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[WDAS #47] I Robinson - Una Famiglia Spaziale

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #47] I Robinson - Una Famiglia Spaziale

Messaggioda Valerio » sabato 14 aprile 2007, 10:51

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In America è già uscito e da noi è una questione di mesi. Il lungometraggio in questione, il secondo dopo la svolta al 3d della Walt Disney Feature Animation, ha dimostrato sin dai primi trailer le debolezze dell'animazione 3d in mano a una casa di animazione abituata a ragionare in 2d. Esteticamente parlando, le meraviglie di un Tarzan e di un Lilo & Stitch, i due estremi stilisitci dell'animazione tradizionale, si sono rivelati non trapiantabili direttamente nella terza dimensione. E l'effetto, presente già in parte nel discusso Chicken Little, era stato quello di un animazione nè carne nè pesce, sospesa tra classicismo e modernismo ma in un modo che non accontentava nessuno. Perdere di punto in bianco l'espressività, la bellezza e la magia del tratto, vero punto di forza della cosiddetta estetica Disneyana, deve aver interrotto l'incanto negli spettatori trasformando quindi il pathos in banalità, lo humor in ingenuità. Insomma, tutta colpa del 3d? A mio parere sì, dato che è una tecnica che nella mani giuste (vedi Pixar) può rivelarsi una cannonata mentre in quelle sbagliate può dare l'effetto opposto (vedi il discusso Polar Express). Lo stile di Meet the Robinson, era fatto per il 2d. Il cattivone, dalle reminescenza dastardlyane, in 2d era fantastico, e si portava dietro tutta l'espressività e l'arte della tradizione Disney. I due protagonisti, Lewis e Wilbur (anzi più il primo che il secondo), portati alla terza dimensione hanno rivelato una pochezza grafica senza precedenti, che in due dimensioni avrebbe anche potuto funzionare. La famiglia Robinson avrebbe potuto fornire una sorta di contrappunto all'equipaggio di Atlantis, eterogeneo e caratterizzato graficamente in modo vario, e invece qui è solo caramellosa. E pensare che il film era stato pensato, progettato e pure iniziato in 2d, prima che Eisner ci mettesse il naso con la sua Rivoluzione. Il film, quando ancora si intitolava A Day with Wilbur Robinson, doveva essee la trasposizione cinematografica dell'omonimo libro per bambini di William Joice, e allo stesso tempo strizzare l'occhio a Tomorrowland, la sezione di Disneyland dedicata al futuro, inscrivendosi quindi nella linea di film/attrazioni insieme a Pirati dei Caraibi e compagnia bella. Se sia ancora così non ci è ancora dato saperlo, pare però che dopo l'addio di Eisner il tutto sia stato portato avanti quasi per inerzia, arrivando senza troppa convinzione ad un risultato altalenante. Questo finchè Lasseter non ci ha messo le mani, e ha invitato il film a Emeryville per una bella rimpolpata pixariana. Pare che in questa fase siano stati aggiunti parecchi elementi che hanno ridato al film lo spessore che gli mancava, come l'orchestra di rane o il dinosauro parlante. E in definitiva? Bè, pare che il film complessivamente parlando non sia neanche malaccio ma che si fregi del titolo di "uno dei più commoventi in circolazione", aggettivo che nell'animazione moderna latita alquanto. Le musiche, inoltre, sono di Danny Elfman, il che dovrebbe costituire un buon incentivo alla visione. Sarà da noi a giugno, pare, mancano un paio di mesetti, e nel frattempo, eccovi la recensione di Ultimate Disney. Speriamo bene.
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Messaggioda Valerio » giovedì 07 giugno 2007, 00:47

Ci siamo quasi, Venerdì sera nella mia città verrà proiettato in 3d con tanto di occhialini. Intanto notizie luttuose si susseguono: Carlo Conti, Tiberio Timperi, Serse Cosmi, Giovanni Muciaccia nel cast dei doppiatori.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 07 giugno 2007, 00:53

Eh? Occhialini?

