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[Charles Dickens] Canto di Natale

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Charles Dickens] Canto di Natale

Messaggioda Bramo » venerdì 24 dicembre 2010, 22:55

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Come ogni anno da circa 7-8 anni, anche all'approssimarsi di questo Natale mi sono riletto questo celeberrimo libro di Dickens.
Famoso perchè è forse l'opera letteraria cha ha subito più adattamenti cinematografici e televisivi di ogni altra.
Tra le più celebri possiamo ricordare ovviamente il Canto di Natale di Topolino, Festa in Casa Muppet, A Christmas Carol, Concerto di Natale con i Flinstones, Looney Tunes - Canto di Natale, Natale a Casa Deejay, oltre che molti altri film-tv ed episodi natalizi di varie serie televisive e sit-com che sfruttavano la trama di base del romanzo di Dickens.
Il successo di questa storia, che l'ha resa appetibile per tutte queste occasioni, sta sicuramente nel saper toccare temi universali e sentiti, e di farlo in maniere intelligente.
La prima tappa è quella di creare il personaggio perfetto per questa storia: Ebenezer Scrooge è quel personaggio. Un vecchio affarista avaro e cinico, che pensa solo a se stesso e che odia qualunque cosa non produca denaro, a maggior ragione quindi il Natale. Una volta caratterizzato (in poche pagine ma splendidamente) il carattere di Scrooge, l'autore gli fa compiere nell'arco della santa notte di Natale una maturazione senza precedenti, una vera e propria epifania morale che anche se condensata in un centinaio di pagine e in una notte sola, risulta credibile. E la cosa strabiliante è che risulta credibile nonostante il modo incredibile in cui il protagonista guarda che uomo è ed è stato e quanto bene si possa donare al mondo intero: aiutato da tre spiriti, lo Spirito dei Natali Passati, lo Spirito del Natale Presente e lo Spirito dei Natali Futuri, che nella notte di Natale gli mostreranno immagini di quello che è stato, che è e che sarà di lui e delle persone che ruotano attorno a lui... Scrooge vede i demoni che coltiva da anni nel suo atteggiamento asociale ed egoista. E se c'è una cosa che un uomo fatica a sopportare è il peso degli orrori che lui stesso ha compiuto.

Una storia di formazione, ma non costruita su un ragazzo giovane bensì su un uomo adulto che opera nel modo sbagliato verso il mondo, verso il Natale e verso se stesso. E quale miglior occasione del Natale per rinascere sotto una nuova concezione di vita? Scrooge si converte, grazie agli Spiriti, e dona speranza anche al lettore sul destino del mondo.

Una storia che parla di temi e valori universali, non priva di alcuni passi ironici alternati a sapientissime parti commoventi e tristi, non poteva non essere appetibile al medium visivo. E come abbiamo visto questa splendida storia è passata più volte sul piccolo e sul grande schermo. Senza contare i fumetti! In fondo, non possiamo dimenticare che uno dei personaggi Disney più popolari, Paperon de' Paperoni, è stato ispirato a Carl Barks (addirittura anche nel nome originale del personaggio) proprio dall'Ebenezer Scrooge di Dickens. Paperone che infatti nella storia d'esordio era dipinto come un misantropo che guardacaso odia il Natale. E' così del tutto naturale che anni dopo Paperone interpreti proprio la parte del suo omonimo nel mediometaggio animato ispirato alla novella dickensiana. :)

Resterà per sempre la più bella favola di Natale mai ideata, proprio per la sua componente universale, capace di toccare le persone di ogni età, di ogni epoca e di ogni luogo geografico.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Re: Charles Dickens - Canto di Natale

Messaggioda Lavi-Schroeder » martedì 28 dicembre 2010, 16:58

Lessi questo classico della Letteratura per la prima volta sui 12/13 anni, proprio perché ho sempre adorato il Canto di Natale di Topolino e volevo leggere l'originale. Mi piacque davvero molto, pur ammettendo che ad influenzare il mio giudizio è stato principalmente tutto ciò che ne è derivato. È però una bella fiaba natalizia, tappa obbligata (secondo il mio parere, almeno).
Non so, tuttavia, quanto i gggiovani possano essere attratti, non tanto da questo libro, quanto più da Dickens in sé: la traduzione è un po' retro (volutamente e non), sia nelle parole che nella forma, almeno nelle edizioni Mondadori, e quindi credo sia difficile che qualcuno al di sotto dei 16 anni possa avere un vocabolario personale adeguato per affrontare un testo dickensiano (oltre che decidere di sua spontanea volontà di accostarsi a questo autore, ritenuto comunque pesantuccio).
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Re: Charles Dickens - Canto di Natale

Messaggioda MinnieMouse » domenica 02 gennaio 2011, 17:18

Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Avevamo anche fatto uno spettacolo in inglese dove recitavo la parte di Marley :D ihihihih
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