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[WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

Re:

Messaggioda Valerio » domenica 31 marzo 2013, 14:33

DeborohWalker ha scritto:Quando Tiana-rana dice a Ray morente "Restiamo così... Restiamo insieme." è meraviglioso, sarebbe stato il modo migliore per concretizzare il messaggio del film "non è importante ciò che si vuole, ma ciò di cui si ha bisogno". Invece così tornano umani, happy ending, Tiana ottiene ciò che vuole E ciò di cui ha bisogno, così si sminuisce un po' quanto affermato fino a quel momento; certo, è bello vederla aprire un ristorante assieme a Naveen che si sbatte per lei e tutti gli elementi del film che confluiscono in quel ristorante (la Firefly band, uao), ma il naturale sviluppo della morale sarebbe stato vedere Tiana ugualmente felice con Naveen da rana, magari aprendo un ristorante per animali nella palude, à la Ratatouille.


Ah già, Deboroh sta attraversando quella delicata fase della crescita in cui pensa che un film Disney debba finire male, per distinguersi, perché così fa più figo, perché così gli amichetti non lo prendono in giro e può vantarsi.

Ma la verità è che affermazioni del genere sono la riprova che si è visto il film col deretano. Non c'è alcuna ragione valida per cui Tiana e Naveen, due esseri umani al 100% che hanno iniziato la loro esistenza da umani, debbano concludere i loro giorni trasformati contro la loro volontà in rane, tralaltro per una mera casualità, perché il loro arco narrativo di maturazione possa considerarsi compiuto. Se anche Naveen si meritasse un castigo, trascinarci dentro Tiana in questo modo sarebbe solo gratuito, dal momento che è assolutamente innocente, ai fini della storia. Il tuo discorso avrebbe avuto un senso solo nel caso in cui Naveen fosse stato una rana fin dal principio e Tiana avesse scelto di rimanergli affianco di sua spontanea volontà. L'avevamo visto in Koda, e lì la cosa aveva perfettamente senso viste le colpe di Kenai, la condizione di Koda, la reazione di Dhenai e la scelta posta loro innanzi da Sitka, ma nel caso della Principessa e il Ranocchio, una scelta del genere sarebbe stata esclusivamente punitiva e assai poco costruttiva. Nel momento in cui Tiana e Naveen si rassegnano a rimanere rane la loro maturazione è compiuta, riconfigurare in modo limitante la loro esistenza, a dispetto di quanto fatto fino a quel momento, sarebbe stato narrativamente molto stupido e castrante.

Deve avvenire quello che è effettivamente meglio per la storia, non il nostro sfizio personale. Questi sono film che devono essere curati sotto ogni aspetto, adatti ad ogni tipo di pubblico e essere al 100% soddisfacenti. Le trollate immotivate ed esibizionistiche non rientrano nelle loro politiche narrative. Fatti bastare la morte di Ray.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda DeborohWalker » domenica 31 marzo 2013, 15:17

Ma, perché la morte di Ray ti sembra una trollata fatta solo per finire male, perché fa figo?
No, è una dimostrazione di come un film possa finire in modo soddisfacente per il pubblico (e il suo ricongiungimento con Evangeline è perfetto) anche senza l'happily ever after scontato e prevedibile, ma con una -sfumatura-.
Invece no, dev'esserci TUTTO che va alla stragrande.
Questo sì, un po' mi dispiace.

