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[N./Alphadream] Mario e Luigi: Viaggio al Centro di Bowser

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[N./Alphadream] Mario e Luigi: Viaggio al Centro di Bowser

Messaggioda Valerio » venerdì 27 novembre 2009, 15:51

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E' stato acclamato in lungo e in largo questo terzo episodio della serie di Mario e Luigi, incarnazione portatile della saga ruolistica di Mario, che tanto fece parlare di sé in positivo (col primo capitolo per gba) e in negativo (col secondo per ds). Non che Fratelli nel Tempo fosse un brutto gioco: semplicemente era meno ispirato e fantasioso, una sorta di compitino ben svolto ma con delle pecche dal punto di vista del gameplay, visto che eliminava l'esplorazione dell'overworld in favore di una lunga serie di corridoi stretti in cui affrontare nemici su nemici.
Ora siamo tornati agli antichi splendori, come dicono i voti sui maggiori siti online e sulle riviste specializzate (la Rivista Nintendo gli ha dato un bel 10). E' tornato l'overworld, anche se strutturato in modo un po' particolare, ed è tornata la fantasia. L'idea alla base è infatti molto semplice, come tutte le cose ben riuscite: far ingerire Mario e Luigi da Bowser e portare avanti il gioco su due piste parallele. A Bowser toccherà la tradizionale esplorazione di un overworld nello schermo superiore, mentre ai due fratelli, in quello inferiore, spetteranno dei livellini ambientati dentro di lui, parzialmente platform visto che la telecamera li riprende di profilo. E la cosa funziona eccome, dal momento che le due frazioni di gameplay si alterneranno e interagiranno tra loro in modi sempre diversi, inventandosi azioni e reazioni sempre nuove. Memorabile e pluricitate sono le inondazioni causate dalle bevute di Bowser che trasformeranno alcuni livelli della sua pancia in mondi acquatici, ma non sono gli unici casi visto che ci sono anche minigiochi appositi da affrontare per proseguire nell'avventura. Si avrà infatti un bel da fare nello stimolare i muscoli di Bowser, nel proteggerlo dalle indigestioni velocizzandone il metabolismo, nel farlo starnutire e via dicendo. Muovere Bowser attraverso il mondo di gioco è inoltre divertentissimo visto quando è grosso e "cattivo", mentre è nostalgicissimo vedere il duo baffuto saltare di piattaforma in piattaforma: questi accorgimenti alleviano poi di molto una delle bestie nere di Nintendo, ovverosia la ruolaggine.
Ci si chiede infatti come mai per far vivere avventure action a Mario che esulino dalla serie ammiraglia si ricorra sempre ad un genere che non vede in Nintendo uno dei suoi maggiori diffusori. E' ormai ovvio dopo capitoli su capitoli che combattimenti a turni, incontri casuali e livellamento non sono molto simpatici alla grande N, visto che persino in queste serie cerca in tutti i modi di evitarli, memorabile infatti la scelta in Super Paper Mario di rinunciare a tutto questo facendo livellare il personaggio in tempo reale: questo Mario e Luigi 3 non fa eccezione e mantiene intatto il gameplay dei precedenti capitoli, con quell'innovazione accennata ancora ai tempi di Mario RPG che permettere di ridurre e accrescere il danno ricevuto/inferto schiacciando i tasti giusti al momento giusto. Questo aggiunge ritmo e pepe ai combattimenti, rendendoli meno noiosi. Ma anche se è possibile schivare ogni singolo attacco, a lungo andare anche qui l'esplorazione ne risente e si finirà a schivare, specialmente nel backtracking, tutti i nemici dell'overworld che si sono già affrontati. Va però detto che il metodo di controllo introdotto nel primo Superstar Saga e complessizzato all'inverosimile in Fratelli nel Tempo, torna qui semplice e genuino e la cosa si sente sia in fase di combattimento che di esplorazione, che non farà dannare il giocatore nella speranza di azzeccare al primo colpo i tasti giusti per far compiere a Mario e Luigi le azioni speciali come appiattirsi, svolazzare etc.
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Si parlava di fantasia e di idee. Uno dei motivi per cui questo terzo capitolo è tanto appagante e all'altezza del primo è proprio il suo essere una sorpresa continua. Non si fa bastare la sua anomala struttura di gioco ma fa di più, sorprendendo il giocatore con imprevisti su imprevisti. E siccome ogni imprevisto è una gemma di gameplay a sé, la cosa è molto positiva. Non mi riferisco solo alle zone speciali del corpo di Bowser che si trasformano in folli minigiochi, ma anche all'uso che il gioco fa delle feature del ds: per dirne una gli attacchi speciali di Bowser altro non sono che occasioni per utilizzare il pennino in modi sempre nuovi, scagliando addosso al nemico le varie truppe di Goomba, Magikoopa, Bob-omb. Ma l'imprevisto più sorprendente sono le battaglie titaniche: in punti cruciali del gioco Bowser rischierà la pelle e gli idraulici dovranno stimolargli l'adrenalina per ridargli forza e trasformarlo in un gigante. Una volta accaduto questo si potrà voltare in orizzontale il ds a mo' di libretto e combattere uno scontro corpo a corpo contro fortezze robotiche, usando il pennino per sferrare i pugni, soffiando fiamme nel microfono e via dicendo.
Non che questo monumento all'immaginazione non abbia almeno un difettuccio, e in questo caso si tratta di un certo disordine nella disposizione delle varie quest. Nel primo Mario e Luigi, pur essendoci un overworld molto bello e ordinato, si dovevano compiere un sacco di quest e miniquest che portavano a vagare imprevedibilmente da una zona all'altra ma c'era tutto sommato un senso di scansione tra le varie fasi di gioco, nel secondo invece erano tutte quest lunghette e strutturate rigidamente. Qui non esistendo una struttura precisa dell'overworld, strutturato a zone comunicanti, si fa fatica a capire a che punto del gioco si è e quanto manchi al prossimo boss. Non si tratta di una serie di missioni ma di una continua girandola di cose da fare senza soluzione di continuità e non si potrà mai sapere per quanto tempo manovreremo il duo internato e quando invece toccherà a Bowser, né si può sapere quando è il momento giusto per fare una cosa, e se e quando potremo tornare a visitare una determinata area. E questo peserà specialmente ad un certo punto del gioco, quando si avrà l'opportunità di poter entrare e uscire a piacimento dal corpo di Bowser, potendo quindi visitare con Mario e Luigi un mondo di gioco che sembra fatto su misura per il tartarugone, ma che presenta molte zone vergini che attendevano solo l'arrivo dei protagonisti per rendersi accessibili. Il backtracking è ciò che risente maggiormente di questo difetto, ma è appunto una cosa minima e che viene compensata dalla rinnovata utilità che avranno a questo giro i fagioli nascosti, vere e proprie "caramelle rare" che alzano le statistiche, ficilitando non poco lo scontro finale, che stavolta non è affatto frustrante.
Se a tutto questo aggiungiamo il ritorno di un certo humor nella trama, che vede salire alla ribalta Sogghigno, l'aiutante della strega di Superstar Saga che aveva avuto un cameo anche nel capitolo precedente, una storia che per esigenze di gameplay è assolutamente imprevedibile, e il consueto parlottio italianesco incomprensbile dei due protagonisti ne esce un gioco consigliabilissimo e intriso di mariosaggine, uno dei must di questa console delle meraviglie che è il DS.
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