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[Jeff Smith] Bone

Non solo Marvel e DC ma anche le classicissime strips e il fumetto autoriale di Alan Moore, Frank Miller o Jeff Smith.

Re: Jeff Smith: Bone

Messaggioda Kaos » domenica 10 marzo 2013, 16:51

Vi posto il mio papiro di commento all'opera, tratto dal mio blog.

Pluripremiato parto dell’esuberante e geniale creatività di Jeff Smith, Bone è un’opera piuttosto corposa (si parla di circa 1318 pagine) e decisamente unica nel suo genere – non appartenendo, però, a uno soltanto: si possono infatti discernere diversi temi e influenze nella titanica epopea narrata dal fumettista statunitense, amalgamati in maniera così gradevole e ben congegnata come solo i veri Maestri sono capaci di fare. Se ciò non fosse bastato a far comprendere che si stia parlando di un vero e proprio capolavoro, basti pensare che l’opera è stata inserita tra i dieci fumetti migliori di tutti i tempi secondo il Time Magazine.
In un caso come quello di Bone, non si può fare altro che parlare della trama per sommi capi: gli avvenimenti narrati da Smith sono infatti estremamente variegati e appassionanti, e risulta impossibile (o perlomeno molto arduo) fare un sunto della vicenda alla base dell’opera.
In un giorno apparentemente uguale a ogni altro, Smith ci fa fare la conoscenza dei tre cugini Bone, protagonisti dell’intreccio: Fone, Phoney e Smiley, simili tra loro esteticamente ma molto diversi sul piano caratteriale. Questi appartengono alla razza dei bone, piccole e buffe creaturine candide e paffute, non meglio identificate, rassomiglianti a dei simpatici marshmallows con le gambe. Il trio è stato appena cacciato dalla loro città natia, Boneville, a causa del cugino Phoney, bone avido e opportunista che è riuscito a combinare un disastro dalle dimensioni così colossali da meritare il linciaggio da parte dei concittadini; ovviamente, Fone e Smiley, mossi da compassione per il parente, non hanno avuto il cuore di abbandonarlo al proprio gramo destino e l’hanno accompagnato nell’esilio dalla città.
Le tre buffe creaturine verranno presto travolte da un anomale sciame di locuste che li trascinerà in una valle a loro sconosciuta, separandoli. Così, isolati e sperduti in un luogo che ben presto si rivelerà assai inospitale, dovranno tentare di ricongiungersi col parentado; in breve, però, si ritroveranno invischiati in un’incredibile avventura, ben più grande di loro. Anzi, non in una sola: è vero che la trama di fondo dell’opera sia una sola, ma in 1318 pagine è palese come ai tre poveri cugini ne capiteranno davvero di tutti i colori. Riusciranno tre piccole e indifese creaturine ad affrontare le avversità a testa alta? Cos’ha in serbo il destino per loro?

