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[Bonelli] Nathan Never

Editore che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più iconici della tradizione fumettistica italiana, toccando tanti generi diversi ma con uno stile unico e inconfondibile.

Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » lunedì 25 giugno 2012, 18:50

Che mi dite di "Omega"?
Perchè sul forum di NN sono solo con i miei pensieri, mi sento come il Sigmund dell'albo.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda FaGian » lunedì 25 giugno 2012, 19:50

Io l'ho letto e devo dire che passare bruscamente da "riassunto" a "nuovo inizio", col robottone cattivone, mi ha un po' infastidito.

Avrei preferito che la miniserie riassuntiva, si chiudesse si con un cliffhanger, ma avrebbe dovuto essere un prologo, così invece si conclude la storia della prigionia di Sigmund, e si passa al nuovo inizio, senza che le due cose sembrino collegate.

Se volevano invogliarmi a prendere anche i prossimi numeri, hanno capito male -_-
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R: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » lunedì 25 giugno 2012, 23:04

Non l'ho ancora preso in compenso però ho preso e iniziato l'ultimo Universo Alfa; non ci conto molto, ma spero di riuscire a leggerlo per questo fine settimana.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » martedì 26 giugno 2012, 09:35

FaGian ha scritto:Io l'ho letto e devo dire che passare bruscamente da "riassunto" a "nuovo inizio", col robottone cattivone, mi ha un po' infastidito.

Avrei preferito che la miniserie riassuntiva, si chiudesse si con un cliffhanger, ma avrebbe dovuto essere un prologo, così invece si conclude la storia della prigionia di Sigmund, e si passa al nuovo inizio, senza che le due cose sembrino collegate.

Se volevano invogliarmi a prendere anche i prossimi numeri, hanno capito male -_-

Onestamente non capisco. "Il sogno" è un prologo esplicito, e Omega è un nuovo nemico (nemico in stile Serra, quindi con i superproblemi). Ed è la conseguenza della storia di Sigmund, Omega è una deviazione del cervello del polacco.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda FaGian » martedì 26 giugno 2012, 10:18

Temo di non sapere come spiegarmi bene:

diciamo che trovo Omega una cosa buttata lì senza una spiegazione plausibile

OK, chiaramente è stato creato durante (e grazie a) la prigionia di Sigmund, e probabilmente ne replica i processi mentali e chissà che altro, ma il tutto mi pare francamente "gratuito", nulla durante i precedenti episodi, aveva preparato o suggerito, una cosa del genere, nessun indizio, nessuna anticipazione criptica.

Il tutto pare una chiusa fatta "gratuitamente" senza lo sforzo di dare un background credibile al nuovo cattivone, che ne risulta iconograficamente interessante (ancorchè banale), ma caratterialmente troppo standardizzato.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » martedì 26 giugno 2012, 18:09

Sicuramente molto hanno influenzato il ritardo e le continue riscritture della guerra dei mondi.
D'altronde, come ho scritto più volte, non solo di Omega ma nemmeno della storia di Sigmund si sapeva granchè. I primi e unici accenni sono in un AA del 2011.
Però il tutto è puro Antonio Serra. Cioè se a uno (non mi riferisco a te nello specifico) piacciono i tecnodroidi e Mister Alfa non capisco come possano non piacergli Omega e Sigmund. Anche i primi due arrivarono "a sorpresa". Inoltre per quanto riguarda la continuity errori non ce ne sono (a parte le piccole elisioni nel riassunto dei numeri precedenti) e la "morale" della serie è sempre la stessa, anzi, con Omega ce ne viene mostrata una versione inedita (nella serie).

Perchè alla fine siamo sempre lì con gli spauracchi di Serra, la vita artificiale che vuole prendere il sopravvento su quella umana e che, per il solo fatto di volerlo, si dimostra più umana di un'umanità al contrario sempre più spenta, disillusa, vuota. Sigmund che vive bene solo isolato in mezzo alle macchine e che non vuole essere nemmeno salvato e, in parallelo, Omega (deviazione di Sigmund) che si spaccia per la Morte ma vuole creare la vita (la quale è una vita artificiale, e lui non se ne rende conto) e che "ama" Betty (mentre in realtà vuole solo frustarsela, ma lui non se ne rende conto) sono come i tecnodroidi che conquistano il pianeta per non farsene nulla, come Mister Alfa che manovra tutti per gioco, come William Campbell che vuole salvarsi a tutti i costi poi diventa l'Uomo Quantico e vuole morire.
Al contrario Nathan e Legs, depressi e svuotati negli ultimi anni, sono ritornati ad essere più reattivi, più umani appunto, e la proposta di fidanzamento è dolcissima proprio per questa sua ingenua umanità.