Capisco quello che dici sulla nascita "umana" dei due protagonisti: sono ugualmente convinto però che mostrare un loro "andare avanti" poteva essere ugualmente educativo. Non lo vedo come castrante, nel mondo Disney l'animale non è una creatura del demonio ma sono protagonisti alla stregua degli umani, Tiana e Naveen si erano fatti amici animali potevano benissimo proseguire la loro vita nel mondo in cui hanno imparato a conoscersi (vedi il loro matrimonio "vodoo" nella palude). Nella vita ci sono i cambiamenti, spesso gli obiettivi di una persona si modificano col tempo proprio in base ad esperienze vissute, si accetta di affrontare nuovi luoghi o modificare se stessi per maturare, evolvere, crescere. Cambiare.
Invece no: "avete imparato la lezione, quindi vi esaudisco il sogno che avevate esattamente a inizio film, quando eravate bambini".
Quello è il "felici e contenti" da fiaba, e anche se il titolo di questo film rimanda a una fiaba (quella che le due bambine all'inizio leggono nel libro) qui non siamo nel mondo di Ranocchiolandia ma a New Orleans, quindi non mi dispiaceva un approccio "da vita vera".Invece l'immaginario Disney lascia -sempre- con questo boccone estremamente dolce che -ok, va bene- ma poi non lamentiamoci se l'opinione pubblica pensa alla Disney come a principesse, bolle di sapone e cuoricini ovunque. Il che non vuol dire per forza morte e distruzione, ma semplicemente un allontanamento dai binari narrativi già percorsi, nel finale. Pensa ai finali da film animato che hanno colpito di più le platee negli ultimi anni.
Oooohhh, Andy lascia i suoi giocattoli ad un'altra bambina. Commovente. SI', più che Andy 40enne che continua a giocare col suo amato Woody, e più reale.
Ooooohh, Hiccup che è monco durante la battaglia, ma che grazie a questa menomazione è più "collegabile" a Sdentato. Commovente, SI', e più reale di un Hiccup indenne dato che stiamo parlando di combattimenti di draghi.
Oooooohh, Carl Friedricksen è costretto a sacrificare la sua casa per salvare il marmocchio ciccione. Commovente, SI', e più reale che vederlo trasformarsi in Chuck Norris e a 80 anni fare l'eroe tenendo una casa con l'altra mano.
Oooohhh, Ralph che si compiace di essersi sacrificato per il bene di Vanellope, ma la vede solo qualche secondo al giorno. Commovente, SI', e più reale dell'arrivo di un deus ex-machina che decide di inventare il nuovo videogioco "Ralph&Vanellope Adventures" nel quale potranno giocare sempre assieme.
Perfino Rapunzel nel suo contesto fiabesco, ha un piccolo piccolo sacrificio simbolico, i capelli (che non a caso sono legati alla madre e al suo passato) e senza di quelli, va avanti, cambia lo status quo e sposa il principino.

Non sto dicendo che i finali della Disney siano sbagliati. Come dici tu sono, "giusti", però alla lunga è snervante che, dopo una temporanea crisi, i protagonisti riescano sempre a salvare capra e cavoli. Il punto è che ormai il pubblico è scafato e non ne può più dell'happily ever after e basta. Cioè, quello ormai se lo aspetta, guarda i primi 5 minuti della Principessa e il Ranocchio e immagina già che il finale ideale sarebbe Tiana che si apre il suo ristorante, magari con un principino.
Quello che manca forse è lo step successivo, ovvero stupire, dare qualcosa in più. Perché quando lo fa, guarda caso in questi anni gli spettatori hanno reagito meglio.
È un modo per uscire dal suo stereotipo, e forse avere una risposta migliore dal pubblico più ampio.
E lo dico non da detrattore della Disney, ovviamente.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Mister Mxyzptlk » domenica 31 marzo 2013, 16:00

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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » domenica 31 marzo 2013, 16:50

DeborohWalker ha scritto:Ma, perché la morte di Ray ti sembra una trollata fatta solo per finire male, perché fa figo?


La morte di Ray va benissimo perché lo si vede che è una sottotrama che è stata pensata proprio per avere quell'esito. E in genere la morte rientra nel naturale ordine delle cose.

No, è una dimostrazione di come un film possa finire in modo soddisfacente per il pubblico (e il suo ricongiungimento con Evangeline è perfetto) anche senza l'happily ever after scontato e prevedibile, ma con una -sfumatura-.
Invece no, dev'esserci TUTTO che va alla stragrande.
Questo sì, un po' mi dispiace.