Sui disegni di Jeff Smith c’è ben poco da dire: sono semplicemente stupendi. L’illustratore, nonché straordinario autore completo dal genio decisamente eclettico, produce delle tavole a dir poco meravigliose e ricche di particolari, dimostrando di possedere un tratto sorprendentemente adatto sia al fumetto umoristico che a quello realistico. Bone ne è la prova, con le sue pagine popolate da alcuni personaggi - tra cui i protagonisti - rappresentati in modo piuttosto cartoonesco, con linee morbide e tondeggianti, adattissimi per attuare dell’ottima comicità visiva o di genere slapstick; cosa che si nota soprattutto se li si contrappone a una seconda tipologia di characters, quelli umani, tratteggiati con fedele aderenza alla realtà e con molta precisione. Un conflitto grafico del genere è un grosso azzardo, alla portata di pochi Maestri, ma Jeff Smith c’entra l’obbiettivo con risultati strabilianti, facendo del contrasto e dello straniamento la propria bandiera: l’autore attua infatti una tecnica simile anche sul fronte dei testi, alternando momenti puramente comici e decisamente esilaranti, trattando temi leggeri e mettendo in scena eventi allegri e rilassanti, ad altri drammatici e addirittura inquietanti, durante i quali i giochi si fanno davvero duri per i personaggi del romanzo. In Bone accade infatti qualcosa di strano, essendo possibile dividere l’opera in due tronconi ben distinti. La prima parte, caratterizzata da una forte e egregiamente realizzata vena comica, procede conferendo molta meno importanza alla trama vera e propria, parecchio intricata, e funge esclusivamente da narrazione introduttiva dove, più che il susseguirsi degli avvenimenti, sono le irresistibili gag a farla da padrone; ciò verrà completamente capovolto nella seconda sezione della vicenda, dove i toni marcatamente fantasy, avventurosi e drammatici prenderanno definitivamente il sopravvento, catturando totalmente l’attenzione del lettore – facendo forse anche un po’ rimpiangere gli scanzonati accenti iniziali.
Bone è una fiaba per adulti dal taglio eccezionalmente maturo, pur restando perfettamente godibile da tutti: questo è uno dei suoi più grandi punti di forza e, forse, mai nessun altro graphic novel ha ricoperto una fascia di target così ampia; o meglio, pressoché illimitata.
Per Jeff Smith sono sicuramente tantissime le influenze e le fonti d’ispirazione, e necessariamente da citare il Maestro Carl Barks e i suoi Paperi Disney: Fone, Phoney e Smiley si catapultano nell’azione con le stesse dinamiche con cui l’Uomo dei Paperi fa muovere i propri personaggi, inoltre i protagonisti dell’epopea di Smith ricordano moltissimo per carattere e modi di fare, rispettivamente, un risoluto e determinato Topolino, benché più dolce e romantico, un Paperone meno previdente e decisamente più privo di scrupoli e un Pippo meno poeta e più stralunato. Altra importante lezione è quella impartita da Walt Kelly con il suo Pogo, celeberrima striscia a fumetti con protagonisti animali antropomorfi, e, indubbiamente, per atmosfere e ambientazioni, il grande autore fantasy J.R.R. Tolkien con le sue opere.
L’opera a questo punto potrebbe sembrarvi solo un gran minestrone di influenze e generi, tenendo conto che racchiude, oltre alla tendenza umoristica, quella avventurosa e quella fantasy, anche, in scene isolate del romanzo, una prettamente horror; ma Smith riesce ad amalgamare il tutto alla perfezione, diluendo bene i tempi narrativi e riuscendo a impartire a ogni sequenza il ritmo adeguato, restituendo a quell’universo fittizio, così sfaccettato e complesso, un grandioso spessore che deriva dall’eterogeneità dell’insieme.
Qualcuno obietta che il finale di Bone sia troppo veloce, insoddisfacente, affrettato; la verità, invece, è ben altra. Quella in esame appartiene alla categoria delle storie che non vorresti mai smettere di leggere, in quegli universi di cui vorresti rimanere per sempre prigioniero: qualsiasi conclusione sarebbe parsa frettolosa, al lettore che termina la propria avventura con Bone per la prima volta. Qualsiasi.
Per tirare le somme, ciò che Jeff Smith estrae dal cilindro è un capolavoro assoluto e imprescindibile, caposaldo del Fumetto mondiale, impreziosito dalla sorprendente maestria dimostrata dall’autore sia sul fronte dei testi che dei disegni. Lo scrittore consegna alla storia personaggi carismatici e pulsanti, tridimensionali, sui quali lavora fin dalla più tenera età e a cui è molto affezionato; ciò si avverte anche solo sfogliando Bone, la sua opera massima, uno straordinario viaggio che farà ridere, commuovere, appassionare il lettore. In una parola: emozionare. Come ogni grande storia, del resto.
"Furfanti di più nobile stirpe di te mi hanno reso cauto, ingegnoso e litigioso! Ma tu... TU MI HAI FATTO ARRABBIARE!"

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Re: Jeff Smith: Bone

Messaggioda Vii » venerdì 19 luglio 2013, 18:00

Non so che dire, dice che non saranno sequel, ma si parlerà di Boneville. Mah...

http://www.digitalspy.co.uk/comics/news ... e-bone-a...
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Re: Jeff Smith: Bone

Messaggioda Vito » mercoledì 28 agosto 2013, 23:35

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Primavera 2014. L'arte di Bone. Cartonato di grande formato, copertina telata, 200 pagine, a colori. Il più bel dietro le quinte di un fumetto che mai abbiate visto. Non vediamo l'ora che sia tra le vostre mani.


La Bao, su Facebook.

