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[WDAS # 3] Fantasia

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS # 3] Fantasia

Messaggioda Rebo » venerdì 27 gennaio 2006, 13:43

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Musica e immagine: un rapporto antichissimo, una corrispondenza tra arti che affonda le sue radici praticamente nel mito e che, navigando con perseveranza attraverso i secoli, ha infine trovato nello schermo cinematografico la sua vela più robusta e capiente. Una vela invero composita, che sembra accogliere con maggiore efficacia le ispirazioni di registi e musicisti in quella sua area chiamata “cinema d’animazione”.

Che quella dell’animazione sia la tecnica cinematografica più adatta in assoluto alla creazione di associazioni visive e uditive è un fatto condiviso oggi da diversi storici e musicologi. Ed è altrettanto condiviso che uno dei momenti fondanti per lo sviluppo novecentesco del legame tra musica e disegno animato sia stato l’anno 1940, quando alcune sale degli Stati Uniti accolsero l’uscita di Fantasia.

Nato attorno al nucleo aggregante del cortometraggio L’Apprendista Stregone, Fantasia porta al culmine le premesse artistiche in base a cui, a fine anni Venti, nacquero le Silly Symphonies. Ma l’unione di movimento, umorismo e musica veniva ora incorniciata da un progetto utopico di ben altra portata, che come suo ultimo fine avrebbe dovuto avere la creazione di una nuova forma di arte e d’intrattenimento. Non solo a livello creativo: Walt auspicava un rimodellamento integrale della fruizione cinematografica, con la creazione di schermi di grandi dimensioni ed un sistema sonoro che desse una sensazione di profondità acustica tramite la gestione coordinata di una serie di piste audio ed altoparlanti distinti. Era il Fantasound, pionieristica tecnica anticipatrice del futuro surround. Un’idea profetica, ma di eccessiva dispendiosità per il tempo; furono poche le sale che accettarono di dotarsi del nuovo impianto. Troppo in alto aveva volato l’utopia di Disney; arrivando persino ad accarezzare l’idea di un cinema aromatico, con l’utilizzo di essenze profumate da spruzzare in sala in armonia con le immagini. L’esordio di Fantasia ebbe così un bilancio economico pesantemente negativo, dovuto anche ad alcune scelte infelici della RKO, che richiese un accorciamento del film da 130 a 81 minuti, per poterlo così programmare in abbinamento ad un western. Fu solo con le sue successive riedizioni (nel 1946 e, soprattutto, nel 1956) che il film acquistò quell’aura mitica che ancora oggi conserva, diventando campione d’incassi ed oggetto di studi ed approfondimenti.

Fantasia, come è noto, era anche film destinato ad un’opera di costante aggiornamento, che avrebbe dovuto ospitare idealmente uno o più nuovi cortometraggi ad ogni successiva riedizione. Ciò non avvenne mai, anche se Fantasia 2000 ha in qualche modo revisionato e riportato alla vita la concezione originale del film, proponendo tra l’altro una proiezione su maxischermo (nelle sale Imax americane) certo al di là delle più iperboliche aspettative che Disney potesse aver elaborato negli anni ’40.

Come dal punto di vista tecnico Fantasia dovette piegarsi a compromessi, anche per quanto riguarda i risultati creativi il film non fu sempre all’altezza del progetto. Sezioni che possono essere ad occhi chiusi annoverate tra i capolavori dell’animazione mondiale sono accostate a segmenti fiacchi e con scelte musicali infelici. Ma permane la sensazione di un’ambizione artistica di altissimo livello, e di una tensione verso il sublime e la purezza d’espressione che raramente nella storia del cinema d’animazione sarebbe stata eguagliata. Un po’ come accadde sessant’anni dopo, fatte le dovute proporzioni con Fantasia 2000.

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Johann Sebastian Bach – Toccata e fuga in re minore BWV 565
E’ l’affascinante e criticatissima trascrizione orchestrale della più celebre Toccata e fuga bachiana ad aprire Fantasia. Realizzata dallo stesso Leopold Stokowski, il direttore d’orchestra prescelto da Disney per il film e responsabile del coordinamento musicale della pellicola, questa versione della Toccata e fuga offrì agli artisti Disney un’occasione per sperimentare animazioni di forme astratte. Dopo i giochi d’ombre e colori che accompagnano l’esecuzione della Toccata, combinando con effetti di luce le silhouettes scure del direttore e degli orchestrali, la grazia razionale della Fuga porta sullo schermo guizzi di colore e riflessi immersi in campi di nuvole o in paesaggi vagamente surreali. Disegni stilizzati di frammenti degli strumenti musicali (archetti, ponti) appaiono e svaniscono, linee geometriche si trasfigurano in riflessi acquatici, globi luminosi rendono visibile sullo schermo una versione semplificata del contrappunto bachiano. Creata grazie all’apporto del regista tedesco Oskar Fischinger, pioniere dell’animazione astratta, la sequenza non è particolarmente rivoluzionaria dal punto di vista del contenuto figurativo, ma innegabilmente costituisce uno dei momenti di Fantasia in cui il cortocircuito sinestetico tra musica ed immagine si realizza nel migliore dei modi.

