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[Capcom] Gyakuten Kenji 2

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[Capcom] Gyakuten Kenji 2

Messaggioda PORTAMANTELLO » domenica 27 luglio 2014, 21:12

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Nel 2011 vede la luce in Giappone il sequel di Ace Attorney Investigation, spin-off della saga forense, incentrato sulle vicende del procuratore Miles Edgeworth. Capcom tuttavia fa sapere di non avere intenzione di voler pubblicare il gioco al di fuori della madrepatria: l'abbondante quantità di testo da tradurre, senza contare i soliti problemi di localizzazione della serie, rendonono assai oneroso adattare il titolo ed anche l'imminente arrivo del 3DS sui mercati occidentali rende poco appetibile la prospettiva di imbarcarsi nell'impegnativa opera di editing.
Ma per fortuna la storia non finisce qui: dove non arrivano i professionisti, ecco che un accanito fandom, armatosi di volontari e soprattutto di pazienza, si propone di tradurre e localizzare il gioco, con tanto di edit alla grafica e doppiaggio delle celebri obiezioni. Il genere di progetti di cui abbonda la rete e che di solito naufraga nel nulla: e invece dopo ben 3 anni di lavoro è stata distribuita la patch inglese comprensiva di tutti e 5 i casi. Un lavoro impressionante e soprattutto di qualità, visto che esclusa qualche glitch trascurabilissima (e comunque la patch è ancora in versione beta), le differenze con gli altri titoli della serie sono impercettibili, per non dire nulle. Applausone per i prodi volenterosi, quindi, appassionati con la Passione maiuscola che hanno reso possibile gustarsi questo Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth - Prosecutor's Path anche a chi non aveva quei 5 minuti necessari ad imparare il Giapponese. Grazie, guagliò!


Turnabout Target

Ambientato poco dopo gli avvenimenti del primo Investigation, riprende un filone che si pensava concluso, quello del contrabbando e degli intrighi di Zheng Fa: se era lecito aspettarsi un'espansione alla sottotrama relativa al paese asiatico, un po' meno lo è quella relativa al contrabbando, considerando che nel precedente titolo ne avevamo sgominato il responsabile. E' vero che si può ancora fare luce sui responsabili giappones--- ehrr, AMERICANI, ma tutto sommato è una questione non così fondamentale... ed infatti viene tirata in ballo, torna fuori nei casi successivi ma poi viene un po' lasciata perdere. Insomma, un filone un po' futile, considerando anche che uno dei problemi del gioco è l'abnorme quantità di trama: probabilmente inserito per legarsi al primo AAI e al contempo tenersi aperta una finestra per un eventuale sequel.
Anyway, il primo caso non è niente di speciale: piacevole, con le solite meccaniche di investigazione, logica e ricerca delle contraddizioni nelle testimonianze. Un elemento di novità nel gameplay è nell'introduzione degli Scacchi Logici: il gioco da tavola c'entra poco (ed è anzi un po' ridicolo come si cerchi di insistere sulla tematica in questo caso), si tratta di una fase in cui bisogna cercare di carpire informazioni dall'avversario in una quantità di tempo prestabilita. Visto che Edgeworth è alla pubblica accusa, l'inserimento di una sorta di interrogatorio è una bella pensata: in sé però è una dinamica che aggiunge poco alla serie, risultando da un lato abbastanza elementare e dall'altro non tanto diversa dalle solite testimonianze o da altre meccaniche, come quella dei Lucchetti (anche se lo stesso Miles farà notare la differenza in seguito, con una bella citazia).
Per il resto, da notare come il caso sia lungo, strapieno di roba e di questioni. Troppo per un caso introduttorio e forse era meglio concentrarsi sulle dinamiche classiche per presentare con calma gli Scacchi in seguito... ma purtroppo quello della sovrabbondanza è un problema che caratterizza tutto il gioco e non solo questo primo epsiodio.


The Imprisoned Turnabout

Uhhhm, dicevamo sovrabbondanza? E allora: il caso è ambientato in prigione, un ambiente che era un po' doverso mostrare dopo anni ed anni di processi. Ed è in classico stile Ace Attorney, forse addirittura fin troppo, visto che la sospensione di incredulità vacilla un po'. Però la prigione con gli animali è una buona trollata ed è anche satirica al punto giusto, quindi ci sta bene. Essendo però una prigione è ovviamente popolatissima di personaggi: che sono troppi, visto che si è cercato di inserire sia personaggi filler circoscritti a questo episodio, sia il cast ricorrente. Degne di menzione sono alcune vecchie conoscenze, come Frank Sahwit (il primo colpevole incastrato da Phoenix!) e Regina Barry da Justice for All; poi abbiamo Dogen che è un personaggio più che altro propedeutico all'ultimo caso, ma a conti fatti evitabile in questo episodio: è una figura ingombrante, sembra avere un passato con Edgewoeth (che però non viene ulteriormente indagato) e in sostanza appesantisce solo la storia... ma non c'erano altri modi in cui presentarlo. Insomma, una spia di come il gioco sia gestito male e strapieno di giri a vuoto e sottotrame non tutte degne del tempo che ci si spende.
Ben più rilevanti sono il giudice Courtney e il procuratore Debeste, legati al secondo filone del titolo, quello relativo all'inchiesta su Edgeworth e sul suo futuro da procuratore; e, legato a questo filone, ma a sua volta protagonista di un'altra importante sottotrama, l'avvocato difensore Ray Shields, discepolo del defunto Gregory Edgeworth. Ray è un bel personaggio, con un arco semplice ma ben delineato, che si conclude idealmente nel terzo caso. In seguito la sua presenza sarà per lo più inutile, ed è un peccato, ma è senz'altro la migliore delle new entry.
Il caso, come già detto, è bello pienotto: carina l'idea di intrecciare l'omicidio con la tentata evasione, ma forse QUATTRO sospetti diversi (più il vero colpevole) sono un po' troppi per il caso 2?


