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[Bonelli] Greystorm

Editore che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più iconici della tradizione fumettistica italiana, toccando tanti generi diversi ma con uno stile unico e inconfondibile.

Bonelli: Greystorm

Messaggioda Francesco F » sabato 21 novembre 2009, 16:59

Ecchevvipensavate che saltavamo una miniserie Bonelli? Nein! Il Sollazzo segue e SOSTIENE la deriva miniseriale di via Buonarroti, nella buona e nella cattiva sorte. Segue e sostiene pure il progetto dei Romanzi a Fumetti, se il quarto (Mohicano) si degnasse di uscire, ma quello è un altro discorso...

E quindi ecco a voi...
GREYSTORM
Miniserie mensile in 12 episodi ideata da Antonio Serra e Gianmauro Cozzi
Soggetto: Antonio Serra
Sceneggiatura: Antonio Serra e altri.
Disegni: artisti vari
Copertine: Gianmauro Cozzi



Immagine
#1 - Grandi progetti
Sceneggiatura: Antonio Serra
Disegni: Simona Denna
Chine: Francesca Palomba

Siamo in Inghilterra alla fine dell'800. Robert Greystorm e Jason Howard sono due giovani figli di papà ricchi sfondati. Frequentano il college, ma il loro sogno è quello di investire tutte le loro palanche in progetti avveniristici che gli consentano un giorno di partire per una epocale spedizione verso il Polo Sud, ancora inesplorato. In realtà quello più convinto è Greystorm, carismatico e appassionato di quello che fa. Jason Howard lo segue, pieno di ammirazione per il suo genio, ma ne è anche il contraltare più realista (oltre a essere il principale finanziatore di tutte le loro imprese).
Perché il Polo Sud? Eh, misteeero... a quanto pare il buon Robert sente una voce interiore che gli ordina di arrivare al Polo Sud, e questa voce non sembra essere niente di buono. Un apposito flashback nell'era preistorica rivela infatti la malefica natura di tale voce, che fu già la condanna di un preistorico capotribù, e ora non aspetta altro che essere risvegliata da Greystorm, acciecato dalla portata rivoluzionaria delle sue intuizioni e dei suoi progetti.

Questo è il setting steampunk in cui si colloca questa nuova miniserie Bonelli. Nello specifico il primo numero presenta i personaggi da giovani, svelando il loro rapporto di complicità al college, ma anche i loro scontri (Robert sprona Jason a sognare, Jason convince Robert a non essere impaziente a stare con i piedi per terra). Non manca la presenza di una bella fanciulla, Elizabeth innamorata di Greystorm (che la ignora) ma desiderata da Jason (che lei ignora). Ma passano gli anni, i nostri hanno terminato il college, sono due gentlemen adesso, e la bella fanciulla appartiene ormai al passato (in tutti i sensi...). Non sono però dimenticati i patti fatti da giovani, e la volontà di "compiere l'impresa" c'è ancora, più di prima. E finalmente è tempo di mettersi all'opera!


Parere personale: credo sia una serie a cui si può dare fiducia per qualche numero (ma visti i pochi numeri credo che io personalmente la porterò comunque a termine). Al di là del fascino che può suscitare l'atmosfera steampunk, qui c'è di mezzo un mistero. E ormai sappiamo bene che quando c'è di mezzo un mistero, o è una genialata o una cagata pazzesca. E purtroppo finora nessun autore italiano (di fumetti, di libri, di cinema) ha mai avuto grossi colpi di genio nel concepire misteri.
Altro punto importante per me sono i personaggi. E nemmeno questi mi hanno impressionato positivamente. Robert e Jason sembrano essere amici "per contratto", dandomi l'idea che in realtà per me lettore è meglio non fidarmi della fiducia che c'è fra loro... insomma, una presentazione troppo frettolosa e stereotipata per i miei gusti. Ma d'altronde è una miniserie, lo spazio è poco e si preferisce riservarlo più all'azione e al mistero che non all'approfondimento dei personaggi, che ci tocca prendere per buoni.
Niente di troppo esaltante per me, ma continuo a sostenere la formula delle miniserie Bonelli, essendo un giovane ignorante che non ha seguito le serie classiche e che quindi si trova meglio con questi prodotti ex-novo, fralaltro a durata ben definita.

Next (già uscito, sto finendo di leggerlo :P): "Il gigante dei cieli".
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Greystorm #2

Messaggioda Francesco F » sabato 21 novembre 2009, 19:30

Immagine
#2 - Il gigante dei cieli
Sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Antonella Vicari e Simona Denna

I nostri due intrepidi avventurieri Robert Greystorm e Jason Howard, di base in Nuova Zelanda, hanno finalmente costruito il loro futuristico velivolo: il dirigibile Iron Cloud (nome suggerito a Greystorm nientemeno che da Jules Verne, con il quale si scambiano lettere). Con maestranze locali, fra cui i maori, e altri membri dell'equipaggio provenienti da tutta Europa l'Iron Cloud è pronta a partire alla volta del Polo Sud. Ma non sono tutte rose e fiori i rapporti fra gli uomini dell'equipaggio e gli stessi Robert e Jason. La pietra dello scandalo è l'alcolizzato Clifford che, umiliato per la sua abitudine a bere, decide di vendicarsi sabotando un motore della Iron Cloud. Una volta in volo però Clifford, da sobrio, si pente, ma tentando di salvare il salvabile provoca una tragedia dove trova la morte uno dei suoi compagni. Il resto dell'equipaggio poi si vendicherà su Clifford, con il tacito consenso di Greystorm, che sembra definitivamente asservito al Lato Oscuro (ovvero la Voce che lo chiama e lo attira al Polo Sud). Il viaggio quindi prosegue...


