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[Capcom] Final Fight

Qui si discute di cari vecchi ricordi da sala giochi, della gloriosa Sega, di Atari, Amiga e di tutte le altre console storiche. Per i nostalgici della concorrenza estinta.

[Capcom] Final Fight

Messaggioda Mike Haggar » lunedì 14 gennaio 2008, 22:48

Se pensiamo all' America degli anni Ottanta, ci saranno sicuramente degli elementi che ci verranno in mente.
I film d'azione tamarrissimi come Die Hard, I guerrieri della notte o quelli con Schwarzenegger, le belle ragazze vestite con abiti pacchiani, stile Madonna, il wrestling, la musica rock e punk.
Nel 1989, la software house giapponese Capcom decise di inserire tutti questi elementi in un videogioco che avrebbe reso onore al decennio che stava per finire, i cui strascichi sarebbero durati fino a ben oltre la metà della successiva decade.
Fu così che nacque Final Fight.

Metro City è una metropoli statunitense come tante (in realtà, come poi si scoprirà palesemente andando avanti nel gioco, altro non è che una personale ma neanche tanto dissimile interpretazione di New York), fatta di grattacieli, strade eleganti, di enormi negozi, di ristoranti di lusso, di un bellissimo lungomare, di ville da sogno, ma anche di strade malfamate, di sporchi bassifondi, di bische clandestine, di lerci bar, di una malmessa rete metropolitana.
E' in questi ultimi ambienti che opera una potente organizzazione criminale dal nome Mad Gear, comandata dal losco miliardario Immagine Belger, che ha ai suoi ordini orde di teppisti di ogni genere e permette loro di spadroneggiare per le strade di Metro City.

C'è però un uomo deciso a far cessare il dominio della gang. Si tratta del nuovo sindaco appena eletto, che si prepara a varare un piano per fermare i loschi piani della Mad Gear, Immagine Mike Haggar.
(Dato che mi è stato chiesto da dove veniva il mio nick, eccovi accontentati! :))
Egli è un uomo giusto e retto, dal pugno di ferro e dal grande cuore, l'uomo di cui Metro City ha bisogno per risolvere i propri problemi legati alla criminalità.
La Mad Gear, però, non sta certo a guardare, e decide di scendere a patti con il nuovo sindaco, naturalmente usando gli scorretti metodi di cui è maestra.
Ecco quindi che la gang rapisce Jessica, la figlia adolescente cui il sindaco si è trovato a dover badare dopo la morte della moglie: Haggar dovrà permettere ai teppisti di fare il bello e il cattivo tempo per le strade di Metro City, altrimenti alla sua cara figliola verrà fatto del male.

Il perfido Belger, però, ha fatto i conti senza l'oste, e non ha tenuto conto di una cosa fondamentale: che far arrabbiare Mike Haggar può essere assai pericoloso.
Il nostro buon sindacone, infatti, prima di lanciarsi in campagna elettorale, era un campione di wrestling professionista.
Perchè affidarsi alle forze dell'ordine per risolvere la questione, quando può benissimo farsi giustizia da solo con la forza dei propri pugni?
Ecco quindi che il nostro corpulento sindaco - wrestler scende in strada in prima persona, pronto a fare polpette di teppisti a suon di lariat e piledriver!
Ad aiutarlo nell'impresa, il rissoso Immagine Cody Travers, fidanzato di Jessica, e l'agile ninja Immagine Guy, che di Jessica e Cody è un amico d'infanzia.

