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[C. Dabos] L'Attraversaspecchi: 3. La memoria di Babel

Rispetto agli altri animali l'uomo ha un'utile facoltà: può immaginare cose che non esistono, generando interi mondi fantastici grazie al potere della fantasia. E c'è chi di fantasia ne ha così tanta da non inventare solo storie ma da creare universi che riempiono più e più libri, e che ora sono raccolti in questa cartella.

[C. Dabos] L'Attraversaspecchi: 3. La memoria di Babel

Messaggioda cianfa88 » venerdì 25 ottobre 2019, 15:49

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L'attraversaspecchi
1. Fidanzati dell'inverno
2. Gli scomparsi di Chiardiluna
3. La Memoria di Babel
4. Echi in tempesta


Nel corso delle sue indagini sulla "Lacerazione" (un misterioso evento che ha distrutto il vecchio mondo portando alla formazione di isolate "Arche", brandelli di terra fluttuanti nel vuoto), l'animista Ofelia (in grado di "leggere" il passato degli oggetti tramite le mani) si è imbattuta in Dio, un misterioso essere con l'ambizione di governare tutti gli uomini e a quanto pare creatore degli Spiriti di Famiglia, persone immortali da cui originano le abilità peculiari degli abitanti di ogni arca. Non solo, ha anche involontariamente liberato l'Altro, entità desiderosa di distruggere le Arche. E ha perso anche ogni contatto da Thorn, poco dopo averlo sposato più o meno controvoglia.
Decisa a saperne di più, Ofelia si reca così su Babel, modernissima Arca multietnica dove sono custoditi i documenti riguardo la storia del mondo. Sotto l'apparente progresso di Babel, però, c'è una realtà di oscurantismo in cui Dio e i governanti tengono la gente comune. Perché scompaiono documenti riguardo le guerre del Vecchio Mondo? La "Lacerazione" è stata causata deliberatamente? Ci si avvicina davvero a un secondo cataclisma, come il misterioso fenomeno degli Echi sembra suggerire?

Terzo volume della fortunata saga dell'Attraversaspecchi, ad opera di Christelle Dabos, autrice belga con la grandissima dote di una fervida e originale immaginazione, qualità molto rara al giorno d'oggi. E allora la mitologia si fa sempre più consapevole e accattivante, con una prospettiva molto più ampia rispetto a quella un po' asfittica dei primi due libri dove l'azione si svolgeva principalmente sull'Arca del Polo. Ormai la struttura narrativa di questa originale serie di fantasy è chiara: a una prima parte molto descrittiva, in cui Ofelia finisce per infilarsi in situazioni più grandi di lei, corrisponde un finale al fulmicotone in cui l'autrice è bravissima a gestire le spiegazioni ai misteri e a introdurne di nuovi. Una vera e propria trappola orchestrata dalla Dabos, in cui il lettore cade e si perde nella vorticosa lettura delle ultime 150 pagine senza avere tempo di domandarsi se lo sviluppo dei personaggi e le rivelazioni siano sempre coerenti e senza accorgersi di qualche deus-ex-machina di troppo.

A ben guardare non è che la trama prosegua poi così tanto (è anche il libro più corto dei tre usciti), ma tutto è ben apparecchiato per il gran finale: il quarto e ultimo volume, La Tempête des échos, è in uscita in Francia a novembre e che quindi non tarderemo ad averlo da noi.
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