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Petr Il’ic Ciaikowski – Suite da “Lo Schiaccianoci”
La presentazione (incompleta: mancano la Ouverture e la Marcia) della famosissima Suite ciaikowskiana propone alcuni dei più complessi cortometraggi animati mai visti negli anni 40. A parte la felicità d’intuizioni cinetiche ed umoristiche (il funghetto Hop Low di Art Babbit nell Danza cinese…), è incredibile la maestria tecnica dimostrata in determinati momenti. Basti citare i giochi di trasparenze della Danza araba, o il virtuosismo assoluto del Valzer dei fiori, in cui inchiostri colorati, pennellate a secco, incisioni, campiture ad aerografo, vernice trasparente, crearono uno spettacolo visivo di inedita maestria.
Questo segmento palesa inoltre per la prima volta allo spettatore la felice scelta di Disney di non rifarsi agli eventuali repertori figurativi abbinati alle musiche scelte. Ecco allora fate dei boschi, fiori e funghi ballerini e pesci tropicali prendere più che degnamente il posto della storia natalizia tradizionalmente legata alla Suite.

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Paul Dukas – L’Apprendista Stregone
Il miglior Topolino animato di sempre. Revisionato graficamente da Fred Moore per l’occasione, Mickey interpreta un cortometraggio ammirevole per ingegno nell’utilizzo della musica e per perfezione della tecnica. Subentrato come protagonista in un secondo momento, sostituendo Cucciolo, Topolino sfodera un’espressività credibile e comunicativa come mai più si sarebbe vista, sostenuto da trovate visive mozzafiato e da un uso del colore e del chiaroscuro che surclassa qualsiasi prodezza della moderna CG. Giù il cappello (da stregone).

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Igor Stravinsky – La Sagra della Primavera
Scelta coraggiosa, la presentazione del brano di Stravinsky nel programma di Fantasia. Erano sì passati quasi trent’anni dalla sconvolgente prima del balletto, trasformatasi in una tristemente nota rissa, ma certo era difficile che il normale pubblico dei film d’animazione del tempo potesse già essersi assuefatto alle brutali sonorità stravinskiane. Il frammento, su idea dello stesso Disney, propose una ricostruzione della storia della vita sulla terra dalla nascita del pianeta all’estinzione dei dinosauri, basata su fonti scientifiche (anche se non sempre rigorose, evidentemente: che c’entrano gli stegosauri con i triceratopi?). Immagini ruvide, di ascendenze espressioniste, visualizzano in maniera molto interessante la partitura della Sagra, pur mostrando un leggero calo qualitativo rispetto a quanto sinora proposto dal film. Da ricordare il diretto coinvolgimento di Stravinsky nella supervisione del cortometraggio… e il suo successivo, inspiegabile disconoscimento del risultato finale.

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Ludwig van Beethoven – Sinfonia n. 6 op. 68
Ebbene, mi spiace dirlo, ma questa sequenza è la vergogna di Fantasia. Innestando sulla musica di Beethoven immagini frivolamente pastorali dedicate inizialmente al balletto Cydalise di Pierné, il frammento rovina la sua colonna sonora con abbinamenti visivi quasi parodistici e spesso di dubbio gusto. Sarebbero forse stati efficaci in altro contesto, ma qui sembrano una presa in giro allo spettatore. E sì che in certi momenti della sequenza si respira una diversa aria, che da’ parzialmente la misura della raffinatezza di alcune ispirazioni perdute alla base dell’animazione: è il caso delle scene con i pegasi, o anche del finale con Diana e il suo arco.

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Amilcare Ponchielli – Danza delle Ore dall’opera “La Gioconda”
Ecco invece un caso in cui la leggerezza umoristica dell’immagine è stata sposata ad una colonna sonora azzeccata. Un divertissement animalesco entrato nella storia, che forse soffre solo di eccessiva lentezza nella prima parte.

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Modest Mussorgski (arr. Rimsky-Korsakov)– Una notte sul Monte Calvo / Franz Schubert – Ave Maria
Un potentissimo (per quanto concettualmente semplice) apologo sul conflitto tra Bene e Male costituisce la maestosa coda della pellicola. In una notte di tregenda, il demone Chernobog sorge dalla sommità di una montagna, evocando dal cimitero di un paese addormentato fantasmi, arpie e streghe. Si scatena un sabba infernale; Chernobog gioca crudelmente con gli spiriti, governandoli e modellandoli a suo piacimento. Ma ad un tratto i rintocchi di una campana annunciano l’alba: Chernobog si ritrae e gli spiriti svaniscono, lasciando spazio ad una sequenza d’aspirazione spirituale, pervasa da difficili movimenti di macchina di particolare lentezza. Alcuni pellegrini reggono candele e s’inoltrano in una foresta che ricorda la navata di una cattedrale, camminando verso il sole nascente. E’ un finale certo poco incisivo, anche retorico, se si vuole, ma ben in sintonia con l’atteggiamento di fiducia ed ottimismo con cui Walt Disney affrontò la produzione di Fantasia e, in fondo, di tutti gli altri film usciti dagli Studios nel periodo d’oro.
Ultima modifica di Rebo il martedì 25 aprile 2006, 10:39, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Rebo » venerdì 27 gennaio 2006, 13:46