Evidentemente non riesci a contestualizzare l'idea alla base del cinema Disneyano, che è intrisa di positività e ottimismo. Non dimentichiamoci il momento storico da cui si sviluppa tutta la baracca, cioè la crisi del '29. Tutta la filosofia Disneyana che ci portiamo dietro ancora oggi proviene da quegli anni lì. Per far fronte al difficile momento, si lanciavano messaggi specifici che esortavano a darsi da fare, sfruttando le proprie peculiarità, e maturando il più possibile. Il dna Disneyano va a braccetto col concetto di racconto di formazione che sfocia immancabilmente nel lieto fine, per ragioni storiche. Lo scopo di questo cinema è infondere ottimismo e tirare fuori il meglio dalle persone, non certo spaventare, trollare, intristire.

Capisco quello che dici sulla nascita "umana" dei due protagonisti: sono ugualmente convinto però che mostrare un loro "andare avanti" poteva essere ugualmente educativo. Non lo vedo come castrante, nel mondo Disney l'animale non è una creatura del demonio ma sono protagonisti alla stregua degli umani, Tiana e Naveen si erano fatti amici animali potevano benissimo proseguire la loro vita nel mondo in cui hanno imparato a conoscersi (vedi il loro matrimonio "vodoo" nella palude). Nella vita ci sono i cambiamenti, spesso gli obiettivi di una persona si modificano col tempo proprio in base ad esperienze vissute, si accetta di affrontare nuovi luoghi o modificare se stessi per maturare, evolvere, crescere. Cambiare.
Invece no: "avete imparato la lezione, quindi vi esaudisco il sogno che avevate esattamente a inizio film, quando eravate bambini".


Mi spiace ma non mi hai convinto. Continuo a ritenere l'orizzonte di un essere umano diverso e più ampio di quello di una rana. Magari non migliore in senso assoluto, ma di certo più adatto a chi umano lo era già. Cambiare e crescere sono due concetti differenti. Kenai, scegliendo di rimanere orso, difatto cresce perché non ci sono altri modi per restituire a Koda ciò che gli ha tolto. Tiana e Naveen che vanno nella palude a fare le rane per il resto della loro vita, così tanto per mostrare che non sempre i sogni si avverano è una cosa gratuita. E peggiorativa. E non c'è alcuna ragione valida per la quale il sogno di Tiana debba essere sacrificato, visto che è un sogno che in sé non ha nulla di sbagliato. Doveva solo imparare a perseguirlo con maggior maturità.

Oooohhh, Andy lascia i suoi giocattoli ad un'altra bambina. Commovente. SI', più che Andy 40enne che continua a giocare col suo amato Woody, e più reale.
Ooooohh, Hiccup che è monco durante la battaglia, ma che grazie a questa menomazione è più "collegabile" a Sdentato. Commovente, SI', e più reale di un Hiccup indenne dato che stiamo parlando di combattimenti di draghi.
Oooooohh, Carl Friedricksen è costretto a sacrificare la sua casa per salvare il marmocchio ciccione. Commovente, SI', e più reale che vederlo trasformarsi in Chuck Norris e a 80 anni fare l'eroe tenendo una casa con l'altra mano.


Ti rendi conto che hai citato tutti finali in cui avviene ciò che è giusto, normale e naturale che avvenga? Nella vita in genere si smette di giocare coi pupazzi, si impara che le persone valgono più degli oggetti e che in guerra in genere ci si fa male. Nella vita solitamente non accade che per coincidenza diventi una rana, e allora vabbè lo rimani e chissene.

Oooohhh, Ralph che si compiace di essersi sacrificato per il bene di Vanellope, ma la vede solo qualche secondo al giorno. Commovente, SI', e più reale dell'arrivo di un deus ex-machina che decide di inventare il nuovo videogioco "Ralph&Vanellope Adventures" nel quale potranno giocare sempre assieme.


Sto finale qua mi sa che è meglio che te lo rivedi, sai.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Vito » domenica 31 marzo 2013, 17:54

Valerio ha scritto:Non dimentichiamoci il momento storico da cui si sviluppa tutta la baracca, cioè la crisi del '29. Tutta la filosofia Disneyana che ci portiamo dietro ancora oggi proviene da quegli anni lì. Per far fronte al difficile momento, si lanciavano messaggi specifici che esortavano a darsi da fare, sfruttando le proprie peculiarità, e maturando il più possibile. Il dna Disneyano va a braccetto col concetto di racconto di formazione che sfocia immancabilmente nel lieto fine, per ragioni storiche. Lo scopo di questo cinema è infondere ottimismo e tirare fuori il meglio dalle persone, non certo spaventare, trollare, intristire.

