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[WDAS #29] Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #29] Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri

Messaggioda Valerio » sabato 24 dicembre 2005, 03:09

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Sono vari i motivi che rendono questo film un'anomalia assoluta nell'intero panorama disneyano.
Innanzitutto Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri va a incastrarsi in un momento particolarissimo della storia della Disney. La fine del periodo Xerox, che durava dagli anni '60, e la rinascita avuta con La Sirenetta erano state accompagnate da un "codice" non scritto, che da quel momento fino alla fine del decennio sarebbe stato ossequiosamente rispettato. Trattare di vita, di morte, d'amore, il rifarsi a un patrimonio culturale ben radicato nel nostro immaginario, il non sbilanciarsi verso un determinato genere, cercando di condensare il maggior numero di elementi nello stesso film per accontentare un pubblico il più vasto possibile, erano le regole implicitamente stabilite. Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri rompe con questo codice appena introdotto, inserendosi a forza, e in modo alquanto intrusivo, nell'ideale linea continuativa che collega La Sirenetta a La Bella e la Bestia, Aladdin e Il Re Leone. E sebbene tecnicamente parlando, con i suoi maestosi fondali colorati al computer e le sue virtuosistiche animazioni, il film segni un punto di svolta grafico, che ci porterà dalla povertà dei film degli anni precedenti allo splendore degli anni '90, la struttura del film è invece parecchio affine a quella che avranno i Classici dei primi anni del nuovo millennio, quelli del periodo sperimentale: il film si sbilancia verso un genere preciso. Il risultato è un delizioso film d'azione/avventura, caratterizzato quindi da un ritmo più serrato, da un'ambientazione al tempo presente e dalla totale mancanza di canzoni: scelta, abbastanza insolita per i tempi, finora operata solo in Taron e la Pentola Magica. La colonna sonora però è ottima, e l'intensità di alcuni brani strumentali rendono ancor più spettacolari certe sequenze ambientate nei cieli, durante i vertiginosi voli dell'aquila Marahute. L'edizione italiana tuttavia è stata "arricchita" nei titoli di coda da una canzoncina pop, Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, cantata da Arianna, cantante Disney assai famosa qualche lustro fa, ma oggi del tutto dimenticata.
Un altra peculiarità di Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri è che si tratta di un sequel. Nel 1990 l'abitudine di sequelizzare i Classici Disney tramite film direct-to-video di qualità discutibile era ancora di là da venire. Il Ritorno di Jafar sarebbe stato prodotto solo cinque anni dopo infatti, e se escludiamo l'affinità tra Saludos Amigos e I Tre Caballeros o la debole continuità che legava tra loro alcuni corto o mediometraggi con protagonisti I tre porcellini, Casey o Winnie Pooh, quel che otteniamo è un panorama totalmente sgombro da ritorni. Perchè allora omaggiare Le Avventure di Bianca e Bernie di un seguito? Innanzitutto c'è da considerare il fatto che questo film non prosegue affatto la storia iniziata nel '77: Bianca e Bernie appartengono a una società di salvataggio e il loro lavoro consiste nel prender parte a un innumerevole quantità di missioni. Ogni missione è una storia diversa, che può avere un setting o una motivazione totalmente differente dalla precedente, questo conferisce alla coppia di topolini una certa riproponibilità che li rende sfruttabili all'infinito senza grandi forzature narrative (tempo fa si era persino vociferato di un terzo capitolo). Che Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri desideri essere un film a sé ma con personaggi conosciuti, poi, lo si capisce sin dalle prime scene, incentrate sull'elemento discriminante anzichè sulla coppia di topolini presenti in entrambi i film: dopo la stupenda corsa della telecamera verso l'Ayers Rock assistiamo al risveglio di un bambino, Cody, e al salvataggio di un'aquila. Arriva poi la scena madre, il volo del bambino in groppa all'aquila, assolutamente da pelle d'oca. Tutto questo senza che Bianca e Bernie entrino minimamente in scena, come a voler suggerire che questo è principalmente il film di Cody e la sua aquila, prima ancora che un sequel di Bianca e Bernie.
Questo non significa che i due topolini siano dimenticati. Inseriti in una New York più moderna, graficamente aggiornati e resi più adulti, i due devono guardarsi dalle insidie di un terzo vertice, Jack. L'espediente è banalotto e a fin di bene ma intrattiene quel tanto che basta per mostrarci la coppia sotto una luce nuova. Strano il rimpiazzo di Orville con Wilbur, il completamento della citazione ai fratelli Wright ci sta tutta ma "sprecare" così un personaggio è quasi poco rispettoso, anche se Wilbur ha una caratterizzazione decisamente più moderna. Un po' improvvisato e poco credibile, poi, l'espediente che è stato usato per trattenerlo in Australia più del previsto, e sfruttarlo di più, anche se sfocia nella divertente scenetta dell'ospedale. Il film ha poi un nuovo villain, il becero bracconiere McLeach e la fedele iguana Johanna, simpatici ma non certo interessanti quanto Medusa e i suoi coccodrilli.
Infine non si può non segnalare un buchetto nella sceneggiatura, presente anche in Lilli e il Vagabondo: gli animali intrappolati da McLeach, dopo essersi mangiati un buon quarto d'ora di film non vengono minimamente ripresi, lasciando incerto il loro futuro. Si poteva risolvere la cosa facendoli partecipare direttamente all'azione o con un piccolo accenno sul finale, fin troppo sbrigativo benchè d'effetto.
The Rescuers Down Under uscì nel natale 1990 abbinato al mediometraggio Il Principe e il Povero che segnava il ritorno dopo un assenza di sette anni dal grande schermo di Topolino. Uno spettacolo unico incentrato tutto sui ritorni topeschi. L'unico altro sequel dei Walt Disney Animation Studios sarebbe stato Fantasia 2000 in cui il volo delle balene avrebbe riecheggiato quello dell'aquila Marahute. Non c'è da stupirsi che il regista della sequenza fosse proprio lo stesso: Hendel Butoy.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri

Messaggioda Lightning » mercoledì 19 dicembre 2007, 01:07

Grrodon ha scritto:L'edizione italiana tuttavia è stata "arricchita" nei titoli di coda da una canzoncina pop intitolata come il film e cantata da Arianna...


Canzoncina orribile...molto meglio la versione americana...
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Lightning » mercoledì 17 novembre 2010, 01:14

Rivisto stasera.

Da una parte una sequenza iniziale davvero eccezionale e un grande salto qualitativo dal punto di vista tecnico/artistico grazie alla colorazione al computer, usata qui per la prima volta in un classico Disney. Bianca e Bernie poi sono due personaggi piacevoli e ben riusciti e la loro appartenenza ad una squadra di salvataggio non rende superflua la presenza di un sequel. E l'aquila disegnata da Glen Keane è spettacolare.

Dall'altra un cattivo ordinario e poco originale, come del resto la trama, presa pari pari da un film xerox. Con la differenza che qui si cerca di introdurre elementi nuovi come la mancanza di canzoni (che innovazione eh?) e uno sbilanciamento più sul genere azione/avventura, con un risultato però inferiore a quello di partenza. E poi c'è il buco di sceneggiatura dei personaggi secondari che vengono introdotti e non più ripresi. E poi la CG grezza e male integrata (il passaggio in volo sul teatro dell'opera di Sydney è a dir poco imbarazzante) di cui si potrebbe anche fare a meno, ma si sà all'epoca era una novità e bisognava sfruttarla a tutti i costi. E di certo venire dopo un capolavoro come La Sirenetta non aiuta.

Insomma un film che ha degli elementi di pregio ma il cui risultato complessivo è deludente. Peccato.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Vito » giovedì 25 agosto 2011, 16:09

Uff, pacco.

Sarò poco obiettivo, ma aver visto questo film subito dopo L'ESALTO della Sirenetta me le ha un po' smosciate.

Tanto per cominciare: c'era proprio bisogno di sequelizzare proprio i due scialbi topini, con tutti i Classici che si avevano a disposizione? E dire che nemmeno nel primo avevo apprezzato i due personaggi, ma qui rasentano il nulla assoluto: Bianca si è ridotta ad una cretina, Bernie vabbè fa un po' pena ma non trasmette quasi nulla (sebbene nel making-off l'avessero descritto come il personaggio in cui TUTTI SI IMMEDESIMANO, lol :omg: ).

Oltretutto il cattivo che rapisce il bambino ormai ha stufato; penso che se non fosse stato già in lavorazione durante La Sirenetta non l'avrebbero proprio prodotto. E infatti dopo di questo verrà proposta unicamente la formula della rinascita avuta con Ariel, formula che fa sembrare questo film quasi come una trollata.

Paradossalmente, devo dire di averlo trovato graficamente perfetto: sotto alcuni punti mi ha perfino ricordato certi virtuosismi di Atlantis, e questo aiuta ad apprezzare questo film che secondo me soffre di una collocazione inopportuna.

Però l'ho preferito al primo, come trama, come disegni e come coinvolgimento. Ma ora fuori dalle balle, please.

Ah, PS: la canzonucola alla fine l'ho apprezzata. :P
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » lunedì 29 agosto 2011, 15:39

Oh stronzo, se lo infilavano tra Atlantis e Il Pianeta del Teosro ora stavi qui a difenderlo contro i detrattori.
E comunque B&B e Basil sono sequelizzabili vista la loro struttura "a casi", che rende ogni film come nuovo.
E comunque non hai minimamente citato lo stile modern-pompo-action che è un inedito assoluto confrontato all'anniottantume.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Vito » lunedì 29 agosto 2011, 15:52



:solly:
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » lunedì 29 agosto 2011, 16:31

:vomit:
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda FaGian » lunedì 29 agosto 2011, 19:23

Strano il rimpiazzo di Orville con Wilbur, il completamento della citazione ai fratelli Wright ci sta tutta ma "sprecare" così un personaggio è quasi poco rispettoso, anche se Wilbur ha una caratterizzazione decisamente più moderna.

