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[PIXAR # 3] Toy Story 2 - Woody & Buzz alla Riscossa

Lo studio fondato da John Lasseter che ha inventato la CGI, traendo arte dai poligoni e rivoluzionando lo scenario moderno. E da quando è entrata a far parte della famiglia Disney i benefici influssi si sono diffusi ovunque, portando la Disney verso una rinascita!

[PIXAR # 3] Toy Story 2 - Woody & Buzz alla Riscossa

Messaggioda Francesco F » venerdì 20 gennaio 2006, 23:20

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Toy Story 2 - Woody & Buzz alla riscossa (Toy Story 2 - 1999)
di John Lasseter

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Continuano le avventure di Buzz e Woody, e stavolta ad essere nei guai e l'impavido cowboy, vittima di un collezionista senza scrupoli. Woody infatti è un vecchissimo pupazzo da collezione, complementare di altri due giocattoli da far west con i quali farà la conoscienza a casa del panzuto collezionista. Buzz e gli altri giocattoli partono al salvataggio del loro amico, ma questo pare intenzionato ad abbandonarli per unirsi alle sue nuove conoscenze, una incontenibile cowgirl e un vecchietto ancora incartato e in preda a erotici bollori (come dimostrano i dietro le quinte con gli errori degli attori :D) e il suo fido destiero Bullseye, destinazione un museo giapponese. Si segnala anche l'apparizione speciale di Geri, il protagonista del cortometraggio Pixar "Il gioco di Geri" (Geri's game), in veste non di vecchietto schizofrenico, ma di esperto ed eminente riparatore di giocattoli da collezione.
Toy Story 2 è stato definito il film perfetto. Una ricerca condotta in Inghilterra da una simpatica dottoressa, ha svelato che esistono gli ingredienti per il film perfetto, e fra i film prodotti finora, l'unico che ha tutti questi ingredienti è proprio Toy Story 2. Toy Story 2 ha anche vinto il Golden Globe come Miglior Film Commedia, non so se mi spiego. L'impatto visivo è migliore del primo film, anche perchè le location diventano di più e più svariate, come le esilaranti scene al negozio di giocattoli (che mi risveglia gioiosi ricordi del videogioco di Toy Story 2, con cui usavo sollazzarmi $tempo_fa su Playstation :D).
Comunque, ho il vago timore che, rivisti adesso topo tanto tempo, sia migliore il primo Toy Story che questo sequel.

Passiamo al DVD. In Italia solo un disco, e stavolta non siamo fortunati come nel caso del primo Toy Story, perchè in questo disco non c'è nient'altro che il film, con il sempre interessante commento audio di John Lasseter, Andrew Stanton, Lee Unkrich e Ash Brannon (rispettivamente regista, autore della soggetto, e coregisti, e tutti autori del soggetto, a parte Unkrich). La cosa straordinaria che c'è nel primo disco originale e non c'è nell'unico disco italiano è il nuovissimo trailer di Cars, di 2 minuti e mezzo, con la presentazione dei personaggi e della storia.
Sul secondo disco ci sono il Making of e i vari dietro le quinte di rito, il giochino per bambini e... *squilloditrombe*, GLI ERRORI!! La straordinaria idea di animare anche delle scene che simulino le papere fatte dagli attori in carne ed ossa è iniziata con il film A bug's life, e continua anche con Toy Story 2. Si concluderà invece con Monsters & co, dove però raggiungerà la perfezione; ne parleremo...
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Messaggioda Valerio » venerdì 10 marzo 2006, 19:26