AVVISO: considero la soprapostata recensione una versione 1.0, che in futuro vorrei aggiornare e risistemare (anche negli aspetti più puramente "redazionali", e poi non ho nemmeno parlato dell'intervallo con la "colonna sonora"...). Ora sono un poco di fretta...
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Re: Classico Disney # 3: Fantasia

Messaggioda RoM » venerdì 27 gennaio 2006, 18:02

Rebo ha scritto:Da ricordare il diretto coinvolgimento di Stravinsky nella supervisione del cortometraggio… e il suo successivo, inspiegabile disconoscimento del risultato finale.

In realtà è spiegabilissimo. Quando la lavorazione di Fantasia era ancora in corso, Disney godeva di buona fama critica, e Stravinski non vedeva niente di male a collaborare con lui. Nel dopoguerra Disney era diventato la bestia nera degli intellettuali, e Fantasia in particolare era l'oggetto delle stroncature più acide (prendete una qualsiasi storia del cinema scritta da un critico di quella generazione e cercate i nomi "Disney, Walt" e "Fantasia" nell'indice: vi troverete davanti a un mucchio di invettive, spesso del tutto pretestuose); per Stravinski la passata collaborazione con l'odiato Disney (e proprio per quello che era considerato il suo film peggiore) era diventata un motivo di vergogna davanti al mondo della cultura... e allora prese a parlare male di Fantasia e a lamentarsi di di come Disney aveva trattato la sua musica e bla bla bla (sorvolando opportunamente sul fatto di aver dato lui stesso la sua approvazione alla versione disneyana della Sagra della Primavera).
Tutto ciò è molto squallido, ma rientra perfettamente nel modus operandi dell'ambiente dell'intellighenzia intellettuale, che è (lo dico per esperienza personale) quanto di più gretto, meschino e infantile si possa immaginare.


Passando ad argomenti più ameni:

Toccata e fuga in re minore BWV 565
Quando vidi per la prima volta il film (avevo circa 12 anni) questa sequenza, diretta da Samuel Armstrong, mi colpì moltissimo (tanto che feci a sua imitazione, negli angoli di alcuni quaderni, dei flip book con dei piccoli "film astratti"). Ora ci trovo alcune ingenuità "concettuali" (la raffigurazione di note e archetti svolazzanti come modo per visualizzare la musica è un'idea quanto meno semplicistica) che all'epoca non notavo, ma continuo a considerarlo estremamente affascinante dal punto di vista visivo.

Suite da “Lo Schiaccianoci”
Un pezzo di bravura (anche questo diretto da Samuel Armstrong) di starordinaria ricchezza immaginifica e visiva (che compensa ampiamente una certa leziosità da cartolina insita nella concezione iniziale) e dal cast quanto mai eterogeneo: personaggi semi-umani (le fate elegantemente animate da Robert Stokes), animali (i sensuali pesci arabi visualizzati da Don Lusk) e oggetti inanimati; l'umanizzazione di questi ultimi, già sperimentata in parecchie Silly Symphonies, raggiunge in questa sequenza uno dei suoi più alti picchi espressivi, soprattutto con la caratterizzazione dei funghi "cinesi" (animati da Art Babbit su ideazione grafica di John Walbridge e layout di Al Zinnen), che costituisce un tipico esempio della capacità degli animatori Disney di far "uscir fuori" la personalità di un singolo all'interno di un gruppo: Hop Low, il funghetto costantemente fuori tempo, si impone prepotentemente all'attenzione dello spettatore nonostante la brevità della sequenza.

L’Apprendista Stregone
Ancora più della sequenza precedente, l'Apprendista Stregone è un memorabile saggio di "recitazione" di un personaggio animato attraverso la mimica e le espressioni facciali (tanto più notevole in assenza di dialogo): Fred Moore, attorniato da uno staff di animatori scelto attentamente tra i più esperti dello studio, compie un lavoro di grande complessità sul personaggio di Topolino, facendogli mostrare un'ampia gamma di emozioni, dalla timidezza alla sicurezza di sé (per renderlo più espressivo, Moore gli modifica anche il disegno degli occhi, abbandonando le classiche "pupille a bottoncino" che lo avevano sempre caratterizzato). Altrettanto espressiva, nonostante appaia per pocissimo tempo, anche l'animazione dello stregone a opera di Bill Tytla.
Notevole anche la messinscena visiva: da segnalare l'uso espressivo delle silhouettes e dell'accostamento di colori complementari (il giallo e il blu) nelle scene di maggior tensione, e ancora la coreografia del sogno di Topolino che immagina di dirigere l'universo.
Un altro punto di merito di questa sequenza è... l'acqua, animata con grande maestria tecnica (EDIT: mi rendo conto che detta così può sembrare un'idiozia, ma personalmente trovo straordinaria l'animazione dell'acqua nell'Apprendista Stregone).


