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[Disney/MCU #23] Spiderman: Far From Home

Dove c'è così tanta meraviglia che la sola carta non bastava più!

[Disney/MCU #23] Spiderman: Far From Home

Messaggioda Valerio » giovedì 11 luglio 2019, 00:10

Spiderman: Far From Home è un film difficile. Viene dopo Endgame e ci viene a raccontare di essere lui il finale della Fase 3 del MCU, mica Endgame. E siccome nessuno ci crede troppo, si rimbocca le maniche e ci spiega il perché, che è tutto nel concetto di passaggio di testimone. Ci racconta di Peter che sopravvive a Tony, e quindi deve diventare grande, e magari provare anche a diventare Tony.

Poi c’è il monster of the week, il caso verticale o come lo vogliamo chiamare. Che non è mica gran roba, come fin troppo spesso accade nel MCU. Per carità, ci sta, ha senso. Ma non venitemi a raccontare che è davvero quello il punto di forza di questo film. Non lo è, non è niente di che, assolutamente.

Questo film ha dei muscoli grossissimi, e non stanno nella parte action. A funzionare è l’umorismo, il carisma dei personaggi, il loro approfondimento e le loro relazioni. Il microcosmo creato intorno a Peter Parker è ammirevole: divertente, immaturissimo eppure elegante. Buca lo schermo, rimane impresso. Un attimo prima e sei un benevolo adulto che sorride con condiscendenza ricordando gli anni del liceo, e quello dopo hai la loro età e condividi i loro primi batticuori. E ovviamente ottima idea la gita scolastica europea, che rende vario e pittoresco l’insieme. C’è una consapevolezza narrativa, una capacità di suscitare i sentimenti giusti nello spettatore che lascia davvero sbalorditi.

Perché se tu, Marvel, mi fai venire al cinema a vedere un film di supereroi, e all’improvviso mi metti su un cinepanettone adolescenziale con la colonna sonora di Umberto Tozzi, e questa cosa non solo non mi stona assolutamente, ma mi esalta… bé, hai vinto tu. Totalmente e su tutta la linea. Hai dimostrato qualcosa a tutto il mondo, e sei a pieno titolo la padrona di questo genere. E lo sei perché tu per prima hai scelto di non farne davvero un genere.

P.S. E che tu sia avanti l’hai dimostrato anche con la scena a metà dei credits, che ci ricorda che sai benissimo quando giocare ad essere continuity-driven e quando invece è meglio alzare le mani, mettere da parte tecnicismi e restituire un grande personaggio a un grande attore.
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