MA è una cosa regolare com'è stato per Spy Kids 3?

Cioè, è un evento eccezionale, o sarà pratica diffusa?
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Messaggioda Valerio » giovedì 07 giugno 2007, 02:18

Da me è novità assoluta, ma in America questa nuova tecnica ha raccolto consensi e ha già visto la proiezione di Chicken Little e Nightmare Before Christmas in 3d.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 07 giugno 2007, 08:50

Ma di Chicken Little e Nightmare Before Christmas in 3D lo so (di quest'ultimo vi avevo dato la notizia io, ricordi?)...


Volevo solo sapere: ma anche in Italia il film si potrà vedere così, o il tuo è solo un caso isolato, o comunque seguito da pochi altri cinema?

Oppure anche tutti i multisala avranno il blocco di occhialini 3D da distribuire agli spettatori?
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Messaggioda Valerio » giovedì 07 giugno 2007, 10:41

Non saprei, da me solo un cinema farà questa cosa...
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 07 giugno 2007, 11:51

I tuoi contatti Disneyofili non ti sanno dire nulla a riguardo?

E soprattutto, vale la pena vederselo in 3D la prima volta? Io ho visto Shrek 3D con gli occhialini (un cortometraggio di 10 minuti) e preferisco vedermi lo stesso corto fatto in modo da essere visto con gli occhi normalmente...
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Messaggioda Valerio » giovedì 07 giugno 2007, 11:55

Non so come fosse Shrek 3d, ma questa è una tecnologica diversa.

In esclusiva a Cinecity Limena (PD)
da Venerdì 8 Giugno – per la prima volta in Italia – la vera esperienza cinematografica tridimensionale con il film I Robinson: Una Famiglia Spaziale, presentato in Disney Digital 3D.

Niente a che vedere con i vecchi occhialini di cartone rossi e blu, perché quella cui da Venerdì 8 Giugno potranno assistere gli spettatori di Cinecity Limena (PD) sarà la vera esperienza cinematografica tridimensionale. Per la prima volta in Italia, infatti, grazie all'introduzione del rivoluzionario Disney Digital 3D la visione tridimensionale del nuovo cartoon Disney I ROBINSON: UNA FAMIGLIA SPAZIALE sarà assolutamente realistica, dando a chi guarda la sensazione di entrare letteralmente nel film.
In passato l'illusione della terza dimensione avveniva incrociando il segnale di due proiettori analogici (con pellicola), mentre adesso si utilizza un unico proiettore digitale 2K (senza pellicola), che alterna a grandissima velocità le immagini destinate all'occhio destro e a quello sinistro. In questo caso l'effetto 3D è garantito dall'uso degli Occhiali Elettronici Attivi, regolati a distanza da un emettitore ad infrarossi posto a lato dello schermo. A differenza di quanto avveniva in passato, il controllo elettronico dell'immagine permette di eliminare difetti come il disallineamento delle immagini e l'eccessivo affaticamento degli occhi.
I ROBINSON: UNA FAMIGLIA SPAZIALE racconta la storia del piccolo Lewis, un ragazzo prodigio con la smodata passione per le invenzioni, che spera di incontrare la famiglia che non ha mai conosciuto. Il viaggio che si accinge ad affrontare lo condurrà però in un luogo che nemmeno lui avrebbe mai immaginato, una dimensione dove l'impossibile non esiste: il futuro. Viaggiando nel tempo, Lewis incontra un ragazzo misterioso di nome Wilbur Robinson, che gli farà conoscere una famiglia diversa dalle altre: i futuristici e divertenti Robinson. Ma nel frattempo il ragazzo dovrà vedersela anche con un perfido avversario: l'Uomo con la Bombetta, che gli ruba l'unico mezzo per tornare a casa.
Le proiezioni del film in Disney Digital 3D sono solo quelle previste nella sala 8 di Cinecity.


