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[George Miller] Mad Max - Fury Road

Perché, come disse un saggio, "tutte le belle storie hanno bisogno di un'infiorettatura". E ce ne sono di cosi belle che una sola non bastava!

[George Miller] Mad Max - Fury Road

Messaggioda Bramo » lunedì 14 settembre 2015, 18:05

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Da non conoscitore della serie di Mad Max e da non estimatore di pellicole tutta azione, ho guardato a Fury Road con sguardo disincantato, scevro da aspettative di alcun genere e anche un po’ dubbioso e perplesso.
Credo sia uno stato d’animo particolarmente adeguato per poter vedere un film e poterlo accogliere con la maggiore tranquillità di giudizio possibile.
E con queste premesse posso dire di essermi trovato di fronte ad un’opera ambiziosa, incisiva e iperbolica. Fury Road punta tutto sullo spingere il più possibile sul pedale dell’acceleratore, sull’esagerazione, sulla tamarraggine, e riesce a tenere questo stato di cose per tutte le due ore di film, senza quasi mai cali di ritmo, senza rallentamenti, proprio come sono costretti a fare i protagonisti, in una simbiosi perfetta tra quello che viene raccontato e il modo in cui viene fatto.
Eppure George Miller riesce nel difficile compito di non svaccare mai: nonostante il ritmo sia sincopato e le situazioni messe in campo siano spesso sopra le righe, non si avverte mai la sensazione che qualcosa sia fuori posto o che sia “di troppo”, tutto viene consegnato al pubblico in modo naturale, come se non potesse essere altrimenti da come viene raccontato.

Il soggetto alla base del film è relativamente interessante… quanto semplice. Il futuro post-apocalittico senza più risorse, in ogni sua variante, è ormai un setting abusato e non riserva più molte sorprese. Le trovate notevoli non mancano, come gli esseri umani usati come “sacche di sangue”, ma alla fin fine ho trovato che l’ambientazione fosse uno sfondo su cui non necessitava soffermarsi troppo. Potevamo trovarci su un altro pianeta o in qualunque luogo, tempo e situazione, bastava avere un enorme deserto da attraversare a bordo di un camion-cisterna.
Perché il nucleo del film è proprio la fuga di Furiosa, “imperatrice” ribelle che decide di scappare da una specie di dittatore di quella zona, portando in salvo le sue mogli e con esse i figli che hanno in grembo, per evitare che diventino anche loro dei “figli della guerra”. Anche qui, bene che ci sia un contesto con delle spiegazioni, ma tutto continua a rimanere secondario di fronte al ritmo e all’estetica.
Mad Max – Fury Road è, in estrema sintesi, un road-movie senza soste, una corsa forsennata, la versione 2.0 dell’assalto alla diligenza. Un lungo camion che sfreccia in mezzo al deserto e diversi veicoli che lo inseguono, con sparatorie, esplosioni e quant’altro.
Al centro di tutto questo sta il pazzo Max, che in questa storiaccia delle concubine da portare in salvo ci è finito per puro caso, e che solo in un secondo momento decide di aiutare Furiosa nella sua missione. Il protagonista, per assurdo, rappresenta uno degli elementi più poveri di tutta la pellicola, e non tanto per il suo essere piuttosto taciturno (che al contrario potrebbe essere un elemento che lo caratterizza in modo interessante), quanto piuttosto per il suo essere né carne né pesce, una figura piuttosto comune e archetipa senza niente che possa distinguerla, il classico tizio che passa e decide di fare la cosa giusta. L’interpretazione di Tom Hardy è molto buona, intendiamoci, e nelle scene d’azione sfodera tutta la sua presenza scenica e la sua abilità, ma la levatura del personaggio è praticamente assente, uno spessore che prova ad emergere nelle visioni-flashback sui suoi familiari ormai morti ma che resta confinata senza realmente caratterizzare il personaggio. Non posso ovviamente parlare per il Max dei tre film storici.
La Furiosa di Charlize Theron è invece tutta un’altra storia, la vera eroina del film, che ha delle motivazioni di fondo, un background definito e comprensibile e una caratterizzazione azzeccata e completa.

Ora, un film il cui protagonista (presunto, comunque il titolare della pellicola) spicca poco e niente potrebbe destare perplessità, ma in realtà questa pecca non influisce sul cuore di Fury Road. Miller si concentra sull’estetica, sulla sua visione, sulla fotografia – che, specialmente nelle scene in notturna, ha un fascino non indifferente – e in generale sulla visione che aveva di questa avventura. È come se il regista avesse avuto nella mente questa immagine di un deserto con un autocarro inseguito da una decina di automezzi vari e abbia deciso di costruire un film intero tutto attorno a questa semplice, singola scena. Un’impresa talmente azzardata che poteva portare ad un disastro come ad un instant cult movie, e la maggior parte delle recensioni appartiene alla seconda possibilità.
Altro punto a favore è rappresentato dalla musica, che offre un ottimo tappeto sonoro per incorniciare il viaggio e soprattutto le scene più movimentate.

Io non venero la pellicola come la migliore degli ultimi 15 anni, né la addito come riferimento per il cinema del futuro immediato. Per impostazione e attenzione verso storia e dialoghi, elementi su cui è – volutamente – carente, Fury Road non appartiene molto al mio sentire e al mio modo di intendere una storia. Però riconosco senz’altro che l’esperienza dell’ormai settantenne George Miller si senta tutta, e si veda in tante soluzioni registiche e in tutta la potenza sprigionata da questa grande e folle corsa. È un modo veramente intrigante di vedere e realizzare un film d’azione, sicuramente più affascinante della media di questo tipo di film che mi sono visto negli anni. Ha un suo perché, ha una sua voce indipendente e fuori dal coro, che rifiuta di uniformarsi e traccia una sua strada solitaria, esagerata ed estrema, vincendo nell’ambito in cui giocava.
È un film che va visto, indipendentemente dai propri gusti cinematografici, quello sì, perché si configura davvero come qualcosa di diverso dal solito per approccio e obiettivi.
Ma per come sono fatto io, non mi è entrato nel cuore né è diventato uno dei miei film di riferimento.

Chiudo linkando un paio di recensioni, ad opera di due degli autori di fumetti italiani più interessati al cinema, che ho trovato molto interessanti per diversi motivi: Roberto Recchioni e Leo Ortolani :)
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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Re: [George Miller] Mad Max - Fury Road

Messaggioda Daria » lunedì 28 settembre 2015, 11:47

Ma non esisteva ancora il traile del film d'azione più WOAH degli ultimi anni? :O

Apprezzatissimo anche da me, che avevo avuto col mondo di Mad Max solo approcci superficiali in passato (film visti sul divano con mio padre in gioventù). Dagli effetti speciali alla colonna sonora, alla chitarra a due manici che lancia fiamme è tutto un mix esplosivo irresistibile!

Bellissime le rece che hai linkato Bramo XD
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