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[Bonelli] Magico Vento

Editore che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più iconici della tradizione fumettistica italiana, toccando tanti generi diversi ma con uno stile unico e inconfondibile.

[Bonelli] Magico Vento

Messaggioda Pangur Ban » giovedì 04 agosto 2016, 21:08

Magico Vento è un fumetto di genere western-horror, pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore tra il 1997 e il 2010.
131 volumi per lo più scritti dal creatore della serie Gianfranco Manfredi.



Oltre il fango, il sudore e la polvere da sparo, alla scoperta di un West segreto e oscuro, dove la vera Frontiera è quella tra il mondo conosciuto e il regno dell’ignoto. Magico Vento, creato e scritto da Gianfranco Manfredi, unisce la classica avventura western alle atmosfere cupe dell’horror, e schierandosi dalla parte degli indiani non ne rappresenta soltanto la dura lotta per la sopravvivenza, ma anche l’appassionante ricerca spirituale, tra riti, visioni, sogni di riscatto e incubi terribilmente reali. Ned Ellis per i bianchi è un ribelle, un rinnegato, un killer. Per i Sioux, che lo hanno accolto tra loro e ribattezzato Magico Vento, è un Uomo Strano, cioè uno sciamano, un guerriero e uno spirito inquieto, imprevedibile e fuori da ogni regola. Una scheggia di metallo conficcata nel suo cervello ha cancellato in lui ogni memoria del passato, ma, in compenso, gli ha donato una straordinaria capacità di intuire il futuro attraverso inquietanti visioni e premonizioni.

Ma quale oscura tragedia, quale dolore hanno fatto di Magico Vento l’uomo che è? Magico Vento è un ex soldato vittima di un complotto politico-militare. Scampato all’esplosione di un vagone blindato provocata ad arte da militari corrotti e trafficanti d’armi, viene raccolto tra la vita e la morte da Cavallo Zoppo, un anziano sciamano Lakota che, interpretando le indicazioni ricevute in una visione, vede in lui un inviato del Grande Spirito. Accolto tra gli indiani, Ned «nasce di nuovo».

Braccato da un angoscioso passato che gli si rivela soltanto per frammenti, e che a tratti minaccia di inghiottirlo, e in corsa verso un futuro spesso inquietante di cui cerca di fermare gli esiti più devastanti per gli indiani, Magico Vento vive un doppio ruolo di guerriero e di sciamano, in lotta contro uomini in carne e ossa e nemici spesso molto più pericolosi e letali: fantasmi vendicativi, spiriti malvagi, creature misteriose che non possono essere combattuti con armi tradizionali e che lo costringono a cercare sempre nuove risorse, tanto nei segreti poteri della magia indiana che in quelli custoditi nel profondo della mente umana. Le sue facoltà, però, non sono acquisite una volta per tutte, infatti si destano soltanto di fronte alle diverse situazioni che l’ex soldato è costretto ad affrontare e richiedono un difficile equilibrio tra corpo e spirito che non può essere mantenuto a lungo. Dalle sue esperienze Magico Vento esce spesso stremato e confuso. Lo salvano dal peso della solitudine il senso di appartenenza alla sua tribù adottiva e profondi sentimenti di amicizia e di comprensione per gli altri. Magico Vento non è un freddo giustiziere per il quale il fine giustifica i mezzi. Anche se spesso la violenza lo trascina e l’incalzare degli eventi lo costringe a decisioni estreme, rispetta i suoi avversari, e si sforza sempre di comprenderne le motivazioni, attratto com’è dal mistero dell’origine e della natura della malvagità umana.


Letto il nr.116

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Dopo alcuni mesi riprendo Magico Vento per il rush finale e sarà forse per questo lasso di tempo che ho fatto passare, ma vedendo la ferrovia sopraelevata nella Chicago nel 1879, oppure l'uso del telefono, ho provato la stessa sensazione di straniamento di Poe. Il vecchio West è agli sgoccioli e quindi, al di là di vari motivi, ha un senso che anche Magico Vento non sia durato che pochi altri numeri.

La storia al solito è scritta molto bene, con ottimo materiale umano. All'inizio sembra che si tratti solo di un'indagine su Hogan a Saint Louis, ma presto la scena si sposta in Missouri con Magico Vento impegnato in una faccenda imprevista che rimanda il suo arrivo nella città all'albo successivo. Manfredi non si limita mai al compitino (chiamata -indagine-soluzione) ma nella vicenda principale ne inserisce altre che, funzionali o meno, intrattengono il lettore grazie ai personaggi e alle loro interazioni.
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Re: [Bonelli] Magico Vento

Messaggioda Pangur Ban » sabato 21 gennaio 2017, 13:45

Letti i numeri 122 e 123

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SPOILER

Il duello decisivo tra Magico Vento e Hogan si svolge piuttosto in fretta dopo il lungo inseguimento. Manca quindi di intensità secondo me, ma non di crudeltà dato che Manfredi condanna ad una punizione atroce il cattivo numero uno della serie: divorato dagli alligatori. Ci sta come scelta, ma non mi sarebbero dispiaciuti una battaglia più aspra tra i due avversari e uno scambio di battute finalI con baffone in punto di morte. Resterà comunque uno dei migliori antagonisti bonelliani di sempre.