Questo è tutto ciò che so. E, sì, credo valga la pena. Tanto poi in dvd avrò il tempo di vedermelo normale, e visto che il film al momento è così odiato dalle masse, lo posso anche comodamente immolare per sperimentare qualcosa di nuovo, che magari potrà anche renderlo un'esperienza nettamente migliore.
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 07 giugno 2007, 12:39

Acc, quindi ti sei pure beccato l'unico cinema italiano a proiettarlo così...

Dì la verità, la Disney ha scoperto che abiti a Padova, vero?
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Messaggioda Francesco F » venerdì 08 giugno 2007, 18:36

disse il poeta:

INVIDIA.
TREMENDA.
INVIDIA.
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

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Messaggioda Francesco F » venerdì 08 giugno 2007, 18:41

vedo che in questo thread non avete avuto il tempo (o lo stomaco) di dire chi sono i doppiatori italiani di questo film.

Uff, è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Eccomi qui.


Tiberio Timperi.
Carlo Conti.
SERSE COSMI.
Antonello Venditti.


Vi chiedo di meditare su quello in maiuscolo...
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

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Messaggioda Pacuvio » venerdì 08 giugno 2007, 19:44

Elikrotupos ha scritto:Vi chiedo di meditare su quello in maiuscolo...

Perchè? no, dico, gli altri ti sembrano meglio?

Cosmi, se non altro, ha un timbro di voce molto particolare... chissà, magari se ricevesse consensi prenderebbe in seria considerazione l'ipotesi di intraprendere una nuova carriera (visto poi che dall'altra parte non è che gli stia andando granchè)... :P
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Messaggioda Francesco F » venerdì 08 giugno 2007, 22:03

sì ma almeno gli altri sono, seppur non attori, ma del mondo dello spettacolo... Cosmi ci sta veramente come il cavolo a merenda...

fermo restando che scegliere guest voices così a vanvera è veramente una politica che non condivido, mentre invece continuano a mantenerla "rovinando" ogni singolo Classico Disney -_-
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

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Messaggioda Valerio » sabato 09 giugno 2007, 00:31

Visto.
Habemus Classicum.
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Messaggioda camera9 » sabato 09 giugno 2007, 17:35

Classicum bonum?
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Messaggioda Valerio » sabato 09 giugno 2007, 18:17

parecchium.
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Messaggioda Lightning » domenica 10 giugno 2007, 13:52

Visto con Grrodon, Bordy e gli Occhialini 3d. :)

Il film merita.
Graficamente è ottimo, molto meglio di Cicken Little IMHO, certo non raggiunge i livelli di dettaglio dei film Pixar per quanto riguarda i personaggi e gli ambienti ma di certo è un 3D di tutto rispetto.
Non c'è quell'ironia forzata di stampo Dreamworks che aveva caratterizzato l'ultimo lungometraggio Disney e che aveva dato fastidio a molti.
La trama scorre via senza intoppi, e nonostante le cose si complicano man mano che il film avanza (non voglio svelarvi niente...), la sceneggiatura è gestita molto bene e la storia riserva non pochi colpi di scena verso la fine. C'è anche una "chicchetta" finale che farà felici molti appassionati Disney.
Insomma un buon film che mi riservo di rivedere ancora al cinema anche per poter ammirare meglio...

Gli occhiali 3D
Finalmente un 3D vero, non come i famosi occhialini di cartone verdi-rossi degli anni 50.
Gli occhiali sono abbastanza grandi anche per permettere a chi già porta gli occhiali da vista di poterli utilizzare senza problemi.
L'immagine acquista vari piani di profondità e tutto è gestito alla perfezione senza alterazione dei colori. In alcuni momenti quando qualcosa viene lanciato verso gli spettatori (ad esempio quando c'è un esplosione o uno schizzo) c'è l'illusione che questa cosa venga veramente verso di noi, tanto che un paio di volte ho avuto il riflesso involontario di chiudere gli occhi tanto l'effetto è reso realisticamente. E' un invenzione davvero innovativa secondo me, di sicuro in futuro verrà molto sfruttata (e migliorata).
Si perchè ci sono anche due piccoli e trascurabili difetti:
Il primo è che alla lunga la pressione delle stanghette degli occhiali da un leggero fastidio alle orecchie.
Il secondo è che nelle scene piu concitate la fluidità dell'immagine ne risente un pò e si ha come l'impressione che manchi qualche frame,ma è qualcosa che si nota molto poco, e che comunque è ampliamente trascurabile di fronte allo spettacolo del cinema 3D.

