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[N./Vanpool] Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda Valerio » giovedì 23 ottobre 2008, 02:44

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Tingle. O lo si ama o lo si odia. A volte si ama odiarlo, ma il più delle volte si odia amarlo. Quel che è certo è che non è un personaggio che passa troppo inosservato, visto che sin dalla sua prima apparizione in Majora's Mask si era fatto notare per le sue pessime caratteristiche. Un effemminato e lezioso bambinone di 35 anni, tanto sgraziato e ridicolo, quanto avido e marcio. Eppure perfettamente in linea con le atmosfere della disturbantissima terra di Termina in cui si ambientava l'avventura. Il personaggio da lì ebbe una forte ascesa grazie al restyling compiuto per il toon shading di The Wind Waker, in cui lo si presentava leggermente più gradevole, lo si dotava di un gruppo di fratelli, e si insisteva nel suo ruolo di esoso venditore di mappe. Le rupie da lì in poi divennero il chiodo fisso di Tingle, diventando un elemento costituente del personaggio persino negli Zelda portatili sviluppati da Capcom, Oracle of Ages e Minish Cap, e in Four Swords Adventures. Assente ingiustificato da Twilight Princess e Phantom Hourglass, per il troppo odio suscitato in America, Tingle ha oggi il proprio gioco personale. Un'avventura 2d con visuale dall'alto, assolutamente assurda, disturbante e follemente geniale, che fa del cattivo gusto un'arte e la mette al servizio di una meccanica di gioco vagamente ruolesca.
Vagamente appunto, a dispetto del titolo semplificato del gioco Tingle RPG, visto che di statistiche, combattimenti a turni e incontri causali proprio non ce ne sono. C'è però un'avventura, non troppo dissimile come meccanica basilare da quella di Zelda, di cui questo gioco finge di essere spin-off, finendo però per esserne spesso e volentieri una feroce parodia. La trama di base dovrebbe in teoria spiegare i molti perchè del personaggio di Tingle, del suo vestito, della sua smania per le rupie, derivanti dal patto stretto con Zio Rupia, un anziano che promettendogli il paradiso lo costringe a sgobbare per guadagnarselo. Dovrebbe appunto, visto che come ben sa chi abbia giocato più di un capitolo della serie di Zelda, a Hyrule i personaggi principali tendono a reincarnarsi epoca dopo epoca, indipercui come ci sarà per ogni gioco un Link e una Zelda differenti lo stesso capiterà per Tingle che epoca dopo epoca si ripresenterà a Hyrule al soldo dello Zio Rupia di turno. Che i fatti di questo gioco vadano interpretati come veri per un Tingle soltanto, o che valgano per tutti i Tingle di cui questo protagonista è il rappresentante generico non è dato saperlo, come non è dato sapere un accidenti di nulla di quel grande mistero della fede che è la continuity di Zelda.
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Un'unica cosa è certa: servono Rupie. Alla base del gioco, il denaro è ciò che fa girare ogni cosa, come nella realtà del resto. Solo che nel mondo di Tingle anche il servizio più banale costa soldi. E se finiscono i soldi si fa Game Over. Bisogna quindi stare bene attenti ogni volta che si ingaggia una zuffa con un nemico visto che il contatore delle rupie sarà il nostro dannometro. La principale risorsa di Tingle oltre ai fortuiti ritrovamenti di tesori sarà la sua casetta, in cui potrà cucinare ricette e specialità da smerciare in giro per aumentare la propria ricchezza. Ricchezza che andrà puntualmente versata nella torre vicino casa, pronta ad innalzarsi sempre di più, permettendo così di paracadutarsi sempre più lontani nelle isole sparse per il mondo. Inizialmente sembrerà difficile e frustrante, ci si ritroverà perennemente al verde e nell'impossibilità di muovere un passo, ma fa parte del beffardo e ironico spirito di cui è pervaso il gioco, e basterà un po' di pratica per riuscire a metter da parte gruzzoli da investire senza rimetterci troppo. In questo il gioco assomiglia più a un gestionale che ad un gioco di ruolo, ma la struttura stessa alla Zelda viene in soccorso impedendo al gioco di sbilanciarsi troppo. Ecco quindi tutto ciò venire integrato perfettamente nel tran tran fatto di dungeon, overworld e backtracking tipico della tradizione zeldiana, anche se qui messo al servizio di uno spirito completamente differente. Le varie isole da visitare (distribuite su tre quadranti di mare che formano l'overworld) offriranno tutte segreti, segretucci e loschi affaristi con cui contrattare ma solo alcune nasconderanno un dungeon, in cui entrare pagando, ma da cui uscire ricchi come nababbi. i dungeon si presentano al ritmo di un'isola sì e una no, mentre dove non ci sono, sono presenti quest in quantità da cui trarre vantaggio con un minimo di astuzia. E l'astuzia da mostrare è tanta, specialmente durante quelle particolarissime sessioni di gioco che sono le contrattazioni: bisogna riuscire a capire quanto vuole la persona che abbiamo davanti per poter tirare sul prezzo, ovviamente senza esagerare. Perchè offrire troppo poco è come offrire troppo, visto che l'interlocutore si intascherà comunque le rupie e non spiccicherà più parola. Vada come vada è ogni volta un'esperienza nuova visto che ogni personaggio ha reazioni e criteri differenti per valutare i suoi servigi, e la pressione psicologica che danno i momenti di suspense prima della risposta è un qualcosa di diabolicamente delizioso.