Interessante questa illustrazione dei preparativi per la partenza e poi, ancor di più, dell'inizio del viaggio vero e proprio. Ogni meccanismo della Iron Cloud viene dettagliatamente spiegato mentre lo vediamo all'opera (forse troppo spiegato, dai dialoghi superflui dell'equipaggio). Belli anche i disegni delle magnifiche scenografie, a terra come in volo, fra interni e esterni del dirigibile. Ho apprezzato questo secondo numero più del primo, e ho rivalutato in generale la serie.

Next: "Il Polo Sud".
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Tyrrel » martedì 02 marzo 2010, 17:19

Elik, stai continuando a seguire la serie? Io ho cannato le prime uscite e ho iniziato a seguirlo dal quarto albo La fine dell'Iron Cloud (soggetto: Serra, sceneggiatura: Vietti, disegni: Denna e Corbetta) e devo dire che la storia mi ha subito preso, rimanendo affascinato dal racconto, dai misteri, dalle ambientazioni e dai personaggi, in particolare lui, Robert Greystorm, il primo protagonista negativo di Casa Bonelli. L'esser entrato in corsa, nonostante la serie abbia una continuity stretta, non ha rappresntato un problema, forse anche perché si è all'inizio della storia. La sceneggiatura di Vietti l'ho trovata molto molto buona, così come i disegni del duo Denna-Corbetta, e la storia è, per quanto mi riguarda, molto intrigante. Il racconto si apre con l'Iron Cloud in avaria nel bel mezzo di una tempesta (perfetta?), in una sequenza di vignette davvero ben riuscite; alla fine i nostri riescono a salvarsi sbracando su un isola misteriosa (pure qui?! :P), al prezzo però di Iron Cloud ormai a pezzi. Molto belle le scene di esplorazione dell'Isola, alla ricerca di una qualche forma di vita o di un qualche indizio che faccia capire in quale luogo possano trovarsi.
Una conferma in positivo, per me, è l'albo successivo Morte sull'isola (soggetto e sceneggiatura: Serra, disegni Zanella), storia che mi è piaciuta anche più della precedente, non so se c'entri o meno il fatto che sia stata sceneggiata da Serra, ma con questo albo la serie mi ha definitivamente conquistato, e ora cercherò un modo per recuperare i 3 albi iniziali. Nella storia, ambientata un anno dopo il rocambolesco sbarco dell'Iron Cloud sull'isola, avvengono tante cose interessanti: ad esempio, scopriamo che anche la Sacerdotessa degli indigeni è in grado di sentire la Voce, e assistiamo alla prima vera manifestazione dei poteri della Mummia, poteri dei quali farà le spese lo stesso Greystorm, il quale rimarrà anch'egli vittima della stana malattia che sta infettando molti nell'isola (di nuovo?! :P). Ma a prescindere dall'avvenimento specifico, durante tutta la storia prende piede sempre più il suo lato malvagio, e chissà che non sia stato proprio questo, oltre che una forte sintonia con la Mummia, a farlo sopravvivere. Sta di fatto che il suo lato oscuro prende sempre più piede, e che ormai si antepone al buon Jason, con il quale, nonostante tutto, continua ad esserci ancora un rapporto di amicizia... ma fino a quando?
Volevo infine dire che della serie apprezzo molto sia le bellissime copertine del co-creatore Gianmauro Cozzi, sia la grafica interna, dal colophon alla numerazione della pagine, così come il frontespizio e il riassunto iniziale realizzati in stile ottocentesco e che fanno pensare di avere tra le mani un libro di racconti più che un albo Bonelli.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Francesco F » martedì 02 marzo 2010, 18:48

Tyrrel ha scritto:Elik, stai continuando a seguire la serie?

Lo sto comprando ma non lo sto leggendo, per problemi di tempo. La serie, al terzo numero, stava ingranando bene, pur senza lasciare intuire dove voglia andare a parare a lungo termine.
Giovedì prossimo esce il #6.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Francesco F » domenica 13 giugno 2010, 10:03

Ho finalmente ripreso a leggere Greystorm (il cui numero #9 è uscito questa settimana). Devo dire, Tyrrel, che ti sei perso esattamente i numeri "peggiori", perché dall'isola in poi la storia sta diventando veramente avvincente (nonostante la virata horror). E a proposito di analogie con la ben più famigerata Isola di Lost, ci sono pure lo sguardo "across the sea" di una popolazione che crede che oltre la loro isola non ci sia niente, e gli sguardi verso il mare di cui ha bisogno Greystorm (però per impazzire, non per capire :P). Ovviamente sono solo analogie, non plagi, né omaggi data la stereotipicità di queste situazioni.

Comunque, per completezza, i primi tre numeri devi recuperarli. Il primo numero è sicuramente il più noioso, ma gli altri due descrivono l'arrivo al Polo Sud, una roba da non perdere.