Il motivo è presto detto: il doppiatore di Orville era morto da poco e non vollero far comparire la sua controparte animata con una voce diversa o imitata, per cui cambiarono proprio il personaggio mettendoci il fratello con una voce tutta sua
La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Zangief » domenica 22 gennaio 2012, 15:30

Rivisto jeri, dopo averlo visto solo un'altra volta al cinema. Non mi ricordavo praticamente nulla, ed effettivamente riconosco che il motivo è presto spiegato: tolte le spettacolari scene di volo con l'aquila, questo film lascia davvero poco.

Grrodon ha scritto:il film si sbilancia verso un genere preciso. Il risultato è un delizioso film d'azione/avventura, caratterizzato quindi da un ritmo più serrato, da un'ambientazione al tempo presente e dalla totale mancanza di canzoni: scelta, abbastanza insolita per i tempi, finora operata solo in Taron e la Pentola Magica.


E anche scelta ottima, direi. Ci mancava solo che quella piaga del clamidosauro Frank facesse le sue idiozie pure cantando, visto che è già fin troppo irritante cosí. Peccato che non sia bastato per salvare il film dalla noja.

Grrodon ha scritto: La colonna sonora però è ottima, e l'intensità di alcuni brani strumentali rendono ancor più spettacolari certe sequenze ambientate nei cieli, durante i vertiginosi voli dell'aquila Marahute. L'edizione italiana tuttavia è stata "arricchita" nei titoli di coda da una canzoncina pop, Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, cantata da Arianna, cantante Disney assai famosa qualche lustro fa, ma oggi del tutto dimenticata.


"Assai famosa" a furia di pubblicità sul Topo, ché se ti giravi intorno non se la filava nessuno nemmeno all'epoca. A conoscerla erano solo i lettori assidui di Topolino e quelli che si interessavano della Disney in generale.

Grrodon ha scritto:Questo non significa che i due topolini siano dimenticati. Inseriti in una New York più moderna, graficamente aggiornati e resi più adulti,


e disgraziatamente (nell'edizione italica) senza gli stessi doppiatori del primo film,

Grrodon ha scritto: i due devono guardarsi dalle insidie di un terzo vertice, Jack. L'espediente è banalotto e a fin di bene ma intrattiene quel tanto che basta per mostrarci la coppia sotto una luce nuova. Strano il rimpiazzo di Orville con Wilbur, il completamento della citazione ai fratelli Wright ci sta tutta ma "sprecare" così un personaggio è quasi poco rispettoso, anche se Wilbur ha una caratterizzazione decisamente più moderna. Un po' improvvisato e poco credibile, poi, l'espediente che è stato usato per trattenerlo in Australia più del previsto, e sfruttarlo di più, anche se sfocia nella divertente scenetta dell'ospedale. Il film ha poi un nuovo villain, il becero bracconiere McLeach e la fedele iguana Johanna, simpatici ma non certo interessanti quanto Medusa e i suoi coccodrilli.
Infine non si può non segnalare un buchetto nella sceneggiatura, presente anche in Lilli e il Vagabondo: gli animali intrappolati da McLeach, dopo essersi mangiati un buon quarto d'ora di film non vengono minimamente ripresi, lasciando incerto il loro futuro. Si poteva risolvere la cosa facendoli partecipare direttamente all'azione o con un piccolo accenno sul finale, fin troppo sbrigativo benchè d'effetto.


Fosse l'unico. Vabbe' che di veder rientrare in scena quell'abominio di Frank non ero certo ansioso, visto che ho speso tutti i minuti della prigionia a sperare che ci rimanesse secco...
Ci si potrebbe chiedere anche come cavolo abbia fatto Bernard a fabbricare/trovare in quattro e quattr'otto delle uova di cemento identiche a quelle dell'aquila e sostituirle prima che Johanna arrivasse, tanto per dirne una. Ho capito che siamo in un film in cui gli animali parlano coi bambini, e per giunta i topi girano vestiti e nessuno se ne stupisce, ma anche dopo aver accettato che per salvare un bambino rapito in Australia si debba prima contattare un'organizzazione a New York (ché, non ce l'hanno una succursale quantomeno a Sidney, che cavolo? Da New York vanno a salvare tutto il mondo? Alla faccia del superlavoro), un minimo di cose gradirei che me le si spiegasse, o che avessero almeno un senso logico intrinseco...
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » domenica 22 gennaio 2012, 15:48

Midgardsorm ha scritto:E anche scelta ottima, direi. Ci mancava solo che quella piaga del clamidosauro Frank facesse le sue idiozie pure cantando, visto che è già fin troppo irritante cosí. Peccato che non sia bastato per salvare il film dalla noja.


A parte che dubito che per l'impostazione che aveva la pellicola ci sarebbe stato spazio per una canzone comica, specie in quel momento. Potranno non piacere le canzoni ma bisogna riconoscere che c'è differenza tra un inserimento Disney e un inserimento brusco da film di Tom e Jerry. E Disney ste cazzate non le fa.
Ma poi non eri tu quello che applaudiva le canzoni del primo, che erano FUORICAMPO?