[continua....]
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Messaggioda Valerio » sabato 28 gennaio 2006, 16:10

Il terzo lungometraggio di Walt Disney è un'opera assolutamente peculiare e fuori da ogni schema. Fantasia è un film a episodi che però nessuno si sognerebbe mai di scomporre, un film che emana austerità da ogni fotogramma, compresi i più leggeri. Ed è proprio questo a fregare Fantasia: non essere adatto a nessun target. Un'opera assolutamente elitaria la cui lunghezza (quasi due ore, un record per quei tempi) potrebbe in fretta annoiare i bambini, mentre il suo appartenere a un'arte "plebea" potrebbe infastidire un certo tipo di pubblico spocchiosamente raffinato. E benchè sia oggi universalmente riconosciuto come IL capolavoro, punto d'arrivo dell'opera di Disney, questi problemi non accennano a diminuire, come dimostrato dal flop ai botteghini del suo seguito che, benchè confezionato in modo da avvicinare anche il pubblico più ritroso, è stato bellamente ignorato al momento dell'uscita.
Uscito nel 1940, assieme a Pinocchio, il film si dimostra rivoluzionario sia nella sostanza che nella forma: il film poi si apre su una sala da concerto, illuminata in modo da far risaltare le silhouettes dei musicisti. Un serioso presentatore introduce lo spettacolo e, cosa rara, parla del film stesso spiegando di cosa si tratta. Sono spiegazioni tutt'altro che ridondanti ma che con la loro metanarratività contribuiscono a dare al film quell'aura di leggenda e rispettabilità che nessuno oggi si sognerebbe mai di mettere in dubbio. Queste brevi sequenze live-action si inseriscono tra un episodio e l'altro dei sette che compongono il film, e sono state più volte modificate nel corso degli anni e delle edizioni: non è un mistero che Walt sognasse di riproporre le proprie opere a distanza di anni, come a volerne sottolineare l'immortalità. Fantasia infatti nasceva come opera da aggiornare di continuo con nuove sequenze, ma se escludiamo il suo recente seguito, e alcuni cortometraggi recenti che altro non sono che rimasugli di una terza versione, il massimo che si è riusciti ad ottenere è un continuo rimescolare le carte, con edizioni di ogni tipo, diverse per ogni paese ed epoca storica: edizioni in cui veniva variato l'ordine delle sequenze, alcune sparivano, altre tornavano. Tutto questo fino al 1990 quando uscì quella che viene ad oggi considerata la versione definitiva, con il presentatore trasformato in voce fuoricampo, l'intervallo spostato ai titoli di coda ma perlomeno con tutte le sequenze al loro posto.

Toccata e Fuga in Re Minore (Bach)
Si inizia con la "musica assoluta". Uno dei brani meno fruibili e allo stesso tempo più intelligenti e soggetti a riscoperta postuma. La musica prende vita solo dopo una manciata di minuti in cui viene ripresa l'orchestra. Questo potrebbe penalizzare non di poco il brano, tuttavia si intuisce come Disney abbia sentito l'esigenza di ritardare il momento dell'animazione zoomando su quella che è la vera protagonista del film: la musica. L'animazione oscilla poi tra astrazione e concretezza: luci del cielo si alternano a immagini più reali, come dune rigate e macigni che avanzano lentamente in lontananza. Spettacolare e un po' inquietante.

Suite da Lo Schiaccianoci (Ciaikowski)
Questo delizioso quadretto boscoso è a sua volta una concezione episodica. Ben lontano dalla classica storia natalizia a cui è sempre stato associato il brano, Lo Schiaccianoci ci mostra per la prima volta gi archetipi di quello che sarebbe poi diventato uno dei personaggi-simbolo dello studio: Trilli. Le fatine portano la primavera (o l'estate) aprendo così il pezzo più naturalista del film. Si passa poi ai famosi funghetti cinesi, una delle più geniali intuizioni, e ai fiori galleggianti, che vorticando assumono l'aspetto di ballerine. Un po' troppo lenta forse la danza araba in cui delle pescioline dal character design identico a quello di Cleo, danzano usando le loro grandi pinne come veli, ma ottimo il contrasto con la scatenata danza russa, che arriva successivamente risvegliando lo spettatore. Prima del finale le fatine torneranno due volte, per portare prima l'autunno e poi l'inverno nella suggestiva scena finale che offre un vero e proprio spettacolo visivo di crescente intensità quando sullo schermo la brina e i fiocchi di neve si modelleranno in forma artistiche da far invidia alla moderna CG. Lo Schiaccianoci sarebbe poi stato ricondotto alla sua originaria natura solo in tempi recenti grazie a un episodio del televisivo Mickey Mouse Works, che ne ha riadattato la storia facendola interpretare a Topolino, Minni, Pippo, Paperino e Pico de Paperis.

