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[Silver] Lupo Alberto

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.

Re: [Silver] Lupo Alberto

Messaggioda Xar » mercoledì 19 agosto 2020, 16:05

Lo so, lo so, avevo promesso che avrei fatto analisi più sistematiche... Ma il lavoro in modalità telematica si è messo in mezzo, e non se n'è più fatto niente almeno per ora (facepalm). Ma questo è veramente un numero particolare, e secondo me una recensione è doverosa, e spero sia un'occasione per fare di nuovo due parole tra tutti i fan (e i creatori!) del Lupo che girano qui sul Sollazzo, perché forse stavolta i rischi ci sono... e, considerando la dignità e lo sforzo con cui questa testata veramente "atipica" sta lottando per rimanere a galla, credo sia d'uopo una riflessione e magari qualche aggiornamento da "chi sa" come stanno le cose

LUPO ALBERTO N. 422

Ovvero "La rinascita dopo il silenzio", probabilmente, o qualcosa di simile. Curioso come, proprio nel momento in cui iniziano a riesplodere i focolai in giro per la penisola, e si inizi a paventare l'arrivo di una "fase 4" minacciosamente simile alla "fase 1", arrivi in edicola il primo "Lupo Alberto fase 2". La vera prima pagina, quella con le notizie davvero importanti, è in realtà pagina 45: un messaggio di Silver che fa contemporaneamente sorridere, stringere lo stomaco e arrabbiarsi: questo Lupo è di 16 pagine più lungo, ha una signora storia inedita e.... e potrebbe essere l'ultimo.
E rimani così, basito e senza parole. Ma come l'ultimo? Proprio ora, la rinascita, il momento di ritrovarsi... E il Lupo, che ha resistito attraverso mille tempeste negli ultimi dieci anni potrebbe andarsene così??
Ebbene sì. E si rimane senza parole, specialmente dopo aver visto L'estate giovane (Lusso/Michelon), che, se pure mi paia non in perfetta sintonia con il passato "canon" di Alberto, Mosè e compagnia (d'altronde si tratta pur sempre di un racconto creato da uno dei nostri personaggi, no?), è godibile e gradevolissima quanto uno "Storia e Gloria" di disneyana memoria, "apocrifo" ma splendido. Il passaggio dall'estate dell'adolescenza all'autunno della "maturità" non è raccontato con compiacimento o gigioneria di luoghi comuni, ma con la limpidezza stilistica tipica di Lusso e con il tratto forse più dinamico del solito di un Michelon in forma smagliante (a proposito, ho trovato una sua intervista in cui consiglia le 10 storie a suo parere più belle del Lupo... se interessa metto il link, o lo può mettere lui, così potremmo discuterne).
La posta prende solo due pagine, ma fa in tempo a starci una mail di riflessione sul tempo della vita contrapposto a quello della produzione... E' una riflessione che mi era già capitato di fare più e più volte, essendo io tendenzialmente una persona poco sociale che vive i ritmo del privato in modo totalmente asincrono rispetto a quelli del pubblico, ma mi aspettavo decisamente che la quarantena avrebbe reso più frequente e generale una riflessione del genere. E non mi sbagliavo. Credo addirittura che dopo una mail del genere potrebbe essere più gradita a molte persone, che magari all'epoca non c'erano, una ristampa della "Ballata dei McKenzie", che in fondo tratta questo come uno dei suoi due-tre temi di fondo. Diciamo che secondo me potrebbe trovare un pubblico insperato, se annunciata da qualche strillo del tipo la frase finale "E' facile essere felici in campagna". Non saprei, è un'idea come un'altra buttata nel calderone.
Le strisce sono sei (ci sta perfettamente, con la lunga storia iniziale), ma quasi tutte carine. Il "De Senectute" inizia a diventare lievemente cliché, secondo me (anche se a volte colpisce con la zampata inattesa, ma questo succede solo nell'ultima tavola, non nella prima), ma le altre mi sono piaciute praticamente tutte. Unica cosa, sono lievemente perplesso sui credits. Se sul trio Alberto-Marta-Mosè e sul dialogo Alberto malconcio - Enrico sono perfettamente in grado di riconoscere lo stile fulminante di Silver, sono perplesso sulla tavola a proposito degli esempi di "self-made men" ("Mi son fatto tutto da me", diceva il signor G, e tutti ricordiamo come terminava :D) e di quella di dialogo tra Enrico e Cesira sul telegiornale... Mi sembra di intravedere l'umorismo più "cerebrale", per così dire, di un Cannucciari... ma non ci sono credits di alcun genere, quindi sarebbero più o meno tutte di Silver-Michelon, devo intuire? Anche qui non mi spiacerebbe saperne qualcosa.
Seguono, come altre "sei strisce", le pagine di ristampa di Son of a Beach, che, essendo dell'85, è certamente anteriore al mio arrivo tra i fans del Lupo (anno di grazia 1994), ma sono certo di avere già visto da qualche parte, probabilmente tra i vecchi numeri che ho acquistato qua e là nelle fiere del fumetto (la collezione è ancora incompleta, ovviamente, ma nutro speranze per il futuro). Storiella fulminante e meravigliosamente scorretta politicamente, con un Enrico cialtrone e gaglioffo quant'altri mai (basta vedere la vignetta finale, che al giorno d'oggi probabilmente andrebbe sul rogo) ed un Alberto vittima anche in spiaggia delle macchinazioni altrui. Il tratto silveriano è stupendamente vintage, con qualche reminiscenza delle strisce anni '70 specie nelle visioni di Alberto di profilo. Molto estiva, indubbiamente.
Curiosità: la pandemia mi ha reso per la prima volta da tantissimo tempo simpatiche le strisce di Kika: sarà che sono solo tre, sarà l'effetto meta della prima, ma mi è piaciuta davvero. Ma continuo, per quanto sembri senza speranza, a sognare un ritorno di "Rock", magari sui trappers... ce ne sarebbe così tanto da dire :D
La rubrica VLS secondo me continua ad infilare consigli interessanti, non sempre accordati sulla mia sensibilità ma sempre degni di essere letti e fatti oggetto di riflessione. E' vero che il senso di "Amarcord" un pochino si sente, da McCartney al piccolo saggio di Mantellini alla scelta di "un figlio di nome Erasmus". Compensa un po' il riferimento a Zendaya, anche se, più che parlarne per una pubblicità e fare cenni minimi ad una serie notevole come "Euphoria", si sarebbe potuta fare direttamente una recensione della serie, che certamente tratta temi importantissimi. Domanda mia: non mettere recensioni di serie tv è dovuto ad una scelta editoriale precisa o è solo un caso? Perché a parte Euphoria, che potrebbe essere un po' controversa, serie come Skam Italia, per esempio, sarebbero ottime da recensire sul Lupo secondo me. Ma forse non volete rischiare di fare indirettamente promozione per Netflix o simili? Purtroppo è ormai innegabile che buona parte della cultura quotidiana di quello che potrebbe essere un pubblico del Lupo passi per le piattaforme di streaming, volente o nolente, e non so se continuare ad ignorare questa cultura non porti prima o poi ad una disaffezione... Mah, sempre idee mie.
Infine, Una vacanza d'Egitto (Burattini/Favaro) è forse come trama il pezzo un pochino più debole del numero, ma quello che mi stupisce maggiormente è il disegnatore, mai più sentito, ma che mi sembra confondersi perfettamente con il tratto classico del Lupo... Come mai è successivamente scomparso? :O

