazione di partenza: viene inoltre descritto il setting come se la città fosse la vera protagonista della vicenda. La canzone è forse la più newmaniana di tutte, e incornicia alla perfezione l'incipit donandogli una forza che nei primissimi minuti (quelli ambientati in casa LeBouff) era assente. Tocca poi alla tradizionale I want song che dà voce ai desideri di Tiana, la ritmata Almost There, che come la precedente mostra la sua vera forza ad un secondo ascolto, la sequenza visualizzata è invece piuttosto particolare perché mostra i sogni di Tiana con una stilizzazione simile a quella di Mary Blair. Tocca poi alla villain song che è più che altro un recitativo e come tale mostra la sua forza più nella versione italiana dove Luca Ward intona Friends on the Other Side, un grandioso momento in cui Facilier mostra tutto il suo carisma, ballando e duettando con la propria ombra mentre intorta Naveen e Lawrence a suon di belle parole. Tradizione vuole che anche le spalle comiche si presentino con una canzone, ed ecco che tutto lo shermanismo di Newman esplode con When We're Human, la canzone di Louis che mette a nudo la palese ispirazione a Baloo e alle sue Bare Necessitites: la canzone è briosa e ritmata e funge da i want song anche per Naveen, mentre le atmosfere spensierate e i colori vivaci prevalgono. E poi c'è Ray, il sorpresone del film, che tutti temevano avrebbe potuto essere una spalla dreamworksiana e che invece ci regala non una ma ben due fantastiche canzoni, che nella versione italiana Luca Laurenti interpreta alla perfezione: la trascinante e country Gonna Take You There con cui ci presenta la sua famiglia e nel contempo porta avanti la trama e Ma Belle Evangeline stupendo tema d'amore che contemporaneamente delinea il suo personaggio e fa evolvere la trama amorosa dei protagonisti, con una maestria e una finezza sceneggiatoria con pochi precedenti. E poi arriviamo al clou, Dig a Little Deeper, la canzone gospel con cui Mama Odie cerca di rieducare i protagonisti, assolutamente azzeccata e divertentissima, che tra un balletto di fenicotteri e l'altro, ricorda non poco le canzoni di Sebastian ne La Sirenetta. Infine va segnalato il brano pop presente nei credits Never Knew I Needed, che con Newman non ha niente a che vedere, e il reprise di Down in New Orleans, nella scena finale, stupenda sequenza in cui la voce di Tiana suggella alla perfezione la conclusione felice di ogni sottotrama in cui ognuno trova la sua strada impegnandosi pur sotto la benevolente luce di Evangeline.
Un vero Classico Disney si rivela redditizio sulle lunghe distanze, e questo lo si sa bene sin dai tempi di Pinocchio e Fantasia che flopparono riscattandosi coi successivi passaggi cinematografici e con l'home video. E vuoi per il depistante "Principessa" nel titolo, vuoi per il marketing unicamente destinato alle bambine, la povera Tiana non ha certo iniziato facendo il botto, anche se bisogna ricordare che è uscita in concomitanza con l'evento Avatar e che sicuramente non si può pretendere di tornare agli antichi splendori di punto in bianco. La politica di Lasseter è stata progettata sul lungo termine, in maniera da restituire alla Disney il buon nome e la credibilità in maniera di farla tornare gradualmente agli antichi splendori. E non si può certo dire che il film non ha ripagato i costi, perché sia in America che in Europa è rimasto a lungo in programmazione ricevendo critiche e apprezzamenti positivi. Ma sulle lunghe distanze appunto. E la Disney è un azienda che non ragiona sulle lunghe distanze ma vuole tutto e subito. E visto che un film palesemente commerciale come Alvin 2, uscito nello stesso periodo ha ripagato i costi di produzione in una manciata di giornate, c'è da chiedersi cosa sia stato sbagliato, che errori siano stati fatti. Forse nessuno e l'errore sta nelle aspettative, ma è un dato di fatto che la dirigenza non è stata affatto contenta e la fiducia accordata al povero Lasseter è stata brutalmente ritirata. E in occasione della salita al potere dirigenziale del Disneychannelliano Rich Ross ecco che la tanto attesa rinascita è stata abortita sul nascere, prendendo adeguate contromisure: The Snow Queen, previsto in 2d per il 2012 è stato recentemente cancellato nell'ottica di estirpare nuovamente il fiabesco dalla filmografia Disney, il prossimo Rapunzel è stato rinominato Tangled per gli stessi motivi e sembra che non solo il 2d ma che la stessa esistenza dei Walt Disney Animation Studios potrebbe essere messa a rischio e Winnie Pooh essere l'ultimo Classico Disney qualora Tangled non desse i risultati sperati. Insomma, niente affatto bene per essere una rinascita, e un vero peccato per il sogno del povero Roy Disney che morto da poco non avrebbe mai potuto immaginare che la restaurazione artistica auspicata sarebbe durata così poco. E pensare che l'unico modo per riportare la Disney agli antichi splendori sarebbe quello di sperimentare l'approccio Pixar, libero dal marketing e da ingerenze amministrative. Ma quel che accadrà solo il tempo ce lo dirà, del resto neanche La Sirenetta fu un successo immediato, e per il momento non rimane che aspettare l'anno prossimo e vedere se l'arte di Menken e Glen Keane sapranno riconquistare il pubblico e districare finalmente questa intricata faccenda.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Andrea87 » martedì 09 marzo 2010, 01:13