Può essere che io non ci abbia capito niente, ma Serra è sempre Serra. Non sapevo quale sarebbe stato il deus ex machina, ma in generale non mi aspettavo nulla di diverso.
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Universo Alfa #10 - Guerra Futura 2104: Rapporti di guerra

Messaggioda Tyrrel » mercoledì 27 giugno 2012, 08:00

Universo Alfa #10 - Guerra Futura 2104: Rapporti di guerra

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Nell'attesa di poter leggere l'ultimo capitolo del NINo (che da quel che ho capito senza spoilerarmi nulla, ha un po' diviso i lettori), mi sono letto l'ultimo numero di UA in edicola da Maggio, ispirato dalla copertina ma soprattutto dalla prospettiva di conoscere qualcosa di più sulla Guerra contro le Stazioni Orbitanti, evento che conosco a grandi linee ma che non ho avuto (ancora) modo di leggere.
Come i precedenti UA (o almeno, così mi è parso di capire) nell'albo non compaiono i personaggi principali della serie mensile, ma personaggi secondari o addirittura mai visti; se la cosa potrebbe sembrare un po' strana, in realtà si rivela un'ottima scelta che fa capire quanto il mondo in cui si muove il musone sia un mondo quanto mai realistico e variegato.
La storia muove le fila dall'indagine che sta conducendo Delya Davids, giornalista di MPC Television, sui fatti avvenuti durante la Guerra, indagine che già aveva condotto in precedenza e che è stata oggetto del settimo UA. In questo occasione, la Davids si trova ad affrontare tre storie "secondarie" legate agli eventi della Guerra: una prima ambientata nella jungla amazzonica e vede per protagonista il comandante di una squadra d'assalto; la seconda che narra la fuga e il legame che si instaura tra una telepate dell'esercito e un androide mutante melpomeniano; la terza che narra l'assalto di tre cadetti dello spazio ad una delle serre artificiali di Melpomene.
Devo dire dire di aver gradito maggiormente le prime due storie, e in particolare la seconda, davvero bella, mentre la terza mi è sembrata un po' sbrigativa, ma si segnala comunque in quanto legata all'evento che ha scatenato la Guerra (e cioè la distruzione da parte di Meplomene di un incrociatore terrestre che aveva scoperto che, in barba agli accordi, le stazioni avevano costruito delle stazioni-serre che consentivano, di fatto, l'auto-sostentamento e una notevole indipendenza dalla Terra) e per un cammeo di due vecchie conoscenze.
Una cosa che ho particolarmente gradito sono la rubrica d'inizio albo, che molto mi hanno ricordato i Pk-Project di pknaica memoria, con piccole schede su mezzi, armi e mutanti, e la mappa posta alla fine in cui viene mostrata la geografia della Terra così com'è nel 2104, il che è molto interessante visto che dopo la Grande Catastrofe la stessa è stata radicalmente sconvolta.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Bramo » domenica 01 luglio 2012, 17:11

Nathan Never # 253 - Omega

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Letto, finalmente.
Certo, meno convincente del numero precedente, in cui c'erano tutte quelle sensazioni di solitudine e tristezza che mi avevano conquistato per quanto ben raccontate... ma comunque anche questo episodio ha i suoi risvolti psicologici e riflessivi mica da ridere, e ben lo ha dimostrato il buon max con il suo post qui sopra. Le scene in cui Nathan e Legs parlano col fake-Sigmund e in cui vengono loro schiaffati in faccia i fallimenti sentimentali e di rapporti umani di una vita intera è da antologia, colpisce duro nello stomaco i protagonisti ma anche il lettore che inevitabilmente penserà ai rapporti che ha fatto naufragare nel corso della propria esistenza e si rapporterà all'idea di quel "mondo ideale" che viene proposto in risposta a tale scenario di ricordi e rimpianti.
Al di là di questo, la nascita di Omega a me è piaciuta: il personaggio è controverso, ambiguo, e forse è davvero presentato un po' a muzzo, eppure mi pare una conseguenza sensata del processo che ha attraversato Sigmund in questi 4 numeri (ormai è chiaro che è lui il protagonista delle miniserie) e l'evocativa cover, in cui il titolo "Omega" viene contrapposto alla scritta "Alfa" dell'omonima agenzia è un tocco di classe che suggerisce la correlazione tra questa nuova entità e i protagonisti.
Ah, ho apprezzato moltissimo l'idea dell'aggiungere una mini-storia alla fine: è scritta molto bene, e veicola messaggi importanti per le storie future (presumo) e anche proseguendo sul sentiero dei temi profondi. Pollice alto.