Sempre riguardo gli occhiali treddi, per chi vuole saperne di più, guardate questo articolo preso dal sito del corriere della sera
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/06_Giugno/08/cinema_3d_consoli.shtml
vi faccio solo un piccolo spoiler dell'articolo:
"si dice che George Lucas da tempo trami una riedizione di Star Wars in tre dimensioni"
Mi aumenta la salivazione al sol pensiero.
Cia-Ciao
"L'umanità deve porre fine allo spoiler, o lo spoiler porrà fine all'umanità."

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Messaggioda DeborohWalker » domenica 10 giugno 2007, 14:27

Le aspettative non erano buone, diciamolo.
Dopo Chicken Little, e la trasformazione di tutti i film in 3D, anche questo Meet The Robinson si ritrova sbalzato via dal regno del disegno tradizionale e catapultato nel mondo della computer graphic. E tutti noi eravamo moooolto scettici a riguardo.
Anche dopo i primi trailer, l'unica cosa valida di questo film sembrava essere il villain, che ricordava molto Dick Dastardly, ma per il resto nulla di che.
E ci sbagliavamo, oh come ci sbagliavamo.

Lewis è un creativo dodicenne, sempre alle prese con nuove invenzioni; Lewis però non ha una famiglia e vive in un orfanatrofio, ma i suoi bizarri passatempi gli ppregiudicano la possibilità di essere adottato. Quando si accorge di questo, Lewis decide di costruire una macchina in grado di recuperare i ricordi su sua madre, per poterla reincontrare, ma questa invenzione lo metterà in contatto con un malvagio uomo con una bombetta, che farà di tutto per impadronirsene, e rivendicarne la paternità. Ma ad aiutare Lewis arriva Wilbur, un ragazzino che arriva direttamente dal futuro per contrastare i piani dell'uomo con la bombetta. Nel corso dell'avventura lo stesso Lewis si ritroverà nel futuro, dove farà la conoscenza di tutti i parenti di Wilbur, la bizzarra famiglia Robinson.

Lo ripeto, se dall'incipit non si fosse capito: I Robinson è bello.
Non un capolavoro, certo, ma non ha nulla da invidiare agli ultimi Classici Disney. E il motivo del nostro scetticismo risiedeva unicamente nel trailer che cercava di svendere il film come una sorta di Jimmy Neutron + Robots + $film Dreamworks.
Ma fortunatamente non è così, il trailer che abbiamo visto si concentra solo sugli aspetti spettacolosi e sulle gag del film, quasi vergognandosi di mostrare la trama o i sentimenti che ci sono...
Evidentemente non vanno più di moda, solo le famigliole per Natale vanno a vedere quei film.
Invece la storia c'è è pure buona. Viene spiegata con calma, i personaggi vengono presentati ed introdotti decisamente bene, vengono inseriti elementi che poi tornerano utili in futuro, con un ritmo della storia più che buono.
Poi appena Lewis arriva nel futuro, si vede quello che è il trailer: una serie sconclusionata di gag, alcune buone e altre meno (ho adorato una freddura degna di Gino Bramieri sottolineata con un battito di piatti da batteria) ma sssolutamente troppe tute in una volta. Perchè Lewis viene trasportato come una trottola a conoscere tutti i protagonisti della famiglia Robinson, e ognuno ha il suo siparietto. Magari si potevano ridurre i membri della famiglia, così da approfondire più i singoli personaggi e non rilegarli unicamente al ruolo di macchietta e, perchè no?, assegnare ad ognuno di loro una piccola sottotrama...
Comunque dopo questa gara di barzellette, si ritorna a sviluppare la storia con colpi di scena, cambi di fronte, e un finale d'azione che gioca con il continuum spazio-temporale come Ritorno al Futuro aveva insegnato tempo addietro.
L'idea del colpo di scena è buona, strutturata bene, peccato che io abbia nasato il tutto già dopo i primi indizi che vengono dati...