niente, più tempo passa e più reputo le canzoni inaccettabili per un classico come è questo film.

Non so se è solo colpa della traduzione italiana fatta coi piedi o fanno schifo anche in originale, ma il fasto dei bei tempi andati (con il top raggiunto da Hercules) sembra irrecuperabile...

cioè, canzoni che dovrebbero essere portanti come amici dell'aldilà ha versi tipo: "la trasformazione abbia esecuzione", oppure le rime forzate di Io ce la farò con "ce la farò" ripetuto all'infinito -_-

ed il non avere una canzone memorabile secondo me alla lunga nuocerà al film... per dire, già per biancaneve 70 anni fa avevano creato canzoni migliori, tanto per fare un esempio...
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » martedì 09 marzo 2010, 02:17

Il confronto più che con Menken va fatto con gli Sherman, eh. Cmq a Natale torna il Menken che amiamo con Tangled e così saremo contenti tutti. Nel frattempo dai una possibilità alla versione originale, magari.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Andrea87 » martedì 09 marzo 2010, 18:29

Grrodon ha scritto:Il confronto più che con Menken va fatto con gli Sherman, eh. Cmq a Natale torna il Menken che amiamo con Tangled e così saremo contenti tutti. Nel frattempo dai una possibilità alla versione originale, magari.


e quindi che centra? Mica parlo per pregiudizi solo perchè tifo Menken e quindi Menken è bello, gli altri fanno schifo...

Io dico che in 70 anni di film disney, Tiana ha avuto le canzoni più obbrobriose della storia disney. Ed in inglese la cosa non migliora poi molto, visto che finora il cambio di lingua non è stato mai un problema così spinoso, visto che OGNI film ha sempre avuto almeno UNA canzone tormentone... tutti tranne Tiana a quanto pare.

ed è un peccato, perchè il film è un piccolo capolavoro...


Comunque è divertente leggere i commenti su YT ai video delle canzoni dove le solite bimbominkia amanti dei reality dicono che invece sono "bellixime xk cantate da Karima, mi à ftt emozionare" (cit.)... cazzo, vabbè che ancora dovevano nascere, ma se ascoltavano un "Parte del tuo mondo" o un "Il mondo è mio" che facevano, si strappavano i vestiti in sala? :asd:
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » martedì 09 marzo 2010, 18:40

Andrea87 ha scritto:
Grrodon ha scritto:Il confronto più che con Menken va fatto con gli Sherman, eh. Cmq a Natale torna il Menken che amiamo con Tangled e così saremo contenti tutti. Nel frattempo dai una possibilità alla versione originale, magari.