Detto questo, veniamo al dunque: è mai immaginabile che un numero magari non megagalattico ma sicuramente dignitoso e pieno di spunti di riflessione come questo 422 possa essere l'ultimo di una gloriosissima tradizione durata più di trent'anni?
Non posso veramente crederci. Anche perché sono assolutamente certo che di storie inedite (di qualità) pronte in canna ce ne siano, e ce ne siano tante.
Il problema sono i fondi per il mensile? Secondo me si possono trovare. Nel periodo di crisi dal 2010 in poi, ricordo perfettamente che ho comprato doppia copia del Lupo per quasi un anno, ma personalmente credo si possa fare molto di meglio al giorno d'oggi. Internet ha introdotto uno strumento elementare come il fundraising, che si può mettere in atto attraverso diverse piattaforme, e che in molti casi ha portato a risultati strabilianti (basti pensare che ho aiutato, nel mio piccolo, a finanziare "Obduction" della Cyan, che altrimenti non sarebbe mai uscito, o il più recente "Firmament"; oppure che ho contribuito a non far chiudere una piccola libreria indipendente cui sono legato da tanti anni). Credo che una raccolta fondi "pura" possa essere estremamente più efficace di quanto non sia riempirsi la casa di seconde, terze, quarte copie del Lupo che poi serviranno solo a prendere spazio.
Proposta: organizziamo un fundraising per non far chiudere il Lupo?
Mi piacerebbe sentire 1) parere e notizie da parte dei vari autori che bazzicano sul Sollazzo (a parte lo Splendente, mi pare di averli visti praticamente tutti). Innanzitutto sarebbe bello sapere come stanno esattamente le cose e se rischiamo seriamente di non trovarci più il Lupo in edicola ai primi di settembre, o se i tempi sono un po' più dilatati e magari c'è tempo fino a Natale; 2) parere degl alti vertici del Sollazzo (che, volente o nolente, è una grande realtà nel panorama del fandom internettistico, basti vedere come Leo Ortolani ha utilizzato l'intervista che gli venne fatta a suo tempo come apparato redazionale completo dell'ultimo numero di Tutto Rat-Man). Credo che al Lupo siamo un po' tutti affezionati... No? Ma chiaro che dovrebbe essere qualcosa di ufficiale ed accettato ed approvato da tutti gli autori della testata. Se poi anche Valerio e i "Big Boss" del Sollazzo fossero dell'idea, sono certo che qualsiasi cifra sarebbe raggiungibile in tempi brevi.