Quindi, insomma, gradita nel suo complesso sia questa storia sia la mini nel suo complesso: però, però, ora come ora non penso che continuerò mese dopo mese a versare un obolo a Nathan cominciando a seguirlo fedelmente. E' un universo narrativo indubbiamente interessante, e la componente malinconica che tanto fa presa in me è sicuramente stata una piacevole sorpresa, ma non so quanto effettivamente sostenere una spesa di 3 euro al mese per collezionare una serie dal 250esimo numero quando ho in corso recuperi di roba che bramo da più tempo, importante anche per il costo e che quindi reclama ogni soldo disponibile per investire su di esse.
Vedremo fra un mesetto come va e come mi sento.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » martedì 04 settembre 2012, 17:21

NN #252: Nel cuore della macchina (Serra-Rigamonti/Mandanici) svela il segreto di Sigmund: Serra sceglie la soluzione più logica e romantica, sicchè il coinvolgimento emotivo fa perdonare il rasoio di Occam. Non è che la nerdità venga a mancare, comunque: anzi, questo Sigmund che si rifugia nel cyberspazio perchè stanco della dabbenaggine dell'umanità è un Sheldon Cooper all'ennesima potenza, una manifestazione di arroganza e di comprensibile frustrazione che ogni nerd ha provato almeno una volta nella vita. Il caso di puntata, in sè inutilino come i precedenti due, come i precedenti due è una sintesi del caso di puntata tipo del periodo in cui la storia è ambientata, ovvero quello che io ho chiamato "terza stagione" e in cui i filler psicanalitici sono la norma. Soprassiedo sulla banalità del caso, dunque; quel che mi infastidisce, invece, è la carrellata avanti finale, in cui il gap temporale si colma in fretta e furia e si sorvolano elementi fondamentali come i litigi fra Nathan e Sigmund, peraltro citati - a questo punto incomprensibilmente - negli albi successivi. Mah.

NN #253: Omega (Serra-Perniola/Denna-Corbetta-Martino) è già uno dei numeri più chiacchierati di tutta la serie, e questo lo rende già un numero vincente. "Se ne parli male, purchè se ne parli" vuole la logica di mercato. Nessuna logica vuole invece che se ne parli male perchè fa moda farlo, e assurdo è non accorgersi che dietro all'operazione imbastita da Serra c'è tanta roba, NN al 100%. Omega è ridicolo perchè deve esserlo, è un'aberrazione che pensa di aver capito tutto del mondo ma non ha capito niente. Eppure è invincibile e nel suo essere un ennesimo nemico che può sconfiggersi soltanto da solo, come già sono Mister Alfa e l'Uomo Quantico, rappresenta la fine di tutte le cose. L'Omega, appunto. In un certo senso, a meno che Serra non estragga dal cilindro qualcosa di davvero geniale, Omega è la fine di NN, quando la sua storyline finirà finirà anche NN. Alfa, Omega e l'Uomo Quantico costituiscono un triangolo che rappresentano principio, fine e l'infinita varietà del tutto: metanarrativa e narrativa al contempo. L'avesse fatto Alan Moore sarebbero tutti a sperticarsi di lodi. Siccome lo fa Serra bisogna smerdarlo ad ogni occasione. Questo non significa che l'albo in sè sia privo di difetti: tutt'altro, i dialoghi di Perniola - rivisti troppe volte dalla redazione - sanno ancora un po' di forzato. Ma da qui a dire "schifo" ce ne passa.

Agenzia Alfa #26: Operazione di recupero, Madre vendetta, Il culto della follia (Sammartino/De Biase-Corda; Sammartino/Vicari; Rigamonti/Arduini)
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Questo buffo albo va collocato per forza qui, anche se ciò comporta strattonare un po' la continuity. La mancanza del restyling grafico lo colloca infatti prima del #254, la presenza di Elania lo colloca DOPO il #249, il Sigmund che non balbetta invece lo colloca PRIMA del #249, visto che dev'essere per forza il robot. In caso contrario saremmo di fronte a un erroraccio impossibile da difendere. Anzi, l'erroraccio c'è comunque, perchè se siamo dopo la guerra il robot non dovrebbe esserci. E se siamo prima della guerra non avrebbe senso parlare di Branko e May (ma non siamo prima della guerra, perchè l'introduzione dice che siamo dopo). Bah. Ecco, piuttosto che con quel poveraccio di Omega sarebbe più salutare prendersela con questi errori da asilo.
Comunque le prime due storie sono palesi riempitivi, infatti le scrive Sammartino, ex lettore poi diventato autore tappabuchi. Le due storie rendono ben chiaro come il fulcro dell'intero volume sia la famiglia Branko-May-Kay, in piena fase di transizione dopo la guerra, ma la particolarità del tutto sta nel fatto che le due storie sono l'una il clone dell'altra: stesso identico svolgimento, stesso identico tema di fondo (solitudine, disperazione), stessa identica atmosfera da La valle di Elah. Cambiano solo luogo e setting, con la prima che vede Branko in sudamerica e la seconda May in versione chic. La terza amplia il tutto e porta May in zona Babilonia per la terza volta in tre anni, segno che i semi gettati da Vietti nel 2010 e nel 2011 sono ormai diventati piante con cui fare i conti e da cui cogliere frutti. Il fatto che sia Rigamonti a portare avanti la sottotrama fa capire come Babilonia e la civiltà mutante che la abita siano ben tenute in considerazione dalla redazione e come sia lecito attendersi sorprese in futuro. D'altronde la May mutante che vediamo debuttare nel finale dovrà essere sicuramente ripresa. A parte questo, Il culto della follia è una storia gradevole e dai toni decisamente marvelliani che ben si incastonano nell'operazione di rinnovamento voluto da Serra.