L'Apprendista Stregone (Dukas)
Il cuore del film è costituito da questo brano, inizialmente previsto come cortometraggio di rilancio per l'obsoleto Topolino. Il restyling di Mickey, ad opera di Fred Moore, sarebbe stato un altro dei grandi cambiamenti apportati da Fantasia. L'espressività di Topolino, l'umorismo di certe situazioni e soprattutto la modernità della regia, ricca di silhouettes e scene in ombra o fuori campo (come ad esempio la distruzione della scopa), ce l'hanno consegnato come il pezzo ideale da riproporre all'interno di Fantasia 2000. Per la primissima volta un personaggio dell'universo disney standard entra nel mondo dei lungometraggi: non sarebbe certo stata l'ultima, anche se questo sarebbe avvenuto quasi esclusivamente in film a episodi. L'incontro finale tra Topolino e il maestro Stokowski avrebbe assunto un valore simbolico nella storia del cinema, proponendosi come emblema dell'incontro tra musica e animazione.

La Sagra della Primavera (Stravinsky)
L'introduzione del brano pone l'accento sull'abitudine di Disney di pensare in grande. E infatti si può dire che la nascita del mondo non sia certo una materia leggera, specie per un gruppo di artisti che prima di allora erano specializzati in funny animals, animali antropomorfi e umani caricaturali. Il grande salto di qualità fatto con questo brano impressiona tutt'ora: i dinosauri di Fantasia sarebbero risultati più imponenti e inquietanti di quelli di Dinosauri e Alla Ricerca della Valle Incantata.
Molti hanno posto l'accento sulla mancata coordinazione tra musica e immagini nella scena della morte dello stegosauro. Personalmente ritengo che l'accostamento non stoni affatto, ma che anzi conferisca al momento quella "pulizia" a cui spesso viene associata l'idea della morte. Se dovessi trovare un difetto al brano, invece non esiterei a puntare il dito contro l'eccessiva lunghezza di alcuni momenti iniziali, specialmente durante le scene della lava.

A questo punto del programma si ha una piccola pausa in cui l'orchestra si esibisce in un'improvvisazione. Successivamente il narratore fa entrare in scena, per un gradevolissimo interludio, la Colonna Sonora, "un'artista timida e schiva", che viene descritta come la vera protagonista del lungometraggio. E' l'occasione per un gioco visuale che fa corrispondere ad ogni suono una diversa figura, grazie alle deformazioni a cui è continuamente soggetta la Colonna. Una cosa molto simile si sarebbe poi vista ne I Tre Caballeros, proprio per introdurre il personaggio di Panchito Pistoles.

La Sinfonia Pastorale (Beethoven)
Concluso l'interludio, si passa al brano più criticato di tutti. Introdotto, come La Sagra della Primavera, ponendo l'accento sull'incontenibile fantasia di Walt, La Pastorale risulta innegabilmente il brano più lezioso di tutti, nonchè pezzo forte delle invettive dei detrattori.
I colori totalmente irreali e la sovrabbondanza di Dei e figure mitologiche lo presentano come uno dei pezzi più vari (e più lunghi) di Fantasia. Celebre è anche il caso della centauretta di colore, ritenuta politically uncorrect e in seguito eliminata dal film mediante tagli e zoomate. Rimane comunque uno dei pezzi in cui l'umorismo e l'immaginazione degli artisti di Walt si esprimono al meglio.

Danza delle Ore (Ponchielli)
Il penultimo pezzo si avvale di una forte carica di umorismo, che vede gli animali simboleggiare le ore della giornata. Struzzi, Ippopotami, Elefanti e Coccodrilli impersonano rispettivamente il mattino, il mezzogiorno, il pomeriggio e la sera, dandosi il cambio in una serie di balletti che hanno come teatro la casa e il cortile di un patrizio veneziano. La capo-ballerina delle elefantesse e l'ippopotamo Giacinta anticiperanno di molto quanto l'anno dopo si sarebbe visto in Dumbo, mentre la struzza Opanova conserva ancora molto il tratto degli anni 30. La parte migliore rimane senza dubbio il frenetico finale dove si assisterà a una trasfigurazione ferina (e umoristica) del rapporto tra i due sessi.

Una Notte sul Monte Calvo/Ave Maria (Mussorgski/Schubert)
Il Gran Finale di Fantasia è quanto di più inquietante si sia mai visto nella storia dell'animazione fino al 1940. Semplicemente indescrivible il lavoro di realismo compiuto sul personaggio di Chernabog, e il modo in cui l'inquietante musica descrive gli spasmi dei demoni che si contorgono fra le sue mani. Vero e proprio dolore visivo.
L'Ave Maria con cui il film si chiude potrebbe risultare forse un po' troppo lenta, ma senza dubbio è la lirica e necessaria pausa che ci vuole dopo lo stress emozionale vissuto sul Monte Calvo.