Io dico che in 70 anni di film disney, Tiana ha avuto le canzoni più obbrobriose della storia disney.


Ammazza, sicuro di averle sentite proprio tutte?
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Andrea87 » martedì 09 marzo 2010, 19:06

Grrodon ha scritto:Ammazza, sicuro di averle sentite proprio tutte?


credo :LOL:
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Rebo » venerdì 19 marzo 2010, 19:07

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Imperdibile, direi.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Francesco F » venerdì 19 marzo 2010, 19:11

vacci e ti prego di dir loro che mettere il logo delle Disney Princess sul dvd/bd di un Classico Disney è l'atto più brutto, stupido e intollerabile che quei geniacci del marketing disney abbian mai avuto l'ardire di commettere (e ne hanno commesse di immondizie...).

Ciò detto non vedo l'ora che esca, dalle prime recensioni sembra essere un Blu-ray Disc di tutto rispetto.
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Donald Duck » lunedì 29 marzo 2010, 15:58

Andrea87 ha scritto:Non so se è solo colpa della traduzione italiana fatta coi piedi o fanno schifo anche in originale, ma il fasto dei bei tempi andati (con il top raggiunto da Hercules) sembra irrecuperabile...
cioè, canzoni che dovrebbero essere portanti come amici dell'aldilà ha versi tipo: "la trasformazione abbia esecuzione", oppure le rime forzate di Io ce la farò con "ce la farò" ripetuto all'infinito -_-

Comunque, ripensandoci, non è che poi Hercules avesse tutte 'ste gran rime...

"E chi l'avrebbe pensato mai/oggi è il più grande che sia esistito mai"
:omg:
Timido postatore e finto nerd.

Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda DeborohWalker » lunedì 29 marzo 2010, 16:19

Giusto, nel film viene riciclata una parola per fare una falsa rima.
Quindi è un film da 3 e mezzo.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Bramo » lunedì 12 aprile 2010, 22:28

Il DVD

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Ma il Classico del ritorno al 2D non avrebbe dovuto avere un'edizione degna, per l'edizione home video? Non dico 2 dischi per il dvd, ma almeno un making of... making of che si becca invece il disco blu.
Edizione scarsa? Fate voi, secondo me era più completa quella di Bolt. Perchè a parte il film, il disco contiene il gioco in cui le lucciole formano le facce delle principesse Disney e tu devi indovinare quel è (e io ne facevo a meno), poi il video musicale di Martina che è la vincitrice del concorso My Camp Rock (voce passabile, ma avrei preferito un video con Karima a catnare, avrebbe avuto più senso) e le scene eliminate, quelle sì interessanti e tutte introdotte dai regist Musker e Clements.
Perlomeno la copertina mi piace per come è composta, ed è pure fornita di slip cover sbrillucicosa che fa la sua bella figura, ma... aaaargh! Che idea è stampare direttamente sulla slip e sulla copertina il logo del concorso a premi della Disney Magic & More? Perchè non farlo adesivo come sempre fatto finora? Perchè? Non c'è un perchè, se non rovinare una bella cover! E aggiungiamo pure che il disco è grigio! :cazz:
Ma un lato buono questo dvd lo ha: in mancanza di un bel Making Of, ma tenendoci particolarmente a questo film, per la prima volta mi sono guardato la pellicola con il Commento Audio. Solitamente evitavo perchè pensavo fosse fastidioso per me seguire i sottotitoli con le immagini del film che scorrevano, invece per niente. In più, è stato molto interessante sentire i due registi e il produttore dissertare sul film scena per scena, belli gli accenni (per 2-3 volte in punti diversi) al ritorno all'animazione a mano, e all'interessamento di Lasseter per questo ritorno al 2D. Il recupero dei tavoli da disegno... Bello poi le sottolineature dei riferimenti più o meno nascosti ai vecchi Classici, sia di Musker&Clements sia a quelli più antichi, e le caricature inserite nel film. E senza dimenticare tutti gli obiettivi che i due idoli si ponevano con questa fiaba moderna.
Insomma, la mancanza del Dietro le Quinte rimane gravissima, ma ho sopperito abbastanza col Commento Audio; in più, avendo scoperto la sua importanza, recupererò dalla mia collezione altri dvd per rivedere i relativi film con Commento Audio!