NN 254: Le chiavi del futuro (Serra-Perniola/Romeo-Masala-Vercelli-Corbetta)
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I toni decisamente marvelliani del Culto della follia qui diventano toni marvelliani all'ennesima potenza. Il focus su Branko e May dell'AA precedente porta infatti al matrimonio fra i due. E qui pare di leggere il volume Matrimoni Marvel quando la celebrazione, oltre a farsi doppia con l'aggiunta dell'unione fra Sigmund e Betty (che cade un po' dal cielo, a dire il vero), viene condita da rinnovamenti grafici e cattivi spioni che boicottano per il gusto di farlo. Un albo che rimescola relazioni, aggiunge, toglie, chiarifica e che finalmente smuove la trama orizzontale. Ed è bella l'idea della piccola quest interna volta a trovare il nuovo agente Alfa fra i 9 candidati (da Marcus Morrighan a Ysha sono tutti volti conosciuti), una quest che per come è presentata ha quasi il sapore della multimedialità, quasi ci sia l'intenzione di invitare i lettori a decidere tramite mailvoto. Speriamo non sia dimenticata. Bello anche il restyling caciarone, forzato sì, ma giustificato dall'essere trasmesso in diretta tv. Insomma un albo che non è sicuramente da Pulitzer, ma che restituisce qualcosa che mancava da tempo immemore e che nel fumetto italiano manca poco che sia appannaggio del solo Casty: il SENSE OF WONDER (che sprizza già da copertina e titolo). Era ora, porco giuda.

Il #255 è la prima parte di una doppia, per cui il commento slitta a storia completa. Gli apocalittici che con due numeri più nerd del solito vedevano già la morte aleggiare sulla testata avranno finito di piagnucolare, spero; l'atmosfera messa su da Perniola è sempre vecchio stile, ma appartiene al filone malinconico e degradato a loro tanto caro.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » martedì 04 settembre 2012, 23:13

Avevo rimandato i commenti agli ultimi albi di NN che ho letto (sto continuando a seguire la serie dopo dopo il NINo), e ne approfitto quindi degli ultimi commenti di Max. Il quale aveva anch'egli rimandato i commenti, quindi è tutta colpa sua!

max brody ha scritto:NN #253: Omega (Serra-Perniola/Denna-Corbetta-Martino) è già uno dei numeri più chiacchierati di tutta la serie, e questo lo rende già un numero vincente. "Se ne parli male, purchè se ne parli" vuole la logica di mercato. Nessuna logica vuole invece che se ne parli male perchè fa moda farlo, e assurdo è non accorgersi che dietro all'operazione imbastita da Serra c'è tanta roba, NN al 100%. Omega è ridicolo perchè deve esserlo, è un'aberrazione che pensa di aver capito tutto del mondo ma non ha capito niente. Eppure è invincibile e nel suo essere un ennesimo nemico che può sconfiggersi soltanto da solo, come già sono Mister Alfa e l'Uomo Quantico, rappresenta la fine di tutte le cose. L'Omega, appunto. In un certo senso, a meno che Serra non estragga dal cilindro qualcosa di davvero geniale, Omega è la fine di NN, quando la sua storyline finirà finirà anche NN. Alfa, Omega e l'Uomo Quantico costituiscono un triangolo che rappresentano principio, fine e l'infinita varietà del tutto: metanarrativa e narrativa al contempo. L'avesse fatto Alan Moore sarebbero tutti a sperticarsi di lodi. Siccome lo fa Serra bisogna smerdarlo ad ogni occasione. Questo non significa che l'albo in sè sia privo di difetti: tutt'altro, i dialoghi di Perniola - rivisti troppe volte dalla redazione - sanno ancora un po' di forzato. Ma da qui a dire "schifo" ce ne passa.


Sarò diretto: Omega l'ho trovato un albo davvero buono, che ha dato un senso alla "miniserie nella serie". Devo dire che leggendola ho provato diversi momenti di esalto, sicuramente dovuto all'hype creato negli albi precedenti sulla questione legata a Sigmund, ma anche al lavoro fatto da Perniola e dal deus ex machina Serra. Sono diversi i momenti da incorniciare dell'albo: lo scontro di Nathan e Legs con i propri fallimenti sentimentali, la semi-dichiarazione (vera? falsa per smuovere il vero Sigmund in modo che li aiutasse), e ovviamente l'entrata in scena di Omega, la nemesi finale, il concretizzarsi di tutte le paure inconsce di Sigmund, e forse di tutta l'umanità. Non c'avevo pensato (probabilmente perché di Mr. Alfa ho letto poco e dell'Uomo Quantico nulla, anche se conosco quanto riportato nella mega-retrospettivona di Max), ma devo dire che la triade Mr. Alfa - Uomo Quantico - Omega come sviluppo ultimo di tutta la serie è una cosa che mi piace davvero tanto.
Insomma, io questo NINo lo promuovo alla grande, sia come mini-saga, sia come intento di mostrare vari momenti della storia dell'agente Never. E infatti anch'io come Max non ho capito il perché di certe reazioni. Ho letto quasi tutta la lunga discussione sviluppatasi nel Nathan Never Forum, e sinceramente non ho capito i motivi dietro certe reazioni, che vanno ben aldilà del sacrosanto de gustibus. Che poi sostanzialmente Antonio Serra è stato ferocemente criticato per esser stato fedele a sè stesso e al suo modo di concepire il fumetto, più legato al "sense of wonder" che non alla continuity e alla fantascienza dure e pure; oltre ad avermi colpito e infastidito il tono di certi attacchi, quello che però mi stupisce assai è come sia possibile che lo stile di Serra lo riconosco io che pure di NN ho letto ben poco, e non lo riconoscano più lettori che hanno letto tutti gli albi regolari, tutti gli speciali, i giganti, etc.