Inoltre i disegni sono sempre magnifici, davvero applausoni a tutti (spesso donne, che non se ne vedono spesso in Bonelli).

Volevo infine dire che della serie apprezzo molto sia le bellissime copertine del co-creatore Gianmauro Cozzi, sia la grafica interna, dal colophon alla numerazione della pagine, così come il frontespizio e il riassunto iniziale realizzati in stile ottocentesco e che fanno pensare di avere tra le mani un libro di racconti più che un albo Bonelli.

In realtà non sono riassunti, sono "appendici" il cui registro cambia all'occorrenza. Nei numeri successivi, ad esempio, spesso saranno stralci di diari di varie persone. E questa varietà non fa che dare ricchezza all'opera generale.
Anche i disegni delle copertine sono bellissimi, ma sulla grafica mi permetto di dissentire :P Ieri, dando un'occhiata alle copertine di Caravan, ho notato che è l'UNICA serie Bonelli ad avere una grafica decente.

Non so come sono le altre miniserie Bonelli, ma ho notato un'analogia con Greystorm e Volto Nascosto: la varietà di scenografie. Se VN poteva vantare un avanti e indietro fra Roma e Africa, GS non è da meno spaziando dalla tetra Londra al gelido Polo Sud all'isola tropicale, per non contare interi numeri ambientati in cielo e in mare. Questa struttura a tappe, dove a ogni tappa viene data la dignità di microcosmo a sé stante (con le sue scenografie apposite, i suoi personaggi di contorno appositi, le sue regole apposite, il tutto sempre diverso da tappa a tappa), credo sia uno degli ingredienti fondamentali per costruire un'avventura epica che abbia una meta a lungo termine che all'inizio è sfocata ma pian piano assume dettaglio fino a rivelarsi in tutta la sua diabolica ingegneria. Applausi a Serra (e anche a Manfredi per VN, come se non gliene avessi fatti già abbastanza :P).
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Tyrrel » venerdì 18 giugno 2010, 10:23

Franz ha scritto:Comunque, per completezza, i primi tre numeri devi recuperarli. Il primo numero è sicuramente il più noioso, ma gli altri due descrivono l'arrivo al Polo Sud, una roba da non perdere.


Si, ancora non l'ho fatto ma devo fare un ordine (in fumetteria non sono riuscito a trovarli come arretrati) nel sito Bonelli con il quale vorrei anche recuperarmi i primi numeri di Lilith, la nuova serie by Luca Enoch del quale ho letto il terzo numero e mi è piaciuto parecchio (e ora in edicola c'è il quarto).


Franz ha scritto:Inoltre i disegni sono sempre magnifici, davvero applausoni a tutti (spesso donne, che non se ne vedono spesso in Bonelli).


Quoto decisamente. In tutti i numeri che ho letto i disegni sono sempre stati ottimi, sia per quanto riguarda i personaggi che i diversi scenari in cui è ambientata la serie (Polo Sud, Isola, Londra...). Davvero complimenti a tutti/e.

Franz ha scritto:In realtà non sono riassunti, sono "appendici" il cui registro cambia all'occorrenza. Nei numeri successivi, ad esempio, spesso saranno stralci di diari di varie persone. E questa varietà non fa che dare ricchezza all'opera generale.


Si, poi ho avuto modo di notare la cosa nei numeri successivi. E concordo, queste appendici arricchiscono davvero il tutto.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » venerdì 07 gennaio 2011, 15:48

Mi rivolgo a chi ha letto la serie (in particolar modo, quindi, a Tyrrel e ad Elik): dato che è finita, come vi è parsa? Potrei star facendo un pensierino relativamente al suo recupero, anche se non certo tra le cose immediate (infatti, Elik, mi hai messo addosso pure la scimmia di The Unwritten adesso, mi associo al "maledetto!" di Deboroh nel relativo topic :P ), ma prima anche solo di metterla in wish list per il futuro volevo sapere se nel complesso vale la pena di leggerla e spenderci soldi per farlo :)
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Francesco F » venerdì 07 gennaio 2011, 16:18

Purtroppo io mi sono fermato a due-tre numeri dalla fine. Cioè, li ho comprati, ma ancora non li ho letti. Ed è passato così tanto tempo che voglio rileggerla da capo, prima di leggere il finale. E questo mi impedisce di trovare il momento giusto per ricominciare...
Comunque vale la pena, anche senza finale (e se pure il finale sarà deludente, non rovinerà poi tanto la serie). Casomai puoi aspettare le raccolte, che sicuramente faranno. Però comprale, non scroccarle :P
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » venerdì 07 gennaio 2011, 17:18

Franz ha scritto:Comunque vale la pena, anche senza finale (e se pure il finale sarà deludente, non rovinerà poi tanto la serie). Casomai puoi aspettare le raccolte, che sicuramente faranno. Però comprale, non scroccarle :P

E' così bella che pur senza sapere il finale già dici che vale la pena?!? :oO:
Uff, così sono ancora più incuriosito e attirato dalla mini...
Vabbè, vedrò, ci sono sicuramente altre priorità fumettistiche che vengono prima, magari prima che arrivi il suo turno sarà davvero già tempo di raccolta... magari potrei addirittura seguirla con soldi miei! :P