La grafica non eguaglia quella di un qualunque film PIXAR (forse siamo ai livelli tecnici del primo Toy Story o poco più) ce n'è ancora di lavoro da fare, ma comunque i personaggi risultano gradevoli e a lungo andare non ho sentito più di tanto il peso della trasposizione 2D-3D, anche la computer grafica standard sta raggiungendo uncalore che si avvicina a quello dei disegni tradizionali. Bisogna però concentrarsi un sacco sulle texture e effetti come la pioggia, visibilmente grezzi...
La musica è più che buona, un Danny Elfman in forma e distante dalle sue solite corde (o meglio, visto il soggetto, distante dai suoi fiati ^^); peccato per le due canzoni, che non sono un granchè, e sono inserite in modo forzato. Bella invece The Future Has Arrived, canzone dei titoli di coda che si sente in versione strumentale anche durante il film.
I doppiatori italiani "vip" (Mucciaccia, Carlo Conti, Serse Cosmi, Tiberio Timperi) altro timore iniziale, alla fine non sono così orribili, anzi: il "peggiore" è Cosmi, che inizialmente è divertente, ma poi scade per via della recitazione non ottima.
Ah, pollice verso per la scelta di Mucciaccia, il quale compare anche fisicamente nel film: nella versione originale veniva mostrato Tom Selleck, che non assomiglia per nulla al Lewis adulto, ma la sua visione suscita molte più risate... Mucciaccia ci assomiglia di più, ma la sua visione stona, soprattutto perchè per chi vedrà il film anche solo tra una decina d'anni e si chiederà chi sia quel losco figuro.
Ah, altro doppiatore originale degno di nota è quello dello zio supereroe, la cui voce è quella di Adam West, interprete del celebre Batman con la pancetta.

Il film si conclude con il motto di Walt Disney, che poi è anche il messaggio del film; boh, a me è parso decisamente fuori luogo, l'avrei preferito all'inizio del film, sicuramente meno invasivo, così a mio parere ha un retrogusto di auto-incensamento.

Purtroppo non ho potuto assistere alla proiezione in 3D, mi era pure balenato in testa di fare un balzo a Padova, ma per mancanza di tempo non riesco, peccato. Speriamo che questa tecnica si diffonda sempre più anche qui in Italia, magari vedere futuri lungometraggi con questa tecnologia sarà più accessibile
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Messaggioda Valerio » domenica 10 giugno 2007, 17:27