L'Agenzia Alfa commentato da Max non l'ho letto, mentre ho letto:

max brody ha scritto:NN 254: Le chiavi del futuro (Serra-Perniola/Romeo-Masala-Vercelli-Corbetta)
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I toni decisamente marvelliani del Culto della follia qui diventano toni marvelliani all'ennesima potenza. Il focus su Branko e May dell'AA precedente porta infatti al matrimonio fra i due. E qui pare di leggere il volume Matrimoni Marvel quando la celebrazione, oltre a farsi doppia con l'aggiunta dell'unione fra Sigmund e Betty (che cade un po' dal cielo, a dire il vero), viene condita da rinnovamenti grafici e cattivi spioni che boicottano per il gusto di farlo. Un albo che rimescola relazioni, aggiunge, toglie, chiarifica e che finalmente smuove la trama orizzontale. Ed è bella l'idea della piccola quest interna volta a trovare il nuovo agente Alfa fra i 9 candidati (da Marcus Morrighan a Ysha sono tutti volti conosciuti), una quest che per come è presentata ha quasi il sapore della multimedialità, quasi ci sia l'intenzione di invitare i lettori a decidere tramite mailvoto. Speriamo non sia dimenticata. Bello anche il restyling caciarone, forzato sì, ma giustificato dall'essere trasmesso in diretta tv. Insomma un albo che non è sicuramente da Pulitzer, ma che restituisce qualcosa che mancava da tempo immemore e che nel fumetto italiano manca poco che sia appannaggio del solo Casty: il SENSE OF WONDER (che sprizza già da copertina e titolo). Era ora, porco giuda.


e lol, la prima cosa che m'è venuta in mente è stata proprio quella degli albi "matrimoniali" della Marvel e non solo. Anzi, nello specifico m'è venuta in mente la copertina di quel discutibile albo della Dark Horse su Star Wars che proponeva il matrimonio tra Luke Skywalker e Mara Jade. Ma ritornando a NN, non ho trovato male neanche questo albo, anche se il fatto che l'Agenzia Alfa possieda tutto questo botto di soldi per presentazioni e armamentari sperimentali all'indomani di una guerra come la Guerra dei Mondi. Ma a parte questo, Le chiavi del futuro è un buon albo, che direi fisiologicamente necessario, e ben ha fatto Serra a voler inserire una storia che facesse da ponte tra un anno editoriale di Guerra, 4 mesi di NINo e le storie "ordinarie"; l'unico neo è che avendo deciso di realizzare l'albo in ritardo ci si è ritrovati a dover "tirare via" le tavole.

Il #255 non l'ho ancora letto, ma credo che mi atterrò alla regola brodyana e commenterò dopo averl etto la seconda parte. Piuttosto chiedo a Max se può dirci quel che si sa attualmente sulle future saga in programma: sul NN Forum ho letto qualcosa su la Saga di Venere, ma non ho ben capito se coinvolga o meno Mr. Alfa, mentre ho capito che l'antica creatura risvegliata su Marte è destinata a ritornare.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » martedì 25 settembre 2012, 14:53

Mi pare che della cosa ancora non se ne parli sul Nathan Never Forum... qualche giorno fa Michele Medda su Twitter a rivelato che Antonio Serra abbandonerà la guida di Nathan Never:

Michele Medda ha scritto:Cambio della guardia su Nathan Never: da ottobre Glauco Guardigli subentra ad Antonio Serra come supervisore. Buon lavoro, Glauco!


Forse più che il NINo questo rappresenta l'inizio di una nuova era.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » martedì 25 settembre 2012, 16:59

Tyrrel ha scritto:Mi pare che della cosa ancora non se ne parli sul Nathan Never Forum... qualche giorno fa Michele Medda su Twitter a rivelato che Antonio Serra abbandonerà la guida di Nathan Never:

Michele Medda ha scritto:Cambio della guardia su Nathan Never: da ottobre Glauco Guardigli subentra ad Antonio Serra come supervisore. Buon lavoro, Glauco!