Questo è il commento più bello e condivisibile che abbia mai letto sulla Disney e la sua filosofia.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda DeborohWalker » domenica 31 marzo 2013, 18:15

Vabbè, allora continuate pure a rispondere al Deboroh che vuole vedere tutti i protagonisti dei Classici morire tra atroci sofferenze, vedere i loro sogni svanire per colpa della crisi economica, ed essere colpiti da una qualche malattia contagiosa che ne deturpa il volto.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Vito » domenica 31 marzo 2013, 20:52

Io vado a farmi Rapunzel.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Andrea87 » domenica 31 marzo 2013, 23:58

DeborohWalker ha scritto:Perfino Rapunzel nel suo contesto fiabesco, ha un piccolo piccolo sacrificio simbolico, i capelli (che non a caso sono legati alla madre e al suo passato) e senza di quelli, va avanti, cambia lo status quo e sposa il principino.


ma guarda, vedendo l'incipit di Rapy pensavo: ma vuoi vedere che finalmente non c'è il lietone fine scontato? Cioè questa ritrova i veri genitori E un regno perdendo solamente il ragazzo (e sticazzi, c'hai 18 anni... ti vuoi davvero ritirare a vita monastica e non fare più farfallina farfallina?)... NO AMICI MIEI, BLACKJACK! vittoria su tutta la linea: il banco prende tutto!

Vito ha scritto:
Valerio ha scritto:Non dimentichiamoci il momento storico da cui si sviluppa tutta la baracca, cioè la crisi del '29. Tutta la filosofia Disneyana che ci portiamo dietro ancora oggi proviene da quegli anni lì. Per far fronte al difficile momento, si lanciavano messaggi specifici che esortavano a darsi da fare, sfruttando le proprie peculiarità, e maturando il più possibile. Il dna Disneyano va a braccetto col concetto di racconto di formazione che sfocia immancabilmente nel lieto fine, per ragioni storiche. Lo scopo di questo cinema è infondere ottimismo e tirare fuori il meglio dalle persone, non certo spaventare, trollare, intristire.

Questo è il commento più bello e condivisibile che abbia mai letto sulla Disney e la sua filosofia.


vabbè dai, per limonare duro potete anche affittarvi un motel ad ore eh! in 90 anni tutto cambia: anche Topolino era il vispo ragazzotto del New Deal, nel frattempo si è giustamente evoluto anche se non sempre in cose piacevoli (spiffony in testa).


Tornando IT: a me in verità il finale di Tiana non mi ha deluso, cioè se non c'erano magheggi sotto il ristorante era già suo quindi alla fine dalla disavventura ci ha guadagnato "solamente" il principe, rischiando di perdere tutto quando era scaduto il termine. Ecco, insomma ha rischiato e le è andata bene!


Semmai ho un pizzico di rammarico per una delle trame alternative secondo cui Luis era un umano trasformato in alligatore dall'uomo ombra, poteva giustificare MOLTE più cose tipo come faceva a conoscerlo e come mai un alligatore suonasse il sax...
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » lunedì 01 aprile 2013, 00:30

Andrea87 ha scritto:nel frattempo si è giustamente evoluto


A differenza tua.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Andrea87 » lunedì 01 aprile 2013, 00:48

anche tu non scherzi come stereotipi... :P
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Vito » lunedì 01 aprile 2013, 00:54

Andrea87 ha scritto:anche Topolino era il vispo ragazzotto del New Deal, nel frattempo si è giustamente evoluto anche se non sempre in cose piacevoli (spiffony in testa).

