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[Bonelli] Nathan Never

Editore che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più iconici della tradizione fumettistica italiana, toccando tanti generi diversi ma con uno stile unico e inconfondibile.

Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » domenica 15 aprile 2012, 20:12

Ho letto, e sono rimasto con la mascella spalancata per la mole di eventi avvenuti in questa stagione, eventi che con il mio leggere saltuariamente conoscevo poco e niente (ignoravo che il troncone principale di Urania fosse crollato solo dopo, per dire).

Comunque sarà il #250 e il nuovo starting point, sarà l'avvincente retrospettiva di Max, ma a me sta tornando una voglia matta di leggere Nathan Never. Intanto sto iniziando a recuperarmi i primi due Grande Ristampa acquistati e mai letti, vedremo se sarà possibile recuperare altro, ma per quanto mi riguarda d'ora in avanti sono in sella.

Ma, povero Nathan, non è mica colpa sua. Lui è solo una pedina in balia degli eventi.
Eventi che partono addirittura da Atlantide e dai suoi piloni. E' lì che è comparsa la prima anomalia (come mostrato in un breve flashback durante la "saga spaziotemporale"), e, in fondo, lo squarcio con il quale gli atlantidei tornarono sulla Terra altro non era che una rudimentale falla nello spaziotempo.
Con quella saga faceva il suo esordio Stefano Vietti. Con quella saga il tessitore cominciava a lavorare alla sua tela.


E dopo questo, io capisco solo che Stefano Vietti è un dannato genio.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » mercoledì 18 aprile 2012, 17:30

Tyrrel ha scritto:E dopo questo, io capisco solo che Stefano Vietti è un dannato genio.

Non il miglior dialoghista (anzi), ma un creatore di trame come ce ne sono pochi in Italia (forse Serra e Castelli, ma quei due non c'hanno più tanta voglia).
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Ottimo lavoro.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » giovedì 19 aprile 2012, 17:51

5. Quinta "stagione". 2008-2012 (2111-2115)

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AA17,NN201/202,maxi4,NN203,UA2,NN204,205,AA18,al08,NN206/207,208,209,UA3,NN210, sp18,NN211,212,AA19(GF2),G12,NN213/214,maxi5,NN215,UA4,NN216/217,rb11,rb12,al09, NN218,AA20,NN219,220,221,UA5,NN222/223,sp19,NN224,AA21,NN225,G13,NN226/227/228, maxi6,UA6,NN229,AA22,NN230,al10,NN231,232,233,234,UA7,NN235,sp20,Argo4,Argo5, NN236/237,G14,NN238,G15,maxi7,maxi8,sp21, rb13,al11,NN239-,UA8,AA23,-NN240-241-,AA24,UA9, sp22,- NN242/243-244/245-246-247/248-249,AA25(GF3)


NN = Nathan Never (mensile)
sp = Nathan Never Special (annuale)
al0* / al1* = Almanacco Fantascienza 200* / 201* (annuale)
G = Nathan Never Gigante
maxi = Maxi Nathan Never (annuale)
AA = Agenzia Alfa
GF = Generazione Futuro (GF2=AA19; GF3=AA25)
UA = Universo Alfa (Squadra Fantasma 1,2,3=UA2,UA5,UA8. Dipartimento51 1,2,3=UA3,UA6,UA9. Sezione Eurasia 2=UA4. Guerra Futura 2104 1=UA7)
Argo = Asteroide Argo
rb = Racconto Breve (editi al di fuori della Sergio Bonelli Editore)



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(L'inverno neveriano è alle porte: AA17)

Vita e morte, personaggi sceneggiatori che tessono tele e il Nathan distaccato della quinta "stagione". Un graphic novel di Piani dedicato all'ispirazione che guida gli atti di creazione calza a pennello come apertura unofficial di "stagione" (AA17). Inizia l'autunno di Nathan Never (come da copertina), autunno che lascerà spazio all'inverno dell'anima.

Uccidendo Andy, Nathan s'illudeva di potersi finalmente togliere un sasso dalla scarpa. Beffato dall'intervento sovrannaturale di Luke, Nathan abdicherà e si lascerà scivolare lentamente verso la depressione clinica. La quinta "stagione" di NN è dunque una vera e propria psicanalisi del suo protagonista, che si troverà ad attraversare tutte le fasi del percorso di morte e rinascita interiore, dalla rabbia al rifiuto, dalla depressione al tentativo di patteggiamento, dalla mancata accettazione al ritrovamento di uno scopo.
Tragedia ai più esasperati livelli di lirismo mai raggiunti in un fumetto popolare e d'avventura, che porterà molti lettori a non accettare, o a farlo con fatica, i numerosi limiti di un ormai ex-eroe.

Col senno di poi, il tutto si rivelerà essere un interessantissimo esperimento da parte della redazione. Una redazione talmente assorbita dalla preparazione della "guerra dei mondi" al punto da limarla in continuazione: la guerra, annunciata inizialmente per il 2009, viene in seguito rinviata, riannunciata e rinviata di continuo, fino alla definitiva scelta del ventennale della serie come data del suo lancio. Occorrendo riempire tre annate e mezzo, scatta allora la geniale trovata: il Nathan depresso e ridotto a soldatino dell'Agenzia cade a fagiuolo come protagonista di albi e saghe filler. Filler che mettono a dura prova la pazienza del lettore, che si trova così a dover diventare man of faith e a tenere duro fino alla fine della "stagione". Un test, dunque, per un lettore che, spesso abbacinato da pregiudizi di ogni sorta, non si accorge che, in realtà, se è vero che Nathan è messo un po' da parte, Mister Alfa (nella persona di Stefano Vietti, coadiuvato dall'alto dal solito Serra) è sempre lì che trama ed architetta, manipolando, stavolta, i vari comprimari della serie, da Darver a Sigmund, passando per Link e i protagonisti di due nuovi spin-off, la Legs di Squadra Fantasma e la Nicole di Dipartimento 51. A fine "stagione", tale lettore recupererà il suo protagonista, ma, fattosi distrarre dalle proprie lamentele, si ritroverà sotto il naso un mondo in cui il grigio ha trionfato di nuovo.

E' che bianco e nero non esistono, nessuno vince mai davvero. Ancora scosso dagli eventi della "saga spaziotemporale", Nathan fatica ad accettare la triste verità.

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(Nemmeno gli alieni sono più quelli di una volta... il mondo non cambierà mai. Rabbia: NN201/202. Rifiuto:NN203)

Rabbia. Chi meglio di uno sporadico Medda poteva raccontarla? Non pago di quel che gli è successo, il fato si accanisce contro il povero Nathan. A Capodanno, gli alieni visti nella terza "stagione" tornano brevemente e fanno una pessima figura (NN201/202). Uno di essi è un killer, un altro muore, il terzo è un bastardone. Tutto l'universo è paese. Nathan, che non può più credere nemmeno negli extraterrestri buoni e intelligenti, elimina freddamente un killer (stavolta terrestre). Sfogatosi, la sua rabbia si quieta in deciso rifiuto. Colto da improvvisa nostalgia, Nathan recupera la sua vecchia collezione di anticaglie di carta e vinile (scopriamo così che, dopo il cambio d'abitazione, era stata depositata in uno storage centre), reincontra il suo vecchio amico Mac (robot rigattiere comparso nel #1 e nella prima "stagione" e rapidissimamente nella terza) e si fa regalare carta e matita. Il mondo gli fa schifo? E allora Nathan se ne inventa uno suo. Un mondo ingenuo, in cui il Bene, con un po' di fatica, trionfa sempre sul Male (tecnopati utili, Mister Alfa ucciso da Andy e non da Nathan, che rinuncia alla vendetta); un mondo in cui la Giustizia è un'Entità aliena che elimina le anomalie e mette tutto a posto (Neos e Uomo Quantico eliminati, Jack O'Ryan e April tornati a casa); un mondo in cui le perdite sono vissute con serenità (Nicole si diverte col Decimo Doctor Who) e l'amicizia è un valore indissolubile (torna Legs). Un mondo di pura fantasia, purtroppo. Il commovente (e breve) ritorno di Serra alla scrittura è dunque una sorta di riassunto di quello che il futuro potrebbe essere ma non sarà (NN203). Anche in senso metanarrativo, dato che nelle pagine finali si dà il "la" ad uno spin-off mancato, La stirpe segreta, rappresentato da un misterioso figuro volante mai mostrato in volto (un alieno? un supereroe?). La stirpe segreta avrebbe dovuto essere uno dei quattro spin-off ospitati, a rotazione, sulla nuova collana Universo Alfa. Purtroppo, a differenza degli altri tre, che partiranno regolarmente, questo rimarrà nel cassetto, e l'identità dell'enigmatico individuo non verrà mai rivelata.

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(Le nuove vite di Legs e Nicole:UA2,UA3)

Nessun problema, invece, per la Squadra Fantasma e per il Dipartimento 51.
Legs, Orson, Janet, Katy e la loro The Agency vengono impiegati da Darver come squadra esterna dell'Agenzia; l'impiego non è ufficiale, ma, per usare una terminologia semplificata, 'in nero'. La squadra è pertanto costretta ad agire in incognito, come un fantasma. Anche perché gli incarichi conferiti dal bastardissimo Darver (a cui poco cale della salute dei quattro) sono spesso violenti. La trama su cui si concentrano le nuove avventure di Legs e amici appartiene al filone dei robot: Ultima, una delle ex-segretarie robot di Mister Alfa (vedere terza "stagione"), ha preso coscienza di sé ed è divenuta la fantomatica "regina dei robot" (UA2).
Negli anni '50 alternativi, nell'Area 51 si è creato un Dipartimento speciale finalizzato a studiare (e capace di aprire a comando) le fantomatiche anomalie spaziotemporali. Quel che ne viene fuori è dunque una sorta di Comando Stargate, come quello dell'omonimo telefilm (la base si stabilisce proprio nelle Cheyenne Mountains). A capo del Dipartimento 51 troviamo una decisa Nicole Bayeux, costretta a mettere da parte le proprie fragilità, coadiuvata dal rude e silenzioso Ray Kazinsky (capace di diventare una belva tramite un'apposita iniezione); dalla matematica paraplegica Emma Watson; da Helios, mutato dal carattere ambiguo e proveniente dallo stesso futuro di Nicole; da Johnny Morgan, capace di controllare le paure altrui, e dal di lui cane-demone Shadow, una sorta di cane Shra come quello già visto nella quarta "stagione". John Winter, promosso Capitano, non è stanziato alla base: i suoi rapporti con Nicole si sono raffreddati.
La prima missione è puramente introduttiva, e vede l'arruolamento, se così si può dire, di Shadow, catturato e tenuto sotto controllo mentale da Johnny, e i primi viaggi negli universi paralleli, fra cui un universo Shra zeppo di rovine simili a quelle di Babilonia (UA3).
E' un Vietti, questo, che può permettersi di rallentare e accelerare il ritmo a suo piacimento, inserendo inside jokes fini a se' stessi. La cittadina che da inizio alla prima missione del Dipartimento, Plymouth, è la stessa in cui si trova ad indagare Nathan nel suo presente, durante un caso dai toni lovecraftiani talmente fuori dalle sue corde da dover ricorrere alla consulenza del Martin Mystère robotico: questi, dopo aver esplorato il mondo ed esserne rimasto deluso, si è ritirato su un'isola e conduce una vita estremamente solitaria. (sp18)