Ci si potrebbe chiedere anche come cavolo abbia fatto Bernard a fabbricare/trovare in quattro e quattr'otto delle uova di cemento identiche a quelle dell'aquila e sostituirle prima che Johanna arrivasse, tanto per dirne una. Ho capito che siamo in un film in cui gli animali parlano coi bambini, e per giunta i topi girano vestiti e nessuno se ne stupisce, ma anche dopo aver accettato che per salvare un bambino rapito in Australia si debba prima contattare un'organizzazione a New York (ché, non ce l'hanno una succursale quantomeno a Sidney, che cavolo? Da New York vanno a salvare tutto il mondo? Alla faccia del superlavoro), un minimo di cose gradirei che me le si spiegasse, o che avessero almeno un senso logico intrinseco...


A parte che sta cosa delle sedi non è che mi viene esattamente in mente mentre vedo un film del genere. Accetto semplicemente che ci sia un'organizzazione che ha la sua sede cazzuta a New York e tante minisedi sparse per il mondo che servono solo a dare l'allarme, o che magari fanno cose minorissime lasciando il campito di contrastare i rapimenti ai soli agenti segreti. E' molto più fake che Bernie che era un inserviente non solo si dimostri un bravo agente nel primo film ma venga qui salutato come uno dei migliori, alla faccia dei topini che avevano davvero esperienza. Ma cmq sono cazzate, come anche la cosa delle uova che potrebbero essere semplicemente sassi che Bernie ha trovato lì, disegnati simili alle uova per ingannare lo spettatore, quando in realtà la somiglianza era effettivamente tale, narrativamente parlando, solo per la lucertola.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Zangief » domenica 22 gennaio 2012, 16:24

Grrodon ha scritto:
Midgardsorm ha scritto:E anche scelta ottima, direi. Ci mancava solo che quella piaga del clamidosauro Frank facesse le sue idiozie pure cantando, visto che è già fin troppo irritante cosí. Peccato che non sia bastato per salvare il film dalla noja.


A parte che dubito che per l'impostazione che aveva la pellicola ci sarebbe stato spazio per una canzone comica, specie in quel momento.


Appunto.

Grrodon ha scritto: Potranno non piacere le canzoni ma bisogna riconoscere che c'è differenza tra un inserimento Disney e un inserimento brusco da film di Tom e Jerry. E Disney ste cazzate non le fa.


Non è questione di inserimenti bruschi, è questione di musical dove non c'entra una sega. Che non è la stessa cosa: tu puoi anche far apparire un passaggio il piú naturale del mondo, ma per me un cattivo che si mette a declamare le sue intenzioni con sgherri e a volte persino elementi di background (vulcani e fumarole, anyone?) che vanno a tempo e ballano come se fossero già preparati sulla coreografia è musical dove non c'entra una sega. Che è diverso dal fare la stessa cosa all'improvviso, ma in me produce lo stesso effetto. Lo stile "film di Tom e Jerry" me le fa solo cadere piú in fretta.

Grrodon ha scritto:Ma poi non eri tu quello che applaudiva le canzoni del primo, che erano FUORICAMPO?


Proprio perché erano fuoricampo, e quindi non cantate dai personaggi. Che è la cosa che distrugge la mia personalissima sospensione d'incredulità. Ognuno ha la sua, sai?

Grrodon ha scritto:A parte che sta cosa delle sedi non è che mi viene esattamente in mente mentre vedo un film del genere.


Non lo metto in dubbio. :asd:

Grrodon ha scritto: Accetto semplicemente che ci sia un'organizzazione che ha la sua sede cazzuta a New York e tante minisedi sparse per il mondo che servono solo a dare l'allarme, o che magari fanno cose minorissime lasciando il campito di contrastare i rapimenti ai soli agenti segreti. E' molto più fake che Bernie che era un inserviente non solo si dimostri un bravo agente nel primo film ma venga qui salutato come uno dei migliori, alla faccia dei topini che avevano davvero esperienza.


E anche Bianca. Che nel primo film era considerata l'elemento "decorativo" della società, si vede benissimo fin dall'inizio, e si aveva l'impressione che la tenessero lí giusto perché lo faceva drizzare a mezza organizzazione. :asd:
Però almeno lí qualcosina lo faceva (l'idea del profumo per attirare i coccodrilli, tra le altre), mentre in questo secondo film... cos'è che FA, di preciso, Bianca? :bush:
Ah sí, dà una mano a Jake quando tirano su la chiave. Eh be'.

Grrodon ha scritto: Ma cmq sono cazzate


In effetti hai proprio ragione. :asd:

Grrodon ha scritto:, come anche la cosa delle uova che potrebbero essere semplicemente sassi che Bernie ha trovato lì, disegnati simili alle uova per ingannare lo spettatore, quando in realtà la somiglianza era effettivamente tale, narrativamente parlando, solo per la lucertola.