Adesso sarei curioso di sapere cosa ne pensa Tyrrel, che può anche paragonarla (come qualità più che come soggetto) a Caravan...
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda bacci88 » venerdì 07 gennaio 2011, 18:57

A me Caravan qualitativamente (e faccio il paragone solo perchè sono usciti quasi in contemporanea, con sei mesi di differenza) è piaciuto ugualmente (forse di più ma non stiamo a sottilizzare); ho seguito anche tutto Greystorm, che devo dire ha avuto picchi di grande eccellenza, normalmente misti a parti interlocutorie e un finale bello e avvincente ma che un pochettino mi ha comunque deluso, almeno secondo quelle che erano le mie aspettative. I disegni di Greystorm sono stati tutti davvero di ottimo livello, l'onnipresente Alessandro Bignamini ha realizzato un lavoro certosino e non so come abbia fatto a mantenere lo stesso livello qualitativo e la medesima cura dei dettagli per tutta la durata della serie, anche se in alcune occasioni gli ho intravisto qualche posa piuttosto legnosa. Anche gli altri disegnatori e disegnatrici sono stati molto bravi.

Greystorm è un personaggio affascinante, un inquietante scienziato maledetto di quelli tosti, e l'analisi sulla sua psicologia in alcuni numeri prende molto spazio ed è ben approfondita. Però ho aspettato per tutta la mini che gli autori provassero a osare qualcosa in più, che cercassero di allargare il finale a qualcosa di nuovo e mai visto nelle scuderie della Bonelli, invece (pur confezionando davvero un prodotto superprofessionale e ugualmente interessante e godibile) si sono fermati a un finale leggermente scontato, per me privo di quel mordente che aspettavo con ansia e che avrebbe davvero potuto sorprendere, le premesse c'erano tutte. Ci sta però che sia solo un problema di gusti miei e che possa essere invece considerato da altri lettori una degna conclusione di una bella serie (cosa che è comunque).

Ci sono dei numeri che vale davvero la pena di possedere e leggere, c'è una lunga approfondita analisi sulla pazzia del protagonista nella sua lenta discesa nell'oblio (adesso non ricordo i titoli, sorry! Forse un esempio di questo è contenuto in "ossessione" :???: ) analizzata con con continui colpi di scena e di soluzioni narrative non scontate, e irrinunciabilmente si tifa per lui, il cattivo.
Anche le puntate ambientate al polo sono molto ma molto belle. La scena per me più bella e che più mi è rimasta in mente l'ho vista nell'albo "Il padrone del mondo", questo me lo ricordo ;)

Vorrei dire due parole sul finale ma non lo farò per non spilerare, mi limito a dire che è comunque bello e ben riuscito, solo non raggiunge quel delirio che avrei tanto voluto e un po' è "quello che ti aspetti".
In sconclusione direi che una lettura la vale comunque.

P.s. A me le copertine non sono piaciute quasi mai :mah:
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » venerdì 07 gennaio 2011, 20:25

Bacci! Ma che bello questo tuo commento generale, mi è molto utile! Ovviamente sapevo già che tu avevi seguito la serie e anche che in generale l'avevi apprezzata, seguendo ai tempi il topic su Greystorm presente nel Papersera. ;)
Ma questo post sicuramente inquadra tutto in modo più completo :)
Però cazzo, se adesso tra Elik e te mi fate salire la scimmia anche per lo scienziato pazzo ne esco pazzo! Non posso seguire tutto quanto! :cazz: :P
COmuuunque... diciamo che la tua descrizione, che è molto obiettiva, mi ha convinto ulterioremente sulla bontà della mini di Serra... e il fatto che indichi che c'è attenzione verso la figura "dannata" del protagonista e che il finale, pur non risultando originalissimo, ti ha soddisfatto sono tutti fattori che mi spronano... Inoltre a me le copertine piacciono! :P
Una delle cose che mi frenava era il demone che si insinua nella mente del protagonista, che vidi tipo nell'ultima tavola del primo numero sfogliandolo in edicola ai tempi... e l'idea non mi sconfinferava troppo, preferivo Greystorm cattvo di suo non perchè veniva traviato da chissà quale essere... ma magari la cosa è ben gestita e non pesa...
L'altro dubbio è il dodicesimo albo... grosso, più costoso, ma non per un lungo finale (se non erro la storia finise all'11) ma una specie di celebrazione che 3 ministorielle e alcuni redazionali. E' bello, è solo un esborso in più inutile, è necessario...?

bacci88 ha scritto:In sconclusione direi che una lettura la vale comunque.

