Home The Disney Compendium il Fumettazzo

[Namco Bandai/CyberConnect2] Solatorobo: Red the Hunter

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[Namco Bandai/CyberConnect2] Solatorobo: Red the Hunter

Messaggioda Dapiz » domenica 24 giugno 2012, 15:09

Immagine

Sequel non solo spirituale ma totalmente a sè stante del semi-ignoto Tail Concerto uscito tempo fa su Playstation senza-numero, Solatorobo è un bizzarro action-rpg tra i cui variegati ingredienti troviamo isole fluttuanti, animali antropomorfi, esoscheletri, combattimenti clandestini, principesse e antichi poteri dal potere di cambiare il mondo o di distruggerlo. Un cocktail indubbiamente curioso ma senz'altro gustoso.
Il protagonista dell'avventura è il classico giovane scapestrato inevitabilmente orfano che si guadagna da vivere vivendo ai margini di un mondo (un po') più civilizzato di lui in cui non riesce a trovare il suo posto. E il cui destino, chiaramente, ricade interamente sul suo garrese. Il setting geografico del gioco è la Repubblica di Shepherd, un arcipelago galleggiante popolato da una razza di canidi e da una razza di felini tra le quali non sempre corre buon sangue. Red è un esemplare dei primi, un cane antropomorfo che lavora come "Hunter", viaggiando di porto in porto con la sua astronave e la sua sorellina adottiva (nonchè ingegnera di bordo), accettando una serie di missioni che porta a compimento grazie all'uso di un particolare robottone che può spostare pesi, sollevarli e, se occorre, pestarli di botte e scagliarli al suolo con inaudita violenza: queste le poche semplici e riuscite meccaniche cui il gameplay ruota interamente attorno. La Asmodeus, il velivolo del nostro peloso protagonista, funge da hub per la navigazione sulla mappa e da menu per l'accesso ad alcune tipiche funzioni extra quali la visualizzazione delle sequenze animate attraverso le quali è raccontata la storia, l'ascolto delle tracce audio e altre attività di cui parlerò in seguito.
Selezionata la propria destinazione sulla mappa ci si ritrova quindi ad esplorare una delle diverse isole fluttuanti che costituiscono la Repubblica di Shepherd; l'esplorazione ha luogo muovendosi per schermate semi-fisse realizzate con un misto di grafica 3D e 2D che, grazie ad una regia sapiente, regalano alcune delle ambientazioni più riuscite di sempre.
Non voglio raccontare troppo per non rovinare il gusto di mettere piede di volta in volta in un nuovo porto, basti sapere che, tra cittadine reminescenti del litorale europeo, metropoli urbanizzate d'oltreoceano, cimiteri di navi e miniere galleggianti è nell'estetica e nelle atmosfere che il titolo dà il meglio di sè, offrendo scorci molto suggestivi in grado di richiamare alla mente universi tra loro immensamente diversi quali la Milano di Porco Rosso o il mondo post-apocalittico di Conan tanto quanto i mondi videoludici che la Rare ha creato per Banjo-Kazooie, il tutto con il proprio tocco stilistico personale e impreziosito da un comparto tecnico di prim'ordine.

Immagine

La storia è suddivisa in 2 grandi story-arc a loro volta suddivisi in 10 capitoli, ciascuno dei quali, più o meno, corrisponde ad una nuova location. Presi i contatti con la popolazione locale ci si ritrova solitamente a dover prendere le difese di cittadini innocenti, a ritrovare item dispersi o a sventare colpi di stato, eventi che inevitabilmente porteranno il protagonista ad esplorare i dungeon locali (sempre brevi, semplici e belli da vedere) e a menare le mani con una buona dose di agguerriti avversari, il tutto rigorosamente in tempo reale. La solita routine, in sostanza, ma insaporita da una salsa del tutto nuova rappresentata dalla peculiarità dei personaggi e dello stile del titolo.
Terminato ciascun capitolo si rendonono immediatamente disponibili una serie di missioni secondarie, nella forma di nuovi incarichi da svolgersi per gli npc che popolano la Repubblica. Non è necessario però vagare di isola in isola cercando l'npc più imboscato: tutte le quest sono immediatamente visualizzabili dal banco dei cacciatori, anche se per accettarle bisogna recarsi sulla relativa isola. Le subqest, oltre ad incrementare la varietà di situazioni (potreste ritrovarvi a pescare colossali molluschi che nidificano dentro portaerei colate a picco come a combattere in un'arena per il plauso di una principessa di una terra lontana), permettono di incassare soldoni a sufficienza per comprare i pezzi necessari a modificare il robot e migliorarne le prestazioni, pezzi che vanno incastrati nel vano motore del mezzo per mezzo di un simpatico minigame accessibile dall'hub. Sempre dall'hub è possibile visualizzare una serie di quadretti in cui pezzi sono sparpagliati in giro per il mondo, o approfondire la propria conoscenza dell'ambientazione e dei personaggi nella sezione biblioteca, che propone brevi ma interessanti scorci sul background della Repubblica di Shepherd.

Immagine

All'inizio della recensione ho definito Solatorobo un "action-rpg", ma in realtà ingabbiare questo titolo in un genere sarebbe decisamente ridottivo; la trama e l'intreccio sono quelle del più classico jrpg, inseriti in un setting da platform game, con una buona dose di adventure, combattimenti da beat'em up a scorrimento e minigame tra i più vari, con pesca, gare di velocità e sezioni di volo totalmente 3D. Se propio bisogna muovere una critica si potrebbe citare proprio il fatto che all'originaltà dell'insieme non corrisponde una trama di fondo egualmente inedita, ma è davvero una piccolezza, specie considerando che la narrazione, pur non uscendo dai tradizionali stilemi nipponici, riesce a toccare picchi di drammaticità degni di considerazione.
Solatorobo è uno di quei giochi che non si adagia sugli allori basandosi tutto quanto su una buona premessa ma riesce nell'impresa di stupire sempre il giocatore, di dargli sempre un po' di più proprio quando si pensa che ormai tutte le carte siano state giocate; è uno di quei "bei giochi di una volta" che, purtroppo, è arrivato in un momento in cui il mercato è saturo e rischia di soffocare le nuove proposte. Ma fatevi un favore: se siete in cerca di un videogioco che non sia il solito videogioco o avete voglia di rivivere qualcuna di quelle sensazioni di giochi genuini della nonna che provavate mettendo su un bel cartuccione dentro il vostro Nintendo 64, Solatorobo è il titolo che fa per voi. Abbiatelo o abbaio.

Immagine
Avatar utente
Dapiz
Pker d'annata
Pker d'annata
 
Messaggi: 1144
Iscritto il: sabato 17 dicembre 2005, 17:40
Località: Padova
Has thanked: 0 time
Been thanked: 15 times

Torna a Nintendo DS

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron

Cookie Policy