Quando un film non è il suo trailer. Atto ennesimo. Eh già, proprio così. Il 47° Classico d'Animazione Disney, rimarrà nella storia del cinema come uno dei cartoni animati più rimaneggiati di sempre. Messo in lavorazione quando la bufera eisneriana non aveva ancora colpito a morte la Disney Feature Animation privandola di ciò che sapeva fare meglio, dovette, come del resto il suo tartassatissimo predecessore, riciclare sè stesso trasponendosi nel ben più modaiolo 3d. I risultati però non erano dei più incoraggianti, e sin dalle prime immagini si notava quanto A Day With Wilbur Robinson (questo il titolo di lavorazione, direttamente dalla copertina del libro che l'ha ispirato) soffrisse degli stessi identici problemi che avevano afflitto il povero Chicken Little. L'ibridismo di un prodotto che si situa perfettamente a metà tra trendenza umoristico-trendaiola e buoni sentimenti, finendo per non accontentare appieno nessuno, traspariva fin troppo bene dalle prime immagini del battage pubblicitario. E sicuramente è questo il motivo per cui il trailer de I Robinson a differenza dei vari Pirati 3 e Ratatouille, lasciava freddini un po' tutti a prescindere dal tipo di pubblico. Del resto cosa ci si poteva aspettare da un film dalla grafica povera, con un cattivo identico a Dastardly, comprimari copiati maldestramente da Gli Incredibili, gommosità imperante e discutibili battute su cerotti alla caffeina? Mediocrità in tutti i campi, un film appena decente, e sicuramente trascurabile.
Tutto questo fino all'arrivo di un mago buono di nome John Lasseter che, conscio di dover risollevare la baracca in qualche modo, ha interrotto i lavori, preso all'ultimo momento il povero lungometraggio sofferente, e l'ha spedito in quel di Emeryville agli studi Pixar a fare una bella cura ricostituente a base di trama, sentimento ed emozioni. E il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è ciò che nessuno si aspettava: un BEL film, degno del titolo di Classico, che a questo punto non c'è più motivo di negargli, e sicuramente uno di quei film che ti fanno uscire dal cinema con un sorriso a trentadue denti e una lacrimuccia a rigare il volto.
Le spiritosaggini viste nel trailer ci sono, va detto. Ma appunto, non occupano l'intero film, bensì un nucleo di una manciata di minuti in cui appunto Lewis, un orfanello arrivato inaspettatamente nel futuro per ragioni conosciute solo al misterioso Wilbur, fa la conoscenza dei membri della famiglia Robinson. Dopo un inizio molto promettente e se vogliamo piuttosto drammatico, il film si prende il suo quarto d'ora di relax, a base di gag folli, che potrebbero risultare sgangherate e di conseguenza indigeste ai più. Ma questa parentesi, molto probabilmente retaggio della stesura pre-lasseter, è presto dimenticata quando gli ingranaggi della trama si rimettono in moto per un terzo atto veramente eccellente, ben calibrato e con la giusta dose di colpi di scena ed emozioni. Niente di trascendentale ovviamente per chiunque abbia una buona infarinatura di viaggi e paradossi temporali (Pk docet in tal senso), ma si rimane favorevolmente impressionati dalla naturalezza e l'intelligenza con cui questi temi vengono per la prima volta trattati in un film d'animazione destinato ad un largo pubblico. Questo perchè solo in un secondo momento ci si rende conto di quanto la trama sia in realtà complessa anche se lì per lì tutto sembra fluire chiaro, scorrevole e intuitivo. Ed è questo uno dei più grandi meriti di questo film: l'essere riusciti a trattare in maniera assolutamente Classica uno dei temi più "di genere" di sempre.
Passando alla grafica, forse a causa delle insolitissime modalità di visione del lungometraggio, forse a causa dei contenuti del film che stavolta spostano l'attenzione su ben altre cose, fattostà che si notano progressi evidenti rispetto a Chicken Little. Siamo sempre su un gradino più basso rispetto alla Pixar, certo, e del resto il suo essere stato pensato originariamente in 2d da artisti della matita, non giova alla resa finale di personaggi come lo stesso Lewis, o il bizzarro nonnetto che indossa i vestiti al contrario. D'altra parte ci sono invece personaggi assai ben riusciti come lo spettacolare Uomo con la Bombetta, il T-Rex (fortemente voluto da Lasseter) o le irresistibili e disneyanissime ranocchie canterine, protagoniste anche di un disclaimer cinematografico realizzato a parte, in cui si raccomanda di non disturbare in sala.