Non confondere personaggi, facilmente mutabili per esigenze narrative, con concetti filosofici un tantinello più immortali/universali. Giusto per.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Iry Pixar » lunedì 01 aprile 2013, 21:15

Lo scopo del viaggio di Tiana e Naveen non è quello di realizzare i loro sogni, ma quello di capire quali sono le vere priorità. Tiana capisce che una vita votata solamente al duro lavoro sarebbe vuota, e che una volta realizzato il suo sogno si ritroverebbe senza nessuno con cui condividerlo. Naveen invece impara a darsi da fare, ad avere un obiettivo, qualcosa per cui lavorare e impegnarsi, e a non sprecare la sua vita, il suo tempo e i suoi soldi.
La morale però non prevede l' abbandono dei propri sogni; semplicemente ci ricorda che a volte guardiamo solo in una direzione perdendo di vista ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Che però non sostituisce il nostro obiettivo, ma ne diventa parte integrante. Infatti Tiana dice "Il mio sogno non sarà mai completo se non ci sei tu", e non "rinuncerò al mio sogno per te". Quindi, è più che logico che il finale veda Tiana e Naveen realizzare insieme il sogno di Tiana, cosa che chiaramente possono fare solo da umani.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Donald Duck » martedì 02 aprile 2013, 18:53

Iry Pixar, mi hai affascinato con questo tuo ultimo commento. Sei riuscita in poche parole e con una incredibile facilità a spiegare concetti profondi e a sviscerare alcuni dei temi più maturi del film, segno che l'hai davvero compreso fino in fondo.
Lo definirei quasi un post dal ritmo poetico.

Andrea87 ha scritto:ma guarda, vedendo l'incipit di Rapy pensavo: ma vuoi vedere che finalmente non c'è il lietone fine scontato? Cioè questa ritrova i veri genitori E un regno perdendo solamente il ragazzo (e sticazzi, c'hai 18 anni... ti vuoi davvero ritirare a vita monastica e non fare più farfallina farfallina?)... NO AMICI MIEI, BLACKJACK! vittoria su tutta la linea: il banco prende tutto!

Vado OT (ma dove sarebbe poi il bello dei forum se non nascessero discussioni?): per Rapunzel, Flynn non è solo il suo "ragazzo", interscambiabile con chiunque altro. Si puo' dire che la sua vita nasce con lui, da quando casualmente si rifugia nella torre. Tutte le rivoluzioni, i cambiamenti, i progressi, lo scoprire cosa è il mondo, vengono da quel furfante, così carogna agli occhi degli altri ma così fondamentale per lei. Io vedo l'attaccamento da parte sua per di lui come qualcosa che va anche oltre l'amore, gli ha aperto gli occhi sul mondo. Va oltre il "farfallina farfallina" o il suo regno.


Comunque, parlando della Principessa e il ranocchio, che dire?
L'ho rivisto con voglia tempo fa. Di certo andrò contro molte cose che ho detto in precedenza, segno di come cambiano i nostri giudizi in base ai periodi che viviamo e all'evoluzione del nostro pensiero.
Bel film, molto profondo nonostante la cosa possa venire mascherata da rane, lucciole e coccodrilli. Una trama con una bella dose di novità per la Disney. Rapporti interpersonali che ti colpiscono per come sono stati affrontati, per la loro dose di realismo (un punto in comune con Rapunzel).
Qualche canzone poteva essere tagliata, Ray e Louis magari essere condensati in uno solo e modificare un po' il loro modo di fare, qualche minuto in più con esseri umani non sarebbe stato male, qualche pecca di sceneggiatura poteva essere evitata, ma... alla fine tutto scorre con enorme piacere.
Animazione buonissima, magari un po' anonima nello stile e con molti meno "tripudi" di tanti film 2D (caspita, e dire che Atlantis sembra dietro l'angolo...), ma Tiana fa perdonare ogni cosa: da principessa, così come in abiti da tutti i giorni, quando ristruttura lo zuccherificio, è una vera gioia per gli occhi, ricordandoci anche della scena iniziale dove arriva distrutta da una notte di lavoro, dove fa un gran sesso (tutti hanno le loro perversioni :D ).
Mettendo a posto qualche cosetta, sarebbe potuto venir fuori un film più d'impatto, sarebbe bello vedere i WDAS alle prese con un altro progetto di questo stampo, la strada presa era buona, bastava solo perseverare e "scavare un po' più a fondo".
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Iry Pixar » martedì 02 aprile 2013, 22:36

Donald Duck ha scritto:Iry Pixar, mi hai affascinato con questo tuo ultimo commento. Sei riuscita in poche parole e con una incredibile facilità a spiegare concetti profondi e a sviscerare alcuni dei temi più maturi del film, segno che l'hai davvero compreso fino in fondo.
Lo definirei quasi un post dal ritmo poetico.