La location basilare dove tornare ogni volta che si è progrediti nel gioco è la cittadina poco distante da casa: un setting meraviglioso che sembra uscito dalle avventure grafiche tipo Monkey Island, da percorrere con una visuale a scorrimento laterale. Un'inquietante musichetta si diffonde mentre dalle botteghe messe in fila una per una spuntano gli sguardi avidi dei negozianti, pronti a vendere e comprare prodotti e informazioni. Un'atmosfera allucinante in cui sentire aria di casa, visto che dovremo passarci molto moltissimo tempo, aiutando nel contempo a far evolvere le subquest degli abitanti, capolavori di genialità di stampo Majoresco, per guadagnare ricette, pentoloni e preziosissime bottiglie vuote. Oltre alle rupie naturalmente.
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Va detto che tanta genialità profusa nei personaggi e nelle idee non trova un corrispettivo altrettanto valido nel sistema di controllo, che indeciso tra l'uso della crocetta direzionale e del pennino, non è proprio il massimo della giocabilità. Per i mancini, specialmente visto che bisognerà usare al posto della crocetta i tasti A B X Y, sicuramente diversi al tatto. E benché l'uso del pennino sia ben gestito nelle fasi di cucina, ad essere scomodi sono soprattutto i combattimenti, in cui bisognerà combinare l'uso della crocetta e quello del pennino, cercando di spostare la propria nuvoletta di zuffa in giro per la mappa per tirar dentro più nemici possibile, e nel contempo picchiettarci sopra. Si viene ben ricompensati ovviamente, a suon di ingredienti per le ricette, ma rimane pur sempre molto faticoso. Fortuna che una bella mano la danno i mercenari, un importantissimo ingrediente del gioco, che si offrono di assisterci per un determinato tempo ma a caro prezzo. Ben presto girare per gli ambienti del gioco accompagnati da un mercenario diverrà fondamentale per sopravvivere e ci si ritroverà ad affrontare i dungeon insieme a loro. Dungeon che sono abbastanza diversi da quanto visto in Zelda, e i cui boss costituiranno il più delle volte un elemento originalissimo e divertente (fatta eccezione per quello del quarto dungeon, di una difficoltà mostruosa).
Interessante l'azzardo compiuto nel campo del sonoro, visto che a parte la musichetta inquietante della città e qualche altro tema circostanziale la maggior parte del tempo Tingle lo trascorrerà nel silenzio assoluto, rotto soltanto dai rumori della natura, tra cui gorgheggi di uccelli in lontananza che aumentano il senso di solitudine. Devo dire che la cosa funziona, ed è sicuramente una scelta preferibile al mettere musichette martellanti e poco ispirate. Oltretutto dal punto di vista grafico l'azzardo continua scegliendo uno stile naif, che può inizialmente non piacere, ma a cui ci si abitua ben presto.
Va ricordato infine che il gioco è uno spin-off parodia di Zelda e quindi qua e là spuntano elementi costitutivi della serie, reinterpretati in modo folle, come la celeberrima musichetta di risoluzione enigma, qui ottenuta da uno stereo, la presenza di un Lon Lon Ranch completo di Ingo che parla in romanesco, il caro vecchio Albero Deku che ci ripete la straziante scena della sua morte come in Ocarina of Time, e il Monte Morte, ora abitato da un popolo di esosi mercanti. Ci sono persino le fatine che sembrano dei trans, anche se in questo non ci si discosta poi troppo ahimé dalla tradizione.
In definitiva il gioco delle idee, che rilancia in maniera adeguata il personaggio di Tingle, immergendolo in una storia sordida, creata su misura per lui. Chiunque potesse essere spaventato dai toni un po' sopra le righe di un gioco in cui non si risparmiano allusioni sessuali e omosessuali, in cui l'intera umanità viene dipinta in modo negativo, si tranquillizzi però. Il gioco una morale ce l'ha, e la positività saprà emergere in modo interessante e non banale pian piano che si va avanti, dimostrando che persino il gioco del detestabile Tingle può essere pervaso di una buona dose di magia Nintendo.
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Re: Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda Valerio » venerdì 10 luglio 2009, 00:10