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(Nuove leve e guest stars fanno venire la depressione. Rigamonti:NN211,218,224. Secchi:NN212. Vietti:G12. Simeoni:NN216/217)

Non è che a Nathan dispiaccia tanto la scelta di Martin, in questo periodo della serie. Periodo che corrisponde all'apice, anzi, all'ipogeo, della depressione dell'agente Alfa. Soffre, terribilmente soffre, Nathan Never. E con lui diversi lettori, che se lo ritrovano ridotto a schiavetto di Darver e impegnato in missioni filler che un tempo sarebbero state affidate a personaggi secondari (NN208,209,221,al08,al09). Queste sono un modo come un altro per giustificare un Piani e un Vigna spompati dalle tante pagine prodotte negli anni precedenti e apparentemente sulla via del tramonto. Apparentemente, dato che entrambi avranno un sussulto.
Chi non ha sussulti è Nathan: i notevoli filler del nuovo arrivato Davide Rigamonti (NN211,218,224), il capolavoro di Secchi (NN212) e il gigante di Vietti (G12) costituiscono un glaciale uppercut che mette knock-out il Nathan interiore. I primi, caratterizzati da un comparto grafico impressionante, restituiscono un Nathan insensibile, appiattito, dagli occhi spenti. Il secondo porta il tutto all'estremo, mostrando un uomo Nathan più vigliacco di un assassino, incapace persino di chiedere un appuntamento a una Sara McBain che inizia a farsi sempre più distante. Il grezzo ritratto che Alice, ricoverata in una clinica privata, fa al protagonista è quanto mai veritiero: Nathan è "un mostro"; o perlomeno lui si sente tale. Vietti, per una volta alle prese con manipolazioni semplici anziché planetarie, rincara la dose costringendo Nathan a recuperare le memorie di una triste missione che si era fatto cancellare.
Provano a restituire un clima leggermente (solo leggermente) meno pesante la new entry Mirko Perniola, il cui stile si presenta subito improntato al recupero dei tempi che furono (NN215), e Gigi 'Sime' Simeoni, primo autore completo della serie: la sua doppia (NN216/217) sarà l'ultima apparizione della piccola Alice, ormai tornata a camminare e a giocare per la Città ferita.

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(Viviamo nella società del superfluo. La "saga della Compagnia":NN204,206/207,210,213/214,226/227/228. Mission to Mars:NN222/223)

Quando non si rinchiude in casa a piangere, Nathan fa il suo lavoro, mettendoci tutta la professionalità di cui dispone. Solo quella, niente più coinvolgimenti personali. Certo, la sua condizione interna inficia le sue prestazioni, spesso macchiate da qualche errore di troppo. A sua parziale discolpa, in questo periodo Nathan è stressato da un caso particolarmente ostico, che impegna più del dovuto lui e l'Agenzia Alfa. E' la cosiddetta "saga della Compagnia", progettone di Piani destinato ad essere pubblicato anni dopo, ma anticipato per turare le falle dovute allo slittamento della "guerra dei mondi". Falle turate in maniera egregia, perché, se pure la saga in sé risulta una normale spy story dai contorni vagamente pulp (genere prediletto da Piani), è in essa che vengono piantati i primi semini della futura guerra. La Compagnia, associazione di 12 imprenditori particolarmente potenti, viene infatti sgominata dall'Agenzia Alfa dopo lunghe indagini (NN204,206/207,210) durante le quali il palazzo dell'Agenzia viene pure assediato da alcuni terroristi (NN213/214). Vicenda, questa, che si risolve nel migliore dei modi, grazie anche all'intervento di Betty Hayworth, agente Alfa promossa nella squadra primaria per meriti sul campo conseguiti a questa operazione (la cosa in realtà non viene dichiarata esplicitamente, ma è comunque intuibile). Si passa dunque alla fase conclusiva (NN226/227/228), con la Compagnia che viene sgominata dalla killer tarantinoide Aleph, figlia di tutti e dodici gli imprenditori. La fregatura è che la fine del cartello imprenditoriale permette alla Imperium Enterprise di Atticus Kane, i cui cantieri cominciano a riempire la Città Est, di progettare la sua soluzione finale (spiegazione non ufficiale, e a posteriori, dei ritardi nella ricostruzione della Città).
Se questo può essere considerato un prologo ufficioso, un prologo ufficiale alla "guerra dei mondi" è costituito dalla missione di Nathan e Link su Marte (NN222/223), inviati a recuperare una misteriosa fialetta (contenente un siero in grado di controllare la mente) per conto del generale marziano Rejnard. Prologo ufficiale a detta degli autori, ma di fatto della fialetta non si parlerà più. La missione costituisce anche l'ultima apparizione di John Abraham come Presidente delle Nazioni Unite. Come avevo anticipato nel riassunto della quarta "stagione", questa sua capatina è un errore di Vigna, errore che è possibile correggere slittando il passaggio di consegne fra Abraham e Donald Kassavidis (a questo punto ex-Governatore) nei numeri compresi fra questa doppia e la "guerra dei mondi".

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(Orgia spin-off(1). Donne, e robòt, in cerca di guàii... Legs sulle tracce di Ultima:UA5. Ultima sulle tracce di Link:AA21. La saga di Legs volge al termine:UA8. La saga di Link inizia:AA23)

E' un Nathan, comunque, che si limita a fare il suo. Darver e Sigmund ormai non lo mettono più al corrente di nulla. Al centro delle trame principali si trovano dunque Link e Legs, impegnati nella sottotrama robotica. Durante una missione in Africa, Legs incappa in un droide particolarmente ostico (UA5). E' il preludio al ritorno di Ultima. Ad approfondire la questione viene allora chiamato Link (AA21), il quale, aiutato a distanza da Yuri (che nel frattempo conosce la giovane Ysa, introdotta nella quarta "stagione"), scova una base zeppa di droidi dormienti in Medioriente e poi viene gentilmente fornito di un chip neurovega da un mittente sconosciuto (Ultima). Non lo utilizza su di sé, ma lo tiene scrupolosamente da parte.
In seguito compie altre indagini e incappa in vari robot dotati del chip neurovega, abbandonati in ambienti ostili e divenuti pertanto disadattati. Fra questi Alone, trasferito sull'isolotto di Yuri. Robot disadattati in cui incappa anche la Squadra Fantasma. Al ché Legs e Link si scambiano le informazioni di cui sono rispettivamente in possesso, quindi, in seguito ad una missione piratesca nel porto di Yangon, Legs, Janet e soci scovano (con l'aiuto di una Kay che inizia a controllare i suoi poteri telepatici) la base di Ultima, base che non è altro che l'ex-base di Mister Alfa sita sulla Luna: lì sconfiggono l'ex misteralfiana segretaria e, a questo punto, ex "regina dei robot" (UA9). Il filone robotico può prendere allora una piega decisiva, portando Link addirittura nel sub-spazio, tramite una breccia apertasi al termine di un esperimento scientifico andato a male (AA23). Nel misterioso limbo Link salva i membri dell'equipe scientifica di tal dott.Munroe dalla minaccia dei Tecnomorfi, creature animalesche biotecnologiche (si distinguono dai simili tecnodroidi per non essere umanoidi), prima sacrificando i robot dormienti trovati vicino a Babilonia e in seguito impiantando nella "madre" dei tecnomorfi il chip neurovega tenuto da parte. La madre tecnomorfa è confusa, così Link e compagni possono ritornare nello spazio consueto prima che la breccia si richiuda. Da una base sita in un luogo misterioso (abitato da strane meduse giganti), Mister Alfa e Wolf (e nuove segretarie-robot) osservano con attenzione.
Non si pensi che il filone robotico sia fine a sé stesso: Vietti lo intreccia, come suo solito, con sottotrame simili e con sottotrame completamente differenti. Ne viene fuori una bolgia di spin-off tutti intersecati con una soluzione di continuità magistrale.
Il ritrovamento dei robot in Medioriente da parte di Link è stato infatti propiziato da una missione di May Frayn nelle rovine di Babilonia (vedi seconda "stagione"), ove la formosa agente Alfa, oltre a trovare un distintivo del Dipartimento51, incappa in discendenti mutanti di una colonia tedesca vista nella serie di Martin Mystère (in una storia scritta da Vietti uscita su MM#248/249); dopo questa trasferta, May, coadiuvata da Betty Hayworth, ha pure affrontato delle ginoidi ribelli e ne ha recuperata una. Questa viene presa in custodia da un infervorato Sigmund (AA21). Forse è a questo punto che la trasformazione di Sigmund ha inizio, forse no. Fatto sta che la sua infatuazione per Betty (infatuazione ricambiata), travolgente fin dal debutto di lei nella "saga della Compagnia", pian piano si spegne: Sigmund è sempre più preso dalla questione robot e dalla nuova società robotica clandestina che sta nascendo, zitta zitta, nelle Sub-Cities del pianeta. Sigmund è talmente interessato alla questione al punto da aver fatto qualcosa a sé stesso (AA23). Cosa? Il mistero costituirà il cliffhanger di fine "stagione". In attesa di quel colpo di scena, Sigmund mostra al suo galoppino Link la chicca a cui ha lavorato negli ultimi anni: l'archivio quantico chiamato Brain Comdeck.

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(Orgia spin-off(2). Il futuro non esiste senza il passato:GF2(AA19). I passati, invece, se la cavano pure da soli, tanto c'é chi li controlla:UA6,UA9)