L'uscita nelle sale giochi di "Final Fight" è un passo epocale nella storia dei videogiochi.
Con questo gioco, infatti, si definiscono le caratteristiche del picchiaduro a scorrimento moderno (Precedenti giochi del genere, difatti, c'erano già stati, come il celebre Double Dragon che con "Final Fight" condivideva ambientazione e molte caratteristiche, ma erano molto più grezzi e meno definiti)
Introdotto da una trama abbastanza semplice ma non per questo meno accattivante, "Final Fight" ci lanciava per le strade di una città americana ricostruita fin nel minimo, realistico, dettaglio, una città che pullulava di teppisti di ogni genere a cui noi, impersonando il forzuto Haggar, il veloce Guy o Cody, abile con i coltelli, dovevamo spaccare il grugno. Tutto qui.
Niente di particolarmente complicato. In fondo, si trattava soltanto di camminare e di menare gente, nulla di profondo o trascendentale.
Eppure, nella sua semplicità e nel suo disimpegno, "Final Fight" si rivela essere comunque molto efficace.
Innanzitutto perchè diverte. Pestare i teppisti per le strade di Metro City è estremamente divertente ed appagante, nonchè una sfida abbastanza ardua, specialmente nelle fasi avanzate. Giocando a "Final Fight" la mente si svuota da ogni pensiero, e ci caliamo completamente per le vie della metropoli, come se fossimo realmente lì, concentrati unicamente su come farla pagare ai buzzurri che hanno rapito la nostra figlia/amica/fidanzata.
Sulla nostra strada, un'intera città, che esploreremo in ogni suo anfratto, dal quartiere residenziale più lussuoso alla via più malfamata, sulle note di una colonna sonora sporca e rockeggiante adattissima a rappresentare il periodo in cui il gioco è ambientato, e di cui alcuni pezzi sono leggenda.
Molte sono le insidie che ci si pareranno davanti, nella figura dei molti teppisti della Mad Gear. Troveremo a volerci osteggiare punk con la cresta e gli occhiali da sole, giganteschi wrestlers, energumeni con il giaccone di pelle, bombaroli, lanciatori di coltelli, prostitute e molti altri, fino ad arrivare ai cinque sottoposti del boss e poi al boss stesso.
Ognuno dei personaggi del gioco, che sia buono o cattivo, è caratterizzato alla perfezione e dotato di immenso carisma.
Vale la pena di ricordare che, come se già tutto questo non bastasse, la Capcom omaggia gli anni Ottanta ancora di più, e inserisce nel suo capolavoro mille riferimenti alla musica, alla cinematografia e alla cultura americana del tempo (troveremo nemici ispirati a wrestlers degli anni Ottanta, personaggi ispirati ad altri provenienti da film d'azione del periodo, nemici che si chiamano come gruppi rock o come album, e così via!), rendendo il gioco un vero e proprio manifesto di quegli anni spensierati e degni d'essere ricordati.