:sbav:
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Daria » sabato 07 dicembre 2013, 00:28

Poi arrivo io, giovane padawan che non sa fare commenti intelligenti (lungi da me chiamarle recensioni), esortata dal sollazzo intero a leggere questo fumetto, cosa che ora ho fatto, data la mia cieca fiducia nei vostri confronti.
Beh, la mia fiducia è del tutto fondata.
Sono estremamente triste di averlo finito e di non avere più un buon motivo per andare a letto presto e divorare capitoli su capitoli della storia dei Bone e degli Harvestar. L'edizione, che ho comprato a Lucca quest'anno, è l'integrale in bianco e nero edita dalla BAO (anche se dopo pochi minuti dall'acquisto mi è stato comunicato delle intenzioni di pubblicare una edizione integrale a colori e, per dindirindina, LA VOGLIO >_<) e quindi mi spiace non aver potuto discutere con voi sulla traduzione, sulle edizioni e su tutte le vicende di pubblicazione, o forse no, perché infondo mi sono goduta con gli occhi del fanciullino questo mattoncino di più di mille pagine.

Mi dissero: "troverai umorismo, epicità, dramma, avventura" e così fu, anche se credo di averlo letto troppo velocemente e di avere perso qualche passaggio, per cui certamente lo rileggerò (però sono quasi certa che alcune cosucce siano poco chiare o comunque poco approfondite).

Jeff Smith riesce a farmi piacere Phoney, dopo avermelo fatto detestare e questo già credo sia indice di grande bravura. Inoltre riesce a far coesistere sul serio realtà e sogno ed esseri umani e cugini bone, con grande eleganza. Ho amato le creature ratto e il grande drago rosso e penso che non sarò mai più soddisfatta nella vita finché non troverò un Fone Bone tutto per me!

Beh sciocchezze a parte io non sono una grande esperta di fumetto, anzi, ma era tanto che non avevo voglia di leggere sempre ed è veramente una bella sensazione, per di più non leggere soltanto, ma ammirare anche delle belle tavole, fatte di gag grafiche, di grandi battaglie, di mani meravigliose e volti fortemente espressivi.

Quindi devo ringraziare voi e soprattuto Valerio che su una spiaggia quest'estate mi ha fatto promettere di leggere Bone.

p.s. ho sfogliato un po' il thread, comunque anch'io ci vedo Tigro in Smiley e ovviamente Pippo :P
p.p.s e voglio anche quel volume che ha postato qua sopra Vito! >_>
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Valerio » sabato 07 dicembre 2013, 00:48

Oh che brava. Adesso tocca a Barks & Gottfredson :P
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Daria » sabato 07 dicembre 2013, 12:19

Tranquillo tranquillo, piano piano leggo tutto! :P
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Vito » sabato 07 dicembre 2013, 12:46

Ebbravadadda :)
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Bramo » domenica 01 maggio 2016, 12:52

Per i 25 anni di Bone, Jeff Smith scrive una nuova storia della serie, di 128 pagine, accompagnata dal saggio inedito The Bone Compendium Companion.

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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Topolino sbarazzino » domenica 01 maggio 2016, 14:54

Bramo ha scritto:The Bone Compendium.

Sentito, Breda? Mettiti subito al lavoro :P
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Valerio » domenica 01 maggio 2016, 15:33

Siamo felici di questa cosa?

Sì, perché:

- Bone è meglio di Shakira.

- Bone più ce n'è, meglio è.

- I personaggi di Bone hanno potenziale ancora inespresso.

- Non sarebbe il primo speciale, bensì il "terzo", considerando anche Rose e Big Johnson Bone.

- Data la collocazione cronologica, potrebbe essere la volta buona che ci mostrano Boneville.


No, perché:

- Dopotutto il non mostrarci Boneville all'inizio era una scelta precisa.

- Parrebbe meno spinoffoso degli altri due, e quindi difatto rappresenta un "continuo" diretto dell'opera, difatto sporcandone la "perfezione".

- Nel frattempo il progetto dei tre romanzi-sequel affidati a Sniegosky me ne ha guastato un po' il ricordo.

- Jeff Smith mi è fortemente scaduto dopo RASL, opera indegna di lui.