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Clair de Lune (Debussy)
Pochi sanno dell'esistenza di questa sequenza, realizzata completamente nel 1940 e accantonata a causa dell'eccessiva lunghezza del film.
Sulle note di Debussy descrive il volo di due aironi in una palude blu. Il pezzo, molto lento e di per sé meno significativo degli altri venne in seguito riadattato con una nuova colonna sonora per Musica Maestro, una canzone "moderna", Blue Bayou, che paradossalmente oggi ci sembra datatissima. Solo nel 1992 è stato ricostruito come doveva essere e adesso è possibile vederlo come cortometraggio singolo nel dvd di Fantasia alla sezione Contenuti Speciali.

Fantasia, o perlomeno la versione del 1990, si chiude nel più totale silenzio mentre i nuovissimi titoli di coda scorrono davanti alla sala da concerto che progressivamente si svuota. Un finale originale per un capolavoro che non fu assolutamente compreso all'epoca e il cui fallimento pesò fortemente sulla psiche di Walt, che attraversò una fase di forte depressione. Il pubblico avrebbe invece gradito assai i successivi Dumbo e Saludos Amigos, cosa di cui Disney sotto sotto si rammaricò, pur adeguandosi nel migliore dei modi.
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Messaggioda RoM » sabato 28 gennaio 2006, 17:33

[...continua]

La Sagra della Primavera
Nella sequenza più ambiziosa del film l'animazione raggiunge livelli tecnici mai visti prima.
Le scene incentrate sui fenomeni naturali, curate dal regista Paul Satterfield e dall'animatore Joshua Meador, fanno un largo uso di sperimentazioni tecniche inedite; particolarmente impressionante è la visualizzazione della lava che ricopre la terra primordiale.
L'animazione dei dinosauri, curata da Wolfgang Reitherman, fa uso di un disegno realistico, frutto di un'accurata documentazione, che non aveva precedenti nel campo del cinema d'animazione.
Tutta la Sagra è avvolta da un'atmosfera cupa, sottolineata dalle dominanti cromatiche nero-marrone-rosso-arancio.

Sinfonia n. 6 (La Pastorale)
Una sequenza discontinua, che non manca di scene visivamente accattivanti e momenti di piacevole intrattenimento (particolarmente azzeccata la caratterizzazione del Bacco animato da Ward Kimball), ma registra diverse cadute di gusto, tra idillii kitsch fra leziosi centauri multicolore attorniati da puttini dal culetto roseo (che all'occasione assume la forma di un cuore) e uno Zeus dall'infelice caratterizzazione grafica.

Danza delle Ore dalla "Gioconda"
Un'irrsistibile stravaganza parodistica a opera dell'esperto animatore-regista Norman Ferguson (affiancato da T.Hee), basata sull'esilarante contrasto tra la raffinatezza coreografica del balletto e la prosaicità animalesca dei protagonisti dello stesso, in un crescendo di comicità perfettamente calibrata nella gestione dei tempi (dapprima più "rilassati", poi bruscamente accelerati nel finale). Perfetta la caratterizzazione dei personaggi.

Una notte sul Monte Calvo – Ave Maria
La sequenza finale di Fantasia, basata sulle illustrazioni dell'artista danese Kay Nielsen, ha il suo punto di forza nell'animazione di Chernobog per mano di Bill Tytla, dotata di una fortissima potenza espressiva. Le creature demoniache che lo attorniano non reggono il confronto e finiscono con l'apparire scipite caricature.
La processione finale sulle note dell'Ave Maria costituisce un ulteriore tour de force tecnico (che fu terminato poco prima della prima del film) per gli artisti di Disney: il risultato finale, benché forse un po' troppo estetizzante, è notevole per eleganza e compostezza visiva.
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Messaggioda Valerio » martedì 23 maggio 2006, 17:25

Forse non tutti sanno che in Fantasia era presente il personaggio della centauretta nera, successivamente rimosso con tagli, zoomate e sbianchettate. Bè sul disney dvd forum sono state linkate le tre clip in cui la centauretta compariva. Che ne pensate?

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Messaggioda DeborohWalker » martedì 23 maggio 2006, 17:30

Hanno fatto bene a tagliarla.

Ma stiamo scherzando?
Una NEGRA in Fantasia?

Comunque simpatica, praticamente ha il ruolo di visagista-estetista delle centaure...
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Messaggioda Valerio » martedì 23 maggio 2006, 17:42

Sì ma lol, è razzistissimo tutto ciò :asd:
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Messaggioda Rebo » mercoledì 24 maggio 2006, 08:24

Sapevo dell'esistenza della centauretta, ma non l'avevo mai vista.
Be', intanto quoto quanto dice poco sopra Grrodon... :asd:

E poi aggiungo che sarei dell'opinione di reintegrarla. Magari in un ipotetico filmato -opportunamente commentato, con spiegazione degli interventi di "cancellazione"- da destinare ad una riedizione in dvd di Fantasia (?). Sarebbe un'operazione di sicuro interesse storico.
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Messaggioda hector » domenica 02 luglio 2006, 15:45

