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E3 2018 - Resoconto delle conferenze

Per i giochi che tengono il piede in due o più scarpe, per le esclusive Microsoft, Sony e PC e per il nuovo orizzonte indie.

E3 2018 - Resoconto delle conferenze

Messaggioda Darksilver » martedì 12 giugno 2018, 22:36

La prima metà di giugno, da una ventina di anni a questa parte, è un periodo particolare per gli appassionanti di videogiochi. È il periodo dell'E3, la fiera dell'intrattenimento elettronico di Los Angeles, dove molti dei più importanti sviluppatori e produttori di videogame si riuniscono per mostrare alla stampa specializzata e non annunci e novità. Negli ultimi anni parte del prestigio e dell'importanza di questo evento è andato scemando, in quanto le software house più grandi quali Sony e Nintendo hanno cominciato a preferire altre modalità per mostrare i loro nuovi giochi (Direct per Nintendo, showcase in altre convention per Sony, ecc.), ma l'E3 continua a rimanere il punto di riferimento preferito dalla community per avere informazioni sul panorama videoludico attuale.
L'E3 è un periodo magico, molto semplicemente. Magico perché permette di avere una visione sul panorama completo del mercato videoludico, anche di ciò che non rientra normalmente nel campo d'interesse di ciascuno. Magico perché il clima di aspettative, speranze e speculazioni che imperversa nel web e nella stampa specializzata è palpabile e impossibile da ignorare.

A livello di conferenze, non ci sono state grandi novità: la prima è stata EA, a seguire Microsoft, Bethesda, Devolver, la new entry Square Enix, Ubisoft, Sony e infine Nintendo. L'ordine è lo stesso dello scorso anno, e in linea con quello degli antecedenti.

EA semplicemente non ha interesse nel fare una conferenza avvincente da seguire. È una grossa compagnia con molti studi e quasi tutti i suoi titoli sono successi commerciali a prescindere dalla qualità effettiva. È oltre le mie capacità di comprensione capire perché si ostinino a spendere circa un terzo della conferenza nel mostrare trailer dei loro titoli sportivi tutti uguali tra loro di anno in anno: sono del parere che chi non è interessato ai videogiochi sportivi non cambi idea con i soliti video di presentazione di FIFA, NBA, Madden ecc., e chi invece è appassionato non ne ha bisogno, perché li acquisterà a prescindere. Oltre a ciò, il ritmo della presentazione quest'anno è risultato piuttosto lento, con molte chiacchiere a diluire un numero esiguo di trailer e video di gameplay.

Microsoft, a mio parere, quest'anno ha fatto la conferenza più piacevole da seguire. In un'ora e mezza ha presentato un numero elevatissimo di giochi (cinquanta!), dedicando ad ognuno un tempo adeguato a risultare interessante ma senza appesantire, e i titoli in questione sono stati molto vari, per tutti i gusti, e con alcune novità che hanno fatto il botto. Rispetto ad altre conferenze, inoltre, hanno mostrato un buon numero di giochi nuovi, non già presentati o discussi in precedenza. Sembra che la politica di Microsoft di unificare l'ecosistema Xbox e PC in un'unica grande libreria condivisa stia dando i suoi frutti, visto il numero di esclusive Xbox/PC mostrate.

Bethesda ha preferito dedicato buona parte del suo tempo al nuovo Fallout, Fallout 76, prequel della storica saga "retro sci-fi". Strategia già utilizzata in passato per presentare nel dettaglio Fallout 4, che per i fan è ottima per scoprire ogni elemento del titolo, ma per chi non è così appassionato può risultare un po' pesante. Oltre al "core game" sono stati presentati altri titoli più o meno interessanti, più o meno nuovi, con trailer più o meno corposi. Una conferenza nella media, che ha però brillato di autoironia con il trailer per Skyrim per Alexa e cercapersone, cavalcando il meme che il quinto episodio di The Elder Scrolls è uscito per qualunque dispositivo.



Devolver è piccola, e specializzato nella pubblicazione di titoli indie. Perché avrebbero bisogno di una conferenza all'E3?
Per trollare.
L'anno scorso nessuno si aspettava una parodia di conferenza tipica da E3, con frecciatine sulle strategie di mercato e uscite di software house più grandi, ed è diventata uno dei momenti preferiti. Quest'anno hanno replicato, proponendo una conferenza che è stata un vero e proprio sequel, con nuove frecciatine e riferimenti a quanto successo l'anno scorso, il tutto condito da un forte humor nero e un pizzico di trash.

Square Enix è stata una perdita di tempo, mezz'ora di trailer già visti e pochissime nuove informazioni.