Oh, ma grazie... :gh:
Trovo che il messaggio di questo film sia a dir poco grandioso, e penso che troppe persone l'abbiano sottovalutato o non l'abbiano capito fino in fondo.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Zampe di Gallina » mercoledì 23 novembre 2016, 10:35

Aggiungo anche qui un commento all'articolo del Compendium.
Lo scarso successo de La principessa e il ranocchio ha convinto gli studios ad abbandonare nuovamente il 2D, imputato come causa del fallimento. Tuttavia, a mio parere, più che Avatar o la situazione in cui uscì, il problema deriva dall'ambientazione della fiaba disneyana, con conseguenti polemiche.
Come era stato già visto anni prima con Pocahontas il pubblico americano conosce solo una storia, la propria, e con quella storia fa fatica a fare i conti. Al contrario le opere europee e le ambientazioni storico-favolistiche del vecchio continente possono essere modificate senza che alcuno batta ciglio, perché sono percepite come esotiche, ignote e quindi non problematiche.

Così le paludi della Georgia non sono le foreste de La Bella Addormentata, esser serva di colore è assai più problematico che essere trattata come serva dalla propria matrigna, il contesto novecentesco non permette la distanza che rende Agrabah "terra di fiabe e magia" e il tutto viene tacciato dello stesso razzismo che aleggia oggi su I racconti dello zio Tom.

Se lo stesso anno fosse uscito Rapunzel con l'animazione tradizionale credo avrebbe avuto lo stesso successo che gli arrivò con l'animazione tridimensionale un paio d'anni dopo.

Il problema quindi non sono secondo me l'animazione (già indicata dall'articolo come capro espiatorio) e il contesto in cui uscì, ma proprio la scelta della storia.

Tra l'altro rispetto ai film successivi contiene il vantaggio a mio parere non indifferente (e difatti viene spesso ricordato più per questo motivo che per altri) di avere un antagonista disneyano in grado di reggere il confronto col rinascimento degli anni '90 (Scar, Ursula, Ade, Shan Yu, Frollo) e con i film disneyani delle origini (Grimilde, Lady Tremaine, Malefica, Crudelia).
A confronto Gothel non è a mio parere altrettanto convincente e la formula del "cattivo nascosto" funziona bene una volta per l'effetto sorpresa (Hans) ma già alla seconda (Zootropolis) non sortisce più lo stesso effetto. In Big Hero 6 Yokai serve solo a dare una missione al gruppo, visto che tutto il film è focalizzato su Baymax.
In questo probabilmente la dirigenza Lasseter ha pixarizzato un po' la Disney, visto che la Pixar spesso non elabora gli antagonisti come la Disney fece, vi da minor importanza, con alcune eccezioni interessanti.
Personalmente preferisco un antagonista memorabile, dal design inconfondibile, dalla malvagità manifesta e con poteri ben manifesti.
In questo spero che la creatura di lava vista in Oceania non sia solo un titano di Hercules, anche se già il fatto che sia una colata lavica è un buon indizio di manifesta presenza e di minaccia non da poco.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda cianfa88 » mercoledì 30 novembre 2016, 19:32

Beh, interessante il tuo discorso riguardo il pubblico americano e il suo rapporto con la storia. In effetti, qui in Italia alla fine ebbe un buon successo.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Zampe di Gallina » mercoledì 04 gennaio 2017, 22:03

cianfa88 ha scritto:Beh, interessante il tuo discorso riguardo il pubblico americano e il suo rapporto con la storia. In effetti, qui in Italia alla fine ebbe un buon successo.

