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[Aldous Huxley] Il Mondo Nuovo

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Aldous Huxley] Il Mondo Nuovo

Messaggioda bacci88 » martedì 18 gennaio 2011, 22:39

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Ho letto Il mondo nuovo di Aldous Huxley, un romanzo realizzato nel 1932 appartenente al genere distopico, in cui l'autore descrive un futuro in cui la società si basa su quello che viene definito razionalismo produttivistico, nel quale ogni più piccolo accenno alla coscienza e alla personalità individuale delle persone è annullato. Le vecchie religioni non esistono più e come la storia e la letteratura sono state cancellate dalla mente degli uomini, influenzati e corrotti fin dalla giovane età. Non esistono più le "nascite" intese in modo tradizionale: ogni essere umano è concepito e prodotto in serie in provetta, e gli ingegneri genetici controllano lo sviluppo degli embrioni con la tecnologia in modo da formare individui di diverse classi sociali già dalla nascita. Uomini di bell'aspetto e intelligenti "alfa" per la casta governante, fino ad arrivare agli "epsilon", sub-umani che occupano il gradino più basso della classe sociale, creati e addestrati psichicamente per occuparsi dei lavori più umili senza lamentarsene. Tutti gli esseri umani devono forzatamente rinunciare a ogni sentimento e a ogni individualità e sono soggetti a massicce dosi di droga, in modo sentirsi sempre in perfetta letizia nei confronti del resto del mondo.
Facendo un paragone con 1984 di Orwell si può dire che Il nuovo mondo tratta di un totalitarismo che si sviluppa in modo opposto: nel libro di Orwell i cittadini sono tenuti sotto controllo tramite le punizioni e vivono in un continuo stato di terrore, lo stato tiene nascoste le verità nascondendo le informazioni, e in generale la minaccia è fornita da dinamiche che sviluppano odio e terrore. Nell’ opera di Huxley invece le persone vengono tenute sotto controllo con i piaceri, vengono bombardati di informazioni superflue e spronati verso un consumismo selvaggio e verso tutti piaceri fisici che ne portano alla completa spersonalizzazione fino a far credere a ciascuno di essere completamente “libero”.
Il libro è profondamente interessante sotto questo aspetto profetico di costruzione distopica, mentre sul piano prettamente narrativo forse non riesce a coinvolgere al massimo nelle vicende dei personaggi “un poco più umani degli altri” che sceglie di seguire. D’altro canto dopo la conclusione del romanzo in questa versione è pubblicato Ritorno al mondo nuovo, un saggio di Huxley di 27 anni dopo che riprende i temi del libro e analizza come alcune delle sue catastrofiche previsioni si sono avverate anzitempo.
Vale sicuramente una lettura, per la potenza delle suggestioni evocate e per la loro grande attualità.
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