Nota sul film: me lo sono rivisto una volta in inglese e una in italiano, e nei fatidici 3 punti mi sono ancora commosso come una fontana! Il film mi è piaciuto forse ancora di più in queste nuove visioni, e confermo che è veramente bellissimo IMHO, in tutto e per tutto, e che lo amo!! Un film stilisticamente magnifico e suntuoso, che però non si basa solo sul 2D per la sua forza ma su una trama ben costruita, su una storia che sa fondere a meraviglia il classico con la modernità degli anni '20. E i personaggi che compongono la storia sono già immortali per me (oltre ai due protagonisti, anche Louis, Ray, Mama Odie, il suo serpente, Charlotte, Gran Papà è Facilier, ovviamente, un cattivo meraviglioso).
PS: Comunque... durante l'ascolto in inglese sottotitolato, ho potuto notare una finezza nella canzone di Facilier che non è stato possibile tradurre in italiano: a un certo punto, mostrando le carte a Naveen gli dice una cosa che in italiano suona come "... ma nel tuo futuro il denaro è proprio quello che avrai". Bene, in inglese la parola che sta per "denaro" è "green" che nella storia ha il doppio significato di denaro ma anche di un altro... verde futuro, quello da ranocchio! Peccato non averla potuta rendere anche in italiano, alla fine sembra solo una falsa promessa, una menzogna di Facilier per ingannare il principe, mentre formalmente l'Uomo Ombra non aveva prettamente mentito...
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Donald Duck » mercoledì 30 giugno 2010, 18:26

Allora, adesso che ho visto e rivisto parecchie volte il film grazie al DVD, posso dare un commento con più cognizione di causa di quanto potessi farlo prima con una sola visione.
Se all'uscita dal cinema il film mi aveva convinto poco, adesso lo ritengo un buon prodotto, capace di farti emozionare e in pieno spirito Disney. Mi lascia, però, in generale, un po' freddo, senza essere capace di colpirmi, di darmi l'emozione forte che sovrasta le altre.

Ho trovato la prima parte abbastanza lenta, soprattutto la sequenza di Tiana da bambina, per poi riprendersi quando si trasformano in rane. La parte centrale è molto godibile, (e pensare che all'inizio la consideravo come la più moscia) fino ad un gran finale movimentato.

Per quanto riguarda i personaggi, il mio preferito è sicuramente Ray, romantico, amabile, ingenuotto ma anche profondo, (non ricorda Pippo?) e la sua morte valorizza al massimo il personaggio.
C'è poi Charlotte, piuttosto immatura e scioccherella ma dal cuore d'oro, una vera amica e che ho apprezzato anche perché introduce argomenti difficili da trovare nei cartoni animati (un matrimonio per interesse penso di non averlo mai visto prima).
Facilier è un personaggio assai interessante che forse poteva essere sfruttato in più scene, in ogni caso ci viene detto molto di più di quanto sembri: qui, per esempio, la faccia che si vede da 1.03 a 1.05 fa capire che anche lui in un passato, probabilmente, non ha avuto rapporti felici con i ricconi (magari proprio con LaBouff), e che quindi non vuole semplicemente impossessarsi della città e delle ricchezze per cupidigia, ma anche vendicarsi contro quella classe e il suo modo di fare.
Naveen è un buon personaggio che ho apprezzato e che, anche lui, ha il merito di far entrare, perlomeno in Disney, temi raramente affrontati: quando mai si è visto uno che è stato con migliaia di ragazze?
Per quanto riguarda Lawrence, l'unica pecca è il modo in cui è stato tolto da mezzo, si meritava più tempo nel finale, che non un semplice arresto (per cosa poi? Aver impersonato il principe di Maldonia con un amuleto voodo mentre il vero Naveen era stato trasformato in una rana? Apperò, aperte di mente le autorità della Louisiana!).
Chi manca ancora? Ah sì, Tiana, che paradossalmente è il personaggio a cui mi sono affezionato di meno... non mi sono visto parteggiare per lei dopo aver fatto tanti sacrifici, anzi mi è venuto da dire "Ma che pesante!"... "tu non sai divertirti, ecco!" :P
Infine Louis... non l'ho molto apprezzato, quasi mi è sembrato inutile, inoltre non è che i suoi siparietti comici facciano chissà quanto ridere
Menzione d'onore per i fratelli Fenner, assai simpatici! :D