NOTE ALLA MUSICA
Le critiche al film si concentrarono per quanto riguarda la colonna sonora, sulle rielaborazioni di Stokowski. Per i filologi e i puristi del genere classico, gli aspetti criticabili sono stati:
-l'eliminazione di parte della suite (ma fin qui nulla di male) e il taglio di alcune battute del valzer dei fiori (tutto il virtuosismo dell'arpa viene ridotto a pochi semplici arpeggi all'inizio del brano)
-l'inversione della sequenza dei brani che costituiscono la sagra della primavera. La partitura originale non presenta i brani nello stesso ordine con cui vengono ascolatati nel film. Inoltre la coda finale col fagotto che riprende il tema iniziale non compare nella versione di stravinski. Tuttavia ricordiamo che questi cambiamenti vennero approvati dall'autore.
-l'eliminazione dei ritornelli nella sinfonia di beethoven. la partitura originale presenta diverse ripetizioni che Stokowski tagliò. Un ulteriore taglio è quello relativo alla sequenza della centauretta di colore. Inizialmente, negli anni 60, la sequenza venne tagliata a discapito della continuità della colonna sonora nel quale la presenza del taglio era evidente. Con la riedizione del 1982, in cui Irwin Kostal reincise tutta la colonna sonora, fu possibile adattare la partitura mantenendo il taglio, ma facendo in modo che che il fluire della musica non ne risentisse. Infine nel 1990 vennero restaurate sia immagini che suono; si provvedette, partitura alla mano, ad operare un taglio di qualche battuta in corrispondenza delle sequenze con la centauretta così da non compromettere l'omogeneità della colonna sonora. Per ridurre la porzione tagliata invece che tagliare tutta la sequenza, vennero zoomate alcune inquadrature. Ad ogni modo i tagli sono persenti nel secondo movimento e anche nel terzo. Rispetto alla sincronizzazione originale, ci sono alcune variazioni nella corrispondenza suono immagine. Infatti la colonna sonora non è stata tagliata in corrispondenza della sequenza eliminata ma con uno sfasamento, facendo cmq in modo che la durata della musica coincidesse con quella della sequenza. per questo motivo sarebbe gradito che venisse redistribuita la versione originale senza censure.

L'arrangiamento di Stokowski della toccata e fuga invece ha riscosso un notevole successo negli ambienti intellettuali. In effetti l'abitudine da parte di musicisti illustri di orchestrare opere di musicsti del passato era diffusa già da secoli (Mozart riorchestrò l'Halleluia di Haendel, ampliandone l'organico, per fare un esempio, e Gounod utilizzò il preludio in Do di Bach come base armonica per comporre la sua famosa Ave Maria). Perciò questa pratica era vista di buon occhio anche dagli intellettuali. Ad esempio Una notte sul monte calvo fu scritta originariamente per pianoforte da Mussorgski. Poi fu arrangiata per orchestra sia da lui stesso che da un altro musicista (credo Korsakov). Nella prima versione di fantasia (1940) venne usato il secondo arrangiamento, mentre invece, nella edizione del 1982, il direttore preferì utilizzare l'arrangiamento di Mussorgski, perchè ritenuto più potente ed incisivo. L'edizione del 1982 non è comunque mai uscita ufficialmente in videocassetta o dvd. Esiste una incisione stereofonica della colonna sonora.
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Messaggioda hector » lunedì 03 luglio 2006, 09:29

Grrodon ha scritto:Uscito nel 1940, assieme a Pinocchio, il film si dimostra rivoluzionario sia nella sostanza che nella forma: non sono presenti titoli di testa, ma di coda (eccezione che si sarebbe nel giro di quarant'anni trasformata in regola).


In effetti i titoli di coda sono stati aggiunti per la riedizione del 1990. Nel 1940, quando il film uscì nelle sale, la struttura era la seguente (pur sempre innovativa):

introduzione-toccata e fuga-introduzione-schiaccianoci-introduzione-apprednista stregone-inotroduzione-la sagra della prima vera-intervallo-intermezzo: la colonna sonora-inotroduzione-pastorale-inotroduzione-danza delle ore-introduzione-monte calvo/Ave maria

Rispetto alla versione che abbiamo attualmente in italia in dvd (che si basa sulla riedizione anni 90) le differenze sono le seguenti:
-le introduzioni della versione anni 40 erano più lunghe; una conteneva una gag in cui i percussionisti facevano cadere le campane tubolari disturbando deems taylor e interrompendo la presentazione; in tali inotroduzioni deems taylor era presente fisicamente con tanto di smoking. Nella versione UK in DvD, è stata reintegrata solo la prima introduzione, lasciando nelle altre la voce fuori campo. Nella versione americana invece le introduzioni sono tutte presenti nella loro completezza, anche se la voce di deems taylor è stata ridoppiata, non essendo disponibile la colonna sonora completa originale. Il motivo per cui le introduzioni vennero tagliate è legato alla necessità di accorciare il programma. In italia originariamente la voce delle presentazioni era affidata a Jose Oliveira, che aveva già partecipato a Saludos Amigos e I tre caballeros come doppiatore di Jose Carioca. L'accento caratteristico di questo attore può essere reperito nella vhs italiana 'L'Apprendista Stregone' che conserva il doppiaggio d'epoca dell'introduzione.
-il cartello di testa con il titolo del film e con il copyright, che nella versione 1990 ed europea compare all'inizio del film, in origine era posto a metà film subito dopo l'intervallo.
-durante l'intervallo, prontamente annunciato da Deems Taylor ("E adesso alcuni minuti di pausa"), gli strumentisti abbandonano le loro postazioni mentre il sipario si chiude. Questa parte è stata usata nella versione 1990 come sequenza conclusiva. Dopo l'"Ave maria" si chiude il sipario e intanto partono i credits in svraimpressione.
-nella versione del 1940 il film si conclude con l'ultima sequenza dell'ave maria, senza mostrarci nuovamente l'orchestra.

