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[C. Dabos] L'Attraversaspecchi: 4. Echi in tempesta

Rispetto agli altri animali l'uomo ha un'utile facoltà: può immaginare cose che non esistono, generando interi mondi fantastici grazie al potere della fantasia. E c'è chi di fantasia ne ha così tanta da non inventare solo storie ma da creare universi che riempiono più e più libri, e che ora sono raccolti in questa cartella.

[C. Dabos] L'Attraversaspecchi: 4. Echi in tempesta

Messaggioda cianfa88 » martedì 18 agosto 2020, 11:13

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L'attraversaspecchi
1. Fidanzati dell'inverno
2. Gli scomparsi di Chiardiluna
3. La Memoria di Babel
4. Echi in tempesta


C'era una volta una strega, che di mestiere faceva la scrittrice. Dopo aver scritto sei libri di crescente successo, mancava solo il gran finale. Con sprezzo del pericolo, decise di abbandonare la collaudata formula dei libri precedenti e di aggiungere solo in fondo elementi decisivi per la trama della storia. Poteva venir fuori un disastro, ma era una maga abilissima e con un colpo di bacchetta tutti i fili ingarbugliati si sciolsero all'istante fornendo una coerenza inaspettata all'intera Opera.

Paragonare Christelle Dabos alla Rowling può essere forse ingeneroso, ma nella scrittrice francese l'ispirazione al modo di scrivere della più famosa collega è evidente, e d'altronde è inevitabile che qualunque opera fantasy "magica" si debba ormai confrontare con l'ingombrante presenza di Harry Potter. La saga dell'Attraversaspecchi si era imposta come l'opera fantasy più originale degli ultimi dieci anni, tanto che i primi due volumi avevano fatto incetta di premi e ottenuto un successo invidiabile nel settore "Young Adult". Dabos era infatti riuscita a fondere con grande abilità una storia di amore patinata ma non banale tra i due protagonisti (Ofelia e Thorn) alla creazione di un mondo "post-apocalittico" affascinante e con la giusta dose di misteri. Il terzo libro era però inferiore ai primi due, ma tutto era comunque pronto per il gran finale.

Peccato che la magia questa volta non riesce. C. Dabos tira i capi dei fili ingarbugliati, ma i nodi non si sciolgono e formano un guazzabuglio inestricabile. I misteri si complicano, le spiegazioni non tornano, le rivelazioni sono posticce, la scrittura diventa faticosa, come se l'autrice fosse consapevole di non avere le idee abbastanza chiare e dovesse arrivare al fondo per forza. Il libro è sbilanciato, con una prima parte estremamente lunga, prolissa e molto noiosa e con un finale forse troppo rapido e confuso. I protagonisti avevano già raggiunto la piena maturazione nel terzo libro, e hanno quindi ben poco da dire. Nessun nuovo personaggio interessante arriva a dare respiro alla storia. Gli elementi di maggior successo dei primi libri (un nuovo mondo accattivante e le efficaci relazioni/scontri tra i personaggi) vengono purtroppo lasciati da parte, rendendo tutto l'ultimo volume una caccia al tesoro di scarso interesse,

Un brutto e deludente finale per una saga che era iniziata sotto i migliori auspici, ma che l'autrice non è riuscita a portare con efficacia a conclusione.
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