C'è chi lo ha definito il sequel migliore della storia del cinema. Quel che è certo è che Toy Story 2 è giunto proprio nel momento in cui la Pixar aveva bisogno di riconfermarsi dopo la mezza delusione di A Bug's Life. E quale modo migliore di riconfermarsi del riportare al cinema i personaggi da cui tutto è partito? Corre voce che inizialmente la Disney avesse inteso Toy Story 2 come un prodotto economico destinato all'home video. Ma le idee di Lasseter in merito erano radicalmente differenti. Secondo la Pixar un sequel deve essere realizzato dagli stessi creatori del primo film, e deve avere alla base una storia valida. E infatti questo film è una specie di manuale su come un sequel dovrebbe essere fatto, perchè per molti, compreso chi scrive, Toy Story 2 è assolutamente superiore al suo predecessore. La caratteristica principale del fim, che giustifica ogni lode gli sia stata tessuta intorno, è il suo portare avanti il discorso iniziato dal primo, facendo luce su alcune zone d'ombra e problematiche che nel '95 erano state soltanto accennate. Due sono quindi le grandi tematiche inedite su cui questo sequel si basa: innanzitutto la crescita dei bambini e il conseguente abbandono del giocattoli. Se nel primo film l'abbandono c'era ma era visto più come il preferire un giocattolo a un altro, qui si parla di abbandono inevitabile legato alla crescita. La seconda grande tematica è il collezionismo dei giocattoli, l'abitudine dei nerd di svuotare il giocattolo di ogni suo valore ludico. E' il falso miraggio che attira un Woody ancora una volta terrorizzato di essere messo da parte, un modo innaturale di rendersi immortali contro il quale Lasseter si scaglia senza mezzi termini mettendo in scena come antagonista lo stereotipo del nerd grasso senza vita sociale e ripetendo più e più volte che la vera funzione del giocattolo deve essere il divertimento. Per questo e altri motivi si potrebbe definire questo film un Toy Story al quadrato: oltre a un forte innalzamento di tono, un netto miglioramento del film del '95 lo si può vedere sia nella grafica che nella struttura. Innanzitutto qui il cast dei personaggi di contorno, prima relegati sullo sfondo, prende direttamente parte all'azione, unendosi alla pattuglia di salvataggio messa in piedi da Buzz, per salvare Woody. Sarà questo particolare che sul finale permetterà ai ritmi del film di diventare sempre più frenetici, grazie a scene d'azione corali e situazioni di un certo respiro. Memorabile in questo senso il finale all'aeroporto che fa piazza pulita di ogni traccia di claustrofobica limitatezza che nel primo film, diviso tra casa di Andy e casa di Sid, si respirava. Ma non è solo il vecchio cast ad essere utlizzato in maniera egregia, in Toy Story 2 figurano anche alcuni nuovi personaggi, mentre altri che nel primo film venivano solo nominati, come Zurg, acquistano qui il loro aspetto definitivo. Sicuramente un grande affollamento (a un certo punto del film scorazzano tranquillamente addirittura due Buzz Lightyear), tra cui fa una comparsa anche il vecchietto Geri, visto nel cortometraggio Geri's Game. Ma non è il solo: la follia citazionistica Pixar qui prosegue mettendo in scena personaggi di vecchi cortometraggi o di A Bug's Life, nei finti Errori sul Set che come nel film precedente accompagnano i titoli di coda. Molte citazioni puramente cinematografiche sono presenti poi, tra cui quella a Jurassic Park e l'abusatissima, e paradossalmente più riuscita, citazione a L'Impero Colpisce Ancora.
Come nel suo predecessore anche in Toy Story 2 sono presenti delle canzoni. Ma nel 2000 la Pixar ha già imboccato una strada che la allontanerà sempre di più dal musical e la riprova è che di queste tre canzoni solo una, la malinconicissima When She Loved Me, narrante l'abbandono della bambolina Jessie, presenta un'impostazione tradizionale. Le altre due vengono narrativamente giustificate dall'essere trasmesse all'interno di uno show televisivo, e sebbene Woody's Roundup sia un pezzo nuovo, You've Got a Friend in Me altro non è che la riproposizione del tema principale del primo film.
Toy Story 2 fu un grande successo e, purtroppo e per fortuna, rilanciò il concetto di sequel come prodotto di qualità, incentivando la produzione di seguiti di ogni tipo.
I personaggi tornarono in seguito nell'introduzione del direct-to-video Buzz Lightyear da Comando Stellare - Si Parte! e nella serie televisiva in animazione tradizionale che ne scaturì. Recentemente si è parlato di un Toy Story 3, per produrre il quale la Disney avrebbe creato lo Studio Seven Circles. Attualmente il progetto è stato ripreso in mano da Pixar, rientrata in seno alla Disney. Che si prospetti un'ennesima lezione di grande cinema?
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Messaggioda DeborohWalker » sabato 05 agosto 2006, 11:01