Tutto sommato i pro battono i contro.
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Francesco F » domenica 01 maggio 2016, 15:36

Aggiungerei un altro contro, pur mantenendo i pro:
- È solo una coda e non una nuova saga in 9 capitoli. Contentino inutile.
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda John Crimes » sabato 18 febbraio 2017, 15:26

Ho letto Bone, nella mastodontica edizione a volume unico in bianco e nero brossurata olandese in italiano.
È enorme, è difficile parlarne in un discorso unico. Una cosa davvero pazzesca è invece come Bone porti avanti un discorso unico, senza nessuna piega dal primo al cinquantacinquesimo episodio, usciti a cadenza bimestrale e con alcune pause. Mi chiedo come facessero gli antichi a leggerselo a 15 pagine ogni due mesi senza pensare Ma che sta succedendo? Io mi ricordavo gli animaletti buffi e smettere di comprarlo.

La caratteristica davvero migliore di questo fumetto è che i personaggi del nostro mondo sono raffigurati come buffi esserini, mentre gli umani rappresentano la razza dominante del mondo fantasy. Così io da lettore non so veramente quale dei due tipi sia più umano, se i Bone o gli uomini, e li vedo sì diversi, ma in maniera imparziale. Ecco, questa discordanza fra testi e disegni è davvero geniale.
I disegni, poi. Non so bene cosa mi ricordi questo tratto, se Bonvi o Eisner, di certo è un'impressione che nasce soprattutto dall'aver letto il fumetto in bianco e nero (guardando le cose a colori mi sembra molto più Cavazzano che questi due), ad ogni modo è un tratto molto adatto, che mi ha davvero stupito in più punti, a partire già dal fatto che una pubblicazione americana degli anni '90 sia in bianco e nero, ma questo penso dipenda dal fatto che era un'autoproduzione. Ma più che altro ho trovato spettacolare questo bianco e nero perché era quasi del tutto assente il tratteggio, cosa che rende il tratto molto più pulito e, pur togliendo molti dettagli, più interessante. E poi la griglia otto vignette per tavola sempre perfettamente rispettata senza troppe cafonate con tagli più strani. Pazzesco.

Comunque, l'articolo di Neil Gaiman subito dopo le 1300 pagine di fumetto mi ha chiarito abbastanza bene il dubbio che ho espresso all'inizio. Il trucco sta tutto nel fatto che i personaggi restino sempre loro, sempre nello stesso archetipo dalla prima volta che li si vede. Se c'è un tirchio resta tirchio, se c'è uno stupido resta uno stupido, e se c'è un personaggio che non si capisce bene cosa faccia non lo si capirà nemmeno alla fine. Di certo si dubita di loro molto spesso, per dire com'è fatta bene la storia. Ci sarebbe da chiedersi se Smith avesse pensato tutta la storia sin dall'inizio o se la sia creata andando avanti scrivendo, visto che il modo in cui la storia continua è così diverso, ma così radicato nel modo in cui inizia.

Mi sono rimasti solo un dubbio e una domanda. Iniziamo con la domanda:
-Ma visto che i due prequel sono a colori, non avrei fatto meglio a prendere a colori pure Bone? Non penso che ci avrebbe perso tanto, alla fine...
E adesso vai con il dubbio:
-Ma se li avevano cacciati, CHECCAZZO CI VOGLIONO TORNARE A FARE I BONE A BONEVILLE?
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Tapirlongo Fiutatore » lunedì 09 aprile 2018, 10:50

Ho letto qualche vostro commento sull'opera di Jeff Smith a spizzichi e bocconi, e devo dire di essere stato davvero incuriosito. C'è un modo, particolarmente economico, per cercare di recuperare la serie (che già sto invischiato con Popeye e i tascabili di Corto Maltese)?
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Valerio » lunedì 09 aprile 2018, 17:39

Ieri mi sono preso il volumone unico BAO che costa una trentina di euro, con lo sconto del 25% quindi fai un po' te.

Non è solo consigliato, è OBBLIGATORIO.
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Diego » mercoledì 18 aprile 2018, 21:11

Per ora sono al terzo libro. Devo dire che lo trovo ottimamente disegnato, mi piace il contrasto tra i Bone e gli altri personaggi.
L'intreccio riesce a intrigarmi non poco pur non essendo avvezzo al genere fantasy. Quindi direi che sì, mi sta piacendo molto.
Tornerò a scrivere qualcosa di più non appena l'avrò concluso.
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Harvestar walk with me