Conclusa la saga degli Antichi, comincia l'ultima trasferta del protagonista in un'ambientazione tipicamente texiana. Passare in maniera così netta da un western fantasy a un western puro mi ha po' disorientato durante le prime pagine, ma l'albo "Sentieri di sangue" si è poi rivelato un ottimo inizio della fine mostrando un texas violento e pauroso. L'epilogo con la nana che esce dal pozzo è da manuale.
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Re: [Bonelli] Magico Vento

Messaggioda Pangur Ban » domenica 12 febbraio 2017, 20:45

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Con il numero 130 ho concluso ieri la lettura della serie regolare di Magico Vento dopo 2.273 giorni da quando l'avevo cominciata. Ricordo quando uscì il primo volume 'Fort Ghost' nel '97: lo comprai, lo lessi e dissi: "Non fa per me" *_*. E' stata una coincidenza aver recuperato in blocco tutti volumi proprio quando la chiusura era prossima. Non ho seguito consigli o altro ma ho solo assecondato un'idea del momento (e un buon prezzo su eBay) per scoprire così uno dei migliori fumetti italiani di sempre.

Come è andata a finire? [spoiler]Con la morte dell'apache Victorio, che non è mai stato degno di un dito di Cavallo Pazzo, e un ultimo confronto tra Magico Vento e gli Antichi. In un certo modo Manfredi ha dato quello che chiedevo al numero 123:

...non mi sarebbero dispiaciuti una battaglia più aspra tra i due avversari e uno scambio di battute finali con baffone in punto di morte.

Una buona scelta tenersi Hogan per la fine, anche se come ombra ultraterrena. Estrella compagna di vita per Ned ha un senso per dare al personaggio un futuro di pace, o almeno una speranza di normalità. Non è la migliore donna della serie, se fosse un film direi che tra i due attori non c'è alchimia, ma meglio che farlo partire solitario verso un sole che tramonta. Certo che ne ha passate tante: infallibile pistolero, potente stregone, sciupafemmine senza neanche il bisogno di sforzarsi, ma non è uscito vincitore da nessuna guerra. La Storia con la "s" maiuscola non glielo poteva consentire.

Nel dialogo con l'ombra due frasi bastano per spiegare il personaggio:

"Sei l'eroe delle cause perse Ned."
"Vinte o perse erano cause giuste."[
/spoiler]

Mi resta ancora da leggere lo speciale.
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Re: [Bonelli] Magico Vento

Messaggioda Pangur Ban » giovedì 25 maggio 2017, 09:32

Magico Vento Speciale

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Tre storie raccontate da un anziano ma sempre in gamba Poe ritiratosi a vita privata nei dintorni della Chicago del 1912. Un efficace stratagemma, quello degli intemezzi disegnati da Matteoni, per introdurre avventure mai apparse sul mensile.

In particolare la prima - "Ragno e Coyote" - avrebbe dovuto far parte della serie regolare collocandosi tra i primi numeri. Tuttavia non fu pubblicata perché non si adattava agli sviluppi successivi delle vicende legate a Hogan. Ne deduco che Manfredi cambiò idea quando ormai era già stata completata (nel 1997, anno dell'arrivo di Magico Vento in edicola, stando alla firma di Marcello sull'ultima tavola) ma per fortuna ala fine hanno trovato il modo di proporla ai lettori. Peccato solo che sia l'unico lavoro del compianto Marcello per Magico Vento.

La seconda mini-storia riguarda un'indagine che Poe conduce da solo. Un episodio che dimostra una volta di più come la spalla di Magico Vento in realtà sia un personaggio del tutto autonomo che non avrebbe problemi a sostenere una propria serie.

La terza è un epilogo che segue direttamente il numero 130 del mensile e devo dire che non mi aspettavo di leggerlo. Manfredi ci mette un po' di tutto: western, fantasy, lotta di classe e l'amicizia tra i due protagonisti, prima di chiudere lasciando in sospeso la domanda che dà il titolo: Magico Vento nel 1912 è vivo o morto? In fondo ha poco importanza saperlo: è un finale, e le future nuove avventure non credo che ripartiranno da esso. Forse ci verranno narrati ulteriori sviluppi della vita di Ned in Messico, ma io spero che si ritorni al periodo iniziale tra i Lakota.



Terminati gli albi Bonelli, ho ancora da leggere il libro della Editoriale Mercury: Magico Vento - L'ultimo WEstern Bonelli tra novità e tradizione.

A cura di Gisello Puddu
Pubblicato da Editoriale Mercury
Stampato in Italia nel 2008
Lingua: italiano
Specifiche: 21 x 28,5 cm, cartonato con sovraccoperta, 194 pagine
Prezzo. € 40,00

Prefazione di Luciano Tamagnini - pag.5
Cap. 1 - pag.7 - Magico Vento L'ultimo western Bonelli tra novità e tradizione
Cap. 2 - pag.29 - Magico Vento e l'eroe bonelliano
Cap. 3 - pag.39 - Magico Vento tra Storia e fiction
Cap. 4 - pag.59 - Gianfranco Manfredi profilo artistico
Cap. 5 - pag.91 - Il segno grafico della serie
Cap. 6 - pag.157 - Cronologie e fumettografia illustrata

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