Per le canzoni, devo dire che più le ascolto e più le apprezzo.
Avrei eliminato “Almost there” per sviluppare in lunghezza “Gonna Take you there” e “Ma belle Evangeline” (il capolavoro del film), che meritano davvero.
“Down in New Orleans” è più che altro una canzone descrittiva per presentare New Orleans, e l’ascolto in Americano è fortemente consigliato, visto che il testo si riflette sulle animazioni. Ottima la sua réprise. “Dig a little deeper”, se sentita in italiano può sembrare inutile, ma in americano esce tutto il valore di questa canzone, perché è qui che Naveen capisce definitivamente che ama Tiana.
Le versioni italiane, effettivamente, fanno perdere molto alle canzoni, quando in passato hanno dato buona prova di sé. La meglio adattata direi che è “Ma belle evangeline”.

Tra le scene da ricordare c'è sicuramente la morte di Facilier, personalmente non credo di aver mai visto in un film Disney una scomparsa così paurosa nella sua semplicità. Viene semplicemente tirato dentro un mascherone, ma il suo atteggiamento terrorizzato, le mani che strisciano sul terreno e il coro di sottofondo sono elementi che formano una scena da brividi di paura. Davvero, se l'avessi visto 10 anni fa credo non avrei dormito la notte!

In definitiva, forse non sarà un prodotto perfetto, ma caspita, ne vorrei altri così! E ora aspetto Tangled, che più guardo il trailer e più mi convince, per vedere cosa combinerà la Disney con questo 3D usato per raccontare una storia nel più puro stile anni ’90.

Spendendo due parole per il DVD, si può solo dire che è un’oscenità: 16,90 € per un giochetto, un video musicale, qualche scena eliminata e il commento audio sono un esagerazione. Ma purtroppo questa è l’unica edizione in commercio e questa bisogna tenersi. Maledetti Blue – Ray! :P

Bramo ha scritto:poi il video musicale di Martina che è la vincitrice del concorso My Camp Rock (voce passabile, ma avrei preferito un video con Karima a catnare, avrebbe avuto più senso)

Ma anche il video di Ne - Yo non sarebbe stato male, che la canzone mi è piaciuta molto!

Bramo ha scritto:E aggiungiamo pure che il disco è grigio! :cazz:

Questo è davvero da incazzatura... apri la confezione e ti ritrovi il disco grigio, quasi da chiedersi se non l'hai preso a noleggio. E poi il making - of mancante... sarebbe stato assai interessante, con tutta la portata storica che ha questo film e la conseguente storia da raccontare...
Timido postatore e finto nerd.

Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Vito » martedì 31 gennaio 2012, 01:31

Questo è un bel film ma sfortunato assai.