Conosco per prima persona le impressioni sul Pinocchio disneyano di coloro per cui fu una lettura d'infanzia prima di vederne la trasposizione. E posso immaginare che non tutti i giudizi francesi siano entusiasti su determinate raffigurazioni della comunità d'oltralpe, vedasi Molière di Atlantis...

Solo che solitamente per gli americani conta un solo ed unico mercato: il loro.

Gli americani adorano le trasposizioni disneyane dei loro miti fondativi, da Amos Mouse, alle leggende americane, ai presidenti omaggiati fino ai racconti come Casey at the bat.
Il punto è che alcune parentesi sono ancora molto dolorose e tutt'altro che risolte.
In particolare il massacro dei pellerossa (Pocahontas) e il razzismo/schiavitù da piantagioni di cotone (Principessa e il ranocchio).
E disneyanizzarli di solito non sistema il problema, perché si offre un terreno più pacificato che fa a pugni con parte della realtà.
Non perché il contesto fosse necessariamente un estremo o l'altro (immagino vi fossero situazioni differenti a seconda delle varie persone, con contesti tragici e convivenze più simili a Tiana-Charlotte) ma perché se ci si focalizza su una versione troppo positiva sembra di far finta che quella negativa non sia esistita affatto.

Volevano fare una principessa di colore per completare il casting. È la ragione per cui hanno principessizzato Mulan che non è nata di sangue reale e non sposa nessun principe. Per avere una principessa orientale. Avevano già le bionde, la mora, la rossa, la bruna, la mediorientale, la cinese e l'indiana. Mancava la ragazza di colore. Si vuole inserire? Nessun problema.
Solo non ambientatela nelle terre del razzismo e della schiavitù tra 800 e 900, l'aver ritirato I racconti dello zio Tom dal mercato dovrebbe aver insegnato qualcosa.
Ambientatela in un regno mitico dell'Africa subsahariana, con un contesto mitologizzante ristrutturato come al solito...
Tipo Kirikù e la strega Karabà per fornire un esempio...

Messa così a mio parere il film non si sarebbe attirato addosso tutte le critiche che ha invece ricevuto.

EDIT:
Ho potuto finalmente rivederlo per intero e capisco (anche se non condivido nella mia sensibilità personale) la critica che ho sentito fare più spesso: passano troppo tempo trasformati in ranocchi.
Per uno come me non è un problema ma immagino varie bambine che vanno a vedere film disney:
- Rapunzel: voglio avere anch'io i capelli splendenti che si illuminano quando canto!
- Elsa: voglio costruirmi un castello di ghiaccio e farmi il vestito con l'immaginazione
- Tiana: voglio davvero baciare un ranocchio solo per scoprir che divento una rana e passare il mio tempo a cercar di tornare umana?
Non è esattamente come con l'incantesimo del lago, in cui Odette diventava comunque un bel cigno.
Diventa una rana...

E tra l'altro alla fine non va a vivere col suo principe nel castello incantato, apre il ristorante per cui ha tanto risparmiato.
Idea che può funzionare benissimo se si ha un'età superiore a un tot, ma immagino che per la bambina la prospettiva del castello incantato e di fare la principessa sia un po' più funzionale.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » mercoledì 04 gennaio 2017, 23:09

Eh, che la bambina cresca, impari e si formi con modelli un po' più sensati e virtuosi che quello farlocco e classista della principessa.
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Zampe di Gallina » giovedì 05 gennaio 2017, 00:30

Valerio ha scritto:Eh, che la bambina cresca, impari e si formi con modelli un po' più sensati e virtuosi che quello farlocco e classista della principessa.

Qui si apre il dibattito formativo. Giusto che i bambini possano usar la fantasia almeno da bambini senza esser costretti a pensar da adulti almeno finche son bambini ("tu sogna e spera intensamente e il sogno realtà diverrà") o è meglio che vengano presi a legnate fin da subito crescendo con persone che dicono che "il mondo è un posto crudele e tenebroso"? :D

Detto questo i film poco adatti ai bimbi possono piacere di più agli adulti ma spesso per i bambini sono poco adatti e basta.
Non ne conservano un buon ricordo e rifiutandoli in toto non imparano assolutamente nulla, perché li percepiscono come estranei.