Ti sprendo in sparola :P
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Francesco F » venerdì 07 gennaio 2011, 21:39

Io lascerei stare le scimmie in questo caso :P Non è "così bello". E' che quando si sguazza nella mediocrità, ci si entusiasma anche per delle piccole cose ben riuscite, come appunto Greystorm. Imho è quella che dovrebbe essere la normalità, ma tale non è quindi sembra chissà che. Insomma non c'è nessuna ragione (se non per preferenze di genere) perché uno che legge fumetti non debba considerare Greystorm, che è un prodotto che merita molta stima, se pure non risponderà ai propri gusti.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » venerdì 07 gennaio 2011, 21:50

Franz ha scritto:Io lascerei stare le scimmie in questo caso :P

La mando via, allora? Via, torna nel topic di The Unwritten e restaci! :asd:
Comunque ho capito cosa intendi dire, grazie per la tua precisazione Franz. Il post è bellissimo, perchè per la prima metà sembri sminuire la miniserie e nella seconda metà invece mi sproni a provarla! :P
Comunque il genere narrativo di Greystorm viene incontro ai miei gusti, mi attira lo steampunk. E poi io anni fa mi sbafavo i romanzi di Jules Verne eh! :)
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda bacci88 » sabato 08 gennaio 2011, 04:07

Bramo ha scritto:
il fatto che indichi che c'è attenzione verso la figura "dannata" del protagonista e che il finale, pur non risultando originalissimo, ti ha soddisfatto sono tutti fattori che mi spronano... [...]

Una delle cose che mi frenava era il demone che si insinua nella mente del protagonista, che vidi tipo nell'ultima tavola del primo numero sfogliandolo in edicola ai tempi... e l'idea non mi sconfinferava troppo, preferivo Greystorm cattvo di suo non perchè veniva traviato da chissà quale essere... ma magari la cosa è ben gestita e non pesa...
L'altro dubbio è il dodicesimo albo... grosso, più costoso, ma non per un lungo finale (se non erro la storia finise all'11) ma una specie di celebrazione che 3 ministorielle e alcuni redazionali. E' bello, è solo un esborso in più inutile, è necessario...?


La figura dannata del protagonista è studiata proprio bene, almeno secondo me. Come accennavo addirittura tutto un numero intero (e anche di più) è dedicato a questo, al rapporto col demone, che tra l'altro è davvero uno dei punti più originali della storia...(bè, conosci già questo elemento spoilerante bello grosso :elio: ma non ti preoccupare, un conto è sapere "cosa", l' altro vedere "come" viene trattato. Io ad esempio ho visto il finale di Lost e conosco uno spoiler gigantesco, ma un giorno me lo guarderò lo stesso tutto, ma sto divagando). Dico che è originale perchè oltre a essere analizzato in profondità crea dei presupposti per una grande ambiguità di fondo, in cui non è dato nulla per certo, non si capisce volutamente QUANTO le azioni deliranti del protagonista siano frutto dell'influenza del demone che si è insinuato in lui o il frutto della sua mente malata già di suo, e questo punto del fumetto mi è piaciuto molto, non so se Franz e Tyrrel possono confermare.
Quindi nell'economia del racconto l'argomento pesa, pesa eccome, ma solo in termini di spazio a questo dedicato, perchè contribuisce davvero a formare un gran bel personaggio.


Poi sì, la storia finisce nell'undicesimo volume, e anche questo è uno degli elementi che mi ha fatto un po'storcere il naso, perchè lo spazio per un finale più ampio, diverso e delirante come tutto il resto della mini c'era. Non lo definirei necessario, anzi... io l'ho preso proprio per curiosità e per completare la serie, e confesso di averlo letto pure distrattamente. Non l'ho trovato nemmeno un gran che su livello degli aproondimenti e del "dietro le quinte e contenuti speciali", ma potrebbe piacere, non so.

Comunque quoto, Greystorm è "una piccola cosa ben riuscita", valevole di lettura ma non appassionante da strapparsi i capelli, certo.
Sul blog di Harry dice, in uno dei suoi periodici post sulla desertica situazione fumettistica italiana :bush: ricordo che un tizio ha risposto nei commenti ricordandogli che in realtà in quel momento in edicola era appena finito Caravan e c'era Greystorm, portandoli come esempi di alta qualita, al che Harry gli ha risposto: Ah sì, e cosa innovano? :asd:
Ma quella di "innovare" quasi certamente non è stata l'intenzione degli autori, quella di intrattenere, sì, e lo fanno anche bene. Insomma, hai capito il genere :LOL:
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » sabato 08 gennaio 2011, 10:56

bacci88 ha scritto:ma non ti preoccupare, un conto è sapere "cosa", l' altro vedere "come" viene trattato. Io ad esempio ho visto il finale di Lost e conosco uno spoiler gigantesco, ma un giorno me lo guarderò lo stesso tutto, ma sto divagando

Parlare di Lost sul Sollazzo non è MAI divagare :P
Bravo che lo vuoi guardare, ma un giorno mi spiegherai perchè ti sei visto il finale... :omg:

bacci88 ha scritto:Comunque quoto, Greystorm è "una piccola cosa ben riuscita", valevole di lettura ma non appassionante da strapparsi i capelli, certo.