Perché sì, l'avranno pure pompato come il Classico della rinascita, ma io l'ho trovato abbastanza anacronistico e, mi spiace davvero dirlo, un po' infantile in certi punti. E sì, odio in primis queste definizioni ché sono in genere sintomo di pregiudizio e ignoranza, ma certe cose mi sono sembrate adatte a un pubblico un po' più giovane, rispetto ad altri film. Non so voi ma io non mi diverto mica più coi balletti, le canzoncine al ritmo di "amici venite con noi" e certe ingenuità un po' dolciastre che mi hanno fatto un effetto alquanto retrò.

La Principessa e il Ranocchio ci è infatti stato presentato come film moderno, ma non mi è sembrato affatto. E sebbene l'umorismo si sia fatto più veloce e frizzante, tutto il resto sembrava un inno al passato che non ho ben gradito, sintomo di una Disney incapace di guardare oltre e di svecchiarsi dai suoi cliché. Perché il Libro della Giungla lo apprezzo in quanto anche figlio dei suoi tempi, ma al giorno d'oggi non mi è più concepibile assistere a balletti buffi con stile corale (a momenti mi aspettavo che invitassero il pubblico a cantare), e tutto l'ambaradam vecchio stile di questo film.

Poi certo, l'ho trovato molto bello ed è sicuramente parecchie spanne sopra a tanti suoi colleghi precedenti, ma non è questo che intendo quando si parla di Rinascita e Rinnovamento.

Comunque, il comparto musicale non mi ha fatto impazzire ma non l'ho neppure trovato scadente, mentre i personaggi mi sono parsi molto buoni (anche se il mio preferito, per recitazione e caratteristiche, rimane Charlotte).
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » martedì 31 gennaio 2012, 01:57

Vito ha scritto: e, mi spiace davvero dirlo, un po' infantile in certi punti.


Hai torto. E con questo non voglio dire mica che sbagli a percepire che c'è quel qualcosa di poco brillante che non va, ma che sbagli aggettivo. La parola giusta non è infantile, perché questo non è un film rivolto ai bambini, ma ai nostalgici. Perché è il parto di una Disney che le aveva provate veramente tutte e che si era stancata e voleva fare il film tradizionalista, giusto il tempo di ricollegarsi alle sue origini, poco prima di ripartire verso l'infinito e oltre. Puoi dire che è il film di un gruppo di artisti incapaci di connettersi col nuovo pubblico, ma non è infantile, è solo tradizionale. Personalmente l'ho visto lodare soprattutto dagli adulti che si sono gustati i film anni 60 e 90, quindi per fare una media direi i quarantenni. Ne sono rimasti colpiti e deliziati (e invece su Rapunzel hanno espresso alcune riserve, guarda un po'), per cui se proprio vogliamo parlare di target d'elezione è a loro che dobbiamo guardare, non certo ai bambini. Oh, poi se vuoi dare degli infantili a quegli adulti, padronissimo, ma è comunque una considerazione secondaria.

La Principessa e il Ranocchio ci è infatti stato presentato come film moderno, ma non mi è sembrato affatto.


E ti è sembrato male perché la modernità è presente, e come ti ho già spiegato sta nella morale, nell'inedito setting, nelle tematiche trattate. Che non sono la stella dei desideri, ma il saper gestire lavoro e affetti. Solo che è una modernità che percepisci meno perché non ti viene urlata in faccia come in Rapunzel che a livello di intreccio è invece molto più già visto, ma è innegabile che questo film a livello di contenuti non scherza proprio. Poi vabbè posso concordare che ci sia bisogno di immagine, di carisma e via dicendo, e che il pubblico a naso non avesse voglia di cercare pregi col lanternino, ma NOI che questi film li conosciamo meglio certe cose dovremo saperle cogliere.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Vito » martedì 31 gennaio 2012, 02:09

Vabbè, aggettivi sbagliati o meno il succo quello è. Probabilmente certe tematiche funzionanti per il pubblico di un tempo oggi non funzionano più (apparendo datate o più infantili), e di certo non puoi continuare a presentarmi i cliché abusati per i nostalgici in tempi così smaliziati in cui TUTTO il cinema si adegua e l'animazione si è evoluta in ogni tematica. Perché in alcuni momenti mi sono sentito un po' imbarazzato, e te lo dico da spettatore appassionato quale sono.