Sí, vabbe'. :arramp:
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » domenica 22 gennaio 2012, 16:46

Midgardsorm ha scritto:Non è questione di inserimenti bruschi, è questione di musical dove non c'entra una sega. Che non è la stessa cosa: tu puoi anche far apparire un passaggio il piú naturale del mondo, ma per me un cattivo che si mette a declamare le sue intenzioni con sgherri e a volte persino elementi di background (vulcani e fumarole, anyone?) che vanno a tempo e ballano come se fossero già preparati sulla coreografia è musical dove non c'entra una sega. Che è diverso dal fare la stessa cosa all'improvviso, ma in me produce lo stesso effetto. Lo stile "film di Tom e Jerry" me le fa solo cadere piú in fretta.


Ok, in te. Quindi problema personalissimamente tuo. Anche perché narrativamente parlando non è che Scar non può perché è cattivo mentre Simba può far diventare la giungla variopinta perché tanto è un bambino. Nel Re Leone il musical centra eccome, perché il Re Leone è un musical. E lo è in modo omogeneo e per tutti i personaggi, perché nasce come musical. Come un po' tutto il cinema Disney, ovviamente.

Proprio perché erano fuoricampo, e quindi non cantate dai personaggi. Che è la cosa che distrugge la mia personalissima sospensione d'incredulità. Ognuno ha la sua, sai?


Padronissimo di avere la tua ma allora sappi che hai sbagliato genere, o filone. Perché non è che se la canzone è fuoricampo allora c'è stata una differente scelta alla base dovuta ad un differente modo di concepire il film, è una cosa che accade in maniera abbastanza randomica. Sempre musical sono, solo che a volte il fuoricampo salta fuori, e in maniera del tutto incidentale, perché la canzone viene usata per far passare il tempo e quindi implica montaggi veloci che la rendono fuoricampo, o perchè a cantarla sono personaggi assenti, o le loro "cosicenze". Sono scelte che vengono fatte di volta in volta per ragioni diverse e a volte trovi anche ibridismo all'interno dello stesso film. Ma dover trovare ogni volta degli escamotage per poterci credere tipo "qui mi può star bene perché a cantare è un artista di strada" "qui va bene perché sono le muse" "qui perché il protagonista era ubriaco" è una forzatura bella e buona. Stiamo parlando sempre dello stesso modo di narrare.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Zangief » domenica 22 gennaio 2012, 17:50

Grrodon ha scritto:
Midgardsorm ha scritto:Non è questione di inserimenti bruschi, è questione di musical dove non c'entra una sega. Che non è la stessa cosa: tu puoi anche far apparire un passaggio il piú naturale del mondo, ma per me un cattivo che si mette a declamare le sue intenzioni con sgherri e a volte persino elementi di background (vulcani e fumarole, anyone?) che vanno a tempo e ballano come se fossero già preparati sulla coreografia è musical dove non c'entra una sega. Che è diverso dal fare la stessa cosa all'improvviso, ma in me produce lo stesso effetto. Lo stile "film di Tom e Jerry" me le fa solo cadere piú in fretta.


Ok, in te. Quindi problema personalissimamente tuo. Anche perché narrativamente parlando non è che Scar non può perché è cattivo mentre Simba può far diventare la giungla variopinta perché tanto è un bambino.


Infatti mi fa cagare anche il numero di Simba. :asd:

Grrodon ha scritto: Nel Re Leone il musical centra eccome, perché il Re Leone è un musical. E lo è in modo omogeneo e per tutti i personaggi, perché nasce come musical.


Appunto. È il suo unico vero difetto.

Grrodon ha scritto:Come un po' tutto il cinema Disney, ovviamente.


Ma anche no. Sempre che tu non mi voglia convincere che The Black Hole sia un musical. :asd: Ok, questa era un colpo basso, s'è capito che intendevi solo l'animazione; ma anche qui ci sono le loro belle eccezioni. Che è tristemente ironico che vadano anche a inserirsi nel novero dei film piú deboli.

Grrodon ha scritto:
Proprio perché erano fuoricampo, e quindi non cantate dai personaggi. Che è la cosa che distrugge la mia personalissima sospensione d'incredulità. Ognuno ha la sua, sai?

Padronissimo di avere la tua ma allora sappi che hai sbagliato genere, o filone. Perché non è che se la canzone è fuoricampo allora c'è stata una differente scelta alla base dovuta ad un differente modo di concepire il film, è una cosa che accade in maniera abbastanza randomica. Sempre musical sono, solo che a volte il fuoricampo salta fuori, e in maniera del tutto incidentale, perché la canzone viene usata per far passare il tempo e quindi implica montaggi veloci che la rendono fuoricampo, o perchè a cantarla sono personaggi assenti, o le loro "cosicenze". Sono scelte che vengono fatte di volta in volta per ragioni diverse e a volte trovi anche ibridismo all'interno dello stesso film. Ma dover trovare ogni volta degli escamotage per poterci credere tipo "qui mi può star bene perché a cantare è un artista di strada" "qui va bene perché sono le muse" "qui perché il protagonista era ubriaco" è una forzatura bella e buona.


