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[Capcom] Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[Capcom] Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth

Messaggioda PORTAMANTELLO » domenica 22 maggio 2011, 17:49

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Nelle intenzioni di Shu Takumi la saga di Ace Attorney trova il suo epilogo ideale in Apollo Justice: essendo ambientato però ben 7 anni dopo gli eventi di Trials and Tribuations è evidente come sia possibile ideare episodi collaterali da inserire in quel lungo gap. Nasce così uno spin-off della serie, diretto non più da Takumi ma da Takeshi Yamazaki. La sua prima idea è un gioco che, pur mantenendo le caratteristiche che hanno reso celebre la saga, non si concentri tanto sulle fasi processuali quanto sull'analisi investigativa della scena del crimine: è per questo che inizialmente si pensa di dedicare il gioco ad Ema Skye, creata in occasione dell'episodio aggiuntivo Rinascita dalle Ceneri presente nel primo gioco della serie e poi utilizzata con successo anche in Apollo Justice.
Avere per protagonista Ema avrebbe sicuramente vivacizzato le sessioni investigative, ma al contempo avrebbe anche costretto a tagliare fuori gli interrogatori e le varie sfide di arguzia ormai caratteristiche e amate dai fan: si pensa così di scegliere un altro protagonista e la scelta ricade su Miles Edgeworth, il procuratore antagonista di Phoenix Wright, amatissimo dai fan anche grazie al caso a lui dedicato in Phoenix Wright: Ace Attorney e ai conseguenti risvolti mostrati in Justice for All. Un bel personaggio, molto diverso da Phoenix ed Apollo in quanto più sarcastico e strafottente, oltre che più incline a discorsi filosofeggianti (ma apprezzati) sulla giustizia e sulla potenza del metodo deduttivo. Nonostante Edgeworth sia un procuratore si rimane fedeli agli intenti originari del gioco, che rimane incentrato sulle investigazioni e taglia gli scontri in aula: ma è comunque possibile vivere fasi analoghe con cui confrontarsi con altri procuratori o detective e raccogliendo testimonianze, confutandole laddove si riesca a cogliere una contraddizione (anche se urlare "Objection!" fuori dall'aula fa un po' ridere, ma vabbè).
Per l'occasione il gameplay varia leggermente rispetto ai consueti meccanismi: innanzitutto la prospettiva non è più in prima persona ma in terza e anche se gli sprite sono proprio bruttini l'idea è ottima per rendere più interessanti e attive le analisi della scena del crimine e dare un po' di libertà al giocatore che si trova meno imbrigliato nel meccanismo di narrazione interattiva dell'avventura grafica.
In secondo luogo sarà possibile esaminare le scene e confrontarle con le prove in nostro possesso, evidenziando le contraddizioni direttamente nella fase investigativa senza dover aspettare confutatorie: da queste analisi spesso nasceranno nuove informazioni che Edgeworth dovrà saper collegare (con difficoltà via via crescente) grazie al pulsante Logica, in modo da giungere a nuove conclusioni. Da un certo punto in poi sarà anche possibile ricostruire scene del crimine modificate o irraggiungibili, anche se il meccanismo in questo caso è poco interessante e rischia alla lunga di stancare.
Passando ai personaggi, sono ovviamente quelli caratteristici di Ace Attorney: a parte i personaggi nuovi (tra cui spicca la spalla Kay Faraday), vanno menzionati gli ormai consueti Gumshoe, Franziska e un'Ema intermedia tra quella di Rinascita dalle Ceneri e Apollo Justice (il gioco è ambientato un mese dopo T&T) oltre a vari personaggi collaterali ora parte attiva della trama ora inseriti come inside-jokes. Siamo in uno spin-off e si vede, con numerosissime citazioni a fatti e personaggi dei titoli precedenti: e allora ecco spuntare il prosecutore dei casi tutorial Payne (che Edgeworth ignora, lol), il fattorino del primo gioco, i Badger, un concerto dei Gavinner e tanto altro ancora, il tutto nel solito contesto di ambienti e istituzioni già note e tradizionali. Il tutto ben amalgamato con la trama, anche stavolta composta da vari casi più o meno correlati con un canovaccio generale alla ricerca di un unico, grande colpevole: non ai livelli di epica disinvoltura di Apollo Justice, ma comunque piacevole e ben raccontata, con un paio di problematiche e risvolti agrodolci anch'essi tipici dell'universo aceattorneyano.
Infine le musiche, curate da quel Noriyuki Iwadare già responsabile di T&T, sono azzeccate e suggestive, anche se un po' poco varie e ripetitive. Visto che però vengono alternate abbastanza bene e che vengono tirate fuori nei momenti più opportuni svolgono comunque bene il proprio onesto compito di colonna sonora.
La versione europea è disponibile solo in inglese. Il che è anche un bene, visto che l'adattamento anglofono è ottimo, però potrebbe essere un pericoloso indicatore del successo commerciale della serie in occidente: il sequel del gioco, infatti, non sarà adattato da Capcom (che sostiene che i costi di localizzazione non sarebbero corrisposti da adeguate vendite) e pare quindi destinato a rimanere relegato in Giappone. Si spera che si possa ovviare in qualche modo, ma per il momento non pare esserci alcuna soluzione nonostante la mobilitazione dei moltissimi fan e il successo di una serie acclamata della critica e in madepatria tutt'ora premiata anche a livello economico.