Il successo di "Final Fight", che originariamente doveva fungere da semplice seguito del fortunato Street Fighter del 1987, fu immenso.
Era un gioco che trasudava carisma da ogni suo elemento. Non tardò quindi ad appassionare il pubblico, posizionandosi, anche qui in Italia, nel bel mezzo di quella "rivoluzione videoludica" che colpiva le sale giochi e i sistemi casalinghi nel corso dei primi anni Novanta.
A "Final Fight" seguirono Final Fight 2 (1993) e Final Fight Tough (1995), i successivi episodi della serie, prodotti esclusivamente per Super Nintendo (console che aveva potuto beneficiare di una discussa conversione del titolo originale in doppia versione nel 1990), nonchè Mighty Final Fight (1993), remake demenziale del primo episodio sviluppato da Capcom come regalo d'addio per il Nes. Frattanto, il primo, storico, gioco della saga continuava ad essere giocato nelle sale di tutto il mondo e ad essere convertito per pressochè ogni console esistente.
Dal canto suo, Capcom non si ingegnò solamente a produrre seguiti per il suo capolavoro, ma si mise a lavoro anche su mille altri giochi che ne sfruttavano il sistema e le caratteristiche. Ecco quindi Captain Commando, Cadillac & Dinosaurs, The Punisher, Warriors of fate e tutti gli altri picchiaduro a scorrimento che imperversavano nelle sale nel corso degli anni Novanta.
Anche le altre software house, dal canto loro, non rimasero a guardare e produssero anch'esse i loro picchiaduro a scorrimento sul modello di "Final Fight", con risultati più o meno buoni, ma comunque contribuendo alla diffusione del genere nelle sale giochi, una cosa che chi, come me, allora era bambino, ricorda ancora con una lacrimuccia nostalgica, guardando allo squallore delle sale giochi odierne.
Nel 1999 fu la volta del poco fortunato Final Fight Revenge, un picchiaduro tridimensionale ad incontri con gli abitanti di Metro City come personaggi, che uscì in sala e su Sega Saturn con scarso successo.
Nel 2006, invece, la saga subì un restyling impressionante, e approdò, in 3D, su Playstation 2 e Xbox, con Final Fight Streetwise, un ambizioso ma poco fortunato tentativo di riportare in auge il genere del picchiaduro a scorrimento, trasformando la Metro City punk degli anni Ottanta in una moderna Metro City hip hop e mostrandoci, ancora una volta, coloro che sono stati per molti di noi preziosi compagni d'infanzia, alle prese con la società di oggi.
Da notare come, nonostante gli anni passino e i titoli si succedano, l'unico personaggio del titolo originale ad essere presente in ogni gioco di "Final Fight" prodotto, tanto da diventare l'emblema della saga stessa, nonchè personaggio preferito dal sottoscritto, è il mitico Mike Haggar, il vero e proprio protagonista della storia.

Giocare a "Final Fight" oggi è comunque consigliatissimo, data la disponibilità del titolo in questione per le varie Virtual Console, per cellulare e per Gameboy Advance, segni del fatto che questo gioco è ancora molto amato nonostante i suoi quindici e passa anni.
E' un gioco che ha fatto la storia e che ancora molto da dire.
Con il suo bagaglio strettamente anni Ottanta/Novanta, "Final Fight" forse non sarà apprezzato dai giovanissimi di oggi, ma resta un caposaldo della storia dei videogiochi, che chiunque abbia vissuto quegli anni non può che amare e ricordare con nostalgia, e che, probabilmente, avrà qualcosa da dire anche ai più smaliziati di oggi.

Curiosità:

Tempo qualche anno, e il mondo di "Final Fight" si sarebbe stabilizzato, nel Capcomverse, andandosi ad incrociare con altre saghe della casa di Osaka e venendo citato a più riprese.
Difatti

- Nel 1993, la Capcom produsse un gioco di wrestling chiamato Saturday Night Slam Masters. Il gioco è ambientato durante gli anni Ottanta, e tra i personaggi selezionabili figura un giovane Haggar pre-elezioni.
- Guy e Cody, gli altri due protagonisti, assieme ai carismatici boss Rolento e Sodom, furono inseriti come personaggi giocabili in vari episodi della trilogia Street Fighter Alpha (1995/1999), che mostrava anche altre svariate citazioni agli sfondi, ai personaggi e alla colonna sonora del picchiaduro a scorrimento dal quale provenivano.
- In Street Fighter 3 appaiono Hugo e Poison, due dei teppisti della Mad Gear
- Guy appare nel recente picchiaduro Capcom Fighting Evolution
- Hugo è presente nel crossover Snk vs Capcom: Chaos
- Rolento (assieme a Maki, personaggio di "Final Fight 2") è selezionabile in Capcom vs Snk 2
- Guy e Haggar sono presenti nell' Rpg crossover Namco x Capcom
E questo solo per citare le citazioni con personaggi giocabili. Di tanto in tanto, i personaggi di "Final Fight" fanno capolino come cameo negli sfondi di altri giochi Capcom, e citarne tutte le apparizioni sarebbe pressochè impossibile!
Perchè pirati si nasce, e all'arrembaggio si va, con la bandiera che sventola, per dire "siamo qua!".
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