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[Atlus] Radiant Historia

Nintendo raddoppia gli schermi e moltiplica il successo, il più grande di sempre. Grafica 3D, touch screen, microfono, internet, un'interazione mai vista che fanno del successore del Game Boy il portatile definitivo.

[Atlus] Radiant Historia

Messaggioda PORTAMANTELLO » giovedì 20 giugno 2013, 20:26

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Nella ristretta cerchia di titoli che non ce l'hanno fatta a raggiungere il mercato europeo c'è purtroppo anche questo RPG, il cui viaggio verso l'occidente si è limitato ad un'edizione americana dopo la release nipponica del 2010.

La trama non si discosta dagli stereotipi del genere: un mondo fantasy-medievaleggiante deve fare i conti con lo scontro fra due regni rivali, nonché con una misteriosa emorragia di Mana che comporta la progressiva desertificazione del continente. Entrambe le problematiche, ovviamente connesse, saranno affrontate da Stocke, abile militare inizialmente impiegato nei servizi segreti.
Niente di che, quindi? Beh, no, perché ad un certo punto al nostro introverso protagonista sarà donata la White Chronicle e con essa il potere di viaggiare nel tempo per disfare catastrofi e riaffrontare scelte passate, con lo scopo di trovare un rimedio al fatale inaridimento.
E' quindi il gameplay a farla da padrone e il gioco acquista quindi una luce nuova, visto che si pone idealmente come l'erede di Chrono Trigger e Chrono Cross, coniugando il classicissimo stile RPG con delle modalità più o meno innovative.
Se infatti il sistema di combattimento è abbastanza interessante e strategico, ma di certo non straordinario, è appunto tutta la parte relativa ai viaggi nel tempo a brillare, visto che, nonostante il palese omaggio ai titoli Square, qui i viaggi nel tempo non sono effettuati attraverso epoche o dimensioni diverse ma si siviluppano su due timeline parallele e sulle loro molteplici diramazioni, tantissime (ben 236!) e rese imprevedibili dalla possibilità delle due linee temporali di influenzarsi vicendevolmente.

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Questo meccanismo, all'inzio abbastanza rigido e prevedibile (per cui se ho un problema nella timeline standard vado a proseguire quella alternativa e viceversa), con il proseguire del gioco si farà sempre più vivace ed interessante, con collegamenti magari meno immediati od elementi nuovi che possono spingere a rifare sezioni già superate in passato, il che rende più naturale e meno pesante il livellaggio che, come in ogni RPG classicissimo che si rispetti, ad un certo punto è vitale vista l'improvvisa impennata nella forza degli avversari.
Non siamo certo ai livelli di un Majora's Mask nè per struttura nè per stile, però chi ha amato quel titolo ritroverà in Radiant Historia un elemento assai piacevole, spesso se associato ai viaggi nel tempo: le sottotrame, davvero tante e per tutti i gusti, considerata anche una certa varietà offerta dalla mappa, ed inoltre anche importanti ai fini della trama principale. Abbiamo, infatti, una distinzione precisa tra subquest, più facili e da affrontare per ottenere in ricompensa soldi, strumenti od equipaggiamento vario, e sidequest, articolate sia lungo una timeline sia, a volte, fra le due storie parallele ed utili, oltre per potenziare il proprio party, anche per delle scene extra nel finalissimo.

I difetti stanno proprio dove stanno i pregi: tutta la manfrina temporale è ben fatta e sicuramente costituisce la cifra stilistica del gioco, ma non cancella (e d'altro canto neanche vuole farlo) l'impianto classico fatto di livellaggio, armi, pozioni e frustranti game-over, insomma traveste bene i difetti di un RPG ma non renderà i soliti problemi meno indigesti a chi già ama poco il genere. Inoltre, anche se la cosa non dovrebbe avere molta importanza per chi è semplicemente alla ricerca di una valida esperienza di gioco, è un titolo che non sfrutta per nulla le peculiarità del DS, essendo in pratica un gioco di vecchia generazione in cui è possibile (ma non utile) avvalersi del touch screen per selezionare le varie opzioni: caratteristica che probabilmente spiega perché non è arrivato nel Vecchio Continente.

Un titolo un po' borderline ma, nonostante i difetti insiti nel genere e l'assoluta estraneità rispetto alla console per cui è stato ideato, comunque un piccolo gioiellino consigliato a chiunque abbia l'opportunità di giocarlo anche da questa parte dell'oceano.
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