Turnabout Visitor


Bel caso, con alcuni classici del genere ben ripensati in salsa demenziale (come il canestro), in sè abbastanza semplice ma reso interessante dai primi misteri irrisolti e dalla bella la scena iniziale con la minaccia ad Edgeworth. Ottimo rivedere il suo ufficio con tutti i dettagli e robette citazionistiche al loro posto.


Turnabout Airlines


Ecco un caso più corposo, abbastanza sobrio ma comunque soddisfacente. Si aggiungono altri elementi alla trama portante, grazie anche al ritorno di Franziska. Buona la risoluzione finale, non si capisce bene perché il tutto sia ambientato su un aereo (abbastanza irrealistico) quando sarebbe bastato sostituirlo con una nave. Comunque gradevole e gradito.


The Kidnapped Turnabout


Si inizia a fare sul serio, con un caso intricato che pullula di personaggi: esordisce Kay e anche il rivale principale del gioco, l'agente Lang. Intreccio molto bello e ottima la risoluzione, peccato che sul finale si abusi un po' troppo del Little Thief rendendo la sessione piuttosto lunga e noiosa. Comunque proprio un bel caso, con un mistero di base piuttosto prevedibile ma arricchito da moltissimi elementi di contorno. Nota di merito per le scene comiche con protagonista Lang (che per contare i suoi agenti usa solo il numero uno perchè "per me ogni mio uomo è il numero uno!" :D) e ben caratterizzato il villain (madonna che odio per Amano che para il culo al figlio). Tantissime e graditissime le citazioni.


Turnabout Reminiscence


Caso flashback, è l'episodio più vecchio giocabile dell'universo di Ace Attorney: precede infatti il primo caso di Mia ed è bello vedere Edgeworth agghindato come allora (anche se la capigliatura era differente, ahi ahi). Probabilmente il caso migliore del gioco, con grandi personaggi (rivediamo Von Karma!) e un villain subdolissimo. Ben pensato il delitto e appagante la risoluzione, nota di merito anche per i misteri collaterali come sempre facilmente intuibili ma ben giocati.


Turnabout Ablaze


L'ultimo caso è intricatissimo e forse il più lungo di sempre, tanto che alla fine si avverte un po' di stanchezza anche perché per una volta la regia non è ottima e ci si ritrova a dover risolvere un mistero piuttosto improvvisato per inchiodare un villain già incastrato più volte in sessioni ben più appaganti. Ma comunque un bellissimo epilogo, ricco di risposte ed emozioni in cui come già in Apollo Justice tutti i personaggi uniscono le forze per fregare il cattivone (che per una volta ha un movente serio, lol). Ottimi anche i misteri, specie lo scambio delle statue e l'individuazione del colpevole del primo assassinio. Un finale completo, insomma, che lascia spazio tanto alle investigazioni quanto allo sviluppo dei personaggi e delle loro storie con risultato assai soddisfacenti. Bello.
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