E poi veniamo alla colonna sonora, che è opera del veterano Danny Elfman che in Disney già aveva composto la colonna sonora di Nightmare Before Christmas (e che a proposito di futuro e famiglie è anche compositore dei rispettivi temi dei Simpson e Futurama). L'ottimo lavoro di Elfman alle strumentali si fa sentire soprattutto con The Future Has Arrived, ascoltabile in versione strumentale durante l'arrivo di Lewis nel futuro e con parole durante i credits. Oltre a questo pezzo, sono presenti due brani jazz eseguiti dalle ranocchie, Where Is Your Heart At? e Give Me The Simple Life e due canzoni a inizio e fine film che iscrivono il lungometraggio nella tradizione musicale: il cantilenante Another Believer e Little Wonders. Nei credits è presente infine The Motion Waltz (Emotional Commotion).
Non si parla ancora di Capolavoro, eh, ma la strada imboccata è senza dubbio quella di una grande rinascita e se non la prossima volta, già fra due annetti si dovrebbero iniziare a vedere su larga scala i benefici di questo new deal lasseteriano. In piccola scala però li possiamo vedere già oggi, tanto per cominciare dalla scelta di abbinare al lungometraggio un cortometraggio Disney degli anni d'oro, per testare il pubblico in preparazione al nuovo programma di produzione cortometraggi che sarà inaugurato da How To Hook Up Your Home Theatre. Ma non è finita qui, visto che la scelta più importante è stata quella di girare il film con la nuovissima e avveniristica tecnica tridimensionale sperimentata in America con Chicken Little e con la riedizione di Nightmare Before Christmas. Solo con I Robinson tutto questo è sbarcato in Italia, e per la precisione finora solo nel multisala Cinecity di Limena in provincia di Padova, che ha avuto la bella idea di tagliare il corto scelto per la proiezione 3d e cioè Working For Peanuts (1953). Tutte le altre sale della penisola si sono dovute accontentare della versione standard del lungometraggio, non dimenticandosi però di proiettare il corto scelto da Lasseter per la proiezione regolare e cioè l'irresistibilissimo Boat Builders (1938). Ma assicuro che venire a Padova per vederlo può anche valere la pena, e per quanto si possano biasimare gli occhialini per via della montatura troppo pesante, non si può non rimanere favorevolmente impressionati vedendo il pubblico strillare per paura di essere colpito da una macchia di sugo che Lewis fa volare verso la telecamera o a causa di una zoomata improvvisa sul viso dell'Uomo con la Bombetta, un villain dal grande carisma, con un mento che "buca" lo schermo.
L'idea di Lasseter è quella di ricongiungersi con una tradizione che la gente sta iniziando a dimenticare, e il modo migliore di farlo è quella di continuare ad onorare la figura di Walt Disney omaggiandolo dove possibile. In quest'ottica questo Meet the Robinson entra a far parte della serie di film ispirati alle attrazioni di Disneyland, di cui fa parte anche la trilogia di Pirati dei Caraibi. Per la precisione si parla di Tomorrowland, l'area di Disneyland dedicata al progresso che negli ultimi anni di vita di Walt era diventata il suo chiodo fisso. E il suo motto, il Keep Moving Forward, è ben presente in questo film, che non perde occasione di ricordarlo allo spettatore, incoraggiandolo a fallire se necessario pur di portare avanti i propri progetti. E il senso di tutto è ben manifesto nello splendido finale del film, capace di dare un senso preciso a quanto visto fino a quel momento, lasciando piacevolmente sorpreso e a bocca aperta lo spettatore. E con questo commovente congedo la Disney si scusa implicitamente per alcune sue recenti scelte, invitando il pubblico a perdonare e guardare oltre. E riuscire a dare un simile messaggio riuscendo nel contempo ad onorare la tradizione non è cosa da tutti. Grazie Walt, e grazie John e mi raccomando, Keep Moving Forward.
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Messaggioda Lightning » domenica 10 giugno 2007, 19:44

Grrodon ha scritto: un BEL film, degno del titolo di Classico, che a questo punto non c'è più motivo di negargli


ok Disney. Grrodon ha approvato la dicitura Classico, prendete nota e modificate le locandine e le copertine.
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