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[Bonelli] Shanghai Devil

Editore che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più iconici della tradizione fumettistica italiana, toccando tanti generi diversi ma con uno stile unico e inconfondibile.

[Bonelli] Shanghai Devil

Messaggioda Bramo » venerdì 07 ottobre 2011, 20:37

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Oh, in questi giorni è uscito il primo numero di Shanghai Devil, nuova miniserie in casa Bonelli, scritta e ideata dall'ottimo Gianfranco Manfredi.
Come forse già noto, la mini sarà composta da 18 numeri e il protagonista è Ugo Pastore, quello stesso Ugo Pastore che abbiamo visto agire nelle guerre coloniali italiane di fine '800 in quella bella prova che è stata Volto Nascosto, sempre di Manfredi.
Questo in parte rende Shanghai Devil un ideale seguito della miniserie del 2007, dall'altro se ne stacca dal momento che il setting è del tutto differente: non più Roma o Africa, ma la Cina della rivolta dei Boxer.
Dal sito Bonelli, ecco la scheda di questo primo numero, dal titolo Il Trafficante d'Oppio, storia scritta da Gianfranco Manfredi e disegnata da Massimo Rotundo. Le cover della miniserie sono di Corrado Mastantuono.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda Francesco F » sabato 08 ottobre 2011, 13:09

Comprato or or or ora, uscito di casa come un folle prima che l'edicola chiudesse.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » martedì 18 ottobre 2011, 10:12

1. I trafficanti d'oppio
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Mi produrrò in un ardito esperimento di recensione mnemonica, avendo letto l'albo una settimana fa.
Checché ne dica Manfredi, Shanghai Devil è proprio il seguito di Volto Nascosto, del quale recupera non soltanto il protagonista, ma anche struttura narrativa e tematiche di fondo. Già, perché, esattamente come Volto Nascosto, Shanghai Devil pare essere proprio il più classico dei feuilleton, e all'epoca in cui quel genere era diffusissimo la tendenza a generare seguiti al tempo stesso indipendenti e correlati era assai consolidata.
E così, la maschera (ma l'avrà disinfettata?) del lebbroso Volto Nascosto che Ugo Pastore sfodera già dalla copertina è una strizzata d'occhio al lettore che aveva acquistato le dispense popolari (oggi si chiamano albi) del feuilleton precedente, e al tempo stesso mantiene, rinnovata, una finalità narrativa. Anche qui, come già in VN, si ha un confronto a distanza fra il borghesuccio viziato Ugo e una civiltà a lui sconosciuta, che gli appare migliore e peggiore al contempo; e, anche qui, la contraddizione è simboleggiata da un uomo mascherato, apparentemente duro e saggio, che combatte per la libertà della sua gente dall'oppressore straniero (di cui Ugo, controvoglia, fa parte).
Bisogna aspettarsi una semplice ripetizione, dunque? No, Manfredi è abile conoscitore dei meccanismi del feuilleton, e pertanto qualche colpo di scena e/o qualche variazione è lecito attendersela. Si può considerare SD come un'evoluzione di VN, un VN 2.0: nell'ambientazione, ad esempio, che in VN era limitata a mamma Roma e all'Africa italiana, e qui coinvolge il lontano oriente e personaggi di varie nazionalità (nel primo numero vediamo che gli inglesi non sono migliori degli italiani); e pure il ruolo della maschera potrebbe essere rivisto. In VN essa riconduceva al classico archetipo della 'maschera sociale', con Ugo fighetto rompipalle e odioso che non sopporta i suoi simili ma che riesce ad ottenere la maschera con cui fingersi un uomo di grandi doti fisiche e morali (come il lebbroso) e a vivere, potenzialmente, incredibili avventure (si veda l'ultima vignettona di quella mini). Qui la situazione è leggermente diversa: Ugo ha già la maschera e deve affrontarne un'altra. Ci riuscirà? Non ci riuscirà? Si approprierà anche di quella? Perderà la sua? Lo sapremo (forse) nella prossima puntata!

Nel complesso un bel numero, disegnato bene, pur con qualche incertezza qua e là (la nota vignetta di pag.82 ingrandita dalla redazione); l'impressione che ne ho avuto, comunque, è che Rotundo fosse più a suo agio con la sua Roma.
Per il resto so che c'é qualcuno che considera i fumetti di Manfredi come libri di storia, ma non è così. Sono bei fumetti, e come tali ci sono varie licenze narrative (come c'erano in VN). Ad esempio, la parlata in vernacolo di questo numero, che ha generato infinite discussioni su Comicus, ha lo scopo di mettere a proprio agio il lettore (sia quello che ha già letto VN, sia quello che non lo ha letto, in quanto siamo all'estero e il dialetto fa tanto "aria di casa") ma lo stacco netto fra italiano e dialetto non è proprio verosimile (all'epoca la differenza non era perentoria come oggi). La ricostruzione storica, però, nel complesso è attendibile.
Ultima modifica di max brody il martedì 15 novembre 2011, 12:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » martedì 15 novembre 2011, 11:59

Franz e Bramo, indove siete?