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Re: Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda DeborohWalker » venerdì 10 luglio 2009, 06:40

E io mi sono comprato giusto ieri sera il primo capitolo, avendolo trovato usato a 15 euro.
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Re: Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda Valerio » sabato 01 agosto 2009, 00:56

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Re: Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda Dapiz » sabato 01 agosto 2009, 20:25

Grrodon ha scritto:Filmato-trailer


Il mio gioco preferito.
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Re: Nintendo/Vanpool: Tingle Sboccia tra le Rose di Rupilandia (

Messaggioda Francesco F » sabato 01 agosto 2009, 20:46

io comprerei il DS solo per questo
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Messaggioda DeborohWalker » giovedì 25 febbraio 2010, 04:18

Tingle è (non so se volutamente o meno) il cugino "sporco" di Link, il corrispettivo di Wario dell'universo marioso: come Wario, anche Tingle è circondato da un'aura estremamente trash ed è ossessionato dal denaro, coin o rupie che siano.
Il meccanismo delle rupie come energia del protagonista è interessante, mi ha ricordato un po' gli anelli di Sonic, soprattutto perchè ci sono un sacco di modi per ottenere rupie, dal vagabondaggio per ricercare ingredienti da trasformare in prelibatezze culinarie, alle decine di sottoquest e missioncine parallele che accompagnano nel corso del gioco; da questo punto di vista, l'integrazione tra la quest principale e quelle parallele è forse superiore alla media dei capitoli di Zelda.
Non ho trovato particolari impicci nell'utilizzo del metodo di controllo, ma il gioco non è perfetto: credo infatti che un grosso handicap siano le contrattazioni, una sorta di lotteria che riserva al caso una delle fasi fondamentali di tutto il gioco.
Già, perché magari per ottenere un oggetto o un'informazione si offre il doppio di quella che sarebbe la cifra necessaria, oppure quando qualcuno offre una ricompensa può capitare di chiedere una cifra misera rispetto a quello che il benefattore sarebbe disposto ad elargire. E se la cosa può essere un lieve inghippo all'inizio, questo diventa un problema piuttosto rilevante col proseguire del gioco, quando le cifre iniziano a farsi sempre più alte; tra l'altro non c'è alcun elemento che fa intuire anche solo vagamente quale possa essere la quota di rupie "giusta"...
Confesso che in più di un'occasione mi è capitato di scoprire per tentativi quale fosse questa quota andando per tentativi, riprendendo poi da un salvataggio immediatamente precedente, giocandomela poi al primo tentativo; in caso contrario, in certi passaggi avrei avuto migliaia di rupie in meno, indispensabili prelevare ulteriormente la torre.
Comunque, a parte questa fase che ho trovata un po' macchinosa nella sua stessa natura, tutto il resto del gioco è godibilissimo, anche come grafica e umorismo; non mi dispiacerebbe affatto se la saga proseguisse anche oltre il secondo capitolo già annunciato, così da avere un contraltare più leggero ma altrettanto divertente della saga zeldiana.
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