Brain Comdeck e questione robotica, come si ricorderà, saranno fondamentali nel remoto futuro di Generazione Futuro: nel 2607 ritroviamo Liam, Joanna, Scout, Kay, Lamia e Link a muoversi su e giù per il pianeta per guidare indirettamente la resistenza al Concilio dell'Equilibrio (GF2 aka AA19). Ysa "muore" (per come può morire un robot: ricordate PKNA#12? Bene, qui la cosa ha generato lunghe discussioni sull'eutanasia nei media e consimili); il suo posto viene preso da Nuke, bambino C-014. Se i ribelli protagonisti portano alla liberazione del pianeta dalla silenziosa dittatura sfruttando il supercomputer quantico Atlantis (sito nei pressi della Città Bianca), le pedine fondamentali nel processo che porta alla caduta del Concilio sono però il Link Oscuro e le telepati. Il primo, con i suoi mute, è l'esecutore materiale di Erebron e il conquistatore del palazzo sede del Concilio. Le seconde, Kay in primis, sono coinvolte nel risveglio di un misterioso figuro (che alcuni lettori chiamano "Gabriel Oscuro"), dormiente dai tempi della misteriosa e dimenticata "guerra del buio", di cui il figuro, a suo dire, è stato l'arma definitiva, prima di essere messo a dormire da Kay (la quale non rammenta nulla a proposito). Il figuro si da alla macchia, lasciando Kay sempre più confusa. Al lettore invece pare sempre più certo che la sinuosa telepate sia la ragazzina adottata da Branko: il diario di una bambina di nome Kay, anticaglia polverosa, contiene le informazioni sul tempio segreto della Sorellanza Telepate (il cui tempio ufficiale, situato su Marte, è stato distrutto) in cui è celato il "Gabriel Oscuro". Tornando al lettore, per lui l'intera vicenda è comunque fonte di anticipazioni: l'esplosione sub-spaziale raccontata un parafgrafo fa ha infatti dato la possibilità ai ribelli di nascondere la propria base nel sub-spazio; inoltre, l'albo rivela l'esistenza di almeno una seconda base di robot dormienti, celata sotto il Monte Bianco.
Ogni cosa è illuminata, diceva Jonathan Safran Foer. Ogni cosa è collegata, dice ora Vietti (assieme a Swami Prajnanapada). Ne sa qualcosa Nicole Bayeux, che nelle sue scorribande fra gli universi si ritrova ad avere a che fare con un misterioso nemico chiamato - ma guarda un po' - "il Manipolatore" (UA6,UA9). A combatterlo, da almeno tre generazioni, è una consorteria di tre grandi famiglie originarie dell'universo di Nicole e successivamente stanziatesi in un altro: la britannica famiglia Taylor, l'indiana famiglia Lahore e la francese famiglia... Bayeux.
Il destino multiversale di Nicole si rivela così predefinito e non casuale, operazione che potrebbe sembrare mera retcon, ma che tale non dovrebbe essere: stando a Tyron, un nuovo alleato di Nicole, Darver ha sempre saputo.
Fra uno scontro e l'altro con creature d'ogni tipo, Nicole incappa in rovine babilonesi (ove perde un distintivo del Dipartimento che sarà ritrovato da May Frayn; come detto, ogni cosa è collegata...); sventa il tradimento di un Helios alternativo e contaminato da un simbionte dimensionale, sorta di parassita cibernetico il cui scopo è aprire quante più anomalie spaziotemporali possibili (scopo che torna buono al "Manipolatore", che può così scoprire e influenzare altri universi); trova un insperato alleato nel barbuto Tyron e fa la conoscenza delle famiglie Taylor e Lahore. Sventato un attacco di un altro simbionte, che ha portato morte e distruzione nell'universo steampunk di Tyron, ora a Nicole non resta che conoscere la famiglia che porta il suo cognome e sconfiggere il misterioso "Manipolatore". Questi parrebbe essere inevitabilmente Mister Alfa: a causa di un vortice dimensionale particolarmente potente, Nicole e la sua squadra si ritrovano a fare una capatina in una sorta di limbo in cui sguazzano, oltre ai simbionti, le medusone giganti che contornano la base di Mister Alfa (vedi paragrafi precedenti).
Tuttavia, viste le tematiche in gioco, imho il ruolo del Manipolatore calzerebbe alla perfezione per l'Uomo Quantico, che potrebbe, in questo modo, fare la sua rentréé.
Al momento in cui scrivo tutto è ancora aperto: a differenza degli altri filoni, quello di Nicole non è ancora concluso.
E non è concluso nemmeno il filone eurasiatico, accantonato a causa di un temporaneo ritiro di Ostini dalla scrittura. Forse, la prostituzione a cui si costringe Asija per poter concludere una missione costa troppo alla maori in termini psicologici (UA4).

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(Com'era dolce il passato, e com'é amaro il presente... Un tuffo nella memoria rigenera il cervello:G13,NN230,231. Ma il cuore si spezza:NN229,233)

Da tutto questo Nathan è escluso. Giusto Link gli racconta qualcosa dei tecnomorfi, ma, in generale, si può dire che oramai non se lo fili più nessuno.
La relazione con Sara va sempre peggio, come racconta Ostini nella sua ultima storia (NN229). Nathan ha addirittura una mezza voglia di tradirla. Non lo fa, ma è comunque un brutto segno. E' che entrambi sono due viziati con poca voglia di fare sul serio: non c'é intimità e complicità fra i due, sono due persone sole che si tengono compagnia (come afferma lo stesso Nathan in NN212).
Nathan non è però arrendevole. E' l'occasione per provare ad accettare, prendere per quello che è, la sua nuova vita. Un tentativo che coincide con il ritorno di un Vigna sperimentale, trasognante, vecchio stile. Con l'albo gigante del 2010 (G13) Vigna organizza una vera e propria seduta di psicanalitica neveriana. Sfruttando come causa occasionale i magnetociti iniettati dal folle dottor Ozu a un Nathan in missione nei dintorni di Giove, Vigna si addentra nella psiche di Nathan Never e scrive un albo gigante quasi senza trama, un flusso di coscienza in cui il personaggio passa indistintamente dalla sua versione passata (i bei vecchi tempi cogli amici di una volta) a quella passata ma distorta (con un Sigmund assassino), fino a quella presente (la missione in corso) e, addirittura, a quella futura: le ultime tavole mostrano il Nathan vecchio e i suoi due figli intenti a stanziarsi, dopo lunghe peregrinazioni, su un pianeta. L'intera avventura raccontata nel presente è dunque accaduta davvero? Al lettore l'ardua sentenza (comunque sì, è accaduta).
In questo suo breve revival, Vigna passa da un coup de theatre all'altro. Raccontando sotto forma di fantascienza pulp la morte del suo amico Frank B., Nathan corona un suo vecchio sogno: scrivere e pubblicare un romanzo d'avventura (NN230).
La 'sottosaga della memoria', come mi piace chiamarla, si conclude vieppiù con un apparente lieto fine. Sfogliare l'album dei ricordi non fa mai male a nessuno, ad uno nostalgico come Nathan, poi: ed ecco che le brevi storie (scritte dai 3 sardi più Vietti e Piani), narranti i ricordi richiamatigli alla mente dalle sue vecchie foto, sono disposte in modo da formare un climax positivo (NN231). Il percorso *Nathan ragazzino furbo ma onesto-->Nathan poliziotto cinico e stanco-->Nathan lottatore di jeet kune doo stanco e poi ritrovato-->Nathan tranquillo che dopo la "saga di Atlantide" bighellona con gli amici e va a trovare Martin Mystère* sfocia alla fine in un racconto comico, in cui Nathan in prima persona racconta nientemeno che origini e destino del suo vecchio impermeabile azzurro.
Per Nathan sembra giunta la catarsi, ma tutto va a ramengo nel giro di due mesi.
Arriva infatti l'inevitabile: carpendo diem, Sara fugge, ma in amore perdono tutti. Sara (e con lei Medda) lascia Nathan per andare a curar le tartarughe. Lo fa così, senza una parola, sotto la pioggia scrosciante (NN233).

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(I robot si riorganizzano:al10,NN234,235. Ma Nathan ha già i suoi problemi esistenziali da risolvere:NN238,G15)

Subìto l'ennesimo colpo basso, a Nathan non rimane che tuffarsi nel lavoro e colmare così (si fa per dire) il suo vuoto interiore. Nulla lo scalfisce più: non la scoperta di un gruppo di mutati in Africa (AA22), e nemmeno il presunto ritorno del dottor Sung, il creatore dei robot C3, di cui è un esemplare un Mac sempre più ambiguo e ormai disceso nei livelli inferiori della Città per unirsi alle associazioni robottesche (al10,NN235). Non lo tange neppure un caso di robot dittatori sconfitti (in zona Nube di Oort) da un Link disubbidiente (NN234), né l'imperversare dei cantieri della Imperium Enterprise, e nemanco una minaccia atomica nel 'Margine' (NN236/237), che il Nostro riesce a debellare, per pura fortuna, dopo essersi spacciato maldestramente per cuoco.
Approfittando dell'occasione, Rigamonti gli da il colpo di grazia, con un altro notevole filler (NN238) e, soprattutto, con il suo primo albo gigante (G15). Albo gigante uscito parallelamente al #250, ma che va collocato in questo punto, non soltanto per la consueta presenza di Darver e Sigmund, ma perché ideale culmine del percorso depressivo del protagonista: l'indagine in merito ad una scrittrice assassina è l'occasione per una definitiva indagine interiore ed esteriore a 360°. La conclusione è la scoperta di un mondo vuoto, insicuro, impaurito, dove la gente cammina e cammina senza mai guardarsi in faccia. Insomma, il mondo reale.

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(Il rilancio editoriale di NN. Preparazione alla guerra:UA7. Ripescaggi:Argo4. Brindisi:sp21. Multimedialità:rb13,portfolio ventennale)

Dopo tante lacrime, arriva il momento dell'azione. La "guerra dei mondi" si avvicina a passi felpati. Vigna rilancia Asteroide Argo (Argo4,Argo5), assente da un lustro, ma è un rilancio fasullo. Lo spin-off prosegue per filler, come di consueto.
Assieme a Medda e a Serra, poi, festeggia il ventennale della testata con tre storie fuori continuity: quella di Serra è una toccante ammissione di sconfitta.
Con un virtuale passaggio di consegne, Perniola e Rigamonti ufficializzano il loro status di (eclettici) eredi dei tre sardi con due filler a testa (maxi7,maxi8), accompagnati da due filler esotici e citazionisti old style: una versione dark di Tintin in Tibet firmata da Piani (maxi7) e l'addio definitivo di Nathan alla sua natìa Gadalas ad opera di Vigna (maxi8).
A questo punto, NN è tornato alla ribalta delle cronache, si producono perfino racconti brevi e portfolii (roba che non si faceva più da un decennio): d'altronde la saga è lì lì che incalza. A preannunciare la guerra aveva già pensato il militar addicted Stefano Vietti, con una trovata particolarmente originale: per raccontare di un pianeta sull'orlo di una guerra, aveva raccontato di una guerra precedente. Un nuovo spin-off si apre su Universo Alfa, ovvero Guerra futura, nella sua prima uscita ribattezzato 2104 e dedicato alla guerra contro le stazioni orbitanti: vi si narrano tre storie militaresche, fra cui la missione di Luke Sanders e Melody Ross a Khad (vedi terza "stagione"), contornate da un'inchiesta condotta, nel 2114, della giornalista Delya Davids.

Poste tutte le millemila premesse, può partire la "saga della guerra dei mondi", saga che riuscirà, nonostante alcune sbavature, a risultare gradita ai più e a compiere una graande impresa degna di quella di Paperino/Cornelius: fermare per un anno il calo delle vendite.