Poi appunto il trucco sta anche nella resa del tutto, e Rapunzel pur presentando filosofie disneyane vecchio stampo è riuscito comunque ad aggiornarsi da capo a piede.

Comunque sì, gli adulti alla alec o alla nunval non mi fanno testo, grazie. :P
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » martedì 31 gennaio 2012, 02:24

Infatti non intendevo loro.
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Mod XXII » mercoledì 01 febbraio 2012, 21:14

"Salve, sono un quarantenne e La Principessa e il Ranocchio mi è piaciuto moltissimo."

:D
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Re: Classico Disney #49: La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda FaGian » giovedì 02 febbraio 2012, 08:55

Mod XXII ha scritto:"Salve, sono un quarantenne e La Principessa e il Ranocchio mi è piaciuto moltissimo."

:D

Quoto, anche se ho solo 39 anni :P

Il film non è esente da pecche, soprattutto avrei reso meno "deforme" Ray e avrei eliminato del tutto i cacciatori di rane che sono inutili e niente affatto divertenti o caratterizzati, ma tutto il resto lo apprezzo eccome.

In particolare trovo geniale il messaggio di fondo ("fiabe" e "stelline magiche" possono esserti d'aiuto, ma solo come ispirazione e sprone, e solo se le aiuti dandoti da fare a tua volta) quello è il vero gioiello di questo film.
La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
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Messaggioda DeborohWalker » domenica 31 marzo 2013, 13:19

Rivisto grazie al passaggio televisivo, e a una seconda visione libera da aspettative, devo dire che ho rivalutato in positivo diversi aspetti del film.
Non è il filmone epico e strabordante di elementi che mi aspettavo quando sono andato al cinema, ma la struttura più "semplice" è comunque interessante e riconducibile a diversi Classici Disney xerox con gli animaletti protagonisti.
Ho apprezzato diverse chicche sparse qua e là per lo schermo che a una prima visione mi erano sfuggite, mi sono goduto di più alcuni personaggi...
Ho però due punti fissi.
La sequenza finale di Ray è il momento migliore del film.
Quando Tiana-rana dice a Ray morente "Restiamo così... Restiamo insieme." è meraviglioso, sarebbe stato il modo migliore per concretizzare il messaggio del film "non è importante ciò che si vuole, ma ciò di cui si ha bisogno". Invece così tornano umani, happy ending, Tiana ottiene ciò che vuole E ciò di cui ha bisogno, così si sminuisce un po' quanto affermato fino a quel momento; certo, è bello vederla aprire un ristorante assieme a Naveen che si sbatte per lei e tutti gli elementi del film che confluiscono in quel ristorante (la Firefly band, uao), ma il naturale sviluppo della morale sarebbe stato vedere Tiana ugualmente felice con Naveen da rana, magari aprendo un ristorante per animali nella palude, à la Ratatouille.

Comunque, a posteriori devo dire che è un film molto interessante, con una principessa Disney che non insegue il suo amorino (semmai è il contrario, è più Naveen a struggersi segretamente) ma è più interessata al suo sogno del ristorante. Evviva, un primo accenno della messa in secondo piano delle love story onnipresenti nei primi film Disney, che con Rapunzel, la principessa guerriera Merida, il nerdissimo Ralph troveranno altri aspetti dell'esistenza umana su cui concentrarsi.
Se fosse l'ultimo Classicone Disney (ok, c'è Winnie the Pooh, ma il mondo esterno non l'ha percepito come Classico) in animzione tradizionale, il 2D puro senza il mix visto in Paperman... bè, non mi dispiacerebbe. Cioè, sì, mi dispiacerebbe, ma se nella memoria dei Classici 2D questo dev'essere l'ultimo baluardo, meglio La Principessa e il Ranocchio che un floppone o un film riuscito a metà.
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