Home The Disney Compendium il Fumettazzo

[Koushun Takami] Battle Royale

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Koushun Takami] Battle Royale

Messaggioda Alecs Endriu » mercoledì 21 luglio 2010, 08:12

Immagine Immagine

Repubblica della Grande Asia. Dal 1947 ogni anno vengono sorteggiate cinquanta classi di ragazzi di terza media per partecipare al "Programma". L'obiettivo di tale programma? Lasciare ogni scolaresca in un luogo disabitato affinchè gli alunni si uccidano a vicenda, finchè non rimanga un solo sopravvissuto. Pubblicato in Giappone nel 1999, Battle Royale è divenuto fin da subito un bestseller, dal quale sono stati tratti un manga omonimo, e due film.

Pare che sia il libro più venduto in Giappone. Strano per una storia con una trama simile, apprezzabile per gli amanti dello splatter, ma che potrebbe far storcere il naso a qualcuno. L'ho conosciuto casualmente, trovando in fumetteria l'omonimo manga. Incuriosito dai disegni, ho controllato su Wikipedia, dove ho scoperto che il manga è tratto dall'omonimo romanzo di Koushun Takami (peraltro tradotto in Italia da un certo "Tito Faraci". Omonimia?).

Nello specifico, il romanzo descrive il "gioco" al quale partecipa la terza media di una scuola di Shiroiwa. Quarantadue studenti, 21 maschi e 21 femmine. Credendo di partecipare ad una visita di istruzione, gli studenti vengono narcotizzati nel pullman e portati su una piccola isola (evacquata per l'occorrenza). Ad ognuno è consegnato uno sacco contenente una mappa dell'isola, divisa per settori, una torcia ed un'arma scelta casualmente (ai più fortunati capitano armi da fuoco, ai meno fortunati una forchetta o un boomerang). Nel caso fossero restii a partecipare, o tentassero di scappare, un collare con un ordigno esplosivo è fissato al collo di ciascuno, pronto ad esplodere se il proprietario dell'apparecchio tenta di tuffarsi in mare per nuotare via, o se entro le 24 ore successive nessuno degli altri studenti venisse ucciso (un motivo in più per combattere. Stando ai dati del libro, solo lo 0,5% dei giochi del Programma termina con l'esplosione generale dei collari). L'unico modo per salvarsi, ovviamente, è di uccidere tutti i compagni, per rimanere l'unico sopravvissuto sull'isola.

A spiegarla in questo modo, la trama risulta a) alquanto irreale b) splatter, come ho suggerito poco prima. Tuttavia, calandosi maggiormente in profondità nel sottile intreccio del romanzo, e cercando di leggere tra le righe, risulta tutto molto meno irreale. La "res" (che è tutto tranne che "pubblica") probabilmente ricorda più una Cina dittatoriale che non il Giappone. I numerosi personaggi si interrogano numerose volte, e con differenti spiegazioni plausibili, circa i motivi per i quali lo Stato debba mettere in atto questo "gioco" così crudele, al quale durante gli anni hanno tentato di opporsi invano molte delle famiglie dei partecipanti, trovando la morte nell'opposizione contro il pugno di ferro del regime.[Spoiler: non sul vincitore, ma sulle motivazioni - descritte al termine del romanzo - per le quali il Programma si svolge] La parola chiave è la "fiducia". In una simile situazione, ogni studente viene posto nella condizione di dubitare di chiunque, dei compagni di classe con i quali ha socializzato di meno, come di coloro che ritiene degli amici. La Repubblica si serve di questo sistema (che peraltro occupa un grande spazio tra i Media, che forniscono informazioni circa la morte degli alunni, le tipologie di decesso, ed ogni altro dettaglio che possa lasciare sbigottita la popolazione) per gettare tra la gente il seme della discordia e della sfiducia reciproca; per evitare che nascano clandestinamente associazioni ostili al regime, dato che ogni uomo è portato a non fidarsi del prossimo, e in questo modo mantenere il proprio potere nel corso del tempo.

Libro che nasce come romanzo da supermercato splatter, ma che nel corso dell'avventura diventa avvincente e ricco di colpi di scena. Personalmente, ho gradito molto la lettura. Piccola pecca, all'inizio è un po' complesso stare dietro ai 42 nomi giapponesi (anche se poi la narrazione si focalizza su gruppi di 2-3 studenti, rendendo più pratica la memorizzazione... senza contare che gli studenti diminuiscono progressivamente, quindi non è necessario ricordarsi dei cadaveri). Non aspettatevi alta letteratura, con periodi di quattordici subordinate, ma d'altronde non è questo l'obiettivo del libro.

Otto su dieci :)
Avatar utente
Alecs Endriu
Witcher
Witcher
 
Messaggi: 362
Iscritto il: domenica 14 ottobre 2007, 18:34
Località: Roma
Has thanked: 0 time
Been thanked: 2 times

Torna a Narrativa a 360°

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Cookie Policy