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[Mordecai Richler] La Versione di Barney

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Mordecai Richler] La Versione di Barney

Messaggioda bacci88 » lunedì 03 gennaio 2011, 10:49

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LA VERSIONE DI BARNEY è un libro dello scrittore canadese Mordecai Richler, scritto nel 1997. L'ho letto perchè ero incuriosito dalla trama del recente adattamento cinematografico trovata su un sito di recensioni di film, e per vari consigli di conoscenti.
Il primo centinaio di pagine mi è parso un po' ostico, la storia sembrava non decollare mai, le vicende parevano spezzettate e senza un vero filo conduttore, ma da lì in poi invece avviene il MIRACOLO: piano piano si entra nell'ottica, il vecchio Barney diventa come un parente, si ride con lui per sue disavventure quotidiane, si soffre per i suoi mille acciacchi e le sue problematiche domestiche e amorose, e arrivati ad un certo punto si prova una voglia incredibile di tornare indietro a pagina uno e ricominciare a leggere da capo il romanzo, questa volta tutto sotto un altro punto di vista, dopo aver preso confidenza con Barney Panofsky e la sua vita "dissipata." Le numerose digressioni e i continui salti temporali presenti nel testo richiedono al lettore impegno e passione che alla fine saranno ampiamente ripagate, quando si arriverà al punto di sperare che le pagine non finiscano mai.

Barney Panofsky è un sessantasettenne canadese di origini ebraiche che in questo libro ripercorre la sua vita con un mare di digressioni e aneddoti che come le tessere di un mosaico vanno a completare poco per volta il quadro della sua esistenza di ricco produttore televisivo di successo, grande appassionato di Hockey, ex-giovane “artista” nella sua tumultuosa esperienza Parigina degli anni cinquanta, vecchio smemorato e rompiballe, imputato per l'omicidio del suo migliore amico, marito geloso fino all'autodistruzione (ora è solo, con tre matrimoni alle spalle di cui uno con la sua adorata Miriam, l’unica donna che ha davvero sempre amato), il tutto visto attraverso il punto di vista amaro ma allo stesso tempo profondamente ironico di chi redige le proprie memorie patendo problemi di memoria che si aggravano sempre più con l’avanzare del tempo.
La scansione temporale degli eventi narrati (suddivisi in tre macro-capitoli intitolati con i nomi delle sue tre ex-consorti) viene continuamente disattesa dal narratore, che salta di palo in frasca e da un periodo storico all'altro. Le digressioni continue (quelle che chiama “discorsi da caminetto”), di volta in volta drammatiche, spassose o più riflessive evidenziano le carenze affettive sofferte da Barney nella terza età e i vuoti di memoria che creano paradossi spassosi e sovvertono il meccanismo diaristico tradizionale.
Il finale risolve l’accusa di omicidio (con un colpo di genio favoloso) che ha spinto il protagonista a scrivere le sue memorie, come tentativo definitivo per discolparsi da questo evento cardine della sua vita, che funge da boa intorno cui si sviluppano tutti gli altri eventi narrati.

Il mio è un consiglio davvero spassionato: La versione di Barney è un libro bellissimo, divertente e a tratti pure commovente, se non l'avete ancora letto LEGGETELO!!!! :)
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