Messaggioda Mozart » domenica 09 febbraio 2020, 13:49

Miei cari, finalmente sto leggendo Bone che mi ha regalato a natale la mia fidanzata e adesso sono all'incirca ai ¾ dell'intero pacco. Considerando che sono a casa con la febbre alta, conto di concluderlo tra non molti giorni. A una prima lettura (ma anche a una seconda) mi è del tutto impossibile negare la bravura di jeff smith nel creare una storia del genere, complessa e profonda ma al tempo stesso lineare e senza contraddizioni, arricchita di numerosi elementi fantasy, alcuni dei quali decisamente inquietanti. Man mano che leggevo avidamente, alcune cose mi sono saltate all'occhio. (Da qui in poi ci sarà qualche spoiler, per cui chi non volesse rovinarsi la sorpresa ignori (o cancelli) questo messaggio)

-Uno spirito maligno, rappresentato da locuste, in grado di penetrare nei corpi prescelti per contaminarli
-Una ragazza prescelta, con il cuore apparentemente puro, ma potenzialmente anche il miglior vettore per uno spirito maligno
-Un amuleto che, se indossato, capace di far arretrare lo spirito maligno
-Un collegamento tra 2 mondi, uno reale e l'altro definito del sogno (o forse meglio dire degli incubi?)
-Il tema del "doppio", le 2 sorelle rose e briar, come speculari e complementari
-Un senso dilaniante di paura che avvolge pian piano i personaggi e che potrebbe rappresentare un mezzo per lo spirito maligno di invadere il mondo reale, attraverso il caos

Ora, io non voglio fare il fanatico, ma questi pochi elementi non sembrano molto, molto simili a quelli di quello sfortunato film di David Lynch, "fire walk with me"? E d'altra parte, altri di questi elementi ricompaiono, approfonditi, in "twin peaks, the return".

Entrambi gli autori sono degli autentici geni, con una cultura immensa, e non mi sorprenderebbe che l'uno indipendentemente dall'altro siano andati a pescare dalle stesse fonti (es., la mitologia nativo-americana). Però adesso sono qui tutto preso bene nell'immaginarmi nella mia testa che Jeff abbia visto e compreso il film di David a suo tempo e tratto ispirazione e, d'altra parte David negli anni si sia appassionato al fumetto di Jeff e l'abbia voluto ulteriormente citare (emblematica la scena nella 3x08 quando quella specie di locusta/rana entra nella bocca di sarah)

Okay, detto questo vi ricordo che ho la febbre alta e potrebbe essere un mio vaneggiamento, se qualcuno che ha nozione di entrambe le opere citate avesse voglia di parlarne, sarò ben lieto di ascoltarvi

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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Valerio » lunedì 10 febbraio 2020, 11:26

Credo siano semplicemente... stilemi del fantasy :)
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Re: [Jeff Smith] Bone

Messaggioda Francesco F » martedì 11 febbraio 2020, 13:03

Anch'io credo che siano elementi minimi che si ritrovano in tanto fantasy. Smith può essere stato ispirato da Lynch non piú che da qualunque altra fonte mitologica quindi secondo me sarà inconcludente tentare di analizzare parallelismi limitandosi a Lynch. Sono d'altro canto ben più evidenti e influenti gli elementi che distinguono Smith e Lynch, primo su tutti il coinvolgimento dei personaggi nella mitologia trattata: in Lynch i personaggi sono in gran parte tappezzeria su cui rimbalza il protagonista di turno (ovvero lo spettatore) perché lo svolgimento dell'azione è sommario (tranne forse in Twin Peaks, dove c'è Mark Frost che ha avuto cura dell'azione, ma che poi si è dovuto emancipare da Lynch) e secondario rispetto ai sottotesti che la direzione di Lynch ha premura di provocare; in Jeff Smith i sottotesti sono molto meno sottili quando non palesi e comunque riferiti a codici tradizionali del genere (come quelli che ha rivelato Federico), mentre il suo compiacimento sta proprio nella conduzione dell'azione, complessa e ramificata, e i protagonisti ne sono la sistematica cartina di tornasole, tutto l'opposto del sistematico e riconoscibile spaesamento/alienazione dei personaggi di Lynch.

Né ciò che lo accomuna ai progetti di Lynch né ciò che lo distingue da Lynch sono però i caratteri distintivi di Jeff Smith e, in particolare, di Bone. Il successo di Bone sta principalmente nel suo umorismo, sapientemente venduto come premessa di una storia piú angosciante e tradizionale che altrimenti non avrebbe mai trovato un gran pubblico. È molto piú lynchiano il successivo lavoro di Smith, RASL, che infatti è finito nel dimenticatoio proprio per la sua impersonalità e la pigra aderenza a modelli precedenti.
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