The Inherited Turnabout

Questo è bello, perché fa di "necessità" virtù. La ridondanza qui è giustificata dal fatto che il caso si divide tra gli avvenimenti del presente e quelli di 19 anni fa, che il giocatore vede impersonando Gregory Edgeworth alle prese con il caso che gli costerà la vita e che è alla base della continuity di Ace Attorney. Magari si insiste troppo su certi enigmi neanche troppo centrali o difficili da risolvere e l'inserimento di certi personaggi tipo Larry è un po' randomico, ma è bello barcamenarsi in un caso a cavallo tra due periodi temporali, impersonare Gregory e portare a compimento il character arc di Ray e risolvere un bel mistero. La cosa negativa è che... è un caso inutile. La cosa è paradossale vista la sua importanza in-universe, ma questo terzo Turnabout è a conti fatti una fillerata che non solo si integra poco con le altre sottotrame ma che anzi le spezza in modo assolutamente superfluo, interrompendole con un filone autoconclusivo e solo vagamente legato all'ultimo caso. Una considerazione abbastanza spiacevole da fare, considerando poi che si poteva utilizzare questo spazio per dipanare gli ultimi due casi senza troppe congestioni o soluzioni sbrigative.


The Forgotten Turnabout

Qui ritorna il contrabbando, di cui il giocatore si è completamente dimenticato a questo punto del gioco... e che dopo questo caso viene totalmente lasciata in disparte. Ehrr. Vabbè, altro caso pienotto in cui rivediamo altre vecchie conoscenze come Lotta o Franziska, ma soprattutto si affronta il vero big bad del gioco (che però... non è il villain finale). Non un caso particolarmente brillante, visto che abbiamo un altro paio di giri a vuoto con personaggi come Karin, con tutta la questione dell' amnesia di Kay che vabbè, alla fine è come se non fosse mai successa. Però è molto valido personaggisticamente, con l'inizio della sottotrama tra Debeste e suo padre e il voltafaccia di Courtney, che è abbastanza improvviso e poco motivato, ma vabbè. Bella anche la caratterizzazione del regular cast, inevitabilmente lasciata a margine con due o tre frasi, ma forse proprio per questa molto piacevole ed azzeccata: sia in questo caso che in quello conclusivo spiccano Franziska (che per la prima volta sembra fare i conti con i crimini di suo padre) e soprattutto Gumshoe, che riesce a rendersi utile e ad avere un paio di belle scene pur senza snaturamenti o forzature di sorta. Non ha molto screentime ma è forse il personaggio che fa più progressi di tutti ed è bello vedere che anche gli sceneggiatori lo abbiano voluto premiare con le ultime scene del gioco. Certo, ci sono purtroppo anche personaggi trattati malissimo, tipo Ema che appare giusto per l'indagine scientifica e poi scompare senza spiegazione. E la cosa si ripete.


The Grand Turnabout

Uuurgh, mammia mia, caso elefantiaco. Tra le cose belle: inannzitutto abbiamo un mistero centrale davvero bello, ricco di elementi e di colpi di scena, tutto legato al tradizionale caso ambientato nel mondo dell'intrattenimento Poi anche qui c'è grande cura dei personaggi, in particolare Gumshoe, come accennato, e Debeste che si riscatta sia in-universe sia dall'essere un po' stereotipato e, a proposito, abbiamo un utilizzo creativo degli Scacchi Logici, utilizzati non per carpire informazioni ma per ridare fiducia al giovane procuratore. Inoltre abbiamo un mastermind ottimo, forse il più insospettabile di sempre ed il modo in cui si deduce la sua vera identità è davvero soddisfacente. Qui però iniziano anche i lati negativi. Il mastermind è sì diabolico e disturbante, ma ha meno peso sia a livello personale sia come criminale (soprattutto dopo aver inchiodato Debeste padre). Inoltre, è legato al tema genitori-figli che sì, abbiamo capito che il tema è genitori-figli. Poteva essere il tema del gioco intero e non del solo ultimo caso, in cui ci ritroviamo con svariate coppie di genitori-figli, tra colpi di scena da telenovela e personaggi che spuntano fuori in modo convenientissimo? E tra questi abbiamo anche l'agente Lang, personaggio importante del primo AAI e qui relegato, salvo breve cameo nel caso 2, in quest'ultima indagine nonostante ci fosse molto da dire su di lui e sulla sua storia. Una figura importante totalmente sacrificata e stritolata tra i moltissimi personaggi del caso, che rischia più volte di risultare davvero ingestibile: basti pensare che alla fine si avranno ben CINQUE PAGINE di prove... eppure, nell'ultimo faccia-a-faccia bisognerà presentare per ben QUATTRO volte la STESSA prova... che non è nemmeno una di quelle acquisite nell'indagine, ma viene attribuita di default dal gioco!


A conti fatti, è comunque un buon gioco. Chiunque senta nostalgia di misteri impossibili, testimoni demenziali ed obiezioni avrà di che gioire. Nel complesso però è ovvio che si poteva fare molto meglio, se solo non ci fosse stata questa volontà di strafare che ha portato ad un gioco intasato ma soprattutto dispersivo, organizzato male, in cui anche le belle idee si perdono per la mancanza di un percorso netto e definito.


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