Lo scopo di questa struttura, comprese le gag, era quello chiaramente di ricreare l'illusione di trovarsi in una vera sala da concerto, con tutti gli imprevisti del caso.
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Messaggioda Valerio » lunedì 03 luglio 2006, 09:41

Questa cosa mi sciocca. Vuoi dire che Fantasia era in origine più simile a Fantasia 2000 come struttura? E che nessuno in tutti questi anni ha anche solo accennato ai tagli al film, facendo sembrare tutto nella norma? O_O
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Messaggioda RoM » lunedì 03 luglio 2006, 22:51

Beh, non direi che nessuno in questi anni ne ha mai accennato. Anzi, è una cosa risaputa tra gli appassionati (ovviamente il "grande pubblico" se ne frega di queste questioni). Mi stupisce che tu non lo sapessi.
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Messaggioda Valerio » lunedì 03 luglio 2006, 23:16

Sai cosa, personalmente ho grosse lacune dal punto di vista "manualistico". In questi anni economicamente parlando ho fatto parecchia fatica a stare dietro al fumettume, finendo per avere grosse lacune dal punto di vista dei libri su Walt. A parte il recente Fantastico Walt e il volume 60 Anni Insieme dispongo solo di un vecchio libro Walt Disney, l'Arte dei Cartoni Animati, aggiornato alla Bella Addormentata. Quindi posso dire che tutto ciò che so sulla Disney è frutto di mie osservazioni, teorie e impressioni. Quindi sono attendibile fino a un certo punto...
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Messaggioda hector » martedì 04 luglio 2006, 09:10

Effettivamente per l'america non è una rarità avere questa versione, perchè quella che è uscita in dvd. Tuttavia va detto che il motivo per cui era misconosciuta è da ricercare nel fatto che dopo la prima fantasia venne accorciato, perciò la versione 'lunga' era nota solo al pubblico del 1940. Nel 1990 non vennero renitegrate le sequenze introduttive perchè non si erano risuciti a trovare i negativi. Oggi abbiamo il video completo ( a parte le censure della pastorale) ma paghiamo il prezzo del ridoppiaggio (che cmq non è così insopportabile).
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Messaggioda Rebo » venerdì 04 agosto 2006, 09:47

Sulla questione delle censure nella pastorale: qualcuno sa se, oltre ai clip di Grrodon, sono rinvenibili versioni di migliore qualità di quelle sequenze? Inoltre: i clip di Grrodon coprono tutte le censure?
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Messaggioda hector » venerdì 04 agosto 2006, 17:21

Io sono quasi sicuro che ci sia una sequenza censurata anche nel terzo movimento e tale sequenza che io sappia non è rinvenibile se non negli archivi disney.
E' probabile che ci siano in italia appassionati che possiedono la trasmissione registrata su betamax da cui sono tratte le clip reperibili sul web. Io personalmente ho un riversamento su vhs di quella trasmissione, ma la qualità non è ottimale. Devo controllare se migliore e farò sapere. Inoltre farò sapere anche se esistono documenti circa la scena tagliata nel terzo movimento. Posso anticipare che se la memoria non mi inganna una prima prova è il fatto che una battuta del terzo movimento è presente nella colonna sonora del 1958 su vinile, ma non in quella del 1990.
Mi rifarò vivo per delucidazioni.
Ultima modifica di hector il venerdì 04 agosto 2006, 17:51, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda hector » venerdì 04 agosto 2006, 17:28

Ecco quello che ricordavo del terzo movimento
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Messaggioda Rebo » venerdì 04 agosto 2006, 18:11

Grazie mille hector. Ho posto la questione poiché sto elaborando un potenziale progetto di lavoro universitario sull'animazione, comprendente anche Fantasia, e questa "questione censure" potrebbe farne parte in maniera ottimale. Naturalmente cercherò di documentarmi anche io; ma, poiché al momento non ho ancora trovato riferimenti appropriati, qualunque altra informazione ulteriore sull'argomento -anche bibliografica- sarà senz'altro ben accetta ;)
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Re: Classico Disney # 3: Fantasia

Messaggioda Rebo » domenica 01 giugno 2008, 13:37

Si riapre la questione "quale versione di Fantasia nell'home video nostrano?", perché... da alcune voci sembra che del film uscirà una versione Platinum entro il 2008.

Ci sono notizie più precise in proposito?
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