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(La saga inizia. Prologhi assortiti: Pretoriani:NN239. Telepati:NN240,241. Ultime missioni:AA24,sp22)

Se la saga parte qui, la guerra vera e propria scoppia solo più in là, giusto il tempo di snodare gli ultimi fili nel lungo prologone della serie regolare e nei vari prologhi assortiti, questi ultimi pubblicati a guerra in corso pur essendo ambientati prima.
Colpo di stato su Marte (NN239): il pretoriano Scipio, successore designato del "Numero Uno" (i Pretoriani si identificano fra loro tramite numeri romani progressivi: il Numero Uno è il leader), accusa il suo predecessore di mollezza e decide di dare un'impronta autoritaria alla congrega che governa il pianeta rosso. Non che avesse tutti i torti (dal suo punto di vista): i Pretoriani, preso il potere durante la terza "stagione", si sono limitati, fino a questo momento, a mantenere gli equilibri cercando, al massimo, di spostarli gradualmente a proprio favore. Scipio, stanco di alleanze e compromessi con servizi segreti terrestri e quant'altri, come un Maroni qualsiasi vuole riportare i Pretoriani ai loro credo originari. Per farlo, però, ha bisogno di un alleato: il suo amico di lunga data Atticus Kane, mutato marziano leader dell'Imperium Enterprise, i cui cantieri hanno invaso la Città. Si avvicina il giorno della consegna delle nuove e scintillanti strutture (edifici pubblici e appartamenti privati) all'amministrazione cittadina, ma l'Agenzia Alfa, aiutata da informatori occasionali, scova delle lievi irregolarità nella concessione degli appalti alla Imperium. Si pone dunque un quesito etico: è meglio soprassedere su lievi cavilli burocratici e restituire un po' di entusiasmo alla Città o ritardare ulteriormente i lavori ma applicare le leggi fino in fondo? L'Agenzia, con in testa un Nathan stanco di sotterfugi, si schiera a favore della seconda opzione, ma viene esautorata dalle accuse di una procuratrice corrotta e di una buona parte della cittadinanza (fra cui il sindaco Hohenzollern). Costretta a dover accantonare temporanemente l'inchiesta sull'Imperium, l'Agenzia si trova allora coinvolta da Resya nella lotta contro un gruppo di 'telepati oscure', ossia rinneganti la Sorellanza che Resya ha in parte ricostituito nel suo nuovo tempio (situato su un'isoletta: è il tempio segreto visto in GF2). Le telepati oscure uccidono l'ex-presidente Abraham (NN240), che, assieme a Kay, aveva aiutato l'Agenzia a rintracciare telepaticamente buona parte dei telepati presenti sulla Terra, scoprendo così gli intrallazzi delle telepati oscure con Aran Darko (ancora rinchiuso in carcere). L'Agenzia al gran completo stana il covo delle telepati oscure (NN241) e, dopo averle eliminate, scopre i segreti da loro custoditi: dei misteriosi cloni piloti. Mentre sulla Terra accade tutto questo, su Marte la misteriosa gilda di archeologi al soldo di Scipio scopre delle imponenti rovine nei sotterranei marziani. Fra queste una tomba, su cui è inciso un nome: Kos Aradan Zero. Ispirato, Scipio si autoproclama Kos Aradan Primo, imperatore di Marte.
Interrompendo un momento il filo del discorso, vanno collocati in questo punto un paio di fuoriserie usciti durante la pubblicazione della guerra, ma ambientati prima. Si perchè è qui è va idealmente letta l'ultima avventura di Janine Spengler, peraltro temporaneamente promossa da segretaria ad agente operativa per risolvere un'indagine dal sapore di commedia (AA24). Ormai a Janine lavorare in Agenzia non trasmette più nulla, e se rimane è solo perché c'é il carismatico Darver, a suo dire affascinante e gentile. Nello stesso albo, May Frayn e Sigmund sono inviati ad analizzare le rovine di Babilonia, sulle tracce di una qualche anomalia che possa ricondurre a Nicole e al suo Dipartimento51. All'insaputa di Sigmund, May scova sì un'anomalia, ma che conduce al futuro di Generazione Futuro: May incontra infatti Joanna, che le profetizza morte e distruzione sulla Città Est. Tornata a casa, May e Branko cominciano a diffidare un po' di tutti, soprattutto delle trame di Darver e Sigmund; questi ultimi, intanto, si sollazzano con un cadavere Shra recuperato dopo uno scontro a fuoco a Babilonia. A questo punto, se Sigmund è sempre più freddo, Darver è sempre più capo. L'ingenua Elania Elmore (sempre infatuata da lui) lo vedrebbe bene come suo successore. Nel frattempo, un'alga marina sfuggita al laboratorio Atlantis (che porta lo stesso nome di quello di GF2, ma che qui è sottomarino) contamina la popolazione. Nathan e Diane Weston (che si mostrano vicendevolmente attratti), assieme a una mutata di nome Ysha, fermano l'epidemia (sp22).

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(Ultime porcate e... la miccia scoppiò:NN242/243)

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(L'Agenzia Alfa va alla guerra: NN244/245-246-247/248-249. La vincerà?)

Compiuti ufficialmente vent'anni di vita editoriale, si può dare inizio ai festeggiamenti. Festeggiamenti luttuosi, ma pazienza. Grazie a canali poco puliti, e ad una buona dose di fortuna (che ha stizzito diversi lettori), l'Agenzia Alfa scopre il rapporto che lega Atticus Kane ai Pretoriani. Prova e riprova a dimostrarlo, ma non vi riesce. Darver scomoda all'uopo la sua amicizia personale con Kassavidis, ma questi si rivela complice di Kane e, pentitosi, si suicida. Il nuovo Presidente Gomez nasconde delle magagne di gioventù sicchè Darver lo ricatta senza patemi. L'Agenzia Alfa ottiene finalmente la pubblica assoluzione, l'apertura di un'inchiesta sui traffici dell'Imperium Enterprise e il blocco dei cantieri. Nathan, definitivamente schifato dai giochi sporchi di Darver, si incazza come una bestia e da le dimissioni. Tutto inutile: Atticus Kane e Scipio, costretti ad accelerare il loro piano, scatenano l'inferno. I numerosi palazzi e cantieri dell'Imperium si aprono come rampe di lancio e liberano enormi tripodi corazzati (guidati dai cloni telepati) che mettono a ferro e fuoco la Città. La guerra vera e propria inizia.
In flashback, Scipio e Atticus sono due giovani mutati sottoposti a subdoli esperimenti da parte dei servizi segreti terrestri su un pianeta Marte ancora non terraformato e abitato solo dalla prima colonia terrestre (vedi seconda "stagione"). Atticus e Scipio fuggono e vedono per la prima volta le stelle. Di nuovo catturati, tornano ad essere soggetti agli esperimenti. Vengono divisi, ma i due hanno ormai maturato un profondo desiderio di vendetta nei confronti dei terrestri. Concordano un piano: Atticus, appartenente alla branca mutata meno appetita dai militari, diventerà un imprenditore di successo e raccoglierà tutto il denaro necessario a sviluppare delle potenti armate. Scipio, mutato appartenente al gruppo più sviluppato e destinato a divenire l'oligarchia di una società (teoricamente) perfetta controllata dall'alto, farà in modo di prendere il potere al momento opportuno (NN242/23).