C'era una volta Toy Story.
E visto il successo, doveva esserci per forza un sequel. Inizialmente la Disney aveva richiesto il progetto come un direct to video di circa 60 minuti. Non la pensava ugualmente Lasseter che riteneva che un sequel dovesse avere la medesima qualità e spessore del primo film. Quando però i responsabili Disney videro la qualità raggiunta in pre-produzione di alcuni disegni, e deciserò di promuovere il progetto a film vero e proprio, e così anche la storia cambiò, rendendola più epica e quindi più adatta ad un passaggio cinematografico. E così, esattamente a 4 anni dall'uscita del predecessore, Toy Story invade letteralmente le sale cinematografiche.

L'inizio è impressionante: fin da subito la PIXAR vuole far capire che ora è in grado di fare scene molto più complesse e ricreare ambientazioni ben più elaborate di quanto visto in A Bug's Life e Toy Story
La prima scena del film la considero una (se non LA) tra le scene visivamente più impressionante di tutta la produzione PIXAR ammirata finora, forse paragonabile solo al florilegio pirotecnico della seconda parte di The Incredibles.
E un inizio così pirotecnico è la migliore presentazione per quello che arriverà nell'ora e mezza successiva. Inseguimenti magistrali, spassose situazioni comiche, e riflessioni che sfiorano l'esistenziale... Perfetto.
Ho sempre considerato questo e Monsters Inc. i due film perfetti della PIXAR, ai quali non si può chiedere di più di così.
Il film è ottimo anche come sequel, con tutti gli elementi che dovrebbero esserci in un seguito: la ripresa di personaggi, elementi e situazioni viste nel primo film, il ribaltamento di determinati rapporti visti nel primo film, l'inserimento di nuovi personaggi carismatici come quelli ai quali vanno ad affiancarsi, ma soprattutto una storia all'altezza dell'originale. Anzi, in questo caso, migliore.
Tutto qui è più "toy story" del primo film: più personaggi, più ambientazioni, e l'analisi di molti più aspetti della natura di giocattolo (il freddo collezionismo, la crescita del padrone, il potersi rompere ed essere riparati, la serie televisiva e i gadget dedicati, ecc.).
I nuovi personaggi sono simpatici e caratterizzati a dovere: Jessie si imprime nel cuore dello spettatore fin dalla sua prima apparizione in scena e Stinky Pete ha il fascino del vecchio giocattolo, credibile anche come "cattivo". Bullseye l'ho amato da subito, mi sembrava di conoscerlo già e ho dovuto rifletterci qualche istante prima di sincerarmi che non fosse mai apparso nel primo Toy Story; forse mi era così familiare perchè mi ricorda incredibilmente Piedidolci...
E anche i nuovi personaggi secondari svolgono a dovere la propria funzione: il malvagio Zurg che finalmente vediamo all'opera, con uno strepitoso stravolgimento di ruolo sul finale, il malandato Wheezy, le Barbie sgallettate, il disgustoso nerd Al...
Affascinante anche la parte del film in cui veniamo immersi in piena atmosfera anni '50, con tutti i gadget di Woody e lo show televisivo dell'epoca.
La riflessione di Woody, che si trova davanti alla scelta se poter vivere in eterno amato dai bambini del mondo intero o tornare ad essere il giocattolo di Andy, è un evoluzione del "meglio un giorno da leone che cento da pecora", ma si presta perfettamente al soggetto del film, portando inevitabilmente a tutti gli spettatori più cresciuti a ripensare ai vecchi balocchi che hanno abbandonato nel tempo...