2. La città proibita
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Uh, com'é feuilletonesco questo titolo. E com'é feuilletonesca questa copertina mastantuonesca. Il primo riassume alla perfezione il protagonista di fondo dell'albo, la città di Pechino, in particolare la corte imperiale, chiusa alla plebaglia ma accessibile ad Ugo e, per mezzo di lui, al lettore. La seconda, oltre al protagonista della serie in posa da eroe presenta l'antagonista dell'albo, la perfida regina Suxi (che poi regina non è, ma punta ad esserlo).
Feuilletonesco è anche lo stratagemma del diario, usato da Ugo per raccontarci 3/4 dell'albo, ossia l'"history soap" (poi ditemi se vi piace il neologismo :P ) fra Kuang Su e la concubina innamorata, condita con un po' di thriller a base di spie inglesi e uomini mascherati. Una soap ben miscelata, con la Storia mai protagonista esplicita ma in costante sottofondo. Terminato il diaro, c'é persino tempo per un flashsideway di Ugo/Volto che libera la sua amata e dà il là ai suoi nuovi progetti.
Come già in VN, i primi numeri costituiscono la fase di semina, una semina bustrofedica o a zig zag, con racconti di eventi apparentemente inutili, ma che inutili probabilmente non saranno, in previsione dei raccolti per i quali bisognerà attendere qualche mese.
Nespolino meglio su VN, ma Ok anche qui.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda Francesco F » martedì 15 novembre 2011, 12:41

max brody ha scritto:Franz e Bramo, indove siete?

Io al #9 di Volto Nascosto. Ma tu continua, non temere!
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda Bramo » martedì 15 novembre 2011, 22:30

max brody ha scritto:Franz e Bramo, indove siete?

Io non ho ancora manco comprato il primo numero :P Ad essere onesti, manco ho ancora deciso se seguire la mini -_- Una costanza di 18 mesi, e 2,7 euro ogni mese devo ancora valutarli come inconvenienti più o meno necessari. Con tutto il bene che posso volere a Manfredi e al bravissimo Nespolino e per quanto mi sia piaciuto Volto Nascosto.
Sta a voi farmi cambiare idea.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » mercoledì 23 novembre 2011, 10:30

Vediamo se ci riesce Manfredi (a farti cambiare idea) con l'ultima intervista da egli rilasciata.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » martedì 17 gennaio 2012, 19:09

Mmmh. Mi sa che non lo seguirete. ::S:

3. L'alluvione
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Di recente, il Manfre (forse nell'intervista linkata sopra, forse no), ha detto che gli piacerebbe rispolverare il genere rosa. Qui ci dà un'anticipazione della sua visione del romanzone d'amore. Questo numero, infatti, non è altro che un episodio iperromantico (nel senso di Leopardi), in cui Ugo ama Meifong, lei gli è riconoscente e devota ma non si sa se lo ama però piano piano, da cosa nasce cosa, anzi no, perché la società è bigotta e non può permettere che uno straniero guercio e una concubina cinese facciano coppia, e quindi arriva la catastrofe naturale che separa i due destini forse per sempre, e invece no, perché lui è un eroe e il suo coraggio è più forte delle avversità e alla fine s'imbarca con l'amata e la di lei sorella verso un futuro imprevedibile(?).
I disegni di Biglia, a volte imprecisi, non aiutano ad esaltarsi per un episodio "non proprio vivace" e, col senno di poi (e dell'intervista), maliziosamente furbetto.

4. I ribelli del Fiume Giallo
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E' ufficiale: Manfredi è il G.L.Bonelli del XXI°sec.
Questo è un numero che pare uscire dagli anni '70, ma più colto e sfaccettato dei fumetti dell'epoca. Diso, poi, pare messo lì apposta per dare quest'impressione, con le sue imprecisioni, il suo stile grezzo e involuto, contraltari in negativo del suo solito, grande dinamismo nelle scene d'azione.
La storia è quella che è, il trio Ugo-Meifong-Meilian mette nei guai una missione cristiana cinese e poi, per salvare un intero villaggio dai pirati già incontrati nel n.1, lo fa trucidare dai tedeschi. E alla fine decide di tornare a Shanghai coi pirati superstiti.
Al n.4 di Volto Nascosto erano già accadute varie cose. Anche al n.4 di SD sono accadute varie cose, ma manca l'impressione di un filo segreto che leghi i singoli avvenimenti. Pare che gli eventi procedano da così a colà perché così prescrive il manuale del feuilleton.
E' un piacere leggere questa mini, per carità. Ma, per ora, è "solo" un piacere. (Oddio, pare poco...)
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda Francesco F » martedì 17 gennaio 2012, 19:49

max brody ha scritto:Mmmh. Mi sa che non lo seguirete. ::S:

Abbi fede. Ho tutti e quattro gli albi che mi guardano dalla libreria, ogni notte, a ricordarmi che devo sbrigarmi a finire Volto Nascosto per poterli cominciare.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » venerdì 17 febbraio 2012, 11:26

5. Lanterne Blu
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E niente, siamo sempre lì. Un bell'esperimento, il revival del romanzone popolare, Manfredi scrive e sceneggia benissimo, Nespolino è un gran disegnatore (pure troppo, credo, l'ultima vignetta di pag.81 è ingrandita artificialmente; era già capitato con Rotundo, un altro disegnatore dallo stile preciso). Quando si legge un fumetto di Manfredi, si entra letteralmente in quello che si legge, la scena notturna del porto (pagg.34-35) è eccezionale, ed è una scena muta.
Ma quando si chiude l'albo si ha sempre poco o nulla da dire. Forse è un bene, mah. Forse no. Alla fine questo è un fumetto d'altri tempi, pur essendo moderno. Comunque è un bell'esperimento. Ma siamo sempre lì.

Ad ogni modo, Tai Mien parrebbe essere Madame Niang, ma sarà vero? (Manfredi ti fa ipotizzare una cosa e, al contempo, dubitare della tua ipotesi). Vabbé, intanto andiamo a salvare il padre di Ugo e ad incontrare Rasputin, poi si vedrà.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » mercoledì 11 aprile 2012, 09:42

6. Hotel Europe
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Proprio quando sto pensando che le copertine rischiano di essere troppo spoiler, ecco che la copertina è ingannatoria e spoilera giusto la prima ventina di pagine del numero. Quanto viene raccontato in Hotel Europe, infatti, ha poco a che fare con quanto accade nel disegno mastantuoniano, trattandosi di eventi che fungono perlopiù da pretesto (l'Hotel è il deus ex-machina grazie al quale i personaggi si conoscono e le vicende si intrecciano) per introdurre questa Lady Stanton che dovrebbe essere il fantomatico personaggio fondamentale che, stando alle varie interviste manfrediane, doveva essere introdotto con questo n.6. Dovrebbe o potrebbe, perché potrebbe essere pure il Cazzaniga. Certo è che Ugo, oltre ad essere un incosciente dela madòna, porta pure iella. O meglio, in lui iella ed incoscienza vanno a braccetto e, concausandosi a vicenda, mettono nei guai anche i poveri tapini obbligati a vegliare sul guercioso romano.
Che poi, dobbiamo sempre farci riconoscere? Mai fidarsi dei connazionali incontrati all'estero, chissà in quali giri si sono infilati...
Il finale è un "cliffhanger alla Manfredi": zitto zitto cacchio cacchio, lascia con la voglia di proseguire la lettura, ma senza l'ansia che segue il colpone di scena.
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Re: Bonelli: Shanghai Devil

Messaggioda max brody » martedì 24 aprile 2012, 18:47

7. Sotto ricatto
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Che Manfredi e Guardigli sappiano il fatto loro lo si evince anche dai titoli degli albi. "Sotto ricatto", oltre al bell'effetto fonetico, è un titolo doppiamente emblematico, racchiudendo in due parole i contenuti dell'albo cui si riferisce. Ugo è ricattato da Evaristo, oltre che dai Boxer. Evaristo è ricattato dai tedeschi. I Boxer sono ricattati dall'Imperatrice Suxi. Suxi è ricattata dai tedeschi. I tedeschi si ricattano fra di loro. E ciascuno di questi personaggi è ricattato da se stesso, dai compromessi fatti tra i propri ideali e l'istinto di sopravvivenza. Che fare? Non si sa, da queste situazioni si può uscire solo con forti scossoni al tran tran. Magari con l'intervento di un giustiziere mascherato, fuori dagli schemi, esterno al "Sistema", capace di rompere gli equilibri - apparentemente fragili, in realtà piuttosto solidi - di una mini tenuta tranquilla dall'alto.
Beh, sì. Manfredi e Guardigli sanno decisamente il fatto loro.
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