Sono proprio le forzature che ajutano a sopravvivere. Altrimenti di film disney non ne guarderei piú, e invece guarda un po'?, mi sono sciroppato pure Rapunzel. E mi è piaciuto, nonostante le canzoni (ed è un caso dell'ibridismo che citavi sopra, vedi la canzone I see the light che parte "pensata" e fuoricampo per poi finire cantata direttamente).
Le muse invece... ::S:

Grrodon ha scritto:Stiamo parlando sempre dello stesso modo di narrare.


:umh: Cioè per te queste scelte vengono fatte tutte a caso, ok. E allora sarà a sempre un caso che io possa trovarmici bendisposto o meno. Non che la cosa mi sorprenda o disturbi. :sun:
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » lunedì 23 gennaio 2012, 02:00

Midgardsorm ha scritto:
Infatti mi fa cagare anche il numero di Simba. :asd:

[...]

Appunto. È il suo unico vero difetto.


Sì però anche tu. Passi dal dire che è un effetto che i musical fanno a te, al dichiarare l'essere musical un difetto. Deciditi. Perchè se opti per il primo caso continuerò a dirti che mi dispiace che tu allora ti sia sciroppato tutto quel Disneyume masochisticamente, mentre se opti per il secondo posso dirti semplicemente che ti sbagli.

Sono proprio le forzature che ajutano a sopravvivere. Altrimenti di film disney non ne guarderei piú, e invece guarda un po'?, mi sono sciroppato pure Rapunzel. E mi è piaciuto, nonostante le canzoni


Ma non te l'ha ordinato il dottore. Penso che se si è arrivati a questi compromessi mentali (mi sta bene che cantino solo se non muovono le labbra!11) pur di tollerare un film o un genere c'è qualcosa che non torna. Siamo ai livelli di Don Rosa che si sceglie come campo la Disney pur detestandone ogni principio e cerca di razionalizzare la crescita di Qui Quo Qua retrodatando ogni storia di Barks. Perché in fin dei conti quelle dei film Disney sono tramette, non è lì che si punta, è davvero robetta semplice. E' il come viene esposta, cioé con canzoni, sceneggiature asciutte e ridotte all'osso e personaggi animati benissimo che caratterizza quel tipo di cinema. Appurato che te le canzoni le odi, le sceneggiature "sporche" non ti hanno mai creato problemi e per giunta sui 24 frame ci caghi allegramente sopra...ma chi te lo fa fare? Sei curioso di sapere se Rapunzel poi si sposa?
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Zangief » lunedì 23 gennaio 2012, 02:43

Grrodon ha scritto:
Midgardsorm ha scritto:
Infatti mi fa cagare anche il numero di Simba. :asd:

[...]

Appunto. È il suo unico vero difetto.


Sì però anche tu. Passi dal dire che è un effetto che i musical fanno a te, al dichiarare l'essere musical un difetto. Deciditi. Perchè se opti per il primo caso continuerò a dirti che mi dispiace che tu allora ti sia sciroppato tutto quel Disneyume masochisticamente, mentre se opti per il secondo posso dirti semplicemente che ti sbagli.


Uh, le parole. Sai, dato che il parlante ero sempre io davo per scontato si capisse che l'opinione era sempre mia. Non so se segui il ragionamento: se a me il particolare X fa cagare, mi pare ovvio che un qualcosa di piú ampio che presenti il particolare X, per quanto io lo ami, avrà sempre quell'X come difetto. Sai, mi pareva una cosa tanto logica da essere lampante.
E mi dispiace che ti dispiaccia per me, ma non è mica stata una sofferenza giulebbarmi cotanto disneyume. :sun:
A parte quando il film in sé mi faceva schifo proprio nel suo insieme, pochi casi per fortuna...

Grrodon ha scritto:
Sono proprio le forzature che ajutano a sopravvivere. Altrimenti di film disney non ne guarderei piú, e invece guarda un po'?, mi sono sciroppato pure Rapunzel. E mi è piaciuto, nonostante le canzoni

Ma non te l'ha ordinato il dottore. Penso che se si è arrivati a questi compromessi mentali (mi sta bene che cantino solo se non muovono le labbra!11) pur di tollerare un film o un genere c'è qualcosa che non torna. Siamo ai livelli di Don Rosa che si sceglie come campo la Disney pur detestandone ogni principio e cerca di razionalizzare la crescita di Qui Quo Qua retrodatando ogni storia di Barks. Perché in fin dei conti quelle dei film Disney sono tramette, non è lì che si punta, è davvero robetta semplice. E' il come viene esposta, cioé con canzoni, sceneggiature asciutte e ridotte all'osso e personaggi animati benissimo che caratterizza quel tipo di cinema. Appurato che te le canzoni le odi, le sceneggiature "sporche" non ti hanno mai creato problemi e per giunta sui 24 frame ci caghi allegramente sopra...ma chi te lo fa fare? Sei curioso di sapere se Rapunzel poi si sposa?