Nel presente non c'é un attimo di tregua (NN244/245). Il carcere di Marutha Bay viene fatto saltare in aria e Darko può finalmente ricongiungersi ai suoi cloni, cui ha lavorato a distanza, durante gli ultimi anni, grazie alle telepati oscure. A Darko non importa la conquista della Terra, bensì la vendetta personale nei confronti dell'Agenzia Alfa; per questo gli viene affiancato Atticus. Fra Darko e il duo Kane-Scipio non c'é fiducia reciproca, mancanza che porterà allo sfaldamento del loro piano. Intanto, però, i tripodi devastano tutto e macinano successi. L'Agenzia Alfa viene fatta evacuare e i suoi segreti (fra cui un fantomatico 'progetto River') spostati in un luogo sicuro. Mentre Nathan, Branko e Sigmund sono chiamati a prevenire un'emergenza sanitaria, Darver, Janine, May, Link e Mendoza fuggono via acqua, salvati da un tripode, comandato a distanza da Darko, soltanto da un primo intervento di Legs e Janet (da questo momento riunitesi al gruppo), da un secondo di Link e da un terzo di Kay, giunta fin lì via motoscafo. Nello spazio la battaglia si scatena inizialmente fra Marte e la Confederazione delle Stazioni Orbitanti, guidate dalla presidente di Melpomene Gloria Anderson. La Confederazione, rifiutato il patteggiamento con Scipio, si schiera a favore dell'ex-nemico, la Terra. Le forze armate di quest'ultima sono costrette al sacrificio della celebre Galahad Shield, ma, grazie agli scudi difensivi (ribattezzati "Hab'Hamal") delle Stazioni orbitanti, l'alleanza riesce a reggere i colpi degli attacchi marziani.
Marziani che sono allora costretti a lanciare una massiccia invasione di truppe di terra sul terzo pianeta. L'invasione è globale (viene coinvolta anche la Sezione Eurasia), ma lo spazio tiranno impedisce a Vietti di raccontare alcunchè: un numero di Guerra Futura ancora da pubblicare colmerà le lacune. Nel corso dei mesi l'obiettivo dell'autore rimane pressochè fisso sulla Città Est e sui protagonisti di una vicenda sempre più corale. Con tutte le critiche che comporta una tale scelta narrativa, durante la guerra Nathan è solo uno dei tanti e diventa decisivo solo nel finale. D'altronde i comprimari da gestire sono moltissimi e lo spazio a disposizione è quello che è; tenendo conto di tutti questi fattori, Vietti riesce a fare un egregio lavoro di caratterizzazione dei numerosi personaggi, consegnando a ciascuno il proprio momento di gloria. Fra questi, la morte di Nyda Maverick è forse l'episodio più riuscito. Trattasi di una morte che arriva nel momento in cui le cose sembrano essersi messe meglio per tutti: il gruppo di Darver e Legs; quello di Nathan, Branko e Sigmund; l'agente Betty (che era andata a cercare la madre all'ospizio); Nyda, Elania Elmore e il di lei figlio; Resya. Tutti si erano riuniti a Sub-City, dove avevano ritrovato Brenda e il suo braccio destro Emma, e persino Jason Hyde e l'"Ingegnere".
A questo punto è passato solo un giorno di guerra. Dieci giorni dopo, il plot di Vietti deve giocoforza accelerare. Al variegato gruppo vanno ad aggiungersi, oltre a Sergio Bonelli in persona (in un romantico inside joke di Giardo che saluta l'editore scomparso in quei giorni), la resistenza di superficie guidata da un guercio Marcus Morrighan (il giudice Frey è morto) e il colpo di fortuna di Jerry Lone, il quale, esattamente come accadutogli durante la guerra contro le stazioni orbitanti, scova il granello che inceppa il meccanismo del nemico. In questo caso il granello è l'Uni-Mente, enorme struttura dalla quale partono i collegamenti telepatici che guidano i tripodi (NN246). Per disattivare tale collegamenti, Sigmund chiama a raccolta Sister J, Erimantis e Outremer, i cui poteri sono fondamentali per la riuscita della missione. La notte che precede l'assalto all'Uni-Mente rimescola tutte le carte del mazzo. Le relazioni fra i vari personaggi si ridisegnano, forse una volta per tutte. Legs si allontana da Janet e con Nathan e Branko ritorna a sentirsi parte del vecchio gruppo. Branko, sfruttando la delusione per non essere stato coinvolto nella missione decisiva per via della sua taglia extralarge, ripesca il medaglione datogli una "stagione" prima dall'"Ingegnere" e ipotizza un riavvicinamento alla causa mutata (ma rimprovera ai mutati superstiti di essersi riuniti e fuggiti nelle viscere della Città). Un Sigmund più glaciale che mai fa soffrire Betty, mentre Erimantis e Sister J si dichiarano unione eterna (consapevoli che durerà poco). Nathan calma la tensione sgroppandosi Emma, per la delusione di un'Elania decisamente confusa: si è (finalmente) resa conto che Darver l'ha usata per ottenere potere. Posto tutto ciò, parte l'assalto finale, che finale non è in quanto tutto va a ramengo (NN247-248). Darko, eliminato il fastidioso Atticus Kane, riesce ad impedire la diffusione del virus, progettato da Sigmund, che, diffuso dall'Uni-Mente, avrebbe dovuto stendere i tripodi. Nella frettolosa fuga dall'Uni-Mente perde la vita pure Emma, eliminata da un Darko sempre più spietato. A rompere le uova nel paniere del calvo cattivone interviene però Outremer, il quale, immolandosi, respinge l'attacco di Darko e mette tutti gli altri in salvo.
Alla resistenza terrestre rimane un'ultima carta da giocare. La quinta colonna marziana, guidata dalla colonia Osawa (la prima colonia terrestre sul pianeta) e dal generale Reijnard, è finalmente riuscita ad eliminare il generatore che fornisce energia alle astronavi marziane. L'esercito terrestre può dunque costringere all'arresa le milizie spaziali di Marte e distruggere la loro ammiraglia, la nave Ares.
L'obiettivo è ora eliminare i tripodi. Sigmund riprogetta il virus in modo da poterlo diffondere dal palazzo dell'Agenzia Alfa tramite il Brain Comdeck. Tutti gli agenti primari più Janet, Legs e i due tecnopati rimasti si infiltrano nel palazzo, sorvegliato a vista da uno dei tre tripodi speciali chiamati Hyperion (non pilotati, ma senzienti) progettati da Darko e telepati (degli altri due, uno era stato eliminato da Link nei primi giorni di guerra, l'altro è nascosto). Tramite teletrasporto, Darko invia milizie nel palazzo: tutti gli agenti ingaggiano uno scontro a fuoco a protezione di Nathan e Legs, infiltratisi, percorrendo a ritroso il teletrasporto, nell'Uni-Mente. Nel frattempo, Sigmund attiva il virus, il quale altri non è che l'essenza vitale di Sister J ed Erimantis, sacrificatisi per la causa. L'invio genera una scarica elettrica che colpisce Sigmund, atterrandolo. I tripodi cadono uno dopo l'altro, come nel romanzo di H.G.Wells. Nell'Uni-Mente, Nathan, Legs e Darko sono finalmente faccia a faccia, ma per poco, in quanto Darko suicida il suo corpo e downloada la sua mente nel tripode Hyperion che sorveglia l'Agenzia. Tornati nel palazzo, Nathan e Legs notano gli altri agenti raccolti a semicerchio davanti al corpo di Sigmund. Un corpo che si rivela essere quello di un robot.
Stordito dalla sconvolgente rivelazione, il gruppo nulla può dinanzi alla minaccia dell'Hyperion/Darko. Per sua fortuna, il mostruoso ibrido viene eliminato dal cannone sonico di Melpomene, arma dalla potenza smisurata tenuta come extrema ratio. La guerra è finita (NN249).
Dopo tante sofferenze, il pianeta può rialzarsi, e con esso anche Nathan. Egli si convince che il Sigmund robotico non sia quello vero e decide di ritrovare l'amico. Questa decisione gli consente di giustificare le incomprensioni e le litigate degli ultimi anni e di ritrovare uno scopo per andare avanti.
Tuttavia, prima di dedicarsi agli affari propri, Nathan e l'Agenzia Alfa devono risolvere un'ultima questione rimasta in sospeso: la cattura di Scipio/Kos Aradan Primo, rifugiatosi, come prescrive il manuale del piccolo dittatore (vedi Saddam e Gheddafi), nel proprio bunker personale. Il governo transitorio marziano, guidato da Rejnard col supporto degli Osawa, fa setacciare il pianeta rosso, senza buoni risultati. Agli occhi dei terrestri si prospettano tempi contorti per Marte, anche per via dell'amnistia comminata ai Pretoriani superstiti, interdetti da cariche istituzionali ma liberamente circolanti per le strade. Vedremo come la situazione si evolverà nella sesta "stagione". Intanto, grazie ai poteri di una Kay ormai socia esterna della Sorellanza Telepate, Scipio viene scovato. Nathan e Legs sgominano la gilda di archeologi che lo protegge (e dei quali nulla viene rivelato) e lo inseguono fin nelle profondità del pianeta. Nel sito archeologico trovato mesi prima, Scipio utilizza l'anello del potere dei Pretoriani per sbarazzarsi dei due inseguitori, ma dalla tomba si risveglia Kos Aradan Zero: questi, una sorta di rettilone antropomorfo, mostra ad un Scipio in trance proiezioni della civiltà che in antichità dominava il pianeta, una civiltà in cui sono comuni gli insettoni già visti nella seconda "stagione". Dopo averlo sminuito e insultato, Kos Aradan Zero uccide Scipio e torna a dormire nella sua tomba, in attesa che un'antica profezia giunga a compimento (ndMax: nulla si sa a riguardo).
La pace torna nel sistema solare. Starwarsiane scene di pubblico giubilo e tripudio si manifestano sulla Terra e su Marte.
I vari tasselli si sistemano nel migliore dei modi. May Frayn si stanzia per qualche tempo su Marte per coordinare le azioni locali dell'Agenzia Alfa. Con lei Kay Frayn e la Sorellanza Telepate, che fonda il proprio tempio ufficiale sulle rovine archeologiche "rettiliane".
Sulla Terra, Janet saluta tutti e dice addio a Legs. Ma, soprattutto, Solomon Darver e Janine lasciano l'Agenzia. Dopo un confronto allo specchio con il suo lato oscuro (rappresentato da Reiser), Darver si dichiara indirettamente vincitore della "guerra dei mondi". Con un lungo, retorico discorso, Darver accetta l'incarico di nuovo Presidente del Consiglio di Sicurezza. Di fatto, Darver diventa il capo del pianeta.
Mister Alfa sogghigna.
Tutti applaudono, tranne Elania Elmore, nominata all'istante nuova direttrice dell'Agenzia Alfa. Ha compreso il gioco di Darver e, recuperata un po' di autostima, si dichiara decisa a mettergli il più possibile i bastoni fra le ruote. Reintegrata Legs, l'Agenzia Alfa è pronta a recuperare l'innocenza perduta. Come primo passo, Elania da il via libera alla ricerca di Sigmund. Nathan e Legs, finalmente insieme, finalmente con uno scopo, sono pronti per nuove avventure.

Frattanto Resya recupera l'ultimo Hyperion rimasto e lo nasconde nel 'Territorio'.

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(Alfa=Omega. La Storia si ripete: nessuno perde, nessuno vince... a parte Lui:GF3(AA25))

Anno 2607. Abbattuto il Concilio dell'Equilibrio, la Terra è in pieno periodo di transizione (GF3=AA25). Una nuova Agenzia Alfa va formandosi. Il direttore designato, John Ballantyne, è un uomo segnato da ferite passate, veste con un impermeabile e ha una figlia tenuta in vita nel cyberspazio (chi vi ricorda?). Liam, Joanna e Scout scoprono il segreto delle proprie visioni passate (hanno una visione pure della "guerra dei mondi"): i tre possiedono i ricordi degli agenti primari dell'Agenzia Alfa. Il trasferimento di ricordi è parte del cosiddetto 'progetto River', con cui le Agenzie Alfe del passato cercavano di riprodurre i propri agenti migliori, così da non perderli mai. Un modo come un altro per preservare e migliorare l''agente perfetto'. Un modo come un altro per proseguire gli esperimenti di Mister Alfa.
Ed è proprio 'Alfa' la parola-chiave di questo futuro, in cui tutto è uguale al passato, un ripetersi di schemi, un continuo clonare e riclonare. Viene rivelata l'origine dei mute: sono discendenti del tripode Hyperion nascosto nel 'Territorio', il quale, nel corso dei secoli, ha acquisito coscienza. Ha acquisito libertà di pensiero. Non è un caso se saranno i suoi "figli" i primi alleati dei robot C-014 e di coloro che combattono la dittatura silenziosa. La dittatura per cui, inconsapevolmente o consapevolmente, lavorò anche l'Agenzia Alfa. Agenzia che ora risorge, di nuovo, con un direttore che ricorda il Nathan delle origini, e con degli agenti operativi che possiedono ricordi e capacità di vecchi agenti; Agenzia che risorge, di nuovo, in un mondo in cui, di nuovo, i militari cercano di prendersi il potere (l'ammiraglio Donovan, identica all'ammiraglio Donovan che compare nel presente della serie regolare è il simbolo più sfacciato della classe dirigente che si perpetua all'infinito), o di spartirserlo con l'eletto di turno; un mondo in cui, di nuovo, sono le minoranze (su tutte, di nuovo, i robot coi sentimenti) le uniche a destabilizzare l'ordine: il Link Oscuro, stabilito nel palazzo che fu del Concilio, è un alleato di cui è sempre bene non fidarsi.
Un mondo in cui, di nuovo, tutto è legato ad una parola, Alfa, e alla sua intima essenza.

Insomma, quale che sia l'epoca, Mister Alfa pare averla sempre vinta. Ma, quale che sia l'epoca, c'é sempre qualcuno pronto a combatterlo. Dall'interno.


6. Sesta "stagione". 2012-in corso (2115-????)

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Cosa aspettarsi dalla sesta "stagione"? Innanzitutto, una catarsi morale. Ovviamente l'onestà assoluta e imperitura è utopia, ma un po' di repulisti è necessario. Elania Elmore non può nuovamente farsi infinocchiare da Darver, se lo fa è una cretina. Nathan e Legs ora hanno da pelare la gatta Sigmund, che non so dove possa andare a parare. Ho un'ipotesi in testa, ma le mie ipotesi non si rivelano mai azzeccate.
Bisogna dirlo: se le cose dovessero rimanere così, non è improbabile che la serie ritorni ad essere un monologo Nathan-Legs come nella prima "stagione" (con l'aggiunta di Elania, chiaro). May e Branko sono ancora in Agenzia, ma hanno altri interessi, Kay è grande e c'ha una vita sua, Betty è un personaggio secondario, seppur caratterizzata serve a far numero. Idem per Anthony Olsen, il nuovo segretario (introdotto nel corso della guerra): probabilmente sarà caratterizzato, ma non avrà mai un peso specifico notevole.
Per carità, tutto può essere. Partito "Mister Alfa" Vietti per lidi fantasy (la sua nuova serie Dragonero debutta nel 2013), il nuovo staff Perniola-Rigamonti, sempre guidato dal Serra, pare voler recuperare - aldilà del riassuntone di questi mesi - le atmosfere dei primi numeri, e non solo le atmosfere: si mormora di un possibile ripescaggio di Kal Skotos (che è in prigione), di sua madre Sada, e forse anche del filone Neos e tecnodroidi.
Le guest quali Medda e Piani dovrebbero essere destinate a spin-off e annessi vari. Secondo anticipazioni, i tre sardi (sicuri Medda e Vigna, Serra è in dubbio) firmeranno una mini ciascuna, tutte esterne alla serie regolare e ambientate nel passato di Nathan. Ufficialmente si parla di "le origini del personaggio raccontate nuovamente, ma con lo stile di oggi", una definizione che penso si tradurrà in una via di mezzo fra retcon e aggiornamento della continuity ufficiale, com'è tipico della serie.
Vedremo. Stando al Serra dell'ultimo Cartoomics, gli spin-off non vendono molto e per ora sono confermati solo fino al 2014. Avremo sicuramente un altro Guerra futura 2104 (in uscita il mese prossimo) ambientato durante la guerra fra la terra e le stazioni orbitanti, più un altro Guerra futura dedicato alla "guerra dei mondi". Si chiuderà la saga del "Manipolatore" di Dipartimento 51 e poi forse le storie di Nicole si occuperanno d'altro. Lo stesso per Squadra fantasma: ci sarà un ultimo albo dedicato a Orson e Katy e al chiarimento definitivo fra Legs e Janet. E' sicuro che Ostini sia tornato a scrivere, e chissà che non riprenda la Sezione Eurasia. Generazione Futuro, con le storie dell'Agenzia del futuro, confluirà in UA. La collana Agenzia Alfa, già passata da semestrale a quadrimestrale, verrà risistemata.
Sulla serie mensile, verrà approfondito il segreto di Sigmund, prima tramite il riassuntone delle cinque "stagioni" poi con la ripresa da dove eravamo rimasti. In seguito si analizzeranno le conseguenze di tutto l'ambaradan e vedremo come evolverà il tutto (la società, il sistema Terra-stazioni-Marte, ecc.).
Il riemergere delle questioni mutate (i mutati non sono estinti e Branko è parecchio confuso) e robotiche (Mac è sceso nei bassifondi e in Generazione Futuro fa l'archivista smemorato) restituirà un po' di tematiche socioesitenziali vecchio stile.
Infine, fra qualche anno, presumibilmente a "stagione" finita, tornerà Vietti con il cosiddetto "progetto Venere", probabile conclusione delle vicende di Mister Alfa, Andy Havilland e Logan.