E ora, solita marea di inside jokes PIXAR, che aumentano di film in film:
- Nella scena iniziale in cui Buzz atterra sul pianeta alieno, molti degli effetti sonori provengono dalla saga di Guerre Stellari, come il suono della spada laser, il ronzio del droide torturatore, e il rumore metallico degli AT-AT de L'impero colpisce ancora
- Le pedane fluttuanti della base di Zurg, quando vengono calpestate da Buzz, emettono la melodia di 2001: Odissea nello spazio
- La console con la quale Rex gioca all'inizio del film è un Super Nintendo,nella sua versione giapponese come si può notare dai tasti colorati del joypad. Peccato che i giochi del SNES non avessero una grafica simile...
- quando Andy entra per la prima volta in camera sua e sfida come un vero cowboy il suo cane, la cinepresa riprende la scena da dietro le gambe di Andy, come nei film di Sergio Leone.
- Sul muro della parete di Andy è presente il classico orologio da muro, nel quale le lancette sono formate dalle braccia di Topolino
- La scena-incubo in cui Woody sogna di essere buttato nella spazzatura da Andy era inizialmente stata ideata per il primo film, però poi non fu utilizzata.
- in lingua originale, quando Jesse incontra Woody, esclama "Dolce madre di Abramo Lincoln!"; e Tom Hanks è un diretto discendente della madre di Abramo Lincoln.
- Quando Hamm fa zapping tra i canali, tutti i fotogrammi che si vedono sono tratti dai cortometraggi PIXAR
- L'uomo che aggiusta Woody è Geri, già visto nel cortometraggio Geri's Game. Nella sua scatola degli attrezzi si può notare anche un pezzo degli scacchi.
- Appena prima che i giocattoli attraversino la strada, tra i cespugli si può intravedere il bar per insetti di A Bug's Life
- Il camion che i giocattoli fanno fermare mentre attraversano la strada per andare al negozio di Al, è il camion dei traslochi Eggman Movers, visto nel primo Toy Story
- Quando Barbie guida turistica fa il giro del supermercato, informa i giocattoli che i Buzz Lightyear attraversarono un periodo in cui furono esauriti per colpa di una scarsa fornitura, episodio realmente accaduto dopo il primo Toy Story
- La PIXAR aveva chiesto alla Mattel il permesso di sfruttare il personaggio di Barbie per il primo Toy Story, ma i responsabili Mattel rifiutarono. Successivamente si mangiarono ler mani, vedendo quanto levitarono le vendite di Mr. Potato Head alla Playskool. Quando la PIXAR chiese di poter utilizzare Barbie nel secondo film, la Mattel accettò immediatamente.
- Quando Buzz si arrampica per vedere il suo "doppio" l'inquadratura riprende fedelmente la scena del primo film in cui Woody si arrampica sul letto e incontra per la prima volta Buzz.
- nel centro commerciale di Al sono presenti diversi giocattoli di A Bug's Life
- Durante la fuga nel centro commerciale, sullo specchietto retrovisore della macchina si vede Rex, in una scena che cita Jurassic Park
- I creatori del film decisero di mostrare il piccolo omino verde alieno più di quanto pianificato, dopo aver scoperto in un viaggio in Giappone quanto il personaggio fosse popolare nella terra del sol levante.
- Buzz dice a Woody la battuta "Tu sei un giocattolo!". Stessa frase del primo film, ruoli invertiti.
- Nell'appartamento di Al c'è una copia di Life con Woody e Bullseye in copertina, datata 12 gennaio 1957 (data di nascita di Lasseter). Tra i titoli in copertina c'è anche "Sputnik - Le prime foto rivelate", articolo cronologicamente corretto, dato che lo Sputnik fu lanciato il 4 ottobre 1957.
- Durante la canzone di Jessie si vede l'albero e l'isola delle formiche di A Bug's life
- L'ascensore del palazzo di Al, ha una melodia che è una variazione del tema principale di A Bug's Life
- Zurg rivela a Buzz Lightyear di essere suo padre, parodia della celeberrima scena di Darth Vader in L'impero colpisce ancora
- Quando Buzz Lightyear saluta il secondo Buzz, gli rivolge il saluto vulcaniano di Star Trek
- I giocattoli per raggiungere l'aereoporto utilizzano un furgoncino del Pizza Planet come quello visto nel primo film.
- Quando il furgoncina del Pizza Planet arriva all'aereoporto, l'altoparlante dice "la zona bianca è riservata a carichi e scarichi immediati...", riferimento ad una battutta de L'aereo più pazzo del mondo
- All'aereoporto lo speaker annuncia il volo "LassetAir Flight A113", riferimento al regista del film, ma anche al codice della scuola di animazione di Brad Bird.
- Durante la canzone finale di Wheezy, si vede un calendario il cui disegno è uno dei disegni preparatori di A Bug's Life
- Durante i titoli di coda Flick ed Heimlich appaiono in un breve sketch, prima di essere scacciati da un colpo di karate di Buzz. Guardando la stessa scena drante il film, si può intravedere un insetto simile ad Heimlich...
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Re: Disney/Pixar: Toy Story 2 - Woody & Buzz alla Riscossa