Be', potrei dirti la stessa cosa sui 24 frame, allora.
Questa tua fissazione ti ha impedito di goderti Miyazaki? Non mi pare. Lo evidenzi a ogni piè sospinto, ma di certo non stronchi in partenza un film di Miyazaki perché "oddio non è fluido". No, per te rimarrà sempre quel "difetto X"... che però non ti pregiudica il godimento dell'opera nel suo insieme. Magari ti roderai dentro dello "spreco" "perché avrebbe potuto avere i 24 fps", cosí come io potrei rodermi perché "maledizione avrebbe potuto essere perfetto senza quei momenti cretini in cui tutti si mettono a cantare al posto di parlare normalmente", ma non mi pare che se ne sia fatta una questione vitale per la fruizione stessa dell'opera. Perché se per te le canzoni sono il motivo per cui si deve guardare un Classico disney, allora dove vanno a finire i 24fps e le sceneggiature agili e scorrevoli? Che non ho mai detto di disprezzare, eh.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda Valerio » lunedì 23 gennaio 2012, 03:21

Midgardsorm ha scritto:Uh, le parole. Sai, dato che il parlante ero sempre io davo per scontato si capisse che l'opinione era sempre mia. Non so se segui il ragionamento: se a me il particolare X fa cagare, mi pare ovvio che un qualcosa di piú ampio che presenti il particolare X, per quanto io lo ami, avrà sempre quell'X come difetto. Sai, mi pareva una cosa tanto logica da essere lampante.


Non è davvero così lampante, anche perché già in passato e poi anche recentemente in chan, con anche Aurora, si è parlato molto spesso di musical come retaggio anacronistico, indirizzato ad un target giovane, di un limite che questo tipo di cinema non vuole saperne di abbandonare e via dicendo, oggettivizzando questa cosa difetto, non certo come personale straniamento. Che poi è uno straniamento che ho avuto pure io...ai tempi delle elementari, quando pur gradendo le canzoni mi chiedevo come facessero i personaggi a sapere le parole di canzoni improvvisandole. Ma mi ci è voluto dopo per capire tali meccanismi e accettarli, anche perché tali sequenze erano puntalmente le migliori delle pellicole e sicuramente i momenti più attesi.

Be', potrei dirti la stessa cosa sui 24 frame, allora.
Questa tua fissazione ti ha impedito di goderti Miyazaki? Non mi pare. Lo evidenzi a ogni piè sospinto, ma di certo non stronchi in partenza un film di Miyazaki perché "oddio non è fluido". No, per te rimarrà sempre quel "difetto X"... che però non ti pregiudica il godimento dell'opera nel suo insieme. Magari ti roderai dentro dello "spreco" "perché avrebbe potuto avere i 24 fps", cosí come io potrei rodermi perché "maledizione avrebbe potuto essere perfetto senza quei momenti cretini in cui tutti si mettono a cantare al posto di parlare normalmente", ma non mi pare che se ne sia fatta una questione vitale per la fruizione stessa dell'opera. Perché se per te le canzoni sono il motivo per cui si deve guardare un Classico disney, allora dove vanno a finire i 24fps e le sceneggiature agili e scorrevoli? Che non ho mai detto di disprezzare, eh.


C'è una certa differenza tra la mancanza di frame e le canzoni Disney. E cioé che la prima cosa non vuole essere LO SCOPO o IL FINE di ciò che Miyazaki rappresenta. Non credo che gli artisti ghibli sognino di mettere su schermo le loro scattosità. La pietanza/obiettivo che Miyazaki mi vuole offrire io me la slurpo tutta senza problemi, al massimo mi lamento di un qualcosa che per me è importante ma per Miyazaki accessoria, però lo so che lo scopo della rappresentazione è un altro. Perché è un diverso genere di cinema, che considererò meno invitante del mio prediletto ma di cui posso dire di aver compreso gli scopi. Le canzoni invece sono davvero una percentuale enorme dell'estetica Disney, che unita ai 24fps e un certo modo di oliare i meccanismi narrativi ne costituiscono le finalità rappresentative (e trovano la loro espressione massima proprio in scene come quella di Rapunzel che corre cantando fuori dalla sua radura o Baloo che canta lo Stretto Indispensabile). Direi che si tratta di modi molto differenti di non essere in sintonia con l'opera.
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Re: Classico Disney #29: Bianca & Bernie nella Terra dei Can

Messaggioda FaGian » lunedì 23 gennaio 2012, 08:26

Se posso intromettermi nella discussiome, vorrei spezzare una lancia a favore delle canzoni nei film Disney

È vero, sono un retaggio di un concetto di intrattenimento piuttosto vecchio (praticamente il vaudeville della fine del XIX secolo), ma nell'economia del racconto TIPICO disneiano, hanno una loro funzione:

Condensano in tre minuti, "spiegoni" e "Deus-ex-machina" che altrimenti richiederebbero ORE aggiuntive al film, per essere introdotte e giustificate.