Concordi con Franz, quindi. Direi che sto iniziando a inquadrarla questa mini...


bacci88 ha scritto:Sul blog di Harry dice, in uno dei suoi periodici post sulla desertica situazione fumettistica italiana :bush: ricordo che un tizio ha risposto nei commenti ricordandogli che in realtà in quel momento in edicola era appena finito Caravan e c'era Greystorm, portandoli come esempi di alta qualita, al che Harry gli ha risposto: Ah sì, e cosa innovano? :asd:
Ma quella di "innovare" quasi certamente non è stata l'intenzione degli autori, quella di intrattenere, sì, e lo fanno anche bene. Insomma, hai capito il genere :LOL:

Sì e no per me. Certo, qualunque cosa esca dalla scuderia Bonelli, che sia un albo di una serie regolare, uno speciale o una nuova miniserie ha il primario scopo di intrattenere senza troppe pretese il lettore. Ma io sono dell'idea che, pur limitandosi all'ambito Bonelli appunto, Caravan e Greystorm (quest'ultima per quanto ne so) qualche innovazione l'abbiano portata, e gli stessi autori intendevano portarla in questo tipo di narrazione, cosa che in alcuni articoli e interviste al riguardo veniva spesso fuori. Le copertine di Caravan, il titolo non dedicato a un personaggio e la storia corale, in Greystorm un folle cattivo come protagonista... Nella mini di Medda varie altre cose fuori della norma le ho notate. Certo è che sono innovazioni non in senso generale, dal momento che in fumetti di altre case editrici magari sono già avvenute, ma sono piccole novità in ambito Bonelli e già questo può essere notevole, o almeno motivo di attenzione. Io vedo in Caravan una serie molto autoriale, per esempio, e questo nel fumetto popolare da edicola non è poco.
Lo stesso meccanismo della miniserie è pensato anche come spazio per sperimentare, dato che col numero limitato di numeri non si rischia niente o quasi in termini economici... è ovvio che se si cerca in un fumetto Bonelli la rivoluzione del linguaggio a fumetti come se fosse un nuovo Watchmen, non la si troverà, ma nel loro piccolo queste due mini mi sembrano le prime avvisaglie (iniziate forse con Manfredi e il suo Volto Nascosto) di realizzare un fumetto veramente di qualità in un contenitore come l'albo Bonelli. Per questo a suo tempo su Caravan Medda diceva che la mini è stata bella ma gli è sembrato che non fosse stata fatta nel posto giusto.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda bacci88 » sabato 08 gennaio 2011, 11:23

Bramo ha scritto:
Ma io sono dell'idea che, pur limitandosi all'ambito Bonelli appunto, Caravan e Greystorm (quest'ultima per quanto ne so) qualche innovazione l'abbiano portata, e gli stessi autori intendevano portarla in questo tipo di narrazione, cosa che in alcuni articoli e interviste al riguardo veniva spesso fuori. Le copertine di Caravan, il titolo non dedicato a un personaggio e la storia corale, in Greystorm un folle cattivo come protagonista... Nella mini di Medda varie altre cose fuori della norma le ho notate. Certo è che sono innovazioni non in senso generale, dal momento che in fumetti di altre case editrici magari sono già avvenute, ma sono piccole novità in ambito Bonelli e già questo può essere notevole, o almeno motivo di attenzione. Io vedo in Caravan una serie molto autoriale, per esempio, e questo nel fumetto popolare da edicola non è poco.


Su questo mi trovi d'accordo, ma appunto nell'ambito Bonelli e non in senso generale. Ma poi chissenefrega, sono bei fumetti, a volte si parla di aria fritta ;)
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » sabato 08 gennaio 2011, 11:31

bacci88 ha scritto:Su questo mi trovi d'accordo, ma appunto nell'ambito Bonelli e non in senso generale. Ma poi chissenefrega, sono bei fumetti, a volte si parla di aria fritta ;)

Anche questo è vero :)

bacci88 ha scritto:Piuttosto vai a recuperare anche qualche Canemucco!

Evviva! :P Altri consigli? Ho già fumetti in programma per tutto il 2011, ormai... ::S:
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Tyrrel » lunedì 10 gennaio 2011, 23:05

Con un po' di ritardo, arrivo per rispondere alle curiosità del buon Bramo e all'interessante discussioni da esse generatasi. Premessa: al momento non ho ancora recuperato i primi tre albi di Greystorm, e pur avendolo acquistato non ho ancora letto il volumone appendice.

Bramo ha scritto:Adesso sarei curioso di sapere cosa ne pensa Tyrrel, che può anche paragonarla (come qualità più che come soggetto) a Caravan...


Il paragone con Caravan non è fuori luogo perché, come avete già sottolineato, entrambe le serie sono sicuramente innovative all'interno dell'universo Bonelli. Certo le sole novità non bastano, voglio dire la serie poteva apportare delle novità ma avere una storia deludente: fortunatamente non è questo il caso di Greystorm (e nemmeno di Caravan, beninteso).

La storia è appassionante, o almeno io così l'ho trovata, con una trama complessa e non banale e una varietà notevole di locations e personaggi secondari, molti dei quali acquistano via via sempre più importanza. Robert Greystorm è sicuramente un personaggio affascinante, non il solito "scienziato pazzo", ma un uomo affascinante, colto, carismatico e ambizioso, molto ambizioso; è indubbiamente lui la novità più rilevante della serie, in quanto mai una serie Bonelli aveva avuto per protagonista un cattivo, ma non è la sola.
C'è anche l'ambientazione, che si rifà ai romanzi di Verne e in generale ai romanzi d'avventura scritti a cavallo tra IX e XX secolo, anche nella particolare struttura degli albi che richiama i romanzi d'appendice più che degli albi a fumetti. Antonio Serra (e Stefano Vietti e Alberto Ostini le poche volte che l'hanno sostituito alla sceneggiatura) ha svolto davvero un gran lavoro, e la serie offre diversi momenti affascinanti, come ad esempio i momenti d'introspezione sul carattere e soprattutto sulla mente di Greystorm già citati da Bacci. Bacci con il quale mi trovo pienamente d'accordo, anche sul finale: anche io mi aspettavo che la serie potesse chiudersi non dico in modo sconvolgente ma quanto meno spiazzante rispetto sempre a quanto di solito ci ha abituato la Bonelli, invece alla fine la serie in maniera classica e prevedibile. Non che questo sia un problema visto che il finale funziona e chiude perfettamente la storia, ma in una storia in cui si è osato in diversi momenti sa' un po' di occasione persa.