Forse più che il NINo questo rappresenta l'inizio di una nuova era.


max brody ha scritto:Omega è ridicolo perchè deve esserlo, è un'aberrazione che pensa di aver capito tutto del mondo ma non ha capito niente. Eppure è invincibile e nel suo essere un ennesimo nemico che può sconfiggersi soltanto da solo, come già sono Mister Alfa e l'Uomo Quantico, rappresenta la fine di tutte le cose. L'Omega, appunto.

:elio:
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » martedì 25 settembre 2012, 17:56

Ma LOL!
Quindi... Serra prima di mollare fa imbastire il NINo infilandoci il personaggio che porterà alla fine della serie? Se così fosse, sarebbe altamente geniale!
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » mercoledì 26 settembre 2012, 07:53

Tra l'altro, mi sono appena accorto che nel primo numero della "direzione Guardigli", la storia è sceneggiata totalmente da Antonio Serra; che abbia l'abbandono della supervisione alla testata sia stata voluta per potersi nuovamente dedicare più assiduamente alla realizzazione delle storie?


E a proposito dell'albo, le anteprime dei disegni di Giardo e della Palomba sono davvero ottime.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » venerdì 28 settembre 2012, 11:04

Nathan Never #255/256: Il morbo della città perduta/Mutazione! (Perniola/Cascioli)
ImmagineImmagine
Bizzarro leggere fra Agosto e Settembre una storia profondamente invernale. Direi quasi natalizia, nel senso che il
sapore della sceneggiatura perniolana è quello della fiaba, una fiaba moderna, con un fine lieto non al 100%, ma
comunque lieto. Anzi, catartico. Soprattutto per Nathan, il quale pareva ormai sistemato dopo il Nino e invece ecco
la sorpresa, con il destino del Nostro rimandato al prossimo numero, che si preannuncia fondamentale. Questo vuol
dire scrivere una serie, e non un accumulo di storie slegate l'una dall'altra. Serra cederà pure la poltrona, ma l'impronta del suo geniale zampino c'è ancora, e spero che il passaggio di consegne precluda ad un corposo ritorno alla scrittura attiva.

Tyrrel ha scritto:Ma LOL!
Quindi... Serra prima di mollare fa imbastire il NINo infilandoci il personaggio che porterà alla fine della serie? Se così fosse, sarebbe altamente geniale!

Momento, fine della serie non equivale a chiusura, ma alla fine di una storyline. NN vende ancora abbastanza e prima che chiuda deve chiudere mezza Bonelli :P , ma dopo vent'anni urge un rinnovamento vero, e infatti usciranno miniserie what if. La continuity attuale ha dato ormai tanto e per non farle fare la fine della Marvel è giusto e naturale portarle a compimento.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » martedì 02 ottobre 2012, 09:05

E adesso come la mettiamo? Era stato fatto intendere che si sarebbe trattato di una storia doppia, ma quel "Continua nel prossimo numero" scombina le carte in tavola e trasforma il tutto in una trilogia, almeno.
Concordo con Max, una storia quella di Perniola davvero bella ed emozionante, dove non mancano indubbiamente gli aspetti fantascientifici e l'azione, ma il tutto passa in secondo piano per fare spazio alla fiaba triste della quale Nathan è protagonista, al punto che viene spontaneo considerare questa come una storia serriana (e non nascondo di aver più volte riguardato il colophon dei due albi per verificare che non ci fosse un "Soggetto di Antonio Serra" che mi fosse sfuggito). C'è poi da dire che i fatti avvenuti nella doppia storia lasceranno un segno indelebile nella vita dell'Agente Alfa, e se questo è il nuovo corso (e in un certo senso, il ritorno alle origini) sul quale si è voluto puntare con il NINo, devo dire che mi piace, e parecchio.

max brody ha scritto:
Tyrrel ha scritto:Ma LOL!
Quindi... Serra prima di mollare fa imbastire il NINo infilandoci il personaggio che porterà alla fine della serie? Se così fosse, sarebbe altamente geniale!

Momento, fine della serie non equivale a chiusura, ma alla fine di una storyline. NN vende ancora abbastanza e prima che chiuda deve chiudere mezza Bonelli :P , ma dopo vent'anni urge un rinnovamento vero, e infatti usciranno miniserie what if. La continuity attuale ha dato ormai tanto e per non farle fare la fine della Marvel è giusto e naturale portarle a compimento.


Si, intendevo quello. :P La testata continuerà, ovviamente, e potenzialmente può farlo all'infinito, ma che la macro-continuity ventennale (composta dalle tante continuity sviluppatesi e intrecciatesi negli anni) possa trovare una conclusione è imprescindibile; l'auspicio è che a guidare la conclusione ci sia sempre Serra, e ancora meglio sarebbe se ci fossero i Tre Sardi al completo coadiuvati da Vietti e Perniola.

