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[N. NST] Metroid Prime Hunters

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[N. NST] Metroid Prime Hunters

Messaggioda Valerio » domenica 19 dicembre 2010, 13:08

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Nel 2006 a un anno dall'uscita del Ds, ecco che si presenta sulla console portatile un piccolo miracolo di grafica e ambizione. Nintendo Software Technology decide di portare su Ds una sorta di capitolo spin-off della serie Prime che in quel momento era arrivata al secondo capitolo su Game Cube con Metroid Prime 2: Echoes grazie alle cure di Retro Studios: la cosa rivoluzionaria è che questo gioco sarebbe stato uno sparatutto tridimensionale in prima persona, vero e proprio Metroid Prime in miniatura, cosa abbastanza sconcertante visto che su Ds a parte il porting riuscito a metà di Super Mario 64 non è che le tre dimensioni avessero attecchito più di tanto. Ci si aspettava che uno spin-off potesse avere la classicissima meccanica 2d tanto apprezzata nella serie, anche perché il Ds essendo privo di levetta analogica poteva davvero dar qualche problema nel muoversi liberamente in uno scenario a tre dimensioni.
Si decide quindi di sviluppare un nuovissimo sistema di controllo per aggirare questo problema e ne esce qualcosa di così strano da risultare anche molto ostico per certi giocatori: in pratica si controllano i movimenti di Samus grazie ai quattro pulsanti a destra, mentre la sua "attenzione", quindi movimenti della testa e direzione del braccio cannone, sono a discrezione di stilo e touch screen. Cosa abbastanza scomoda a dire il vero, specie quando poi bisogna sparare, visto che tocca al pusante dorsale R. Bisogna tenere le dita in posizione così innaturale che buona parte dell'esperienza di gioco viene danneggiata da disagi di ogni tipo, specie quando si vogliono caricare i colpi e se si ha un Ds Lite tutto spigoloso saranno parecchie le volte in cui si avvertiranno dolorini alla mano.
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Insomma questo getta un'ombra abbastanza gravosa sull'intera esperienza di gioco, che di suo è anche abbastanza curata. Certo, in realtà il punto di forza del gioco è il multiplayer, osannato da tutti, opzione di gioco che permette di controllare Samus e una manciata di cacciatori di taglie rivali (idea poi ripresa in Corruption), combattendo anche tramite chat vocale, ma essendo presente anche l'avventura a solo è impossibile non fare confronti. L'idea di base è che Samus debba vagare per quattro aree all'interno del "sistema alimbico", (ambientazione lavica, ghiacciata e un paio di claustrofobiche navicelle) ognuna da rivisitare ad un certo punto del gioco per aggiudicarsi otto cristalli che danno poi l'accesso ad una sorta di potere supremo, e che nel far questo sia tormentata dai cacciatori di taglie di cui sopra che spesso si intrometteranno giocando al gatto e al topo per rubarle i cristalli. Anche se il feeling è quello dell'esperienza 3d di Prime dopo un po' ci si accorge che questi "livelli" sono progettati diversamente da quelli di un'avventura 3d, ma, più spogli e labirintici, hanno una natura più da sparatutto: certo è pur sempre un miracolo che si avvicinino così tanto al modello Retro Studios, anche grazie alla grafica, ma si vede che c'è dietro una mano diversa. Lo schema è il seguente: bisogna muoversi alla ricerca di tre artefatti, districandosi tra i vari labirinti e dribblando i cacciatori di taglie, in modo che una volta trovati tutti si apra la porta del boss. Una volta sconfitto il boss (ce ne sono di due tipi, sempre più difficili) bisogna correre verso la propria navicella prima che scada il tempo, ricevendo nuovamente l'attacco dei cacciatori rivali. Sembra ripetitivo ma non è questo a pesare, anzi, sono stati anche bravi a rendere spesso imprevedibile il percorso. Sono i controlli che rendono tutto pesantuccio, senza contare il fatto che Samus ha un arsenale di raggi che va progressivamente ampliandosi, ma sul quale non si avranno mai istruzioni precise, finendo per provare sui vari nemici un po' tutti i raggi senza mai capire quali siano efficaci e quali no.
Insomma, si apprezza lo sforzo di consegnarci un Metroid Prime portatile, ma non erano maturi i tempi, probabilmente. Il sistema di controllo pesa non poco, e l'atmosfera generale che si respira è diversa. Certo, è consigliato per chi voglia farsi la collezione completa delle avventure di Samus (e non essendo molto estesa è fattibilissimo, e a questo proposito ricorderei che questa avventura si colloca tra il primo e il secondo Prime) ma per il giocatore casual penso che l'unico richiamo per questo gioco sia l'opzione multiplayer, sulla quale non si può proprio dire niente di male.
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