Ricordare: se si fa un film per bambini che non piace ai bambini non si è fatta un'operazione intelligente, perché i bambini non andranno a vederlo, e se lo vedranno non torneranno a rivederlo e non vorranno l'edizione home video, i genitori non li accompagneranno, e il risultato sarà prima un flop al botteghino e poi un flop nei negozi di giocattoli.

Ovviamente non siamo su questo punto di vista con la principessa e il ranocchio, che può funzionare meglio di molti altri.
Ma a un sacco di bambine di età differenti (specie in età di passaggio) non piacerà giocare a far la ranocchia "fino a che io e il mio principe non ci baciamo".
Preferirà avere i capelli magici che si illuminano con la mamma cattiva che non la lascia uscire di casa a vedere il mondo.
Preferirà avere poteri speciali che non riesce a usare perché nessuno la ama per poi cantare e fare i castelli di ghiaccio.

  • Una bambina può immedesimarsi in una bambina che risparmia per il suo sogno? Notando solo adesso quanto imparai sul risparmio tramite Paperon de Paperoni, decisamente sì.
  • Una bambina può giocare al sogno del cuoco? Sì, e magari aiuterà la mamma in cucina prendendone ispirazione... però quello di vedere le lanterne è più immediato. Anche se di solito "cuoca" e "locandiera" non sono le prime cose a cui si pensa. Hai mai visto una bambola di Barbie cuoca? Al massimo Barbie ha la sua cuoca personale! Quando la mamma parla di cucinare ha uno sguardo un po' stanco e non sembra così entusiasta...
  • Una bambina può pensare di sposarsi col principe per poi continuare la vita di prima? Magari sì, ma sorgono un paio di dubbi sul senso della parola principe. Mi sposerò con un principe per non fare la principessa... un secondo...
  • Una bambina può immedesimarsi in una principessa che passa il suo tempo da rana? Vorrà la bambola di Tiana umana? O di Tiana rana visto che passa così la maggior parte del tempo? L'essere rana sembra al massimo divertente, ma non certo così attraente, specie da una certa età in su... Età prescolare, tipo le pozzanghere di fango di Peppa Pig.
Come dissi trasformarsi in un cigno a confronto ha moltissimi lati positivi.

L'operazione è chiara. Cercare di parlare alle bambine Tiana un po' più cresciute delle bambine Charlotte. Da per scontato di avere un pubblico critico (Tiana) che si sente più grande di coloro che amano a prescindere questi film (Charlotte) e cerca di riagguantarlo. In questo senso il film è eloquente solo che l'operazione presenta dei problemi.

Non bisogna mai dimenticare che il genere fiabesco è estremizzato di per sè per far valere ancor di più ciò che dice.
Inoltre deve stuzzicare positivamente la fantasia.
Se il principe dona una carrozza a Gerda perché trovi Kay le regala una carrozza d'oro. Poi questa attira i banditi, ma i principi fanno così.
Lev Amanatov lo sapeva bene...
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Re: [WDAS #49] La Principessa e il Ranocchio

Messaggioda Valerio » giovedì 05 gennaio 2017, 02:09

Zampe di Gallina ha scritto:
Valerio ha scritto:Eh, che la bambina cresca, impari e si formi con modelli un po' più sensati e virtuosi che quello farlocco e classista della principessa.

Qui si apre il dibattito formativo. Giusto che i bambini possano usar la fantasia almeno da bambini senza esser costretti a pensar da adulti almeno finche son bambini ("tu sogna e spera intensamente e il sogno realtà diverrà") o è meglio che vengano presi a legnate fin da subito crescendo con persone che dicono che "il mondo è un posto crudele e tenebroso"? :D


Non è questione di togliere il positivo. E' questione di cambiare positivo, con qualcosa di più sensato e attuale. Per quel che mi riguarda gli si può anche proiettare nella testa che è possibile da grande andare a fare l'unicorno, avrebbe comunque più senso che continuare a proporre un modello che non ha più un posto nella realtà delle cose e che per giunta non è manco meritocratico (né davvero comodo, dato che i reali non sposano chi vogliono ma hanno matrimoni combinati con altri reali).
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