Di più nin zò. :P
Ultima modifica di max brody il martedì 24 aprile 2012, 18:52, modificato 3 volte in totale.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » venerdì 20 aprile 2012, 17:06

NN #250: Il segreto di Sigmund

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Rewind. Ritorno al passato: si ricomincia dall'inizio, per 4, forse 5, mesi, al termine dei quali si tornerà al presente. Dove porterà il futuro? Mistero.
Nel frattempo, ecco un nuovo starting point, teoricamente il sesto, di fatto il terzo (dopo quelli delle "stagioni" 3 e 4), sicuramente il primo fornito di un sostanzioso battage pubblicitario. Formalmente si cambia alla grande. Via De Angelis, il cui casino combinato con le basette di Nathan durante la "guerra dei mondi" era un plateale indice di stanchezza. Dentro Giardo, già disegnatore fantascientifico ai tempi di Zona X (con la Legione Stellare) e da anni illustratore ufficiale delle Storie da Altrove mysteriane, storie che lo hanno consacrato come uno dei migliori talenti degli ultimi anni.
La staticità riscontrabile nelle sue tavole è in parte iconicità richiesta 'dall'alto', e comunque non inficia pressoché mai una cura per i dettagli notevole, e le sue 'ditate', con le quali contribuisce a creare un alone di ammaliante fascino quasi in ogni tavola, sono ormai una sua cifra stilistica consolidata. Come è consolidata la sua interazione con i lettori: addirittura, molte comparse del #250 portano i volti di alcuni utenti del Nathan Never Forum (quel niubbone del sottoscritto, dimenticatosi di mostrarsi in tempo utile al Giardo, non c'è, ma spera, un dì, di colmare la lacuna).

Uno stile, quello di Giardo, che, presentandosi come un mix di classico e moderno, cade a fagiuolo per il progetto di 'rinnovamento della tradizione' curato da Serra e dai suoi nuovi bracci destri, Perniola e Rigamonti. Perniola, in particolare, da lettore della prima ora della testata, fin dalle sue prime apparizioni (il debutto neveriano è del 2009) si è caratterizzato per la cura per i dettagli (sia in termini di continuity che di semplice atmosfera) 'di una volta', senza però mai tradurre il ripescaggio di questo o quell'elemento in mera nostalgia, ma rimanendo sempre nel solco del percorso narrativo creato da Vietti (e Serra) nel corso dell'ultima dozzina d'anni.
Ecco che Perniola risulta particolarmente indicato per sceneggiare un numero difficile come il #250, numero che deve risultare buono per tutti, dai neofiti assoluti ai nerd più fanatici, e che, andando a collocarsi subito dopo una saga molto diversa, che ha fermato il calo di vendite, si assume un rischio doppio. Beh, Perniola se la cava, e, tenuto conto dei fattori succitati, se la cava pure egregiamente. Molto lo aiuta l'essere un fan della testata, e in particolare del periodo da lui preso in esame, quello della semplicità, dell'atmosfera creata con due battute o con vignette mute, in cui i primi piani dei pochi personaggi in gioco dicono tutto quel che c'è da dire. I dialoghi, punto debole di un Vietti maestro nello sviluppare intrecci, sono nemmeno qui particolarmente letterari, ma, richiamando volutamente quelli del primo Serra, fanno parte del grande omaggio a quella fantascienza semplice oggi in via di estinzione. Revival a parte: Il segreto di Sigmund è solo la prima puntata di una storia in quattro (forse allungata a cinque, non mi è chiaro) parti, e costituisce solo il primo flashback della carrellata avanti che Serra intende compiere a beneficio dei nuovi lettori (e pure suo, ché un po' di ripasso non fa mai male; in ventidue anni ne sono accadute di cose, e lui non ha a disposizione il mio comodo riassuntone :P ). Alcune presenze, Aristotele Skotos su tutte, sono perlopiù omaggi agli aficionados. Altre potrebbero invece preludere a sorprendenti ritorni (mi riferisco a Sada Skotos e Kal, quest'ultimo citato ma non mostrato in quanto non ancora dotato del corpo definitivo). A tal proposito, sarà interessante notare se l'intreccio robotico di Sada sarà da considerare un semplice condesato delle tematiche dei bei tempi andati o se verrà in qualche modo ripescato.
Si delinea comunque un doppio filo conduttore principale, che farà da perno al riassuntone. Da un lato, il segreto, appunto, di Sigmund (che chi ha letto il *mio* riassuntone già conosce); dall'altro, la condizione umana dei protagonisti. Nathan, Legs, Sigmund, in parte anche Reiser: ai tempi della prima "stagione" sono tutti musi lunghi (il 'musone' per eccellenza è Nathan) e riescono a stare bene soltanto insieme. Nella seconda, come intuibile anche dalla preview a fine albo (e come chi ha letto il *mio* riassuntone sa), staranno meglio. Snodi focali di questa quadrupla flashbackata sono/saranno dunque non i 'cosa', ma i 'come'. Il lettore di vecchia data, pur sapendo già tutto, ha motivi d'interesse nel vedere evidenziati gli intrallazzi di Reiser e Sigmund già nel seminale 2091, anno di fondazione dell'Agenzia Alfa e di partenza della serie (a tal proposito, gli eventi di questo numero dovrebbero svolgersi prima del #1, uscito in giugno, quindi grossomodo in primavera).
Quanto al segreto di Sigmund, i fatti porterebbero a pensare che la trasformazione di Sigmund sia da far risalire non molto addietro, durante la quinta "stagione". Eppure il sottoscritto ha un'idea che gli frulla in testa da parecchi mesi (da prima dell'uscita di questo #250), idea secondo la quale la balbuzie di Sigmund sarebbe da giustificare come una sorta di errore di programmazione (o una cosa simile) del cervellone Alfa, vera mente del polacco.

Non riuscendo a trovare il #251 da niuna parte, non posso sapere se la mia ipotesi è (come di solito capita) errata. :ops:


N.B.: gli spoiler sono per chi non ha letto il mio riassuntone.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » sabato 21 aprile 2012, 17:49

max brody ha scritto:Non riuscendo a trovare il #251 da niuna parte, non posso sapere se la mia ipotesi è (come di solito capita) errata. :ops:


Riuscito a trovare il #251, posso finalmente mettermi l'animo in pace: la mia ipotesi è (come sempre) errata. :P

N.b.: gli spoiler non vanno letti da chi non ha letto il megariassuntone dei post precedenti.

NN #251: Il faro di Alessandria

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Il cervellone Alfa non è infatti materialmente legato al percorso interiore di Sigmund, ma lo è solo a livello di spunto. In questo numero siamo infatti nella prima parte della terza "stagione", quando la "saga Alfa" porta al rinnovamento grafico e morale dell'Agenzia. Distrutto il palazzo, il cervellone biologico sparisce dalla scena, evento che il duo Serra/Rigamonti giustifica nel modo più nerdoso possibile, ossia rendendolo stimolo per la futura conversione del polacco.
Fino a questo momento, Rigamonti non aveva mai toccato la continuity, limitandosi a sfiorarla vaghissimamente nel suo albo gigante/flashback. Devo dire che mi ha convinto: come Perniola un mese fa, anche lui riesce a raccontare cose già viste rendendole di nuovo appetibili e coinvolgenti. Certo, anche lui è coadiuvato da un disegnatore notevole, in questo caso Calcaterra, il quale riesce nell'impresa di migliorarsi sempre di più. Non è fra i miei preferiti a livello emotivo, ma (e forse proprio per questo) ogni volta è per me una piacevole/sorprendente riconferma.

Ciò nonostante, a differenza di un mese fa, qui viene operata qualche piccola forzatura alla continuity. In primis, l'amore sereno e pacifico fra Nathan e Hadija, qui mostrato al suo apice, si complicherà già pochi mesi dopo (nel #118 ci sarà il primo litigio). La vicenda egiziana è infatti collocata temporalmente sei mesi dopo la "saga Alfa", all'incirca intorno al #114 (numero peraltro disegnato da Calcaterra), l'ultimo del breve periodo antecendente il primo ritorno di Mister Alfa (#115/116). Nessun errore, i conti tornano, ma questa scelta dimostra come, in questo starting point, il focus sui personaggi sia di volta in volta ristretto e ben definito, rendendo il riassuntone non una esplicita panoramica universale dei vent'anni di vita editoriale della serie, ma un antologico approfondimento di alcuni momenti significativi. Tanto che la copertina del prossimo numero (in cui si intravede un Viiku) lascia presagire uno stacco temporale minimo nella narrazione (il Viiku gironzola per la Città sempre nella terza "stagione").
Forzatura, seppur piccola, è invece il riferimento a Cindy, gnoccolona che Sigmund ha frequentato a cavallo fra prima e seconda "stagione" e poi improvvisamente dimenticata. La forzatura consiste nel fatto che, stando a Rigamonti e Serra, la frequentazione è continuata almeno fino alla "saga Alfa", mentre negli albi originali non ve n'è traccia alcuna. Una minuscola retcon, dunque, ma che col senno di poi ci sta, calza bene nell'intreccio, e chiarisce il destino di un personaggio scomparso senza alcuna spiegazione ufficiale (in realtà, nella sua ultima apparizione, Cindy fu vittima di un brutale rapimento, che Sigmund sventò con una buona dose di violenza; eventi che finora sono sempre stati utilizzati dai lettori per immaginare un volontario allontanamento di Cindy dalla serie).
Altro minuscolo forcing è il rapporto fra Legs e May, incrinatosi già nella seconda "stagione" (#76/77), ma qui mostrato ancora come forte e indissolubile. Ebbene, nemmeno questa forzaturina risulta particolarmente grave: la relazione amorosa fra le due agenti conviventi rimarrà effettivamente attiva fino alla fine della terza "stagione", quando May si innamorerà di Branko. Semplicemente, essendo due personaggi umani, e due personaggi che si vogliono un gran bene (May è riconoscente a vita a Legs e Legs è innamorata), ed essendo pure - perché no? - due gran gnocche che convivono assieme quotidianamente, non c'è nulla di sbagliato nell'accettare il loro rapporto, fatto di confusi 'tira e molla' e di affetto sincero.