Ritornando al confronto con Caravan, sicuramente Greystorm è qualche spanna avanti per quanto riguarda il comparto grafico: non solo i livello qualitativo di tutti i disegnatori è stato davvero alto, ma la serie può vantare, pur con le differenze di tratto e stilistiche dei singoli autori, un'uniformità nei disegni che valorizza non poco la serie, e che invece è mancata in Caravan.
Quello in cui per i miei gusti Caravan si dimostra superiore è nell'idea di fondo della serie, più "estrema" di Greystorm in quanto innova e osa maggiormente, spiazzando i lettori al punto da scontentare parte di essi che l'hanno trovata troppo fuori gli schemi bonelliani. E tutto questo lo si ritrova anche, se non in misura maggiore, nel finale della serie che, a differenza di quello di Greystorm, punta ad una soluzione imprevedibile e fuori dagli schemi. Ma non è solo questo: i personaggi di Caravan e le loro storie mi hanno emozionato al punto da restarmi nel cuore, e spesso mi capita di ripensare a passaggi e scene delle storia che mi sono particolarmente piaciuti.
In buona sostanza, tra le due serie Caravan mi è indubbiamente piaciuta di più, ma sono entrambe due gran belle serie. Per concludere il paragone, se si dovesse pensare ad un adattamento su un altro media, Caravan lo vedrei più adatto ad una serie tv mentre Greystorm ad un romanzo, o anche ad un film cinematografico.

bacci88 ha scritto:
Bramo ha scritto:
il fatto che indichi che c'è attenzione verso la figura "dannata" del protagonista e che il finale, pur non risultando originalissimo, ti ha soddisfatto sono tutti fattori che mi spronano... [...]

Una delle cose che mi frenava era il demone che si insinua nella mente del protagonista, che vidi tipo nell'ultima tavola del primo numero sfogliandolo in edicola ai tempi... e l'idea non mi sconfinferava troppo, preferivo Greystorm cattvo di suo non perchè veniva traviato da chissà quale essere... ma magari la cosa è ben gestita e non pesa...
L'altro dubbio è il dodicesimo albo... grosso, più costoso, ma non per un lungo finale (se non erro la storia finise all'11) ma una specie di celebrazione che 3 ministorielle e alcuni redazionali. E' bello, è solo un esborso in più inutile, è necessario...?


La figura dannata del protagonista è studiata proprio bene, almeno secondo me. Come accennavo addirittura tutto un numero intero (e anche di più) è dedicato a questo, al rapporto col demone, che tra l'altro è davvero uno dei punti più originali della storia...(bè, conosci già questo elemento spoilerante bello grosso :elio: ma non ti preoccupare, un conto è sapere "cosa", l' altro vedere "come" viene trattato. Io ad esempio ho visto il finale di Lost e conosco uno spoiler gigantesco, ma un giorno me lo guarderò lo stesso tutto, ma sto divagando). Dico che è originale perchè oltre a essere analizzato in profondità crea dei presupposti per una grande ambiguità di fondo, in cui non è dato nulla per certo, non si capisce volutamente QUANTO le azioni deliranti del protagonista siano frutto dell'influenza del demone che si è insinuato in lui o il frutto della sua mente malata già di suo, e questo punto del fumetto mi è piaciuto molto, non so se Franz e Tyrrel possono confermare.
Quindi nell'economia del racconto l'argomento pesa, pesa eccome, ma solo in termini di spazio a questo dedicato, perchè contribuisce davvero a formare un gran bel personaggio.


Confermo, l'idea del demone e del legame che instaura con Robert è uno dei punti forti e più originali della storia, proprio per il modo in cui è stato presentato giocando sull'ambiguità, al punto che non è mai chiaro se le azioni malvagie del protagonista nascano da una sua naturale inclinazione al male o dall'influenza del demone, e viene affrontata nella storia in diversi momenti introspettivi davvero belli e riusciti, nei quali si naviga all'interno della follia e delle ossessioni che divorano Greystorm. L'ambiguità è anche nel personaggio, visto che alle volte non si capisce se ciò che spinge le sue azioni sia un'ossessione per il progresso o di ottenere un potere personale; comunque ad un certo punto la questione viene chiarita e si avrà una risposta definitiva. E' un peccato che tutto questo vada un po' a perdersi nel finale proprio per via della sua conclusione convenzionale, quando una scelta più "estrema" avrebbe potuto valorizzare e sviluppare maggiormente il tutto.