Piuttosto, non sapevo nulla di questa storia del "What if". :oO: Hai qualche news su questa svolta "marvelliana"? Quando dovrebbero uscire? E sulla Saga di Venere (rinnovo qui la domanda :D) cosa si conosce al momento?
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » mercoledì 03 ottobre 2012, 10:21

Tyrrel ha scritto:Piuttosto, non sapevo nulla di questa storia del "What if". :oO: Hai qualche news su questa svolta "marvelliana"? Quando dovrebbero uscire? E sulla Saga di Venere (rinnovo qui la domanda :D) cosa si conosce al momento?

E' qualche mese che non leggo il NNForum, per cui potrebbero esserci stati aggiornamenti. Prima del Nino erano state annunciate tre miniserie di sei numeri ciascuna, scritte/disegnate rispettivamente da Medda/Bonazzi, Vigna/De Angelis e Serra/nonmiricordopiù (ma Serra aveva annunciato che avrebbe cercato in tutti i modi di scapolarsela), tutte col proposito di raccontare di nuovo le origini di NN ma in maniera più moderna. QUI una minipreview. Ci vorrà un po' per vederle, se i disegnatori sono veloci vedremo la prima alla fine del 2013, ma è più probabile un 2014.

Della Saga di Venere Vietti ha detto poco, sarà lunga pochi albi e chiuderà (o modificherà definitivamente) le trame di Mister Alfa, Andy Havilland e Logan. Si parla sempre di anni di preparazione (almeno due), per cui meglio godersi prima questo presente e le tante cose buone che offre, anche perchè Vietti è impegnato con Dragonero e non lo vedremo per un po'.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda Tyrrel » giovedì 04 ottobre 2012, 21:30

Grazie delle delucidazioni Max. Belle le review di De Angelis, e molto interessante come esperimento, una novità assoluta per il fumetto bonelliano.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » mercoledì 24 ottobre 2012, 18:13

Nathan Never #257: La megalopoli (Serra/Giardo)
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max brody ha scritto:spero che il passaggio di consegne precluda ad un corposo ritorno alla scrittura attiva

Uhm.
Un numero particolare, composto da due storie. Nella prima, La megalopoli, appunto, abbiamo la conferma della guarigione di Nathan, ma scopriamo, però, che Sigmund non si è ancora ripreso del tutto. Il succo della vicenda è però un altro, e la cosa straniante è che si tratta, di fatto, di una non vicenda: assieme a questo nuovo, e al contempo vecchio, Nathan (dove ha preso l'impermeabile?), esploriamo la Città Est e vediamo finalmente il suo nuovo, e al contempo vecchio, volto di Megalopoli (lol, sarà mica il nuovo nome?). Bellissima la riflessione sulla città che finalmente è come l'Uomo l'ha sempre sognata, puro Serra al 100%. Anzi, al 101%, perchè se Omega era già la fine di tutte le cose, qui Serra va oltre la fine e realizza un'appendice che sa davvero di conclusione. Questo albo è dunque un epilogo, in cui Serra si sdoppia per 'fare la barba' ad entrambe le sue facce, quella maschile-intimista e quella femminile-sprezzante, che nel corso degli anni ha infuso rispettivamente in NN e in Legs Weaver e che ormai sono in grado di vedere il mondo per conto proprio. Una doppia fine che non può che essere altrettanto ambivalente. Così, se in La megalopoli la tecnologia è finalmente al servizio dell'umanità, è comunque evidente (per chi vuole vedere) che nemmeno stavolta è veramente così; ma perlomeno un piccolo passo è stato fatto. E se un piccolo passo fa l'umanità, Nathan ne fa uno che può essere piccolo o grande a seconda dei punti di vista: il fatto che al cimitero egli non vada a trovare la moglie Laura, ma Anwen (la protagonista della storia di Perniola), e che si professi innamorato di lei, è un segnale che potrebbe significare qualcosa (ma anche niente, però qualcosa è più bello di niente).
In Chi è May? (Serra/Palomba), una storia splendidamente disegnata e più lunga della precedente, Serra chiude il suo personale filone femminista, e lo fa prendendo a simbolo non Legs, di cui già aveva detto tutto un decennio fa, bensì May, che qui entra in coma e fa i conti con sè stessa e con amici e parenti. E' una storia in sè un po' stramba (d'altronde è una storia di May), piena di vignette slargate e priva di riferimenti (anche minimi) alla storia di Rigamonti dell'ultimo Agenzia Alfa, che lasciava prevedere sviluppi esoterici del personaggio, ma è una storia in cui proprio il personaggio May Frayn emerge in tutta la sua dirompenza e soprattutto in tutti i suoi difetti: perchè May non è solo quella con le tette grosse, ma è ed è sempre stata una persona estremamente fragile, caratteristica che ha sempre voluto nascondere con atteggiamenti fighetti e disinibiti volti ad attirare l'attenzione delle poche persone acconsentite a volerle bene. Ora questo eccessivo elitarismo (dovuto ad un atavico senso di colpa verso sè stessa, e si veda come l'"atavico" sia ribaltato su Kay) viene qui estremizzato per la prima volta, ed addirittura lo scopriamo esacerbato in odio, in rancore, in una ricerca a tutti i costi dei difetti delle persone amate. Ne viene fuori una May che si chiude in sè stessa esattamente come il Sigmund visto nella saga precedente, ma che, come il Nathan della prima storia, pare riuscire a ricominciare ad accettarsi.