Non posso pensare che il Lupo chiuda proprio ora che sta ricominciando a pubblicare materiale inedito.

E voi?

Ho lanciato la palla.

Attendo risposta

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Re: [Silver] Lupo Alberto

Messaggioda Valerio » giovedì 20 agosto 2020, 00:05

Storia stupenda quella di Lusso, ma non penso che sia da lui intesa come apocrifa. Anzi secondo me vuole proprio fare piazza pulita delle precedenti narrazioni passate.

La formula attuale del Lupo non funziona, ci sono inediti, è vero, ma occupano lo spazio delle tavole e la rivista rimane un minestrone poco organizzato di roba che non raggiunge né il novellino, né lo scafato. Tifo per il Lupo e spero che possa rialzarsi, ma dovrà farlo con una formula molto differente da questa, dovrà entrare nel futuro e dovrà iniziare a ragionare su sé stesso in modo che non risulti pigro e non risulti boomer. C'è gente brava che ci lavora, veri e propri geni, per cui spero che la crisi dia al Lupo la svegliata che merita.
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Re: [Silver] Lupo Alberto

Messaggioda Xar » mercoledì 09 settembre 2020, 20:15

Valerio!! Ma allora continui anche tu a seguire il Lupo! Che notizia meravigliosa! :fire: :fire:

Ho aspettato fino alla prima decade di settembre, ed ancora non vedo traccia, almeno nella mia edicola, del numero 423... Inizio ad essere molto, MOLTO preoccupato. Qualcuno di voi l'ha trovato in edicola?

Anche il silenzio di Michelon, Lusso, Cannucciari e compagnia mi fa sbocciare in testa pensieri tutt'altro che allegri... Spero tanto che qualcuno di loro provi a scriverci almeno qualche parola, se non di ottimismo, almeno di aggiornamento informato... ::S:

Valerio, in linea di massima sono d'accordo con te, e credo anch'io che il Lupo possa correre il rischio di essere percepito come troppo boomer se prosegue su questa strada, ma.... l'interruzione improvvisa di un mensile così glorioso da essere durato per quasi quarant'anni, oltretutto in un formato unico in Italia, mette secondo me una seria ipoteca sulle sue possibilità di risorgere. Se, a mensile regolarmente in edicola, un'idea molto bella come il Lupo almanacco non è riuscita a sopravvivere nemmeno per la durata prevista di 6 numeri, chiudere il mensile e farlo riaprire ripartendo da 1 con una formula completamente rinnovata rischia di essere un progetto che naufraga dopo nemmeno un anno ad essere ottimisti. In momenti così difficili, dubito che qualsiasi idea "innovativa" possa vendere più dell'"usato sicuro". Penso tu abbia detto cose molto sensate e mi piacerebbe approfondire la discussione (io stesso, nella recensione, ho provato a buttare qualche idea qua e là), ma credo che il cambiamento debba avvenire "dall'interno", non modificando la struttura del mensile ma rivoluzionandone piano, in sordina, i contenuti, con un processo lento ma sistematico, come già avvenuto anni fa, quando all'improvviso, quasi senza rendercene conto, ci siamo ritrovati su numeri perfettamente "normali" del mensile, capolavori come Natale senza te o L'alta Marea, ed improvvisamente ci siamo resi conto di avere tra le mani un fumetto capace ogni mese di farci riflettere, sorridere, spuntare una lacrimuccia, dirci qualcosa della vita di tutti noi, che è esattamente il motivo per cui il Lupo è nato. Tutto questo non era successo da un giorno all'altro, era il risultato di un lungo percorso fatto di alti e bassi che aveva portato il Lupo a non essere più solo una raccolta di strisce, ma un contenitore di storie di alta qualità, create da un coro di autori uno più bravo dell'altro. Ma questo cambiamento era stato portato avanti senza stravolgere nulla dell'aspetto "istituzionale" del mensile, e certamente senza chiuderlo ricominciando con "le nuove avventure di Lupo Alberto" o simili (scusate, sono reduce da una rilettura recente di un bel pezzo della prima Image e sono un pochino stomacato, avevo scordato che i primi anni '90 fossero così...), altrimenti temo che il "nuovo" Lupo sarebbe finito ancor prima di cominciare. Pensate che mi sbagli? Io credo ancora che siamo in tempo a lanciare un fundraising... Nessuno mi ha detto cosa ne pensa.

So qui, in attesa... E, lo ammetto, sempre più preoccupato ;_;

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