Bramo ha scritto:Ma io sono dell'idea che, pur limitandosi all'ambito Bonelli appunto, Caravan e Greystorm (quest'ultima per quanto ne so) qualche innovazione l'abbiano portata, e gli stessi autori intendevano portarla in questo tipo di narrazione, cosa che in alcuni articoli e interviste al riguardo veniva spesso fuori. Le copertine di Caravan, il titolo non dedicato a un personaggio e la storia corale, in Greystorm un folle cattivo come protagonista... Nella mini di Medda varie altre cose fuori della norma le ho notate. Certo è che sono innovazioni non in senso generale, dal momento che in fumetti di altre case editrici magari sono già avvenute, ma sono piccole novità in ambito Bonelli e già questo può essere notevole, o almeno motivo di attenzione. Io vedo in Caravan una serie molto autoriale, per esempio, e questo nel fumetto popolare da edicola non è poco.
Lo stesso meccanismo della miniserie è pensato anche come spazio per sperimentare, dato che col numero limitato di numeri non si rischia niente o quasi in termini economici... è ovvio che se si cerca in un fumetto Bonelli la rivoluzione del linguaggio a fumetti come se fosse un nuovo Watchmen, non la si troverà, ma nel loro piccolo queste due mini mi sembrano le prime avvisaglie (iniziate forse con Manfredi e il suo Volto Nascosto) di realizzare un fumetto veramente di qualità in un contenitore come l'albo Bonelli. Per questo a suo tempo su Caravan Medda diceva che la mini è stata bella ma gli è sembrato che non fosse stata fatta nel posto giusto.


D'accordissimo sull'autorialità di Caravan; può darsi che forse avrebbe funzionato meglio da un'altra parte, ma a Michele Medda va il plauso per aver avuto il coraggio di osare e rischiare proponendo la serie in Bonelli, così come va dato atto a Sergio Bonelli per aver investito in una serie così anomala e così fuori dagli schemi della sua casa editrice (e chissà quando ricapiterà). Non ho (ancora?) letto Volto Nascosto, ma da quel che ho appreso in proposito sono d'accordo nel vederla insieme a Caravan e Greystorm all'interno di un discorso comune. A queste ci aggiungerei Lilith la serie di Luca Enoch, ufficialmente una serie semestrale, di fatto una mini visto che l'autore ha già previsto il numero di albi entro i quali si svilupperà la storia (18, se non erro), e non è il primo caso visto che dello stesso autore in casa Bonelli è statto pubblicato Gea; a me questa serie sta piacendo molto, e conto di aprire una discussione non appena recupero i primi due albi (ho iniziato dal terzo) e l'ultimo che ancora non ho letto, visto che per me è molto valida.

In conclusione, segnalo quest'intervista ad Antonio Serra realizzata nel 2007, nella quale si parla, tra le tante cose, anche di Greystorm, allora ancora in fase di progettazione.
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Re: Bonelli: Greystorm

Messaggioda Bramo » martedì 11 gennaio 2011, 00:30

Tyrrel ha scritto:Con un po' di ritardo, arrivo per rispondere alle curiosità del buon Bramo e all'interessante discussioni da esse generatasi.

Ti aspettavo al varco :P
Ti ringrazio per il tuo contributo per quanto riguarda le considerazioni sulla miniserie, sul protagonista, l'ambientazione e lo sviluppo, tutte considerazioni interessanti che si aggiungono a quelle di Bacci e Franz e mi hanno fatto mettere ufficialmente in wish list Greystorm.
Grazie anche per i paragoni e confronti con Caravan, sicuramente illuminanti ;) E tra le altre cose, anch'io ogni tanto ripenso ai personaggi e alle vicende della mini di Medda :)

Tyrrel ha scritto:D'accordissimo sull'autorialità di Caravan; può darsi che forse avrebbe funzionato meglio da un'altra parte, ma a Michele Medda va il plauso per aver avuto il coraggio di osare e rischiare proponendo la serie in Bonelli, così come va dato atto a Sergio Bonelli per aver investito in una serie così anomala e così fuori dagli schemi della sua casa editrice (e chissà quando ricapiterà). Non ho (ancora?) letto Volto Nascosto, ma da quel che ho appreso in proposito sono d'accordo nel vederla insieme a Caravan e Greystorm all'interno di un discorso comune. A queste ci aggiungerei Lilith la serie di Luca Enoch, ufficialmente una serie semestrale, di fatto una mini visto che l'autore ha già previsto il numero di albi entro i quali si svilupperà la storia (18, se non erro), e non è il primo caso visto che dello stesso autore in casa Bonelli è statto pubblicato Gea; a me questa serie sta piacendo molto, e conto di aprire una discussione non appena recupero i primi due albi (ho iniziato dal terzo) e l'ultimo che ancora non ho letto, visto che per me è molto valida.

Quoto sul coraggio: è la mia tesi a sostegno del fatto che secondo me Medda ha fatto bene a proporla alla Bonelli, e un plauso al Sergione davvero che ci ha creduto nonostante fosse così fuori dai suoi canoni classici.
Di Lilith e Gea non avevo parlato, forse ingiustamente, a causa della loro semestralità: sapevo infatti che anche loro sono a numero chiuso, ma li consideravo due opere a se stanti proprio per la diversa periodizzazione e perchè mi sembrava in generale un progetto diverso, ma sicuramente rientra nelle cose autoriali, almeno da quello che ho letto al riguardo sulla Rete :)
Volto Nascosto te lo consiglio ;)
Interessante l'intervista a Serra :)
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