Il faro di Alessandria funziona splendidamente sul piano simbolico. Se nel #250 avevamo visto il primo Nathan combattere casi semplici, con robottoni e cattivi megalomani, al cambio di secolo le cose si sono fatte diverse: il controllo orwelliano operato in Egitto è solo un esempio della nuova società che va formandosi, società in cui Darver sguazza come un topo nel formaggio. Società che, in questo momento, Nathan e Legs possono ancora pensare di combattere.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda FaGian » sabato 21 aprile 2012, 20:59

MI stavo chiedendo se la " robotizzazione" di Sigmund non possa essere una evoluzione della realtà vistuale che esordisce nel primo speciale "Cybermaster".

Ricordo che poco dopo, Sigmund prende a vagare per il cyberspazio autonomamente, tanto da crearsi una specie di Scranno di Moebius (tipo metron dei Nuovi dei).

Allora evolvendo un po' la tecnologia, non potrebbe evere trovato il modo di trasferire la sua mente dentro un "robot" mentre il suo corpo rimane conservato in una camera di deprivazione sensoriale?
Praticamente la sua mente "vestirebbe" il robot come un abito, per un tecnofilo come Sigmund, sarebbe quasi una condizione ideale, no?
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » domenica 22 aprile 2012, 11:00

Erratina corrigina:
max brody ha scritto:Forzatura, seppur piccola, è invece il riferimento a Cindy, gnoccolona che Sigmund ha frequentato a cavallo fra prima e seconda "stagione" e poi improvvisamente dimenticata. La forzatura consiste nel fatto che, stando a Rigamonti e Serra, la frequentazione è continuata almeno fino alla "saga Alfa", mentre negli albi originali non ve n'è traccia alcuna. Una minuscola retcon, dunque, ma che col senno di poi ci sta, calza bene nell'intreccio, e chiarisce il destino di un personaggio scomparso senza alcuna spiegazione ufficiale (in realtà, nella sua ultima apparizione, Cindy fu vittima di un brutale rapimento, che Sigmund sventò con una buona dose di violenza; eventi che finora sono sempre stati utilizzati dai lettori per immaginare un volontario allontanamento di Cindy dalla serie).

Ogni tanto sonnecchia anche il buon me. Innanzitutto, Cindy si chiama Candy. Indi, avendo io stesso dei dubbi, sono andato a chiedere a chi è più malato di me, e ho scoperto che negli albi originali (fra NN 54 e NN 108) vi é qualche traccia del proseguimento della relazione. Tracce piccolissime, ma vi sono: una breve citazione su NN #96 e un'altra breve su un un numero di Legs Weaver uscito nei pressi della "saga Alfa". La retconina rimane comunque, perchè del Legs non ho informazioni (non ho tutti i numeri), ma NN #96 è un albo che nella continuity della serie risulta posticcio e confusionario, e va un poco preso con le pinze.

FaGian ha scritto:MI stavo chiedendo se la " robotizzazione" di Sigmund non possa essere una evoluzione della realtà vistuale che esordisce nel primo speciale "Cybermaster".

Ricordo che poco dopo, Sigmund prende a vagare per il cyberspazio autonomamente, tanto da crearsi una specie di Scranno di Moebius (tipo metron dei Nuovi dei).

Allora evolvendo un po' la tecnologia, non potrebbe evere trovato il modo di trasferire la sua mente dentro un "robot" mentre il suo corpo rimane conservato in una camera di deprivazione sensoriale?
Praticamente la sua mente "vestirebbe" il robot come un abito, per un tecnofilo come Sigmund, sarebbe quasi una condizione ideale, no?

Sull'ultimo punto sono d'accordo, io addirittura pensavo che avesse in qualche modo scambiato la sua mente con quella del cervellone.

Nel cyberspazio Sigmund sguazzava come un pesce, di conseguenza anche quelle esperienze saranno servite al polacco per rendersi conto che la sua situazione esistenziale poteva migliorare solo se intimamente connessa al mondo artificiale. Finora però il cyberspazio non è stato minimamente menzionato
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda FaGian » domenica 22 aprile 2012, 11:24

Tutto sta a vedere se spiegheranno che Sigmund si è cyborghizzato, al punto da diventare COME un robot (e qui parte il pistolotto filosofico stile Asimov e Ishinomori su quante protesi meccaniche si possono mettere a un "uomo", e continuare a definirlo "umano") oppure se sia davvero diventato un robot a tutti gli effetti.

Nel secondo caso non avrebbe nemmeno il cervello umano originale, quindi rientriamo nella mia ipotesi precedente: può aver trasferito la sua "coscienza" tramite cyberspazio, in un cervello robotico.

Il dubbio che ho io è solo se il processo sia reversibile o meno.


Finora però il cyberspazio non è stato minimamente menzionato

Quale migliore prova della bontà dell'ipotesi? ^^


EDIT:
C'è anche da considerare un'altra opzione possibile
Sigmund potrebbe benissimo avere avuto accesso alla tecnologia con cui è stato portato nel futuro Martin Mystere, e averne replicato il procedimento copiando e riversando in un androide le sue sinapsi
Ultima modifica di FaGian il venerdì 27 aprile 2012, 05:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Bramo » mercoledì 25 aprile 2012, 10:46

Nathan Never # 251 - Il Faro di Alessandria

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Ufff, io ancora non sono riuscito ad "attaccare" il lavorone minuzioso di max, ormai mi sa che devo rassegnarmi e leggerlo a pezzi, piuttosto che sperare di trovare il tempo per leggerlo tutto in una volta...
Quindi mi perdo metà del divertimento a venire qui sopra, dovendo dribblare gli spoiler... però ecco, volevo dire che ho comprato e letto il secondo numero della miniserie neveriana di starting point, e continuo a gradire molto!
Mi è piaciuto il colpone di scena relativo all'Agenzia Alfa, piazzato subito nelle prime tavole, così come l'avvicendamento al comando... e sul piano squisitamente d'azione, ho apprezzato molto la trama portante, col complotto e con un nemico più infido e meno prevedibile dello scorso numero.
Ma quel che ho davvero adorato è la descrizione dei personaggi: Nathan che cerca di guarire dalla sua solitudine incontrando un'altra solitudine, ma temo che la somma possa dare niente più che due solitudini. Ma anche la relazione tra Legs e la sua compagna (inciso: mi ha colpito vedere una relazione lesbo in un fumetto Bonelli, e noto che è cosa di anni fa: chissà perché, non me l'aspettavo) nasconde in sè comunque una malinconia di fondo che forse solo apparentemente è equilibrio, come pare nel finale.
Impossibile ignorare in questa carrellata anche Sigmund, che qui è ancora più triste e solo che nello scorso numero: senza più il suo computer organico (che a me ricordava molto Uno, come concetto) si sente smarrito, tanto da prendere una decisione netta sul finire dell'albo, una ricerca che si pone più sul piano interiore che su quello fisico di scienza.

Insomma, come già si intuiva dal #250, la storia di Nathan, Legs e Sigmund è la storia di tre solitudini immerse in un futuro fantascientifico dove le loro anime vagano inquiete, cercando di espletare ai loro doveri, credendo anche in ciò che fanno, ma fondamentalmente rimanendo insoddisfatti di quanto accade loro. O perlomeno, questa è l'atmosfera che respiro nella sceneggiatura dell'ottimo Davide Rigamonti, che regala scene e dialoghi vincenti e appassionanti.
Menzione doverosa anche per i disegni di Ivan Calcaterra, che realizza tavole dettagliate ed esteticamente appassionanti.

Ok, io ci sono anche per il prossimo ;)
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » mercoledì 25 aprile 2012, 18:06

Bramo ha scritto:mi ha colpito vedere una relazione lesbo in un fumetto Bonelli, e noto che è cosa di anni fa: chissà perché, non me l'aspettavo

Io lo so il perchè:
Bramo ha scritto:Ufff, io ancora non sono riuscito ad "attaccare" il lavorone minuzioso di max, ormai mi sa che devo rassegnarmi e leggerlo a pezzi, piuttosto che sperare di trovare il tempo per leggerlo tutto in una volta...

:P


Bene, è giunta l'ora di spendere due righe riguardo al Gigante #15 e al maxi #8 che avrete visto pubblicizzati nei nn.250 e 251.
Entrambi gli albi sono ambientati prima della "guerra dei mondi". Ho aggiornato il post della quinta "stagione" e spiegato dove (più o meno) esattamente vanno collocati.

Al di là della nerdosa cronologia, comunque, sono entrambi filler, il maxi in particolare. Il NN Gigante #15: Un mondo vuoto è un'indagine che porta Nathan a scoprire come spesso la fantasia si scateni traendo spunti da una realtà fatta di disillusione, di crisi esistenziale, di noia, di solito tran tran. Nathan coglie l'occasione per farsi, parallela a quella ufficiale, una bella indagine interiore. Questo albo è stato pesantemente criticato per i presunti plagi del disegnatore Di Clemente al Batman di Lee, plagi che paiono effettivamente esserci, ma che non inficiano la sceneggiatura (piuttosto diversa da una storia di Batman).
Il maxi contiene tre storie: due filler duri e puri di Perniola e Rigamonti (gli autori dello starting point), I morti non ritornano e Iron Jake, più un malinconico filler di Vigna (Viaggio a Gadalas) in cui Nathan ritorna nei luoghi della sua giovinezza.

Quattro filler in totale, che i neofiti possono saltare a pié pari oppure sfruttare per testare alcune atmosfere della testata.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » giovedì 26 aprile 2012, 22:37

[quote="Bramo"]

Ufff, io ancora non sono riuscito ad "attaccare" il lavorone minuzioso di max, ormai mi sa che devo rassegnarmi e leggerlo a pezzi, piuttosto che sperare di trovare il tempo per leggerlo tutto in una volta...

Io invece sono riuscito ad "attaccarlo", stavo anche scrivendo un post di risposta, poi mi ha crashato il browser... -_-
Commenti rimandati (magari aspetto Bramo...), anche perché con sei stagioni e una retrospettiva di questo genere c'è tanta carne al fuoco.
Il nuovo numero l'ho acquistato ma non l'ho ancora letto, ergo mi astengo da commenti e spoiler vari. :D
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » sabato 28 aprile 2012, 17:44

In attesa dei commenti tyrrelobramiani, una domanda di cui mi ero dimenticato: avete notato la "sorpresa" di Giardo nel #250 (pag. 60)? :ciao:

Se non l'avete notata, correte a cercarla o notatela qui: http://www.giardo.com/blog/?page_id=1014.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda FaGian » giovedì 17 maggio 2012, 17:50

Preso oggi il n. 252 e dico solo una cosa...