Ventuno anni fa Serra aveva iniziato con un trittico costituito da un uomo, una donna e un nerd. Oggi probabilmente Legs ha passato troppo tempo in mani altrui perchè egli possa sentirla ancora vicina a sè come una volta, ma May è stata, negli ultimi dieci anni, il rimpiazzo di Rebecca, ed è giusto che la donna con cui Serra chiude il cerchio e passa il testimone sia lei. L'uomo e il nerd, invece, sono gli stessi. Come lo è Serra, che non è di carta e, sotto sotto, vorrebbe essere un robot. Ciao Antonio, lo so che questo non è un addio e che tu continuerai a spiare Sigmund e soci con i tuoi droni, però ci tengo a salutarti e a ringraziarti di tutto il pesce. Io continuerò a riflettere sull'Alfa e ad aspettare l'Omega. Non è quello che facciamo tutti i giorni, in fondo? Vabbè, ci vediamo sul pianeta perduto, a presto.
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Re: Bonelli: Nathan Never

Messaggioda max brody » lunedì 05 novembre 2012, 12:07

Agenzia Alfa #27: Incubo genetico, La maschera dell'odio, La spada magica (Rigamonti/Arduini; Rigamonti/Rizzato; Sammartino/Atzori)
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L'albo-tipo di Agenzia Alfa: fa da passaggio fra un albo mensile e l'altro, collegandoli idealmente, e racconta avventure in solitaria degli agenti solitamente comprimari. Con La megalopoli eravamo rimasti a May: si riparte da lì con La maschera dell'odio, ma attraverso un piccolo ribaltone. La storia è infatti il seguito di Il culto della follia (del precedente AA), ma anzichè riprendere la May mutante introdotta in quella storia, come ci si aspettava, recupera il Soggetto 15 e Suzanne e li fa salutare un'ultima volta. Una storia, dunque, inutilina da un lato e comunque godibile dall'altro, configurandosi come un'appendice alla succitata Culto della follia, e nella quale non mancano pure scene di vita quotidiana che mostrano una Kay sempre più vicina all'indipendenza. Da qui Rigamonti fa un salto carpiato e si tuffa nelle atmosfere anglonipponiche delle vecchie storie di Serra con protagoniste le gemelle Ross, defunte durante la guerra con le stazioni orbitanti. Da quelle due storie (uscite su AA #11 e #12), Rigamonti recupera personaggi abbandonati come Ebenezer Ross, il padre delle tre sorelle, e il suo arcinemico Janus, dimostrando così che la redazione non ha dimenticato le sottotrame aperte; e chissà se in futuro ci sarà spazio per le altre due sorelle Ross ancora in vita. La maschera dell'odio, intanto, fa il suo mestiere, epicando e replicando in maniera giocosa una trama già vista proprio nelle storie del fu Stormo Alfa, qui sostituito dalle Valkyrie di Mama, a sua volta legata sentimentalmente a Ebenezer Ross, di nuovo minacciato dal redivivo Janus. Pura soap! Ma ogni tanto ci vuole, soprattutto quando essa rappresenta un lolloso sfottò al forum di NN, ove trame del genere sono odiate e denigrate ai limiti dell'isterismo. Io me la rido, invece, e me la rido ancora di più con la storia successiva, La spada magica, di fatto un episodio postumo del defunto spin-off dedicato a Legs Weaver. E' lei, tornata stabilmente nel cast, la protagonista di questa vicenda giapponese che più giapponese non si può. E fra una riflessione su Nagasaki e i disegni nippomimetici di un Atzori piuttosto ispirato, la giapponesità del plot sfonda il muro della continuity quando, dalle pagine di Martin Mystère, compare nientemeno che Amaterasu lei medesima, la quale, sotto forma di contatto mentale, trasforma Legs nell'eletta in grado di maneggiare la Katsuninken, la katana primordiale che altro non è se non un'arma muviana già vista in un paio di storie famose di MM (il quale compare pure di sfuggita). Tutto questo ad opera di un Sammartino da sempre considerato fanboy promosso a tappabuchi dalla redazione, ma che la prefazione al Romanzo Bonelli Sul pianeta perduto rivela essere una sorta di clone di Serra, che dopo l'abbandono del sardo pare essere pronto per scrivere le storie che mi fanno contento. Almeno così spero. Nel frattempo mi godo questo giappone antico e futuro e sono pronto per il prossimo numero mensile, che da titolo e copertina puzza di Banana Yoshimoto. L'albo-tipo di Agenzia Alfa ha concluso la sua missione. Ben fatto, soldato.
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