Messaggioda Bramo » domenica 13 gennaio 2008, 13:23

Il sequel che stupisce. Abituato come sempre a dubitare e a guardare con sospetto ai sequel di film celebri e che hanno avuto successo, visti proprio come volontà di cavalcare l'onda, mi sono avvicinato con molti pregiudizi a questo film... e invece mi ha stupito. Qui si è voluto fare davvero le cose per bene, non una cosa da 4 soldi e senza pretese, ma un seguito ideale delle vicende dei giocattoli più famosi del mondo. E' la naturale prosecuzione.
L'inizio è septtacolare, con il titolo che compare in pompa magna nello sfondo spaziale, e u Buzz in missione chepoi si vedrà in 2d nei cartoni animati a lui dedicati.
Poi la storia ritorna nel mondo reale, e vengono analizzati i cambiamenti di trama già ben descritti da Grrodon: la crescita e la perdita del bisongo dei giocattoli, e il colezionismo che snatura la funzione dei giochi. Un nerd cattivo, un'indagine mel passato di Woody (azzecatissima l'idea che avesse uno show televisivo tutto suo) e l'incontro con i suoi vecchi compagni, Jessie e il cercatore d'oro, malinconico e per questo motivo cattivo... è il film di Woody, ancor più che il primo, proprio perchè ripercorredno la sua storia e il suo passato compie anche un viaggio nei suoi sentimenti, nei suoi sogni e nelle sue speranze... il primo anche se utilizzava un'approfondita analisi di fondo, preferiva come era giusto che fosse mostrare l'amicizia che pian piano nacque sullo sfondo della diversità palese tra Woody e Buzz.
E per il vociferato terzo film, non mi stupirei se fosse Buzz il personaggio più scandagliato psicologicamente...
Un film veramente bello, forse davvero più perfetto anche di trama del primo, anche il Toy Story iniziale resterà penso sempre nel mio cuore al primo posto per ragioni di affetto, essendo pur sempre il capostipite del seguito ma anche di tutto u genere d'animazione.
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Re: Disney/Pixar: Toy Story 2 - Woody & Buzz alla Riscossa

Messaggioda Tyrrel » domenica 13 gennaio 2008, 16:16

Bramo ha scritto:E per il vociferato terzo film, non mi stupirei se fosse Buzz il personaggio più scandagliato psicologicamente...
Un film veramente bello, forse davvero più perfetto anche di trama del primo, anche il Toy Story iniziale resterà penso sempre nel mio cuore al primo posto per ragioni di affetto, essendo pur sempre il capostipite del seguito ma anche di tutto u genere d'animazione.

Buzz è stato scandagliato psicologicamente già nel primo film, anche se è vero che nel secondo vediamo un personaggio consapevole al 100% del fatto di essere un giocattolo (cosa che non si può dire del Buzz del negozio, quasi che il non ritenersi giocattoli sia una sorta di "difetto di fabbrica" :P ).
Secondo me il terzo capitolo proseguirà in qualche modo il discorso iniziato da Lasseter sin dal primo episodio, cioè quello del rapporto dei giocattoli con i bambini e la tematica dell'abbandono.
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Re: Disney/Pixar: Toy Story 2 - Woody & Buzz alla Riscossa