CI HO FOTTUTAMENTE PRESO, SU SIGMUND!!! :clap:
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Bramo » domenica 20 maggio 2012, 22:57

max brody ha scritto:In attesa dei commenti tyrrelobramiani

Per quanto mi riguarda arrivano eh, ci metto un po' ma arrivano ;)
Intanto

Nathan Never # 252 - Nel Cuore della Macchina

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Wow.
Figata.
Non "figata" inteso come tamarrata fantascientifica pieno di cose che gasano.
"Figata" perchè Nel Cuore della Macchina (Rigamonti/Mandanici) è una storia che prende l'aspetto fortemente malinconico e intimista che ho riscontrato nei due numeri precedenti e lo amplifica in maniera aulica e drammatica.
L'editoriale ci informa che il balzo temporale nella continuity è ampio stavolta: ciononostante questa "miniserie nella serie" mi pare costruita molto bene, dal momento che non avverto buchi o problemi gravi di incomprensione in questi 3 episodi. Fatto sta che siamo in un momento in cui Legs fa parte della Squadra Fantasma avendo abbandonato l'Agenzia Alfa, ma non disdegna di lavorare ancora con Nathan in caso di bisogno, e in cui Nathan ha aggiunto altro dolore a quello della perdita dei famigliari.
Ma il vero centro della trama è inevitabilmente Sigmund, come già il titolo del #250 suggeriva chiaramente in fondo: il suo percorso segna questo recap in modo ferreo, e la sua decisione di riversare la sua mente in un androide è stuzzicante, sia quando tutto va bene sia quando le cose iniziano a prendere una piega meno piacevole.
Le didascalie che ci fanno entrare nei pensieri del polacco, che fa da narratore interno a gran parte della vicenda, rendono la narrazione ancora più malinconica di quando già non fosse, tra pioggia da romanzo noir e solitudini mai risolte.
La conclusione del numero lascia il lettore con un forte senso di nostalgia e inquietudine addosso, un fondo di amarezza e tristezza che dolcemente accompagnano le ore successive alla lettura dell'albo e che rendono questo fumetto sempre più interessante per il sottoscritto.
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Nathan Never # 252 - Nel cuore della macchina

Messaggioda max brody » lunedì 21 maggio 2012, 18:42

Sono contento che a te, nuovo lettore, il tutto piaccia.

Perchè il nerd inarca entrambi i sopraccigli.

Al mio emisfero cerebrale destro è piaciuto moltissimo. Un numero ben scritto e divinamente disegnato.
Il mio emisfero cerebrale sinistro ha da ridire su varie cose: i rapporti raffreddati (e i litigi) fra Sigmund e Nathan che non vengono menzionati; il riavvicinamento fra Legs e Nathan, non mostrato a suo tempo; l'assenza totale della guerra con le stazioni orbitanti nella parte iniziale dell'albo e la carrellata velocissima sulla guerra dei mondi nella parte finale; il Viiku in copertina (ok che la creatura è un 'esperimento abominio' derivato dal Viiku in cui ci sarà di mezzo qualche militare deviato, ma la creatura che appare in copertina - un Viiku vero e proprio - è diversa da quella mostrata nel fumetto); dulcis in fundo, non è un errore ma fa sorridere il rapporto fisico fra Betty e il roboSigmund.
Insomma, da un punto di vista nerd salvo soltanto il riferimento all'assalto della Compagnia.

Nulla per cui mettersi le mani nei capelli, eh, ma avrei preferito un po' di precisione in più.

Ho chiesto a Davide Rigamonti chi ha ideato effettivamente tutta la tramona sigmundiana, in quanto mi sembra profondamente serriana, nel bene e nel male. Nel bene perchè commovente, intelligente, fantasiosa ma verosimile. Nel male perchè le forzaturine alla continuity (qui e nell'UA in edicola) mi fanno temere ad un ritorno al passato non soltanto nelle atmosfere e nelle tematiche ma anche nella faciloneria.
Ma voglio sperare che tali forzaturine siano dovute alla necessità di comprimere gli eventi per i nuovi lettori. Non voglio fare il disfattista, tifo per il NiNo e per Nathan e sono fiducioso. Il fumetto è bello e vale la pena leggerlo. :)

FaGian ha scritto:Preso oggi il n. 252 e dico solo una cosa...

CI HO FOTTUTAMENTE PRESO, SU SIGMUND!!! :clap:

E a quanto pare sei stato uno dei pochissimi (apparentemente l'unico) :clap:
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Re: Nathan Never # 252 - Nel cuore della macchina

Messaggioda FaGian » lunedì 21 maggio 2012, 19:53

max brody ha scritto:
FaGian ha scritto:Preso oggi il n. 252 e dico solo una cosa...

CI HO FOTTUTAMENTE PRESO, SU SIGMUND!!! :clap:

E a quanto pare sei stato uno dei pochissimi (apparentemente l'unico) :clap:

Posso dire che la cosa mi lascia basìto?

Io ho interrotto la lettura seriale di NN intorno al n. 100, ho qualche speciale, i due volumozzi con il MM robotico e qualche speciale extra (tipo le storie di Castellini della Comic Art); mi sarei aspettato che lettori più assidui, avendo più elementi di me, traessero deduzioni più ragionate.

Va beh, "fortuna" o meno, mi godo il mio momento :D
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Re: Nathan Never # 252 - Nel cuore della macchina

Messaggioda max brody » martedì 22 maggio 2012, 09:15

FaGian ha scritto:
max brody ha scritto:
FaGian ha scritto:Preso oggi il n. 252 e dico solo una cosa...

CI HO FOTTUTAMENTE PRESO, SU SIGMUND!!! :clap:

E a quanto pare sei stato uno dei pochissimi (apparentemente l'unico) :clap:

Posso dire che la cosa mi lascia basìto?

Io ho interrotto la lettura seriale di NN intorno al n. 100, ho qualche speciale, i due volumozzi con il MM robotico e qualche speciale extra (tipo le storie di Castellini della Comic Art); mi sarei aspettato che lettori più assidui, avendo più elementi di me, traessero deduzioni più ragionate.

Va beh, "fortuna" o meno, mi godo il mio momento :D

E' che gli unici due indiziucci sulla roboticità di Sigmund risalgono all'anno scorso. Negli anni precedenti il polacco è stato messo un po' in disparte e si è fatto notare più che altro per la sua freddezza e le incomprensioni con Nathan (che qui Rigamonti apparentemente retconizza e cancella). Pertanto era ipotizzabile tutto e il contrario di tutto. Aggiungici che sul Nathan Never Forum i nerd veri e propri saranno due o tre, la maggioranza (fra cui gli autori) è interessata più al lato emotivo delle storie.

Per quanto mi riguarda, avevo in mente quattro-cinque ipotesi diverse, fra cui la soluzione scelta da Serra. Quando leggo/vedo qualcosa con la continuity ormai mi si crea spontaneamente un ventaglio intero di opzioni fra cui scegliere l'ipotesi sul futuro di quella continuity. E la mia indole mi porta a scegliere sempre l'opzione più improbabile :P . Probabilmente perchè è mia speranza leggere, un giorno, qualcosa che osi essere nerd al 101%. Speranza però soffocata dalla consapevolezza che nella scrittura di serie a lungo corso domina il random (o il Fato, o la Sfiga).
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » lunedì 04 giugno 2012, 15:34

In attesa del mega-commentone sulla mega-retrospettivona, qualche parola su "Nel cuore della Macchina". Albo che mi ha lasciato un po' così francamente. Nulla da dire sulla trama orizzontale che porta avanti le questioni legate a Sigumund e lo fa anche in maniera molto interessante; tra l'altro, ho fatto una ricognizione dalle parti del Nathan Never Forum e ho letto che qualcuno fa notare che è alquanto strano che di Darver questa volta si sia visto poco, ipotizzando potrebbe esserci lui dietro l'androide che si sostituisce a Sigmund. Quello che mi ha lasciato così è la trama verticale, che mi sa tanto di fillerata un po' fine a sè stessa; qualcuno mi potrebbe far notare che anche quelle dei precedenti due albi lo erano, ed è vero, e tra l'altro le hoi pure gradite, però questa, boh l'ho trovata un po' fiappa, e tra l'altro mi pare che non s'incastrino alla perfezione alcune cose che ci ha raccontato Max circa il rapporto tra Nathan e Siggy e l'abbandono dell'Agenzia Alfa da parte di Legs. Forse nel giudizio hanno contribuito anche i disegni di Patrizia Mandanici, che non sono male ma ai quali preferisco di gran lunga quelli della storia precedente ad opera di Davie Rigamonti. Su Sergio Giardo invece, dopo l'esordio da copertinista nel numero 250, che ho molto apprezzato, non so ancora decidermi se mi piace o meno in questa vesta; perché si De Angelis vorrà pure fare altro e avrà anche sbarellato con gli ultimi lavori, però le sue copertine erano diventate un marchio di fabbrica della serie, mentre era questo ritorno al "Castellini style" beh, bih, boh, non so ancora se lo gradisco.
Ah, a proposito dei disegni della Mandanici, ho trovato quasi irriconoscibile May, molto meno pinupposa di quanto visto in precedenza; poi mi è venuto in mente che questa differenza potrebbe essere voluta per segnare lo stacco dalle avventure scanzonate e comiche dei tempi di LW a quelle più cupe e drammatiche di NN, ed ora dovremo trovarci proprio in quel periodo. Max, che ne pensi?
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » martedì 05 giugno 2012, 10:42

Ne penso che sì, è così. Ma che è anche una caratteristica specifica della Mandanici (che io adoro), che già aveva tolto un po' di silicone a Legs ne La squadra fantasma, in vista del ritorno al passato (prima) e del recupero (poi) del personaggio (e tieni conto che May ha messo la testa a posto). Certamente è una forzaturina grafica che posso accettare, mentre sono più faticose da mandar giù quelle di Rigamonti (che è lo sceneggiatore :P ), soprattutto i litigi fra Nathan e Sigmund. Ma per quelli aspetto il prossimo numero, poi potrò trarre un bilancio completo del NiNo.

Quanto ai filler, in realtà hanno un senso (e quindi non sono filler?), che è quello di dare un esempio del tono delle storie uscite nel periodo preso di volta in volta in considerazione. Nei primi anni di NN le storie erano generalmente come quelle del n.250, con gli eroi malinconici, i robottoni e i nemici stereotipati (omaggi di Serra ai suoi fumetti preferiti); a fine millennio i nemici erano più subdoli, più pro-global, più "massonici" e i buoni erano ancora convinti di poterli vincere; in quelle che ho chiamato terza, quarta e quinta "stagione" (anche se fra terza e quarta succedono delle cose che nel #252 non sono state menzionate) le storie-tipo sono così, col giallo-poliziesco di turno, il rapimento, Nathan frustrato, Legs fredda, ecc.
Praticamente il riassunto lo stanno facendo più i casi filler che la trama orizzontale sigmundiana, che è un "di più".
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » martedì 05 giugno 2012, 12:11

Chiariamoci, io preferisco questa May più normale sia nelle forme che nel carattere, più tosta e impegnata nelle missioni di quanto non fosse nel periodo LW, però notando la differenza di character design con l'albo precedente, e considerata l'omogeneità del NiNo, mi chiedevo il perché.
Concordo comunque, molto più accettabile la forzatura grafica che quelle di sceneggiatura. Vedremo se nella quarta parte si correggerà la rotta in questo senso.
Sui filler, è quello specifico che non mi ha detto granché, i precedenti invece gli ho apprezzati.
-- Imagine the impossibilities.
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