Ubisoft è stata un'altra conferenza piacevole da seguire, con un buon ritmo, trailer alternati a gameplay dove disponibili, e una varietà di giochi in grado di accontentare un pubblico molto vasto. Inoltre ci sono stati due momenti emozionanti per i fan Nintendo: Grant Kirkhope, compositore noto per aver lavorato alle musiche di Banjo Kazooie e molti altri titoli Rare, ha diretto in diretta, sul palco della conferenza, una piccola suite dedicata al nuovo DLC di Mario + Rabbids: Kingdom Battle; e Shigeru Miyamoto è tornato sul palco di Ubisoft, stavolta in occasione dell'annuncio della presenza di Fox McCloud nel gioco di prossima uscita Star Link. Lo sviluppatore del gioco era emozionato quanto Davide Soliani l'anno scorso, a dimostrare quanto la figura di Miyamoto sia importante tra gli sviluppatori di videogiochi di tutto il mondo.



Sony quest'anno ha strutturato la sua conferenza in maniera peculiare, con la presentazione di un nuovo trailer + video di gameplay di The Last of Us 2 in un palco insolito e piuttosto piccolo, per poi fare una pausa con una sezione simil-talk show in cui si è parlato molto e mostrato poco e nulla, per poi riprendere la conferenza vera e propria sul solito palco. Da lì in poi il ritmo è stato piacevole e ben scandito, ma la lunga e lenta fase iniziale ha minato l'equilibrio della visione. A differenza della "diretta concorrente" Microsoft, Sony si è concentrata su pochi titoli, tutti già annunciati in passato, con l'eccezione di un paio di novità.

Ed infine, Nintendo. Una Nintendo che sono costretta a giudicare in due modi differenti: la mia parte razionale ed obiettiva dice che, anche rispetto all'anno scorso o ai recenti Direct, è stata presentata troppa poca roba, e che il solo Smash non può valere una conferenza. Ma dall'altra parte ci sta la mia parte nintendara che mi urla: è Smash, e va bene così.

Parlando di giochi, di veri e propri annunci nuovi c'è stato poco o nulla, ma forse le maggiori soddisfazioni si sono avute con titoli di cui si sapeva già l'esistenza, ma per i quali i fan agognavano qualche nuova briciola di informazione. Elencare tutti gli annunci degni di nota sarebbe cosa lunga, perciò preferisco parlare solo di quei che mi hanno veramente colpito.
Alla conferenza EA due piccole perle hanno brillato in un mare abbastanza desolante: Unravel Two, seguito del delizioso puzzle platform lanoso, e Sea of Solitude, un inquietante ed onirico platform con elementi puzzle.
Microsoft ha presentato moltissimi titoli noti e meno, ma a me hanno particolarmente colpito Ori and the Will of Wisps, sequel del meraviglioso platform metroidvania uscito su Xbox e PC qualche anno fa; Sekiro: Shadows Die Twice, il nuovo e rumoreggiato titolo di From Software (Dark Souls, Bloodborne); Kingdom Hearts III, che ha spadroneggiato in più conferenze e finalmente ha una data d'uscita, per la gioia di chi lo attendeva da anni; e Cyberpunk 2077, la nuova IP degli autori della trilogia videoludica di The Witcher.



L'unica cosa che mi interessava veramente della conferenza Ubisoft era la presenza di Beyond Good & Evil 2, e su questo fronte non sono stata delusa; dopo quindici anni di silenzio, anche i trailer cinematici dell'anno scorso e di quest'anno vanno benissimo per tutti i fan della serie meno famosa di Michel Ancel, me compresa.
Sony ha preferito concentrarsi su titoli già noti, alcuni mostrati più e più volte durante gli scorsi E3 e altre conferenze, come Spider-Man, ma alcuni di essi sono riusciti a colpire ed emozionare quanto un annuncio inaspettato: nel mio caso, Ghost of Tsushima, che sembra uscito da un film di Akira Kurosawa, e il misterioso Death Stranding, dove ogni trailer è un evento unico e fondamentale, che ti spinge a chiederti fin dove quel folle visionario di Hideo Kojima si spingerà.



Alla fine, però, posso dire quello che voglio, ma il mio cuore da videogiocatrice appartiene a Nintendo, e ovviamente la presentazione di questo Super Smash Bros. Ultimate è stata il focus. Smash, oltre ad essere un picchiaduro/party game unico, è anche un'enciclopedia interattiva dedicata a Nintendo, una celebrazione della sua storia, i suoi personaggi. E questo Ultimate è veramente la versione "definitiva", che raccoglie TUTTI i personaggi comparsi nei precedenti titoli della serie. Un'enciclopedia dell'enciclopedia. Super Smash Bros. Ultimate è il Compendium di Nintendo. (cit dalla Tana dei Funghi)

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