Messaggioda Bramo » venerdì 14 maggio 2010, 19:43

Come fa il sequel di un ottimo film a eguagliare e per molti addirittura superare il proprio predecessore? E’ quello che devono essersi chiesti alla Pixar quando si è deciso d realizzare Toy Story 2. E si devono essere risposti: riprendere i personaggi del primo film, riprendere a raccontare da dove ci eravamo interrotti e indagare alcuni aspetti e caratteri che abbiamo lasciato in ombra nella prima pellicola.
Infatti in Toy Story 2 torniamo a sbirciare nella camera di Andy, vediamo il team Woody e Buzz più affiatato che mai e pure il cucciolo di cagnolino, annunciato alla fine del primo film. E poi si esplora, come dice Grrodon, un tema come quello del collezionismo del giocattoli come forma di esistenza.
Perché siamo sempre lì. Il microcosmo dei giocattoli offre la doppia possibilità di giocare con le caratteristiche proprie dei balocchi, ma nello stesso tempo di indagare all’interno della metafora dell’esistenza umana. Stavolta è il tema dell’immortalità che viene proposto, oltre che la scoperta del proprio passato. Woody è preoccupato che Andy non lo voglia più fra qualche anno, e il venire abbandonato e dimenticato equivale a morire. Se non esistiamo più per gli altri, infatti, anche se biologicamente siamo vivi è come se non lo fossimo. E allora Woody, mosso da umana paura, cerca l’immortalità che è qui in veste di museo dei giocattoli di Tokyo. Ma la spietata morale del film è quella del mettere all’indice la ricerca di un’immortalità fasulla, e piuttosto dell’importanza di vivere al meglio verso se stessi e verso chi ci vuole bene fino a che non sarà il momento di uscire di scena. E in tutto questo il personaggio di Jesse, forse il più malinconico tra tutti quelli pixariani, giganteggia.
Ottimo film, maturo e splendido, che mostra visivamente i passi avanti fatti dal 1995. Non so se sia migliore o peggiore del primo, sicuramente sono tutti e due validissimi.

Capitolo DVD. Un po’ più deludente rispetto al primo film. Per la cover, stessi complimenti al concept e stesse critiche al bollino e al box con i contenuti speciali minuscoli fatti per Toy Story.
Per i contenuti… ottimo lo speciale sugli artisti tecnici (tra cui spicca il nostro connazionale), interessante il pezzo sullo zoetrope con riferimento a quello dello Studio Ghibli e divertenti le Storie dallo Studio. Decisamente ben fatto il breve documentario alla memoria di Joe Rantf e ancora inutile la seconda parte sulla missione spaziale. L’Anteprima a Toy Story 3 è una mezza truffa come nel dvd del primo film, qui si parla dei personaggi e si aggiunge quindi ancora meno rispetto ala trama a quanto non si sapesse già dalla Rete. Si sente la mancanza di un vero making of che nel primo Toy Story era in qualche modo presente nel "Venerdì Nero", mentre qua ciccia. Bah…
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Re:

Messaggioda max brody » lunedì 22 ottobre 2012, 17:41

Bellissimo, non lo vedevo dal 2000 o giù di lì.
Franz ha scritto:Comunque, ho il vago timore che, rivisti adesso topo tanto tempo, sia migliore il primo Toy Story che questo sequel.

Avevo anch'io questo sentore, forse ce l'ho ancora, ma nel fare un confronto devo considerare che il primo lo AMO e ne ho tanti bei ricordi collaterali personali che mi confondono un po' il giudizio.

Come avete detto tutti e 5, questo sequel è un signor sequel che sequeleggia alla grande, sequelando anche le mie emozioni.

Valerio ha scritto:Memorabile in questo senso il finale all'aeroporto che fa piazza pulita di ogni traccia di claustrofobica limitatezza che nel primo film, diviso tra casa di Andy e casa di Sid, si respirava.

Però va detto che la claustrofobica limitatezza è uno dei pregi del franchise e dei film. E' stato giusto non copincollarla e allargare la prospettiva, ok, però in sè l'idea è degna di lode.

DeborohWalker ha scritto:- in lingua originale, quando Jesse incontra Woody, esclama "Dolce madre di Abramo Lincoln!"; e Tom Hanks è un diretto discendente della madre di Abramo Lincoln.

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