A mio parere, quando ben usate, le canzoni non sono un accessorio alla trama, ma ne sono parte integrante perchè snelliscono la storia e aumentano la comprensione.
Ad esempio, il fatto che Biancaneve e il suo principe, pur non essendosi mai visti prima, riescano a cantare insieme una canzone improvvisata, è una metafora della loro intesa profonda, che sottolinea come il loro amore sia forte e giustifica tutto il seguito della trama, senza lasciare dubbi allo spettatore.
Non ci fosse stata la scena del canto, uno spettatore smaliziato, potrebbe cinicamente pensare che il loro rapporto non sia così solido, rovinando tutto l'effetto che Disney voleva ottenere.

Per questo trovo che nei film di Don Bluth le canzoni siano orrende, perchè lui non le mette nemmeno come accessorio alla trama, ma come vetrina per siparietti di animazioni autocelebrative, snaturandone il fine.
La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
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Re: [WDAS #29] Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri

Messaggioda Valerio » venerdì 09 novembre 2012, 19:55

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C'era una volta l'edizione americana. Come tante edizioni americane in blu ray di questi tempi, anche questa accorpava i due film in un unico disco. Per quanto collezionisticamente sciagurata, perlomeno l'edizione non era eretica, visto che i due film in questione erano entrambi classici canonici. Ma come accaduto nelle casistiche precedenti (Pocahontas e Red e Toby), per il mercato extraeuropeo l'edizione venne smembrata per riportare la dicotomia. Che è cosa buona e giusta, visto che in questo modo si può godere collezionisticamente di entrambi i film collocandoli sullo scaffale al loro giusto posticino nella Lista.

Ma ci furono due problemi. Il primo è la tradizionale approssimazione che da sempre contraddistingue questi packaging non americani. Ovvero, i BD vengono praticamente creati da zero riciclando le cover precedenti del dvd, mettendoci i menu statici e spesso e volentieri suddividendo male i contenuti speciali. I contenuti speciali, anzi IL contenuto speciale, un making of dell'epoca si è fortunatamente salvato, cosa non accaduta con Red & Toby, ma la cover in questione è diventata quella della vhs. Con tanti saluti a quella del dvd che era veramente meravigliosa.
Il secondo problema, quello più grosso, è che per una stupida disattenzione, nel BD del primo film, in qualsiasi versione europea sia uscito, si sono scordati di mettere la lingua italiana, rendendo così impossibile far uscire per adesso in Italia il classico originario, ma solo il sequel. Indipercui adesso tocca alla Disney Italia produrre un BD ad hoc per rendere disponibile questo Classico, altrimenti ci attacchiamo. Peccato che non mi risulti sia mai esistito un BD Disney prodotto in Italia.

Con questi pensieri neri dovuti alla totale mancanza di cura in Europa per questi classici, specialmente minori, ho dato un'occhiata al master video. Quello del dvd era a dir poco penoso, con un fitto strato di polvere che ammantava ogni frame, per cui speravo bene di trovare qualcosa di diverso, visto che si parla del BD del primo film in CAPS della storia. Soddisfatto? Nì. Premettiamo una cosa, i film in CAPS non abbisognano di restauri dal momento che nascono da fonte digitale, ma inspiegabilmente questo master non è da fonte digitale ma da una pellicola. I motivi non li so, e a questo punto mi chiedo se la sua natura di primo film in CAPS non abbia in qualche modo influito. Ricordiamo che anche La Bella e la Bestia, secondo film in CAPS, ha sempre presentato problemi che hanno portato i WDAS a darcene differenti versioni, per cui forse è da Aladdin in poi che occorre guardare quando si parla di fonte digitale. La seconda cosa da dire è che per fortuna non è presente quello strato di polvere e grana dell'edizione dvd...però un po' sì. E' leggera e impercettibile, ma si sente che il film non ha la brillantezza degli altri. E a questo punto i casi sono due: o hanno usato come fonte una pellicola diversa, in uno stato migliore, però visto che è un film minore hanno scelto di non restaurarlo, o la fonte è sempre la pellicola polverosa del dvd a cui è stato rifatto il trucco in fase di restauro. Non lo sapremo mai, ma nel frattempo meglio che ci facciamo piacere questa edizione, perché è tutto quello che avremo.
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Re: [WDAS #29] Bianca & Bernie nella Terra dei Canguri

Messaggioda Don Homer » venerdì 03 gennaio 2014, 16:19

Ho sempre trovato questo film migliore del prequel, per via delle ambientazioni, dei personaggi e della grafica (la scena del volo è spettacolo puro). Interessante il fatto che i prtoagonisti effettivi siano Cody e Marahute più che i due topini, che passano inevitabilmente in secondo piano (infatti ora che ci penso c'era proprio bisogno di loro ?). Tra i difetti, oltre a gli animali del covo di McLeach che non vengono più menzionati, vanno citate anche le scene comiche con Wilbur, che a mio parere allungano la trama, pur essendo molto simpatiche.
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